Polemica sui numeri delle forze dell'odine a Vittoria

Polemica sui numeri delle forze dell'odine a Vittoria

Il segretario provinciale del Pd ha dichiarato: A fronte della domanda di rafforzamento degli organici e delle dotazioni delle forze dell’ordine, tale da assicurare un maggiore e migliore controllo del territorio, il Governo Meloni ha assegnato soltanto 82 unità in tutta la Sicilia e nessuna di queste è stata destinata alla provincia di Ragusa.
Eppure gli autorevoli esponenti di FdI, che quasi giornalmente ascoltiamo sulle reti nazionali, si sono pubblicamente impegnati, in nome e per conto del Governo che rappresentano, a stratosferici rafforzamenti degli organici e delle dotazioni delle forze dell’ordine sul nostro territorio. Addirittura, sembra che abbiano prospettato la concreta possibilità di creare a Vittoria un nuovo “distretto di polizia”.
Non sfuggirà a nessuno la differenza fra questa promessa e la concreta risposta del Governo che, appunto, è stata “zero”.
La verità è che sulla sicurezza la destra continua a fare soltanto propaganda, scaricando le responsabilità sugli enti locali, senza aumentare gli organici delle forze di polizia e senza migliorare le loro condizioni di lavoro.
Ma il Sen. Sallemi sentitosi chiamato in causa ha risposto così: "Ho letto le dichiarazioni del primo cittadino di Vittoria che, come sempre, strumentalizzano i numeri delle recenti assegnazioni alle Questure degli agenti di polizia dicendo che a Ragusa non sono toccati rinforzi", dice Sallemi. "Un dato utilizzato strumentalmente perché non viene letto in maniera corretta: la verità è che al momento la Polizia non ha previsto rinforzi nella provincia iblea poiché la percentuale di sotto organico nel nostro territorio è sensibilmente inferiore alla media nazionale, per cui sono stati rinforzati i territori che erano molto in sofferenza. Molto più del nostro. Vittoria, al contrario, ha nel suo commissariato con i passati innesti ben 11 unità in più dell'organico previsto con 53 operatori complessivi, contro i 42 previsti come forza organica. Quindi il Ministero dell'Interno aveva programmato per tempo il contingente per Vittoria". Ricordo al PD che proprio quel partito ha governato negli ultimi dieci anni e la media nazionale dei sotto organico è intorno al 10%: ciò grazie alle politiche degli scorsi anni praticate dal Pd, che ritenevano le forze di polizia oggetto di spending review (la legge Madia ne previde proprio il taglio). Oggi noi stiamo investendo per ricostituirli progressivamente e Vittoria e Ragusa sono state le prime ad essere considerate e lo saranno ancora nel prossimo futuro", conclude Sallemi.

 


Campionato Regionale Individuale di Surfcasting 2025

Campionato Regionale Individuale di Surfcasting 2025

Le splendide acque di Santa Maria del Focallo, nel territorio del Comune di Ispica, faranno da scenario al Campionato Regionale Individuale di Surfcasting 2025, una delle competizioni più prestigiose del calendario agonistico siciliano. Cento atleti provenienti da ogni angolo dell’isola si sfideranno in un campo gara noto per l’elevata tecnicità e le condizioni ambientali selettive, che metteranno alla prova anche i pescatori più esperti. In palio, l’accesso al Campionato Italiano di Surfcasting 2025, riservato ai migliori specialisti nazionali della disciplina.

