Uilt, Ugl e Usb stigmatizzano le politiche vessatorie della ditta Busso

“Le scriventi organizzazioni sindacali, esprimono il loro disappunto in merito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa, dalla ditta Busso, nella figura del suo titolare, Busso Maurizio, L’esercizio legittimo del diritto contrattuale, è garanzia reciproca dei corretti rapporti tra lavoratori e azienda.

Ed è esattamente l’impossibilità da parte dei lavoratori di poter esercitare il diritto, contrattualmente sancito, alla propria difesa, che si contesta all’impresa, in merito alle numerose lettere di contestazione elargite e ai conseguenti provvedimenti disciplinari.

E’ pretestuoso, a fronte delle numerose giornate di lavoro, decurtate ai lavoratori, che l’impresa citi solamente i casi relativi alle assenze giustificate per malattie, che tra l’altro sono regolamentate dal CCNL.

Sono facilmente documentabili, le numerose sanzioni comminate, con motivazioni improprie, a diversi lavoratori, o appartenenti alle scriventi o non sindacalizzati.

Com’è documentabile, l’atteggiamento ostruzionistico dell’impresa, che rifiuta da diversi anni le richieste d’incontro, sulle problematiche aziendali, con le altre, forse più giovani organizzazioni sindacali.

L’esercizio perpetuato della sanzione disciplinare, nei confronti di numerosi lavoratori, denota, la mancanza di quella comunicazione interna, intesa come strumento atto a costituire il sistema di relazione tra l’impresa, intesa nella sua organizzazione di azienda ed i suoi dipendenti.

In riferimento a quanto accaduto in questi giorni, all’interno del cantiere di Ragusa, respingiamo con forza, qualunque forma di atteggiamento violento.

Ma dobbiamo altresì ribattere, che l’episodio, che ha visto come protagonisti il capo cantiere, nonché cognato del sig. Busso Maurizio e 2 lavoratori, altro non è che l’epilogo di quanto denunciato dalle sopra citate OO.SS, in merito al clima burrascoso che da diversi mesi si respira in azienda.

Per quanto ci è dato sapere sull’episodio, al di là di un “sostenuto scambio di opinione” tra i soggetti interessati, non è successo null’altro, le notizie riportate dagli organi d’informazione in merito ad un famigerato coltello, respingiamo con forza è ribadiamo quanto appena detto.

Lasciamo agli organi inquirenti l’accertamento dei fatti, declinando qualunque forma di depistaggio mediatico.

L’occasione è opportuna per esprimere la nostra piena solidarietà ai due lavoratori, che coinvolti nell’accaduto e prodigatisi al momento per ripristinare la calma, sono stati interessati, da parte dell’azienda con provvedimento di sospensione cautelare.

Sarà un caso, ma per la cronaca trattasi dei 2 rappresentanti RSA della FIT-CISL”.

di Rosario Distefano08 Ott 2014 19:10