“Santa Croce-Albergo Diffuso”, un’idea di Di Bari per il turismo

“Santa Croce-Albergo Diffuso”, un’idea di Di Bari per il turismo

Da anni si parla della possibilità di catalizzare maggiori sforzi e risorse verso il turismo nel territorio di Santa Croce; d’altronde, negli ultimi anni si sono moltiplicati i B&B in tutta l’area Camarinense. Ovvio che il tema torni ad essere cruciale per le sorti del futuro economico della città, e dunque di assoluta attualità nel corso della campagna elettorale in corso.
E per quello che sembra poter rappresentare il settore economico trainante per il futuro del paese, le competenze e le idee dei ragazzi (che quel futuro vorrebbero poter vedere realizzato) diventano fondamentali. Forse assecondando questo ragionamento Gianni Di Bari ha dato ascolto ad una proposta giunta dall’area più green attivatosi all’interno del progetto #ilpaesedelsole.
E l’idea ha un nome che è già tutto un programma: “Santa Croce-Albergo Diffuso”: si tratterebbe di “un sistema di ricettività turistica diffusa, che mira a sfruttare edifici già esistenti, nella formula del B&B e simili”. Il tutto sarebbe possibile attraverso la Comunità Europea, la quale guarda con apprezzamento ai tentativi di organizzazione in reti locali di strutture destinate al comparto turistico.
Come specificato da Di Bari nella pagina Facebook di supporto alla sua candidatura, “gli attori di questo progetto saranno i concittadini in cerca di nuovi sbocchi imprenditoriali o fonti di reddito alternative: possessori di seconde case o camere inutilizzate, casalinghe maestre nella preparazione di piatti tradizionali locali, giovani in grado di guidare i turisti lungo itinerari creati ad hoc, tutti coloro i quali siano capaci di insegnare mestieri artigianali o il nostro dialetto o i segreti della nostra arte culinaria, gli agricoltori, i produttori di prodotti alimentari e artigianali tipici, eccetera. Insomma, tale progetto sarà rivolto a chiunque voglia dedicarsi, per profitto o anche solo per mero divertimento, all'offerta di beni e servizi atti a soddisfare le esigenze del turista”.
 


Pozzallo, elezioni a sei volti. La corsa al voto

Pozzallo, elezioni a sei volti. La corsa al voto

Non sembra più tanto lontano l’11 giugno: la data in cui i cittadini di Pozzallo sono chiamati alle urne per scegliere il nuovo corso da dare ad una delle più importanti città portuali di Sicilia. La primavera è diventata così sinonimo di campagna elettorale per i (tanti) candidati ad una poltrona da sindaco; vediamo chi sono i sei contendenti.

Caos Pd a Pozzallo: Susino o Ammatuna?

Cominciamo a vedere che aria tira dalle parti dei Democratici di Pozzallo: il Pd è arrivato a queste elezioni cercando di stimolare il classico imbarazzo della scelta nei propri elettori. Infatti sono due i candidati prodotti dall’esperienza Democratica. Da un lato Paoletta Susino, dichiaratamente Renziana, già affacciatasi in politica nel 2002; dall’altro abbiamo Roberto Ammatuna, già sindaco della città per nove anni. La spaccatura si è originata lo scorso inverno, quando la Susino invocò delle primarie che non avrebbero avuto luogo. Ammatuna scelse di seguire la sua strada, non accettando la leadership della Susino; risultato: l’autosospensione di molti membri del Pd e dello stesso Ammatuna.
Un comportamento che ha lasciato tanti dubbi e tante perplessità quello del Pd di Pozzallo, con lo spettro chiaramente verosimile di una situazione che porterà ad un tira e molla di voti nella stessa area politica che potrebbe avere effetti negativi su entrambe le candidature. Una curiosità: Ammatuna ha scelto lo slogan “Vincere insieme”, in un momento di radicale divisione. Scelta quanto meno coraggiosa…

Pietro Storniolo

Anche la storia di Pietro Storniolo si lega alle vicende del Pd, per il quale divenne segretario cittadino nel 2015. Ed alla vicenda delle primarie si lega il suo scontento e la relativa candidatura: Storniolo corre da solo per un posto da sindaco, senza l’ausilio del suo vecchio partito. Inutile dire che anche qui vige un discorso simile a quanto già visto nel caso dello scontro Susino-Ammatuna: il rischio di una cannibalizzazione dei voti di centro-sinistra, a favore di altri avversari. A favore della sua candidatura, va annotata l’ormai comprovata esperienza nella pubblica amministrazione.

