Niente voli fino all'estate 2026

Niente voli fino all'estate 2026

Come era facile prevedere l'aeroporto di Comiso ha di fronte un anno di astinenza quasi totale con pochissimi voli se non addirittura nessuno in certi giorni. Lo avevo scritto e ripetuto più volte che non ci sarebbe stata alcuna  novità per l'estate 2025 e neanche per il prossimo inverno. L’avviso pubblico della Sac, dopo tanto clamore, ha portato all’attivazione di  "importanti" dicono loro, nuove rotte internazionali per lo scalo ibleo: Volotea aveva già avviato la rotta operativa in questa estate, con frequenza settimanale, per Lille, e andrà avanti fino al 2027 visto che potrà accedere ai contributi. Wizz Air Malta continuerà il collegamento per Tirana, arrivando a tre frequenze settimanali già dal prossimo inverno mente è bisettimanale il volo per la capitale albanese dal 23 giugno  fi La  Wizz Air Hungary invece attiverà una rotta stagionale per Katowice, con due frequenze settimanali, a partire dalla Summer 2026 e fino alla Summer 2028; EasyJet programmerà una rotta per Nizza sempre dalla prossima estate 2026 fino al 2028, con due frequenze settimanali, e una frequenza settimanale per i mesi di dicembre e gennaio delle stagioni Winter dal 2026 al 2028; Infine, EasyJet attiverà anche una rotta per Basilea, con due frequenze settimanali, a partire dalla Summer 2026 fino alla Summer 2028, e una frequenza settimanale per i mesi di dicembre e gennaio nelle stagioni Winter 2026/27 e da dicembre a marzo della Winter 2027/28.  Molte di queste destinazioni danno contributi alle compagnie aeree e quindi queste ultime vengono finanziate da una parte e dell'altra.  E' il risultato di un  pessimo e colpevole utilizzo delle risorse e una assoluta mancanza di strategie adeguate. Negli ultimi 2 anni l'aeroporto con la questa gestione  ha fatto davvero karakiri.
Dunque ora bisogna mettersi l'anima in pace. In extremis è stato fatto tutto quello che si poteva fare, naturalmente in ritardo,  e solo dopo una enorme pressione mediatica  ma le responsabilità restano  e devono essere evidenziate. Nessuno dei veri colpevoli potrà dire di aver agito per il meglio e la gente lo deve sapere.

Riconfermato Agen. Intanto....

Riconfermato Agen. Intanto....

La ricostruzione della Cam Com del Sud Est parte da Confcommercio che vanta il maggior numero di imprese inscritte. In attesa di guardare alla ricostruzione della Sac che è la più ambita dai catanesi, Pietro Agen  è stato riconfermato presidente dell'associazione di categoria più rappresentativa. Lo ha deciso l'assemblea generale per il rinnovo degli organi sociali a cui hanno partecipato oltre 850 imprese associate. Come da lui stesso annunciato, per Agen si tratta del "secondo e ultimo mandato", che "guiderà con impegno, visione e determinazione". "C'era una lista unica - ha detto il presidente - quindi vincere era molto facile. Mi sarebbe piaciuta la competizione, sono da sempre uno sportivo. Evidentemente ha avuto un peso, non tanto il mio nome, quanto la squadra che ho messo insieme, che è impressionante perché va dal piccolissimo imprenditore a quello grandissimo. Ma Confcommercio guarda con attenzione a quello che sta accadendo alla Sac in questi giorni, dove probabilmente verrà nominato dal commissario, come maggiore azionista, il nuovo CDA. SE è vero quello che si dice in giro, ma già stasera si saprà, Il Commissario Belcuore, certamente ben spalleggiato, procederà senza indugio a riconfermare Torrisi, criticatissimo amministratore della società aeroportuale. Agen ha detto di non essere contento di questa ipotesi e, se accadesse, si darà da fare per  tornare indietro con l'appoggio del nuovo e legittimo consiglio camerale. Ricordiamo che la Cam Com del Sud Est è proprietaria di almeno 5 quote su 8 e quindi è il  maggiore azionista

 


“Vigilando in Sicurezza”

“Vigilando in Sicurezza”

