I Carabinieri arrestano intera banda

I Carabinieri arrestano intera banda

I Carabinieri ieri, mercoledì 5 febbraio 2014, hanno arrestato in flagranza di reato una banda composta da sei uomini per un furto in un'azienda agricola.
I sei, cinque vittoriesi (uno minorenne) e uno polacco, sono stati bloccati mentre tentavano di allontanarsi a bordo di due autocarri che già erano stati caricati della refurtiva, due trattori agricoli di un’azienda vittoriese proprietaria di alcune serre in Contrada Bosco Braccetto nell’agro di Santa Croce Camerina.
Davvero singolare che uno dei sei, il polacco, imbrogliando i compari è stato involontariamente la causa dell’arresto di tutti. Egli infatti aveva chiesto loro un pagamento in danaro per accompagnarli nell’autorimessa dell’azienda dov’erano conservati attrezzi, trattori e rottami ferrosi ritenuti un facile bottino. I sei però hanno lasciato la catena in terra all’ingresso, destando il sospetto di due militari di pattuglia che hanno interrotto l’odioso crimine.


L'inspiegabile apatia dell'assessore Vancheri ci danneggia

L'inspiegabile apatia dell'assessore Vancheri ci danneggia

Undici mesi di commissariamento, undici mesi di limbo istituzionale che hanno rallentato ed ingessato l'operato della Camera di Commercio. Un lasso di tempo troppo lungo, considerata pure la congiuntura economica, che poteva, però, esser interrotto lo scorso ottobre, se, l'assessore alle Attività Produttive, avesse emanato il decreto per istituire la giunta camerale, la quale avrebbe potuto eleggere il nuovo presidente. Ma questo, e non si sa il perché, non è stato fatto.

Un atteggiamento ingiustificabile ed inspiegabile, secondo il senatore Giovanni Mauro, un atteggiamento che stride fortemente con gli elogi che il Governo regionale ha rivolto a Giorgio Cappello, presidente della Piccola Industria Ragusa, in merito all'organizzazione del convegno “L'Italia riparte dal Sud”. “Come possono – dichiara il senatore Giovanni Mauro - gli esponenti del Governo regionale da un lato lodare la capacità produttiva della nostra terra, come accaduto in occasione del convegno menzionato, e dall'altro impedire che un ente importante per lo sviluppo del nostro tessuto economico venga guidato da un presidente eletto democraticamente? Se da un lato è giusto complimentarsi con Cappello – aggiunge il senatore – dall'altro non si può evitare di esternare un forte rimprovero nei confronti della Regione Siciliana e in particolare dell'assessore alle Attività Produttive per come continuano a non affrontare la questione iblea della Camera di Commercio”.

La Camera di Commercio ha un ruolo fondamentale nella vita economica delle province, tutela il tessuto imprenditoriale curandone il suo sviluppo. Un'azione essenziale per le economie locali e quindi per il benessere del territorio. Per questo il senatore Mauro si domanda, alla fine, come mai e perché la provincia di Ragusa non possa ancora beneficiare di “un presidente che in grado di rispondere alle esigenze di programmazione di questa realtà territoriale?”.

 

 

 


La BAPR tende la mano alle giovani coppie

La BAPR tende la mano alle giovani coppie

Anche la Banca Agricola Popolare di Ragusa aderisce al Plafond Casa. Questo nuovo strumento finanziario nasce dalla sinergia tra la Cassa Depositi e Prestiti e gli istituti di credito, che sottoscrivono l'accordo. Il Plafond casa è un finanziamento riguardante l'acquisto degli immobili residenziali o per la ristrutturazione della casa, è rivolto alle giovani coppie, alle famiglie numerose e ai nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile.

Il Plafond Casa prevede tre tipologie di mutuo. Uno, sino a 300 mila euro grazie al quale si può acquistare un immobile e lo si può ristrutturare. Il secondo per un massimo di 250 mila euro, finalizzato al solo acquisto ed il terzo di 100 mila euro, invece, è destinato ai soli interventi di ristrutturazione. I mutui erogati utilizzando i fondi messi a disposizione dal Plafond Casa potranno avere una durata di 10, 20 o 30 anni.

Le banche aderenti o in corso di adesione sono: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubibanca, Carige, Mps, Banca Popolare dell'Emilia Romagna, Popolare di Sondrio, Popolare di Vicenza, Banca Sella, Banco di Credito P. Azzoaglio, Banco di Credito Popolare, Banco Popolare, Binter - Banca Interregionale, Bnl - Bnp Paribas, Cariparma - Credit Agricole, Iccrea Banca, Cassa di Risparmio di Ravenna, Credito Valtellinese, Extrabanca, Banca Agricola Popolare di Ragusa.