Raffaele Monte

Sostenuto da due liste civiche (“Città Comune” e “Crescere Insieme”) e non nuovo alle vicende politiche del comune di Pozzallo: Raffaele Monte riproverà, dopo cinque anni, ad ottenere il massimo risultato a queste elezioni amministrative. Negli scorsi mesi Monte ha dichiarato che osservando l’esperienza degli ultimi anni, aveva notato come il programma che aveva portato alle elezioni “sarebbe stato efficace” per far crescere la città di Pozzallo. Un “se…” grande quanto una casa! Poiché l’uso del condizionale in politica è decisamente inflazionato, probabilmente Monte vorrà giocarsi tutte le carte in questa seconda occasione.

Pino Asta

Pino Asta: alla prima esperienza da candidato. Asta ha già sulle spalle un’esperienza da consigliere comunale. Con un’idea di programma elettorale perennemente in work in progress (in passato aveva dichiarato che un programma è come una pagina di Wikipedia: con costante necessità di essere aggiornato), Asta sembra assolutamente convinto che debbano essere i cittadini a fare il programma. Tre le liste a supporto di Pino Asta: "Ripartiamo", "Efforza Pozzallo" ed "Uniti per Pozzallo".

Qui M5S: Antonella Giannone

Anche lei dell’idea di dover preparare un programma con l’ausilio del cittadino (proposito annunciato attraverso il video lanciato dalla propria candidatura), Antonella Giannone è la seconda donna a candidarsi per la città di Pozzallo, in rappresentanza del Movimento 5 Stelle. L’insegnante, in quanto attivista del Movimento, sarà chiamata ad applicare i classici punti programmatici tipici delle linee guida Pentastellate: tuttavia è stato dimostrato che il classico mantra “democrazia diretta, trasparenza, taglio ai costi della politica…” non sempre ha saputo riscuotere il migliore dei risultati nell’ambito delle amministrazioni locali. Forse non andrebbe così a Pozzallo, anche se forse la città ha bisogno di un programma ad hoc, cucito su misura, sulla propria pelle e sui suoi particolari problemi.
Non arriverà certo a fine corsa l’esperienza di Franco Calvo, il funzionario commerciale che aveva fatto dell’economia Pozzallese il perno centrale del suo programma: questa candidatura è stata ritirata in corso d’opera, sembra per impegni di lavoro dello stesso. Qui si è quindi creato un vuoto, che lascia spazio ad altre domande: chi sosterrebbe oggi Calvo fra i sei candidati? A chi vorrebbe far convogliare i suoi voti?


Il cioccolato Modicano sulle reti nazionali

Il cioccolato Modicano sulle reti nazionali

Ancora qualche apparizione sui media nazionali per l’ormai noto cioccolato Modicano, la cui fama viene così alimentata: “l’oro nero” modicano è stato infatti argomento di discussione nella trasmissione “Tempo e Denaro” di Elisa Isoardi, in onda su Rai Uno, e sul prestigioso quotidiano economico Il Sole24Ore.
Attraverso “Tempo e Denaro” e gli inviati Rai (non rimasti impassibili alle leccornie locali, tanto da fare volentieri colazione in diretta con le classiche “impanatiglie”), il pubblico nazionale è riuscito ad entrare nel Museo del Cioccolato, per ammirare la lavorazione tradizionale della barretta di cioccolato modicano (ad opera dei pasticceri Aldo Puglisi e Ignazio Iacono) e la bellezza delle sculture di cioccolato (illustrata dallo scultore Salvatore Cicero,, che ha realizzato una testa di leone per l’occasione).
Un’apparizione di riguardo anche sul “Sole24Ore”. Il famoso giornale di stampa prettamente socio-economica ha realizzato un reportage sui luoghi simbolo del cioccolato europeo. Per l’Italia il ben noto periodico ha indicato l’esistenza di sue capitali del cioccolato, ponendo sullo stesso piano Modica e niente di meno che Perugia.
Una bella vetrina per una delle ricchezze più ghiotte del nostro territorio.