Conclusa con un bilancio più che positivo la manifestazione “Vigilando in Sicurezza”, che nei giorni 6 e 7 giugno ha trasformato Piazza Libertà in un laboratorio a cielo aperto di educazione civica, sicurezza stradale e solidarietà. Un’iniziativa che ha saputo coniugare intrattenimento e formazione, attirando centinaia di famiglie, studenti e cittadini di ogni età. Un fiume di presenze e partecipazione attiva delle scuole A rendere ancora più significativa l’iniziativa è stata la straordinaria partecipazione degli istituti scolastici della città, con tantissimi alunni protagonisti delle attività educative. Le aree “Pompieropoli” e “Driving Educational” sono state letteralmente prese d’assalto da bambini e ragazzi, guidati con entusiasmo e professionalità dai Vigili del Fuoco e dalla Polizia Locale di Ragusa. Attraverso giochi, simulazioni e percorsi didattici, i più giovani hanno potuto toccare con mano il valore delle regole, della prevenzione e del rispetto degli altri.

Grande riscontro anche per gli appuntamenti serali: venerdì sera l’energia dei “Picciotti di Vasco” e la comicità di Andrea Barone hanno animato la piazza, mentre sabato il tributo ai Pink Floyd, impreziosito dalla partecipazione del Coro Mariele Ventre, ha regalato momenti di pura emozione, prima della chiusura affidata al sorriso coinvolgente di Massimo Spata.
Cuore solidale: raccolta fondi per “Raggio di Sole” e “Così Come Sei”
Importante anche il lato solidale della manifestazione. La raccolta fondi a favore delle associazioni “Raggio di Sole” e “Così Come Sei”, impegnate quotidianamente nel sostegno ai più fragili, ha raccolto numerose adesioni, segno di una cittadinanza sempre più sensibile e partecipe.
“Vigilando in Sicurezza” si conferma un evento capace di parlare a tutti con il linguaggio dell’educazione, del gioco e della condivisione, mettendo al centro i valori della legalità e dell’inclusione. Una scommessa vinta, che merita continuità nel tempo


Il partenariato fatto come si deve.

Il partenariato fatto come si deve.

A Ragusa sono ancora calde le polemiche sul partenariato un pò farlocco, messo in piedi dal Comune sulla gestione del Castello di Donnafugata. Noi stessi ci siamo lamentati del metodo scelto dal sindaco che ha prima permesso ad una società privata, in assoluto segreto, di informarsi, chiedere ai funzionari, stilare progetti e poi, solo dopo le insistenze dell'opinione pubblica si è passato al bando per il partenariato.  La notizia è che sono disponibili, sul portale Tuttogare del dipartimento regionale Tecnico, le nuove risposte alle domande più frequenti ("Faq") sul partenariato pubblico-privato voluto dalla Regione  per rilanciare i complessi termali di Acireale, in provincia di Catania, e di Sciacca, nell’Agrigentino. Nei documenti vengono fornite informazioni dettagliate su aspetti relativi agli avvisi esplorativi voluti dal governo Schifani e rivolti alle aziende. Tra i quesiti affrontati, c’è quello sulla durata minima e massima della concessione dei complessi immobiliari, al momento non fissate. Saranno i singoli operatori economici partecipanti agli avvisi a proporre autonomamente, nel rispetto di quanto previsto dal Codice degli appalti, la durata più funzionale in base al progetto presentato e agli investimenti previsti.
Altro tema affrontato, è la realizzazione di eventuali infrastrutture pubbliche esterne al perimetro dei complessi termali ma indispensabili, secondo il progetto finale, per la funzionalità. Nelle "Faq", viene chiarito che le spese saranno sostenute dalla Regione con risorse finanziarie aggiuntive.
Altro aspetto è quello della cumulabilità con altre fonti finanziarie. L’operatore economico potrà accedere a ulteriori risorse pubbliche, rispetto a quelle già disponibili.
Il termine per presentare le proposte di partenariato pubblico-privato per il rilancio delle terme di Acireale e Sciacca è stato recentemente prorogato dal dipartimento delle Attività produttive al 30 settembre prossimo, dando così agli operatori economici quattro mesi di tempo in più per completare gli adempimenti richiesti dagli avvisi.
Come si vede questo bando per le terme brilla per trasparenza al contrario di quello messo i piedi da comune che invece fin dal primo momento ha mostrato diverse criticità. E ancora dobbiamo vedere come finisce.

