Filo diretto tra Ragusa e Bruxelles

Filo diretto tra Ragusa e Bruxelles
Un filo diretto tra l’imprenditoria ragusana e gli uffici di Bruxelles. Per utilizzare al meglio le opportunità offerte dai bandi europei sul fronte del risparmio energetico. E’ questa una delle possibilità offerte alle imprese in un periodo in cui la stagnazione economica rischia di fare diventare sempre più drammatica la condizione di crisi in cui quasi tutti, chi più chi meno, versano già da tempo. Servono, dunque, percorsi concreti. Sono quelli illustrati, sabato mattina, nel corso del convegno promosso dal parco commerciale “Isole Iblee”, con la collaborazione del centro commerciale naturale “Antica Ibla” e dell’ex assessore comunale Ciccio Barone, in cui la società Esco Srl, che si occupa di consulenza ad hoc, ha spiegato nel dettaglio ai numerosi imprenditori presenti i percorsi da potere effettuare per ottenere finanziamenti europei proprio in questo campo oltre che per ulteriori settori che cercheranno di soddisfare le esigenze del potenziale cliente.
“Stiamo cercando – afferma il presidente di Isole Iblee, Gianni Corallo – di scandagliare le varie opportunità che ci vengono offerte dal panorama economico internazionale. Il campo del risparmio energetico, in questa fase, è quello che può fornire un minimo di sostegno alle imprese. E’ indispensabile, però, comprendere come muoversi”. I relatori (c’era anche Salvatore Lupo componente della cabina di regia per il Patto dei sindaci della Regione Sicilia) hanno parlato dell’esistenza di barriere mentali che, spesso e volentieri, impediscono agli imprenditori di guardare altrove e di non sapere cogliere le opportunità loro offerte. “La Comunità europea – è stato spiegato durante il convegno dall’amministratore della Esco Alessandro Taranto ma anche da Giuseppe Mazza, Gianluca Raniolo e da Biagio Gagliano – sta spingendo parecchio in questa direzione ma occorre che dall’altra parte possa essere trovato l’adeguato feed back. Diciamo che esiste, in primo luogo, un problema di conoscenza delle possibilità offerte. E poi in Italia, grazie anche ai finanziamenti e alle detrazioni fiscali, ci sono tutta una serie di incentivi da potere utilizzare che sono forniti sia alle aziende sia alle famiglie stesse”. L’azienda ha dunque chiarito di avere creato un network che collega direttamente l’area iblea con gli uffici di Bruxelles in modo da potere fare finanziare i vari progetti che, di volta in volta, saranno presentati.
Acate. Lo investe con il suo furgone, Omar muore

Acate. Lo investe con il suo furgone, Omar muore
Nel pomeriggio di ieri, verso le ore 17.00, in Acate (RG) – sulla S.P. 87, un Fiat Iveco Magirus di proprietà di una ditta di autotrasporti con sede in Vittoria condotto da P.A. vittoriese cl. 66, coniugato, camionista, pregiudicato, verosimilmente causa improvviso ingresso in carreggiata della vittima, investiva bicicletta con a bordo:
Errahali Omar marocchino cl. 81, domiciliato ad Acate (rg), celibe, irregolare sul territorio italiano, pregiudicato per reati in materia di sostanze stupefacenti, il quale, seguito collisione, veniva immediatamente trasportato presso l’’Ospedale Civile di Vittoria, ove decedeva alle successive ore 21.00 per “arresto cardiocircolatorio causa trauma cranico e agli organi toraco-addominali”. Successivamente, esito ispezione, personale sanitario rinveniva, nascosti in un calzino del cadavere, gr. 10 circa di sostanza stupefacente del tipo “hashish” suddivisa in stecchette, sottoposta a sequestro. Il malcapitato era stato tratto in arresto nel 2009 dai Carabinieri della Stazione di Acate poiché sorpreso in Contrada Dirillo in possesso di 7 grammi della predetta sostanza.
I rilievi planimetrici sono stati effettuati dai militari della dipendente Aliquota Radiomobile con contestuale sequestro dei mezzi coinvolti, i quali sono stati trasportati presso una depositeria vittoriese. I documenti di guida e di circolazione del conducente dell’automezzo sono risultati tutti regolari, ma nonostante ciò l’uomo è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Ragusa per il reato di omicidio colposo.
Nel frattempo il Pubblico Ministero di turno ha disposto la custodia della salma, il cui riconoscimento è stato effettuato da un cugino di 2^ grado della vittima, presso l’obitorio del predetto nosocomio per gli ulteriori accertamenti del caso.
Brogli e minacce, sono queste le primarie del PD

