La Polizia ha arrestao Ayed Rafih, l'uomo che ieri aveva ucciso sua figlia

La Polizia ha arrestao Ayed Rafih, l'uomo che ieri aveva ucciso sua figlia

Dopo un'intensa caccia all'uomo durata tutta la notte, che ha impegnato 30 uomini della Polizia di Stato, stamane Ayed Rafih è stato assicurato alla giustizia.

Ieri a Comiso, verso le 20, l'arrestato, in seguito all'ennesimo litigio con il genero e la figlia ha deciso di mettere la parola fine a questo rapporto, uccidendo la figlia con un colpo d'arma da fuoco. Da allora aveva fatto perdere le sue tracce. La donna, 37enne, lascia un marito e tre figli.

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Iacono "aiuta" la Marino a far fuori la Nicita

Iacono "aiuta" la Marino a far fuori la Nicita

Qualche giorno fa, in Consiglio Comunale, i due membri del Gruppo misto, Elisa Marino e Manuela Nicita, hanno scritto un'altra pagina, sicuramente non l'ultima, di quel confronto nervoso e muscolare tutto interno al loro Gruppo. Un confronto giocato sul filo della interpretazione delle norme e dei regolamenti di Palazzo dell'Aquila. La questione è politica, parliamo di “potere” e della sua spartizione. In sintesi: al Gruppo Misto spettano sei Commissioni e visto che è composto da soli due membri, come andrebbero divise? La matematica e un certo galateo istituzionale vorrebbero una ripartizione equa, cinquanta e cinquanta, ma non per la Marino che se ne accaparra unilateralmente cinque, lasciandone una sola alla collega. Lo può fare? Tecnicamente sì, ma è giusto?

La Marino si trincera dietro il fatto di esser il Capogruppo e quindi di poter decidere la spartizione delle Commissioni. Adesso, mettendo da parte il significato in questo contesto del prefisso “Capo”, che non è equiparabile al ruolo di leader di un partito, il Capogruppo infatti è semplicemente un portavoce. Ciò che sembra sfuggire ai più, infatti, è che il Gruppo misto ha una sua natura specifica ossia non fa riferimento ad una formazione politica. Nel Gruppo misto possono confluire e confluiscono sensibilità politiche diverse, anche diametralmente opposte. Quindi, quali siano le reali competenze della Marino, in quanto Capogruppo, non sono ben chiare, anche perché questa materia non è stata affrontata chiaramente dal Regolamento comunale e si sa, in campo giuridico, la mancanza di un vincolo non è una limitazione, anzi.

In tutta questa vicenda una buona fetta di responsabilità, però, va attribuita al presidente del Consiglio, che è a conoscenza dell'intera vicenda già da qualche mese, nonostante ciò, non si è ancora espresso, permettendo alla Marino di decidere in sua vece.

Un appunto va rivolto a questo punto alla consigliera Nicita, che si stupisce della determinazione della sua collega a “farla fuori”. In politica ognuno prova a conquistare spazi, per così dire politici, questo la Nicita dovrebbe averlo capito ed è il gioco che la Marino sta facendo. Inoltre, è difficile vedere nella Nicita un'alleata, in fondo si è sempre dichiarata sostenitrice della maggioranza. Certamente è una fuoriuscita, quindi è alternativa, come dice la stessa, alla maggioranza e all'opposizione, ma ciò, quanto meno sino a oggi, non le ha permesso di condividere alcuna battaglia con la Marino o con le opposizioni. La politica è tutto un do ut des, in politica la solitudine non paga.


Oggi inizia la Festa dell'Unità, ma qualcuno la chiama della DisUnità

Oggi inizia la Festa dell'Unità, ma qualcuno la chiama della DisUnità

Questo povero Pd non riesce a trovare pace neanche nel giorno della sua storica festa, che poi a dirla tutta il Pd cosa c'entra con la Festa dell'Unità? Forse è proprio per questo che il primo ed il terzo circolo di Ragusa l'hanno ribattezzata la Festa della DisUnità.
“Il segretario provinciale del Partito Democratico – scrivono i firmatari della nota (Giovanni Spadaro, Sergio Failla, Tony Francone, Carmelo Ferraro, Pino Amato, Gianni Lauretta, Gianni Stornello, Giuseppe Calabrese, Mario D’Asta) – trovandosi in angosciante minoranza in assemblea provinciale, tanto è che non la convoca o se lo fa non ne rispetta le regole, dopo un anno non è riuscito a fare eleggere la direzione”. Insomma, si sa quando il congresso iniziò, ma non si sa quando finirà.

