La guerra interna del PD

La guerra interna del PD

Un congresso dovrebbe essere l'occasione per presentare all'opinione pubblica e ai potenziali elettori (non solo agli iscritti) un programma chiaro per il governo della Regione e una leadership inclusiva e condivisa.  Invece, quello che è accaduto in questi giorni è servito solo a fare la conta Insomma mentre il popolo siciliano è disilluso e non va alle urne, di qualunque genere, il Partito Democratico siciliano impegnato in una guerra interna  è incapace di proporsi come una credibile alternativa al centrodestra, allontanando sempre più l'elettorato. Parliamo delle recenti divisioni che hanno raggiunto il culmine durante la stagione congressuale, conclusa con la riconferma del segretario uscente Anthony Barbagallo, unico candidato e in più scontri furiosi tra il gruppo parlamentare dell'ARS e la segreteria, una valanga di ricorsi agli organismi di garanzia – a loro volta contagiati dal clima di conflitto – e una serie di dimissioni.  Ma ora come abbiamo detto più volte nei nostri TG , proprio dopo l'elezione di Schininà a Ragusa, bisogna guardare al partito parlando agli   astensionisti e ai cittadini non schierati in modo credibile e unitario.
Non può bastare infatti sentirsi soddisfatti di avere una percentuale  pronta ad ogni occasione ma non in grado di far crescere il partito.  Gli impegni elettorali non sono vicinissimi ma neanche tanto lontani. Solo quando il gruppo dirigente, operando nel modo meno divisivo possibile,  riuscirà a riunire le diverse "anime" del partito si potrà fermarsi prima del baratro .

Ci sono momenti, e probabilmente siamo in uno di questi, in cui il legittimo dibattito sulle idee, che non dovrebbe mai trasformarsi in una distruttiva guerra tra fazioni, deve cedere il posto a uno sforzo collettivo.  Barbagallo però, no smentisce le difficoltà ma minimizza.


Il punto.... sui punti chiave per Comiso.

Il punto.... sui punti chiave per Comiso.

