Uilt, Ugl e Usb stigmatizzano le politiche vessatorie della ditta Busso

Uilt, Ugl e Usb stigmatizzano le politiche vessatorie della ditta Busso
"Le scriventi organizzazioni sindacali, esprimono il loro disappunto in merito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa, dalla ditta Busso, nella figura del suo titolare, Busso Maurizio, L’esercizio legittimo del diritto contrattuale, è garanzia reciproca dei corretti rapporti tra lavoratori e azienda.
Ed è esattamente l’impossibilità da parte dei lavoratori di poter esercitare il diritto, contrattualmente sancito, alla propria difesa, che si contesta all’impresa, in merito alle numerose lettere di contestazione elargite e ai conseguenti provvedimenti disciplinari.
E’ pretestuoso, a fronte delle numerose giornate di lavoro, decurtate ai lavoratori, che l’impresa citi solamente i casi relativi alle assenze giustificate per malattie, che tra l’altro sono regolamentate dal CCNL.
Sono facilmente documentabili, le numerose sanzioni comminate, con motivazioni improprie, a diversi lavoratori, o appartenenti alle scriventi o non sindacalizzati.
Com’è documentabile, l’atteggiamento ostruzionistico dell’impresa, che rifiuta da diversi anni le richieste d’incontro, sulle problematiche aziendali, con le altre, forse più giovani organizzazioni sindacali.
L’esercizio perpetuato della sanzione disciplinare, nei confronti di numerosi lavoratori, denota, la mancanza di quella comunicazione interna, intesa come strumento atto a costituire il sistema di relazione tra l’impresa, intesa nella sua organizzazione di azienda ed i suoi dipendenti.
In riferimento a quanto accaduto in questi giorni, all’interno del cantiere di Ragusa, respingiamo con forza, qualunque forma di atteggiamento violento.
Ma dobbiamo altresì ribattere, che l’episodio, che ha visto come protagonisti il capo cantiere, nonché cognato del sig. Busso Maurizio e 2 lavoratori, altro non è che l’epilogo di quanto denunciato dalle sopra citate OO.SS, in merito al clima burrascoso che da diversi mesi si respira in azienda.
Per quanto ci è dato sapere sull’episodio, al di là di un “sostenuto scambio di opinione” tra i soggetti interessati, non è successo null’altro, le notizie riportate dagli organi d’informazione in merito ad un famigerato coltello, respingiamo con forza è ribadiamo quanto appena detto.
Lasciamo agli organi inquirenti l’accertamento dei fatti, declinando qualunque forma di depistaggio mediatico.
L’occasione è opportuna per esprimere la nostra piena solidarietà ai due lavoratori, che coinvolti nell’accaduto e prodigatisi al momento per ripristinare la calma, sono stati interessati, da parte dell’azienda con provvedimento di sospensione cautelare.
Sarà un caso, ma per la cronaca trattasi dei 2 rappresentanti RSA della FIT-CISL".
Falla: "Susino è solo la vittima dei padrini della politica locale"

Falla: "Susino è solo la vittima dei padrini della politica locale"
Abbiamo intervistato Bartolomeo Falla, ex sindaco di Scicli, sui recenti fatti di cronaca.
“Quella a cui stiamo assistendo è un'operazione putrida, architettata, più o meno consapevolmente, da giornalisti che non hanno come obiettivo l'accertamento della verità. In tutta questa vicenda bisogna distinguere la verità dalle speculazioni”.
Allora parliamo dei fatti.