L’organizzazione dell’evento è affidata all’Associazione Sportiva Dilettantistica Iblea Fishing di Ragusa, il cui impegno, unito alla passione e alla dedizione del direttivo e di tutti i soci, ha reso possibile la realizzazione di questa importante manifestazione. Un lavoro di squadra che ha saputo coniugare professionalità, spirito sportivo e amore per il territorio. Determinante anche il supporto del Comune di Ispica, che ha accolto con entusiasmo l’iniziativa, offrendo piena collaborazione sul piano logistico, organizzativo e ambientale. Lorenzo Ricca, Assessore allo Sport, ha evidenziato: “Siamo orgogliosi di ospitare eventi di questo livello. Il Comune di Ispica crede fermamente nello sport come veicolo di promozione del territorio e sviluppo economico locale.” All’impegno dell’Amministrazione comunale hanno contribuito in modo significativo anche l’Assessore ai Servizi Ecologici Marco Santoro e il Vicesindaco Tonino Cafisi, confermando una sinergia istituzionale orientata alla valorizzazione del territorio. Fondamentale il contributo della Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee (FIPSAS), che ha curato tutti gli aspetti regolamentari e tecnici dell’evento, garantendo il corretto svolgimento della competizione. Un ringraziamento particolare va al Presidente Regionale FIPSAS Antonino Tripi, al Presidente Provinciale FIPSAS Giovanni Altamore e al Responsabile Regionale per la Pesca di Superficie Antonino Zagarini, per il loro prezioso supporto e la costante disponibilità dimostrata in ogni fase organizzativa. “Questo campionato – ha dichiarato il Sindaco, On. Innocenzo Leontini – non è soltanto un evento sportivo di alto livello, ma una straordinaria opportunità per promuovere il nostro litorale, esaltando la bellezza delle nostre coste e l’importanza di una disciplina che coniuga tecnica, passione, rispetto per l’ambiente e tradizione.” L’appuntamento è quindi a Santa Maria del Focallo, per una giornata in cui agonismo, spettacolo e sostenibilità si uniranno in un’esperienza indimenticabile all’insegna dello sport e della natura.


Nuove regole per gli autovelox

Nuove regole per gli autovelox

Brutte notizie per i Comuni siciliani che fanno cassa attraverso gli autovelox. Domani 12 giugno scade infatti il termine entro cui le amministrazioni locali devono adeguarsi alle nuove disposizioni in tema di autovelox introdotte dal decreto del Mit dell’11/04/2024 (GU n. 123 del 28/05/2024), entrato in vigore il 12 giugno 2024, decreto che riconosceva un anno di tempo agli enti locali per conformarsi alle nuove misure. Lo ricorda il Codacons Sicilia, che sottolinea come la stretta interesserà diversi aspetti, dalle tipologie di strada su cui installare gli apparecchi di rilevazione della velocità alle distanze minime tra un autovelox e l’altro, passando per i limiti di velocità massimi.  Ecco alcune delle novità più rilevanti.

- I tratti di strada su cui gli autovelox potranno essere utilizzati dovranno essere individuati con un provvedimento del prefetto, e solo se ricorrono una o più delle seguenti condizioni: elevata incidentalità da velocità nel quinquennio precedente; impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata della violazione; velocità dei veicoli in transito mediamente superiore ai limiti consentiti.

- la distanza minima tra due diversi dispositivi mobili è fissata in 4 km su autostrade; 3 km su strade extraurbane principali; 1 km su strade extraurbane secondarie, locali e itinerari ciclopedonali; 1 km su strade urbane di scorrimento; 500 metri su strade urbane di quartiere e urbane locali. Per le postazioni fisse: 500 metri in ambito urbano e nelle zone di confine con l’ambito extraurbano.

- la distanza tra il segnale del limite di velocità e l’autovelox deve essere di almeno: 1 km su strade extraurbane; 200 m su strade urbane di scorrimento; 75 m su altre strade.

- la collocazione di autovelox può avvenire: su strade urbane di scorrimento solo se il limite massimo di velocità consentito è pari a quello previsto per quel tipo di strada (comunque non inferiore a 50 km/h); su strade urbane di quartiere e urbane locali solo se il limite massimo di velocità consentito è pari a quello previsto per quel tipo di strada (50 km/h); su autostrade, extraurbane principali, extraurbane secondarie, extraurbane locali solo se il limite di velocità imposto è pari o comunque non inferiore di oltre di 20 km/h rispetto a quello previsto per quel tipo di strada (ad esempio, se su una strada extraurbana il limite previsto dal Codice è normalmente di 110 km/h, il dispositivo può essere utilizzato solo se il limite è fissato ad almeno 90 km/h, ma non per limiti inferiori). 


