Tg 26 ottobre

Tg 26 ottobre

Nell'Indice: I porti finanziati ma non Pozzallo. I sindaci di Prato e Mazara del Vallo a Genova per l'ANCI: C'erano anche quelli di Ragusa. Ammatuna si lamenta della situazione sanitaria in provincia. La rubrica la Città dentro con Tonino Solarino. La ricetta del ristorante l'antica Macina. Intervista alla dott.ssa Campo sui vaccini


Come volevasi dimostrare

Come volevasi dimostrare

Proroga dei manager delle aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche siciliane fino al 31 gennaio 2024.
Lo ha deciso il governo Schifani, su proposta dell'assessore alla Salute, Giovanna Volo, per garantire la continuità gestionale e funzionale degli enti sino al completamento della procedura di selezione dei nuovi direttori sanitari e amministrativi. La proroga potrà avere una durata inferiore nel caso in cui le procedure di nomina vengano completate prima della scadenza.
La proposta è stata sottoposta alla giunta anche a seguito di un parere dell'Avvocatura distrettuale di Palermo, in risposta a una richiesta di chiarimento da parte dell'assessorato, in merito alla possibilità di incarichi da direttore ai soggetti in quiescenza.

Tg del 25 ottobre

Tg del 25 ottobre

Nell'Indice: Meteo guerra e luci di Natale. Meeting Anci. Mattrella e Meloni. La delegazione ragusana. il report di legambiente. Il prof Martinico intervistato.La santoria incredibile. Sostiene Pe..ppe Lizzio. Ribellarsi ai prezzi alti dei supermercati. Riapre lo stadio a Ragusa.


I Siciliani soffrono e alla Regione giocano.

I Siciliani soffrono e alla Regione giocano.

E' davvero grave. Ogni giorno leggiamo di situazioni critiche negli ospedali, nelle Rsa, nei PTE insomma in ogni settore della sanità e alla regione giocano a rimpiattino. Infatti non si è trovato l'accordo per la nomina dei manager che avrebbero potuto iniziare un percorso di normalizzazione delle aziende. Invece i commissari i già più volte scaduti e prorogati  resteranno ancora in carica almeno fino al 31 gennaio 2024   a patto però che la finanziaria venga approvata e che le elezioni europee saranno ancora abbastanza lontane da non “inquinare i pozzi” di una maggioranza politica che non trova mai facili intese quando c’è da fare nomine. Siamo al solito discorso del tira e molla della politica, del manuale che sia Cencelli o regionale ma che la gente comune non comprende mentre  gli addetti ai lavori della politica conoscono bene.  Vedremo adesso con quale motivazione ci sarà l’annuncio delle proroghe: probabilmente verrà tirata in ballo anche la non ancora completa definizione dell’albo dei direttori sanitari e amministrativi. Per capire meglio fatti e persone riportiamo una parte di un articolo su Live Sicilia. Intanto è necessario  sostituire  Domenico Sindoni, al vertice dell’Asp di Messina, che va in pensione e ha già comunicato la decisione ai suoi più stretti collaboratori. Dovrebbe invece essere prorogato anche il mandato di Gaetano Sirna, attuale commissario del Policlinico di Catania che sembrava in bilico. Sull’accordo politico c’è poco da aggiungere rispetto a quello che la cronaca ha raccontato negli ultimi giorni. Ad ogni incontro tra le delegazioni della maggioranza le distanze tra i partiti sono aumentate. La presunta ripartizione della torta (6 manager a Forza Italia e Fratelli d’Italia, 2 a Lega, Dc e Mpa) non regge e non reggerà nemmeno a gennaio. Soprattutto se Forza Italia, che ha già in quota l’assessore (Volo) e il direttore generale dell’assessorato (Iacolino) pretende di mettere la bandierina sull’Asp di Palermo che è il pezzo più pregiato. Ma ormai, con buona pace di tutti, la discussione scemerà fino a silenziarsi per qualche settimana.  Per gli amanti del “gossip” da corridoio, aggiungiamo: Salvatore Iacolino potrebbe gradire un “trasferimento” a un’azienda importante. L’Asp di Agrigento – tra quelle non metropolitane – è quella più ambita ed è quasi certo che l’attuale manager, Mario Zappia, nonostante il buon lavoro svolto, cederà il testimone. Zappia dovrebbe tornare in Sicilia orientale (e le liti per la successione saranno aspre). Daniela Faraoni, attuale guida dell’Asp di Palermo, potrebbe virare su Catania. Francesco Iudica, dopo la proroga all’Asp di Enna, lascerà il posto per raggiunti limiti di età. Fabrizio De Nicola, attualmente al Garibaldi di Catania, viene indicato come possibile guida del Policlinico di Palermo.  Ragusa è troppo poco importante per far parte degli accordi. Verrà data come briciola a qualche partito scontento. Anche qui manca la forza del territorio che assiste muto a questo vergognoso gioco a nascondersi mentre le richieste e i bisogni crescono...