L'attuale gestione degli aeroporti siciliani, in particolare quelli di Catania e Comiso, sta sollevando forti critiche, evidenziando una governance politica inefficace e le sue dirette conseguenze sul territorio. La SAC  dopo aver affrontato gravi disagi a Fontanarossa nell'estate del 2023, ha mostrato una gestione particolarmente deficitaria anche a Comiso, dove si registra un calo del 58% dei passeggeri rispetto all'anno precedente.
L'amministratore delegato  Torrisi è al centro delle polemiche, nonostante il sostegno del presidente della Regione Renato Schifani.  Secondo molti  l'assenza di un meccanismo che permetta di rimuovere i dirigenti in caso di risultati insoddisfacenti è una garanzia per continuare a fare errori di gestione.
Ci hanno riempito la testa con la storia della gestione integrata. Questo sistema però sembra favorire solo Catania lasciando Comiso nell'abbandono.
Nonostante il mancato rispetto del piano degli investimenti, l'aeroporto di Fontanarossa si conferma il quarto più trafficato d'Italia ad aprile 2025. Tuttavia, questa crescita mette in evidenza la sua fragilità per sovraffollamento, servizi carenti  senza pensare ad emergenze, come quella vissuta due anni fa.
Comiso, nonostante faccia parte del tanto decantato sistema, è ridotto a scalo d'emergenza, operativo solo in condizioni eccezionali come vento forte o attività vulcanica dell'Etna.
Sono tanti i milioni di euro investiti ma  l'aeroporto ibleo offre solo quattro voli per la stagione estiva, penalizzando un territorio ad alto potenziale turistico come Ragusa. Mancano collegamenti essenziali con Roma e Milano, dopo la sospensione delle operazioni di Aeroitalia per scarsa redditività e disservizi.
Ora, dico finalmente, qualcuno ha deciso di accusare la SAC di cercare costantemente un capro espiatorio per giustificare  i propri fallimenti. Due anni fa  La Ryanair,  maggiore vettore a Comiso , scomparve dalle pista da un giorno all'altro  e  nessuno è riuscito a  capire perchè  e non è stato più possibile convincere la compagnia irlandese a tornare.
La Sac in un comunicato stampa ha ribadito che ogni decisione su Comiso è stata presa di concerto con il Comune che quindi era a conoscenza di ogni scelta nel bene e nel male.
Non per difendere la sindaca ma è chiaro che chi possiede meno del 2 per cento, pur essendo a conoscenza di una qualunque malefatta, non è certo in grado di opporsi.  Diverse invece le responsabilità quando non si ha avuto il coraggio di revocare le concessioni a Soaco e Sac.
Fratelli d'Italia ha criticato aspramente la gestione di SAC, definendo la governance "fallimentare" e chiedendo un "immediato cambio di passo" e una "assunzione di responsabilità" da parte di SAC  E a proposito della solita tiritera sui  collegamenti e cioè della cosiddetta mancanza di intermodalità  ci sembra che l'idea dell'aeroporto era voluta proprio per superare il gap della marginalità.  Un aeroporto dovrebbe infaatti contribuire a superare tali lacune, non esserne ostacolato.
Sappiamo però che nonostante il quadro critico, ci sono ingenti fondi disponibili oltre a quelli per il cargo(?) ci sono i tre milioni l'anno per tre anni per incentivare nuove rotte dalla Regione e  i fondi del Libero Consorzio di Ragusa.  I bandi della Camera di Commercio che promettono  cinque nuove tratte internazionali non hanno ancora portato risultati concreti. Per Roma e Milano si attende la continuità territoriale.
Malumori ha poi suscitato l'ipotesi del ritorno di Aeroitalia andata via ai primi di maggio insalutato ospite. La compagnia, che purtroppo lascia sempre un mare di polemiche, a questo punto sarebbe l'unica ancora di salvezza ma a quale prezzo?
L'ultima da raccontare ci riporta al  18 aprile scorso quando Schifani ha sollecitato il commissario straordinario della Camera di commercio del Sud-Est, Antonio Belcuore, ad approvare il bilancio e a rinviare la nomina dei nuovi vertici di SAC. Schifani ha ribadito che la scelta spetta agli organi della Camera di Commercio una volta ricostituiti, garantendo che l'attuale CDA di SAC rimarrà in carica fino al 31 agosto 2025, data entro cui Belcuore dovrà procedere alla composizione degli organismi.
La notizia è che per il 6 giugno è convocata l'assemblea dei soci della Sac. Vuoi vedere che non sapendo ne leggere ne scrivere fanno il nuovo CdA in barba a Schifani???


La politica di coesione in Sicilia incontra i territori.

La politica di coesione in Sicilia incontra i territori.

Parte giovedì 5 giugno da Ragusa l’iniziativa “Opportunità coesione: itinerari per imprese, enti ed organizzazioni del Terzo settore”, ideato dal dipartimento Programmazione della Presidenza della Regione. Saranno presentati i bandi sostenuti
con i fondi europei e nazionali (già attivati e di prossima emanazione), per un importo complessivo di
oltre 800 milioni di euro. Si tratta di un’iniziativa sperimentale per portare nelle nove province le
occasioni di finanziamento e favorire la massima partecipazione attraverso il dialogo diretto con gli
esponenti delle istituzioni locali e del partenariato economico-sociale.
Il primo incontro si terrà a Ragusa Ibla il 5 giugno, dalle 9 alle 13, alla sala polifunzionale “Falcone
Borsellino”, in via Torrenuova. Saranno illustrati i bandi aperti del Pr Fesr 21-27 e dell’Fsc 21-27, per
un totale di oltre 500 milioni di euro destinati alla selezione dei progetti, ma si parlerà anche di altri
avvisi di prossima uscita, per ulteriori 310 milioni. Complessivamente, si tratta quindi di circa 810
milioni di euro già resi disponibili in questa fase d’attuazione dei programmi, di cui 513 milioni destinati
alle imprese e 297 milioni riservati a enti locali e terzo settore. Interverranno, tra gli altri, dirigenti e
funzionari dei dipartimenti regionali Turismo, Acqua e rifiuti, Attività produttive e Famiglia, che hanno
funzione di centri di responsabilità nel periodo di programmazione 2021-2027.
Previste nel pomeriggio anche visite (aperte alla stampa) a interventi realizzati nel territorio. Si parte
alle 15.30 con gli alloggi popolari realizzati in via Risorgimento, realizzati nell’ambito del
progetto “Connettiamo i margini Ragusa” (social housing), sostenuto con le risorse del Fesr Sicilia.
L’iniziativa coinciderà con la consegna ufficiale delle chiavi agli assegnatari degli appartamenti, alla
presenza del sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, dei rappresentanti del dipartimento regionale
Infrastrutture e dei vertici Iacp locali.
A seguire, si svolgerà una visita tecnica-informativa alla sede di uno dei partner del progetto BioTrak
(Natura & Qualità Società Agricola), nella zona industriale III fase a Ragusa. Si tratta di un intervento
che sviluppa un sistema innovativo di tracciabilità e certificazione per le filiere zootecniche bovine,
attraverso l’utilizzo di mangimi sostenibili a base di biomasse residuali del settore olivicolo. Il progetto,
cofinanziato nell’ambito del programma Fesr Sicilia, è candidato dalla Regione al concorso RegioStars,
che premia i migliori interventi di tutta Europa sostenuti dai fondi Ue.