“Conosco il Mormina sin dalla campagna elettorale del 2008. L'ho conosciuto, una notte, mentre attaccavamo i manifesti elettorali, lui allora lavorava per l'on. Ragusa. Quello stesso anno lui e gli altri tre furono assunti a lavorare nella ditta Busso, il sindaco era Giovanni Venticinque. Queste assunzioni furono proposte dall'assessore al ramo del tempo, in quanto bisognava aumentare la raccolta differenziata. Ciò, però, avvenne senza modificare il contratto, lasciando invariato il capitolato d'appalto. Possiamo ipotizzare un voto di scambio? Può essere. Sin da subito, Franco Mormina, assunse un ruolo importante all'interno della ditta, divenendo una sorta di capo cantiere, il referente per tutti gli operai della Busso in servizio a Scicli. Risale a quel periodo l'aggressione, per esempio, del Mormina nei confronti di un dipendente comunale, inviato per controllare se gli operai ufficialmente in servizio lo erano effettivamente. Ora, da qui ad arrivare a parlare di cupola mafiosa, a mio modesto pare, ce ne vuole”.
Va bene queste è la storia, ma adesso?
“Una volta che Susino divenne sindaco decise di non pagare più questi quattro neo assunti e per un motivo molto semplice: questi operai non facevano parte della pianta organica; Venticinque come ho già detto, non aveva modificato il capitolato d'appalto. La vicenda si trascina per mesi sino a quando i Mormina vengono arrestati ed il primo cittadino viene raggiunto dall'avviso di garanzia. Questa fu l'occasione per provare a delegittimare il sindaco. Giungiamo così alla vicenda squisitamente politica, che ha caratterizzato il mandato del sindaco Susino, il quale ha visto sfaldarsi progressivamente la sua maggioranza. Quando ciò avvene il sindaco dovette cercare in Consiglio una sua legittimazione e per nostra fortuna riuscì a trovarla, in ballo c'era il default economico-finanziario del Comune. Ma da quel momento in poi, Susino rimase senza referenti politici. Susino per molti divenne il traditore e perciò il capro espiatorio che andava politicamente eliminato”.
A chi si riferisce in particolare?
“Orazio Ragusa, Venerina Padua, Pippo Digiacomo, sono tutti contro di lui. Tutti vogliono andare a elezioni anticipate, ma non per salvare Scicli, non per i cittadini, ma solo per un mero calcolo politico, ognuno ha il suo candidato da proporre a sindaco. Stesso discorso va fatto per i consiglieri dimissionari, che trincerandosi dietro questo avviso di garanzia, pretendono di rifarsi una verginità politica. Questi consiglieri si sono dimessi solo perché non vogliono esser coinvolti in questa vicenda, vogliono rimanere puliti, così, domani, potranno presentarsi alla cittadinanza come il volto nuovo della politica a Scicli. Magari per fare il sindaco. Ciò che non comprendo, invece, è il fango che stanno gettando su Scicli e sul sindaco. Un avviso di garanzia non è certamente una condanna ed in Italia si è innocenti sino al terzo grado di giudizio e perciò esorto Susino a difendere il suo onore rimanendo, però, saldo al suo posto. Senza alcuna prova tutti hanno condannato il sindaco, che è senza padrini politici e per questo viene maltrattato dai padrini politici”.
Operazione "The wall". La droga arrivava dall'Albania e forniva tutta la Sicilia

Operazione "The wall". La droga arrivava dall'Albania e forniva tutta la Sicilia
Dopo quasi sei mesi di indagini serrate, da parte del Nucleo investigativo di Ragusa, questa notte, i Carabinieri hanno concluso l'operazione su un vasto giro di droga denominata Intercapedine, grazie alla quale sono finiti in carcere 5 persone, mentre altre due sono agli arresti domiciliari ed uno ha l'obbligo di firma.
Gli arrestati: Conduttore Filippo, classe '55 di Vittoria; Cutello Angelo, classe '60 di Comiso; Gesso Mauro, classe '80 di Scicli; Giannone Massimo, classe '91 di Modica; Giuca Gianni, classe '65 di Modica. Poi vi sono Palumbo Gianluca, classe '89 di Comiso, e Palumbo Nicola, classe '83 di Vittoria, entrambi agli arresti domiciliari. Mente Salvatore Salerno ha l'obbligo di firma.
