La Bilancia pesa rifiuti è stata aggiustata, ma ha cancellato tutti gli ecopunti

La Bilancia pesa rifiuti è stata aggiustata, ma ha cancellato tutti gli ecopunti
La bilancia pesa rifiuti del Centro comunale di raccolta di via Paestum a Ragusa, istallata pochi mesi fa, non funzionava più. A tempo di record però sono intervenuti dei tecnici e l'hanno riparata. Tutto bene? No, perché quei poveri e coscienziosi cittadini, che sin dal primo giorno avevano conferito al CCR i vari materiali di scarto, nella speranza di beneficiare di un qualche sconto, seppur minimo, hanno scoperto che il guasto tecnico ha azzerato le loro schede, quindi? Tutto da rifare. Forse no ossia l'unica possibilità potrebbe essere che l'addetto alla bilancia inserisca manualmente gli ecopunti a patto che l'utente abbia conservato l'ultimo scontrino. Forse.
Infermiera trovata morta in casa dal figlio, le perplessità degli inquirenti

Infermiera trovata morta in casa dal figlio, le perplessità degli inquirenti
Questa mattina, verso le otto, il corpo esanime di Daniela Dinatale, un'infermiera di 51 anni, è stato trovato in casa dal figlio, che abita nell'appartamento sottostante. Sono tutte da accertare le cause della morte, gli inquirenti per ora non escludono nessuna possibilità. Quella meno probabile sembra proprio il suicidio, infatti i Carabinieri non hanno trovato nessun bigliettino o farmaci che potrebbero far pensare al gesto estremo. Sono invece altre le cose che insospettiscono i militari dell'arma, tipo la posizione in cui hanno ritrovato il corpo. Forse un malore ha colpito durante la notte la signora Dinatale, nonostante fosse in ottima forma. Il referto dell'autopsia sarà decisivo.
Si dimette l'architetto Dezio, dopo la valanga di polemiche seguite alla sua nomina

Si dimette l'architetto Dezio, dopo la valanga di polemiche seguite alla sua nomina
Il Comune di Vittoria aveva dato l'incarico per la progettazione degli interventi da effettuare nel mercato ortofrutticolo all'architetto Rosario Dezio, un incarico da quasi 100 mila euro, peccato però che Dezio fosse anche il figlio dell'attuale assessore Angelo Dezio del Comune ipparino.
Come era preventivabile, giusto o sbagliato che sia, le opposizioni hanno fatto scoppiare il caso. In fondo perché non parlare di un conflitto di interessi? Dopo quasi quindici giorni di polemiche, estremamente aspre, oggi l'architetto, forse di concerto con il sindaco Nicosia, ha deciso di comunicare alla stampa oltreché all'Amministrazione, le sue dimissioni.
Naturalmente l'architetto si dimette, ma non per questo lesina critiche ai suoi detrattori e così chiude la sua lettera di dimissioni esprimendo tutto il suo disappunto verso un attacco che, nato da ragioni squisitamente politiche, ha toccato e provato a screditare la sua professionalità e, cosa ancor più grave, la sua dignità di uomo.
Riordino del sistema sanitario. Cambia tutto, affinché tutto rimanga immutato

