La Migliore chiarisce il "mistero" degli stipendi in Comune

La Migliore chiarisce il "mistero" degli stipendi in Comune
“Lungi da me la volontà di risollevare polemiche sulla questione degli stipendi ai dirigenti, ma solo per amore della verità e perché, in virtù della stessa, sono stata tacciata dall'Amministrazione pentastellata di 'dire bugie ai ragusani' e di 'essere in malafede', quando ho sostenuto, carte alla mano, che la Giunta Piccitto non aveva affatto 'dimezzato gli stipendi ai dirigenti', come dal sindaco stesso conclamato sui media, anzi il contrario”. E’ quanto sostiene il consigliere comunale dell’Udc, Sonia Migliore, che sullo scottante argomento evidenzia tutte le tappe che lo hanno caratterizzato.
“Ripartiamo dalla delibera – dice – la n. 537 del 23 dicembre 2013, con cui Piccitto “conferma il nuovo valore economico annuo per tutte le retribuzioni, in atto previste nel vigente modello organizzativo dell'ente, nella misura unica di 41.068,74 euro” e un fondo complessivo di retribuzione e di posizione dei dirigenti a 728.200 euro (compresi Irap e oneri riflessi). Somma che poi salirà, nella misura unica, a 44.000 euro per dirigente, per effetto della maggiorazione dell'indennità di posizione del 30% in favore del segretario generale, stabilita con determina sindacale n. 105 del 30 dicembre 2013 e che, per legge fa ascendere conseguentemente anche l'indennità di posizione dei dirigenti, che non può essere inferiore a quella del segretario (art.41-comma 5- Ccnl 1998-2001 dei segretari comunali e provinciali). Ovviamente la maggiorazione del 30% al segretario non è un obbligo di legge, ma solo una facoltà, come recita l'art. 41 - comma 4 - Ccnl 1998-2001. Ovviamente all'indennità di posizione e di risultato di 44.000 euro va aggiunto lo stipendio tabellare minimo dei dirigenti che non può essere inferiore a 43.320 euro. Così stando le cose, un dirigente al Comune di Ragusa, al 31 dicembre 2103, guadagna circa 90.000 euro, considerati anche altri accessori di competenza”.
“Nell'attesa – continua Migliore – che 'Piccitto dimezzi gli stipendi ai dirigenti' (con le sue '11 fasce assolutamente teoriche' che hanno determinato nella nuova pesatura con delibera n. 538 del 24.12.2013) e visto che il numero dei dirigenti dal 2012 al 2013 passa da 12 a 8 unità, con una nuova determina dirigenziale n. 46 del 28 gennaio 2014, si ricalcola il fondo della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti aumentandolo da 728.200 euro (determinato 1 mese fa) a 832.150 euro determinato oggi. E, se la matematica non è una opinione, 832.150 euro meno 728.200 è uguale a 104.020 in più nel fondo. Il che significa 13.000 euro in più a dirigente, quindi 103.000 euro all’anno è lo stipendio attuale dei dirigenti. In pratica hanno redistribuito le economie di cassa relative al fondo dei 12 dirigenti del 2012 sul fondo destinato agli 8 dirigenti attuali, in quanto le eventuali risorse non spese sono destinate al finanziamento della predetta retribuzione di risultato nell'anno successivo (come prevede l'art. 27 - comma 9 - del Ccnl dei dirigenti del 1999). Tutto lecito, per carità, ma non si può dire, demagogicamente, che 'Piccitto dimezza gli stipendi ai dirigenti' in virtù della rivoluzione grillina né si può affermare che 'un dirigente guadagna 54.310 lordi annui', come dalla nota diramata alla stampa dall'Amministrazione il 2 gennaio 2014. Semplicemente perché è falso e strumentale. Intanto gli stipendi ai dirigenti e al segretario generale sono stati aumentati per tutto il 2014. Rimaniamo in fervida attesa di questi annunciati dimezzamenti. So per certo che ora i grillini, insultandomi, mi diranno che 'racconto bugie ai ragusani e che sono in malafede' e che 'prima gli stipendi erano uguali', ma mentre io porto le carte, loro arrecano offese gratuite: se così non è, cari grillini, abbiate il coraggio di pubblicare le buste paga dei dirigenti e del segretario e ammetterò pubblicamente che avete prodotto delibere contenenti cifre sbagliate e quindi così non è”.
La Presidenza del Consiglio non è un ruolo politico

