Metodo Schifani per il caro voli
Metodo Schifani per il caro voli
Tg dell'8 novembre
Tg dell'8 novembre
Nell'Indice: Migranti e guerra in Ucraina. Controllo delle targhe a Ragusa. La storia delle carote d'Abruzzo. Intervista a Pippo Zarba dei concessionari al mercato di Vittoria. L'educazione civica. Sostiene Pe..ppe Lizzio. Contrasto al Bullismo. Intervista al questore. Emaia e Godot. Il calendario dei Carabinieri.
Telecamere sulla città
Telecamere sulla città
Alla presenza del Questore, del Comandante provinciale dei Carabinieri, del Comandante provinciale della Guardia di Finanza e del Comandante della Polizia Municipale, stamani nella Sala Biblioteca della Prefettura, il Prefetto di Ragusa,
Giuseppe Ranieri, e il Sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, hanno presentato alla città il nuovo sistema di telecontrollo con lettura targhe.
La mappatura delle telecamere ad alta definizione con l’individuazione di varchi è stata attentamente valutata dapprima in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e successivamente in Riunioni Tecnico Operative con la locale
Questura e con il supporto tecnologico della competente Zona Telecomunicazioni. Il Prefetto ha premesso che il progetto, come sopra realizzato, sarà sottoposto ai competenti Uffici Centrali del Ministero dell’Interno per l’autorizzazione al collegamento al Sistema Centralizzato Nazionale Targhe e Transiti. Ha aggiunto il Prefetto che l’iniziativa, realizzata dal Comune di Ragusa, merita un
particolare riconoscimento per la peculiarità, specificità e livello tecnologico della misura passiva attuata, sicuro elemento di deterrenza e contrasto a possibili forme di criminalità.
“Grazie anche alla collaborazione della Prefettura e delle Forze dell’Ordine - ha proseguito il Sindaco - da oggi Ragusa è a tutti gli effetti una città più sicura. L’impianto di videosorveglianza è costituito da 13 telecamere, che presiederanno i punti di accesso e uscita del territorio urbano cittadino ma anche delle frazioni di Marina di Ragusa e San Giacomo: nessun mezzo ricercato potrà fare accesso senza
essere segnalato e allo stesso modo un’auto rubata in città non potrà uscire senza essere ripresa da strumenti in grado di farlo anche in caso di nebbia, luci abbaglianti, forti velocità, cambio di corsia. Ogni telecamera, che di per sé è già antisfondamento, sarà a sua volta monitorata da un’altra telecamera, così da evitare ogni ipotesi di manomissione. Trova così compimento un progetto presentato al Piano nazionale sicurezza stradale e finanziato con fondi del bilancio comunale per oltre 150.000€ e dalla Regione per ulteriori 170.000€.”
“Soltanto sapere che Ragusa è dotata di uno strumento così avanzato – ha concluso l’assessore alla Polizia Municipale, Giovanni Gurrieri - è già un deterrente alla criminalità. Il nostro impegno, però, non si ferma qui: siamo già al lavoro per potenziare ulteriormente il sistema sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Il passo successivo, infatti, è prevedere l’ausilio dell’intelligenza artificiale, capace di rilevare automaticamente attività insolite e di avere filtri di ricerca non solo per targa ma anche per elementi visivi.”
I panni sporchi si lavano in famiglia. A proposito di continuità!
I panni sporchi si lavano in famiglia. A proposito di continuità!
Nel consiglio comunale di Ieri c'è stato un simpatico siparietto nel quale più esponenti dell'amministrazione, a detta dei presenti, hanno invitato i consiglieri, che solitamente presentano interrogazioni anche pungenti, ad agire con più diplomazia. Insomma vorrebbe la compagnie di Cassì non essere attaccata frontalmente ma se c'è qualcosa che non va discuterne in sede separata senza far trapelare un minimo di contestazione. Non è una bella cosa e sarebbe proprio da sciocchi, per le opposizioni, cedere a questa stranissima richiesta perchè vorrebbe dire fare il gioco di chi governa. Tutto a posto anche se niente è in ordine ma così non ci sarebbero lamentele ufficiali. Di questo avremo modo di parlare anche in tv ma sul tema vorrei proporvi questo pezzo dell'amico Peppe Lizzio che fa riferimento alla tante osannata continuità amministrativa che secondo Lizzio appunto è ben lontana da essere ... continua!! Ecco il suo pezzo
AAA Continuità amministrativa cercasi.
La campagna elettorale dello scorso maggio, quella che ha portato al rinnovo del Consiglio Comunale e alla rielezione del Sindaco di Ragusa, ha avuto un ben preciso leitmotiv: la "continuità amministrativa".