Riordino del sistema sanitario. Cambia tutto, affinché tutto rimanga immutato
Riceviamo e pubblichiamo.
"La Giunta Regionale ha, di recente, varato il decreto di riordino della rete ospedaliera che, da qui a breve, sarà al vaglio della Commissione Sanità e, poi, in aula per l’approvazione definitiva del testo. Le ASP avranno poco più di un anno per mettere in atto il Piano di riqualificazione e di rifunzionalizzazione di tutti gli ospedali siciliani. Un Piano sanitario in linea con la spending revieuw imposta dal Ministero che attiverà una forte riduzione dei posti letto in quasi tutte le asp tranne che a Ragusa e che confermerà i due piccoli nosocomi di Scicli e di Comiso, in un’ottica di “ospedali riuniti” rispettivamente ai PP.OO. di Modica e di Vittoria.
Una decisione che in parte approviamo perché non espone ulteriormente la sanità provinciale ad ulteriori sacrifici ma, che tuttavia, ci delude e ci lascia molto esitanti per la conferma inusuale dei posti letto per acuti nei PP.OO. di Comiso e di Scicli". Questa l'analisi di Nello Dieli e Franco Rizza del Patto per Vittoria.
"Da una prima e attenta riflessione del provvedimento, si desume che, in provincia, nulla cambia nella sostanza in quanto sono mantenuti i medesimi presidi ospedalieri, i posti letto e i reparti, fra cui i 5 Pronto Soccorso (o pseudo tali) e le 5 Chirurgie, con altrettante strutture connesse (radiologia, laboratorio analisi e l’anestesia) la cui concomitante presenza graverà economicamente e funzionalmente sugli ospedali di Modica e di Vittoria. Ma, allora, dove sta l’innovazione? Quale sarà il cambiamento che da anni i cittadini auspicano?
Aver confermato 27 posti letto per acuti al P.O. di Comiso e 14 nel P.O. di Scicli dimostra, chiaramente, non voler modificare nulla e continuare a persistere nel frenare un cambiamento che si rendeva necessario soprattutto in termini di qualità delle prestazioni erogate. Aver confermato i posti letto nei nosocomi di Comiso e di Scicli, non ce ne vogliano i nostri amici conterranei, significa, altresì, ipotizzare un aumento del costo del personale perché la dotazione organica sarà calcolata secondo il numero complessivo dei posti letto e, per assicurare i servizi sanitari continuativi nei nosocomi minori, si renderà necessaria la presenza di più personale sanitario.
Abbiamo il sentore che stiamo perdendo un’occasione fondamentale per migliorare la qualità della sanità iblea. Non credo che i nostri deputati regionali abbiano tanto da fregiasi per questo risultato che continuerà a penalizzare ulteriormente la sanità iblea e i cittadini della provincia che, obtorto collo, saranno costretti, ancora una volta, a far ricorso alle cure specializzate nei centri più attrezzati, dove la politica ha dimostrato più coraggio e lungimiranza.
Noi abbiamo un’altra visione della sanità in provincia. Siamo convinti che occorre più coraggio nel prendere le decisioni e che non ci si può mai adagiare a facili campanilismi che non fanno altro che penalizzare un intero territorio. Secondo noi, i due piccoli ospedali, invece, dovrebbero dedicarsi, esclusivamente alla riabilitazione e alla lungodegenza. Entrambe le strutture andrebbero potenziate ulteriormente giacché l’età media, da qualche anno, si è alzata di non poco. Inoltre, al fine di ridurre le liste di attesa e di alleggerire il carico di lavoro alle sale operatorie, sempre negli stessi presidi, si potrebbe attuare un efficace piano di interventi chirurgici programmabili che non richiedono particolare assistenza. Dall’utilizzo razionale dei costi del personale e dei servizi, si potrebbe ipotizzare l’implementazione di alcuni servizi che oggi non si riescono a garantire per insufficienza di risorse.
La sanità iblea, invece, alla luce di questo risultato, che ha tutta l’aria di essere fortemente “influenzato”, continuerà a segnare il passo e a convivere con le consuete difficoltà organizzative ed operative che da anni gravano sugli operatori e sulla qualità delle prestazioni sanitarie.
Non è questa la classe politica che la gente immagina. Ci si attendeva dalla politica regionale uno scatto d’orgoglio, di grande maturità, lungimirante, che potesse guardare oltre, capace di modificare, in positivo, lo status quò della sanità iblea, invece, nostro malgrado, dobbiamo rassegnarci a questo infausto destino che continuerà a guardare gli ospedali della provincia reggersi solo sulle professionalità dei suoi operatori che, come sempre, proseguiranno, nonostante gli innumerevoli stenti, a svolgere il proprio dovere con responsabilità, impegno e dedizione".
Muore ciclista a Ragusa sull'Achille Grandi, all'altezza del C. C. Le Masserie

Muore ciclista a Ragusa sull'Achille Grandi, all'altezza del C. C. Le Masserie
Questa mattina poco dopo le 9, all'altezza della rotatoria del Centro Commerciale le Masserie, G. R., classe '35, ha travolto con la sua auto G. C., di anni 50, che procedeva in direzione mare con la sua bici. G. C. è morto.
L'autista è rimasto sul posto e ha lanciato immediatamente l'allarme, giunta sul posto la polizia municipale ha avviato i rilievi del caso. G. R. è risultato negativo alle analisi dell'alcol test.
Refezione scolastica. In ginocchio per chiedere un pasto decente