Mozione del PD per il cessate il fuoco a Gaza.

Mozione del PD per il cessate il fuoco a Gaza.

Il gruppo consiliare del Partito Democratico, composto dal capogruppo Peppe Calabrese e dai consiglieri Giuseppe Podimani e Mario Chiavola, insieme al consigliere Angelo Laporta del movimento Territorio, esprimono profonda soddisfazione per l’approvazione all'unanimità della mozione per il cessate il fuoco a Gaza da parte del Consiglio Comunale di Ragusa, avvenuta nella seduta di ieri sera.
“Siamo estremamente soddisfatti dell’esito della votazione - dichiarano i consiglieri - ed eravamo certi che su un tema di così stringente attualità e drammaticità il Consiglio comunale non poteva che dimostrare unità e condivisione: un segnale forte ed inequivocabile che si unisce a quello di decine di altri civici consessi che in tutta Italia hanno già approvato mozioni simili o si apprestano a farlo”.
La mozione approvata chiede con forza il cessate il fuoco immediato e permanente, il rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi e l'accesso umanitario sicuro e continuativo per soccorrere la popolazione civile di Gaza. Impegna, inoltre, il Sindaco e la Giunta ad esporre simbolicamente la bandiera della pace presso il Palazzo comunale e a promuovere iniziative di sensibilizzazione sui diritti umani e la pace in Medio Oriente. Viene anche chiesto al Governo italiano e all'Unione Europea di adoperarsi per sostenere il cessate il fuoco, l'apertura di corridoi umanitari e la promozione di una conferenza internazionale per la pace e il riconoscimento dello Stato di Palestina secondo la soluzione “due popoli, due Stati”.
"I Consigli comunali sono le istituzioni democraticamente elette più vicine ai cittadini ed hanno il dovere di interpretare e tradurre in azioni politiche le indicazioni che da loro arrivano - commenta inoltre il segretario di circolo Riccardo Schininà - anche su temi di politica internazionale. Quanto sta accadendo in Medio Oriente è disumano e pure la comunità ragusana, attraverso le proprie istituzioni, deve poter dare un contributo di condanna davanti a tanto orrore”.


Rinviata l'assemblea dei soci della Sac

Rinviata l'assemblea dei soci della Sac

L'assemblea dei soci che avrebbe dovuto rinnovare i vertici della Sac, è stata rimandata. Forse la forzatura di cui si era parlato ieri è sembrata troppo sporca e così il commissario Belcuore della Camera di Commercio del Sud-Est, socio di maggioranza con il 62% delle azioni e di fatto controllata dalla Regione, non ha presentato alcun candidato per il "rinnovo delle cariche sociali".  No sappiamo se  è sfumato l'intero accordo all'interno del centrodestra siciliano per la  spartizione dei posti nel consiglio di amministrazione della Sac ma di certo  c'è un evidente irrigidimento da parte di Palazzo d'Orléans. L'intesa sulla Sac, frutto del lavoro di Forza Italia e Fratelli d'Italia a Catania, non ha ricevuto l'approvazione del Presidente Renato Schifani. Non dimentichiamo che proprio il presidente aveva chiesto a Belcuore di non procedere a tali nomine in attesa della normalizzazione della Cam Com del Sud Est. Ma alla fine Schifani si piegherà alla forza degli alleati che in linea di massima hanno già scelto i nomi. Ma Schifani vuole la sua rappresentanza e non accetta la supremazia catanese che gioca in casa. La cosa negativa è che se il 17 si procederà alle nomine del CdA, ancora una volta, la Camera di Commercio, quella vera, con le rappresentanze datoriali, subirà un altro affronto. Basterebbe una risposta di Schifani alla nota del commissario straordinario Antonio Belcuore, che ha segnalato l'impossibilità di svolgere le elezioni camerali entro il 30 agosto, dato che servirebbero almeno 6-7 mesi. Non è vero. Visto anche il decreto dei primi di giugno che stabilisce le appartenenze alle varie categori si potrebbe far tutto entro novembre e poi dare spazio alla democrazia. Invece, la motivazione più gettonata, insomma la scusa, per procedere in fretta a queste nomine è la prospettiva di lasciare un CdA scaduto e prorogato proprio nella fase cruciale per la privatizzazione di SAC.  Secondo alcuni infatti il male minore sarebbe la riconferma di Torrisi affiancandogli però delle figure politiche forti.  Per inciso ci sarebbe al posto di Gambuzza come rappresentanza del territorio ibleo, l'ex sindaco Peppe Alfano, in forza a FdI,  che non dovrebbe, per  più ragioni,  prostrarsi alle malevoglie, aeronautiche si intende,  della Sac.

