[VIDEO] "Addio all'Estate 2018", Barone: "Spettacoli, sport, solidarietà e fuochi d'artificio"
[VIDEO] "Addio all'Estate 2018", Barone: "Spettacoli, sport, solidarietà e fuochi d'artificio"
Tutto pronto per l’Addio all’Estate 2018 che si terrà a Marina di Ragusa il 22 settembre e presentato in conferenza stampa dal sindaco Peppe Cassì, l’assessore al Turismo Raimonda Salamone e dal delegato del sindaco per il Turismo e gli Spettacoli, Francesco Barone.
“E’ una precisa scelta dell’Amministrazione comunale - ha detto il primo cittadino - quella di posticipare l’evento rispetto al passato perché intendiamo dare un segnale che va nella direzione della destagionalizzazione del quartiere riverasco così come di ogni altro sito d’interesse turistico nel nostro comune che deve essere in grado di offrire a cittadini e forestieri un ampia offerta di eventi anche in periodi diversi da quelli tradizionali. Una manifestazione che costerà circa 20mila euro, oltre all’impegno economico di sponsor privati che si sono occupati di fornire servizi di vario genere (palco, service, pubblicità). Abbiamo speso molto meno rispetto agli anni passati e crediamo che l’impegno per la realizzazione dell’evento sarà di grande aiuto agli esercizi commerciali di Marina di Ragusa perché prevediamo che a migliaia saranno presenti alla manifestazione. Ritengo che a fronte della pesa pubblica, molto superiori saranno gli introiti per i commercianti in una sola sera”.

La volontà dell’Amministrazione Cassì di fare in modo che Marina di Ragusa sia appetibile anche in altri periodi dell’anno è stata confermata dall’assessore Salamone: “Non è un addio all’estate, ma un arrivederci alla prossima stagione. Senza contare, poi, che l’estate da noi dura ben oltre quanto previsto dalla definizione astronomica della stagione. Per questo non posso far altro che confermare l’intenzione del sindaco di puntare alla destagionalizzazione della frazione”.
Tra le novità annunciate in conferenza stampa, la volontà di lanciare un concorso di idee per “cambiare veste” all’evento. Ne ha parlato il delegato del sindaco Francesco Barone: “Questa è forse l’ultima volta che parliamo di “Addio all’Estate”. Intendiamo individuare una nuova formula per la manifestazione che dovrà avere un nome diverso: parlare di “addio all’estate” a metà settembre nella nostra provincia è profondamente sbagliato soprattutto da un punto di vista turistico perché Marina deve attrarre turismo 365 giorni all’anno. Per quanto riguarda l’appuntamento di sabato - ha aggiunto Barone - devo ringraziare tutti gli sponsor e le associazioni che stanno partecipando alla sua realizzazione e senza i quali non saremmo riusciti a raggiungere l’obiettivo. Scendendo nel dettaglio del programma, l’edizione 2018 dell’Addio all’Estate si svolgerà in contemporanea in tre diverse location di Marina di Ragusa: piazza Malta, piazza Duca degli Abruzzi e al porto. A Marina sabato avremo spettacoli, esibizioni sportive, tratteremo temi sociali e si terrà anche una sfilata di moda. Per quest’anno, inoltre, abbiamo voluto cambiare l’aspetto culinario della manifestazione: niente cavati con il sugo di maiale, ma couscous di pesce. E poi, per chiudere la serata, la tradizionale gara di giochi pirotecnici con tre ditte, una ragusana, una del catanese e una della provincia di Messina”.
Commissione Trasparenza, legittima la “elezione” di D’Asta. Lo conferma il Segretario generale

Commissione Trasparenza, legittima la “elezione” di D’Asta. Lo conferma il Segretario generale
Il Presidente del Consiglio comunale di Ragusa, nella scelta di procedere alla nomina del presidente della Commissione trasparenza previa elezione informale, ha agito nel modo giusto. Lo ha chiarito il Segretario generale di Palazzo dell’Aquila, dr. Vito Scalogna, in una nota inviata al Consigliere comunale del M5S, Antonio Tringali, che lo aveva interpellato segnalando, a suo avviso, che la nomina di D’Asta da parte di Ilardo era avvenuta tramite una procedura “irrituale” e quindi “illegittima”.
Nella nota del Segretario generale vengono ripercorsi i passaggi con i quali si è arrivati alla nomina/elezione di D’Asta: il 25 luglio i Consiglieri comunali sono stati informati della composizione delle varie commissioni. A partire da quella data i Capigruppo di minoranza avevano 10 giorni per concordare una figura da nominare come presidente della Commissione Trasparenza. Ciò non è avvenuto e Ilardo si è mosso rispettando il Regolamento del Consiglio comunali, art. 25 comma 3, che recita “il Presidente del Consiglio provvede nell’ambito dei componenti appartenenti ai gruppi di minoranza”.