Refezione scolastica. In ginocchio per chiedere un pasto decente
Sulla refezione scolastica a Ragusa si è detto tutto e il contrario di tutto. Le ombre sulla ditta non sono di certo poco e l'apprensione dei genitori continua, giustamente, a crescere. Gli allarmismi di solito non sono giustificati ed ciò è ancor più vero in questa vicenda, altrettanto vero è che la cronaca degli ultimi mesi di certo non aiuta a rasserenare gli animi dei genitori: la chiave inglese trovata nel piatto, le denunce dei consiglieri, il passato non proprio cristallino della ditta Stefano srl, già condannata per reati relativi “alle norme sulla disciplina igienica della produzione e vendita delle sostanze alimentari e delle bevande”, la vicenda delle mozzarelle amare e adesso pure la pagliuzza di ferro nel piatto di pasta. Fatto che ha visto, naturalmente, l'interessamento dei Carabinieri, che hanno denunciato tutta alla Procura. Nulla di tragico, non c'è stato alcun ricovero, nessun bambino si è sentito male, l'Asp non ha trovato alcuna irregolarità, quindi tutto a posto? Non proprio, certe cose non dovrebbero capitare.
Pochi giorni fa perciò l'Amministrazione ha deciso di incontrare i genitori. Quella poteva essere un'occasione per stilare una strategia comune, per rassicurare i genitori, per presentare la propria idea per risolvere il problema. Nulla di tutto ciò è stato fatto, anzi la dirigente del Comune e la rappresentante dell'Asp, in più di un'occasione, sono apparse visibilmente indispettite dalle reazioni dei genitori. I genitori si aspettavano ben altro da quell'incontro, anche la rescissione del contratto, cosa che il Comune non vuole fare, nonostante le premesse sembrano esserci tutte.
Sarebbe interessante scoprire cosa l'assessore Martorana sta facendo per risolvere questa situazione, sarebbe opportuno che l'assessore ed il sindaco si esprimessero in merito alla proposta avanzata da un gruppo di genitori di nominare un esperto per supervisionare la preparazione dei pasti e magari non cercarlo all'esterno, visto che l'Asp avrà in organico gente preparata allo scopo. Per adesso, invece tutto tace, nella speranza che non capiti nulla di grave.
Le grandi manovre dei due meet up ragusani

Le grandi manovre dei due meet up ragusani
Non nascondo che un certo sorriso sardonico mi comparve quando lessi la nota degli esponenti di RagusAttiva a 5 Stelle, che appellandosi ai principi fondativi del Movimento di Grillo, provavano a rispondere alla lettera, firmata dagli onorevoli pentastellati, che praticamente li delegittimava da qualsiasi ruolo politico. Un sorriso che dovetti ridimensionare, ben presto.
I fatti sono noti. RagusAttiva a 5 Stelle è la voce critica dell'Amministrazione Piccitto, fuoriusciti da quel primo meetup, oggi sono lì, a ricordare al primo cittadino, che il programma ancora è tutto da realizzare e, cosa forse più importante, che questo modo di far politica sta ignorando e calpestando l'intima natura del Movimento 5 stelle. A questo punto intervengono gli onorevoli, che in barba al decalogo grillino, precisano che gli unici titolati a parlare sono gli eletti, insomma il portavoce dei cittadini è divenuto, per decreto regio, portavoce di se stesso. Un arzigigolamento che avrebbe fatto andare su tutte le furie chiunque, ma non quelli del secondo meetup, subito pronti a giustificare il vertice e ad incolpare la maggioranza di Palazzo dell'Aquila, rea di aver “informato in modo non oggettivo o non informato affatto” i cosiddetti “fratelli maggiori”. Ma non vogliono tirare troppo la corda e perciò chiosano non escludono aprioristicamente l'eventualità di essersi sbagliati, cioè di non aver capito a pieno il decalogo voluto da Grillo e Casaleggio.
Questo continuo rifarsi ai principi dei 5 Stelle fa un po' sorridere, come se questi avessero avuto mai un valore, ma non in assoluto, ma per il Movimento stesso. Che senso ha, verrebbe da chiedersi, scrivere e o puntualizzare che in campagna elettorale Grillo aveva detto no alle alleanze, che senso ha continuare a parlare di portavoce e di meetup, quando i fatti hanno derubricato tutto a mera propaganda elettorale? Apparentemente nessuno e quindi come mai chi, sino a ieri, si è proposto come “rivoluzionario” oggi non smentisce tutti e tutto, destrutturando il Movimento ed inchiodando alle proprie responsabilità i propri rappresentanti? Cosa c'è da salvare di quella integrità primigenia? Nulla, se non la sopravvivenza politica. Di Piccitto? No, ma del secondo meetup stesso.
Da qualche tempo, pare, infatti, che siano in atto tutta una serie di manovre di riavvicinamento tra i due meetup, della serie l'unione fa la forza. Perciò, un po' rivoluzionari, un po' uomini di governo e un po' cerchiobottisti, vuoi vedere che i grillini hanno finalmente capito come far politica?
Le mille anime del Comitato Randello libera, tra necessità e virtù