“Opportunità Coesione” continuerà venerdì 6 giugno con un nuovo incontro a Siracusa (sala “Ferruzza-
Romano” del consorzio del Plemmirio), sempre dalle 9 alle 13 e con visite ai progetti nel pomeriggio.


Cosa è accaduto sull'Etna.

Cosa è accaduto sull'Etna.

“Dopo una pausa di quasi tre settimane, l'Etna ha ripreso la sua attività eruttiva nella notte del 2 giugno, culminando in un episodio parossistico nel corso della stessa mattinata. Questo evento, il primo del 2025 di tale entità, è stato caratterizzato da una vigorosa attività di fontanamento che ha prodotto una colonna eruttiva alta diversi chilometri e una corrente piroclastica di densità. Dopo una fase di relativa quiete seguente l’episodio del 12 maggio l'Etna ha manifestato un incremento del tremore vulcanico nelle prime ore del 2 giugno, seguito dalla ripresa dell'attività esplosiva al Cratere di Sud Est. Intorno alle 10:00 locali del 2 giugno, l'attività ha subito una decisa intensificazione, evolvendo in fontane di lava, seppur di modesta entità rispetto ai grandi eventi a carattere parossistico che hanno caratterizzato il periodo 2021-22 allo stesso Cratere di Sud Est o durante l’estate del 2024 al Cratere Voragine. Contestualmente, si è formata una colonna eruttiva alta diversi chilometri, che ha causato ricadute di materiale piroclastico principalmente nelle aree pedemontane occidentali del vulcano. Il momento cruciale dell'evento si è verificato intorno alle 11:23 locali, quando l’energia raggiunta dall’episodio eruttivo ha innescato un cedimento di parte del cono del Cratere di Sud Est producendo un flusso di materiale piroclastico che si è propagato dal fianco settentrionale del cono. Questo materiale, interagendo esplosivamente anche con neve sepolta alla base del cratere, ha generato una corrente piroclastica che ha percorso circa 2 km all'interno della Valle del Leone in poco più di un minuto. Sebbene eventi di questo tipo non siano nuovi per l'Etna, la portata di questa corrente la colloca tra le più rilevanti degli ultimi decenni”. Lo ha affermato Marco Viccaro. Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Vulcanologia.  “È fondamentale sottolineare che, pur non avendo alcun impatto diretto sulle zone abitate alle pendici del vulcano, le correnti piroclastiche possono rappresentare un pericolo per la frequentazione della zona sommitale del vulcano etneo. La loro insorgenza è repentina e influenzata da molteplici fattori come l’instabilità del cono – ha dichiarato Rodolfo Carosi, Presidente della Società Geologica Italiana -  l’area della porzione interessata dal possibile cedimento, la direzione di propagazione e la morfologia del versante interessato, oltre ad eventuali altri fattori catalizzanti come ad esempio la presenza di masse di neve sepolte. La scarsa frequenza con cui questi eventi si sono verificati su vulcani mafici e a condotto aperto come l’Etna determina ancora una scarsa conoscenza delle dinamiche di innesco e dello sviluppo di queste fenomenologie in questi contesti. È pertanto opportuno mantenere alta l’attenzione verso queste fenomenologie inusuali, considerando che la frequenza di accadimento delle correnti piroclastiche all’Etna è chiaramente in crescita”..

