Primo colpo Passalacqua: Nicole Romeo confermata per due stagioni

Primo colpo Passalacqua: Nicole Romeo confermata per due stagioni

Come era nell’aria, ribadendo la tradizionale abilità nel “muoversi” per tempo il direttore sportivo della Passalacqua Gianni Criscione ha appena annunciato il primo colpo della nuova stagione. E' un colpo a tutti gli effetti, anche se non si tratta di un nuovo arrivo, perché la conferma, per due stagioni, di Nicole Romeo non può che essere considerata tale. La fortissima italo-australiana, play-guardia arrivata a Ragusa dalla Turchia a stagione già iniziata e subito diventata un (grosso) punto fermo della squadra e una delle super beniamine della tifoseria, ancora per due campionati una delle “stelle” della formazione biancoverde, che potrà quindi continuare ad avvalersi delle qualità di una delle migliori giocatrici italiane, tra l'altro fresca di riconferma in azzurro da parte del ct. della Nazionale Marco Crespi. Una riconferma, del resto, resa strameritata dai "numeri" di Nicole, che ne fanno uno tra i grandi nomi in assoluto della A1: 23 presenze tra campionato e Coppa Italia, 12 punti e 24 minuti in campo di media a gara, 54% di realizzazioni nei tiri da 2 punti e 42% in quelli da 3 punti, uno strepitoso 42 su 44 dalla lunetta,  più 2 rimbalzi, 3 assist e 3 falli subiti. Nicole, che si è detta molto felice di continuare a indossare la maglia Passalacqua,  ha rivelando che “ la mia decisione è stata resa facile dalla professionalità della società e dal supporto dei nostri tifosi. decisione. Purtroppo la finale si è conclusa con una delusione, ma non vedo l’ora di aiutare il club nei suoi sforzi per vincere”. Il ds Gianni Criscione si è detto “grato che abbia deciso di sposare ancora il nostro progetto, e ancor di più per averla potuta “blindare” per altre due annate. Nicole non ha certo bisogno di presentazioni, perché una delle beniamine dei nostri tifosi: siamo quindi certi di aver fatto un grande regalo a tutto il “popolo biancoverde”.(Foto Laura Moltisanti)

 


Passalacqua gara 4 (20,30 diretta SportItalia): "mission" tifoseria, riempire il PalaMinardi

Passalacqua gara 4 (20,30 diretta SportItalia): "mission" tifoseria, riempire il PalaMinardi

Ci siamo, come dicevano una volta "è giunta l'ora": stasera in gara quattro (20,30, arbitri Terranova di Ferrara, Wassermann di Trieste e Puccini di Genova, diretta su SportItalia canale 60) la Passalacqua proverà a rendere di nuovo indigesto il PalaMinardi alla Famila Schio e guadagnarsi il pass alla quarta finalissima scudetto nelle sue sei stagioni in A1. Al "tesorone" di Schio, composto dalla  convinzione di essere lo squadrone che in effetti è,  dalle lunghissime per il sotto canestro, dai nove scudetti che si porta con giusto orgoglio appresso e, prima di tutto, dalla certezza che mal che vada avrà sempre e comunque ha "bella" di domenica al PalaRomare per rimettere le (sue) cose a posto, le aquile contrappongono qualità e caratura molto simili, la voglia matta di regalarsi l'overdose di eccitazione della sfida-scudetto, un morale in decisa  risalita, la fame di chi non ha ancora "mangiato" la torta tricolore e, non certo ultimo per importanza, i loro tifosi. Ai quali va riconosciuto che martedì sera sono stati tanti, caldi e bravi nel farsi sentire dall'inizio alla fine.  Servendoci di un modo di dire tra i più abusati potremmo definirli la classica arma in più: magari non decisiva quando c'è, ma di sicuro dal peso rilevantissimo quando  manca. Proprio per questo dovranno fare ancora di più e meglio, trasformandosi in un'onda sonora di passione che si abbatte, continua e senza cali di intensità, sulla fortezza Schio: a supporto e insieme con le "nostre" in biancoverde. E ovvio che non siamo in grado di dire se alla fine la fortezza sarà espugnata, o se le mura vicentine riusciranno a rimanere in piedi: come sempre, per questo bisognerà attendere la sirena. Ma sappiamo che in occasioni del genere tutto conta, e che il contributo dato alla realizzazione del mosaico da ogni tessera, anche se piccola (e i tifosi non sono certo una tessera mignon), è sempre importante.  Quindi "pronti a muovere", tutti e tanti, fin dal momento della palla a due.