 


La G.O.D.o.T. vi presenta: "Le donne delle notti di luna"

La G.O.D.o.T. vi presenta: "Le donne delle notti di luna"

Margarita la China, strega di Scicli, accusata e condannata per stregoneria. Una storia coinvolgente, e sconvolgente al tempo stesso, rivisitata e riadattata da Claudio Forti per diventare rappresentazione teatrale. Primo appuntamento con una compagnia ospite, sabato 08 febbraio, per la IX edizione di Palchi DiVersi, la rassegna teatrale curata dalla Compagnia G.o.D.o.T.. Alle ore 21:00 al Teatro Don Bosco di Ragusa andrà in scena lo spettacolo “Le donne delle notti di luna” di Claudio Forti, con la regia di Salvo Ciaramidaro, interpretato dalla compagnia Teatron di Marsala.
Una strega, o ritenuta tale, una paziente ed uno psichiatra, un rapporto a tratti ambiguo, un incubo. Quattro uomini in nero di cui uno incappucciato non riconoscibile. Un esperimento di ipnosi regressiva per cancellare ricordi terribili. Un inquisitore accanito e a tratti morboso nei confronti della strega. Un passaggio spazio-temporale. Chi e' l'incappucciato? Che ruolo ha lo psichiatra con il passato? Il testo di Claudio Forti, la regia di Salvo Ciaramidaro, anche attore, e Diana D'Angelo, faranno vivere le tensioni e le emozioni dei personaggi. L'aggiunta di tre incappucciati da parte del regista e una sorta di porta che immette gli attori in un altro tempo, sottolineano i momenti clou del lavoro.

«”Le donne delle notti di luna” non sono altro che le "donne di fora" o "magare" che dir si voglia – spiega Claudio Forti -. Streghe, insomma, o definite tali, su cui si abbatte, da parte del becero potere maschile, una condanna fondata su prove certe che emergono da fatti inesistenti. In quelle donne, così legate, ai cicli della luna, c'è il germe dell'emancipazione, il bisogno di guardare alla realtà circostante tenendo conto di quella magia che circonda tutte le cose e che l'Illuminismo ha preteso di spogliare dei veli del mistero. L'esempio delle "donne delle notti di luna", donne semplici che si riuniscono sotto la pallida ombra della luna piena per raccogliere erbe con cui preparare pozioni ed unguenti curativi, ci da la misura, nella magia degli atti quotidiani e nel rapporto misterioso tra Donna, emanazione della Dea Madre, ed influssi del cosmo, della grandezza condivisa tra Uomo e Natura, tra Donna e Terra, come nel mito di Demetra, in un'atmosfera sospesa "tra i vivi ed i morti"».
“Le donne delle notti di luna” è un lavoro che non parla solo di streghe ed inquisizione nel XVII secolo, è la rappresentazione dell'eterna lotta impari tra il Potere e le sue vittime, in ogni epoca. L'autore per entrare nell'atmosfera dell'epoca ha continuato la ricerca consultando antichi testi che gli permettessero di completare il quadro storico e socio-psicologico in cui sono immersi i suoi personaggi. E' attraverso gli antichi carteggi che Forti entra in contatto con un passato che si interseca, si compenetra in quell'eterno presente in cui si muove l'altra protagonista che lotta col cuore diviso a metà. Diviso tra il sogno e la realtà.
L'ingresso è di € 10 (€ 5 per bambini fino a 14 anni).

Info e prenotazioni: 339.3234452 - 338.4920769 info@compagniagodot.it - www.compagniagodot.it


Una missiva dell'Anva-confesercenti ai sindaci iblei

Una missiva dell'Anva-confesercenti ai sindaci iblei

L'Anva-confesercenti, l'organizzazione di categoria che rappresenta i venditori ambulanti, ha chiesto a tutti i sindaci dei Comuni dell’area iblea di calmierare le tariffe relative all’occupazione del suolo pubblico e di posticipare il termine di pagamento del suddetto canone. la crisi economica il crollo delle vendite sta mettendo a rischio l'attività commerciale di questi piccoli imprenditori che chiedono alle amministrazioni locali una mano d'aiuto.