Santa Croce, Giovanni Barone: “i giovani al centro del nostro progetto”

Santa Croce, Giovanni Barone: “i giovani al centro del nostro progetto”

La campagna elettorale verte già sui programmi; Giovanni Barone (per la lista #SantaCroceRivive) parla delle sue idee per le politiche giovanili.
Politiche che passeranno per l’attenzione all’Europa e l’imprenditoria giovanile; infatti, in merito al tema Barone ha dichiarato quanto segue: “creeremo uno sportello Europa, in cui i giovani più meritevoli, possano sviluppare dei progetti utili al nostro Comune per attingere ai fondi europei e facilitarne la razionalizzazione delle risorse economiche interne”.
L’obiettivo, secondo Barone, è quello di agevolare lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile, ma al contempo anche cercare di tamponare la tendenza ad espatriare per cercar fortuna; un’ide da attuare attraverso “la nascita di start-up e progetti-pilota che permettano ai giovani di crearsi una possibilità lavorativa e rimanere nella loro città”.
E per trattenere i giovani in paese, Barone pensa anche agli spazi pubblici da destinare loro: parlando del centro storico Camarinense, il candidato sindaco afferma che “bisogna dare ai ragazzi l’opportunità di poter trascorrere una serata a Santa Croce. Il nostro paese deve essere servito, accattivante, pieno di risorse. Nel weekend le nostre strade devono tornare a popolarsi di giovani e famiglie, bisogna riappropriarsi di ciò che è nostro, ma che non sembra più appartenerci”.
Alcuni ragazzi sembrano aver suggerito almeno un paio di idee a Barone per la sua corsa al municipio Santacrocese, concretizzatesi come punti del programma elettorale: “Il primo prevede la creazione di una consulta giovanile, uno strumento utile a garantire la partecipazione attiva degli under 30 alla vita politica e amministrativa del paese, affiancando il futuro assessore alle Politiche giovanile in fase di consultazione e di scelta; il secondo riguarda invece la riapertura del centro giovanile, inteso come luogo di svago e socializzazione per i teenager, evitando così le tentazioni della ‘strada”.


Ispica, detassazione per rifiuti speciali. Soddisfazione dalla Cna

Ispica, detassazione per rifiuti speciali. Soddisfazione dalla Cna

Buone notizie per le aziende che producono rifiuti speciali o pericolosi: in Consiglio Comunale è stata approvata la delibera per cui si potrà procedere ad una detassazione proprio per questo tipo di imprese. Un traguardo salutato con entusiasmo dalla Cna Ispicese.
Le piccole e medie imprese presenti sul territorio comunale non pagheranno la tassa “normale” sui rifiuti solidi urbani nel momento in cui dimostreranno di avere smaltito correttamente le altre tipologie di rifiuti che solitamente producono; un’agevolazione per venire incontro alle esigenze particolari di tali imprese.
Il commento del presidente Cna di Ispica, Tonino Cafisi (in foto): “è stata fatta giustizia rispetto a una doppia tassazione che le imprese erano costrette a subire da anni. Più volte abbiamo richiesto, nel corso del tempo, l’applicazione di questa misura. Stavolta, invece, siamo arrivati al dunque”.
Soddisfazione che inevitabilmente si collega all’attività politiche locali, come Cafisi ricorda, ringraziando: “i consiglieri comunali che si sono adoperati per approvare la manovra in Aula. Ringraziamenti doverosi anche all’indirizzo del sindaco Pierenzo Muraglie, del presidente del Consiglio, Giuseppe Roccuzzo, e del vice, Giuseppe Pluchinotta, che avevano partecipato alla riunione del 21 febbraio scorso, tenutasi nella nostra sede, in cui i molti titolari di impresa presenti avevano avuto modo di chiarire l’insostenibilità della situazione”.


Amministrative Pozzallo. Il candidato Ammatuna e le affissioni selvagge

Amministrative Pozzallo. Il candidato Ammatuna e le affissioni selvagge

Siamo alle solite. Peccato! Cos'è vecchia politica? Cos'è menefreghismo per la cosa pubblica? Per il decoro urbano? Per le leggi? Per i nostri concittadini e per i nostri turisti?
Non lo sappiamo. Di sicuro non è uno spettacolo che avremmo voluto vedere, di sicuro non pensavamo di doverci ritrovare a denunciare antichi vizi, di una politica dalla quale prendiamo decisamente le distanze. Quella delle affissioni selvagge è un malcostume che pensavamo fosse stato archiviato da tempo e invece no, le cattive abitudini, come si suol dire, sono veramente dure a morire.
Potevamo aspettarci un tale errore da tutti, ma non da un ex amministratore, da un candidato a sindaco che si vanta dei suoi trascorsi amministrativi.
E' più che giustificabile la voglia di esserci, di primeggiare, di riuscire a comunicare, prima e meglio degli altri, il proprio messaggio politico, in fondo parliamo di una competizione elettorale. Naturalmnte tutto ciò deve avvenire sempre e solamente nel totale rispetto delle regole e delle leggi vigenti.
Certo, la campagna elettorale sta entrando nel vivo e di sicuro, più passerà il tempo, più ci avvicineremo al giorno delle elezioni, più aumenterà la stanchezza e il nervosismo dei candidati in corsa, vogliamo sperare, però, che ciò non pregiudichi, mai e poi mai, un confronto serio, maturo e a viso aperto tra le coalizioni e i candidati. Questo è il nostro auspicio.
Infine, ci permettiamo di dare un consiglio ai nostri amici del Comitato elettorale di Roberto Ammatuna: sarebbe opportuno che loro, nel più breve tempo possibile, rimedino, a loro spese, a questo "incidente" di percorso. Non vorremmo che fosse il Comune a dover rimediare agli errori altrui e ovviamente a spese di tutta la cittadinanza, il Comune di Pozzallo deve occuparsi d'altro.