Tg del 24 ottobre

Tg del 24 ottobre

Nell'Indice: Che vergogna. A Catania migliaia di voli in più e a Comiso niente. Report sui rischi in sanità Ne parla il dott. Lauretta. La classifica di Legambiente. Intervista al prof Catalfo dell'università di Ragusa. La questione acqua. Intervista al presidente dell'Avo di Ragusa.


Saniamo gli abusivismi

Saniamo gli abusivismi

L'on Assenza, capogruppo di Fratelli d'Italia all'Ars ha presentato una norma che in pratica va a sanare una situazione particolarmente ingarbugliata per tutte quelle costruzioni costruite meno di 150 metri dalla battigia. Qualche mese fa la stessa componente politica aveva gridato alla scandalo considerando  la norma di ui si parla come un aiuto ulteriore agli abusivi.  In sostanza cosi facendo si mette il paracadute a tutte le pratiche di sanatoria presentate in base alla legge del 1985 e fino ad oggi bocciate dalla complessa e ingarbugliata interpretazione delle leggi nazionali e regionali. Il testo, grazie alla formula dell’interpretazione autentica di precedenti norme, riapre il condono del 1985, quindi, la sanatoria nazionale, dopo le leggi che avevano introdotto i limiti di edificabilità. La più famosa risale al 1976 che aveva vietato la costruzione entro i 150 metri della battigia.  La norma di Fdi punta a salvare centinaia di migliaia di case costruite – il numero preciso non è ancora chiaro ma potrebbero essere 400mila – nei 150 metri dalla battigia fra il 1976 e il 1983, a patto che sia stata fatta domanda nel 1985. Dopo quella data, la legge Galasso ha chiuso alle case sulle spiagge, allargando il limite a 300 metri. La norma del capogruppo di Fdi Assenza ha avuto il consenso anche dai colleghi di maggioranza di Lega e Dc. L’assessore al territorio e ambiente Elena Pagana (Fdi) si è rimessa al voto della commissione. Assenza, “Spero iter possa continuare subito in aula”  E' difficile concordare con l'on Assenza su questa vicenda legale. Salvare 400 mila costruzioni abusive sul mare è davvero un'offesa all'ambiente anche se ci rendiamo conto che i proprietari vivono nell'incertezza da 40 anni. Ma si tratta pur sempre di abusivismo. Ancora peggio quando questi proprietari che, grazie a inghippi e cavilli, riescono a salvare la costruzione abusiva e la vendono a prezzi enormi oppure la sfruttano come B&B come ad esempio è accaduto a Donnalucata sul lungomare di ponente..


