Operazione Blade. Albanesi, italiani e tunisini spacciavano tra Ragusa, Roma, Siracua e Modica

Operazione Blade. Albanesi, italiani e tunisini spacciavano tra Ragusa, Roma, Siracua e Modica

La Questura di Ragusa ha dato esecuzione a 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Catania, nei confronti di soggetti, italiani, tunisini, marocchini, albanesi e polacchi che gestivano, da tempo, un’articolata attività di traffico di sostanze stupefacenti.
L’operazione di oggi è il risultato di un’articolata attività di indagine nata a partire dal 2012 svolta dal Comm.to di P.S. di Modica, coordinato e diretto dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania.
Grazie alle indagini gli inquirenti hanno scoperto un'articolata organizzazione dedita, in maniera abituale, all’acquisto, al confezionamento e all’immissione sul mercato di Modica, di Pozzallo e di Rosolini di rilevanti quantitativi di diversi tipi di sostanza stupefacente, quali marijuana, eroina e cocaina.
Julian Hoxha, albanese, è uno dei promotori e coordinatori delle attività illecite attività dell’organizzazione, il suo compito principale era quello di rifornire di stupefacente gli spacciatori di diversa nazionalità e provenienza geografica: il cittadino tunisino Dakhil Majri, abile spacciatore, era anche il custode dello stupefacente (celato in un’abitazione protetta da cancelli e porte in ferro e raggiungibile unicamente a piedi), mentre SELMANI Algert, si occupava del trasporto e dello spaccio di droga.
Ruoli di spicco erano ricoperti da da alcune donne: Erisa Gjonaj, convivente dell’Hoxha e sua stretta collaboratrice nell’occultamento e nello spaccio della droga, Martina Chiaramonte Martina, fidanzata di Xhediljano Selmanaj; Fadwa Chaggar e Justyna Wudarczyk, convivente di MEJRI Dakhil, che per conto dei sodali pagavano le partite di droga, celavano e spacciavano stupefacente.
Ulteriori sodali erano Carmelo Baglieri, che si occupava dell’approvvigionamento a Ragusa presso un fornitore albanese e dello smistamento dello stupefacente anche nei comuni limitrofi a quello modicano; Giorgio Selvagio e Giorgio Assenza, addetti alla rivendita al dettaglio dello stupefacente nella città di Modica.
Uno specifico ruolo in seno all’associazione criminale è quello ricoperto dalle sorelle Lorenza e Mery Salonia.
Le due donne, pur essendo all’epoca delle indagini agli arresti domiciliari, tramite loro corrieri, acquistavano lo stupefacente dal gruppo criminale ed in particolare dall’Hoxha, immettendolo, poi sul mercato di Pozzallo, assicurando, così, all’organizzazione di espandere il proprio raggio d’azione e di procurarsi ulteriori guadagni.
Le conversazioni intercettate anche in ambientale svelavano non solo l’abitualità dei rapporti tra indagati finalizzati allo spaccio, ma altresì l’astuzia criminale che li portava a concordare il da farsi esprimendosi in termini criptici all’interno dei veicoli o durante le conversazioni telefoniche.
Infatti, lo stupefacente veniva indicato con il termine “zucchero”, oppure “CD” o anche come pezzi di ricambio di autovetture: “e non lo so io… le chiavi ce le ho... ma... l’importante che tu hai le chiavi che loro ce le hanno pure le ruote buone” e persino vestiti:” fai una cosa... digli che porta cose buone e vieni qua che…stanno arrivando i vestiti... digli che viene e se li prova”.
Alla stessa maniera, cripticamente, gli indagati trattavano della riscossione dei crediti provento dello spaccio: “devi essere un’ape... raccogli il più possibile”
Durante la fase delle indagini, a riscontro di quanto emerso dalle intercettazioni, venivano tratti in arresto in flagranza di reato Dakhil Majri, Julian Hoxha, Carmelo Baglieri e Giorgio Assenza, con il sequestro di oltre 200 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, eroina, hashish, marijuana e somme di denaro a dimostrazione della fiorente attività illecita.
A dimostrazione della professionalità e pericolosità del sodalizio criminale, il Commissariato di Modica e la Squadra Mobile di Ragusa, questa notte hanno rinvenuto diversi tipi di sostanze stupefacenti. Tratta in arresto Salonia Lorenza per detenzione di eroina ed è stato denunciato uno dei sodali per possesso di marijuana. Altresì, personale della Polizia di Stato ha proceduto, durante il blitz, al sequestro di una pistola a tamburo.
Cospicuo l’impiego di personale della Polizia di Stato delle Questure di Ragusa, Roma Cremona e Siracusa che, per l’esecuzione di detti provvedimenti ha messo in campo oltre 130 unita con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Catania, di Squadre Cinofile di Catania, Palermo e Vibo Valentia e del Reparto Volo di Palermo.