 


Nuova coordinatrice cittadina del Movimento 5 Stelle di Ragusa

Nuova coordinatrice cittadina del Movimento 5 Stelle di Ragusa

Najla Hassen è la nuova coordinatrice cittadina del Movimento 5 Stelle di Ragusa. L’elezione al termine della riunione del coordinamento territoriale che si è tenuta all’Hotel Kroma. Succede a Gabriele Piccitto che assume insieme a Giuseppe Migliorisi il ruolo di vice rappresentante. Completano l’organigramma, Carla Albani referente giovani; Demetrio Occhipinti referente formazione e Lino Iabichino referente progetti. Alla riunione hanno preso parte la deputata regionale Stefania Campo e il coordinatore provinciale Federico Piccitto. “Ringrazio sia Stefania che Federico ma soprattutto ogni iscritto e iscritta al gruppo territoriale, perché non hanno mai smesso di credere, malgrado i risultati elettorali che non sono stati a nostro favore – ha detto Najla -. Non ho fatto la scelta della politica, ma è stato il senso di giustizia e di appartenenza che mi ha sempre portato all’attivismo dal basso. Ho la fortuna di vivere in un paese che professa la democrazia, che significa potere al popolo, quindi bisogna solo mettere in pratica i suoi principi. Non esistono per me “discorsi da bar”, come aveva affermato qualcuno, ma esiste l’ascolto delle persone, nessuno escluso quindi anche chi la pensa diversamente da noi. Tutte le voci valgono, soprattutto quelle di chi fa fatica ad arrivare a fine mese, la voce della madre sola con bambini, quella del padre separato e alienato, la voce dei giovani, spesso rimproverati ma mai sinceramente ascoltati, e la voce degli anziani, soprattutto quelli più fragili. Parafrasando Pasolini, e pensando a molte persone che conosco, ma anche osservando me stessa, posso dire che siamo nell’età del pane, dove buona parte dei cittadini sono consumatori di beni estremamente necessari. Credo sia fondamentale trattare il tema dei diritti sociali. Per questo, in questa mia prima comunicazione, rivolgo un invito ad andare a votare per il referendum dell’8 e 9 giugno. Se il potere ci invita a non votare, noi cittadini dobbiamo fare la cosa contraria. Spesso si sente dire che Ragusa è una delle città più benestanti della Sicilia, anche dell’Italia. La nostra città è abbastanza ordinata, dove si tiene al decoro urbano. Però, da cittadina ragusana, posso affermare che Ragusa ospita molte persone invisibili, che non frequentano i salotti e le presentazioni di libri, che non vanno al cinema e che non possono godere di alcun mezzo di benessere perché vivono in una povertà estrema, che le porta a concentrarsi sull’indispensabile. Come ho detto in assemblea, la mia nomina e quella di tutta la squadra sono una formalità, perché lavoreremo in modalità di gruppo, in modo orizzontale. Saremo aperti a tutte e tutti, anche ai non iscritti, per confrontarci e ascoltare le critiche. Credo che un buon lavoro di squadra debba partire da due elementi fondamentali: rafforzare la sinergia all’interno del gruppo e praticare l’autocritica”.