Nella conferenza stampa di questa mattina - tenuta dal procuratore della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia, dal sostituto procuratore, Serena Menicucci, e dal tenente colonnello dei Carabinieri della Compagnia di Ragusa, Sigismondo Fragassi - il dato che è emerso è l'entità di questa organizzazione, che non era impegnata nello spaccio al minuto. Infatti, questa banda è considerabile a tutti gli effetti un anello intermedio tra chi introduceva nel territorio nazionale la droga, proveniente dall'Albania, e chi poi la spaccia nelle piazze di tutta la Sicilia. Vige il massimo riserbo sui nomi di questi albanesi, in quanto le indagini non si sono ancora concluse, ciò che è certo è che le partite di droga arrivano nel ragusano dalla Calabria.
Dalle indagini è anche emerso che gli indagati, oltre alla provincia di Ragusa, rifornivano di sostanza stupefacente anche il mercato di Niscemi (CL) e, infatti, in data 14 giugno 2014, venivano tratti in arresto i fratelli niscemesi SENTINA Salvatore e Vincenzo, che venivano trovati in possesso di oltre mezzo Kilogrammo di sostanza stupefacente del tipo marijuana, che avevano appena acquistato e che stavano trasportando a Niscemi per spacciarla al dettaglio.
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, sono state eseguite circa 15 perquisizioni in tutta la provincia, a carico di tutti gli indagati, compresi quelli non raggiunti da misure restrittive, le cui abitazioni sono state passate al setaccio anche con l’ausilio di unità cinofile antidroga dell’Arma.
I carabinieri hanno chiamato l'indagine "The Wall" o "Intercapedine" perché questa banda, che agiva a Vittoria, a Comiso, a Modica e a Scicli, era solita nascondere le grosse partite di marijuana fra i muri a secco. Come racconta il sostituto procuratore Menicucci, le indagini, che sono state piuttosto veloci, neppure 6 mesi, sono state estremamente certosine ed i Carabinieri si sono avvalsi delle più avanzate tecnologie per poter raccogliere il maggior numero di prove a carico della banda. Sicuramente gli appostamenti, i pedinamenti e il massiccio uso di intercettazioni ambientali e l'utilizzo di telecamere hanno permesso ai Carabinieri di arrestare gli otto uomini, tutti pluripregiudicati. Il giro d'affari stimato della banda, in questi sei mesi di indagini, si aggirava intorno ai 100 mila euro, mentre la droga sequestrata, sempre nello stesso lasso di tempo, ammonta a svariate decine di chilogrammi.
Il Comune di Scicli sciolto per mafia, forse nei prossimi giorni

Il Comune di Scicli sciolto per mafia, forse nei prossimi giorni
A Scicli è arrivata la "Commissione per l'accesso agli atti", che in parole povere significa che lo Stato italiano, la magistratura, sta cercando prove per decidere se il Comune di Scicli vada sciolto per mafia oppure no. La vicenda è quella tristemente nota riguardante alcuni operai della ditta che si occupava di rifiuti nella città di Montalbano, ascesi in breve tempo al vertice della ditta, uomini poi arresti dai Carabinieri nel giugno scorso. Quello che subito fu etichettato come il clan dei netturbini era composto da: Franco Mormina, Giovanni Mormina, Ignazio Mormina, Ugo Lutri e Giacomo Fidone. Come ormai è acclarato questo gruppo, oltre ad "occuparsi" del servizio della nettezza urbana a Scicli e dello spaccio di droga, aveva creato un vero e proprio cartello per la gestione dei manifesti elettorali, fatto che pare coinvolgerebbe pure un noto ed importante politico locale.
Le indagini riguardarono e riguardano anche il sindcao Susino indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Videointervista di Gianni Papa all'infettivologo Nunzio Storaci sull'ebola

Videointervista di Gianni Papa all'infettivologo Nunzio Storaci sull'ebola
Videointervista sull'ebola all'infettivologo dott. Nunzio Storaci
I migranti giunti in Sicilia dall'inizio di quest'anno hanno superato abbondantemente le 100.000 unità. Uomini, donne e bambini scappati da guerre, povertà e persecuzioni etniche e religiose, che arrivano sulle nostre coste nella speranza di un futuro migliore. Più di una volta abbiamo raccontato le tristi storie di queste persone e di quegli uomini senza scrupoli che, nel migliore dei casi, lucrano su queste misere esistenze. Oggi vogliamo rivolgere lo sguardo a chi presta i primi soccorsi, uomini delle forze dell'ordine, della protezione civile, della croce rossa e semplici volontari.