Il nervosismo e l'astio nel Pd ibleo ormai non fanno più notizia. Prima, durante le primarie, scoppiarono più di una scaramuccia nelle sedi di Vittoria e Comiso, proprio lì a casa del neoeletto segretario Denaro; questioni di schede e di voti. Qualche tempo dopo, pare vennero pure alle mani, nulla di grave ovviamente, ma neanche di edificante, il tutto in un noto ristorante ragusano, durante una convention. Fino a quando vi fu l'elezione del tesoriere, il 4 luglio scorso, a Comiso, giorno in cui il giochino si ruppe in modo “definitivo” e plateale. Quindi tutti a Palermo, nella speranza che gli organi di garanzia del partito, riuscissero a dirimere la quaestio in poco tempo, ma si sa la politica, e la burocrazia di certi partiti, ha ben altri tempi e così non ci resta che assistere a questa guerra fatta di comunicati stampa al fulmicotone.

“Denaro – prosegue la nota – invece di colmare questo deficit di legittimazione democratica, coinvolgendo i segretari di 7 circoli nelle scelte, più il responsabile del costituendo circolo di Ispica, continua a dimostrare la propria scarsa sensibilità democratica facendo tutto da solo, o peggio, decidendo con il gruppo di comando ipparino senza consultare nessuno”.
Oggi tutto il contendere è nel chi dovrà aprire la festa dell'Unità, la segreteria del partito vuole il presidente dell’assemblea provinciale, ma questa scelta è stata bollata, dagli autori della nota, come una mera “provocazione, dopo il danno, la beffa. Fare aprire – si legge nella nota – la festa della (Dis)Unità al putativo, ma contestato nel metodo, presidente dell’assemblea provinciale in barba al partito e in barba alla commissione regionale di garanzia che ancora si deve pronunciare. Questo – concludono ironicamente – ci rassicura molto sull'animo di condivisione e di dialogo con cui Denaro caratterizzerà il suo mandato”. Adesso non possiamo che aspettare la risposta del segretario provinciale.


Allevavano ovini e suini in una discarica. Il video.

Allevavano ovini e suini in una discarica. Il video.

La Guardia di Finanza ha scoperto a Modica, a Piano Cenci, una discarica abusiva all'interno della quale i due anziani coniugi allevavano bovini e suini, sicuramente destinati alla macellazione. Sono stati 37 i capi di bestiame sequestrati che pascolavano tranquillamente tra batterie esauste, carcasse di auto e cumuli di eternit. Ovviamente nessuno di questi animali era dotato di microchip né di documenti identificativi. Tra i maiali vi erano pure dei maialini dei Nebrodi. Le indagini proseguono, infatti, i militari delle fiamme gialle devono accertare da dove provengono questi animali e grazie a quale struttura venivano immessi nel mercato.

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Una discarica a cielo aperto. Pneumatici, carcasse di auto, di trattori e di mezzi agricoli ricoprivano la quasi totalità dell'area interessata, circa 10 mila metri quadri. Inoltre, le Fiamme gialle hanno rinvenuto pure 1300 bombole di gpl, circa 16 t., accatastate a ridosso dell'abitazione di questa famiglia, che nel totale disprezzo delle più elementari regole in materia di sicurezza gestivano questa impresa criminale chissà da quanto tempo.
I due anziani signori sono stati denunciati a piede libero.

 


L'assessore Campo scelga con più attenzione i suoi artisti

L'assessore Campo scelga con più attenzione i suoi artisti

Poco tempo fa, in occasione di un articolo sui costi dell'Estate Iblea del 2014, avevamo scritto: “Lasciando stare i giudizi di merito sulla qualità, o presunta tale, dei singoli spettacoli, non compete a noi fare valutazioni di questo tipo...”. Oggi, però, vogliamo entrare nel merito dell'artisticità delle scelte dell'assessore Campo. Perché adesso? Perché l'Amministrazione ha iniziato a vagliare le proposte per organizzare gli eventi del Natale Barocco. Ci permettiamo, perciò, di suggerire al nostro assessore di guardare il panorama artistico ragusano un po' più attentamente. Sarebbe interessante infatti se riuscisse a coinvolgere anche qualche artista di peso, in nome dalla ragusanità.