La Presidenza del Consiglio non è un ruolo politico
Il registro delle unioni civili a Ragusa è ormai una realtà. Mettendo da parte le infinite discussioni che ne hanno caratterizzato la nascita, ignorando se esso sia una conquista o sia solo l'effimero risultato di uno scontro pseudo-ideologico, le cui conseguenze sono più teoriche che pratiche, ci vogliamo soffermare sulla nota a firma del presidente del Consiglio comunale, Giovanni Iacono, giunta in redazione qualche giorno dopo l'istituzione del registro sulle unioni civili.
La posizione di Iacono, sul registro delle unioni civili, è scomoda, è scomoda per il ruolo istituzionale che ricopre, lo è perché fu lui uno dei promotori, durante la scorsa campagna elettorale, della petizione in favore del registro. Una dimensione borderline, che lo costrinse, durante la discussione in Aula, a doversi difendere contro chi lo accusava di star riscuotendo parte di quella cambiale emessa con l'appoggio a Piccitto durante il ballottaggio. Un imbarazzo di cui avrebbe fatto volentieri a meno, una situazione che poteva essersi conclusa la sera dell'approvazione, quando Iacono sottolineò come l'istituzione del registro non era nel suo programma e perciò era un errore parlare di cambiali. Poteva essersi conclusa, ma Iacono è un combattente e i sassolini nelle scarpe non se li tiene e così prende carte e penna e scrive una missiva, cordiale, educata, persino dispiaciuta per il fatto che il Consiglio si sia trovato nell'impossibilità di accogliere la richiesta avanzata nella seconda petizione.
Se questo è l'incipit, però, il presidente si affretta a ricordare come di unioni civili se ne iniziò a parlare durate le amministrative, che il 16 luglio la petizione venne depositata in Comune e che, il 2 ottobre, la Giunta ne approvò il regolamento e trasmettendo la proposta al Consiglio, per la definitiva approvazione. Tre mesi di incubazione ai quali si aggiungono altri tre mesi durante i quali si poteva avviare un confronto con la cittadinanza. Iacono ricorda pure quell'unica manifestazione celebratasi il 21 dicembre scorso, da alcune associazioni Cattoliche, che andò per altro deserta.
Iacono di certo non scrive che questi cittadini si sono svegliati all'ultimo minuto ed hanno cerca e preteso un confronto pubblico, non scrive che il tentativo c'è stato, ma che per colpa di una certa ignavia è stato un buco nell'acqua, non scrive, e forse lo avrebbe voluto fare, che questi cattolici, consiglieri compresi, hanno ignorato colpevolmente tutto l'iter istituzionale, per poi alzare un polverone a giochi fatti. Non lo scrive ma è come se lo dicesse, ora, ed è un mio parere, il pensiero di Iacono è giusto, ma non lo poteva fare, è il presidente del Consiglio e non un politico. Il suo status lo dovrebbe porre su un altro piano, al di sopra e al di là del dibattito d'Aula o delle scaramucce dei politici. Avrebbe potuto, ma non l'ha fatto, invitare tutti ad un confronto sul regolamneto del registro, che si terrà nei prossimi sessanta giorni. Se questo strumento avrà o meno una qualche validità dipenderà dal suo regolamento, che va scritto e concordato da tutti, maggioranza e opposizione, magari, questa volta, coinvolgendo anche l'opinione pubblica che potrebbe apportare il suo contributo.
Ragusa fanalino di coda nella classifica dell'Eurisc