Brogli e minacce, sono queste le primarie del PD
Ancora una volta le primarie sono state la più limpida manifestazione dell'immaturità dei dirigenti e degli esponenti del Partito democratico. Le primarie da sempre vengono presentate come una fra le più belle manifestazioni democratiche, uno dei pochi momenti di reale partecipazione alla vita del partito, a conti fatti, però, sono ben altra cosa.
Anche questa volta si sono concluse con la solita coda di sospetti e polemiche. A Comiso, per esempio, è dovuta intervenire una volante della Polizia per sedare gli animi dei “compagni”. Nulla di passionale, si intenda, magari c'entrasse la verve politica, parliamo, infatti, di minacce, strattoni ed insulti.
Ma veniamo ai fatti.
Comiso. Sono solo le 6 e 30 del mattino (i seggi aprivano alle 8) quanto il rappresentante di lista, un ragazzo di 20 anni, Giuseppe Prato, nota il presidente di seggio Mimmo Passaretti, uno storico “compagno”, arrivare al seggio con l'urna già sigillata. Prato, giustamente, chiede spiegazioni e pretende di poter controllare il contenuto dell'urna. Scoppia la bagarre. Insulti, spintoni e minacce, Giuseppe Prato, con il suo telefonino registra tutto. “La cosa più grave? E' che un compagno – dichiara Nanny Frasca del Pd – ha avuto paura per la sua incolumità, ma ormai non ci stupisce più nulla. Da troppo tempo i brogli sono divenuti un tratto distintivo della realtà comisana. Siamo stati costretti, nostro malgrado, a far intervenire la Polizia”.
Vittoria, qui le cose sono andate anche peggio. Nonostante il regolamento nazionale, per le primarie del Pd, stabilisce che, qualora ci siano più seggi in uno stesso comune, i segretari devono indicare e stabilire le sezioni elettorali corrispondenti ai vari seggi, nella città ipparina nulla di questo è stato fatto, chiunque poteva votare prima in un seggio e poi nell'altro. “Ma non è successo solo questo – continua Nanny Frasca – alle 8 meno un quarto, mentre parlavo con il presidente di seggio, scuoto l'urna e vedo che questa conteneva già delle schede, ma non solo, poco dopo ho fatto annullare un'intera pagina del registro perché ho scoperto un uomo che stava votando per tutta la sua famiglia, che non era potuta venire. Qualche ora dopo, invece, scopriamo una ragazza che, vicino al bagno del seggio, allegramente e con tanta solerzia stava barrando alcune schede. Cosa è successo? Qualcuno si è indignato, ha preso provvedimenti? No, invece, siamo stati accusati di essere prevenuti, di essere scesi a Vittoria solo per creare confusione e questo non ce l'ha detto un simpatizzante qualsiasi, ma il presidente del seggio e il segretario provinciale, Giovanni Denaro, che voleva pure mettermi le mani addosso, per fortuna lo hanno tenuto, poi certo si è scusato, ma oggi è questo il Partito democratico”. Infine, va appena ricordato che a Vittoria, in uno dei seggi, faceva bella mostra di sé uno striscione con la scritta “Fausto Raciti segretario regionale”, sarebbe stato il caso di toglierla? Forse sarebbe il caso di considerare le primarie un capitolo chiuso, un esperimento interessante, ma assolutamente inadeguato per un Paese come il nostro. "Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato Giovanni Denaro, segretario provinciale del PD - per il risultato numerico delle votazioni per elezione del segretario regionale del Partito Democratico. In provincia di Ragusa hanno votato 4.517 elettori. Si tratta di un esito confortante. Sicuramente, si è avuto un calo di votanti rispetto alla consultazione relativa all’elezione del segretario nazionale. Ma ciò potrebbe essere dovuto, soprattutto, ad una differente copertura mediatica. Al di là - conclude Denaro - di qualche isolato momento di tensione, fisiologico in una competizione elettorale, l’andamento del voto è stato regolare e tranquillo".
Tutti i voti delle primarie del Pd a Ragusa, comune per comune