Necessaria un'analisi dettagliata per valutare il rischio sismico

Necessaria un'analisi dettagliata per valutare il rischio sismico

Si è svolta lo scorso 30 maggio, presso la Prefettura di Messina, un’assemblea, presieduta dal
Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, dedicata al tema “Ponte sullo Stretto di
Messina. Incontro con associazioni produttive e sindacati”.
All’incontro sono stati convocati, su invito del Prefetto Cosima Di Stani, il Commissario
straordinario Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, la Rettrice dell’Università di Messina, i
presidenti delle Camere di commercio regionali e locali, di Confindustria, Confcommercio,
Confesercenti, Confartigianato, Confcooperative, Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione
Italiana Agricoltori Sicilia, nonché i rappresentanti degli Ordini professionali degli Ingegneri, degli
Architetti, dei Geometri, dei Geologi, dei Commercialisti, degli Avvocati e delle Associazioni
sindacali CGIL, CISL, UIL, UGL.
Ha preso parte all’incontro, in rappresentanza dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia, il
presidente Paolo Mozzicato.
Nel suo intervento, il Presidente ha sottolineato come l’Ordine abbia mantenuto negli anni, nei
confronti della tematica relativa al Ponte sullo Stretto, un profilo istituzionale sobrio, astenendosi
dall’addentrarsi nella dialettica politica e nella polarizzazione delle opinioni in merito
all’opportunità o meno di realizzare tale opera.
Ciò che più conta, per la progettazione e la realizzazione di un’opera di tale portata, infatti, sono le
richieste valutazioni geologiche approfondite, con particolare attenzione agli aspetti legati all'assetto
geologico-strutturale, geotecnico, ed all'evoluzione geodinamica dell'area, in relazione al quadro
sismico e tettonico. In sostanza, è necessaria un'analisi dettagliata per valutare la stabilità dei
versanti, il rischio sismico e le caratteristiche dei fondali marini e a questo si sono sempre orientati i
Geologi siciliani, che possono e devono ricoprire un ruolo da protagonisti in una scelta tanto
importante quanto delicata.
L’Ordine ed il Consiglio Direttivo e tutti i rappresentanti ed iscritti, hanno sempre adoperato, nel
contribuire in merito, il linguaggio della scienza e della tecnica, fornendo valutazioni basate
esclusivamente sulle proprie competenze di professionisti, e continuerà ad essere così nel rispetto
della professione e della ricerca scientifica che ne costituisce il fondamento.


Movida. Un giro di vite!

Movida. Un giro di vite!

I mastelli aggiuntivi per i rifiuti rimasti inutilizzati e non vengono rispettate le giuste regole di comportamento. Viste queste premesse a partire da  subito entra in vigore una specifica ordinanza antibivacco per Marina di
Ragusa, che vieta schiamazzi, utilizzo di diffusori musicali e consumo all’aperto di bevande alcoliche nell’area gialla, ad esclusione dei luoghi di somministrazione  autorizzati. Fino a 500€ la sanzione, oltre alle pene amministrative e penali già  previste dalla legge.  Lo dice il Sindaco Cassì.  Abbiamo inoltre segnalato alle Autorità chi ha ben pensato di trasformare la propria autovettura in un bar, approfittando impropriamente della presenza di tanti giovani.  Il primo risultato, forse, è già arrivato, con gruppi di ragazzi che in queste ore ci hanno chiesto un confronto. L’Amministrazione, l’ho già detto, non ha alcuna intenzione di punire ma di educare, e sta ai ragazzi adottare comportamenti tali da non rendere necessari interventi drastici.”  “Vivere lo spazio pubblico è un diritto - prosegue l’assessore alla Polizia Locale, Giovanni Gurrieri - ma è anche un dovere rispettarlo e condividerlo pacificamente, non distruggerlo e sporcarlo.     Quando questi principi vengono meno risulta quanto mai necessario affrontare il  problema non solo come Ente comunale ma in sinergia con la Prefettura e tutte le Forze dell’ordine. Considerate le continue segnalazioni da parte dei residenti di alcune vie del cuore di Marina di Ragusa abbiamo predisposto questa ordinanza specifica che sarà in vigore dal 30 maggio al 30 settembre 2025 e che anticipa la tradizionale ordinanza che annualmente regola la movida estiva.
Seguendo gli stessi principi, è stata inoltre emanata un’ordinanza anche per il Centro storico di Ragusa Superiore. Fino al 31 ottobre, dalle ore 17.00 alle 7.00, sono vietate: la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche se non all’interno dei pubblici esercizi autorizzati e nelle relative pertinenze esterne, o all’interno di una spesa complessiva che comprenda anche altri generi alimentari; la consumazione all’aperto se non in occasione di specifiche manifestazioni autorizzate. Su tutto il sagrato antistante la Cattedrale di San Giovani Battista e sulla rotonda Maria Occhipinti vige inoltre il divieto del gioco con il pallone, dell’utilizzo di biciclette, monopattini, pattini o skateboard nonché l’utilizzo di qualsiasi diffusore musicale. Tutti i dettagli sono riportati nelle specifiche ordinanze disponibili sul sito web    comunale”.


Le......verità su Comiso.

Le......verità su Comiso.