Si è chiesto il consenso, da parte del Sindaco uscente ai propri elettori, sul compimento e sulla conclusione delle molteplici attività fino a quel punto messe in atto.
Sulla base dei risultati elettorali questo messaggio è stato apprezzato e premiato dall'elettorato ragusano.
Ma a quasi sei mesi di distanza dalle elezioni, questa tanta sbandierata continuità in cosa si è effettivamente si sostanzia?
Di cosa la Città ha beneficiato?
Trovare la risposta a tali legittime domande è veramente difficile, poiché non molto nell'ambito dell'attività amministrativa è stato concretizzato in termini di continuità in questi mesi.
Escludendo il fatto che per certe opere pubbliche non si hanno notizie della data di inizio (parcheggio multipiano di Ibla,) e di altre non se ne conoscono i tempi di completamento (Teatro Marino), il vero punto fondamentale è un altro.
La nuova Giunta Municipale di questo Cassi 2.0 presenta solo due Assessori (Giuffrida e Iacono) già presenti nella precedente Giunta, gli altri sette Assessori sono di nuova nomina, frutto dell'appartenenza del Sindaco Cassi ad una coalizine di movimenti più o meno "civica".
Alcuni dei nuovi Assessori hanno ricevuto deleghe importanti e che hanno un forte impatto sulla vita quotidiana dei cittadini.
In particolare tre nuovi Assessori Massari, Gurriei e D'Asta hanno palesato un importante desiderio di apportare un proprio imprinting nella loro azione amministrativa.
Massari, in forza alle sue importanti deleghe, fin da subito, si è speso nei tanti incontri conoscitivi organizzati con le varie categorie produttive e da ultimo con l'evento "Stati generali dell'economia ragusana" tenutosi il 20 e 21 ottobre, ha dimostrato di voler dare, per il prosieguo della sua azione amministrativa, una nuova linea nell'importante settore dello sviluppo economico a Ragusa.
L'Assessore Gurrieri, nei primi mesi d'incarico, in maniera pilatesca, si è ben guardato dall'intervenire su tematiche calde quali ZTL e relative multe ad Ibla, e solo recentemente ha dichiarato di volersi affidare, per i prossimi due anni, ad una società di consulenza per il centro storico, in modo da monitorate la situazione con l'obiettivo di attuare programmi di riqualificazione urbana.
Ha poi aperto a una collaborazione con un totem della politica ragusana come l'On. Giorgio Chessari, chiamato per "valorizzare la bellezza di Ibla".
Tutte mosse volte a dare una sua connotazione all'Assessorato ai centri storici.
L' Assessore D'Asta sin da subito, in forza della sua buona conoscenza del mondo social, ha cercato di mettere in evidenza il suo operato in un quadro oggettivamente difficile a Ragusa per quanto concerne il settore rifiuti, micro discariche nel centro storico e decoro urbano.
Ha iniziato, altresì, un'importante fase di ascolto finalizzata ad acquisire importanti elementi per quello che sarà il suo computo più importante, ovvero la redazione del nuovo bando di gare per l'appalto della raccolta rifiuti a Ragusa, poiché l'attuale è in scadenza nell'ottobre del 2024.
Altro ambito dove l'' Assessore D'Asta sarà impegnato a dare prova di una vera discontinuità amministrativa sarà il tema della transizione ecologica ed energetica, non è più sostenibile che Ragusa spenda annualmente per acquisto di energia elettrica la non indifferente somma di €19.598.429,17.
Se la superiore analisi è corretta, non si può non concludere che della tanto decantata "continuità amministrativa" ben poco è emerso, e se queste sono le premesse, ben poco emergerà in futuro.
Il tutto ha rappresentato un slogan elettorale ben riuscito a cui i Ragusani hanno semplicisticamente ed in buona fede creduto.
Sugli altri nuovi Assessori della Giunta Cassi potremmo prendere in prestito la teminologia delle previsioni metereologiche e dire dato "non pervenuto".
Calma piatta, il nulla, in termini di attività amministrativa significativa.
Dato, questo si , in piena continuità con la precedente Giunta Comunale.