Passalacqua vince gara tre: giochi riaperti e giovedì si punta alla quarta bella scudetto

Passalacqua vince gara tre: giochi riaperti e giovedì si punta alla quarta bella scudetto

Certo, la Passalacqua la puoi battere, anche "bene" come in gara due, ma quando la situazione diventa da "marcia o crepa",  le aquile, per dirla con Cochi e Renato, sono come avere una mucca in casa se hai bisogno di latte. Al riguardo, chiedere a Schio, che da stasera si ritrova il "paracadute" del due a zero mezzo bucato e si prepara a vivere, giovedì ancora al PalaMinardi, una gara quattro della quale avrebbe senza alcun dubbio fatto volentieri a meno. Bello, bellissimo, e non solo perché la Passalacqua, nel PalaMinardi finalmente pieno in misura accettabile  considerando l'importanza della gara e con un tifo all'altezza delle necessità, ha vinto con merito. Ma anche perché è stato una specie di lungo, affascinante spot promozionale del (grande) basket femminile, quasi  a dispetto di una Federazione che proprio sembra avere due (non una) fette di salame sugli occhi e aver mandato il cervello in ferie anticipate, si ostina a imporre gare ogni due giorni. Grande partita, per intensità, giocate e tensione al limite rischio cardiovascolare, e grande battaglia forse ancora prima in panchina che in campo: con la Passalacqua che recuperava Agnese Soli (ma Angela Gianolla è stata ancora una volta straordinaria) e ritrovava il suo potenziale offensivo, quasi sempre nascosto in gara due. Si è visto già dalle prime battute che sul parquet era scesa una Passalacqua diversa da gara due: diversa, migliore, attenta, determinata, ottima al tiro, palle perse quasi azzerate e lotta palla su palla. Schio, da degna titolare dello scudetto, è stata sempre a un passo, puntando soprattutto sulle due lungagnone: ma quando le aquile le hanno costrette "a terra" o quando hanno sbagliato, è stata punita  suon di canestri. Non che sia mancata la paura, perché le scledensi hanno recuperato a getto continuo e sono andate anche avanti più di una volta: però mai oltre i tre punti. Così alla fine, negli ultimi sessanta secondi vissuti quasi in apnea, la maggiore lucidità, l'eccellenza della guida tecnica, la voglia di farcela, il calore dei tifosi e il sapere che o vincevi o finiva tutto, uniti con una cifra tecnica almeno simile alle rivali, hanno compiuta l'impresa. Con tanta bravura da farla apparire normale, cosa che non è nel modo più assoluto. Chiudiamola qui, perché è stato un indispensabile passo bellissimo ma non basta per garantirci la quarta bella-scudetto: in compenso ha roso parecchia tranquillità di Schio. Quindi, come si sperava, l'appuntamento di giovedì (questa volta alle 20,30) per gara quattro è confermato. Ci andremo con tre sole certezze: che non c'è pronostico, che la Passalacqua ce la metterà tutta, e che ci vorrà ancora più pubblico. Perché, lo sanno tutti, i tifosi sono come i centimetri nel basket: più ce n'è e meglio è. Proprio al contrario dei cucchi: per il momento, chissà perché, praticamente spariti. Mah..   TABELLINO -

Passalacqua Ragusa 67 Famila Schio 62

RAGUSA: Romeo 13, Consolini, Cinili 5, Rimi ne, Formica, Stroscio ne, Harmon 12, Gianolla 5, Soli, Bongiorno ne, Hamby 18, Kuster 14. Allenatore Recupido.