La domanda che ci facciamo è una: questa gente è sufficientemente tutelata?
Senza voler creare inutili allarmismi, è un fatto che le zone di provenienza di questi migranti spesso sono aree infestate da malattie devastanti, malattie di cui l'occidente, per fortuna, non ha più memoria. Parliamo di peste, di tifo, di febbre gialla, di malaria, di epatite, di tubercolosi ed ebola. Proprio l'epidemia di l'ebola sta preoccupando, in questo periodo, la comunità internazionale. Pochi giorni fa è stato pubblicato un rapporto, sull'epidemia in corso in Africa, redatto dal Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, l'ente nazionale americano che si occupa di salute pubblica, nel quale si afferma che entro il prossimo gennaio, in Africa occidentale, il virus potrebbe arrivare ad infettare fino a 1,4 milioni di persone.
Naturalmente neanche il territorio ibleo è immune a questo rischio. Il 18 settembre scorso, infatti, le autorità maltesi respinsero un mercantile proprio perché si sospettava che a bordo vi fosse un marinaio affetto dal virus dell'ebola. Il mercantile, a questo punto, fu dirottato a Pozzallo. Furono 24 ore di panico, finché il direttore generale dell'Asp 7, Maurizio Aricò, smentì categoricamente la notizia. Ritorniamo così al nostro interrogativo iniziale: l'equipaggiamento che lo Stato italiano fornisce a questi operatori umanitari è adeguato, le mascherine antipolvere, per esempio, che vediamo indossare a queste persone, servono realmente a qualcosa? E poi, siamo certi che la profilassi è rispettata in modo scrupoloso, senza alcuna eccezione? Troppo spesso il Bel Paese ci ha abituato ad una certa leggerezza nei comportamenti, leggerezza che a volte si tramuta in superficialità, un atteggiamento che proprio non possiamo permetterci in un momento storico così delicato.
Solo per assurdo, immaginiamo cosa sarebbe potuto succedere se quel marinaio fosse stato realmente affetto dal virus dell'ebola o da un'altra elemento patogeno altrettanto aggressivo e, per un motivo o per un altro, qualcosa fosse andato storto, magari le mascherine non rappresentano un'adeguata barriera o qualcuno non avesse rispettato rigidamente tutti i protocolli del caso. Se ciò fosse avvenuto, nell'arco di qualche mese, anche l'Europa sarebbe vittima di questo o quel virus.
C'è qualcuno che vigila? C'è qualcuno che supervisiona periodicamente tutto?
Da ieri sera il Comune di Licodia Eubea fa parte della "Provincia" di Ragusa

Da ieri sera il Comune di Licodia Eubea fa parte della "Provincia" di Ragusa
Mentre c'è chi prova a conquistare un po' di visibilità o magari un po' più di potere proponendo e perorando l'idea di creare più Liberi consorzi nella stessa Provincia di Ragusa, non riuscendo a capire che una tale divisione non potrebbe che indebolire il territorio, sia da un punto di vista politico che economico, ieri il Comune di Licodia Eubea ha deciso di aderire agli 11 comuni della Provincia di Ragusa. Questo risultato storico è ascrivibile esclusivamente all'opera di convincimento, iniziata qualche mese fa, da Giovanni Iacono, esponente del Movimento Partecipiamo e presidenete del Consiglio di Ragusa.
"Questo è un momento epocale - ha dichiarato Iacono - ieri sera si è posta la prima pietra affinché questo progetto possa vedere la luce".
