DI MOBILITA’ SOSTENIBILE MVMANT I cittadini potranno spostarsi in città gratuitamente per 3 settimane tramite un mezzo a percorso fisso prenotandosi attraverso un’App dedicata

DI MOBILITA’ SOSTENIBILE MVMANT I cittadini potranno spostarsi in città gratuitamente per 3 settimane tramite un mezzo a percorso fisso prenotandosi attraverso un’App dedicata

Si è svolto, presso l’Assessorato comunale all’Ambiente, un tavolo tecnico per l’attuazione dell’iniziativa MVMANT, progetto di mobilità sostenibile nato a Mirabella Imbaccari e finanziato dall'Unione Europea, sotto l'egida del programma Fiware – FrontierCities. Ragusa sarà la prima città in Europa a testare la soluzione che rappresenta la perfetta sintesi tra autobus e taxi: un servizio su linea fissa disponibile a richiesta.
La richiesta viene gestita tramite l'App dedicata, che indica i tempi di attesa e consente di selezionare il punto di partenza e la destinazione. Algoritmi intelligenti garantiscono la presenza dei veicoli dove servono e quando servono, riducendo i tempi di attesa al minimo e ottimizzando l’occupazione a bordo.
Hanno partecipato all’incontro il Capitano della Polizia Municipale Umberto Ravallese, l’Energy Manager del Comune di Ragusa Carmelo Licitra, il dirigente di competenza ing. Giuseppe Giuliano e Riccardo D'Angelo della Edisonweb.
Il tavolo tecnico è servito a stabilire due percorsi circolari cittadini, uno che collega Ragusa Ibla con Ragusa Ovest e l’altro che collega il centro storico superiore con Ragusa Sud, tenendo conto delle verifiche e dei riscontri acquisiti con il coinvolgimento dei cittadini attraverso i social network, la stampa e questionari, cercando così di venire incontro ai loro bisogni e preferenze.
La sperimentazione di mobilità alternativa avrà la durata di tre settimane con inizio il 18 aprile. Il servizio sarà gratuito, anche grazie al contributo di numerose attività


Aeroporto di Comiso, incrementati i controlli antiterrorismo

Aeroporto di Comiso, incrementati i controlli antiterrorismo

Le immagini di ciò che ha accaduto a Bruxelles nei giorni scorsi si sono drammaticamente stampate nelle nostre menti; immancabile una stretta sui controlli, su tutti gli aeroporti d’Europa e d’Italia. Comiso non fa eccezione.

Nella giornata di ieri sono state adottate con effetto immediato nuove misure e cautele operative, a cui dovranno concorrere i vari attori del sistema aeroportuale. Per il periodo pasquale è stata ribadita l’intensificazione dei servizi di vigilanza di polizia sia nelle aree interne che in quelle esterne dello scalo Ibleo.

Al contempo, sono state fissate ulteriori cautele sui divieti assoluti di sosta e parcheggio (in questo ambito verrà incrementata la collaborazione con il comando dei vigili urbani di Comiso. Tutte queste misure cercano di assicurare sia il normale traffico aeroportuale che la sicurezza dei passeggeri, in un periodo in cui tale sicurezza è giustamente messa in discussione dai recenti avvenimenti.


Crisi Agricola, si è tenuta ieri la riunione del Comitato dei sindaci

Crisi Agricola, si è tenuta ieri la riunione del Comitato dei sindaci

Si è svolto ieri a Palazzo Iacono su iniziativa del sindaco, Giuseppe Nicosia, un incontro di lavoro sui temi dell’agricoltura. Erano presenti, oltre al primo cittadino di Vittoria, i sindaci di Acate, Pozzallo, Santa Croce, Gela, Niscemi, Licata, Ramacca, Gravina di Puglia e Casal di Principe, l’assessore Sandra Sanfilippo, del comune di Comiso, e i parlamentari iblei Orazio Ragusa, Giovanni Mauro e Giuseppe Digiacomo.