Ragusa fanalino di coda nella classifica dell'Eurisc
Ragusa non è più quell'isola felice che tutti conoscevamo. A confermarlo è uno studio dell'Eurisc, fatto sulla comparazione delle richieste di mutui e prestiti nell'arco del 2013, rispetto al 2012. Dall'analisi dei dati provenienti dalle aziende di credito (in questo calcolo non rientrano perciò le semplici richieste di informazioni o i preventivi on line) risulta che le famiglie italiane, ma ancor più quelle ragusane, continuano ad essere estremamente prudenti, non hanno fiducia nel futuro e perciò non rischiano. L'Italia ha fatto registrare un calo nella richiesta dei mutui, rispetto al 2012, pari al 3,6%. E' dal 2010 che queste percentuali sono sempre con il segno negativo. Un dato che in Sicilia scende al 9,1%. Ma è la provincia di Ragusa, con il suo - 18,4%, a rappresentare il fanalino di coda di questa particolare classifica.
La mancanza di un lavoro o l'instabilità dello stesso naturalmente sono tra le cause principali di questa mancanza di fiducia nel futuro. L'inversione di tendenza, però, registrata nella seconda metà del 2013, fa ben sperare. Dopo più di due anni e mezzo di dati negativi, per la prima volta, lo scorso luglio, la domanda dei mutui è cresciuta, un trend che non si è arrestato sino al dicembre scorso, che ha fatto registrare un + 6,5% rispetto allo stesso mese del 2012.
L'andamento della domanda dei mutui risulta estremamente interessante se letta alla luce delle forbici che si generano considerando: l'età di chi accende il mutuo (Tab. 1), l'importo del mutuo (Tab. 2) e la durata dello stesso (Tab.3). Questi tre elementi, ognuno in base alle sue caratteristiche, ci comunicano il grado di fiducia e anche il motivo della fiducia di chi ricorre ad un finanziamento. Naturalmente è più richiesto, in questo periodo, un mutuo il cui importo non sia troppo elevato e la cui estinzione non vada troppo aldilà nel tempo. Mentre i più attivi, i più fiduciosi, nella richiesta del credito, sono quelle persone che hanno un'età compresa tra i 45 e i 54, ossia coloro che hanno una posizione lavorativa ormai consolidata. Per quanto riguarda gli importi la quota che ha fatto registrare, nel 2013, il maggior interesse da parte dei risparmiatori è quella che non supera i 75 mila euro, mentre la durata del mutuo, che è stata considerata la più rischiosa e quindi che ha fatto registrare una maggiore flessione è quella va dai 25 ai 30 anni.
TAB. 1
TAB. 2
TAB. 3
Al via la XXII giornata del malato

Al via la XXII giornata del malato
L’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, in occasione della Giornata mondiale del malato, ha promosso un articolato calendario di appuntamenti che si terranno dal 7 al 15 febbraio.
“La XXII giornata mondiale del malato – dice il direttore dell’Ufficio diocesano, don Giorgio Occhipinti – viene celebrata l’11 febbraio ma noi abbiamo cercato di predisporre tutta una serie di incontri che serviranno da corollario all’evento e che ci introdurranno ancora meglio nel difficile percorso di sostegno e di assistenza a chi sta male”. Il calendario di eventi avrà il sostegno dell’Ufficio regionale per la Pastorale della salute, del Comune di Ragusa, dell’Asp di Ragusa, dell’Associazione volontari ospedalieri oltre che, ovviamente, della Diocesi di Ragusa. Il primo di questi appuntamenti è in programma venerdì 7 febbraio, alle 17, alla sala Avis di via della Solidarietà, con il seminario organizzato in collaborazione con l’associazione di clownterapia “Ci ridiamo su” sul tema “Gioia e guarigione”.
“L’associazione – aggiunge don Occhipinti - opera mediante la figura del clown dottore negli ospedali con i bambini, le persone anziani, i diversabili, nelle case di cura, in missioni umanitarie e in tutte le situazioni di disagio socio-sanitario. Questo incontro rappresenterà un’occasione per conoscere più da vicino una disciplina che è in grado di mobilitare le risorse delle persone con disagio: si chiama Gelotologia ed è la Scienza del sorriso. Vale a dire lo studio della relazione tra il fenomeno del ridere e la salute psicofisica della persona”. Altri appuntamenti sono in programma sabato 8 febbraio (alle 17 nella cappella dell’ospedale Civile ci sarà la celebrazione eucaristica e la benedizione dei malati), domenica 9 febbraio (con la celebrazione eucaristica e la benedizione degli anziani, sempre alle 17, nella casa madre delle suore del Sacro cuore di Ragusa), lunedì 10 febbraio (con la giornata regionale congiunta sull’Alzheimer che si terrà alle 16 alla sala Avis di Ragusa con la partecipazione dell’Ufficio regionale per la Pastorale della salute). In occasione della Giornata mondiale del malato, poi, sono previste celebrazioni eucaristiche a tema nei vicariati.
La Polizia sventa una serie di furti in via Paestum