"Nel 2013 - si legge nel comunicato - si è registrato un vero e proprio crollo verticale relativamente alle vendite nei mercati rionali e comunali a seguito della sempre più ridotta capacità di spesa delle famiglie. Inoltre molte giornate di mercato sono andate perse a causa delle avverse condizioni meteo con la conseguenza che molte attività degli ambulanti sono a rischio cessazione attività". Per tale ragione l’Anva-Confesercenti, rappresentata dal presidente provinciale Massimiliano Ottaviano, ha chiesto ai sindaci di avviare dei provvedimenti che possano rappresentare una boccata d’ossigeno per gli operatori commerciali su aree pubbliche chiedendo di abbassare le tariffe di occupazione per il suolo pubblico e di differire il canone di occupazione relativo ai posteggi già occupati nei vari mercati comunali, oltre alla concessione di una rateizzazione dell’importo tramite quattro rate. “Crediamo che in questo momento così difficile per la nostra categoria – spiega il presidente provinciale Anva, Massimiliano Ottaviano – sia necessario un aiuto da parte dei sindaci che, primi riferimenti istituzionali sul territorio, conoscono perfettamente le difficoltà economiche che stiamo vivendo. Ecco perché da loro ci attendiamo una concreta risposta evitando di mandare in fumo centinaia di attività che danno lavoro, nonostante tutto, a molte persone”.


Immigrazione clandestina. Scoperta organizzazione italo-cinese

Immigrazione clandestina. Scoperta organizzazione italo-cinese

La Squadra mobile di Ragusa ha stroncato un'organizzazione dedita alla falsificazione di documenti per richiedere il ricongiungimento familiare di cittadini cinesi.
Un'organizzazione criminale anomala, visto che vedeva il sodalizio tra un cittadino cinese e degli italiani, un fatto estremamente raro, ma indispensabile visto la tipologia del reato. Per ottenere il ricongiungimento familiare occorre produrre tutta una serie di documentazioni al fine di dimostrare allo Stato di possedere un lavoro e quindi di poter mantere la propria famiglia, e di abitare in un appartamento sufficientemente grande e rispettoso delle norme igienico sanitarie. Tutta questa mole di certificati (come contratti di locazione, contratti di lavoro, modelli 740, certificazioni di idoneità abitativa) veniva prodotta e regolarmente presentata alla Questura. Ecco perché è risultata indispensabile, da un lato, l'intesa tra Zhu e gli italiani, e, dall'altro lato, la connivenza di alcuni uffici o la miopia di altri uffici, come ha dichiarato il sostituto procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, Vincenzo Serpotta, che ha curato le indagini. Secondo la Polizia tutti gli arrestati contribuivano fattivamente a reperire i diversi documenti necessari per il ricongiungimento, producendo alla Pubblica Amministrazione (Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura di Ragusa, INPS, Agenzia delle Entrate, Questura, Camera di Commercio, Registri Immobiliari) attestazioni false o alterate. Un giro di affari milionario visto che ogni ricongiungimento costava dai 7 ai 9 mila euro e la Questura ipotizza un migliaio di richieste. L’associazione smantellata era diventata un punto di riferimento in tutta Italia, tra le pratiche esaminate vi sono quelle di cittadini cinesi provenienti da Prato, Milano, Torino, Roma, Ancona, Reggio Calabria, per fare degli esempi.

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Dopo un anno e mezzo di indagini, questa mattina, la Squadra Mobile ha arrestato Qiyin Zhu, nato in Zhejiang (Cina Popolare) il 23.06.1957 (imprenditore tessile), Antonino Di Marco, nato a Ragusa il 01.09.1970 (titolare agenzia d’affari), Salvatore Distefano, nato a Chiaramonte Gulfi il 12.02.1960 (commerciante ambulante e Vice Presidente dell’A.S.D. Comiso Calco) Giorgio Cappello (Tecnico della prevenzione dell’A.S.P.) nato a Ragusa il 01.06.1963, Giovanni La Terra, nato a Comiso il 14.01.1945 (imprenditore agricolo), Giuseppe La Terra, nato a Comiso il 09.07.1968 (imprenditore agricolo), tutti residenti in provincia di Ragusa.

Qiyin Zhu, era al vertice della piramide ed era il tramite tra la comunità cinese e gli italiani. Antonio Di Marco, era il faccendiere, l'anello di congiunzione tra Zhu e gli italiani.
Salvatore Distefano si occupava di reperire le case ed i contratti di locazione, spesso fasulli e a volte riguardanti appartamenti inesistenti.
Giorgio Cappello, dipendente dell'Asp di Ragusa, era colui che rilasciava i certificati di idoneità abitativa, documenti essenziali per il ricongiungimento.
Giovanni e Giuseppe La Terra, padre e figlio, imprenditori agricoli, utilizzavano la loro impresa per emettere falsi contratti di lavoro.