Il resoconto dell’incontro tra sindaci nel prolisso commento del sindaco Nicosia: “importante riunione, quella di ieri in quanto ancora una volta la città di Vittoria non è solo presente sulle tematiche e sulla protesta agricola, ma è capofila delle iniziative. Non posso non ringraziare i sindaci presenti, tra i quali anche alcuni provenienti da Campania e Puglia e, per delega, da Calabria, Sardegna e Basilicata. Dall'incontro è emerso che, anzitutto, cominciano ad arrivare i primi risultati positivi a seguito delle iniziative di protesta: la dichiarazione dello stato di crisi, una delle richieste della piattaforma, è stata decretata dalla Regione Siciliana, su proposta ed iniziativa dell'assessore Cracolici, su due dei prodotti principe del comparto e che hanno subito i principali contraccolpi dall'accordo euromediterraneo: arance e pomodoro. Inoltre, nella delibera e nella relazione della Giunta, il pomodoro di Vittoria, in generale, e il ciliegino, in particolare, sono i protagonisti dell'iniziativa della Regione. La delibera è un passo importante, però riteniamo che debba essere ulteriormente accompagnata, e questa è la prima decisione che abbiamo preso nel Comitato dei sindaci di ieri, dal riconoscimento dello stato di crisi per tutti i prodotti oggetto dell'accordo euromediterraneo. La crisi sta investendo tutti, dalla zucchina al carciofo; quindi non solo tutti i territori, ma anche tutti i prodotti dell'ortofrutta. Seconda decisione è stata quella di avviare una serie di iniziative di confronto sui tavoli del Ministero dell'Agricoltura, visto che nella riunione ottenuta al Ministero circa un mese fa si era instaurato il tavolo proprio per studiare le altre misure anti crisi e da allora non è stato più convocato; chiediamo con forza la sua convocazione e che lo stesso venga allargato alle Regioni che stanno partecipando alle iniziative di protesta. Aderiamo, quindi alle iniziative di protesta e alla proposta di protesta lanciata dal movimento Riscatto e da altri movimenti; sicuramente aderiremo, con forme ancora più presenti, rispetto a quelle della manifestazione del 14 marzo scorso, per quanto riguarda questa giornata di sciopero della terra. Le prime risposte ci sono, le attenzioni istituzionali ci sono, ma è necessario molto di più e chiediamo con forza che il Governo nazionale si muova per dare sostegno all'agricoltura.”.

 


Trivelle: Si o No? Facciamo il punto sul referendum

Trivelle: Si o No? Facciamo il punto sul referendum

17 aprile. Si avvicina sempre di più la data del referendum sulle trivelle: ormai siamo veramente agli sgoccioli, e proprio nei prossimi giorni assisteremo al fuoco incrociato fra le due fazioni di una guerra ideologica, che rischia di compromettere il giudizio degli “indecisi”; le polemiche (che pure non sono mancate all’approssimarsi del referendum 2016), sono infatti destinate ad intensificarsi. In un labirinto di proclami e dichiarazioni, proprie di esponenti di spicco dell’una o dell’altra parte, si moltiplicano le richieste d’informazioni in merito all’imminente 17 aprile. Su che cosa siamo chiamati a scegliere, e quali sono le ragioni degli schieramenti?

Il referendum del 17 aprile è stato voluto da alcune Regioni italiane (in particolare: Basilicata, Campania, Calabria, Liguria, Marche, Sardegna, Molise, Veneto e Puglia); le ragioni che hanno portato queste regioni a chiedere il referendum vanno dalle preoccupazioni in ambito ambientale a quelle sulle eventuali ripercussioni sull’economia turistica delle sopracitate regioni. Il dibattito riguarda solo 21 concessioni (di queste, sono ben sette quelle che riguardano gli stabilimenti antistanti le coste siciliane). Ciò che noi dobbiamo tenere a mente recandoci alle urne, è che il referendum rappresenta un altro importante step nell’evoluzione del rapporto tra società e produzione energetica: questa sarebbe di per sé una buona ragione per sentirsi personalmente chiamati in causa, indipendentemente dalla nostra preferenza in merito all’argomento.

Trivelle, su cosa decideremo?