Il primo caldo e lo shock termico

Il primo caldo e lo shock termico

“La Regione Sicilia emani subito l’ordinanza salvavita per le lavoratrici e i lavoratori dei settori, come edilizia e agricoltura, dov’è più alto il rischio di choc termico. Altrove, ad esempio nel Lazio, è già in vigore il provvedimento che vieta pure per quest’anno ogni attività lavorativa in campi, serre e cantieri edili nelle ore di punta delle giornate con allerta per ondate di calore”.
        La richiesta arriva dai segretari generali di Feneal-Uil e Uila-Uil Sicilia, Nino Potenza e Nino Marino. Gli esponenti delle due organizzazioni di categoria si rivolgono “al presidente Renato Schifani, cui va dato atto – affermano – di essere stato il primo nella nostra Isola a rispondere il 17 luglio del 2024, dopo anni di battaglie sindacali, al nostro appello e di avere firmato in quella data un primo provvedimento scaduto il 31 agosto che vietava ogni attività lavorativa nei settori agricolo e florovivaistico, edile ed affini in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16.00, nei giorni e nelle aree nelle quali la mappa del rischio segnala un livello di rischio alto”.
         “Considerato che le temperature sono già in progressivo aumento – aggiungono Marino e Potenza – ci attendiamo che l’ordinanza della Regione arrivi nelle prossime ore, senza attendere oltre, in considerazione della minaccia rappresentata dall’elevata temperatura, dall’umidità e dalla prolungata esposizione al sole per l’incolumità e la vita di lavoratrici e lavoratori”.
        I segretari di Feneal e Uila concludono “ricordando alle imprese come il testo unico sulla salute e la sicurezza dei lavoratori indichi tra gli obblighi del datore di lavoro la valutazione del rischio microclima insieme alle misure di prevenzione e protezione utili a eliminare o limitare le minacce da stress termico”. Marino e Potenza segnalano, peraltro, che le aziende possono richiedere la cassa integrazione guadagni ordinaria nel caso di temperature elevate, anche solo percepite.

PNRR: 110 milioni di euro per il reclutamento di consulenti esterni

PNRR: 110 milioni di euro per il reclutamento di consulenti esterni

A quanto pare gli annunci trionfanti della Regione  sull'avanzamento nella realizzazione dei progetti dei fondi PNRR non sono veritieri. Gli organi di stampa infatti denunciano l'imminente spesa di ben 110 milioni di euro per il reclutamento di consulenti esterni da parte della Regione Siciliana. Si tratterebbe di denaro destinato ad “aiutare” gli uffici pubblici a spendere i fondi europei.  E quindi,  mentre la Sicilia si trova ancora drammaticamente ferma a meno del 2% della spesa relativa al Fondo Sociale Europeo (programmazione 2021-2027), si decide di impiegare una cifra colossale per assumere consulenti con parcelle che sfiorano gli 800 euro al giorno, anziché intervenire strutturalmente sulla macchina burocratica. Ci sembra pertinente la lamentela del Codacons Sicilia che esprime sconcerto per l'ennesimo paradosso amministrativo.  «È del tutto irrazionale dice il  Codacons – che, per accelerare la spesa di fondi pubblici, si debbano prima spendere cifre esorbitanti per pagare super-consulenti. In un momento storico in cui la pubblica amministrazione soffre una grave carenza di personale stabile e qualificato, invece di bandire concorsi pubblici per rafforzare gli organici o formare soggetti competenti, si continua a percorrere la strada più costosa della consulenza esterna». L’impiego di oltre 250 esperti per attività che – se la Regione funzionasse – dovrebbero rientrare nella normale operatività dei dipartimenti, rappresenta una sconfitta del sistema amministrativo e della politica regionale. È l’ammissione palese di un fallimento gestionale. Piuttosto, si dovrebbe attuare un piano straordinario di reclutamento interno, con concorsi pubblici che offrano nuove opportunità ai giovani siciliani e rafforzino la capacità ordinaria dell’amministrazione. D’altra parte, continuare a gestire la programmazione europea come un affare privato – con incarichi esterni milionari – oltre che a creare una nutrita schiera di amici, non può che produrre ritardi, dispersione di risorse e un aggravio ulteriore per i siciliani.  Il Codacons Sicilia dichiara anche di essere intenzionato a trasmettere una segnalazione alla Corte dei Conti per verificare se la gestione delle risorse europee sia conforme ai principi di efficienza, economicità e buon andamento dell’azione amministrativa.