C'è da vergognarsi

C'è da vergognarsi

Era da tempo che non parlavo della Sac, la società di gestione dell'aeroporto di Catania. Aspettavo che la magistratura dicesse qualcosa ma come avevo ampiamente previsto il Cda è cosi bene ammanigliato che resta in sella  contro qualunque attacco. L'incendio che ha riempito di me...lma l'intera Sicilia è ormai dimenticato anzi la dirigenza ne esce ingalluzzita e soddisfatta tanto da comunicare che  nell'inverno prossimo saranno 26.312 i movimenti aerei previsti con un incremento del 20% dei voli e dell’attività dell’aeroporto di Catania.  Ma come al solito peccano di superficialità e continuano ad offendere l'intelligenza dei Ragusani . Infatti il dato viene annunciato, ed è riportato la loro in neretto, dalla Società che gestisce gli scali di Catania e Comiso. Ma ci fosse un solo volo in più per il nostro scalo! Il solito schiaffo che è dato al parente povero ostentando le migliaia di voli che ci saranno a Catania. Per rispetto ai Comisani, che sono stati raggirati nel valutare il senso dell'alleanza con Catania, non citerò tutti i dati riportati nel comunicato ribadendo che  quelli non hanno neanche la decenza di dire che, essendo gestori anche dello scalo casmeneo, a breve avrebbero dato delle notizie. Magari false.  Ma neanche questo. L'ennesima sconfitta per questo territorio e per tutta quella gente che vive di aeroporto ma non dice una parola. C'è da vergognarsi.  L'unica speranza che dopo questo articolo possano riprendersi dalla follia dei numeri che li sta ubriacando. Più voli non vuol dire più efficienza anzi! Catania lo dimostra quotidianamente, come dicono i passeggeri, la struttura risulta troppo affollata, i servizi igienici precari, l'intera organizzazione risulta lenta. Insomma non c'è niente di peggio di chi si loda più del dovuto e poi, lo abbiamo visto, cade su una buccia di banana. Per fortuna la politica li difende. ma fino a quando?


Sulla questione Iblea Acque [commento video]

Sulla questione Iblea Acque [commento video]

Pubblichiamo in parte il comunicato stampa inviato dagli otto consiglieri comunali capitanati da Paolo Monaca di Ispica.
La scelta di modalità di gestione dell’acqua pubblica è stata fatta a discrezione della politica. La scelta, piuttosto, compete a soggetti terzi. La soluzione della gestione in house, così come indicato dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, rappresenta l’eccezione e non la regola. E’ questo il messaggio più forte arrivato dalla conferenza stampa tenuta sabato scorso a Ragusa dagli otto consiglieri comunali di sei Comuni iblei nel corso della quale l’attenzione è stata centrata su Iblea Acque e sulle procedure attuate dalla società in house. Paolo Monaca e Serafino Arena di Ispica, Marianna Buscema di Scicli, Giuseppe Sulsenti di Pozzallo, che non era presente all’incontro con i giornalisti per motivi di lavoro, Salvo Liuzzo di Comiso, Piero Mandarà di Santa Croce, Bianca Mascolino e Sara Siggia di Vittoria, hanno dunque fatto emergere una questione che ritengono cruciale. Una questione verificata dopo avere accuratamente esaminato la normativa di settore. A differenza del messaggio veicolato in provincia, e cioè che la scelta di modalità di gestione dell’acqua pubblica è una discrezionalità della politica, risulta, invece, l’opposto. La legge prevede che la scelta sia individuata, certificata ed espletata tramite una relazione tecnica che l’Ati ha sì effettuato ma omettendo tutta una serie di questioni, soprattutto la motivazione aggravata. L’eccezione deve essere fortemente motivata a supporto del beneficio maggiore dell’utente rispetto a una gestione diversa. Ed è proprio su questo punto che è stata fatta la segnalazione all’Anac affinché possa esprimersi in tal senso. Numerose le interrogazioni presentate dai consiglieri che non hanno mai ricevuto risposta in tale direzione. Sembra che i Comuni iblei non tocchino con mano i benefici di questa decisione. Anche perché continuano a dover risolvere, con le proprie risorse, le emergenze idriche. Come il Comune di Ispica che, questa estate, ha dovuto anticipare, nonostante le gravi difficoltà finanziarie, 132mila euro che, a quanto pare, l’Iblea Acque dovrà rimborsare. E lo stesso è accaduto in altri Comuni. Ma davvero questi soldi saranno restituiti?
Tutto apprezzabile e concepibile. Io però mi sono permesso di fare un commento specificando che non sto certo con Cassì.