Santa Croce e i tesori perduti di San Martino

Santa Croce e i tesori perduti di San Martino

Era un tesoro da custodire l’area della fontana di San Martino, nel santacrocese: nel territorio ragusano, ma più vicino (sia geograficamente che storicamente) a Santa Croce, questo sito accoglie ancora oggi i miseri resti della Fontana di San Martino (la cosiddetta abbiviratura,) e di un Chiostro Romano.

Il Chiostro Romano negli anni '70

Importanza storico-folkloristica dell’area di San Martino

Nell’area di San Martino si svolge una delle leggende più note agli appassionati di storia locale. Secondo quanto narrato nel sito dell’associazione Arcana (segui il link per la fonte originale) la storia vuole che la prua di una nave spagnola si arenò sulle nostre coste, e da subito fu contesa fra gli abitanti delle città vicine; tuttavia, debitamente al suo peso, nessuno riuscì ad accaparrarsi il grande blocco di legno. Almeno fino all’arrivo dei cittadini di Santa Croce, i quali riuscirono finalmente ad impadronirsene.

L'epigrafe della Fontana

Sulla via del ritorno verso il paese, i Camarinensi decisero di sostare in Contrada San Martino: qui scelsero di fermarsi presso la fontana voluta da Don Guglielmo Vitale (futuro Barone di Corchigliato) per recuperare le energie. Fu qui che, secondo la narrazione tradizionale, l’acqua si trasformò in vino. Colpiti dai prodigi che arricchirono quella vicenda, gli abitanti di Santa Croce decisero di affidare il legno al maestro Salvatore Bagnasco, le cui sapienti mani diedero vita ad una statua di San Giuseppe.
A San Giuseppe il barone dedicò una stanza ed un altare consacrato presso la propria dimora, oggi nota con il nome di Palazzo Vitale-Ciarcià; per quanto riguarda la fontana di San Martino, nel 1806 Guglielmo Vitale fece incidere un’epigrafe, in memoria degli eventi di cui sopra. Il barone morì nel 1832: nello stesso anno Santa Croce cominciò a celebrare la festa di San Giuseppe.
Ciò che resta della Fontana di San Martino

Un tesoro perduto

Lasciando da parte la storia che lega la fontana di San Martino alla comunità santacrocese, oggi ci ritroviamo a constatare con estrema amarezza che i tesori dell’area sono ormai praticamente andati: sebbene ancora nelle testimonianze degli anni ’70 le strutture della fontana e del chiostro romano sito nelle vicinanze appaiano ancora in piedi (benché parzialmente, come si evince dalle foto di Angelo Canzonieri), il tempo, l’incuria e l’ignoranza hanno fatto in modo da disfare quasi ogni ricordo di un’area che se valorizzata avrebbe costituito un altro tesoro sia per la comunità locale che per tutti gli appassionati di storia siciliana.
Una lenta e costante opera di distruzione perpetrata negli ultimi decenni ha convertito la fontana di San Martino e il Chiostro Romano in un cumulo di pietre diroccate, appena notabili nel cuore della campagna, cui ignobilmente fanno compagnia rifiuti della peggior specie.

Quel poco che rimane del Chiostro

Una possibilità di Rinascita?