SCHIO: Filippi ne Fassina 2, Masciadri, Crippa 6, Gruda 14, Battisodo, Andrè 4 Dotto 5, Lavender 14, Quigley 17. Allenatore Vincent.

PARZIALI: 23/20 – 17/14 – 11/15 – 16/13  ----  NOTE: Quigley uscita per raggiunto limite falli

ARBITRI: Ferretti di Nereto, Catani di Pescara e Patti di Montesilvano.

 

 


"Intanto" tutti al PalaMinardi per riaprire i giochi con gara 3 (20,45)

"Intanto" tutti al PalaMinardi per riaprire i giochi con gara 3 (20,45)

A Schio è andata come è andata, cioè abbiamo perso, come era andata nelle due gare di semifinale con Venezia. Va bene, e allora? Allora siamo sotto di due e dobbiamo recuperare. Punto. Cominciando da stasera (20,45, arbitri Ferretti di Nereto, Catani di Pescara e Patti di Montesilvano) quando le vicentine dovranno trovare il PalaMinardi pieno e con la stessa area da respirare colorata in biancoverde. E' così, non può e non deve essere che così: il fatto di partire da meno due ci obbliga "intanto" a vincere gara tre per garantirci il prosieguo dell'avventura, ricaricare il morale e mettere pressione sulle scledensi in chiave gara quattro.  Per riuscirci, è indispensabile una Passalacqua tanto lontana da quella di gara due quanto vicinissima alla squadra ammirata nella bella di semifinale e per quasi tutta gara uno: una Passalacqua che esiste eccome. Perché è la squadra che abbiamo visto tante volte e che, ne siamo certi, vedremo ancora. Quindi "Schio avvertito",  se non fosse che la società, coach Vincent e le giocatrici ne sono già perfettamente al corrente e si rendono benissimo conto che sarà dura anche per loro: dovranno dare il massimo per non rischiare una gara quattro con tensione alle stelle e conseguente paura di sbagliare. Le due finali a Schio hanno detto, a nostro avviso a chiare lettere, che il destino finale scudetto delle biancoverdi dipende da soprattutto loro: è vero che sembra lapalissiano ma, credeteci, non lo è affatto. Le aquile hanno un potenziale per il quale sono loro stesse doversi mettere nelle condizioni giuste per volare alto, più alto delle avversarie: anche se fortissime, imbottite di grandi nomi, esperte e scudettate quanto si voglia. Bene, fermiamoci qui e prepariamoci da bravi tifosi all'impegno (perché anche per un tifoso di impegno deve trattarsi) di  stasera, ognuno secondo le proprie abitudini: quindi maglietta, sciarpa, tromba, tonsille rinforzate dai gargarismi prepartita, eccetera eccetera. "Intanto" pensiamo a questo, dandoci appuntamento a giovedì...