La verità di Confcommercio
La verità di Confcommercio
“In Italia, in Sicilia, in questo momento, il lavoro c’è. Mancano alcuni lavoratori. Non solo relativamente alle competenze ma anche
relativamente alla voglia di mettersi in gioco in determinati ambiti come quelli che, nella maggior parte dei casi, sono coperti e rappresentati dalla nostra organizzazione”. E’ quanto sostenuto oggi pomeriggio da Guido Lazzarelli, direttore centrale per le
Politiche del lavoro e welfare di Confcommercio nazionale, aprendo i lavori della terza conferenza di sistema regionale che oggi, al Verdura resort di Sciacca, ha centrato l’attenzione sul momento riservato a direttori e dipendenti del sistema territoriale. Due i
tavoli tecnici, dopo l’apertura dei lavori curata dal direttore regionale Confcommercio Sicilia, Enzo Costa. Il primo, che ha visto la presenza di Lazzarelli, ma anche di Liliana Astrologo di Edenred e Leonardo Cotronei di Wind Tre, ha soffermato la propria
attenzione su “Lavoro e welfare: scenari presenti e futuri”. Il secondo, invece, ha analizzato i contorni di Confcommercio 5.0 con Luciano Gaiotti, direttore centrale Politiche e servizi per il sistema Confcommercio nazionale e direttore Edi Confcommercio, il digital innovation hub dell’organizzazione di categoria, e Fabio Fulvio, responsabile settore Marketing, innovazione e internazionalizzazione di
Confcommercio nazionale. La questione principale, è stato rilevato, e questo è ancora
più evidente sul territorio siciliano, è che esiste prima di tutto un problema di scarsa
consapevolezza. Come se non bastasse, le imprese più mature dal punto di vista della
consapevolezza incontrano un successivo scoglio dato dalla scarsa alfabetizzazione
digitale e dalla mancanza di competenze sia tra i dipendenti che tra gli imprenditori.
Inoltre, le infrastrutture di connettività influiscono sui divari territoriali e sulla
competitività delle imprese. Tra l’altro, risulta fin troppo evidente che i servizi digitali
della Pubblica amministrazione costituiscono un elemento sostanziale per aumentare la
qualità della vita dei cittadini e l’efficienza delle imprese. Cosa fare per risolvere questa
impasse? Servono soggetti che si posizionano tra istituzioni e imprese, per favorire
l’innovazione e la digitalizzazione. C’è un mercato costituito principalmente da piccole
imprese considerato ad alto rischio di fallimento, con data di scadenza come ha detto
Gaiotti, se non procederanno con questa trasformazione. Per favorire questa
trasformazione, digitale e tecnologica insieme del sistema produttivo, è indispensabile
coinvolgere tutto il sistema delle imprese, dal terziario al manifatturiero.
Confcommercio a confronto..
Confcommercio a confronto..
In programma per lunedi 6 novembre e martedì 7 al Verdura resort di Sciacca la terza conferenza di sistema di Confcommercio Sicilia. Due giorni intensi di lavoro. . Due giorni per individuare le strategie necessarie ad affrontare la “permacrisi”, il rincorrersi di emergenze che mettono in ginocchio le imprese del terziario di mercato. Una due giorni per affermare la centralità della Sicilia nel futuro del Mediterraneo. Domani, in particolare, il momento riservato a direttori, dipendenti e dirigenti del sistema territoriale Confcommercio Sicilia. Alle 15,30 i saluti istituzionali e l’introduzione ai lavori di Vincenzo Costa, direttore Confcommercio Sicilia. Dalle 15,30 alle 18, al tavolo tecnico A la sessione sul tema: “Lavoro e welfare: scenari presenti e futuri”. Modera Silvia Carrara, direttrice Confcommercio Terre dell’Etna e del barocco Catania metropolitana. Intervengono Guido Lazzarelli, direttore centrale per le Politiche del lavoro e sindacali di Confcommercio nazionale (parlerà di “Confronto sugli strumenti normativi attuali e futuri al servizio della base associativa”); Liliana Astrologo, business partnership consultant Edenred (“Edenred e Confcommercio per la Sicilia”); Leonardo Cotronei, (“Analitycs, approccio strategico per orientare le decisioni aziendali”).
Il tavolo tecnico B, sempre dalle 15,30 alle 18, punterà l’attenzione sul tema “Confcommercio 5.0”. Modera i lavori Virginia Zaccaria, direttrice ff Confcommmercio Siracusa. Intervengono Luciano Gaiotti, direttore centrale Politiche e servizi per il sistema Confcommercio nazionale e direttore Edi Confcommercio (“Il digitale come strumento di resilienza e di sostenibilità delle imprese: il ruolo di Edi”);
Fabio Fulvio, responsabile settore Marketing, innovazione e internazionalizzazione Confcommercio nazionale (“Strumenti confederali a disposizione del sistema”); Francesco Bozzoni, responsabile Piramis srl (“La nuova frontiera dell’etica imprenditoriale: l’importanza della protezione dei dati sensibili”); Giovanni Randazzo, referente Ups Randazzo (“Export control e internazionalizzazione: Randazzo srl e Ups
partner di Confcommercio Sicilia per un nuovo sportello di servizi e opportunità”); Marco Ciraulo, responsabile prodotti e soluzioni Moneynet spa (“Pagamenti digitali: la via siciliana per la sostenibilità”).