E’ stato inoltre accertato che in più occasioni i datori di lavoro degli extracomunitari non sapessero di aver assunto alcuno e se ne accorgevano solamente quando l’Inps li convocava per pagare i contributi. “Le indagini sono risultate particolarmente complesse - come ha dichiarato Antonio Ciavola, dirigente della Squadra mobile - in quanto prettamente documentali”. “Abbiamo passato al vaglio – ha dichiarato il sostituto procuratore Serpotta - una montagna di carte, un castello di documenti falsi”.


Turismo. Il "Times" parla di Modica

Turismo. Il "Times" parla di Modica

E’un regalo straordinario quello che Joanne Harris, firma di punta dei reportage turistici del prestigioso quotidiano britannico “The Times” ed autrice del best seller “Chocolat”, ha voluto fare alla città di Modica ed all’albergo diffuso del “Monoresort”.
La giornalista e scrittrice inglese ha raccontato, in due straordinarie pagine, in edicola lo scorso 1 febbraio, dense di emozioni e di immagini della città e dell’ospitalità offerta dalla prestigiosa struttura turistica del “Monoresort” di Modica, il suo viaggio nell’anima più profonda della Contea.
Dalla qualità del cibo, alla tradizione dei maestri cioccolattieri “lunga sei generazioni”, fino al fascino di vie e vicoli del centro storico, la Harris disegna un quadro impareggiabile di una città che sta sempre più diventando meta del turismo anglosassone, ma anche luogo di vacanza e residenza per un sempre maggiore numero di intellettuali d’Oltremanica.

Nel suo lungo viaggio in treno che, attraverso Parigi, Venezia e Roma , l’ha condotta in Sicilia, la Harris non nasconde il suo stupore per la qualità dell’offerta culturale e storica di Modica, spingendosi a raccontare ai propri lettori anche le tradizioni e le leggende che hanno reso immortale questo pezzo di Sicilia, ed esaltando l’ospitalità ricevuta nel corso del suo soggiorno modicano.
Un’ospitalità curata interamente dallo staff del “Monoresort”, con in testa il suo ideatore e fondatore, l’imprenditore Valerio Molinari, che ha quasi condotto per mano la giornalista alla scoperta di Modica e delle sue tante peculiarità impareggiabili. Un’ospitalità talmente curata ed apprezzata da convincere la reporter a suggerire proprio il “Monoresort” e la sua esperienza di albergo diffuso di straordinaria qualità, quale luogo ideale di soggiorno per scoprire con calma ed attenzione questa parte della Sicilia, trasformando i semplici turisti in “attenti viaggiatori”, capaci di entrare nel cuore dei luoghi visitati

Continua dunque la lunga strada che vede da sempre Monoresort in prima fila nella promozione di Modica e nel tentativo di penetrare mercati esteri finora poco attenti nei confronti dell’offerta turistica modicana. Un impegno che proseguirà nei prossimi giorni alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, laddove “Monoresort”, proprio grazie alla qualità della propria offerta turistica e dell’impegno nella promozione del territorio modicano, sarà ospitato, su invito diretto dell’Assessorato Regionale al Turismo, all’interno del padiglione della Regione Sicilia che torna a confrontarsi con una delle più importanti fiere europee di settore a distanza di ben 5 anni dall’ultima presenza ufficiale.
Nei prossimi mesi “Monoresort” ha già programmato altri “educational” che coinvolgeranno prestigiose firme europee e mondiali del giornalismo di settore, al fine di promuovere la città e la qualità della propria offerta turistica.


CNA: Ispica è lacerata dal lavoro nero

CNA: Ispica è lacerata dal lavoro nero

Gli impiantisti di Ispica hanno chiesto di incontrare il presidente territoriale della Cna, Tonino Cafisi, con il responsabile organizzativo, Carmelo Caccamo. La riunione, tenutasi nella sede dell’associazione di categoria, è servita per mettere, ancora una volta, in luce lo stato di grave malessere in cui versano gli operatori del settore. “A distanza di un anno da quando abbiamo affisso un manifesto pubblico – dice Cafisi – siamo costretti a tornare sulla vicenda. Perché stiamo parlando di imprese tutte in regola con le normative sulla sicurezza, che credono nel loro lavoro e che danno occupazione e che, però, si trovano, ogni giorno, ad operare in una città lacerata dalla piaga del lavoro nero. Non stiamo parlando di piccoli lavori ma di interi cantieri. Non riusciamo a capire perché, all’interno di un cantiere, si permette la presenza di lavoro sommerso. Nella maggior parte dei casi si tratta di soggetti che svolgono già un lavoro alle dipendenze di enti pubblici”. Le imprese hanno presentato alla Cna dati precisi che forniscono un quadro dettagliato della problematica. “Ci rivolgeremo – dice Cafisi – alla Guardia di Finanza, all'Ispettorato del Lavoro e al comando della polizia municipale per mettere a nudo chi sta distruggendo il lavoro vero. Le imprese chiedono ai cittadini e ai tecnici un aiuto concreto. Occorre commissionare lavori solo a ditte in regola e in possesso di tutti i requisiti di legge”.