Vogliamo parlare di danza e di una realtà importante a Ragusa, tristemente e/o colpevolmente ignorata da questi amministratori. Ci riferiamo a Hyblart, sto parlando di una delle pochissime compagnie di danza che abbiamo a Ragusa, forse l'unica che produce dei suoi spettacoli. Una piccolissima premessa per i non addetti, la compagnia di danza non è una scuola di danza, ma è una realtà di professionisti, di gente che fa questo come mestiere.

Non si riesce a capire perché questa realtà è stata ignorata in questi 15 mesi. Eppure dei contatti ci sono stati, proprio lo scorso Natale, quando l'assessorato aveva promesso un contributo minimo, 300 euro (in estate sono stati finanziati dei saggi di danza con più di 1.500 euro), poi, inspiegabilmente cancellato due giorni prima dell'inizio della manifestazione. Lo spettacolo era la “Tentazione”, opera che poi lo scorso aprile vinse il primo premio in un concorso on line. Sempre quello stesso mese, la Compagnia ha avuto un altro riconoscimento, ben più prestigioso, quello del Premio Fellini, con la coreografia La Strada. Questa volta la giuria era composta da professionisti di prim'ordine, come, ad esempio, la presidentessa di Federdanza o Daniele Cipriani, il quale ha prodotto e promosso personaggi come l’étoile Eleonora Abbagnato o Roberto Bolle.
Nel 2012 Hyblart avviò una collaborazione con il tenore newyorchése, Micheal Castaldo, in occasione dei festeggiamenti del Columbus day. Sodalizio che prima portò Hyblart a calcare le scene di numerosi teatri della Grande Mela e poi, nella giornata conclusiva dei festeggiamenti, li fece esibire sul red carpet, unico gruppo proveniente dall'Italia. Gli organizzatori del Columbus day, rimasti contenti della loro performance, li richiamarono l'anno successivo. Ritornati dagli States, Saveria Tumino, direttrice artistica della Compagnia, chiese al neoeletto sindaco, Federico Piccitto, se fosse disposto a complimentarsi, magari con una semplice stretta di mano, con i ragazzi della Compagnia, ma il sindaco non rispose neanche al messaggio. In fondo perché riconoscergli qualche merito, se già erano stati intervistati dall'ABC, da svariate radio americane ed avevano stretto già le mani del sindaco di New York e di qualche senatore degli Stati Uniti d'America?
La cultura, la professionalità andrebbe sempre coccolata, supportata ed incentivata. Troppo spesso, invece, la si dimentica in favore di scelte discutibili e spesso anche più esose.


Suicidio all'ospedale di Vittoria

Suicidio all'ospedale di Vittoria

Ieri sera, intorno alle 22, un uomo di 62 anni si è suicidato nell'ospedale di Vittoria, davanti alla moglie e al figlio che lo avevano poco prima accompagnato al pronto soccorso. L'uomo aveva accusato un malessere nella sua abitazione e con i familiari si era recato in ospedale. I tre, secondo quanto ricostruito dalla polizia, si erano diretti verso il reparto di Ortopedia, al terzo piano, e si erano accomodati in attesa di essere ricevuti da un medico. Poco dopo, il sessantenne si e' alzato, è corso verso la tromba delle scale e si è lanciato nel vuoto. Il figlio ha cercato invano di trattenerlo.
Dopo gli accertamenti ed i rilievi del caso, sentita l’Autorità Giudiziaria del capoluogo, la salma è stata consegnata ai familiari.
Allo stato non si rilevano ipotesi di reato.


Animali, animalismi e le regole del Regolamento

Animali, animalismi e le regole del Regolamento

Il Regolamento a tutela dei diritti degli animali, presentato in Comune dal consigliere Sonia Migliore, è un'opportunità che Ragusa non può farsi scappare.

Questo strumento nacque a Roma, il 13 giugno del 2013, e fu presentato dall'Anci e dalla Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, una vera e propria cartina di tornasole capace di regolare ed affrontare qualsiasi aspetto della convivenza tra uomo ed animali. Un documento pensato, scritto ed ideato per rispettare gli animali, ma anche i cittadini. 57 articoli ispirati ad un unico principio: non bisogna ledere nessun diritto, quindi sia quelli degli animali che degli uomini. Ecco l'importantissimo contributo dell'Associazione nazionale comuni italiani, che allora si impegnò a sollecitare tutte le municipalità ad adottare il Regolamento per colmare un grave vuoto legislativo. Questo documento, infatti, recepisce tutta la normativa nazionale ed europea in materia.