Le mille anime del Comitato Randello libera, tra necessità e virtù
Ieri, nella Sala Avis di Ragusa, le associazioni che hanno movimentato la battaglia in difesa della spiaggia di Randello si sono riunite per fare il punto sulla situazione e "chiedere, ancora una volta, all'Amministrazione, che intenzioni abbia? Cosa vuol fare tra sei mesi, quando avrà inizio la stagione estiva", così sintetizza Paolo Frasca di A Sinistra Ragusa.
Domanda legittima vista la totale assenza del mondo della politica. Non vi era un solo rappresentante dell'Amministrazione, della maggioranza o delle opposizioni. Possiamo dire che ai nostri politici non interessa il bene comune, non interessa il nostro territorio? Come hanno detto più volte i relatori del convegno, la battaglia per Randello "non è la lotta esclusiva in difesa di un lembo di sabbia, ma la battaglia per un bene comune, per il bene comune", ecco perché tutte le associazioni partecipanti al Comitato Randello Libera auspicano che questa battaglia cresca, estendendosi a tutto il territorio provinciale. L'affaire Randello è iniziato il 2 giugno con la posa della prima “pietra” ed il 2 settembre i Carabinieri hanno posto sotto sequestro l'intera area, non per questo, però, la partita non può essere detta conclusa, anzi è tutta da giocare. C'è un'indagine della magistratura, ci sono due ricorsi al Tar e cosa da sottovalutare non è ancora chiara quale sia la volontà e gli interessi delle istituzioni, Comune e Sovrintendenza in testa, su quella striscia di spiaggia; come dice Ialacqua l'atteggiamento del Comune è stato sin troppo ambiguo.
I relatori e gli organizzatori del convegno sono stati: Carmelo Ialacqua, consigliere comunale del Movimento Città, Antonio Duchi, presidente di Legambiente, Paolo Frasca, A Sinistra Ragusa, Michele Mililli, Partito comunista dei lavoratori, e Andrea Dell'Aglio, di Fareverde Vittoria. Tante anime ritrovatesi quasi per caso a combattere insieme ed oggi a portare innanzi le ragioni di questa protesta. Un'eterogeneità, culturale e politica, che è la vera forza, ma anche la debolezza, di questo movimento. Una fragilità venuta fuori ieri sera in tutta la sua drammaticità. Se le motivazioni che hanno spinto questi cittadini, questi politici, a far fronte comune in difesa del territorio sono le stesse, dall'altro lato, questa unione ha mostrato i suoi limiti sull'opportunità delle strategie da seguire. Un malus, se visto in prospettiva. Infatti, se Randello è la battaglia delle battaglie, se Randello rappresenta il collante e l'inizio di questo movimento civico, che ha come unico fine la difesa del territorio, perché questo "è messo sotto attacco – come ha dichiarato Dell'Aglio, Fareverde Vittoria – dalle politiche locali, regionali e nazionali, si pensi all'erosione delle coste, all'edilizia selvaggia, alle trivellazioni e alle onde elttromagnetiche del Muos", non è chiaro come potranno riuscire in questo intento. Per esempio, se Michele Mililli ha sottolineato l'importanza politica di questa battaglia, che è riuscita, per ora, a stoppare gli interessi di una multinazionale sulla cosa pubblica e di come il valore aggiunto di questo movimento sia rappresentato esclusivamente dall'esser nato dal basso, semplicemente da una presa di coscienza dei cittadini, è il consigliere Ialacqua a metter, per così dire, i puntini sulle "i" e a ricordargli come non si possono bypassare le istituzioni e le loro prassi, “la concertazione è un valore da perseguire”, ha dichiarato Ialacqua.
Al di là delle divergenze, è innegabile l'unità di intenti, la condivisione di certi valori, sia essi ambientalisti che squisitamente civici. La strada è lunga e tortuosa, potremmo dire che: “la battaglia continua”.
Ennesino atto illegittimo dell'Amministrazione Piccitto, a dirlo è l'Anac