Tg del 23 ottobre

Tg del 23 ottobre

Nell'Indice: La classifica di Legambiente: Qualcosa non va! L'economia. Il v. presidente Sammartino a Ragusa. Intervento di Vera Carasi . Il caso dei medici covid multati. Intervista al dott. Giovanni Noto. Il caso Iblea acque. Quale è la volontà dei politici. I commenti di Monaca e Mandarà. La tassa di soggiorno. Il cammino dell'Arte. intervista a Nello Dipasquale. Immagini della manifestazione. Lo sport


Ambiente: Qualcosa non va! Il sindaco commenta!

Ambiente: Qualcosa non va! Il sindaco commenta!

Articolo di Peppe Lizzio.
In un precedente nostro articolo, davamo notizia su due importanti report di carattere ambientale redatti rispettivamente da Arpa Sicilia e Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana. Report che avevano evidenziato dati non esaltanti per la città di Ragusa.
A tal proposito esprimevamo viva preoccupazione.
La espressa preoccupazione, viene ancor più acuita , oggi, alla luce dalla pubblicazione del report "Ecosistema Urbano 2023" redatto da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e il Sole 24 Ore sulle performance ambientali di 105 Comuni capoluogo.
Ragusa, viene clamorosamente bocciata retrocedendo in classifica di ben 21 posizioni occupando, infatti, la 87.ma posizione rispetto alla 66.ma dell' anno scorso.
Bisogna tornare indietro di ben cinque anni (2018) per trovare così in basso la nostra Città (allora era 86.ma) in questa speciale classifica.
La bocciatura subita, è clamorosa se si analizzano alcuni parametri che hanno influito negativamente sul risultato finale.
Ragusa continua a soffrire nell’offerta del trasporto pubblico (103 posto su 110), nel tasso di motorizzazione (88.mo posto).
Forti criticità emergono dalla presenza di PM10 (85, lo scorso anno terza posizione) dalla ingente dispersione idrica (85), e soprattutto sull’uso efficiente di suolo (104) e numero di alberi (91). Emerge quindi un quadro finale dove Ragusa perde sulla qualità dell'aria , nel trasporto pubblico, nell’uso efficiente di suolo, nella presenza di polveri sottili.
Se Ragusa retrocede a una posizione di classifica che aveva cinque anni fa , ci si chiede , allora, che politiche ha messo in campo l'amministrazione del sindaco Cassi in questi anni per una città più sostenibile e vivibile.
Politiche evidentemente fallimentari che vanno profondamente riviste, ripensate e soprattutto attuate.
La sfida per una città più green impone che si mettano in campo interventi lungimiranti e innovativi non più rimandabili, prevedendo do anche risorse adeguate .
La vera sfida per una buona amministrazione è su questi temi ambientali e non esclusivamente nel campo delle opere pubbliche.
Non possiamo che ripetere quanto scritto una settimana fa, siamo seriamente preoccupati "perché, al contrario di quanto è solito sostenere il sindaco Cassi, a quanto pare non va tutto bene in Città".
Il sindaco Cassì ha subito commentato la Classifica di legambiente:

“Il posizionamento di Ragusa nel rapporto Ecosistema urbano 2023 di Legambiente non può lasciarci soddisfatti e insieme ai tecnici in forza al Comune analizzeremo punto per punto i vari indici di questa classifica per capire dove e come poter migliorare. A prescindere dai posizionamenti, alcuni positivi altri negativi, abbiamo infatti sempre considerato i diversi studi che ogni anno classificano città e province
italiane come stimolo per fare meglio.
È nostra intenzione lavorare anche su quei criteri che oggettivamente ci penalizzano, come il rapporto tra metri di piste ciclabili e abitanti, inevitabilmente connesso alla conformazione del territorio, o il gran numero di auto paragonato alla popolazione,
che è anche frutto di una mentalità difficile da sradicare. Elementi come questi rappresentano sfide che Ragusa deve affrontare e che può
vincere. Lo stesso Ecosistema urbano, infatti, certifica Ragusa come una delle migliori città per raccolta differenziata e un esempio virtuoso a livello nazionale per il regolamento innovativo che consente lo sfruttamento di energie rinnovabili anche in centro storico. Due ambiti in cui Ragusa fino a non molti anni fa annaspava e in cui ora primeggia. Anche alla voce Ztl, considerata da Legambiente indicatore di qualità, Ragusa è finalmente presente”.