Se siamo ciò che mangiamo.

Se siamo ciò che mangiamo.

Allora per stare in salute dobbiamo essere certi che il nostro cibo sia, oltre che in grado di fornirci il giusto apporto nutrizionale, sicuro. Le malattie di origine alimentare sono infatti spesso di natura infettiva o tossica, dovute a virus, batteri o sostanze chimiche che entrano nel corpo attraverso i cibi. Il rischio può annidarsi in ogni anello della catena della filiera produttiva, dalla produzione fino alla distribuzione, per cui a protezione della nostra salute sono necessarie normative rigorose, una rete di sorveglianza e misure di prevenzione e controllo, oltre a buone pratiche igieniche nel settore alimentare e consapevolezza e attenzione da parte dei consumatori. C’è un’agenzia dell’Unione europea che si occupa di sicurezza alimentare e ha sede in Italia, a Parma. E’ l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), incaricata di fornire consulenza scientifica indipendente su tutte le questioni connesse alla sicurezza alimentare. Il compito dell’Efsa è di analizzare i rischi lungo l’intera catena alimentare – dagli alimenti per animali ai prodotti destinati al consumo umano – al fine di tutelare la salute dei cittadini, il benessere animale e l’ambiente. Collabora con gli Stati membri, le istituzioni europee e vari stakeholders per garantire decisioni fondate sulla scienza e una comunicazione trasparente. In occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare, leggiamo un'intervista a Barbara Gallani pubblicata sul giornale on line Interris ,  “Quando parliamo di sicurezza alimentare, ci riferiamo alla garanzia che un alimento non rappresenti un pericolo per la salute del consumatore. Significa che quel cibo è stato prodotto, conservato e trasportato secondo regole precise, che è stato controllato, e che non contiene sostanze dannose, come batteri patogeni, residui chimici o contaminanti. La sicurezza alimentare è quindi una condizione imprescindibile che riguarda la salubrità di ciò che mettiamo sulle nostre tavole”. “Da questo punto di vista, possiamo dire che il cibo disponibile sul mercato dell’Unione europea è tra i più sicuri al mondo. Il sistema di sicurezza alimentare dell’Ue è estremamente rigoroso: esistono normative dettagliate, una rete di sorveglianza solida e ben organizzata e un lavoro continuo di valutazione scientifica. Di fatto, i cittadini europei possono contare su un livello di protezione molto elevato”. “Negli ultimi anni si è parlato spesso di un aumento delle zoonosi, cioè di quelle malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo, anche attraverso il cibo. Microrganismi patogeni come Salmonella, Listeria o Escerichia coli possono contaminare gli alimenti in vari punti della filiera.  Per monitorare questi rischi e proteggere la salute dei consumatori, l’EFSA, in collaborazione con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), pubblica annualmente il One Health Report, un rapporto che raccoglie e analizza i dati di sorveglianza e monitoraggio forniti dagli Stati membri sull’incidenza di infezioni zoonotiche e agenti zoonotici negli esseri umani, negli alimenti, negli animali e nell’ambiente, nonché sui contaminanti microbiologici negli alimenti. L’obiettivo è identificare tempestivamente le minacce sanitarie emergenti, valutare le tendenze delle zoonosi e migliorare le misure di prevenzione e controllo lungo tutta la catena alimentare”. “La filiera produttiva europea presta un’attenzione sempre maggiore al benessere animale e alla sostenibilità ambientale. Il rispetto delle condizioni di vita degli animali da allevamento rappresenta un elemento centrale delle politiche agroalimentari dell’Unione europea, sia per motivi etici sia perché animali allevati in ambienti adeguati tendono ad essere più sani, riducendo così il rischio di malattie e la necessità di ricorrere agli antibiotici. In questo ambito, l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) svolge un ruolo fondamentale, fornendo consulenze scientifiche indipendenti volte a migliorare le pratiche di allevamento, trasporto e macellazione, nel rispetto delle esigenze fisiologiche e comportamentali degli animali. Il benessere animale è strettamente legato anche alla sostenibilità ambientale: garantire un’alimentazione equilibrata, spazi adeguati, ambienti più naturali e sistemi di allevamento meno intensivi non solo favorisce la salute degli animali, ma contribuisce anche a ridurre l’impatto ambientale dell’intera filiera”. Ma l’opinione pubblica europea è sensibile e attenta a questo tema? “L’interesse dei cittadini europei verso la sicurezza alimentare è elevato. Molti consumatori mostrano consapevolezza riguardo ai rischi legati al consumo di determinati prodotti e sono sempre più attenti all’origine degli alimenti, agli ingredienti e alla trasparenza delle etichette. Questioni come l’uso dei pesticidi, gli additivi, il benessere animale e la sostenibilità ambientale incidono sempre più sulle scelte di consumo. L’Efsa conduce, ogni tre anni, uno studio approfondito dell’opinione pubblica nei confronti della sicurezza alimentare. L’Eurobarometer 2025 sulla sicurezza alimentare verrà pubblicato nei prossimi giorni”. Quali sono gli impatti degli effetti del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare?  “Il cambiamento climatico sta influenzando sempre di più la sicurezza alimentare. L’aumento delle temperature, la maggiore frequenza di eventi estremi come alluvioni o siccità e le modifiche nei cicli biologici delle colture e degli animali creano nuovi rischi, sia dal punto di vista della produzione che della sicurezza del cibo.  Queste condizioni possono infatti favorire la diffusione di nuovi agenti patogeni o di contaminanti ambientali. È una sfida aperta su cui la scienza e le istituzioni stanno lavorando per prevedere, prevenire e gestire le conseguenze. In questo contesto, l’EFSA valuta come i cambiamenti climatici possano influenzare i pericoli biologici e chimici lungo la catena alimentare, e sviluppa strumenti scientifici per aiutare a proteggere meglio la salute dei consumatori”.