In buona sostanza, spiega Scalogna, “il Presidente del Consiglio comunale è competente a nominare il Presidente della Commissione Trasparenza con il solo limite di doverlo scegliere tra i componenti della Commissione appartenenti ai gruppo di minoranza. La scelta di verificare l’orientamento dei componenti della Commissione nella sua interezza, quindi, è un criterio stabilito dal Presidente del Consiglio per dirimere la situazione di stallo venutasi a creare dopo un notevole lasso di tempo […]. Benché non previsto da alcuna procedura, quanto posto in essere non si pone in contrasto con il regolamento che attribuisce sic et simpliciter al Presidente la competenza ad effettuare queste scelta, con il solo limite che essa avvenisse tra i componenti della Commissione appartenenti alla minoranza consiliare, circostanza appunto realizzatasi. Pertanto - aggiunge Scalogna nella nota - le modalità procedurali scelte possono considerarsi compatibili con quanto previsto dal regolamento”. In un passaggio successivo, inoltre, Scalogna specifica che essendo le commissioni consiliari non previste da nessuna legge (né statale né regionale) e istituite sulla base dello Statuto comunale, esse sono disciplinate dal Regolamento comunale.
Il nocciolo della questione, dunque, risiede nella parola “provvede”, come avevamo scritto in un precedente articolo. In buona sostanza il Presidente del Consiglio comunale, decorsi i dieci giorni entro i quali i Capigruppo dovrebbero indicare congiuntamente il presidente della Commissione, è libero sia di nominare che di scegliere un altro metodo di selezione, fermo restando che, alla fine, risulterà comunque che è stato lui a indicare un nominativo.
Commissione Trasparenza, l’imbarazzo di Tringali: irrituale l’elezione del presidente, ma i suoi hanno votato

Commissione Trasparenza, l’imbarazzo di Tringali: irrituale l’elezione del presidente, ma i suoi hanno votato
Da qualche giorno il Consigliere comunale del Partito Democratico Mario D’Asta è presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Ragusa. Il ruolo gli è stato affidato per elezione da parte dei membri della Commissione, operazione cui hanno partecipato pure i Consiglieri del gruppo M5S. Gli stessi che, però, hanno mal digerito l’accaduto perché il regolamento del Consiglio comunale prevede (art. 25, com. 3) che il presidente debba essere “scelto tra i membri della Commissione appartenenti ai gruppi di minoranza” e “designato congiuntamente dai Capi Gruppo di minoranza”. Tuttavia, in caso di mancata designazione - se per esempio i gruppi non dovessero raggiungere una sintesi - tocca al Presidente del Consiglio “provvedere” a una scelta, da effettuare tra i Consiglieri di minoranza presenti in Commissione.
Ma andiamo per ordine: qualche giorno fa, passati i dieci giorni a disposizione dei capigruppo di minoranza per indicare un nome condiviso e appurato che erano due i “pretendenti” alla carica - Mario D’Asta del Partito Democratico e Alessandro Antoci del Movimento 5 Stelle - in uno stallo impossibile da risolvere, il Presidente del Consiglio comunale Fabrizio Ilardo, in uno slancio democratico e per assolvere al meglio la prerogativa dell’istituzione che rappresenta, ha preferito che la decisone fosse subordinata a una votazione informale da parte degli stessi componenti della Commissione. E così è stato: la votazione che si è svolta, seppure irrituale, ha sancito l’elezione di D’Asta e quindi la nomina da parte di Ilardo, motivata dalla maggioranza che sostiene il sindaco Cassì con un ragionamento semplicissimo e, a parer nostro, sacrosanto. Trattandosi la Commissione Trasparenza di un organo del Consiglio comunale che nell’espletare i propri poteri di controllo e vigilanza potrebbe trovarsi ad affrontare temi riguardanti la precedente Amministrazione, cioè quella guidata dal Movimento 5 Stelle fino a pochi mesi fa, la maggioranza ha preferito votare tra i due in lizza per chi non appartiene a quel movimento, sollevando l’altro da un eventuale conflitto d’interessi. Riflessione più che sensata, dicevamo.