Tutti i voti delle primarie del Pd a Ragusa, comune per comune
Il segretario uscente, Giuseppe Lupo, ha vinto solamente nella provincia di Ragusa e Messina, mentre è stato il primo eletto nella città di Palermo.
Nella provincia di Ragusa il popolo del Partito democratico si è espresso così:
| DATI PRIMARIE SEGRETARIO REGIONALE | |||
| CIRCOLO | Lupo | Raciti | Monasta |
| Ragusa | 587 | 257 | 28 |
| Modica | 177 | 40 | 28 |
| Vittoria | 321 | 797 | 77 |
| Comiso | 18 | 584 | 11 |
| Scicli | 113 | 59 | 8 |
| Pozzallo | 1085 | 6 | 5 |
| Ispica | 67 | 27 | 5 |
| Acate | 4 | 36 | 3 |
| Chiaramonte | 19 | 10 | 11 |
| Monterosso | 17 | 18 | 0 |
| Giarratana | |||
| Santa Croce | 23 | 22 | 6 |
| Totale | 2431 | 1856 | 182 |
| 54,5% | 41,5% | 4,0% | |
Il popolo del Pd elegge Fausto Raciti con il 61% dei voti

Il popolo del Pd elegge Fausto Raciti con il 61% dei voti
7 province su 9 hanno preferito Raciti, a Lupo rimane un terzo del partito con il suo 33%, mentre la Monastra rimane alla finestra con il suo 5%. Solo Messina e Ragusa hanno preferito il segretario uscente, Giuseppe Lupo.
Voto più voto meno, sono 73 mila i volenterosi che ieri si sono recati nei 400 gazebo in tutta la Sicilia per esprimere la loro preferenza, una bella differenza con le scorse consultazioni dove a partecipare erano stati in 129 mila. Certo l'appuntamento con l'elezione del segretario regionale non è paragonabile con la competizione per eleggere il leader del partito, forse è sopraggiunta un po' di stanchezza, in pochi mesi il popolo democratico infatti è stato chiamato a votare prima il segretario provinciale, poi quello nazionale ed adesso quello regionale, alcuni, le malelingue, invece, parlano delle recenti scelte di Matteo Renzi, che forse non hanno giocato in favore della partecipazione democratica.
I carabinieri finanziano una cappella all'interno del cimitero di Ragusa

I carabinieri finanziano una cappella all'interno del cimitero di Ragusa
L’Associazione nazionale carabinieri – sezione di Ragusa – sta realizzando una cappella funeraria all’interno del cimitero di Ragusa centro. La cappella avrà la disponibilità di 130 loculi con due cellette ossario per ciascun loculo. I loculi saranno messi a disposizione dei soci regolarmente iscritti, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni ci si può rivolgere presso la suddetta associazione che ha sede in via Giuseppe Di Vittorio 2 a Ragusa.
Marina di Ragusa una "latrina" a cielo aperto

Marina di Ragusa una "latrina" a cielo aperto
Una latrina a cielo aperto. Perché chi non trova la disponibilità del servizio pensa male di utilizzare comunque gli stessi luoghi per espletare i propri bisogni fisiologici senza curarsi dell’immane disagio che arreca ai residenti e agli operatori commerciali della zona circostante.
“Ma il peccato originale, se così vogliamo definirlo – dice il consigliere comunale di Territorio, Angelo Laporta – è dovuto al fatto che i bagni pubblici, a Marina di Ragusa, sono chiusi da troppo tempo. Hai voglia di chiederlo e richiederlo in Consiglio comunale. Ma non è arrivata ancora alcuna risposta operativa”. Laporta ha effettuato un sopralluogo nelle aree in questione. Ed ha riscontrato come la mancanza di igiene sia il comune denominatore in tutte le aree sotto osservazione. “Bagni pubblici chiusi sul lungomare Andrea Doria – dice ancora – chiusi anche quelli dello Scalo trapanese e di via Caboto. E tutt’attorno c’è una sporcizia e un cattivo odore censurabili. Ma nel bilancio approvato qualche mese fa non erano state previste delle somme ad hoc per il servizio bagni che avrebbe dovuto essere espletato da soggetti svantaggiati economicamente, con l’assistenza dei Servizi sociali? Ma possibile che non si riesca a risolvere un problema? Uno che sia uno? Perché l’Amministrazione retta dal sindaco Piccitto continua a latitare anche sulle questioni più semplici? Vorremmo solo che a chi viene a Marina, soprattutto nei fine settimana (e non parlo dei residenti che magari hanno la casa a portata di mano o dei turisti perché per il momento non ce ne sono più di tanto), sia data l’opportunità di fare la pipì senza ricorrere a stratagemmi di chissà quale tipo che, nella maggior parte dei casi, vanno poi a rendere ancora più disarmante il quadro dell’igiene locale. Stiamo forse chiedendo troppo? Nessuno si è posto il problema? Potremmo sperare che, nel giro di qualche giorno, almeno questa questione sia risolta? Oppure ci si arroccherà ancora una volta nel mutismo più assoluto? Restiamo a guardare. E con noi tutti i cittadini che chiedono una risposta”.
Arrestato Vincenzo Scardino, nascondeva la droga nel pannolino della figlia