Il nodo cruciale riguarda l’abrogazione della norma che consentirebbe alle società petrolifere di ottenere ulteriori proroghe sulle concessioni per l’estrazione di gas e petrolio, fino ad esaurimento dei giacimenti presenti entro le dodici miglia nautiche dalle coste italiane (poco più di 22 chilometri). Tuttavia, sarà giusto precisare che non stiamo parlando di autorizzare nuove trivelle, poiché la costruzione di nuovi stabilimenti è già di per sé vietata: chi voterà SI, quindi, esprimerà voto favorevole all’abrogazione del comma 17 del decreto legislativo 152 (“attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi”), obbligando così le trivelle a fermare le loro attività, entro il limite delle dodici miglia; al contrario, chi voterà NO, vorrà consentire alle società petrolifere di continuare l’attività d’estrazione degli stabilimenti (già esistenti) fino ad esaurimento dei bacini.

Qui di seguito, il quesito che ci verrà proposto:

[tabs][tab title ="Referendum 17 aprile"]«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».[/tab][/tabs]

Si ricordi che, nel caso dovessero prevalere i “si”, il parlamento dello Stato italiano sarà obbligato a ratificare ufficialmente la scelta di fermare le trivelle, così come previsto dal meccanismo referendario: di fatti, allorché venisse modificato o ignorato il risultato di un referendum, ci troveremmo di fronte ad un grave caso di lesa volontà popolare.

Tuttavia, affinché il risultato elettorale possa essere considerato valido, il quorum da raggiungere dovrà essere quello del 50% degli elettori più uno. Per cui, se ci trovassimo di fronte all’ennesimo caso di astensionismo di massa, nessuno dei due schieramenti potrebbe realmente sentirsi libero di celebrare la vittoria (qualsiasi dovesse essere l’esito finale del referendum).

trivellazioniC’è chi dice NO…

La preoccupazione principale dei denigratori del “si” va sicuramente nella direzione di chi non vorrebbe che si cessasse di utilizzare una fonte energetica attualmente in uso (con i conseguenti costi che ne deriverebbero, per la cessazione dei lavori e lo smaltimento degli impianti già esistenti). Uno dei principali cavalli di battaglia dello schieramento favorevole al “no” consiste nel rischio della perdita di innumerevoli posti di lavoro a seguito dell’eventuale abrogazione sulla norma che permetterebbe di prorogare lo sfruttamento dei giacimenti; tuttavia, su questo tema vige ancora un aspro dibattito. L’obiezione in questo caso riguarda principalmente i tempi di cessazione delle attività di estrazione: infatti, la chiusura degli impianti non avverrebbe immediatamente, ma in maniera graduale durante un arco di tempo più o meno lungo (si parla di un periodo che va dai 5 ai 10 anni), che secondo i fautori del “si” sarebbe un tempo più che sufficiente ad una riconversione, o ad un dislocamento in altre aree, dei posti di lavoro offerti dalle piattaforme petrolifere.

In questo schieramento troviamo, com’è giusto che sia, i rappresentanti dell’industria e delle società petrolifere, che semplicemente non possono far fermare le trivelle; in ambito politico e a livello nazionale, la situazione è molto più complessa: questa fazione vede il coinvolgimento di partiti minori, come il Movimento per le Autonomie ed il Megafono di Crocetta. Tuttavia, vale la pena fare una considerazione sulla scelta della direzione del Pd: infatti, se molti degli elettori della base del partito di maggioranza si aspettavano l’assoluta adesione allo schieramento del “si”, questi si saranno sentiti quantomeno spiazzati (per non dire traditi) dalla scelta del Pd nazionale di astenersi dall’esprimere una preferenza. Va da sé che le dichiarazioni a sostegno di questa astensione potrebbero essere facilmente passibili di ben altre interpretazioni, in quanto ricordano inequivocabilmente le ragioni dei pro “no”.

