CNA: manca un piano per uscire dalla crisi

In una nota un po’ stizzita la CNA di Ragusa lamenta con l’assessore all’Urbanistica, Giuseppe Dimartino, di non prendere una decisione su tutta una serie di questioni poste sul tavolo dall’organizzazione di categoria, per provare a dare una mano concreta alle piccole e medie imprese. Il presidente della Cna, Giorgio Biazzo, parla di costruzioni in verde agricolo, lotti minimi, Piano regolatore generale, graduatoria bloccata per le pratiche della legge regionale n.61/81 su Ibla.

“Spiace, però, rilevare – afferma il presidente della Cna di Ragusa, Giorgio Biazzo, assieme alla responsabile organizzativa territoriale, Antonella Caldarera – come, a fronte di questioni ben precise e definite, che riteniamo fondamentali per la vita delle imprese e dell’indotto, alle prese con reali problemi legati al sostentamento, causati dalla pesante crisi economica, e sottoposti ad una tassazione pesantissima, non sia ancora arrivata alcuna risposta. Su tutte le problematiche che abbiamo sollevato, il Comune di Ragusa ha voce in capitolo e potrebbe assumere, dunque, delle determinazioni che consentirebbero di garantire una minima boccata d’ossigeno alle Pmi che operano nel settore. Non è ancora chiara la posizione dell’Amministrazione comunale sulla vicenda delle costruzioni edilizie in verde agricolo anche dopo la richiesta che la nostra organizzazione aveva indirizzato all’ente di palazzo dell’Aquila affinché fosse ripristinato il lotto minino. Questo non vuol dire che non siamo favorevoli alla salvaguardia del territorio ma non siamo neppure d’accordo all’imbalsamazione dello stesso. Non sappiamo, inoltre, i motivi per cui le pratiche di edilizia privata riguardanti interventi da effettuare nei centri storici siano ancora ferme”.

“Non sono state fornite, inoltre – continuano Biazzo e Caldarera – indicazioni chiare e univoche su ciò che si intende fare per quanto attiene il Piano regolatore generale, lo strumento che dovrebbe normare gli aspetti urbanistici presenti sul territorio e fornire le regole di riferimento ai cittadini e alle imprese. Vorremmo comprendere quale l’intenzione. E soprattutto vorremmo ricevere dati certi e concreti per informare le imprese sui passi che si intendono compiere. Questo silenzio, che dura ormai da un po’ di tempo, ci sta facendo preoccupare anche perché sull’argomento più volte ci siamo confrontati con l’assessore al ramo. Chiediamo, dunque, ufficialmente che sulle delicate questioni si possa fare, una volta per tutte, chiarezza. Siamo disponibili a ulteriori incontri a patto che gli stessi siano propedeutici ad una rapida risoluzione della vicenda con l’obiettivo precipuo di far ripartire l’economia e lo sviluppo del nostro territorio”.

di Rosario Distefano05 Feb 2014 09:02