Arrestato Vincenzo Scardino, nascondeva la droga nel pannolino della figlia
Ieri mattina i militari della Stazione i Santa Croce Camerina hanno arrestato un noto pregiudicato del luogo, Vincenzo Scardino, di 42 anni, per un cumulo di pena per spaccio di stupefacenti.
L'uomo, già sorvegliato speciale, gravato da condanne per ricettazione, furto, porto di arnesi da scasso, violazioni della sorveglianza speciale e spaccio di stupefacenti, è finito in carcere dove deve scontare un residuo di pena di tre anni, otto mesi e venticinque giorni di reclusione, nonché diciottomila euro di multa.
Scardino era stato arrestato nell’agosto 2001 dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ragusa poiché nel corso di laboriose indagini dei carabinieri era stato accusato, in concorso con altre tredici persone, di aver acquistato, trasportato e venduto sostanze stupefacenti tipo eroina, cocaina e marijuana nel triangolo Santa Croce Camerina, Scoglitti, Vittoria, dall’aprile all’agosto del 2001.
Gli indagati, tutti di Santa Croce e Scoglitti, acquistavano la droga a Vittoria e la rivendevano a Scoglitti e Santa Croce. La denuncia di alcuni genitori, disperati per lo stato di tossicodipendenza dei figli, aveva portato i carabinieri sulla giusta strada e gli indagati in manette. Era stato singolare nell’indagine il fatto che due degli indagati, conviventi, usassero nascondere l’eroina nel pannolino della figlioletta di un anno per evitare i controlli delle forze dell’ordine.
Dopo diversi anni di processi, la vicenda penale s’era conclusa nel 2011 con una sfilza di condanne. Scardino aveva preso cinque anni di reclusione, parte dei quali furono scontati, adesso, però, dovrà scontare il resto della pena in Contrada pendente.
Caffé letterario Quasimodo, presenta: la letteratura iblea tra '800 e '900

Caffé letterario Quasimodo, presenta: la letteratura iblea tra '800 e '900
Ancora un appuntamento sulle orme della memoria al Caffè Letterario Quasimodo di Modica.
Sarà infatti dedicato ad autori iblei vissuti tra l’800 e il ‘900 il sabato letterario che si terrà alle ore 17,30 presso l’Auditorium del Palazzo della Cultura il prossimo 22 febbraio nel quadro della stagione culturale 2013-2014. Un appuntamento culturale che offrirà al pubblico un viaggio all’interno della poetica e del pensiero di tre autori iblei: Giuseppe Iozzia Fronterrè, poeta satirico ispicese soprannominato “l’indemoniato”, vissuto tra il 1865 e il 1923; Benedetto Ciaceri, nato a Pozzallo nel 1902 ma vissuto a Modica, scrittore di numerosi romanzi e commediografo; Carmelo Pluchinotta, nato a Pozzallo nel 1922, poeta, pittore e fine intellettuale del primo Novecento.
A leggere i testi degli autori saranno Daniele Voi e Giovanna Drago, mentre Domenico Pisana, Presidente del Caffè Quasimodo, ne traccerà la fisionomia, l’opera e il pensiero subito dopo l’introduzione di Salvatore Paolino.
“Questo appuntamento – spiega Domenico Pisana, - è una prosecuzione dei percorsi di letteratura iblea tra ‘700 e ‘900 avviati all’inizio del 2014 e si configura come viaggio all’interno delle migliori espressioni della letteratura iblea, sia in poesia che in prosa. Nella Ispica di fine ‘800 Iozzia Fronterrè appare un uomo in solitudine, una voce scomoda, un intellettuale che ama la letteratura , la storia antica e contemporanea, un “arrabbiato” che solo attraverso la satira poetica riesce a poter dare sfogo al suo libero pensiero sullo stile di grandi scrittori di satire del mondo latino.
Benedetto Ciaceri – prosegue Pisana - fu certamente una figura eclettica, ebbe un’ intensa attività narrativa che è ancora oggi attuale nei temi trattati e che si muove nel solco della tradizione narrativa siciliana iniziata da Verga. La poesia di Pluchinotta – conclude Pisana - ha una sua indiscussa validità ed una strutturazione noumenica che fornisce, sotto vari aspetti, un reale quadro della società contemporanea sottoposto a pesanti giudizi”.
Insomma, tre autori per una serata che vuole tuffarsi nella memoria letteraria iblea e che sarà arricchita dalle note musicali del “Duo Civello”.
Peccati di superbia. D'Asta fa infuriare gli altri renziani