CNA: manca un piano per uscire dalla crisi

CNA: manca un piano per uscire dalla crisi

In una nota un po' stizzita la CNA di Ragusa lamenta con l'assessore all'Urbanistica, Giuseppe Dimartino, di non prendere una decisione su tutta una serie di questioni poste sul tavolo dall'organizzazione di categoria, per provare a dare una mano concreta alle piccole e medie imprese. Il presidente della Cna, Giorgio Biazzo, parla di costruzioni in verde agricolo, lotti minimi, Piano regolatore generale, graduatoria bloccata per le pratiche della legge regionale n.61/81 su Ibla.

“Spiace, però, rilevare - afferma il presidente della Cna di Ragusa, Giorgio Biazzo, assieme alla responsabile organizzativa territoriale, Antonella Caldarera - come, a fronte di questioni ben precise e definite, che riteniamo fondamentali per la vita delle imprese e dell'indotto, alle prese con reali problemi legati al sostentamento, causati dalla pesante crisi economica, e sottoposti ad una tassazione pesantissima, non sia ancora arrivata alcuna risposta. Su tutte le problematiche che abbiamo sollevato, il Comune di Ragusa ha voce in capitolo e potrebbe assumere, dunque, delle determinazioni che consentirebbero di garantire una minima boccata d'ossigeno alle Pmi che operano nel settore. Non è ancora chiara la posizione dell'Amministrazione comunale sulla vicenda delle costruzioni edilizie in verde agricolo anche dopo la richiesta che la nostra organizzazione aveva indirizzato all'ente di palazzo dell'Aquila affinché fosse ripristinato il lotto minino. Questo non vuol dire che non siamo favorevoli alla salvaguardia del territorio ma non siamo neppure d'accordo all'imbalsamazione dello stesso. Non sappiamo, inoltre, i motivi per cui le pratiche di edilizia privata riguardanti interventi da effettuare nei centri storici siano ancora ferme”.

“Non sono state fornite, inoltre – continuano Biazzo e Caldarera – indicazioni chiare e univoche su ciò che si intende fare per quanto attiene il Piano regolatore generale, lo strumento che dovrebbe normare gli aspetti urbanistici presenti sul territorio e fornire le regole di riferimento ai cittadini e alle imprese. Vorremmo comprendere quale l'intenzione. E soprattutto vorremmo ricevere dati certi e concreti per informare le imprese sui passi che si intendono compiere. Questo silenzio, che dura ormai da un po' di tempo, ci sta facendo preoccupare anche perché sull'argomento più volte ci siamo confrontati con l'assessore al ramo. Chiediamo, dunque, ufficialmente che sulle delicate questioni si possa fare, una volta per tutte, chiarezza. Siamo disponibili a ulteriori incontri a patto che gli stessi siano propedeutici ad una rapida risoluzione della vicenda con l’obiettivo precipuo di far ripartire l'economia e lo sviluppo del nostro territorio”.


Green Business. Un Ecopunto a Vittoria

Green Business. Un Ecopunto a Vittoria

Il gruppo "Anonimo Vittoriese" ha inviato una richiesta al sindaco Nicosia, all'assessore competente e al presidente del Consiglio per proporre l'istituzione nella città di Vittoria di un Ecopunto, un franchising dove si baratta del cibo con plastica, carta e alluminio. Un modo intelligente per fare impresa mentre si differenzia. L'Ecopunto, che è già una realtà in deversi comuni siciliani, è un modo per sensibilizzare, divulgare e promuovere la differenziata. I prodotti che vengono avviati al riciclo vengono scambiati con dei generi di prima necessità; questi  materiali così acquistati vengono venduti al Conai. Nonostante i ricavi siano dell'Ecopunto e quindi dei suoi gestori, queste realtà possono nascere solo dopo un accordo con le Autorità della città, naturalmente questa iniziativa non risolve il problema dei rifiuti, ma di sicuro ha un impatto non trascurabile sulla cittadinanza.