Passalacqua: in gara 2 (20,45 SportItalia canale 60) con fiducia

Passalacqua: in gara 2 (20,45 SportItalia canale 60) con fiducia

Di nuovo alle 20,45 e di nuovo su SportItalia canale 60, nella speranza che non vi siano black out di trasmissione nei minuti finale e nella (vana, lo sappiamo, ma la speranza è l'ultima dea) speranza che la telecronaca sia un po', magari anche solo un po' più "onesta", la Passalacqua affronta Schio al PalaRomare(arbitri Pierantozzi di Ascoli Piceno, Centonza di Grottammare e Marziali di Fermo) per una gara due che di annuncia di grandissima intensità. Intensissima, non decisiva, perché martedì 7 sarà "comunque" gara tre al PalaMinardi. Senza dubbio i due giorni appena di riposo non sono sufficienti per ricaricare in pieno le batterie di entrambe le squadre, anche se le aquile sono più stanche avendo disputato una bella in più ed essendosi dovute sobbarcare a parecchi trasferimenti su e giù per l'Italia. Può quindi accadere che la fatica inizi a farsi sentire, forse anche che si faccia sentire per una squadra più che per l'altra, ma non crediamo che questo alla fine influirà in misura sostanziale sullo spettacolo, che rimarrà all'altezza di gara uno. E neppure sul pronostico, che continuerà a mantenere il tradizionale alto tasso di incertezza. Perché, pur considerando la fatica di gara cinque in semifinale, la Passalacqua tanto ammirata il Primo Maggio ha dimostrato di non subire sudditanze psicologiche di alcun genere e di potersi proporre con uno spessore pari, quantomeno, alle vicentine. Le quali, non dimentichiamolo e crediamo che non lo dimentichi neppure coach Vincent, devono soprattutto alla "esplosione" di Quigley nel momento decisivo la vittoria in un primo round che le aveva visto sotto per più del novanta per cento del tempo. Questo non nega, è chiaro, che vi siano stati anche alcuni inceppi nel meccanismo biancoverde, venuti purtroppo quando hanno fatto più male, ma lo staff tecnico Passalacqua (coach Gianni Recupido e il vice Ninni Gebbia più Maurizio Ferrara) non è certo composto da gente abituata a "dormirci sopra". Di conseguenza ci avrà pensato a lungo e avrà elaborato i migliori rimedi, provvedendo a "trasmetterli" alle giocatrici. Quindi, alle 20,45 telecomando di nuovo sul canale 60, poltrona o sedia comoda: lasciamo a voi la scelta se con o senza le fantozziane frittata di cipolle e Peroni ghiacciata (per il vestaglione di flanella diremmo che la stagione ormai è troppo avanzata), ma con l'obbligo di fiducia e di gridare forza aquile. P.S. Nel (non impossibile, anzi) caso di telecronaca "tritacabasisi" oltre ogni accettabile limite, consigliamo di azzerare l'audio.


Una gran Passalacqua perde nel finale gara 1 per lo scudetto, ma è solo il primo capitolo

Una gran Passalacqua perde nel finale gara 1 per lo scudetto, ma è solo il primo capitolo

Seguendo un copione purtroppo non certo nuovo, anche gara 1 della  "quarta volta" nella sfida scudetto infinita tra Schio e Ragusa, ha visto la Passalacqua in vantaggio (11 punti tetto massimo) per tre quarti abbondanti di gara e Schio tagliare per primo il traguardo al suono della sirena. Il successo delle locali, strafaticato e in forse fino all'ultimo istante, è stato costruito tra il terzo e la parte conclusiva del quarto tempo, gli unici momenti della gara nei quali le aquile hanno volato non basso ma meno alto rispetto a prima. E hanno pagato in lucidità, pur contendendo ogni palla e ogni secondo, la stanchezza di una bella tiratissima in semifinale appena sabato scorso e (soprattutto) l'assurdo di gare che qualcuno, per motivi che sfuggono, impone in date incredibilmente ravvicinate e senza il minimo fisiologico di tempo per recuperare. Soprattutto se una delle due squadre, nel caso in questione, la Passalacqua, deve anche compiere una specie di pellegrinaggio continuo tra aeroporti e voli. Così è, ed è un fatto: qualche giorno in più di intervallo avrebbe fatto soltanto bene allo spettacolo, ampliando il valore proporzionale per il basket femminile delle sfide. Comunque, diciamo chiaro e forte che le biancoverdi sono state (almeno) alle pari delle scledensi, costringendole a soffrire e temere fin dall'inizio la Passalacqua ammirata a Venezia, che instillava nelle vene loro e dei tifosi la convinzione che il gap era praticamente ridotto quasi a zero. A onore della Passalacqua, a prescindere dall'esito che ha premiato la tenacia e la costanza nell'inseguire delle padrone di casa, "salvate" da due bombe nel momento decisivo, il parquet del PalaRomare ha dimostrato che i timori erano fondati, dato che le giocatrici di coach Gianni Recupido (con Agnese Soli di nuovo a referto solo per far numero) hanno fatto correre non gocce ma torrenti di acqua gelata sulla schiena del coach e delle giocatrici, oltre che della tifoseria, di casa. Che poi, purtroppo ancora una volta, tutto questo alla fine si sia rivelato inutile, comporta parecchia rabbia e tanta delusione motivata e deve indubbiamente far pensare a rimedi efficaci per gara due: però, nello stesso tempo, è servito a ribadire, lo spessore, la qualità, la voglia di battersi e la determinazione del gruppo ragusano. Un gruppo che avrebbe potuto benissimo vincere, come è quasi riuscito a fare, e come avrebbe meritato di fare: fermo restando, non dimentichiamolo mai, che aver perso in casa delle campionesse italiane di lungo corso rientrava a pieno titolo tra le possibilità da mettere in preventivo alla vigilia. Di conseguenza, se Schio ha vinto di poco gara uno,  gara due rimane ancora e sicuramente tutta da giocare. Ripetiamo, sicuramente, e potremmo scommetterci sopra. Anche se, come si sono premurati di ripetere più volte i due telecronisti (che gran figura per SportItalia il black out nei minuti finali !), dopo la faticaccia di Venezia e quella di gara uno, la Passalacqua sconfitta sarà "per forza" a tal punto stanca che gara due per Schio dovrebbe essere non molto più di una tappa di trasferimento verso gara tre. Staremo a vedere: intanto facciamo i debiti scongiuri, che non guasta mai. Appuntamento a venerdì, sempre su SportItalia e sempre alle 20,45.