Con una maxi operazione antidroga, questa notte la Questura ha concluso un'indagine iniziata anni fa

Con una maxi operazione antidroga, questa notte la Questura ha concluso un'indagine iniziata anni fa

150 uomini, 70 auto, 1 elicottero, 8 Unità Cinofile, 14 unità del Reparto Prevenzione Crimine e 12 operatori della Polizia Scientifica, questa notte hanno scritto la parola fine ad una complessa indagine contro una banda di narcotrafficanti.
In tarda mattinata i dettagli dell'operazione e le interviste agli inquirenti.


Cosa ha detto veramente ieri il mattatore Renzi

Cosa ha detto veramente ieri il mattatore Renzi

Ieri il tour di Renzi, per raccontare agli italiani le ragioni del Sì, è sbarcato a Ragusa. Dopo circa due ore di ritardo, veniva da altri due incontri fatti a Catania, il presidente del Consiglio è stato accolto da un Teatro Tenda straripante di elettori e simpatizzanti del Pd, provenienti da tutta la provincia.
Fatta eccezione per una breve nonché "timida" contestazione da parte di alcuni operai, ben altra cosa sono state le contestazioni a Catania, è stata una vera e propria standing ovation per il presidente del Consiglio. Un tour, come tutti sanno, iniziato circa un mese fa, per spiegare agli italiani perché bisogna andare votare Sì al referendum.
Se fosse stato uno spettacolo in teatro, tutti i giornali oggi avrebbero titolato: "Sold out per Renzi, mattatore indiscusso di una serata indimenticabile". Ma ovviamente quello di ieri non era uno spettacolo teatrale, ma un comizio politico e di politica ha parlato. 60 minuti serratissimi per raccontare tutto ciò che è avvenuto in questi ultimi mesi. Tensioni con l'Europa, Brexit, crisi economica, migranti, terremoto, elezioni statunitensi e tanta, tantissima politica interna.
Un'ora dicevamo, durante la quale, il mattatore Renzi ha affascinato e ammaliato il suo pubblico. Inarrestabile Renzi, si potrebbe dire. Per 60 minuti non si è fermato un attimo. Niente bottiglietta o bicchiere d'acqua, in maniche di camicia, ovviamente arrotolate sopra i gomiti. Non c'è tempo da perdere, il tempo è tiranno. L'occasione è importantissima e le cose da dire sono veramente tante ed eccolo quindi percorrere quel palco centinaia di volte, su e giù, a guardar tutti, quelli della prima fila come quelli dell'ultima, come se volesse rivolgersi personalmente a tutti i suoi duemila spettatori, che sì, bisogna dirlo, pendevano dalle sue labbra. Ed ecco una platea ridere con lui, diventare subito seria, contrirsi e preoccuparsi con lui e alla fine sperare in un altro futuro. Insomma un mattatore navigato che ha guidato sapientemente gli umori dei suoi sostenitori.
Sì, si è pure riso e non poco, perché Renzi nel dileggiare i suoi avversari non lo ha fatto alla "vecchia maniera", ma a modo suo, da toscanaccio, imitandoli e scimmiottandoli, mostrando così tutta la loro "inadeguatezza", il loro esser vecchi. Perché lui è diverso, è uno del popolo, non "come quelli attaccati alla poltrona o ai vitalizzi", non come i suoi colleghi o "come i professoroni del Cnel".
A proposito di Cnel, e il referendum? Infatti, il referendum.
Se ne è parlato poco, quasi a margine del comizio, come fosse una chiosa alla sua arringa politico-elettoralistica, come fosse il contraltare (e qui sta la chiave di lettura per intendere l'intero comizio) allo status quo politico e sociale di un'Italia che non ce la fa più, che deve obbligatoriamente "cambiare verso" se non vuol morire. Ovviamente in Italia chi soffre di più è proprio la Sicilia.