P


Niente voli fino all'estate 2026

Niente voli fino all'estate 2026

Come era facile prevedere l'aeroporto di Comiso ha di fronte un anno di astinenza quasi totale con pochissimi voli se non addirittura nessuno in certi giorni. Lo avevo scritto e ripetuto più volte che non ci sarebbe stata alcuna  novità per l'estate 2025 e neanche per il prossimo inverno. L’avviso pubblico della Sac, dopo tanto clamore, ha portato all’attivazione di  "importanti" dicono loro, nuove rotte internazionali per lo scalo ibleo: Volotea aveva già avviato la rotta operativa in questa estate, con frequenza settimanale, per Lille, e andrà avanti fino al 2027 visto che potrà accedere ai contributi. Wizz Air Malta continuerà il collegamento per Tirana, arrivando a tre frequenze settimanali già dal prossimo inverno mente è bisettimanale il volo per la capitale albanese dal 23 giugno  fi La  Wizz Air Hungary invece attiverà una rotta stagionale per Katowice, con due frequenze settimanali, a partire dalla Summer 2026 e fino alla Summer 2028; EasyJet programmerà una rotta per Nizza sempre dalla prossima estate 2026 fino al 2028, con due frequenze settimanali, e una frequenza settimanale per i mesi di dicembre e gennaio delle stagioni Winter dal 2026 al 2028; Infine, EasyJet attiverà anche una rotta per Basilea, con due frequenze settimanali, a partire dalla Summer 2026 fino alla Summer 2028, e una frequenza settimanale per i mesi di dicembre e gennaio nelle stagioni Winter 2026/27 e da dicembre a marzo della Winter 2027/28.  Molte di queste destinazioni danno contributi alle compagnie aeree e quindi queste ultime vengono finanziate da una parte e dell'altra.  E' il risultato di un  pessimo e colpevole utilizzo delle risorse e una assoluta mancanza di strategie adeguate. Negli ultimi 2 anni l'aeroporto con la questa gestione  ha fatto davvero karakiri.
Dunque ora bisogna mettersi l'anima in pace. In extremis è stato fatto tutto quello che si poteva fare, naturalmente in ritardo,  e solo dopo una enorme pressione mediatica  ma le responsabilità restano  e devono essere evidenziate. Nessuno dei veri colpevoli potrà dire di aver agito per il meglio e la gente lo deve sapere.

Riconfermato Agen. Intanto....

Riconfermato Agen. Intanto....