trivellenoC’è chi dice SI…

Nel mondo degli ambientalisti più convinti e di coloro che si spendono affinché si cominci ad investire in massa sulle risorse energetiche rinnovabili, il referendum del 17 aprile viene visto come naturale prosecuzione di un percorso che vuole l’eliminazione totale degli stabilimenti petroliferi. Da questo punto di vista, la propaganda contro le trivelle è più che motivata. Tuttavia, merita un approfondimento la strategia comunicativa scelta da una parte dei favorevoli al “si”: infatti, negli ultimi giorni, sui social è stato possibile riscontrare una certa intolleranza degli utenti nei confronti di alcuni articoli, per così dire, estremizzati. In alcuni commenti a questi articoli, è possibile trovare l’espressione “fanatismo ambientalista”, che designa una parte di interventi considerati, eufemisticamente, fin troppo esagerati. La mancanza di informazioni dettagliate e puntuali riguardanti gli argomenti del referendum (in particolare) e la necessità di investire sulle rinnovabili (più in generale), rischiano di svuotare di significato una battaglia per l’ambiente che altrimenti potrebbe sembrare giusta sotto ogni punto di vista. Un altro clamoroso autogol dal punto di vista mediatico, è stato talvolta quello di affidarsi a pubblicità e slogan poco sensibili ad altre tematiche: per fare un esempio, è stata tremenda e discutibile la scelta dell’ormai famoso “trivella tua sorella”, che ha scatenato una feroce polemica sul sessismo.

Per quanto riguarda i numeri che ci portano a questo referendum, a fornire un aiuto potrebbe essere Legambiente; secondo l’associazione ambientalista, l’apporto energetico fornito dalle piattaforme prese in esame dal referendum, sarebbe minimo: una copertura di meno dell’1% del fabbisogno nazionale di petrolio, che sale appena al 3% nel caso dell’estrazione del gas.

Il popolo del “si” gode di numerose adesioni da ogni parte della politica, del mondo delle associazioni e della società civile; immancabile l’appoggio delle maggiori associazioni ambientaliste, tra cui Greenpeace e Legambiente. Dal punto di vista politico, si è venuta a creare invece una fazione quanto meno singolare, che vede schierati dalla parte del “si” partiti normalmente incompatibili fra loro (si va da Sinistra Italiana al Movimento 5 Stelle, senza dimenticare la Lega Nord): in questo contesto, e tenendo ben presente che lo schieramento di determinate forze politiche contro le trivelle potrebbe essere letto solo in funzione populistica (dettata dal fine di incrementare la propria base elettorale in vista delle amministrative di maggio), sarà bene considerare che non tutte queste forze convergeranno verso il “si” con le medesime finalità.

Quali che siano le ragioni che ci porteranno a decidere il futuro delle trivelle presenti nei nostri mari, solo una cosa appare certa: non si può rischiare di mancare l’appuntamento con una delle problematiche più importanti del nostro presente. Il vero pericolo, come sempre, risiede quindi nel rischio che l’astensionismo permetta ad altre persone di prendere delle decisioni che spetterebbero solo a noi.


Modica, accordo con l’ASP per il servizio domiciliare ai pazienti tracheostomizzati

Modica, accordo con l’ASP per il servizio domiciliare ai pazienti tracheostomizzati

Spesso non disporre di un’assistenza tempestiva può fare la differenza, soprattutto se si parla di pazienti tracheostomizzati, in particolar modo bambini. Accogliendo le richieste dei familiari dei piccoli pazienti che necessitano di queste particolari cure, l’assessore ai servizi sociali del comune di Modica, Rita Floridia, ha avviato da tempo interlocuzioni con i vertici dell’ASP di Ragusa.

Ieri finalmente è arrivata la notizia tanto attesa: sarà ripristinato il servizio a domicilio di gestione delle cannule in pazienti tracheostomizzati. Il servizio sarà effettuato da alcuni dirigenti medici dell’U.O.C. di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Modica.

Il commento dell’assessore Rita Floridia: “sono molto soddisfatta di questo accordo che garantirà un servizio sempre più efficiente ad un bacino di utenza, quello del distretto sanitario 45, che risulta avere il maggior numero di pazienti bisognosi di questo tipo di cure. Voglio ringraziare la Direzione Generale per aver compreso la delicatezza della problematica e tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione di questo progetto”.