Martedì 7 il momento istituzionale con la relazione di apertura del presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti; a seguire gli interventi di Patrizia Di Dio, vicepresidente Confcommercio nazionale; Giuseppe Caruana, presidente
Confcommercio Agrigento; Luca Sammartino, vicepresidente Regione Sicilia; Giuseppe Pace, presidente Unioncamere Sicilia; Nuccia Albano, assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro; Elvira Amata, assessore regionale al
Turismo, Sport e Spettacolo; Alessandro Aricò, assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità; Edi Tamajo, assessore regionale alle Attività produttive. Relazioneranno Josep Ejarque, professionista del destination marketing e destination management (“Il
Mediterraneo come destinazione turistica: quali spazi e opportunità per la Sicilia?”); Andrew Agius Muscat, Mhra ceo Mediterranean tourism foundation (“Il Mediterraneo siamo tutti noi”); Andrea Appetecchia, responsabile osservatorio trasporti e logistica
Isfort (“La Sicilia nell’evoluzione dei sistemi di trasporto nazionali e internazionali”); Francesco Tilli, senior strategic advisor Simest (“Gli strumenti Simest per la sostenibilità, la digitalizzazione e la competitività delle imprese sui mercati Meda alla
luce delle nuove catene del valore”). I lavori saranno moderati da Nino Amadore, giornalista de “Il Sole 24 Ore”. Le conclusioni affidate a Gianluca Manenti, presidente regionale Confcommercio Sicilia.
Accade alla Borsa di Paestum.
Accade alla Borsa di Paestum.
L'appuntamento di Paestum che è ormai giunto alla 25 edizione purtroppo è stato sempre "skippato", per usare un termine che piace all'amministrazione ragusana, e non se ne capisce il motivo. Il nostro territorio non sarà certo Siracusa o Agrigento ma con i suoi parchi e i musei potrebbe avere un ruolo in manifestazioni del genere. Gli appassionati di archeologia viaggiano in bassa stagione perchè sanno che è il periodo migliore per visitare monumenti e aree di interesse e magari risparmiare un po'. L'ultima presenza alla mostra di una delegazione ufficiale di Ragusa, che mi ricordi, risale a oltre 10 anni fa quando si presentò la mostra degli elmi organizzata dalla Proloco con il Comune e il Museo Pergamon di Berlino. E' chiaro che bisogna avere qualcosa di nuovo da raccontare o almeno da offrire al visitatore sotto altra forma. Tempo addietro si era parlato di un itinerario tra i parchi e i musei ma poi non se ne fece nulla. Forse se si facesse una pista ciclabile ci sarebbe maggiore interesse.
Tg del 3 novembre
Tg del 3 novembre
Nell'Indice: Il maltempo e gli interventi. Il sindaco di Pozzallo sul bilancio nazionale. L'MPA ad Agrigento. Le dichiarazioni di Lombardo. Il premierato e la notte bianca della politica. Servizio. Mal Comune con Cesare Pluchino. Intervista ai rappresentanti della ProLoco di Racalmuto
Ispica: La prima bolletta non convince.
Ispica: La prima bolletta non convince.