Ennesino atto illegittimo dell'Amministrazione Piccitto, a dirlo è l'Anac
Questa mattina, in Sala Commissione, una rappresentanza degli otto consiglieri d'opposizione, composta da Sonia Migliore, Maurizio Tumino, Mario Chiavola e Giorgio Mirabella, hanno denunciato l'ennesimo atto illegittimo di questa Amministrazione, questa volta certificato dall'Autorità nazionale anticorruzione (Anac).
“Dopo il caso del bando di gara per l’affidamento dei servizi di pulizia dei locali del Comune e del Tribunale, che vide una sottostima del costo del lavoro di quasi 161 mila euro, oggi è toccato al bando di gara per l'affidamento esterno per l'elaborazione del nuovo piano di intervento sulla raccolta dei rifiuti, gara che fu aggiudicata dalla Esper di Torino. Anche questa volta – dichiarano i consiglieri d'opposizione – avevamo ragione e l'Anac ha ritenuto illegittima la procedura seguita dal Comune perché 'limita la partecipazione dei soggetti' concorrenti”.
Come qualcuno fa notare, in sede di conferenza stampa, il parere dell'Anac non è vincolante per l'Amministrazione, che può, perciò, proseguire sulla sua strada, come in effetti l'Amministrazione Piccitto sta facendo (det. Dir. 2068 del 3 novembre 2014). Ma di ciò i consiglieri sono consapevoli, come d'altra parte sono coscienti del fatto che, qualora una ditta, magari la stessa che è ricorsa all'Anac, si dovesse rivolgere alla giustizia amministrativa, questo parere non verrebbe ignorato, il che implica, nella maggior parte dei casi, una condanna per l'Ente che lo ha ignorato.
“Occorre mettere un punto e cambiare rotta una volta per tutte – ripetono a più riprese i consiglieri d'opposizione – non è più ammissibile o tollerabile questo modo di gestire la cosa pubblica, perché a pagarne le conseguenze sono sempre e solamente i cittadini”.
Rifiuti. Esiste un piano per risparmiare 225 mila euro, che fa l'assessore Zanotto?

Rifiuti. Esiste un piano per risparmiare 225 mila euro, che fa l'assessore Zanotto?
Il Sindacato di Base Lavoro Privato ha elaborato e presentato al sindaco Piccitto e all'assessore al ramo, Antonio Zanotto, una relazione al fine di contenere i costi del servizio di igiene ambientale nel territorio comunale di Ragusa. Lo studio prende il via da un semplice assunto: non esiste alcun concreto vantaggio nell'espletare il servizio di raccolta dei rifiuti di notte.
Il motivo per cui si decise di concentrare nelle prime ore del giorno il servizio, fu dettato dalla convinzione che, in questo modo, non si sarebbe intralciato il traffico veicolare. Vero, ma solo in parte, infatti basterebbe identificare le zone critiche, che non sono tante, ed iniziare da lì la raccolta.
Ad oggi il servizio di raccolta è suddiviso in tre turni. Il primo, da mezza notte alle 6 del mattino, che vede impegnati 21 operai per lo svuotamento dei contenitori da 1.100 lt. Il secondo, con inizio alle 4 del mattino sino alle 10, impiega 5 operai. Il terzo turno, infine, composto da 34 operai, prendono servizio alle 5 del mattino e si occupano della raccolta porta a porta. Considerando che l'indennizzo per il lavoro notturno consta di una maggiorazione dello stipendio del 33%, il risparmio, qualora si decidesse di posticipare alle 6 l'inizio del servizio, ammonterebbe, in un anno, a 205.560 euro, se poi a ciò aggiungiamo il costo dei tre operai impegnati di notte nella discarica di Cava dei Modicani, spesa totalmente a carico del Comune di Ragusa, ché è l'unico Ente a conferire i rifiuti nelle ore notturne, il risparmio salirebbe a 225.000 euro. A questa somma vanno ancora aggiunti i costi della bolletta Enel relativi all'apertura della discarica nelle ore notturne.
Quindi più di 225 mila euro che potrebbero essere, scrivono nella relazione i sindacalisti dell'Usb, impegnati per stabilizzare le 23 unità che, a tutt’oggi, sono penalizzate da un contratto part-time a 3 ore. L’opportunità di aumentare la produttività lavorativa – si legge nella relazione – garantirebbe un sicuro miglioramento del servizio, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. Inoltre, riuscendo a stabilizzare quelle 23 unità si potrebbero aumentare le ora di apertura del Centro comunale di raccolta, il quale, se utilizzato a pieno regime potrebbe ridurre il conferimento in discarica. Ricordiamo che oggi Ragusa conferisce giornalmente in discarica 85 tonnellate di rifiuti ed una tonnellata costa circa 100 euro.


