La tensione cresce. Cosa sta accadendo all’interno della Busso?

Di sicuro la tensione, da qualche mese a questa parte, è una costante tra lavoratori, tra lavoratori e Ditta, tra le diverse sigle sindacali. La cronaca delle ultime settimane ne è la prova.

In pochi mesi pare siano state centinaia le lettere di contestazione inviate dalla ditta ai lavoratori, anche a lavoratori che, in venti o trentanni di carriera, non sono mai stati raggiunti da provvedimenti disciplinari. La cosa strana è che queste lettere pare siano indirizzate ai soli lavoratori non appartenenti alla Fp-Cgil. Ritorsioni? Mobbing? Non è dato saperlo, per ora.

Un fatto che di sicuro non può che lasciare sconcertati è la rissa, o presunta tale, scoppiata in cantiere qualche giorno fa. Precisiamo che le versioni dei soggetti coinvolti sono assolutamente contrastanti, da un lato, il racconto dell’aggredito, Giuseppe Alderisi, parente di Busso ed iscritto alla Cgil, che parla di ben due operai, uno impugnava un coltello, mentre l’altro da dietro, gli sferrava un pugno.
La versione dell’aggressore e dei colleghi presenti è un’altra. Non c’era nessun coltello, come poi è stato dichiarato dagli astanti ai Carabinieri e la lite ha riguardato ovviamente Alderisi ed un altro operaio. Perché è scoppiato questo alterco, questa rissa?
“L’aggressore” è un operaio di sessantanni, infartato e più volte ricoverato in ospedale per problemi cardiaci. Il medico del lavoro della Ditta, dopo averlo visitato e visionato la sua cartella clinica, ha stabilito che è: “Invalido civile, con capacità residua di lavoro uguale al 20%”. La sua condizione, perciò, lo obbliga a lavorare di notte, il caldo ovviamente non lo agevola, inoltre il medico ha ordinato all’operaio di utilizzare solo mezzi di nuova generazione, sono meno faticosi da portare.
Pare però che queste prescrizioni siano state sistematicamente ignorate, sino a quando, l’ultima volta, pochi giorni fa, l’operaio in questione, dopo esser rientrato dall’ennesimo ricovero in ospedale e dalla sospensione per motivi disciplinari, si è visto riassegnare un mezzo vecchio ed in un turno diurno. Sentitosi preso in giro sferra un pugno, altri parlano di uno schiaffo, all’Alderisi. Nessun coltello, però, come pare che l’Alderisi non sia stato accerchiato. Piuttosto, è questo il racconto fatto agli inquirenti, due operai si sono messi in mezzo per scongiurare il peggio e placare gli animi.
Non esprimiamo alcun giudizio sull’intera vicenda, i carabinieri stanno svolgendo le loro indagini e la verità prima o poi verrà a galla. Ciò su cui non ci sono dubbi è l’aria di tensione che si respira in cantiere.
Lunedì scorso, proprio per questi motivi, doveva svolgersi una riunione tra la Ditta, i sindacati ed il Comune di Ragusa, riunione che è stata rinviata, perché il Prefetto, allarmato dalle continue proteste degli operai, ha deciso di partecipavi per provare a risolvere una situazione sempre più drammatica.

di Rosario Distefano09 Ott 2014 14:10