Quel che è fatto è fatto, direbbe qualcuno. Ma non sembra essere questa la filosofia che anima i membri dell’Associazione Arcana, che credono nel valore simbolico che la zona di San Martino ricopre per la storia e la comunità di Santa Croce Camerina. Infatti l'associazione ha segnalato il sito e le sue peculiarità alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Ragusa, allo scopo di procedere al recupero di questa importante area. L’intenzione sarebbe quella di ripulire San Martino e renderla fruibile.
Un interesse quello di Arcana per l’area di San Martino nutrita anche dalla volontà di recuperare ciò che resta del Chiostro Romano, che già negli anni ’70 attirò le attenzioni di Angelo Canzonieri e Angelo Giannì (fondatore della stessa associazione).


Agricoltura, Orazio Ragusa: “che fine ha fatto il bando Crias?”

Agricoltura, Orazio Ragusa: “che fine ha fatto il bando Crias?”

Tarda ad essere pubblicato il bando Crias, che permetterebbe agli agricoltori di assicurarsi le scorte per l’avvio della campagna agraria. A sottolineare la questione è l’onorevole Orazio Ragusa, che ha scritto una lettera aperta agli assessori regionali Antonello Cracolici (Agricoltura) e Alessandro Baccei (Bilancio), esplicitando quanto segue:
“Sarebbe opportuno, anche in questa occasione che i tempi della politica e, soprattutto, dell’Amministrazione regionale coincidessero con quelli delle imprese agricole messe a dura prova da tutta una serie di congiunture negative che ne stanno minando fortemente la tenuta sino a causarne, in alcuni casi, la chiusura. Rispetto alla pubblicazione del bando di cui sopra siamo già in ritardo, visto che la campagna agraria prende il via a giugno, ma non si sa ancora nulla circa l’espletamento dell’iter procedurale. Ecco perché è opportuno che l’assessore Cracolici e l’assessore Baccei, ognuno per i rami di propria competenza, possano fornire gli stimoli dovuti ai propri settori e soprattutto alla Crias affinché il bando in questione, per il quale sono disponibili milioni di euro di risorse, possa essere finalmente pubblicato indicando quali le indicazioni che i potenziali partecipanti devono rispettare. Non ritengo sia possibile, ancora una volta, che si faccia finta di niente rispetto a una problematica così seria. Più volte abbiamo chiesto alla Regione di intervenire nei tempi dovuti ma tutte le sollecitazioni sono finite nel vuoto. Speriamo che, almeno stavolta, l’appello possa avere un riscontro e ci auguriamo che agli operatori del settore sia fornito il sostegno dovuto. Attendere oltre non sembra più possibile a meno di non volersi intestare la responsabilità di determinare una crisi sociale senza precedenti”.


Santa Croce, aggiudicati i lavori per la realizzazione delle fognature e delle acque bianche

Santa Croce, aggiudicati i lavori per la realizzazione delle fognature e delle acque bianche

Sono stati assegnati alla ditta Zab di Favara i lavori per la realizzazione di fognature e condotte per le acque bianche in alcune zone del comune di Santa Croce (in special modo, nella parte a sud di Via Carmine e presso il Rione della Musica, a Punta Secca).
L’importo per la realizzazione del progetto è di oltre 320mila euro, con un ribasso d’asta è stato pari al 24,68%. Ora si attende solo l’inizio dei lavori, che dovrebbero partire a metà maggio.
Il commento dell’assessore Giansalvo Allù: “sono state rispettate tutte le tappe di questo articolato percorso burocratico. E, adesso, siamo al dunque. Tra poco prenderanno il via i lavori e prima dell’estate gli stessi potranno essere completati. È indispensabile ringraziare gli uffici comunali che si sono adoperati affinché tutto potesse essere espletato nella maniera più soddisfacente e in tempi tutto sommato rapidi. Ai residenti, sia a Santa Croce Camerina così come a Punta Secca, saranno finalmente garantiti quei servizi essenziali negati per moltissimo tempo”.


Vittoria, prodotti contraffatti in negozio. Sequestrati 40.000 articoli

Vittoria, prodotti contraffatti in negozio. Sequestrati 40.000 articoli

Un’operazione della Guardia di Finanza a Vittoria ha permesso di rintracciare circa 40.000 prodotti in vendita presso un negozio della città Ipparina: il valore complessivo della merce raggiungerebbe i 65.000 euro.
Nel negozio gestito da un uomo di origini cinesi di cinquant’anni, sono stati rinvenuti, nel particolare, ben 3.600 confezioni di materiale elettrico e 36.400 fra giocattoli ed addobbi per le festività pasquali. Tutta la merce risultava priva del marchio di garanzia CE.
Il titolare del negozio è stato denunciato per frode in commercio, e rischia inoltre una sanzione dai 1.500 ai 10.000 euro. Il locale è stato posto a sequestro penale.