Famila Schio 69 -- Passalacqua Ragusa 64     

SCHIO: Filippi ne, Fassina, Masciadri ne, Crippa 8, Gruda 12, Battisodo 5, Andrè 2, Dotto 6, Lavender 15, Quigley 21. Allenatore Vincent.

RAGUSA: Romeo 7, Consolini 2, Cinili 14, Formica 2, Rimi ne,  Stroscio ne, Harmon 13, Gianolla 4, Soli ne, Hamby 8, Kuster 14. Allenatore Recupido.

PARZIALI: 16/22 – 18/21 – 16/13- 19/8

ARBITRI: Salustri di Roma, D'Amato di Roma e Valleriani di Ferentino.


Passalacqua, a Schio primo "esame scudetto": stasera 20,45 su SportItalia Tv (maxischermo al PalaMinardi)

Passalacqua, a Schio primo "esame scudetto": stasera 20,45 su SportItalia Tv (maxischermo al PalaMinardi)

Eduardo scriveva "gli esami non finiscono mai",  e forse nessuno come la Passalacqua sa che aveva ragione. Perché fatta la doccia del dopo impresa a Venezia e salite in aereo per "scendere", le ragazze hanno appena avuto il tempo di salutare casa che hanno dovuto riprendere l'aereo per "salire". Morale, il capolavoro di sabato sera al PalaTaliercio, splendido completamento di una rimonta straordinaria, per il gioco forse prima ancora prima che per il risultato, avviata in gara tre al PalaMinardi, è stato soltanto un passo, meraviglioso e destinato a rimanere nella storia. Soltanto un passo, verso un traguardo sfuggito tre volte quando avevamo già in mano le forbici per tagliarlo. Torniamo a Eduardo. Se è vero che gli esami non finiscono mai neppure per Schio, che ha dovuto aspettare gara quattro e faticare un sacco per liberarsi di un S.Martino più tenace dell'attack, è anche vero che le e gli scledensi hanno dovuto spendere meno in energie fisiche e mentali, come hanno speso meno tempo sugli aerei e nelle attese in aeroporto. Giustissimo, però dato che la posizione geografica di Ragusa non si può cambiare, neppure temporaneamente causa finale scudetto, non pensiamoci e facciamo finta che Schio sia più o meno in zona Francofonte, circondata da aranceti da favola. Scherziamo, ovviamente per provare a ridurre la tensione: inevitabile, visto che si gioca per lo scudetto e che, come il potere, lo scudetto logora chi non ce l'ha. Per questo noi, al quarto tentativo, abbiamo una voglia matta di non essere più logorati avendo quel pezzo di stoffa tricolore cucito sulla maglia. Che nel caso della maglia biancoverde (cioè la nostra) andrebbe a far compagnia ai cerchietti tricolori della Coppa Italia. Mamma mia!. Beh, torniamo per l'ultima volta agli esami. Si comincia stasera alle 20,45, con diretta tv su SportItalia canale 60 e maxischermo allestito al PalaMinardi. Da notare che finora non è stata comunicata la terna arbitrale, di solito resa nota con largo anticipo. Le altre prove "obbligatorie" sono in programma venerdì 3 a Schio e martedì 7 al PalaMinardi: per il resto, se ci sarà, dovremo attendere l'esito della prima sfida a Ragusa. Come tutto l'ambiente Passalacqua, le aquile sono pronte, vogliose di vincere, caricate e determinate al massimo: sanno di avere un compito molto arduo ma hanno dimostrato con i fatti di "aver studiato" tanto e bene e sono certamente in grado di rispondere anche alle domande più difficilei. Esattamente come le avversarie, che pur partendo favorite, come vuole la loro forza e l'essere detentrici del titolo, sanno bene che una volta sul parquet tutto quello che c'è alle spalle conta poco o niente.  Quindi una quarta finale scudetto come e più del solito tutta da vedere, in tv da Schio e quando sarà di scena a Ragusa in tantissimi sulle tribune del PalaMinardi. Con le dita incrociate, e gridando (forte) forza aquile..


Passalacqua da favola: passa a Venezia e va alla quarta finale scudetto in sei stagioni di A1