La Polizia sventa una serie di furti in via Paestum
Verso le 10.00 di ieri diverse telefonate al “113” segnalavano la presenza di due giovani donne che si aggiravano con fare sospetto tra le abitazioni ubicate in via Paestum.
Il personale delle volanti si recava immediatamente sul posto e individuava le due donne che, alla vista dell’auto della Polizia, tentavano in un primo momento di nascondersi tra le auto in sosta e, subito dopo, di dileguarsi. Durante la fuga, le due donne tentavano di disfarsi di uno strumento di effrazione consistente in un pezzo di plastica dura notoriamente utilizzato per forzare le serrature; tempestivamente gli agenti riuscivano a bloccare le due donne che venivano identificate per J.C. di anni 19 e di N.S., minorenne.
Le indagini svolte nell’immediatezza consentivano di appurare che le persone in argomento erano partite dal campo nomadi di Catania ed erano arrivate a Ragusa in autobus nelle prime ore del giorno. Le stesse, nella mattinata di ieri, approfittando del fatto che la maggior parte delle abitazioni risultano disabitate stavano perlustrando la zona al fine individuare qualche porta da aprire agevolmente mediante l’utilizzo della plastica sottile e dura e così mettere a segno i pianificati furti.
Le due donne sono state denunciate in stato di libertà per il reato di possesso ingiustificato di strumenti atti ad aprire o a sforzare serrature.
La Polizia di Stato non smette di ringraziare i cittadini che, con le loro tempestive segnalazioni, cosentono l’immediato intervento delle Volanti così da consentire di prevenire i molteplici furti in abitazione che sarebbero stati commessi nella mattinata di ieri.
Il Pd presenta una legge contro il gioco d'azzardo patologico

Il Pd presenta una legge contro il gioco d'azzardo patologico
Si è svolto ieri, nell'Aula consiliare del Comune di Scicli, l'incontro, voluto dal Pd e presenziato dalla senatrice Venera Padua, per presentare alla cittadinanza la proposta di legge contro il gioco d'azzardo.
Il gioco patologico da sempre è un problema, certo, ma oggi complice la crisi e il moltiplicarsi delle possibilità di scommettere e giocare, per esempio on-line o nei tabacchini o in certi bar, questo fenomeno ha assunto, sempre più, le fattezze di una vera e propria piaga sociale. Questo costringe, a volte ipocritamente a volte no, la nostra classe politica a porsi il problema e provare a darsi una soluzione. Certo qualcuno ribbatterà, e giustamente, che quella stessa classe politica che si pone il problema è quella che non riesce a dir no alle lobby del gioco o che baratta la vita di qualche centinai di migliaia di persone con un flusso di denaro certo, ma nonostante tutto ciò qualcosa si muove.
La proposta della senatrice Padua va proprio in questa direzione, bisognerà vedere cosa accadrà poi in Parlamento. Innanzitutto la sua proposta di legge mira a garantire il finanziamento dei programmi di cura e la riabilitazione dei soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico. Pone l'accento sulla necessità di incrementare le risorse in favore della cura del gioco d’azzardo patologico, definendo i luoghi istituzionali di elaborazione delle strategie sinergiche di lotta alla patologia e sottolinea con forza l'ineluttabile dovere da parte dello Stato di mettere in atto tutte quelle misure volte al rafforzamento della tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili, introducendo, per esempio, il divieto di pubblicità.
E’ intervenuta anche la moderatrice della comunità “Eccomi”, Marilena Tasca, che ha raccontato alcune esperienze che, purtroppo, con sempre maggiore frequenza, si verificano in questo contesto, avendo ormai trasformato il fenomeno, e già da tempo, in una vera e propria emergenza sociale. All’incontro di ieri hanno partecipato, tra gli altri, il questore di Ragusa, Giuseppe Gammino, i sindaci di Pozzallo, Luigi Ammatuna, Giarratana, Lino Giaquinta, Chiaramonte, Vito Fornaro, e Scicli, Franco Susino, il segretario provinciale del Pd, Giovanni Denaro, il responsabile dei Sert dell’Asp 7, Giuseppe Mustile, il direttore dell’Ufficio diocesano di Ragusa per la pastorale della Salute, don Giorgio Occhipinti.
"Solo se si riesce a fare rete – ha chiarito la senatrice Padua – possiamo sperare di avviare un percorso che ci consenta, per quanto riguarda la necessità di invertire la tendenza attorno a questo fenomeno, di trovare l’accenno di una soluzione. La nostra proposta di legge si preoccupa anche di assicurare al paziente la certificazione del gioco d’azzardo patologico ai fini della garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Ritengo - conclude la Padua - che le condizioni, al di là delle polemiche strumentali portate avanti solo da chi mira a distruggere senza proporre un solo fatto concreto, ci siano tutte per arrivare a fare vedere la luce ai primi obiettivi nel giro di pochissimo tempo".
L'Aida si occuperà del rifugio dei cani per tutto febbraio