Regolamentare la viabilità a Marina di Ragusa

Regolamentare la viabilità a Marina di Ragusa

“A seguito degli incontri svolti con esercenti e residenti di Marina -dichiara
l’assessore alla Mobilità e alla Polizia locale, Giovanni Gurrieri - procediamo con
una prima ordinanza estiva per regolamentare la viabilità della frazione.
Al di là della regolamentazione di alcuni tratti di vie adiacenti al Lungomare (es. via
Citelli), le principali novità sono soprattutto due.
La prima riguarda la vivibilità di via Brin, che a partire da domani sarà
pedonalizzata dalle ore 19.00 alle ore 06.00 nel tratto compreso tra via Vasco de
Gama e via Del Mare. Questa disposizione sarà in vigore nei giorni festivi e
prefestivi dei mesi di giugno e settembre, e ogni giorno a luglio e ad agosto. Sono
ovviamente autorizzati al transito tutti gli aventi diritto indicati nell’ordinanza.
La seconda riguarda il divieto di transito di biciclette e monopattini sul lungomare e
nelle zone pedonali. Dal 1 luglio al 30 settembre, dalle 20.00 alle 06.00, in queste
aree potranno solo essere spinti a mano.
Ricordo che dal 15 luglio, nei giorni festivi e prefestivi, sarà attiva dalle 20.00 alle
03.00 la Ztl di Marina di Ragusa. Rimarranno validi i pass già rilasciati e le istanze
già presentate tramite il portale ragusapass.it, oggetto di rinnovamento.
Nei prossimi giorni forniremo una comunicazione specifica in merito e un tutorial
che spiegherà come presentare nuove istanze in pochi click.
Per informazioni è possibile inoltre rivolgersi ai front office del Comando di Polizia
Locale di Ragusa (dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 12.00; martedì e giovedì
anche dalle 15.00 alle 17.00) e della Delegazione di Marina sita in via Brin (dal
lunedì al giovedì, dalle 09.00 alle 12.00).”