Passalacqua da favola: passa a Venezia e va alla quarta finale scudetto in sei stagioni di A1

I gufi, quelli che sapevano tutto, quelli che avevano capito tutto e compagnia bella ci saranno rimasti male; almeno quanto i tifosi di Venezia, che per il secondo anno di fila si sono visti superare in casa nella bella. E questa volta forse è stata ancora più dura da digerire, perché erano andati sul 2-0. Spiace per i gufi, dicevamo, ma il fatto è che la Passalacqua ha vinto bene e ha meritato di vincere. Dimostrando una serie di cose, sulle quali, anche se non è un tecnico a farle notare, non ci piove proprio: che è una grande squadra, che ha grandi giocatrici, che ha una guida tecnica superlativa, che non molla mai e che per essere certo di averla battuta devi prima aver sentito la sirena, altrimenti, finisce come è finita stasera. Sulla scia di un primo tempino perfino superiore al terzo di gara tre e al primo di gara quattro, seguito da un secondo quarto con un mattoncino aggiunto alla casa in costruzione, che ha dato il giusto margine alla difesa con i denti del vantaggio, buona al punto di consentire alle padrone di casa di farsi davvero pericolose soltanto per pochi attimi e quando di tempo ne era rimasto davvero pochissimo. Agnese Soli è stata a referto solo per onor di firma e per incoraggiare le compagne, ma Angela Gianolla, impiegata pochissimo nelle prime due gare e per niente nelle altre due, è stata in pieno all'altezza del suo passato e delle sue qualità: ovviamente non si tratta di una sorpresa, ma soltanto della riprova di come la Passalacqua "versione quest'anno" sia una squadra completa almeno per quanto è tosta. Il capolavoro, forse perfino ancor più che nel primo quarto, le aquile lo hanno fatto nell'ultimo, quando Venezia s'era rifatta sotto la doppia cifra. Un'altra squadra avrebbe potuto anche cedere, subendo il cambio d'inerzia della gara: invece Dearica e le compagne sono state lucide, attente, puntuali nel chiudere e nel pungere, riprendendo parte (la parte fondamentale) del terreno inevitabilmente ceduto fino a vincere "abbastanza" prima della sirena. Un'impresa tutta in piena luce, senza punti meno chiari, tutta tecnica, determinazione, coraggio, cuore, sudore  e voglia di compierla. Per la gioia di chi era a casa davanti al televisore e di quei pochi, ma capaci di farsi sentire, in maglia biancoverde sulle tribune del PalaTaliercio. Adesso tocca all'anno quarto della telenovela infinita Famila Schio - Passalacqua Ragusa finale scudetto: la quarta volta (come la seconda della Coppa Italia) evidenzia una costanza nell'esserci testimone di uno spessore e di una maturità che non sono frutto di un caso o di improvvisazione, ma di programmazione, capacità di scegliere bene, qualità della proposta e di tanto lavoro ben fatto. Un pronostico?. No, naturalmente, anche se Schio ha sofferto parecchio S. Martino e ha dovuto attendere una sofferta gara quattro per conquistare la finale. E se come sempre sarebbe importantissimo vincere una delle due gare iniziali a Schio, come hanno dimostrato le precedenti tre volte anche questo potrebbe non bastare. Del resto, non è un caso che finora ci sianoo volute ben quindici gare per assegnare tre scudetti, e che gara cinque sia stata sempre decisa per pochissimi punti (a volte, magari, con qualche aiutino....).  Quindi, aspettiamo con pazienza e fiducia: si comincia con gara uno e due mercoledì e venerdì a Schio, seguite da gara tra martedì 7 maggio al PalaMinardi, poi si vedrà. Intanto, ci siamo e ce la giocheremo ancora una volta. E prima o poi...