Ragusa, uno stage in domotica presso la C.R.E.A.

Ragusa, uno stage in domotica presso la C.R.E.A.

Saranno 23 i ragazzi che parteciperanno allo stage sul tema della domotica, della durata di quaranta ore, previsto per la terza decade di aprile. Una particolarità: gli studenti verranno fin dall’Istituto Superiore “F. Cassola” di Ferrandina (provincia di Matera). Lo stage si svolgerà presso la ditta C.R.E.A. snc di Ragusa, ed entra nell’ambito del progetto “Alternanza Scuola Lavoro”.

Ma cos’è la domotica? Si tratta di una branca specifica dell’architettura moderna, che studiala possibilità di migliorare l’intelligenza delle case, che verranno ottimizzate attraverso complessi processi di automatizzazione. In particolare, lo stage proposto dalla ditta Iblea propone di approfondire la conoscenza di una figura professionale: Integratore di Sistema e Programmatore di Domotica.

Attraverso una metodologia didattica che ha previsto lezioni frontali multimediali, attività di laboratorio tecnico-pratiche ed esercitazioni/lavori di gruppo, verranno affrontate le tematiche necessarie per esaminare, configurare, installare e collaudare (con approccio sistemistico) un generico sistema; l’obbiettivo è quello di fornire una specifica formazione relativamente alla progettazione, alla strutturazione e realizzazione di un impianto che implementi qualsiasi scenario per la supervisione e il controllo di un sistema integrato.


Il futuro del Corfilac. I lavoratori incontrano la deputazione iblea per provare a trovare una soluzione

Il futuro del Corfilac. I lavoratori incontrano la deputazione iblea per provare a trovare una soluzione

Si è tenuto oggi presso la sede del CoRFiLaC di Ragusa l’incontro tra i dipendenti del Consorzio e la deputazione iblea all’Ars, come da invito diramato dalle OO.SS. giorno 14 marzo u.s..
All’iniziativa hanno preso parte l’On.Le Giuseppe Di Giacomo e l’On.le Orazio Ragusa. Presenti le rappresentanze provinciali delle tre sigle sindacali e le RSA.
I lavoratori del Consorzio hanno esplicitato i termini della gravissima situazione generatasi a valle delle scelte dell’ultima legge finanziaria regionale, la quale ha AZZERATO il contributo annualmente destinato al CoRFiLaC dal Socio Regione.
Tale scelta determina l’impossibilità per l’Ente di proseguire le attività nel 2016 e determinerà, salvo inversioni di rotta tempestive, la messa in liquidazione del medesimo, lo stop alle attività di ricerca e certificazione delle DOP Ragusano e Pecorino Siciliano e il licenziamento del personale.
L’avere fatto confluire le somme, peraltro individuate come potenzialmente disponibili per il Consorzio, nel “contenitore” unico delle somme da assegnare ad enti ed associazioni a seguito di bandi pubblici, impedisce agli attuali amministratori dell’Ente l’approvazione del Bilancio consortile e l’assunzione di impegni di spesa – poiché lascia del tutto incerto tanto nel “se” che nel “quantum” - l’importo delle somme assegnate utili a garantire, d’ora in avanti, tutte le attività, incluso la totalità degli stipendi (peraltro non corrisposti ai lavoratori dal mese di Novembre 2015) .
Tanto l’On.le Di Giacomo che l’On.le Ragusa hanno convenuto sulla gravità della situazione, generatasi nel parossismo dell’approvazione di una legge finanziaria regionale “lacrime e sangue”, ma non hanno mancato di lanciare il messaggio positivo di un possibile accordo di salvaguardia, da ricercarsi, a tutela del territorio e del capitale umano e professionale rappresentato da tutti i lavoratori, tra tutte le forze politiche presenti in ARS.
L’Assessore Regionale all’Agricoltura, investito della questione dalla Presidenza dell’Ente, ha convocato i Soci (Comune di Ragusa e Università di Catania, in primis) per giorno 04 Aprile 2016.
I lavoratori del Consorzio auspicano che la volontà di tutti gli attuali Soci dell’Ente converga, in quella sede, in maniera univoca e forte, SULL’OPPORTUNITÀ’ DI MANTENERE INTATTO, E AI PIÙ ALTI LIVELLI DI OPERATIVITÀ’, IL “PRESIDIO” CORFILAC, da oltre venti anni presente sul territorio ibleo e regionale, a salvaguardia e supporto dell’eccellenza delle produzioni zootecniche e lattiero- casearie siciliane.