Eppure, ecco i mal di pancia, tardivi, del Movimento 5 Stelle: mentre D’Asta, con una nota alla stampa arrivata poche ore dopo l’elezione/nomina, si è affrettato a ringraziare i colleghi che lo hanno votato e il Presidente Ilardo, il giorno dopo i grillini (sempre a mezzo stampa) hanno gridato “all’inciucio”, denunciando ipotetici “accordi sottobanco” e il tradimento di “regole non scritte” secondo le quali la presidenza della Commissione sarebbe spettata a loro. Come se non bastasse, nel successivo Consiglio comunale, è stato lo stesso Antoci a prendere la parola e a far riferimento alla “forza dei numeri” del gruppo M5S che, essendo lista di minoranza sì, ma col maggior numero di Consiglieri e in virtù, quindi, di quelle regole non scritte citate poco prima, avrebbe avuto il diritto di occupare il ruolo con un proprio esponente, cioè lui. Una tesi facilmente confutabile perché se la Commissione Trasparenza è un organo di controllo e vigilanza appannaggio della minoranza, il ragionamento da fare sarebbe, piuttosto, quello di preferire la presidenza a favore di chi, nell’alveo delle opposizioni consiliari, si trova in una condizione di inferiorità numerica. Allora, a gridar forte avrebbe dovuto essere Gianni Iurato (Ragusa Prossima) componente della Commissione per il gruppo misto del quale, però, è capogruppo Giorgio Mirabella (Insieme). E francamente dubitiamo che Mirabella avrebbe potuto indicare Iurato quale presidente date le posizioni di partenza divergenti. La valutazione di Antoci, invece, avrebbe avuto maggior senso per l’elezione del Presidente del Consiglio comunale, scranno che in passato veniva offerto dai Consiglieri di maggioranza alla minoranza sia per tattica distensiva, sia per onorare con la seconda carica elettiva più importante della città quella percentuale di elettorato che non li aveva votati. Ma erano altri tempi e ancora non esisteva il Movimento 5 Stelle dove in ambito di sovvertimento delle regole politiche tradizionali sono dei maestri indiscussi. Sono contro la vecchia politica, ma quando si tratta di spartire poltrone ne invocano le regole non scritte. Contraddizioni evidenti, frutto dell’inesperienza e del voler apparire “diversi” rispetto al passato, pur volendo essere intimamente uguali.

La verità è che i due Consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle si sono fatti “infinocchiare”: s’è svolta una votazione, considerata irrituale, e nonostante ciò hanno commesso l’errore di partecipare comunque alla votazione, legittimandola politicamente. Tanto più che non si è trattata di una vera e propria elezione, ma di un momento consultivo a vantaggio di Ilardo che ha “provveduto” così, come recita il regolamento, a nominare il presidente. Ed ecco che Antonio Tringali, precedente presidente del Consiglio comunale, candidato sindaco del M5S e in aula di diritto per essere arrivato secondo nella competizione per la carica di primo cittadino, non riesce a sopportare l’imbarazzo nato dal fatto che i suoi si sono fatti gabbare e s’appella al regolamento chiedendo l’autorevole intervento del Segretario generale del Comune per dirimere la questione. Vale la pena ricordare che anche senza la votazione e cioè se la decisione l’avesse presa Ilardo in autonomia nulla sarebbe cambiato e D’Asta sarebbe stato confermato presidente. Ma capiamo l’esigenza di Tringali: non può consentire che passi il messaggio che i suoi colleghi di gruppo e soprattutto il capogruppo Zaara Federico, ex vice presidente del Consiglio e chiamata a “trattare” per la Commissione Trasparenza, siano stati così ingenui da farsi fregare su questioni di regolamento. Infine si sa, quando si viene sconfitti su un campo, poi lo si cerca di cambiare, almeno per sviare l’attenzione dal dato eclatante. Come può Tringali chiedere al Segretario generale di fare chiarezza su una pratica “irrituale” alla quale però nessuno si è opposto al momento giusto, tantomeno chi avrebbe dovuto farlo? Con un po’ di imbarazzo, può.
Attendiamo dunque la risposta del dr. Scalogna per chiarire da un punto di vista normativo la faccenda, anche se presumiamo che il Segretario generale avvallerà l’operato di Ilardo. Immaginare che il Presidente del Consiglio comunale abbia operato senza aver prima ascoltato il Segretario generale è, a parer nostro, ipotesi assai remota.
[Video] Servizio di scerbatura a Ragusa, Cassì: "Ereditata situazione grave"
[Video] Servizio di scerbatura a Ragusa, Cassì: "Ereditata situazione grave"
Iacono: "Stiamo facendo ciò che non si è mai fatto prima"
I lavori di scerbatura e diserbo nel territorio comunale al centro di una conferenza stampa svoltasi questa mattina in Sala Giunta alla presenza del primo cittadino, avv. Peppe Cassì, e dell’assessore al ramo, ing. Giovanni Iacono. L’incontro con i rappresentanti degli organi di informazione si è reso necessario non solo per informare la cittadinanza di quanto si sta facendo in questo ambito, ma anche per rispondere agli attacchi del Movimento 5 Stelle che, nelle ultime due settimane, è intervenuto ripetutamente con delle note a firma dei propri Consiglieri comunali riportando segnalazioni dei cittadini e criticando il lavoro della ditta affidataria del servizio.
