Falla: “Susino è solo la vittima dei padrini della politica locale”

Abbiamo intervistato Bartolomeo Falla, ex sindaco di Scicli, sui recenti fatti di cronaca.

“Quella a cui stiamo assistendo è un’operazione putrida, architettata, più o meno consapevolmente, da giornalisti che non hanno come obiettivo l’accertamento della verità. In tutta questa vicenda bisogna distinguere la verità dalle speculazioni”.

Allora parliamo dei fatti.

“Conosco il Mormina sin dalla campagna elettorale del 2008. L’ho conosciuto, una notte, mentre attaccavamo i manifesti elettorali, lui allora lavorava per l’on. Ragusa. Quello stesso anno lui e gli altri tre furono assunti a lavorare nella ditta Busso, il sindaco era Giovanni Venticinque. Queste assunzioni furono proposte dall’assessore al ramo del tempo, in quanto bisognava aumentare la raccolta differenziata. Ciò, però, avvenne senza modificare il contratto, lasciando invariato il capitolato d’appalto. Possiamo ipotizzare un voto di scambio? Può essere. Sin da subito, Franco Mormina, assunse un ruolo importante all’interno della ditta, divenendo una sorta di capo cantiere, il referente per tutti gli operai della Busso in servizio a Scicli. Risale a quel periodo l’aggressione, per esempio, del Mormina nei confronti di un dipendente comunale, inviato per controllare se gli operai ufficialmente in servizio lo erano effettivamente. Ora, da qui ad arrivare a parlare di cupola mafiosa, a mio modesto pare, ce ne vuole”.

Va bene queste è la storia, ma adesso?

“Una volta che Susino divenne sindaco decise di non pagare più questi quattro neo assunti e per un motivo molto semplice: questi operai non facevano parte della pianta organica; Venticinque come ho già detto, non aveva modificato il capitolato d’appalto. La vicenda si trascina per mesi sino a quando i Mormina vengono arrestati ed il primo cittadino viene raggiunto dall’avviso di garanzia. Questa fu l’occasione per provare a delegittimare il sindaco. Giungiamo così alla vicenda squisitamente politica, che ha caratterizzato il mandato del sindaco Susino, il quale ha visto sfaldarsi progressivamente la sua maggioranza. Quando ciò avvene il sindaco dovette cercare in Consiglio una sua legittimazione e per nostra fortuna riuscì a trovarla, in ballo c’era il default economico-finanziario del Comune. Ma da quel momento in poi, Susino rimase senza referenti politici. Susino per molti divenne il traditore e perciò il capro espiatorio che andava politicamente eliminato”.

A chi si riferisce in particolare?

“Orazio Ragusa, Venerina Padua, Pippo Digiacomo, sono tutti contro di lui. Tutti vogliono andare a elezioni anticipate, ma non per salvare Scicli, non per i cittadini, ma solo per un mero calcolo politico, ognuno ha il suo candidato da proporre a sindaco. Stesso discorso va fatto per i consiglieri dimissionari, che trincerandosi dietro questo avviso di garanzia, pretendono di rifarsi una verginità politica. Questi consiglieri si sono dimessi solo perché non vogliono esser coinvolti in questa vicenda, vogliono rimanere puliti, così, domani, potranno presentarsi alla cittadinanza come il volto nuovo della politica a Scicli. Magari per fare il sindaco. Ciò che non comprendo, invece, è il fango che stanno gettando su Scicli e sul sindaco. Un avviso di garanzia non è certamente una condanna ed in Italia si è innocenti sino al terzo grado di giudizio e perciò esorto Susino a difendere il suo onore rimanendo, però, saldo al suo posto. Senza alcuna prova tutti hanno condannato il sindaco, che è senza padrini politici e per questo viene maltrattato dai padrini politici”.

di Rosario Distefano06 Ott 2014 15:10

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