La Sicilia nella partita del referendum rappresenta un tassello di capitale importanza. I sondaggi danno il Sì per sfavorito e lui lo sa e quindi gran parte del comizio è in favore dei siciliani, che vivono in una terra ricchissima e bellissima, ma da troppo tempo vessata da politici incapaci, sia locali che non, e da stereotipi inaccettabili (la mafia, ndr.). Parla della dignità dei siciliani e della cultura che tutto il mondo ci invidia, delle nostre ricchezze e dei problemi che stiamo vivendo a causa dell'esodo dal Medio Oriente e della miopia dell'Europa, "un'Europa che pretende di scegliere per noi". Da qui lo scontro con i vertici UE, che è in difesa dell'Italia e della Sicilia, ma ancora, il G7 che verrà organizzato a Taormina e poi l'impegno profuso dal Governo per la Ragusa-Catania, per l'aeroporto di Comiso e per la metropolitana di superficie a Ragusa. La Siclia deve essere rilanciata, sembra dire: la Sicilia può e deve cambiare verso.
Lui attacca questa Unione Europea, non la UE in quanto tale, lui vuole un'Unione Europea più "sociale e giusta". Non come quelli del No al referendum che "non osano mai contraddire l'Europa (Monti, Bersani e D'Alema in testa) o vogliono uscirsene (Grillini e Lega)", non riuscendo a capire cosa ciò comporterebbe, vedi il caso Brexit.
Ecco il richiamo allo spirito originario europeo e perciò Spinelli, ma anche agli altri politici buoni, come Giorgio La Pira, che lo nomina quattro volte, certo fu sindaco di Firenze, ma primariamente pozzallese, uno dei nostri concittadini più illustri. Anche Salvini viene citato e imitato egregiamente quattro volte a proposito del suo endorsement a Trump, del suo odio per il meridione, per la Sicilia e per i migranti. Ben altro trattamento è stato rivolto a Grillo e ai 5 Stelle. Direttamente Grillo è stato nominato due volte, la prima volta come esponente del No al referendum e la seconda volta in merito ai Musei Vaticani e alla sua idea di esigere un affitto al Papa. Il Movimento, invece, è stato nominato ben cinque volte: a proposito delle firme false a Palermo, del complotto dei frigoriferi a Roma, della gaffe di Di Maio su Pinochet dittatore venezuelano, della gaffe di Di Battista sulla Costituzione votata dagli italiani e dei progetti presentati dai 5 Stelle e votati dal Governo (Metropolitana di superficie a Ragusa, ndr.). Ecco la distanza tra lui e gli altri politici, tra i fautori del Sì e quelli del No. Serietà e concretezza contro superficialità e irresponsabilità. Insomma tra chi vuol cambiare le cose e chi fa solo finta di volerle cambiare.
Siamo giunti così quasi ai tre quarti del suo comizio ed ancora il referendum e le motivazioni del Sì sono solo accennate, sfiorate. Il vero argomento messo sul piatto è la fiducia a lui e al suo Governo ossia quello che qualche mese fa fu definita la personalizzazione del referendum. E' chiaro, Renzi è in campagna elettorale, si sta preparando per la tornata elettorale del 2018 contro la fronda interna del Pd, ma soprattutto contro Salvini e il suo populismo, contro il populismo di Grillo, unica vera minaccia ai suoi progetti.
Troppa attenzione, infatti, è stata rivolta ai suoi avversari e troppo poca alle motivazioni del Sì e del No, che sono servite solamente, quando sono state ricordate, a tracciare la distanza tra il suo gruppo e gli altri, tra la sua politica e quella altrui, tra le cose fatte dal Governo Renzi e la "vecchia" politica, definita dal presidente del Consiglio: immobilistica, sprecona, farraginosa e autoreferenziale.
Una campagna elettorale che naturalmente coinvolge massicciamente pure i suoi epigoni locali, con Nello Dipasquale in testa, che, oltre ad essere il coordinatore provinciale dei comitati Ora Sì, da qualche mese a questa parte è estremamente presente sulle tematiche e sulle problematiche del territorio ibleo. Cosa vorrà fare Dipasquale non è chiaro, anche se un'idea ce la siamo fatta, ma di sicuro possiamo sancire con oggi l'inizio della campagna elettorale per il Pd. Una campagna elettorale che nel prossimo 4 dicembre vede uno di suoi appuntamenti più importanti, un appuntamento dal quale i vari equilibri oggi in campo verranno o rafforzati o ridisegnati.