Un'opportunità dicevamo, accolta, e non poteva essere altrimenti, positivamente dalla stragrande maggioranza delle associazioni animaliste. Ciò che ci lascia basiti è il chiacchiericcio che si è prodotto intorno a questa presentazione. Pare che qualcuno all'interno dell'Enpa regionale abbia mal gradito che un consigliere, non appartenete ai cinque stelle, ha avuto la sensibilità di proporre l'adozione del Regolamento. Stupisce anche il silenzio totale di certe associazioni animaliste o del mondo della politica, che invece fu molto attivo, appena pochi mesi fa, su tematica quali il canile o il randagismo. E' proprio triste quando bisogna constatare che le dinamiche partigiane di una certa politica sono volte esclusivamente ad oscurare iniziative lodevoli di per sé.


Zanotto deve riuscire là, dove Conti fallì

Zanotto deve riuscire là, dove Conti fallì

A Palermo si è svolto un incontro tra la Cisl, i sindaci, l'Anci, Confindustria e la Regione Siciliana per discutere delle problematiche del settore rifiuti nell'Isola. Il quadro che ne è uscito, è drammatico. Le problematiche sono ben note da tempo: la raccolta differenziata è al palo (13% di media, Ragusa è al 17%), le discariche sono quasi tutte esaurite, le aziende che si occupano della raccolta non hanno più liquidità e la tariffa sui rifiuti continua a crescere in modo esorbitante.
L'incontro di Palermo non doveva trovare soluzioni, la strada per riformate il settore rifiuti è già tracciata, bisogna solamente portarla a compimento: gli Ato vanno chiusi e devono nascere gli Aro e le Srr devono diventare operative.

Per far ciò, però, è indispensabile che tutti comprendano a pieno la natura di queste due entità giuridiche, le quali non possono soccombere a logiche campanilistiche, come ad esempio sta accadendo con i Liberi consorzi. La Regione e gli Enti locali devono diventare il motore propulsivo affinché questa riforma veda la luce. Questa è l'esortazione che rivolgiamo al nostro assessore Zanotto. La discarica, la gara di Igiene ambientale e l'apertura dell'impianto di compostaggio sono tra le priorità, ma Zanotto deve riuscire là, dove il suo predecessore, Conti, ha fallito.

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Non è ammissibile che in provincia vi siano due o più Aro, non ha senso, più comuni rappresenta, più è funzionale, l'altro passo è sbloccare la Srr. Certo, il problema sono le discariche, quella di Vittoria e di Scicli, che andrebbero bonificate, anche se non ci sono i soldi per la gestione del post mortem, ma questo non può più rappresentare un ostacolo, i nostri amministratori hanno l'obbligo di trovare delle soluzione. Il neo assessore è l'uomo giusto al posto giusto. E' capace, è giovane, è volenteroso, è sinceramente ambientalista. Ora deve dimostrare, di essere anche coraggioso, deve osare.
Deve stilare con i suoi omologhi in provincia e con tutti i sindaci del territorio un programma funzionale a superare tutte le criticità del comparto.
Coraggio ed intraprendenza, si cerca questo in un assessore giovane a cui è stata data una grande opportunità. Bella è stata l'idea delle compostiere collettive, anche se pare non manchino di problemi (ma di ciò abbiamo parlato in un altro luogo di questo giornale); ottima la bilancia pesa rifiuti, un'idea di Conti, poi depotenziata e resa tecnicamente inutile. Nessun cittadino è disposto a fare continui viaggi al CCR se il risparmio è di poche decina di euro l'anno. Non sono pochi neanche i critici del progetto Smot, che è molto interessante, ma può funzionare solo a due condizioni: una, che l'intero settore della raccolta dei rifiuti funzioni alla perfezione, due, i cittadini, per cambiare radicalmente le loro abitudini, devono trovare un tornaconto personale. L'assessore non si fermi all'inessenziale, agli interventi di facciata, Ragusa ha bisogno di una rivoluzione e l'Amministrazione non può fare l'errore di affidarsi ad un vago quanto inesistente sentire ambientalista del ragusano.


Ragusa. Sentivamo il bisogno delle compostiere collettive?

Ragusa. Sentivamo il bisogno delle compostiere collettive?