Peccati di superbia. D'Asta fa infuriare gli altri renziani
Povero Partito democratico. Eternamente diviso su tutto. Sono renziani, cuperliani e civatiani, ma neanche queste tre correnti riescono a rappresentare l'eterogenea galassia di questo partito alla continua ricerca di una sua identità.
Ieri in una nota il vicesegretario provinciale del Pd, Mario D'Asta, ha sostenuto che l'area Renzi, domenica, voterà fausto Raciti, nulla di più sbagliato, visto che la risposta, degli altri renziani della provicia non si è fatta attendere. “Non si comprende – dichiara Paoletta Susino, anch'ella vicesegretario provinciale del Pd – a che titolo ed in quale veste, D’Asta, possa dichiarare che l’area Renzi sosterrà la candidatura di Fausto Raciti. E' noto, infatti, come ribadito durante la conferenza stampa del 13 febbraio scorso, che né i circoli Big Bang di Scicli, Ispica, Pedalino, Pozzallo, Modica ed altri, né altre componenti che compongono l’area Renzi della Provincia, sosterranno il candidato alla segreteria regionale Raciti”, infatti questi sosterranno il segretario uscente Lupo.
La Susino coglie infine l'occasione per ricordare a D'Asta, e ai sostenitori del Pd, che l'unico vero responsabile del disastro delle amministrative dello scorso anno a Ragusa, ha un nome e cognome: Rosario Crocetta. Colui che impose la candidatura di Cosentini, bypassando le primarie, che avevano identificato in Peppe Calabrese il candidato a sindaco per il Partito democratico.
Come può D'Asta, si chiede la Susino, dimenticare tutto ciò? Come può ricadere ancora una volta in quel tritacarne politico, in quella logica machiavellica ordita a Palermo, da Crocetta e dai suoi alleati di sempre, Crisafulli, Cracolici, Speziale, Capodicasa e Lumia, co-responsabili dell’appoggio al governo Lombardo? Non si può dimenticare, ribadisce la Susino, come quel modo di fare politica abbia dato i natali a Megafono, mentre dimezzava i consensi del Partito democratico siciliano.
"Chi vuole usare Matteo Renzi - continua la Susino - come marchio commerciale per nascondere giochi di potere, faccia pure", quasi una blasfemia, verrebbe da dire, questo voler accostare il nome di Renzi a certi giochetti di palazzo.
Uno scandalo, un orrore, un peccato capitale per un renziano doc, come Mario D'Asta, genuflettersi a queste squallide strategie. Come, ci chiediamo, un esponente dell'ala renziana, un politico che ha sottoscritto e condiviso il programma di Matteo Renzi, il rottamatore della seconda Repubblica, colui che ha resuscitato, in nome del popolo italiano, la prima Repubblica, come, quest'uomo, Mario D'Asta, possa accettare una candidatura, voluta da Crocetta e dalla vecchia politica, senza batter ciglio?
"A Ragusa, come in tutta la Sicilia - conclude la Susino - c’è chi ha mostrato coerenza sul campo dall’inzio alla fine, non solo sostenendo Matteo Renzi in tempi non sospetti ed aderendo al suo progetto di partito plurale ed aperto, ma rimanendo libero mentre altri venivano schiacciati dalla cieca obbedienza a vecchi e nuovi capicorrente da sempre impegnati in lotte fratricide per mantenere reciproche quote di potere acquisito. Un partito che riparte dal basso non è mai contro qualcuno, ma è sempre per qualcosa: cambiare la Sicilia dal basso e rottamare i veri responsabili dell’immobilismo del partito democratico siciliano".
Le poltrone, il potere, la democrazia e la voglia di governare, quanti dilemmi. Povero Partito democratico eternamente diviso, lacerato, dalle spinte nuoviste e dall'irresistebile voglia di difendere la tradizione. Un pot pourri di renziani e d'alemiani, di segretari vecchi, nuovi e futuri, di progressisti, popolari e democristiani, che ripugnano le vecchie alleanze con Lombardo e l'Udc, mentre strizzano l'occhio alla rediviva Forza Italia, il tutto in quell'affascinante e sempre seducente valzer delle vanità, che asi appresta a scrivere un'altra pagina memorabile della sua storia domani, domenica 16 febbraio.