Iacono esprime la propria felicità per la deliberazione assunta dal Consiglio Comunale di Licodia Eubea di adesione al 'Libero Consorzio di Ragusa'. Giovanni Iacono sprizza gioia per vedere concretizzato un primo risultato per l'impegno svolto di condivisione di un progetto strategico di sviluppo che estende la capacità di competitività e di crescita delle nostre Comunità. 'E' un fatto storico di grandissima rilevanza e Ragusa e tutti i Comuni dell'ex provincia sapranno valorizzare ed accogliere in un progetto comune le grandi peculiarità di Licodia Eubea, Un ringraziamento particolare e sentito va al Presidente del Consiglio Comunale di Licodia Eubea Alessandro Astorino con il quale abbiamo condiviso questo progetto che ora porteremo avanti con ancora più impegno e determinazione ed auspichiamo che anche gli altri comuni con i quali vi è grande omogeneità culturale, economica, sociale e storica possano aderire ad un percorso di sviluppo condiviso."
E' ufficiale: Movimento Città è all'opposizione

E' ufficiale: Movimento Città è all'opposizione
Il Movimento Città fa il punto sulla situazione politica a Ragusa. Il dato più interessante è rappresentato dal fatto che il Movimento ha conclamato, al di là di qualsiasi dubbio, la sua alterità all'intero Consiglio comunale, una dichiarazione che pone il Gruppo “Città” praticamente all'opposizione.
“Siamo stati, sin dall'inizio, spettatori privilegiati di questa maggioranza – dichiara il consigliere comunale, Carmelo Ialacqua -. Spettatori, però, progressivamente messi in un angolo dall'Amministrazione e dal Gruppo consiliare dei 5 Stelle, che mai ci ha onorato di coinvolgerci in una loro scelta”.
Sì, Movimento Città appoggiò al ballottaggio il sindaco Piccitto, e non i Cinque Stelle, come ribadiscono più volte. Un appoggio politico in nome di una comune visione di intenti, almeno così pensavano 15 mesi fa. Un'alleanza, però, mai iniziata, che invece si è progressivamente consumata raggiungendo la sua acme con l'approvazione del Bilancio nello scorso luglio. Sin da subito Ialacqua e l'intero Movimento denunciarono la vacuità dello strumento economico-finanziario: nessuna idea per la città, nessuna strategia programmatica per risolvere i problemi del territorio; l'esempio più eclatante sono i 15 milioni di royalties, provenienti dalle imprese petrolifere, che sono stati utilizzati per la normale amministrazione della città.
Un rapporto iniziato sotto i migliori auspici e consumatosi strada facendo, ma non era detta ancora l'ultima parola. L'inizio di questa seconda fase, così come l'ha definita il sindaco Piccitto, che ha permesso l'ingresso in Giunta del Movimento Partecipiamo, era stata colta dal Movimento Città come una chance importantissima per ri-disegnare e programmare un'azione di governo in favore della città di Ragusa. Ad una sola condizione: i tre soggetti politici coinvolti, dovevano sedersi a tavolino e tracciare una mappa di intenti politico-amministrativi. Ciò non è stato possibile e Movimento Città, oggi, è all'opposizione.
“Non era ammissibile – dichiarano in conferenza stampa gli esponenti del Movimento Città – fare un'alleanza fondata esclusivamente sulla nomina di un assessore. I nostri tre programmi non sono uguali e perciò sovrapponibili, se si voleva inaugurare una nuova stagione bisognava innanzitutto azzerare tutto ciò che si era fatto in questi 15 mesi e ripartire da zero, con obiettivi precisi e con strategie condivise. Non è stato possibile”.