La ricostruzione della Cam Com del Sud Est parte da Confcommercio che vanta il maggior numero di imprese inscritte. In attesa di guardare alla ricostruzione della Sac che è la più ambita dai catanesi, Pietro Agen  è stato riconfermato presidente dell'associazione di categoria più rappresentativa. Lo ha deciso l'assemblea generale per il rinnovo degli organi sociali a cui hanno partecipato oltre 850 imprese associate. Come da lui stesso annunciato, per Agen si tratta del "secondo e ultimo mandato", che "guiderà con impegno, visione e determinazione". "C'era una lista unica - ha detto il presidente - quindi vincere era molto facile. Mi sarebbe piaciuta la competizione, sono da sempre uno sportivo. Evidentemente ha avuto un peso, non tanto il mio nome, quanto la squadra che ho messo insieme, che è impressionante perché va dal piccolissimo imprenditore a quello grandissimo. Ma Confcommercio guarda con attenzione a quello che sta accadendo alla Sac in questi giorni, dove probabilmente verrà nominato dal commissario, come maggiore azionista, il nuovo CDA. SE è vero quello che si dice in giro, ma già stasera si saprà, Il Commissario Belcuore, certamente ben spalleggiato, procederà senza indugio a riconfermare Torrisi, criticatissimo amministratore della società aeroportuale. Agen ha detto di non essere contento di questa ipotesi e, se accadesse, si darà da fare per  tornare indietro con l'appoggio del nuovo e legittimo consiglio camerale. Ricordiamo che la Cam Com del Sud Est è proprietaria di almeno 5 quote su 8 e quindi è il  maggiore azionista

 


“Vigilando in Sicurezza”

“Vigilando in Sicurezza”

Conclusa con un bilancio più che positivo la manifestazione “Vigilando in Sicurezza”, che nei giorni 6 e 7 giugno ha trasformato Piazza Libertà in un laboratorio a cielo aperto di educazione civica, sicurezza stradale e solidarietà. Un’iniziativa che ha saputo coniugare intrattenimento e formazione, attirando centinaia di famiglie, studenti e cittadini di ogni età. Un fiume di presenze e partecipazione attiva delle scuole A rendere ancora più significativa l’iniziativa è stata la straordinaria partecipazione degli istituti scolastici della città, con tantissimi alunni protagonisti delle attività educative. Le aree “Pompieropoli” e “Driving Educational” sono state letteralmente prese d’assalto da bambini e ragazzi, guidati con entusiasmo e professionalità dai Vigili del Fuoco e dalla Polizia Locale di Ragusa. Attraverso giochi, simulazioni e percorsi didattici, i più giovani hanno potuto toccare con mano il valore delle regole, della prevenzione e del rispetto degli altri.

Grande riscontro anche per gli appuntamenti serali: venerdì sera l’energia dei “Picciotti di Vasco” e la comicità di Andrea Barone hanno animato la piazza, mentre sabato il tributo ai Pink Floyd, impreziosito dalla partecipazione del Coro Mariele Ventre, ha regalato momenti di pura emozione, prima della chiusura affidata al sorriso coinvolgente di Massimo Spata.
Cuore solidale: raccolta fondi per “Raggio di Sole” e “Così Come Sei”
Importante anche il lato solidale della manifestazione. La raccolta fondi a favore delle associazioni “Raggio di Sole” e “Così Come Sei”, impegnate quotidianamente nel sostegno ai più fragili, ha raccolto numerose adesioni, segno di una cittadinanza sempre più sensibile e partecipe.
“Vigilando in Sicurezza” si conferma un evento capace di parlare a tutti con il linguaggio dell’educazione, del gioco e della condivisione, mettendo al centro i valori della legalità e dell’inclusione. Una scommessa vinta, che merita continuità nel tempo


Il partenariato fatto come si deve.

Il partenariato fatto come si deve.