Rete idrica del Villaggio Camemi, approvato il progetto

Rete idrica del Villaggio Camemi, approvato il progetto

È stato ormai approvato il progetto per la realizzazione della rete idrica del Villaggio Camemi.
Il Dirigente dello stesso Settore, Giuseppe Giuliano, sulla base delle indicazioni dell'Amministrazione comunale che ha programmato questa importante opera pubblica, con tale provvedimento oltre ad approvare tutti gli elaborati progettuali e dare mandato all'Ufficio contratti di procedere all'espletamento della gara d'appalto, ha nominato il geometra Lucio Catania in qualità di progettista e direttore  dei lavori; il Rup sarà il geometra Giovanni Schininà, mentre la verifica dei lavori sarà affidata all'ingegner Giuseppe Piccitto.
Così l’assessore ai lavori pubblici, Salvatore Corallo (in foto): “il progetto della nuova condotta di distribuzione idrica del Villaggio Cameni prevede la realizzazione di 50 allacci che dalla rete primaria si collegheranno fino al limite della proprietà privata, la realizzazione di 2 camerette di manovra per il sezionamento della rete di distribuzione e n 3 pozzetti di scarico. La nuova condotta, che si allaccerà alla nuova rete adduttrice che corre lungo la provinciale n. 25, avrà uno sviluppo complessivo di circa 700 mt e sarà realizzata in ghisa sferoidale”.


La microcriminalità sta ritornando in Piazza San Giovanni?

La microcriminalità sta ritornando in Piazza San Giovanni?

Da qualche tempo a questa parte qualcosa sta cambiando in piazza San Giovanni. Sono passati mesi dall'ultima retata delle forze dell'ordine e non ci sono più le pattuglie a presidiare la zona. Per diverse settimane non si sono visti quei gruppi di balordi che si aggiravano tra i portici e il sagrato della cattedrale. Come non si sono verificati atti violenti né delinquenziali degni di nota.
Alla fine, la massiccia pressione dei media, come anche l'azione repressiva di tutte le forze dell'ordine hanno dato i risultati sperati. Ma oggi si teme possa tornare a registrarsi quale problema.

Ieri è stato arrestato in piazza un ragazzo per spaccio di cocaina. Due giorni fa, nella vicinissima via Sant'Anna, due giovani sono stati fermati e trovati in possesso di alcune dosi di marijuana e, sì, qualche faccia "strana" è tornata a frequentare quelle zone.

Ovviamente è quasi superfluo rimarcare il fatto che questa situazione sta iniziando a preoccupare i cittadini e anche i commercianti. Adesso, senza creare nessun allarmismo, forse sarebbe il caso di riniziare a monitorare seriamente tutto quel quartiere. Non vorremmo trovarci a dover scrivere nuovamente di fatti delittuosi. Evitiamo di ripetere i soliti errori. Spesso, infatti, troppo spesso in Italia, accade che, dopo un periodo di massima allerta da parte delle istituzioni, tutto scema sino all'indifferenza generale. Il fenomeno non va minimamente sottovalutato e non va fatto crescere.


Arrestato un ragusano per detenzione ai fini di spaccio di marijuana

Arrestato un ragusano per detenzione ai fini di spaccio di marijuana

Un altro arresto operato dal Norm di Ragusa nel pomeriggio di ieri, a termine dei controlli antidroga messi in atto negli ultimi giorni. In questo caso a finire in manette è stato un 36enne ragusano, già noto alle forza di polizia, che nascondeva nei cassetti del comodino 50 grammi di marijuana già divisa in due involucri. L’uomo, disoccupato da più di qualche mese, era stato notato dai militari operanti quale frequentatore assiduo di bar e salagiochi, con un tenore di vita poco confacente a quello di un disoccupato, e, alla luce dei precedenti specifici, il sospetto che traesse sostentamento da attività illecite ha trovato conferma nell’esito positivo della perquisizione domiciliare.
Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro e l’arrestato è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari.