Un confronto ampio e partecipato, schietto sulle criticità ma costruttivo nella voglia di rappresentare un fronte comune per la crescita dell'Aeroporto degli Iblei.  Un incontro con sindaci iblei e consiglieri provinciali, allargato anche alle province di Agrigento, Siracusa e Caltanissetta, "l'area vasta che rappresenta il potenziale bacino di utenza dello scalo comisano", ha precisato la Presidente del Libero Consorzio Maria Rita Schembari a conclusione della riunione convocata al Palazzo della Provincia alla presenza dell'amministratore delegato della SAC, Nico Torrisi, e del Direttore infrastrutture SAC, Giancarlo Guarrera. "I bandi della Camera di Commercio, attraverso i finanziamenti inseriti nella Finanziaria della Regione Siciliana datata 30 gennaio 2025, stanno avendo buon esito. Secondo indiscrezioni, verificabili alla metà della prossima settimana, hanno partecipato a questi bandi tre compagnie aeree, Easy Jet, Wizz Air e Volotea, per un totale di almeno cinque rotte internazionali che saranno operate a partire dal prossimo ottobre per la Winter 2025-26. Pare inoltre che almeno due su tre di queste compagnie abbiano manifestato intenzione di anticipare l'avvio di alcune rotte per ottenere un maggiore punteggio di premialità previsto dal bando quindi è molto probabile che in estate avremo collegamenti in più rispetto agli attuali per Parigi, Lille, Tirana e Barcellona con destinazioni straniere".  La presidente ha quindi evidenziato l'urgenza, una volta conosciuti nel dettagli gli esiti di questi bandi, di avviare una strategia di comunicazione adeguata rispetto alle nuove rotte. "Un lavoro con orizzonte triennale che impegnerà il nostro Ente e che coinvolgerà il Consiglio provinciale nelle scelte programmatiche", ha aggiunto. Il bando per le nuove rotte nazionali, finanziato con 3 milioni di euro per 3 anni con fondi ex Insicem grazie alla volontà di tutti i sindaci iblei non ha avuto i riscontri sperati e probabilmente verrà rifatto sul modello di quello dell'ente camerale. "Al momento è solo una la proposta sufficientemente ricevibile, di Volotea, con la quale comunque ci siederemo a contrattare entro i prossimi giorni".  "Nessuno si è mai adagiato sugli allori, ci sono stili diversi di affrontare le cose, c'è chi la butta in caciara e c'è chi invece si siede ai tavoli istituzionali e cerca di ottenere il meglio per la propria infrastruttura", ha puntualizzato la presidente Schembari ricordando altre due importanti questioni: la continuità territoriale "che garantirà due collegamenti giornalieri per Roma e uno per Milano a prezzi calmierati e fissi per l'intero anno solare per tutti i residenti della Regione". Parallelamente, altro passo indispensabile, da fare è quello dei collegamenti. "Una volta saputi i dettagli sui nuovi voli da e per Comiso, abbiamo già piena assicurazione da parte dell'assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Alesssandro Aricò che attraverso il Piano regionale del Trasporto pubblico locale si porrà particolare attenzione ai collegamenti con le Province ed i Comuni limitrofi". Altra questione di fondamentale importanza: la realizzazione dei lotti 12 e 13 della Gela - Siracusa. "Anticipare questi interventi, senza penalizzare altri territori, significherebbe collegare Comiso a Gela in meno di 15 minuti. Non possiamo attendere oltre".  Variegato e ricco di spunti il lungo dibattito, toccando la questione Ryan Air come la futura privatizzazione, con numerosi quesiti posti all'AD Torrisi il quale ha ribadito: "SAC ha progetti ambiziosi, come il progetto Cargo, alcuni in corso d'opera alcuni in fase di avvio. Siamo fiduciosi per tutto quello verrà con le nuove rotte grazie ai bandi e con i fondi assicurati dal Governo. Il nostro impegno, economico e personale, nei confronti di Comiso non è mai venuto meno, la novità positiva è che finalmente c'è un pieno coinvolgimento da parte della realtà territoriale. Gli aiuti economici? È la prima volta per Comiso che arriva un sostegno di questo tipo, reale e strutturato da parte della Regione Sicilana. Fondi che non verranno utilizzati, come fatto in altri aeroporti, per coprire le spese di gestione che rimarranno in capo alla SAC, ma si tratta di somme che vengono destinate esclusivamente per incentivare le rotte. SAC non farà mai mancare la propria parte, lo stesso sta facendo il Governo regionale e, adesso, anche l'ex Provincia di Ragusa. Servirà compattezza di intenti anche per affrontare il nodo dell'intermodalità e delle infrastrutture che è un grandissimo gap che al momento scontiamo a Comiso".  Molti gli interventi da parte dei rappresentanti dei territori limitrofi, dal presidente del Lcc di Siracusa Michelangelo GianSiracusa e dal rappresentante del Lcc di Caltanissetta Rosario Sorce, dai sindaci dei Comuni di Niscemi, Massimiliano Conti, e di Mazzarrone, Giovanni Spata. Tutti concordi nel sostenere la battaglia a favore dello scalo ibleo come opportunità di crescita di una intera parte dell'Isola. Critiche e proposte dai sindaci e consiglieri provinciali che da una parte evidenziano le criticità innegabili dell'aeroporto ma dall'altra hanno ribadito l'importanza di andare avanti.