“Abbiamo un preciso dovere nei confronti della nostra comunità - ha detto il sindaco durante la conferenza stampa - dobbiamo dire la verità su quanto si è venuto a creare: riconosciamo che la situazione in città non è semplice e che c’è una tale presenza di vegetazione per le strade e le vie da creare problemi oltre che imbarazzarci da un punto di vista del decoro, cui teniamo moltissimo. La verità è che il servizio affidato prima dell’insediamento di questa amministrazione, in relazione alla vastità del territorio, è stato del tutto insufficiente. Una situazione che abbiamo ereditato e che ci ha costretto a lavorare su dei correttivi. Fatto sta che al momento ci troviamo a inseguire una normalità che è lungi dall’essere raggiunta. In ogni modo - ha concluso Cassì - faremo il possibile per metterci a regime, compreso il ricorrere a convenzioni con i privati per dare in gestione spazi pubblici in cambio della manutenzione del verde”.
All’assessore Iacono il compito di scendere nel dettaglio, facendo anche una cronistoria per spiegare meglio come è stato possibile arrivare a questa situazione: “Prima del 2018 il servizio era svolto dalla stessa ditta che gestiva quello di igiene urbana. Da febbraio del 2017, la precedente amministrazione, ha cominciato a riflettere sull’opportunità di scorporare il servizio per razionalizzarlo e tentare di risparmiare. A marzo dello stesso anno, è stato stilato il capitolato d’appalto, mentre a luglio (siamo ancora nel 2017) venivano approvate le linee guida del bando. Solo dopo, a marzo del 2018, quindi circa sei mesi fa, il servizio è stato interrotto per essere poi a giugno di quest’anno, per la cifra di 608mila euro divisi a scaglioni annuali fino al 2021”.
“Il Comune di Ragusa - ha spiegato Iacono - ha un territorio di 443 chilometri quadrati, senza contare le aree della Zona Artigianale, delle scuole e degli impianti sportivi: il dodicesimo comune più esteso d’Italia che, al momento, ha una spesa procapite destinata al verde pubblico e alla sua manutenzione di poco superiore ai 2 euro l’anno. Basti pensare che città più piccole della nostra investono in questo settore, invece, oltre 30 euro l’anno per ogni cittadino. Già questo basta per far capire che più cose non vanno per il verso giusto. Inoltre, dalla sospensione del servizio di manutenzione e scerbatura fino alla sua riattivazione sono passati diversi mesi: un lungo periodo di incuria che danneggerebbe qualsiasi giardino oltre a permettere una crescita spropositata di erbacce ovunque. I nostri concittadini devono considerare che al momento è come se il servizio fosse appena cominciato, da zero, anche perché abbiamo proceduto a fare quanto non era stato mai fatto prima: una seria mappatura della città, georeferenziata, divisa in quattro zone principali più quella di Marina di Ragusa e ben 42 sotto-zone. Un lavoro inedito per il nostro ente che però ci permetterà di conoscere meglio come viene svolto il lavoro, dove si opera giorno per giorno e comprendere anche i tempi necessari perché il servizio venga espletato in tutto il territorio comunale”.
L'opposizione del M5S, il piano a tavolino per far bella figura che gli si rivolta contro

L'opposizione del M5S, il piano a tavolino per far bella figura che gli si rivolta contro
Forse abbiamo capito: quello del Movimento 5 Stelle è stato un piano studiato a tavolino. Abbandonare la città a se stessa per consegnarla in pessimo stato all’amministrazione successiva ed avere, così, qualcosa di cui parlare addossando la colpa ai nuovi arrivati.