Quanto prima verranno istallate delle compostiere collettive nelle vicinanze dei giardini pubblici. L'iniziativa è interessante, ma è realmente utile? Già possiamo conferire nei Centri di raccolta comunali i rifiuti solidi organici per la loro decomposizione. A meno che non si possegga un giardino, però, è difficile che ci si rechi al Centro di raccolta, ecco l'idea della compostiera collettiva sotto casa, che è una comodità. La domanda che ci poniamo è la soluzione migliore? Non era meglio che ogni famiglia si doti di una propria compostiera?

Al di là delle critiche un fatto incontrovertibile è che le compostiere collettive si usano, di norma, in soli tre casi: nei piccolissimi centri urbani, dove per ovvi motivi non esiste e non può esistere un Centro di raccolta comunale; nelle comunità chiuse, si pensi ad una casa di riposo, nei condomini dove un condomine diviene il rappresentante, dinnanzi la legge, dell'intero condominio. Infatti la compostiera non può diventare una pattumiera.

Qui nasce un problema: chi sarà quel cittadino che si assumerà l'onere di fare da garante affinché le compostiere collettive non diventino dei secchi dell'immondizia?

Domande. Tante domande che sicuramente non avranno alcuna risposta, siamo certi, infatti, che né l'assessore né il sindaco ci dedicheranno un po' del loro tempo per chiarire i dubbi e fugare le critiche che iniziano ad aleggiare sulla bontà dell'operazione.


La tensione cresce. Cosa sta accadendo all'interno della Busso?

La tensione cresce. Cosa sta accadendo all'interno della Busso?

Di sicuro la tensione, da qualche mese a questa parte, è una costante tra lavoratori, tra lavoratori e Ditta, tra le diverse sigle sindacali. La cronaca delle ultime settimane ne è la prova.

In pochi mesi pare siano state centinaia le lettere di contestazione inviate dalla ditta ai lavoratori, anche a lavoratori che, in venti o trentanni di carriera, non sono mai stati raggiunti da provvedimenti disciplinari. La cosa strana è che queste lettere pare siano indirizzate ai soli lavoratori non appartenenti alla Fp-Cgil. Ritorsioni? Mobbing? Non è dato saperlo, per ora.

Un fatto che di sicuro non può che lasciare sconcertati è la rissa, o presunta tale, scoppiata in cantiere qualche giorno fa. Precisiamo che le versioni dei soggetti coinvolti sono assolutamente contrastanti, da un lato, il racconto dell'aggredito, Giuseppe Alderisi, parente di Busso ed iscritto alla Cgil, che parla di ben due operai, uno impugnava un coltello, mentre l'altro da dietro, gli sferrava un pugno.
La versione dell'aggressore e dei colleghi presenti è un'altra. Non c'era nessun coltello, come poi è stato dichiarato dagli astanti ai Carabinieri e la lite ha riguardato ovviamente Alderisi ed un altro operaio. Perché è scoppiato questo alterco, questa rissa?
“L'aggressore” è un operaio di sessantanni, infartato e più volte ricoverato in ospedale per problemi cardiaci. Il medico del lavoro della Ditta, dopo averlo visitato e visionato la sua cartella clinica, ha stabilito che è: “Invalido civile, con capacità residua di lavoro uguale al 20%”. La sua condizione, perciò, lo obbliga a lavorare di notte, il caldo ovviamente non lo agevola, inoltre il medico ha ordinato all'operaio di utilizzare solo mezzi di nuova generazione, sono meno faticosi da portare.
Pare però che queste prescrizioni siano state sistematicamente ignorate, sino a quando, l'ultima volta, pochi giorni fa, l'operaio in questione, dopo esser rientrato dall'ennesimo ricovero in ospedale e dalla sospensione per motivi disciplinari, si è visto riassegnare un mezzo vecchio ed in un turno diurno. Sentitosi preso in giro sferra un pugno, altri parlano di uno schiaffo, all'Alderisi. Nessun coltello, però, come pare che l'Alderisi non sia stato accerchiato. Piuttosto, è questo il racconto fatto agli inquirenti, due operai si sono messi in mezzo per scongiurare il peggio e placare gli animi.
Non esprimiamo alcun giudizio sull'intera vicenda, i carabinieri stanno svolgendo le loro indagini e la verità prima o poi verrà a galla. Ciò su cui non ci sono dubbi è l'aria di tensione che si respira in cantiere.
Lunedì scorso, proprio per questi motivi, doveva svolgersi una riunione tra la Ditta, i sindacati ed il Comune di Ragusa, riunione che è stata rinviata, perché il Prefetto, allarmato dalle continue proteste degli operai, ha deciso di partecipavi per provare a risolvere una situazione sempre più drammatica.