L'Aida si occuperà del rifugio dei cani per tutto febbraio
Con determina dirigenziale del Settore I n. 22 del 28 gennaio si è deciso di prorogare la gestione da parte dell'associazione AIDA del rifugio sanitario per il mese di febbraio ai fini del mantenimento , cura e custodia dei cani.
Il provvedimento si è reso necessario in quanto alla scadenza dell'avviso conoscitivo rivolto alle associazioni interessate alla gestione per il biennio 2014_2015 del rifugio sanitario comunale e il servizio di cattura , custodia, trasporti non è stata presentata nessuna richiesta. Nelle more della definizione delle nuove procedura per un nuovo avviso conoscitivo si è quindi deciso con appoisita determina dirigenziale di prorogare il servizio all'AIDA impegnando una spesa presunta di € 7.800.
Mense scolastiche. O è psicosi o c'è qualcosa sotto

Mense scolastiche. O è psicosi o c'è qualcosa sotto
"Invito il sindaco ad intervenire e ad affidare la refezione ad un’altra impresa in attesa del bando. Siamo preoccupati per i nostri figli". Lo dice Antonella Bellina, delegata per Marina del circolo "Pippo Tumino" del Partito Democratico.
"E’ davvero incomprensibile come quest’Amministrazione pecchi spesso di incompetenza e prenda tutto alla leggera. Sin dall'inizio dell' insediamento della ditta che fornisce il servizio di mensa scolastica, i genitori lamentavano al Comune, nonché all'assessore designato, la cattiva gestione del servizio. Ci tranquillizzavano dicendoci che lo stesso servizio sarebbe durato fino a Natale e che all’inizio del 2014 l’Amministrazione avrebbe provveduto al nuovo bando per la gara d'appalto (ad oggi mai espletata, a detta loro per mancanza di fondi). Purtroppo, ci siamo ritrovati a gennaio a sostenere lo stesso problema".
Le tabelle dei nutrizionisti non sono rispettate, primi e i secondi sono scialbi, senza condimento e fuori cottura. La frutta, pare non sia di ottima scelta. Dopo varie denunce, grazie all'intervento dei Nas, si scopre la verità. "Verità - continua la Bellina - che già tempo fa, noi del Pd, avevamo segnalato. Il tutto si era riuscito a risolverlo con un'altra gara d'applato vinta da un'altra impresa di certo più affidabile dell’attuale che, invece, spesso viene pubblicamente sanzionata all’arrivo dei controlli da parte dei Nas. Posso affermare che nei tre anni precedenti, con l’altra impresa, il servizio era di certo buono".
Le gare d'appalto sembrano costruite ad hoc, denuncia la Bellina. L'introduzione di alcuni parametri specifici nel capitolato, infatti, avrebbero determinato l'immediata esclusione delle dirette concorrenti. Ma la Bellina, si spinge oltre e si domanda, come mai, fatta eccezione, per gli ultimi tre anni, è sempre la stessa ditta a vincere la gara negli ultimi 15 anni? La cosa, però, che insospettisce è il fatto che a vincere le gare più che essere sempre la stessa ditta è lo stesso imprenditore, visto che le sue ditte periodicamente cambiano nome. "Lancio - conclude la Bellina - questo grido di allarme da Marina di Ragusa e vorrei venisse accolto da tutte le scuole della città, dagli insegnanti, dai genitori. Invito il sindaco Piccitto a verificare se ci sono le condizioni per attuare la sospensione del servizio e a farlo gestire temporaneamente ad altra ditta più affidabile in attesa di un bando di gara che non escluda a priori ditte che di certo potrebbero assicurare servizi migliori di quelli attuali. Rimaniamo preoccupati e non ci fidiamo più di chi oggi fornisce i pasti ai nostri figli".
Un "Codice Rosa" contro la violenza sulle donne