Continuano ad arrivare, a Ispica, bollette relative al canone idrico targate Iblea Acque. Tra l’altro, sulla scorta delle segnalazioni ricevute, gli importi di queste bollette, calcolate su stime presunte, risultano essere maggiorati rispetto al recente passato. Ecco perché gli otto consiglieri comunali di opposizione che avevano già presentato una richiesta di convocazione del civico consesso per la questione dell’iter riguardante le opere pubbliche finanziate con i fondi Pnrr, hanno formalizzato la presentazione di una nuova istanza, stavolta avente a oggetto proprio la problematica delle bollette idriche. Gli otto consiglieri (per la lista De Luca Paolo Monaca, per Rinascita Ispicese Serafino Arena e Antonella Denaro, per il Pd Gianni Stornello e per la lista Muraglie, Pierenzo Muraglie, Giovanni Muraglie, Carmelo Oddo e Angelina Sudano) chiedono di vederci chiaro e auspicano che l’intricata situazione possa essere esaminata nell’unico luogo, per la città di Ispica, deputato a ospitare dibattiti del genere, vale a dire il Consiglio comunale. Tra l’altro, due tra questi otto consiglieri comunali, vale a dire Paolo Monaca e Serafino Arena, nei giorni scorsi, unendosi ad altri sei consiglieri comunali di sei Comuni della provincia, avevano messo in rilievo una serie di anomalie circa la scelta di modalità di gestione dell’acqua pubblica che sarebbe stata fatta a discrezione della politica quando invece la scelta suddetta, piuttosto, competeva a soggetti terzi. La soluzione della gestione in house, così come indicato dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, rappresenta l’eccezione e non la regola. E per questo è stata inoltrata una segnalazione alla stessa Anac. Ora le bollette che, a Ispica, continuano ad arrivare ai cittadini senza un istante di tregua e la richiesta di chiarimento per evitare che questo disagio possa pesare sulle spalle della comunità locale già messa a dura prova da problemi di vario tipo. “E’ opportuno sottolineare – commenta il consigliere comunale di Ispica, Paolo Monaca – che i cittadini ispicesi, e ragusani in generale, non possono trasformarsi in meri finanziatori della società pubblica Iblea Acque visto che la stessa è senza capitali di fatto perché i 100.000 euro versati dai Comuni diciotto mesi fa, in fase di costituzione, sono già stati tutti spesi. Ai cittadini, prima di ogni altra cosa, interessa soprattutto potere contare su un servizio efficace ed efficiente e non più ricevere presso le proprie abitazioni bollette totalmente ai limiti della legittimità visti gli errori su letture, consumi e componenti familiari, per non dire anche di attività commerciali già chiuse da anni che, ancora oggi, hanno ricevuto le bollette in questione”.
Le piogge di novembre
Le piogge di novembre
In questi giorni stiamo assistendo a esondazioni di fiumi e allagamenti urbani. Non dobbiamo stupirci, siamo in autunno, un autunno seguito da una estate molto calda. Domani 4 novembre ricorre l'anniversario di due eventi alluvionali che a distanza di 45 anni l’uno dall’altro hanno addolorato l'Italia. L’alluvione di Firenze 1966, quando estese inondazioni e numerose frane colpirono in particolare il Trentino-Alto Adige, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e la Toscana con un bilancio complessivo di oltre 𝟭𝟯𝟬 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗶 (47 solo in Toscana), circa 400 feriti, almeno 88.000 sfollati e danni incalcolabili, specialmente quelli al patrimonio artistico di Firenze. Nello stesso giorno del 2011 ci fu l’alluvione di Genova. Solo 3 anni fa sempre in questo periodo, per l'esattezza era tra il 27e il 28 ottobre, Il centro storico di Catania rimase senza energia a causa di un blackout elettrico a seguito dell'enorme quantità di pioggia caduta in poche ore. Tutti ricordano infatti le immagini spaventose da Via Etnea trasformata in fiume in piena. Sappiamo bene che l’aumento della frequenza di questi eventi alluvionali è legata al cambiamento climatico e l’aumento esponenziale degli effetti e della gravità dei danni che questi eventi producono è legata al cattivo uso del territorio, alla pianificazione realizzata senza tener conto degli aspetti geologi e geomorfologici e della loro evoluzione e al continuo consumo di suolo. Come abbiamo detto più volte il cambiamento climatico non deve essere un alibi per giustificare i nostri errori passati e per motivare scelte future. "Ben vengano le opere di mitigazione come le casse di espansione necessarie per mettere a riparo il costruito, ma che non vengano utilizzate per urbanizzare nuove aree e mettere a rischio altri cittadini, servizi e imprese”. Ad affermarlo è Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale, intervenendo sui drammatici eventi di queste ore. In poche parole la questione è questa. In certi periodi il rischio di forti piogge è molto alto come abbiamo visto in precedenza. Ora tale rischio è più alto ma noi, gente comune e amministrazioni, che abbiamo la tecnologia in grado di far fronte a tali eventi non riusciamo a far nulla. Abbiamo letto di opere messe in cantiere 15 anni fa che dovevano essere pronte da un decennio che ancora devono essere del tutto finanziate. Il rischio idrogeologico nella nostra penisola aggravato dall'abusivismo e dall'uso del terreno assolutamente smodato è altissimo ma occorrono fondi per intervenire. fatemi fare una considerazione minimalista: con i soldi del ponte metteremmo in sicurezza un bel pezzo dell'Italia senza dover contare i morti e i miliardi che servono per ripristinare e ricostruire. Sarebbe da paese civile ma ci siamo ormai accorti che la politica ubbidisce a chi da di più in consensi e non solo.