A Ragusa sono ancora calde le polemiche sul partenariato un pò farlocco, messo in piedi dal Comune sulla gestione del Castello di Donnafugata. Noi stessi ci siamo lamentati del metodo scelto dal sindaco che ha prima permesso ad una società privata, in assoluto segreto, di informarsi, chiedere ai funzionari, stilare progetti e poi, solo dopo le insistenze dell'opinione pubblica si è passato al bando per il partenariato.  La notizia è che sono disponibili, sul portale Tuttogare del dipartimento regionale Tecnico, le nuove risposte alle domande più frequenti ("Faq") sul partenariato pubblico-privato voluto dalla Regione  per rilanciare i complessi termali di Acireale, in provincia di Catania, e di Sciacca, nell’Agrigentino. Nei documenti vengono fornite informazioni dettagliate su aspetti relativi agli avvisi esplorativi voluti dal governo Schifani e rivolti alle aziende. Tra i quesiti affrontati, c’è quello sulla durata minima e massima della concessione dei complessi immobiliari, al momento non fissate. Saranno i singoli operatori economici partecipanti agli avvisi a proporre autonomamente, nel rispetto di quanto previsto dal Codice degli appalti, la durata più funzionale in base al progetto presentato e agli investimenti previsti.
Altro tema affrontato, è la realizzazione di eventuali infrastrutture pubbliche esterne al perimetro dei complessi termali ma indispensabili, secondo il progetto finale, per la funzionalità. Nelle "Faq", viene chiarito che le spese saranno sostenute dalla Regione con risorse finanziarie aggiuntive.
Altro aspetto è quello della cumulabilità con altre fonti finanziarie. L’operatore economico potrà accedere a ulteriori risorse pubbliche, rispetto a quelle già disponibili.
Il termine per presentare le proposte di partenariato pubblico-privato per il rilancio delle terme di Acireale e Sciacca è stato recentemente prorogato dal dipartimento delle Attività produttive al 30 settembre prossimo, dando così agli operatori economici quattro mesi di tempo in più per completare gli adempimenti richiesti dagli avvisi.
Come si vede questo bando per le terme brilla per trasparenza al contrario di quello messo i piedi da comune che invece fin dal primo momento ha mostrato diverse criticità. E ancora dobbiamo vedere come finisce.

Il primo caldo e lo shock termico

Il primo caldo e lo shock termico

“La Regione Sicilia emani subito l’ordinanza salvavita per le lavoratrici e i lavoratori dei settori, come edilizia e agricoltura, dov’è più alto il rischio di choc termico. Altrove, ad esempio nel Lazio, è già in vigore il provvedimento che vieta pure per quest’anno ogni attività lavorativa in campi, serre e cantieri edili nelle ore di punta delle giornate con allerta per ondate di calore”.
        La richiesta arriva dai segretari generali di Feneal-Uil e Uila-Uil Sicilia, Nino Potenza e Nino Marino. Gli esponenti delle due organizzazioni di categoria si rivolgono “al presidente Renato Schifani, cui va dato atto – affermano – di essere stato il primo nella nostra Isola a rispondere il 17 luglio del 2024, dopo anni di battaglie sindacali, al nostro appello e di avere firmato in quella data un primo provvedimento scaduto il 31 agosto che vietava ogni attività lavorativa nei settori agricolo e florovivaistico, edile ed affini in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16.00, nei giorni e nelle aree nelle quali la mappa del rischio segnala un livello di rischio alto”.
         “Considerato che le temperature sono già in progressivo aumento – aggiungono Marino e Potenza – ci attendiamo che l’ordinanza della Regione arrivi nelle prossime ore, senza attendere oltre, in considerazione della minaccia rappresentata dall’elevata temperatura, dall’umidità e dalla prolungata esposizione al sole per l’incolumità e la vita di lavoratrici e lavoratori”.
        I segretari di Feneal e Uila concludono “ricordando alle imprese come il testo unico sulla salute e la sicurezza dei lavoratori indichi tra gli obblighi del datore di lavoro la valutazione del rischio microclima insieme alle misure di prevenzione e protezione utili a eliminare o limitare le minacce da stress termico”. Marino e Potenza segnalano, peraltro, che le aziende possono richiedere la cassa integrazione guadagni ordinaria nel caso di temperature elevate, anche solo percepite.