Lo hanno fatto, per esempio, segnalando “le docce non funzionanti” a Marina di Ragusa, nonostante alcune di quelle fossero state regalate alla città proprio dal M5S e ignorando che la pressione dell’acqua lungo la costa, quando nel quartiere rivierasco la popolazione sale da 3mila a 60mila, non è sufficiente a far sì che queste funzionino a dovere. Poi, nei giorni successivi a Ferragosto, qualche grillino si è premurato di chiedere quale fosse la programmazione di ampio respiro per Marina di Ragusa. Il 24 di agosto, mentre si pensa all’Addio all’Estate, c’è chi vuole conoscere i piani dell’amministrazione per la frazione della costa e ciò nonostante il richiedente abbia fatto parte fino a pochi mesi fa della compagine di governo precedente. Sapendo bene di aver lasciato l’Ente senza bilancio di previsione e senza nessun piano estivo. Nell’ultima settimana, invece, i consiglieri del M5S si sono concentrati sulla scerbatura in città, pur sapendo bene che il piano di intervento è stato sospeso ben prima dell’arrivo del sindaco Cassì. E il gioco è spassoso: man mano che si provvede a ripulire una zona della città, i grillini segnalano i disagi in un altro punto. Chissà se hanno compreso che, prima o poi, la scerbatura prevista dall’assessore Iacono sarà compiuta ovunque e loro non avranno più nulla da segnalare. L’ultimo comunicato stampa del Consigliere Firrincieli, poi, è un vero capolavoro: Firrincieli informa di aver chiesto all’Amministrazione di avviare i controlli sulla salute strutturale del Ponte San Vito e del viadotto Ottaviano e di averlo fatto proprio nel corso di una seduta della Commissione Assetto del Territorio convocata dal presidente Cilia proprio su questo argomento, controlli avviati comunque dall’Amministrazione Piccitto nel 2016. In pratica Firrincieli smentisce se stesso in un solo momento. Un capolavoro, appunto.
Ed ecco il piano: hanno lasciato tanti disastri da poter parlare ora, dall’altra parte della barricata, per qualche mese. Fortuna che presto dovranno cambiare disco.
[VIDEO] Salvatore Cilia in Commissione Assetto Territorio: "Trovare nuova via di fuga per Ibla"
[VIDEO] Salvatore Cilia in Commissione Assetto Territorio: "Trovare nuova via di fuga per Ibla"
Carmelo Anzaldo: “Il Comune si doti di nuove tecnologie per effettuare i primi controlli”.
Lo stato di manutenzione di alcune infrastrutture della città di Ragusa, ieri pomeriggio, al centro di una seduta della Commissione Assetto del Territorio, convocata dal presidente Salvatore Cilia e alla quale è stato presente anche l’esponente della Giunta Cassì con delega ai Lavori Pubblici Giovanni Giuffrida. All’ordine del giorno, nello specifico, il “Resoconto sulla vulnerabilità sismica, indagini e programma delle manutenzioni predisposte dal Settore IV Servizio VI-Protezione Civile sul ponte Papa Giovanni XXIII e sul viadotto che da Via G. Ottaviano si immette in via Risorgimento”.
“Ho pensato di convocare i colleghi Consigliere per affrontare questo tema - spiega il presidente Cilia - perché Ragusa, con i suoi due peculiari centri storici, presenterebbe alcune criticità in caso di emergenze. Pensiamo, per esempio, cosa potrebbe accadere se si verificasse un episodio sismico, con la città divisa in più parti dalle vallate, sormontate da ponti o viadotti, fondamentali per i collegamenti viari. Per questo motivo è necessario che il Comune abbia ben chiaro in che stato di salute si trovino queste infrastrutture. Nonostante, nell’ottobre del 2016, dall’allora Giunta municipale sia stata avviata un’opera di monitoraggio di due strutture, il ponte Papa Giovanni XXIII in via San Vito e il viadotto di collegamento tra via Risorgimento e Largo San Paolo, facendo più di quanto abbiano fatto altri enti, siamo ancora molto indietro”.
“Si tratta - continua ancora Cilia - di strutture viarie di importanza strategica che rappresentano delle vie di fuga in caso di emergenza per quanto riguarda l’eventuale macchina dei soccorsi della Protezione Civile. Mentre sono in corso le verifiche sulla loro salute strutturale, tuttavia, è necessario studiare una via alternativa, soprattutto per Ibla: una soluzione potrebbe essere quella sistemare la strada comunale Sant’Antonino-Stazione di Ibla, cioè il prolungamento della Circonvallazione di via Ottaviano, e renderla idonea al transito di mezzi pesanti in modo in modo da creare una nuova via di fuga dal quartiere barocco. Questa soluzione - conclude Cilia - ci impegneremo a portarla quanto prima all’attenzione dell’Amministrazione retta dal sindaco Cassì”.