Modica, consegnati dieci voucher ad altrettante famiglie bisognose

Modica, consegnati dieci voucher ad altrettante famiglie bisognose

Un esempio di solidarietà a Modica, in un periodo in cui sembra che si abbia sempre più bisogno di questa virtù.

Dieci voucher di cento euro cadauno, da spendere in buoni spesa, sono stati consegnati questa mattina a Palazzo San Domenico, in occasione delle festività pasquali, ad altrettante famiglie bisognose della città.

La somma è il frutto di un incasso a scopo di beneficienza dello spettacolo “Il tempo racconta” ovvero una rassegna d’abiti d’epoca organizzata dalla Inner Wheel Club Ragusa-Contea di Modica e patrocinata dal comune Ibleo, dall’Ente Autonomo Liceo Convitto e dal Liceo Classico di Modica. I due spettacoli si sono tenuti mercoledì 9 marzo, al teatro Garibaldi con il pagamento di un biglietto di ingresso.

L’assessorato ai Servizi Sociali ha segnalato le famiglie bisognose a cui destinare appunto le somme ricavate. Alla consegna dei voucher erano presenti il sindaco, Ignazio Abbate, l’assessore ai servizi sociali, Rita Floridia, la Po alla cultura, Anita Portelli, e quello ai Servizi Sociali, Stefano Indelicato, presidente della Inner Whell Club Ragusa, Caterina Abela e alcune socie del club service.


Martorana: "Mi spiace per Piccitto ché non si merita tutto questo. L'unica cifra di questa maggioranza è l'attacco gratuito"

Martorana: "Mi spiace per Piccitto ché non si merita tutto questo. L'unica cifra di questa maggioranza è l'attacco gratuito"

Abbiamo raggiunto telefonicamente l'ormai ex assessore ai Servizi Sociali, Salvatore Martorana, a cui abbiamo chiesto di spiegarci la fine dell'alleanza tra Partecipiamo e la maggioranza.

"Smentisco categoricamente le voci che mi vorrebbero ancora in Giunta, è solo una questione burocratica. Ieri mattina, insieme a Giovanni Iacono, sono andato dal sindaco a formalizzare la mia uscita dalla Giunta", ci ha confermato Martorana.

"Abbiamo resistito qualche settimana per tentare di salvare il salvabile, per il solo bene della città. E' evidente che questa frattura danneggerà, in primis, Ragusa e, poi, il sindaco e l'intera maggioranza, ma non esistevano più le condizione per continuare questa esperienza. Avevamo deciso di appoggiare il Governo a 5 Stelle perché volevamo raggiungere determinati obiettivi, ma l'atteggiamento irresponsabile di questi consiglieri ha reso impraticabile questa strada. La sera stessa dell'elezione a presidente del Consiglio di Tringali, io avevo deciso di dimettermi seduta stante, poi fu Iacono che mi chiese di temporeggiare, visto che proprio quella sera si sarebbe discusso e poi approvato il nuovo piano per le farmacie".