Umana Reyer Venezia 76 - Passalacqua Ragusa 82

VENEZIA: Gorini 2, Kacerik 3, Crudo ne, De Pretto 4, Steinberga 19, Madera ne, Gulich 5, Sanders 10, Macchi 13, Bestagno 2, Carangelo 18. Allenatore Liberalotto

RAGUSA: Romeo 8, Consolini 5, Cinili 10, Formica 3, Stroscio ne, Harmon 12, Gianolla 4, Soli ne, Bongiorno ne, Hamby 25, Kuster 15. Allenatore Recupido

PARZIALI: 13/33 – 22/23 – 24/12 -17/14  ------  ARBITRI: Maschio di Firenze, Catani di Pescara e Barbiero di Milano.


Passalacqua: missione compiuta, si va alla bella

Passalacqua: missione compiuta, si va alla bella

Missione compiuta (leggi rimonta completata) per la Passalacqua, che si aggiudica "bene" anche la seconda sfida di fila al PalaMinardi (lasciando un sacco di rimpianti per quello che avrebbe potuto benissimo essere) e si guadagna sul campo, con onore a merito assoluti, la seconda bella al PalaTaliercio in due stagioni. A differenza che in gara tre, questa volta è stato il tempino iniziale a condizionare (in negativo) Venezia, messa sotto da un velenoso meno 19, che ha pesato come un macigno sul resto della sua gara. Anche perché il larghissimo vantaggio delle aquile era stato "condito" da una prova entusiasmante, come singole e corale, che aveva dato subito alle ospiti la netta sensazione di "cose messe molto male". Com'era tanto prevedibile quanto logico ( Venezia è stata in testa dal primo al penultimo secondo della regular season) dal secondo quarto le lagunari hanno avviato l'operazione risalita, recuperando sette punto al riposo lungo e ben otto nel quarto successivo, scendendo fino al temibilissimo meno due: ma a quel punto hanno trovato il muro e sono state costrette a fermarsi. Anzi, peggio (per loro, è ovvio) hanno dovuto ritornare sui loro passi: le aquile si erano ripresa la gara, prima "fermando l'avanzata", poi tenendo la posizione e infine piazzando un break di nove devastante e senza appello. Al punto che non c'è stato neppure bisogno di soffrire, perché il finale è stato tutto in discesa fino all'apoteosi del dopo sirena. Guidata come sempre alla perfezione dalla panchina, recuperata in pieno Hamby, di nuovo ai suoi altissimi livelli, mortifera Nicole Romeo nel momento più delicato, in doppia cifra capitan Consolini, attenta Harmon, in palla e saracinesche difensive tutte le altre, come si sperava la Passalacqua versione "in casa" ha rimesso le cose a posto, ribadendo di essere alla pari delle orogranata. E di poter sperare (per logica, non per sentimento) di ripetere l'impresa dello scorso anno; cioè passare a Venezia nella bella e prepararsi alla quarta finale scudetto in sei stagioni. Al solito contro Schio, che ha sudato sette (e più magliette) ma alla fine è riuscito a sbarazzarsi di una Fila S. Martino molto superiore alle attese. Abbiamo finito,  non resta che darci appuntamento a sabato, ore 18: comunque vada (la scaramanzia..) la rimonta è stata fantastica. Forza aquile... (foto Laura Moltisanti)