Un "Codice Rosa" contro la violenza sulle donne
Si è svolto oggi il primo modulo del corso "La violenza alle donne come contrastarla e riconoscerla". Stiamo parlando del "Codice Rosa", uno dei primi progretti nella nostra regione voluto dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa. Un nuovo codice che ha già registrato, in due mesi di attività, ben 30 casi di denuncia.
Questo percorso di accoglienza al Pronto soccorso, dedicato a chi subisce violenza, non solo donne, anche bambini, anziani extracomunitari, omosessuali ha dato speranza e riferimento a quelle persone che si trovano in situazioni di debolezza e vulnerabilità e i cui segni di violenza subita non sempre risultano evidenti. Abbiamo visto bene, sin dal momento in cui, ad ottobre 2013, abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con la Procura di Ragusa e tutti coloro che si sono spesi ed impegnati per la realizzazione di questa procedura “Codice Rosa”.
Interessanti gli interventi del dott. Drago, che si è molto impegnato per la realizzazione di questo corso che ha lo scopo di formare gli "addetti ai lavori", ad acquisire le competenze necessarie alla gestione di situazioni molto delicate come quelle del Codice Rosa.
Significativo il contributo dell’avv. Rossana Caudullo, del Centro Antiviolenza Donne, che ha, ampiamente, esposto, nel suo intervento, quelli che sono gli indicatori sociali della violenza e quali le principali norme sul diritto di famiglia.
Marcello Ribera, già sostituto Commissario Squadra Mobile di Ragusa, è intervenuto su quelle che sono le prassi operative per il contrasto alla violenza di genere.
Gli aspetti psicologici e le dinamiche relazionali che si innescano nelle vittime di violenza con le conseguenze che ne scaturiscono e le paure vissute dalle vittime. Quindi la necessità di attuare tecniche in grado di mettere le donne nella condizione di svelare le violenze subite. Questi gli argomenti trattati dalla dott.ssa Di Caro, psicologa e psicoterapeuta. Il dott. Aprile, dell’ASP ha illustrato la prassi applicativa del protocollo “Codice Rosa” adottato dall’Azienda Sanitaria di Ragusa.
Arrestati due volte nell'arco di 24 ore

Arrestati due volte nell'arco di 24 ore
Nel pomeriggio di ieri 30 gennaio, i Carabinieri della Tenenza di Scicli, durante il servizio di controllo del territorio, hanno proceduto nuovamente all’arresto dei due cugini albanesi già arrestati il giorno prima perché trovati in possesso di sostanza stupefacente del tipo marijuana, questa volta però responsabili di altro reato.
Infatti, non sono passate nemmeno 24 ore dal primo arresto che, i due ragazzi albanesi, Tabaku Endrion, classe ’94, e Tabaku Viktor, classe ’90, sono stati nuovamente tratti in arresto.

I due giovani, che nel pomeriggio del 29 gennaio erano stati sorpresi con circa 500 gr. di marijuana e quindi resisi responsabili del reato in concorso di detenzione di sostanza stupefacente, del tipo marijuana, ai fini di spaccio, questa volta dovranno rispondere del reato di evasione.
Infatti, i due cugini, a seguito dell’arresto del 29 gennaio, erano stati posti agli arresti domiciliari ma non hanno resistito alla tentazione di uscire dalle abitazione ove erano ristretti e hanno deciso di fare un giro per Scicli per poi prendere un caffè al bar.
Non hanno però fatto i conti con i Carabinieri che, proprio in quel momento, stavano transitando di pattuglia davanti al bar scelto dai giovani albanesi.
Immediatamente i due cugini sono stati fermati dai militari dell’Arma e condotti presso la Tenenza di Scicli dove, dopo le formalità di rito, sono stati dichiarati in arresto con l’accusa di evasione.
Al termine delle operazioni dei Carabinieri, Tabaku Endrion e Viktor, sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Ragusa su disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea.