E' amareggiato Martorana, non si aspettava un tale trattamento, si dice deluso e soprattutto offeso per come è stato trattato. "Mi hanno accusato di esser attaccato alla poltrona, un'accusa gratuita e, mi lasci dirlo, offensiva per la mia persona e per la mia storia politica. Io non faccio politica per la poltrona, io come pochi altri, ma mi rendo conto che questo ragionamento sfugge e sfugge proprio a chi, e sarebbe l'ora che alche qualcun altro se ne rendesse conto, non ha alcun titolo e diritto per sedere in Consiglio: a dimettersi dovrebbero essere loro. Ma gli attacchi sembrano l'unica cifra di questa maggioranza consiliare. Chi ordisce queste imboscate non capisce il danno che fa. Parlo di me e quindi dell'alleanza con Partecipiamo, ma anche e soprattutto del sindaco, che così viene indebolito e pericolosamente delegittimato, infine è la stessa maggioranza che si autodanneggia con questi colpi di testa, esponendosi a critiche pesantissime in Consiglio, critiche a cui è difficile, se non impossibile, rispondere. Per tutti questi motivi abbiamo procrastinato, finché abbiamo potuto, ciò che sin da quel giorno mi era apparso inevitabile. Abbiamo atteso perché era nostro preciso intento rilanciare questa alleanza, per il solo bene della città, ma, mi spiace dirlo, non è stato possibile".

"Mi spiace perché avevamo iniziato tanti progetti - spiega Martorana - alcuni dei quali, per fortuna, portati a compimento, come: il piano commerciale, la refezione scolastica, il piano d'aiuto per i tanti, troppi, indigenti di Ragusa, il rifinanziamento del servizio sociopsicopedagogico o, novità assoluta per questo territorio, l'accreditamento per le associazioni di volontariato come l'Anffas. Siamo riusciti ad assegnare tutti i lotti artigianali e parliamo di circa 80 lotti. C'era e c'è ancora tanto da fare, ma qualcuno ha deciso per noi, per la Città. Peccato. Spero che Piccitto riesca adesso a trovare qualcuno in grado di portare avanti il lavoro che avevo iniziato con i vari uffici, che colgo l'occasione per salutare e ringraziare per il preziosissimo aiuto che mi hanno dato, un lavoro il loro che non tutti conoscono, ma indispensabile anche perché svolto da persone capaci e dall'indubbia professionalità".

"Infine - conclude Martorana - sono dispiaciuto per Federico (Piccitto, nrd.) perché non meritava e non merita questo trattamento. Quando qualcuno mette in discussione il leader, mette in discussione se stesso, se non si capisce questo non si è capito nulla. Continuare ad attaccare Stefano Martorana in questo modo non serve a nulla, questo è solamente un modo per delegittimare il sindaco. Un discorso dovrebbe essere chiaro: il sindaco ha due uomini di fiducia uno è Martorana e l'altro è Iannucci, se ne facciano una ragione, inoltre, ma questo dovrebbero saperlo, anche se fanno finta di no, la politica economica di una città non la decide solo l'assessore, ma è un atto condiviso da tutta la Giunta, atto che il Consiglio e questi consiglieri hanno sempre votato, quindi cosa cercano adesso?".


Comiso, interrogazione di Assenza sui fondi PAC per l’infanzia

Comiso, interrogazione di Assenza sui fondi PAC per l’infanzia

Il consigliere comunale di Comiso Giorgio Assenza (Pdl) ha presentato un’interrogazione all’amministrazione della sua città; oggetto delle perplessità del consigliere assenza, è il potenziale utilizzo dei fondi PAC (Piano d’Azione per la Coesione, finanziato dall’Unione Europea), necessari al sostegno delle famiglie per il pagamento delle rette per i servizi di prima infanzia.

Ma in particolare, il quesito del consigliere Assenza riguarda soprattutto la portata dei progetti presentati dal comune di Comiso: “quali progetti il Comune di Comiso ha presentato, quali sono stati finanziati e come sono stati ripartiti i fondi già erogati dal Ministero?".

Assenza entra poi nello specifico: “si tratta di risorse importanti al fine di potenziare i servizi per l'infanzia e ridurre le disparità sociali esistenti tra le regioni dell'Unione. I beneficiari del programma sono i Comuni, in quanto soggetti responsabili dell'erogazione dei servizi sul territorio. In favore del Comune di Comiso pare sia stata erogata una somma pari a circa 250 mila euro. Sarebbe opportuno sapere come questa somma sia stata ripartita, visto che, tra l'altro, è prossima l'erogazione, sempre nell'ambito dei fondi PAC, di un'altra tranche di finanziamenti”.