Durante la seduta della Commissione consiliare è intervenuto anche il vice presidente Carmelo Anzaldo che, oltre a essersi dichiarato soddisfatto per quanto si sta facendo al fine di garantire la sicurezza dei cittadini che ogni giorno passano da quei punti della città, ha suggerito ai dirigenti presenti all’incontro “di prendere in esame la possibilità di dotare l’ente di nuovi strumenti tecnologici in grado di effettuare controlli preliminari, certamente non in grado di fornire all’Ente una certificazione di sicurezza, ma che possono essere utili per ottenere intanto delle prime importanti informazioni a costi notevolmente inferiori. Anche su questo - ha concluso Anzaldo - bisognerà riflettere”.
[VIDEO] Ecco perché Giorgio Mirabella rischia di perdere il seggio al Consiglio comunale di Ragusa
[VIDEO] Ecco perché Giorgio Mirabella rischia di perdere il seggio al Consiglio comunale di Ragusa
Ce lo ha spiegato al microfono Giorgio Massari, candidato a sindaco nelle amministrative dello scorso giugno. "Per calcolare la percentuale dei voti ottenuti dalle liste bisogna prendere in considerazione, secondo norma, i voti validi che devono corrispondere al totale dei voti ottenuti da ogni candidato a sindaco. Per questo - ha detto Giorgio Massari - per arrivare alla soglia del 5%, necessaria per ottenere l'accesso al Consiglio comunale, servono più voti di quelli ottenuti dalla lista Insieme che, invece, secondo i nostri calcoli, si fermerebbe al di sotto di questa soglia".
A rischiare il seggio è il Consigliere Giorgio Mirabella della lista Insieme, e, avendo la lista Ragusa Prossima più voti e godendo anche dei maggiori resti potrebbe ottenere quest'ultima il secondo Consigliere oltre a Gianni Iurato: si tratterebbe, secondo i dati ufficiali dell'ufficio elettorale, del candidato Saro Antoci.
Per Massari, che parla di giurisprudenza nazionale consolidata in materia, fare ricorso "è un modo anche per assicurare agli elettori la rappresentanza che gli spetta in Consiglio".
[VIDEO] Presentata in conferenza stampa la 4ª edizione di FestiWall
[VIDEO] Presentata in conferenza stampa la 4ª edizione di FestiWall
Si apre il 10 settembre la quarta edizione di FestiWall, il festival internazionale di arte pubblica che trasformerà Ragusa in un cantiere a cielo aperto, i cui protagonisti saranno gli artisti e i muri dell’area nord della città.
Confermata anche per quest’anno la collaborazione con il Comune di Ragusa, con il suo rinnovato supporto al festival, come afferma il Sindaco Giuseppe Cassì nella sua dichiarazione in Conferenza Stampa presso la Sala Giunta del Comune di Ragusa: «La nostra città si prepara ad accogliere una nuova edizione di “FestiWall”, festival internazionale di street art che già nelle precedenti edizioni ha riscosso tanta curiosità e interesse. I murales realizzati e quelli nuovi che si aggiungeranno quest'anno, daranno in un certo senso colore e vita agli edifici presenti in alcuni quartieri e anche a un sito di archeologia industriale scelto dagli organizzatori come quartiere generale della manifestazione.
FestiWall a Ragusa è divenuto ormai un modo per attuare nuove forme di espressione artistica creando luoghi di libera espressione del pensiero che servono anche a riqualificare e rivitalizzare spazi urbani attraverso interventi artistici. La scelta degli organizzatori di sfruttare per questa edizione viale Europa, via Archimede fino al viale dei Platani, servirà a creare in tali zone sei nuove opere d'arte a cielo aperto, sfruttando le pareti di alcuni edifici.
Interressante mi sembra altresì l'utilizzo del Lanificio, ex fabbrica di viale Europa individuata come quartiere generale di “Festiwall 2018” realizzando all'interno dello stesso quattro esposizioni che arricchiranno il programma dell'intera manifestazione.
Agli artisti internazionali che saranno a Ragusa nelle giornate dell'evento culturale auguro un buon soggiorno nella nostra città, che rimarrà sicuramente a loro grata per averla abbellita e resa più gradevole con i loro lavori”.
Per l’edizione 2018 FestiWall si rinnova arricchendo la programmazione con 6 muri e 4 mostre,
il tutto firmato da artisti internazionali con un’agenda fitta di eventi tra concerti, dj set, workshop,
talk e mostre.
Alla sua quarta edizione il festival prosegue un percorso di ricerca nell’ambito della migliore
arte pubblica internazionale, con lo scopo di offrire alla città un panorama completo delle ultime
produzioni della Street Art e a confrontarsi con i suoi rappresentanti più interessanti.
Le 6 opere murali di quest’anno si sommeranno ai 16 muri delle passate edizioni, opere permanenti consegnate alla comunità che hanno attivato un processo di rigenerazione urbana e hanno dato la possibilità ai cittadini di vivere in maniera partecipata il proprio territorio.