Non elemosinano critiche gli esponenti del Movimento Città. In cima a questa classifica ci sono sicuramente le royalties e la mancanza di una reale visione strategica, ma non dimenticano il copia ed incolla, grazie al quale la Giunta ha prodotto il Piano Triennale delle Opere Pubbliche, diretta filiazione del documento stilato dall'Amministrazione Dipasquale. Le tasse per nulla progressive e perciò a tutto vantaggio delle classi medio-alte. Nessuna idea per l'utilizzo razionale dei Fondi europei. Infine, non sono teneri neanche con l'assessore Stefano Martorana. Nel 2013 questi aveva evidenziato come il Comune di Ragusa vantava crediti per svariati di milioni di euro, crediti, molto probabilmente, inesigibili. “Dopo questa scoperta – dichiarano – ci saremmo aspettati degli interventi in risposta a questa situazione, che potenzialmente può diventare esplosiva, ma nulla è stato fatto, anzi questi crediti sono stati utilizzati per esporsi nei confronti delle banche”. Non è detto, ma ciò potrà determinare, nei prossimi anni, un buco di bilancio difficilmente colmabile.
A questo punto una critica la vogliamo al gruppo di Ialacqua. Se da un lato, questi, non pongo alcuna pregiudiziale a Partecipiamo – ne valuteranno l'operato passo dopo passo – sembrano non avere un'idea chiara su come rimodulare la loro azione politica, sia all'interno che all'esterno dell'Aula. Certo in Consiglio, il Movimento Città, vanta un solo consigliere, quindi la loro possibilità di incidere sull'azione di governo è minima, proprio per questo ci saremmo aspettati una qualche idea per portare in strada, al di fuori di Palazzo dell'Aquila, la loro voce, la loro politica, le loro critiche alle opposizioni, alla maggioranza ed all'Amministrazione. Forse è un po' pochino affidare la propria propaganda allo streaming, ai social network ed al blog del consigliere.
Anche gli operatori ecologici di Vittoria entrano in sciopero

Anche gli operatori ecologici di Vittoria entrano in sciopero
Gli operatori ecologici di Vittoria effettueranno una giornata di sciopero che si effettuerà martedì 7 ottobre 2014 .
Le OO.SS. hanno altresì proclamato nove giornate d’astensione collettiva dal lavoro straordinario, da martedì 7 a mercoledì 15 ottobre 2014. Infine lunedì 6 ottobre c.a. nei locali della SAP di Vittoria, si terranno due ore d’assemblea per ogni fine turno di lavoro, dalle ore 14,00 alle ore 16,00, dalle ore 16,00 alle ore 18,00, dalle ore 8,00 alle ore 10,00, dalle ore 10.00 alle ore 12,00, dalle ore 12,00 alle ore 14,00.
Le decisioni sono state assunte al termine di partecipata assemblea sindacale che si è tenuta nei locali della ditta SAP di Agrigento con all’ordine del giorno i temi della vertenza:
1) Mancato pagamento del saldo dello stipendio del mese di Agosto 2014.
2) Mancata consegna dei buoni pasto, dal mese di aprile.
3) Mancato completamento della fornitura degli indumenti da lavoro, capo invernale.
4) Mancato pagamento delle ore di straordinario.
5) Ferie e riposi compensativi non dati.
6) Sforamento delle ore straordinarie del 500 % circa.
7) Mancati versamenti e registrazione dei lavoratori al Fondo FASDA.
8) Bagni e docce funzionanti ma non accessibili ai lavoratori perché chiusi con il lucchetto.
9) Armadietti non conformi perché non sono a doppio scompartimento.
10) Pulizia locali inesistente.
L'aeroporto di Comiso chiude, secondo Crocetta no!

L'aeroporto di Comiso chiude, secondo Crocetta no!