Tg del 28 Maggio.

Tg del 28 Maggio.

Nell'Indice: I delegati della provincia . IL turismo non è poi così produttivo. Sostiene Peppe Lizzio. La cappella Sisitina, Custunaci mira all'Unesco. Poi a casa per un altro lavoro.


Lo stato della mobilità isolana è tra i peggiori in Europa:

Lo stato della mobilità isolana è tra i peggiori in Europa:

Tre miliardi di euro destinati alla mobilità siciliana rischiano di essere sottratti e deviati altrove. Un’ipotesi tanto grave quanto inaccettabile che, se confermata, rappresenterebbe un autentico scippo ai danni della Sicilia, dei suoi cittadini e delle sue imprese. A lanciare l’allarme è CNA Fita Sicilia, che denuncia con forza la possibile sottrazione di fondi fondamentali per il rilancio infrastrutturale dell’isola. Le risorse in gioco non sono “marginali”: si tratta di 900 milioni per la manutenzione delle strade, la mobilità sostenibile e la rigenerazione urbana, 34 milioni per le arterie gestite dai liberi consorzi, e ben 2 miliardi destinati all’alta velocità ferroviaria e alla rete autostradale. “Se questi fondi - afferma Salvatore Ranno, presidente di CNA Fita Sicilia - dovessero essere spostati su altri territori, come pare stia accadendo, non si tratterebbe di una semplice rimodulazione tecnica, ma di una precisa scelta politica che condanna la Sicilia al degrado e all’isolamento infrastrutturale”. Lo stato attuale della mobilità isolana è infatti tra i peggiori in Europa: 20.000 km di strade in condizioni disastrose; 600 km di autostrade cronicamente “in cura”, con cantieri infiniti e viabilità a singhiozzo; la Catania-Palermo, arteria vitale, è un percorso a ostacoli; la Modica-Catania-Messina, nonostante interventi recenti, presenta già interruzioni e gallerie non agibili per i mezzi ADR fino a luglio.

E mentre i porti siciliani crescono per traffico merci e turismo, i collegamenti interni non reggono il passo: il 70% delle merci entra ed esce dall’isola con il sistema intermodale gomma-mare, ma senza un’adeguata rete stradale e logistica tutto si complica. Le imprese pagano il prezzo più alto in termini di costi, ritardi e competitività.

“Ogni euro sottratto alla Sicilia è una coltellata al futuro dei nostri giovani, delle nostre imprese, del nostro territorio – dichiarano i coordinatori regionali Giorgio Stracquadanio e Daniela Taranto. Le infrastrutture non sono un optional: sono il fondamento dello sviluppo. Senza strade sicure, porti moderni, ferrovie veloci, non c’è alcun rilancio possibile”.

La CNA Fita Sicilia chiama in causa la politica tutta: “Ci dicano chiaramente cosa intendono fare - concludono Stracquadanio e Taranto - ci dicano se accetteranno in silenzio lo scippo o se alzeranno la voce per difendere il diritto della Sicilia a crescere, a connettersi, a respirare”.

Senza investimenti strutturali, la Sicilia resterà un’isola anche nello sviluppo. La CNA Fita Sicilia non ci sta. I trasportatori non ci stanno. Nessuno che abbia a cuore il futuro di questa terra dovrebbe starci.