Per questa edizione gli artisti coinvolti, Hense (USA), Mohamed L’Ghacham (SPA/MA), Alexey Luka (RU), Telmo Miel (NL), Pastel (ARG), Dimitris Taxis (GRE), lavoreranno nell’area della città che va da viale Europa a via Archimede fino al viale dei Platani.
Iperrealismo, figurazione, astrattismo, riferimenti espliciti all’arte del secolo scorso e alle avanguardie, attenzione all’architettura e a tematiche legate all’attualità: questi alcuni dei motivi rintracciabili nelle opere degli artisti invitati, tutti accomunati da un forte legame con il contesto in cui lavorano, la sua storia e il suo paesaggio e da una profonda riflessione sui mezzi e sulle possibilità del loro lavoro.
Se nelle prime tre edizioni il festival si è rivolto prima al nuovo centro cittadino, poi alla zona popolare del quartiere Selvaggio, e infine al centro storico di Ragusa, ora si concentra sulla zona nord della città, quella industriale, densamente popolata, ma priva di punti di socializzazione.
Anche in questa nuova edizione FestiWall sceglie di trasformare uno spazio esistente nel suo quartier generale. Il cuore della manifestazione sarà all’interno degli spazi del Lanificio: un’ex fabbrica tessile realizzata agli inizi degli anni ’60 da un imprenditore illuminato, con sistemi costruttivi e architetture all’avanguardia, uno dei più importanti siti di archeologia industriale della città.
All’interno degli spazi dell’ex fabbrica le 4 esposizioni site specific di Clemens Behr (DE), che realizzerà un’installazione con i materiali trovati all’interno dello stabile, Alex FaKso (IT) con una mostra di opere fotografiche inedite dal 2013 ad oggi, Luca Font (IT) con un progetto site specific
in realtà aumentata e infine Gurrieri/Sciveres (IT) dai cognomi degli architetti Giuseppe Gurrieri e Nunzio Gabriele Sciveres, che hanno condotto uno studio sul recupero dell’area di archeologia industriale del Lanificio.
Insieme a un team di giovani professionisti e all’agenzia di comunicazione Go Marketing & Co. è stato redatto un masterplan dell’area alla ricerca di nuove e inedite strategie urbane. Il gruppo di architetti ragusani espone la ricerca condotta in questi mesi dal titolo Cose dell’altro mondo, che prevede il riuso dell’area privata per generare, anche solo temporaneamente, nuovi spazi di aggregazione in una zona che, pur essendo di recente costruzione e ricco di abitanti, risulta priva di spazi di socializzazione.
Oltre alle mostre, il Quartier Generale ospiterà tutti gli eventi della manifestazione: due workshop, uno con Luca Barcellona, calligrafo tra i più noti in Italia e in Europa, e l’altro di linocut, tecnica di stampa diretta su carta, cartone o stoffa con Elena Campa; la proiezione del documentario di Studio Cromie; una serata dedicata alla Stand Up Comedy con Pietro Sparacino; il talk La città possibile con gli architetti Giuseppe Gurrieri e Nunzio Gabriele Sciveres, moderata da Francesco Pagliari; e infine i live de L’Elfo, Gigante, Amato Jazz Trio, Go Dugong, Tama Sumo e molti altri.
L’arte urbana compone una mappa, disegna un nuovo paesaggio, rimette in moto pratiche positive per la cittadinanza. Come affermano Vincenzo Cascone e Antonio Sortino dell'Associazione Culturale Pandora, ideatori e curatori del progetto: «La scelta di intervenire in una zona definita geograficamente all’interno della città - sia per caratteristiche che per funzione -ma ancora priva di una propria identità, deriva dalla necessità del festival di proseguire il suo dialogo con il tessuto urbano utilizzando i muri e l’arte come connettore sociale e urbano, e di compiere un primo passo immaginando una nuova evoluzione della città».
L’indipendenza del progetto, la capacità di innescare relazioni durature con partner attivi sul territorio, la ricchezza dell’offerta culturale e la puntuale analisi delle dinamiche urbane, rendono FestiWall un unicum sulla scena artistica italiana e contribuiscono a trasformare Ragusa in una delle mete di riferimento per gli appassionati di Street Art.