Teatro Quasimodo, al via la stagione artistica 2016-2017

Teatro Quasimodo, al via la stagione artistica 2016-2017

Domani verrà inaugurata la stagione artistica 2016/2017 del Teatro Comunale "Quasimodo", sito in via Ettore Fieramosca, La serata prevede ingresso libero, pertanto non sarà possibile, precisano gli organizzatori, alcuna riserva di posti a sedere. Si invitano quindi tutti coloro che intendano partecipare alla massima puntualità.
La conduzione della serata sarà affidata all'attore e regista Massimo Leggio, con interventi sul palco della "Peppe Arezzo Ensemble", di Lorenzo Licitra e della compagnia del "Masd". Lo spettacolo sarà intervallato da brevi contributi teatrali di diversi attori ragusani, i quali saranno i grandi protagonisti della stagione artistica programmata dal mese di novembre fino a maggio 2017. La compagnia "Rosso Tango Ragusa", accompagnata dai maestri Giorgio Cavalieri ed Ornella Lissandrello, offrirà durante la serata un'esibizione di tango argentino. È previsto anche l'intervento sul palco di tutti i responsabili delle Compagnie Teatrali coinvolte nella stagione 2016-2017.
Così il sindaco Federico Piccitto sull’appuntamento di domani: "la serata di domani costituisce un assaggio della prima stagione artistica del Teatro ‘Quasimodo’, uno spazio per la cultura aperto a tutti i contributi e che vede gli artisti locali quali protagonisti assoluti esaltando la qualità e l'importanza, già riconosciuta in maniera unanime dal pubblico, delle opere teatrali, in un luogo adeguato e moderno quale, appunto, il teatro Quasimodo".


Referendum, le senatrici Di Giorgi e Padua in prima fila per il Sì

Referendum, le senatrici Di Giorgi e Padua in prima fila per il Sì

Scendono in campo gli schieramenti per il Sì e per il No, in vista del referendum costituzionale. Il voto, previsto per il 4 dicembre, ha già ovviamente fatto in modo che le due fazioni cominciassero a scontrarsi.
Per lo schieramento del Sì, in provincia di Ragusa scendono in campo anche le senatrici del Pd Rosa Maria Di Giorgi e Venera Padua, che nella giornata di oggi (e fino a domani) saranno impegnate in una serie di incontri per “fare conoscere quali sono le principali novità della riforma, approvata dal Parlamento dopo sei letture, grazie alla quale saranno realizzate modifiche di portata storica al sistema su cui si regge il nostro ordinamento, rendendolo snello e più al passo con i tempi”.
Gli incontri sono fissati per oggi, venerdì 11 novembre, dalle 18 all’auditorium Pietro Floridia di piazza Matteotti a Modica, e domani sabato 12 novembre, dalle 16,30 a Pozzallo, presso lo spazio cultura Meno Assenza, in corso Vittorio Veneto 341. A Pozzallo, in particolar modo, la sen. Di Giorgi ha avuto il piacere di intervenire qualche anno fa, durante le celebrazioni in onore di Giorgio La Pira, per ricordare il suo grandissimo impegno anche e non solo durante il suo mandato come sindaco di Firenze.
Sempre per la serata di oggi, alle 19,30, le senatrici si sposteranno a Scicli, all’interno dell’ex Caffé letterario Brancati, in via F.M. Penna 14, in cui si terrà un dibattito sulla "Tutela dei siti UNESCO e valorizzazione del patrimonio culturale” alla presenza di autorità e rappresentanti della cultura e delle amministrazioni locali.


Free Fuel. Un sistema semplice, ma estremamente funzionale. Le foto dei 16 arrestati

Free Fuel. Un sistema semplice, ma estremamente funzionale. Le foto dei 16 arrestati