TABELLINO

Passalacqua Ragusa 66 - Umana Reyer Venezia 57

RAGUSA: Romeo 10, Consolini 12, Cinili, Formica 2, Harmon 9, Gianolla ne, Rimi ne, Stroscio ne, Soli 4, Bongiorno ne, Hamby 26, Kuster 3. Allenatore Recupido

VENEZIA: Gorini 5, Kacerik, Crudo ne, De Pretto 2, Steinberga, Madera ne, Gulich 1, Sanders 18, Macchi 5, Bestagno 18, Carangelo 8. Allenatore Liberalotto

PARZIALI: 26/7 – 12/19- 10/18 – 18/13 ---  --- ARBITRI: Pierantozzi di Ascoli Piceno, Costa di Livorno e Marziali di Fermo.


Passalacqua, in gara quattro per il bis: 20,30, diretta su SportItalia canale 60

Passalacqua, in gara quattro per il bis: 20,30, diretta su SportItalia canale 60

  • Vinta (alla grande) gara tre, indispensabile per riaprire i giochi, la Passalacqua ritorna sul parquet del PalaMinardi (20,30, di nuovo diretta su SportItalia canale 60, arbitri Pierantozzi di Ascoli Piceno, Costa di Livorno e Marziali di Fermo) per una sfida ancora da dentro o fuori, ma nella quale senza dubbio ci sarà tanta pressione psicologica in più sulle lagunari, che a Pasquetta hanno avuto modo di constatare quanto le aquile siano diverse dalla "versione gara due" proposta al PalaTaliercio. Tuttavia, nonostante la splendida prestazione di mercoledì sera, la strada da fare verso la finale scudetto rimane ancora lunghissima, a riprova del fatto che gli esami non finiscono mai, e dato che il professore play off diventa sempre più esigente gara dopo gara, sarà fondamentale che le biancoverdi si rivelino ancora più brave, concentrate e determinate. Possono farlo e possono farcela ad agguantare parità e conseguente bella? Ovviamente sì, ne siamo straconvinti: fermo restando che non ci sono diciassette punti di scarto a loro favore, esattamente come non c'erano i quindici punti beccati in gara due, perché le due squadre hanno uno spessore pari, anche se diverso in molte cose. E fermo restando, ma non sarebbe neppure il caso di ricordarlo, che un tempino 23 a 2 capita una volta e mai più. Resta però il fatto che il riscatto è stato pieno e convincente, proprio come volevano coach Gianni Recupido e la tifoseria: quindi, nell'ennesima sfida tra scacce e baccalà, meglio non sbilanciarsi in pronostici e pensare soltanto a fare il tifo per le nostre. A proposito di tifo, concludiamo con il solito invito ad essere in tanti: passata Pasquetta, non ci sono giustificazioni che tengano. Come e più che sempre gli assenti avranno torto. Marcio. Foooorza aquile...  (Foto Laura Moltisanti)