"L'aeroporto di Comiso non chiuderà, anzi il mio progetto è quello di rilanciarlo e farlo diventare uno dei più importanti d'Italia". Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. "Siamo già intervenuti su Montalbano, da anni interveniamo su Ragusa Ibla, abbiamo voluto fortemente che aprisse l'aeroporto di Comiso, abbiamo sbloccato gli appalti per le principali arterie, per le ferrovie, manifestando un interesse senza precedenti nei confronti della provincia di Ragusa. Per il mio governo, Comiso è un'aerostazione centrale per lo sviluppo della Sicilia sud orientale. Una parte della Sicilia che negli anni non ha avuto l'attenzione necessaria e che svolge un ruolo importantissimo per lo sviluppo economico
dell'isola attraverso le potenzialità enormi di turismo, agricoltura e le attività marinare. Nessuno pensi che Comiso possa essere abbandonata. Comiso
dev'essere potenziata. I dati lusinghieri che sono stati raggiunti, l'incremento mensile dei voli, ne fanno una struttura economica di grandissimo
livello. Siamo pronti a intervenire come Regione con la prossima finanziaria, - continua Crocetta - ma chiediamo anche che lo Stato faccia fino in fondo la sua parte, poiché non si capisce perché, mentre in tutti gli aeroporti italiani i costi per controllori di volo vengono sostenuti dallo Stato, in Sicilia dovrebbero essere a carico della società aeroportuale. E' venuto il momento che una parte dello Stato riveda i suoi comportamenti nei confronti della Sicilia.
Abbiamo sostenuto con le risorse della Regione e continueremo a sostenere l'aeroporto di Comiso, ma non possiamo permettere che lo Stato sia assente. Mi sono già messo in contatto con il Ministro dei Trasporti, Lupi, per affrontare i problemi di Comiso e Trapani, dicendo con chiarezza che due strutture così importanti - conclude il presidente - non possono essere ignorate e che è venuto il momento di cambiare verso".
Nonostante alcune ombre, la stagione turistica è andata bene

Nonostante alcune ombre, la stagione turistica è andata bene
I primi dati che l'ufficio turistico di Ragusa sta raccogliendo sono incoraggianti. E' soddisfatto l'assessore al Turismo, Stefano Martorana, conscio che la strada intrapresa è quella giusta, anche se se non nasconde le tante criticità che andranno affrontate nel medio e nel lungo periodo.
I due protocolli di intesa firmati con l'ex Provincia Regionale di Ragusa e con la Diocesi forse sono i due risultati più rilevanti, anche in una prospettiva futura. Grazie al primo protocollo è stato realizzato l'infotourist a Ibla, che in un mese e mezzo ha registrato più di 7000 contatti. Questo dato oltre ad essere importante perché dà la misura del servizio reso al turista, ha anche un'altra valenza squisitamente statistica, la quale può e deve essere utilizzata sia per attrarre investimenti privati sia per allettare i tour operator. Stesso discorso va fatto per il protocollo firmato con la Diocesi, grazie al quale 55 mila turisti hanno visitato, nei mesi di giugno, luglio e agosto, 10 chiese, che altrimenti sarebbero rimaste chiuse. “Questo risultato – dichiara Martorana – non è un punto d'arrivo, bensì un punto di partenza”.
Anche il servizio di Radio taxi e quello dello Shuttle pare abbiano riscontrato un buon successo, anche se, è lo stesso Martorana a dirlo, necessitano di determinate migliorie. Sicuramente andranno pubblicizzati un po' meglio e bisognerà rivedere il servizio Shuttle, oggi poco economico per le casse comunali.
Le pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali di redazionali su Ragusa è stato un investimento proficuo, che ha permesso agli operatori del settore e non solo, di varie nazionalità, come quella russa, cinese, inglese e spagnola, di conoscere il territorio.
L'assessore Martorana si è detto, infine, particolarmente soddisfatto per il lavoro svolto sin ora in previsione dell'Expo' 2015. Ovviamente Ragusa sarà presente nel padiglione Italia, inoltre, grazie ad un accordo con l'Anci, Ragusa avrà un suo stand all'interno di un business center, dove i buyers internazionali potranno incontrare i nostri produttori. Ma non solo, indirettamente il nostro territorio avrà una sua vetrina anche nel padiglione della Regione Toscana, che pubblicizza le Case della Memoria e quindi il Castello di Donnafugata. Infine, Ragusa avrà un suo stand, per tutta la durata dell'Expo', al centro di Milano, perciò al di fuori dell'area dedicata all'Esposizione Universale.