lio


Coltiviamo l'Italia.... dei Fratelli d'Italia

Coltiviamo l'Italia.... dei Fratelli d'Italia

Si è tenuto questo pomeriggio, venerdi' 6 giugno, presso il Savini Bar di Ragusa l'evento di Fratelli d'Italia “Coltiviamo l'Italia” che ha inteso fare il punto sulle azioni del governo Meloni per il sostegno, la crescita e la tutela del settore primario. Una sala gremita di imprenditori, agricoltori, allevatori,  pescatori e rappresentanti delle categorie ha avuto modo di ascoltare e di confrontarsi con i diversi esponenti di Fratelli d'Italia presenti.
Sono intervenuti, tra gli altri, il responsabile regionale del Dipartimento Agricoltura di FdI, Avv. Gabriella Regalbuto, il Commissario regionale del partito, On.le Luca Sbardella, il Vice Capogruppo Fdi al Senato, Sen. Salvo Sallemi, il Capogruppo di FdI all’Assemblea regionale siciliana, On.le Giorgio Assenza, il Presidente della Commissione Agricoltura al Senato, Sen. Luca De Carlo, il Capogruppo di FdI in Commissione Agricoltura al Senato, Sen. Salvo Pogliese, il Capogruppo di FdI Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, On.le Marco Cerreto e  il responsabile del Dipartimento Agricoltura del partito, il deputato On.le Aldo Mattia.“Abbiamo avuto modo di dare la concreta dimensione – dice il senatore Salvo Sallemi - a una platea numerosa e interessata, dell’impegno del Governo Meloni per il settore primario. Da inizio legislatura sono stati stanziati 11 miliardi di euro per il settore: mai nella storia della Nazione così tante risorse. E poi la difesa del Made in Italy e il contrasto all’italian sounding e alle contraffazioni alimentari; l’aumentata capacità di spesa delle risorse disponibili passata dal 57% del 2022 al 79% del 2024 che hanno fatto dell’Italia la prima nazione UE per valore aggiunto dell’agricoltura lo scorso anno. Sul territorio abbiamo dato risposte importanti, penso al Mercato di Vittoria ove ha aperto una sede dell'Ispettorato repressione frodi e agli importanti finanziamenti arrivati di concerto con il governo regionale. Il Dl Agricoltura ha rappresentato uno strumento importante, da 500 milioni, per la moratoria dei mutui per agricoltura e pesca e per nuovi interventi contro le pratiche sleali con il monitoraggio del costo medio di produzione”.


Addizionale comunale. Ora si che decolliamo!

Addizionale comunale. Ora si che decolliamo!

L'Assemblea regionale siciliana ha approvato la mini manovra finanziaria che prevede la cancellazione della tassa addizionale comunale sui biglietti aerei per i quattro aeroporti minori siciliani di Comiso, Trapani, Pantelleria e Lampedusa. E' un poco come dire spogliamo Cristo per vestire la Madonna dato che l'addizionale serviva ai comuni che sono tutti alla canna del gas. Secondo Nico Torrisi questa decisione segna un passo decisivo per il rilancio del settore e stimolerà la crescita economica della regione.  Ad esempio, con l’abolizione di questa tassa,  l’aeroporto di Comiso potrà beneficiare di una spinta significativa per la sua competitività. La misura offre un'opportunità importante per attrarre compagnie aeree, incrementare il numero di voli e generare ricadute positive per il nostro territorio, dal turismo alle imprese locali. Sempre secondo Torrisi  il risultato è frutto di una sinergia tra le Istituzioni regionali ed è "doveroso"  ringraziare il Presidente Schifani e l'assessore Aricò. Ora, grazie alla pubblicazione dei bandi per la continuità territoriale la cancellazione della tassa, per Comiso si prospetta un futuro radioso considerando che sono stati inoltre stanziati 47 milioni di euro per il potenziamento delle infrastrutture aeroportuali. Di questi, 20 milioni saranno destinati alla realizzazione della piattaforma cargo, mentre altri 27 milioni sono previsti nell’ambito del piano FSC 2021–2027 per ulteriori interventi di sviluppo. Sono poi previsti investimenti specifici per potenziare i collegamenti intermodali, un passaggio cruciale per favorire la crescita e l’integrazione del nostro territorio. Così ha detto Torrisi. Non è la prima volta che sentiamo il termine radioso  ma c'è ben poco di nuovo. L'addizionale era un pallino della Ryanair che ha quasi ricattato la Regione riuscendo poi ad ottenere questo risultato. Sono pochi spiccioli   ma la compagnia irlandese che viaggia a milioni di passeggeri anche un euro fa brodo.  Per le altre è poca roba. Ma Ryanair a Comiso non c'è, a meno che Torrisi non abbia notizie diverse. Per il Cargo ormai tutti sanno che si tratta di soldi buttati, almeno per ora, che non contribuiranno a far crescere i passeggeri. Diverso invece il discorso se si intende intervenire con i 27 milioni del FSC sulla struttura a partire dai check in ed altro.