Le complesse indagini della Squadra Mobile di Ragusa hanno avuto inizio dalla denuncia dell’amministratore delegato di un’impresa della provincia iblea che commercializza all’ingrosso prodotti petroliferi. Il socio, nonché amministratore dell’azienda, denunciava il furto di oltre 1 milioni di litri di carburante annui; ammanchi questi, che non gli permettevano di poter mai contenere il prezzo del carburante nelle centinaia di distributori da lui controllati, una situazione che a lungo andare lo ha costretto pure a licenziare alcuni dipendenti a causa dei danni subiti.
Dopo mesi di appostamenti, pedinamenti e grazie anche alle intercettazioni ambientali e telefoniche, finalmente gli uomini della Mobile sono riusciti a ricostruire il complesso sistema architettato dai 16 e così, ieri, hanno dato il via al blitz.
Il sistema architettato era molto semplice, ma funzionale a tal punto che gli stessi inquirenti lo hanno definito "tendenzialmente infallibile". I ladri, infatti, riuscivano a rubare il carburante e poi a rivenderlo senza farsi accorgere dall’azienda proprietaria e fornitrice del carburante che da quella incaricata del solo trasporto dalle raffinerie ai distributori al minuto.
In estrema sintesi: i ladri una volta caricato (legalmente) il carburante sulle autocisterne si dirigevano nell’azienda di manutenzione camion, che era complice e qui veniva perpetrato il furto e la ricettazione dello stesso, molti di questi acquirenti erano noti professionisti della zona di Augusta così come tanti insospettabili. Gli autisti delle autobotti, dipendenti di una delle aziende specializzate in trasporto carburanti, dopo aver rifornito la cisterna presso la raffineria, si spostavano alla “Tir Service” e/o presso “l’autolavaggio industriale” per camion, entrambi complici e presenti nello stesso sito ad Augusta in c.da Ogliastro.
Una volta giunti presso queste due aziende, mettevano in opera una serie di accorgimenti illeciti; ad esempio scaricavano il carburante che avevano all’interno dei serbatoi dello stesso camion, ovvero quelli che servono per alimentare il motore della motrice (i serbatoi contengono fino a 2.000 litri, quindi un ammanco di 200 o 400 sono sempre giustificabili come maggiorazione consumi) oppure prelevavano il carburante direttamente dalle stesse cisterne, perché per i trasportatori di tali prodotti è accettata una tolleranza dovuta all’evaporazione ed all’aumento del volume in base alle temperature, quindi, “giocando” su questa tolleranza, riuscivano a sottrarre altre centinaia di litri all’insaputa dei commissionari del carburante e dei titolari delle aziende di trasporto.
Questo sino a ieri, quando 60 uomini della Polizia di Stato appartenenti alle Squadre Mobili di Ragusa e Siracusa (che ha prestato piena collaborazione agli investigatori iblei titolari delle indagini), a bordo di 25 autovetture, 2 moto ed 1 elicottero, fin dalle prime luci dell’alba, hanno dato conseguentemente esecuzione agli arresti.
Agosta Salvatore, Luca Bellistri, Sebastiano Cacciola, Giuseppe Cappuccio.
primi-4
Fabio Carnevale, Ivan Castrogiovanni, Marco Castrogiovanni, Giovanni Cuddè.
gli-altri-4
Iemmolo Michele, Claudio Iacono, Michele Novello, Saverio Rinaldi.
dodicesimi
Antonio saraceno, Salvatore Spadaro, Daniele Pupillo, Andrea Venuto.
ultimi


Gli onorevoli Gucciardi e Turano (PD) si compiacciono con il Governo Crocetta per aver assicurato dei finanziamenti per i piccoli aeroporti dell'Isola

Gli onorevoli Gucciardi e Turano (PD) si compiacciono con il Governo Crocetta per aver assicurato dei finanziamenti per i piccoli aeroporti dell'Isola

Il Governo regionale manifestato la piena volontà di studiare e perciò inserire una norma nella prossima Legge di Stabilità o nel prossimo Assestamento di Bilancio, in favore dei piccoli scali aeroportuali della Sicilia. Ad oggi, visto che la norma non è stata ancora scritta, non si sa né a quanto ammonterà il finanziamento per gli aeroporto, Comiso compreso, né su quale capitolo di spesa questo finanziamento graverà.
"Il mio sincero apprezzamento all'azione del governo regionale per avere sposato l'idea di approvare una norma per gli aeroporti minori, Birgi e Comiso in testa. Con gli assessori Pistorio, Gucciardi e Baccei abbiamo mantenuto la parola nel dare sostegno al trasporto aeroportuale, vero motore di sviluppo della Sicilia. Ora occorre il sostegno ed il contributo decisivo di tutti i parlamentari, in una sinergia istituzionale al servizio dei nostri territori." Lo dice Mimmo Turano, capogruppo di maggioranza all'Ars, esprimendo la propria soddisfazione nel valutare le intenzioni del governo regionale di sostenere ulteriormente gli aeroporti dell’isola. Sul sostegno agli scali minori, in particolare Birgi e Comiso, interviene anche l’assessore regionale della Salute, Baldo Gucciardi, che con Giovanni Pistorio assessore alle Infrastrutture e Mobilità e l'assessore all'Economia Alessandro Baccei, sta appunto contribuendo a costruire tempestivamente un assetto normativo nuovo per consolidare e stabilizzare gli aeroporti minori.
"Fermo restando il contributo che i Comuni dovranno continuare a concedere, stiamo definendo - dice Gucciardi - una norma da approvare in tempi rapidi, con l'obiettivo del finanziamento a regime degli aeroporti minori, quali Birgi e Comiso, finalizzato all'incremento del numero dei passeggeri nel rispetto della disciplina del settore. In questo modo - continua l'assessore Gucciardi - consolideremo l'assetto degli aeroporti cosiddetti minori diventati ormai veri ed insostituibili volani anche per lo sviluppo turistico della Sicilia".