Artisti e location FestiWall 2018:
Headquarter, Lanificio, via Feliciano Rossitto, 7, Clemens Behr (DE) + Alex FaKso (IT) + Luca Font (IT) + Gurrieri / Sciveres
Hense (USA), Cantiere Argo Software, Viale Europa, Liceo Scientifico E. Fermi
Mohamed L’Ghacham (SPA/MA), Muro Fazio Neon, Viale Europa
Alexey Luka (RU), Muro La Torre, via Canova/ via Pio La Torre
Telmo Miel (NL), Muro Canova, via Canova/ via Pio La Torre
Pastel (ARG), Muro Siet, via Archimede
Dimitris Taxis (GRE), Muro Geometra, via G. la Pira / viale dei Platani, Istituto Tecnico Rosario Gagliardi
[VIDEO] Accorpamento settori Comune di Ragusa, Cassì: "Vogliamo spendere meglio le risorse"

[VIDEO] Accorpamento settori Comune di Ragusa, Cassì: "Vogliamo spendere meglio le risorse"
"Con la riduzione dei settori da 12 a sette non si intende raggiungere semplicemente un risparmio per le risorse comunali, ma il nostro scopo è anche quello di spendere meglio le risorse di cui il Comune di Ragusa dispone". Il sindaco di Ragusa, avv. Peppe Cassì, spiega al nostro microfono il senso della recente decisione della Giunta municipale.
[VIDEO] Dalla Regione ai Comuni oltre 12mln per i parcheggi, D'Asta: "Come intende partecipare Ragusa?"
[VIDEO] Dalla Regione ai Comuni oltre 12mln per i parcheggi, D'Asta: "Come intende partecipare Ragusa?"
“La capacità di usufruire di finanziamenti regionali, ministeriali e soprattutto europei, in una ottica di mobilità sostenibile che si lega a riduzione dell’inquinamento, innovazione e ad infrastrutture, è una delle sfide del futuro di ogni singola comunità. E Ragusa questa partita deve giocarla, diventando sempre di più una città green. Ci sono oltre 12 milioni e 600mila euro messi a disposizione dal Governo regionale finalizzati alla creazione di parcheggi di interscambio nei Comuni con oltre 30mila abitanti. E tra questi, naturalmente, c’è anche Ragusa. Vorremmo, dunque, comprendere qual è il percorso che la Giunta municipale retta dal sindaco Cassì intende portare avanti per far sì che possano arrivare una parte di queste somme”. A dirlo è il consigliere comunale Mario D’Asta il quale sottolinea come questo percorso rientri nella politica del governo regionale di sostenere gli enti locali in un’opera di riqualificazione del proprio patrimonio infrastrutturale dotando il territorio di parcheggi di interscambio che, in altre città d’Italia, sono realtà da almeno una decina d’anni. “E’ fin troppo evidente – continua D’Asta – che tutto ciò presuppone il fatto che l’amministrazione comunale sia pronta, o abbia a disposizione gli elementi, per una progettazione sostenibile che possa essere successivamente finanziata. Va bene l’organizzazione della mobilità pubblica, unita anche alla riduzione delle emissioni inquinanti, ma se non si trovano gli spunti realizzativi necessari si rischia di fare un buco nell’acqua. Da questo punto di vista dovremmo comprendere se abbiamo a disposizione, o a che punto è il relativo iter, per dotare Ragusa di un Piano urbano di mobilità sostenibile e di un aggiornamento del Piano generale del traffico urbano, entrambi strumenti collegati al Piano regolatore generale la cui discussione abbiamo già chiesto sia posta in essere. Ecco perché sollecito la Giunta Cassì ad accogliere in maniera positiva la sollecitazione proveniente da una opposizione responsabile e costruttiva attivandosi a potere elaborare e fornire l’adeguata documentazione necessaria a far sì che la nostra città possa attivamente concorrere ad ottenere una quota parte dei fondi a disposizione. Sulla mobilità sostenibile e su una Ragusa green si gioca una delle scommesse fondamentali per la crescita della nostra città, sempre più meta di turisti”. D’Asta, poi, aggiunge: “Non c’è solo il discorso legato a Pums e Pgtu, dovremmo puntare anche a dotare il Comune di una figura come quella del mobility manager e di un ufficio ad hoc su cui già diverse città europee ed italiane possono contare. Chiediamo, quindi, al sindaco di muoversi in tale direzione perché in questo modo si potrà puntare ad avere una città più sostenibile, che riduce l’inquinamento, in cui sia facilitato l’utilizzo dei mezzi pubblici e di quelli privati. Il mobility manager, oltre a giocare un ruolo centrale per le politiche generali della mobilità alternativa e sostenibile, sarà chiamato a fornire soluzioni anche per il personale dipendente dell’ente oltre che per quello delle aziende con oltre trecento dipendenti presenti sul territorio comunale. Faremmo davvero un bel passo in avanti per quanto riguarda i temi della sostenibilità urbana che non possono essere affatto trascurati”.
