Maltempo, anche a Modica attivato il presidio di Protezione civile

Maltempo, anche a Modica attivato il presidio di Protezione civile

A seguito dell’emissione del bollettino meteo del Dipartimento Regionale di Protezione Civile che innalza il livello di allerta da giallo ad arancione a partire dalle ore 00:00 del 16 novembre, il Sindaco di Modica Ignazio Abbate ha prontamente attivato a partire dalle ore 23:00 il Presidio Operativo di Protezione Civile (contattabile per ogni emergenza al numero 0932456292) e le squadre del Presidio Territoriale per il monitoraggio delle condizioni meteo durante il corso della notte. In queste circostanze è bene ricordare alla popolazione di mettere in atto le dovute cautele del caso come quelle di non sostare in luoghi esposti a rischi di allagamenti (cantine, garage,etc) o raffiche di vento (alberi, pali della luce, etc etc). Dopo una fitta rete di corrispondenze con gli altri sindaci della provincia di Ragusa, abbiamo valutato che al momento non sussistono le condizioni per chiudere le scuole.


M5S Ragusa, gruppo consiliare torna sotto: Gianna Sigona al gruppo misto

M5S Ragusa, gruppo consiliare torna sotto: Gianna Sigona al gruppo misto

Il consigliere comunale eletto nel M5S di Ragusa, Gianna Sigona ha lasciato il gruppo consiliare passando al gruppo misto.
"Non condividendo più la linea politica del movimento, tanto a Roma quanto a Palermo e nella nostra città - ha dichiarato in aula - e non condividendo i metodi con i quali il gruppo consiliare riflette le proprie scelte, credo sia più opportuno annunciare il mio passaggio al gruppo misto, convinta come sono di poter contribuire ugualmente, come sempre fatto, all'interesse complessivo della nostra città".
Il Movimento 5 Stelle al Comune di Ragusa, dunque, passa da 15 a 14 consiglieri su 30.


[VIDEO] Lavori alla rete idrica di Ragusa, parla il sindaco Piccitto

[VIDEO] Lavori alla rete idrica di Ragusa, parla il sindaco Piccitto

Conferenza stampa questa mattina in sala giunta al Comune di Ragusa per illustrare lo stato dell'arte in merito ai lavori alla rete acquedottistica della città, iniziati ormai da qualche mese.


[VIDEO] Gaetano Armao spiega il senso della "indignazione" del movimento che ha fondato

[VIDEO] Gaetano Armao spiega il senso della "indignazione" del movimento che ha fondato

"SicilianIndignati" è il nome del movimento fondato dal prof. Gaetano Armao che ieri, in occasione della presentazione della candidata Martina Guarascio nella lista di Forza Italia, ma in quota proprio a quel movimento, ci ha spiegato qual è da cosa nasce questa indignazione. Soprattutto ci ha spiegato in cosa si differisce il suo movimento dal populismo che proprio dall'indignazione nasce e con quella si autoalimenta.


[VIDEO] Martina Guarascio candidata all'Ars in Forza Italia, ecco perché. Armao: "Percorso condiviso"

[VIDEO] Martina Guarascio candidata all'Ars in Forza Italia, ecco perché. Armao: "Percorso condiviso"

Presentata ieri in conferenza stampa la candidatura di Martina Guarascio all'Assemblea Regionale Siciliana, nella lista di Forza Italia. Presente il leader del movimento SicilianIndignati, il prof. Gaetano Armao.
Martina Guarascio è stata anche fortemente criticata, pure sui social, perché la sua famiglia ha beneficiato nel gennaio del 2016 di una donazione del M5S che ha contribuito in modo determinante all'acquisto della casa che i Guarascio rischiavano di perdere in una vicenda di aste giudiziarie e a causa della quale il padre di Martina, Giovanni Guarascio, ha deciso di compiere un atto di protesta estremo, togliendosi la vita.
"La nostra famiglia si è sempre ritrovata nei valori e i principi del centrodestra e di Forza Italia in particolare - ha detto la candidata - e il M5S non mi ha comprata. Intendo lottare soprattutto contro il sistema delle aste giudiziarie che ha colpito la nostra famiglia e come lei molte altre".
Sulla questione è intervenuto anche Armao: "Con Martina si è scelto un percorso condiviso e il suo impegno è un dito puntato contro vicende che hanno devastato tante famiglie siciliane e che sono sofferenti per colpa di un sistema creditizio da rivedere. Trovo indecenti le critiche nei confronti di Martina. E' stato fatto un gesto di generosità e lì doveva finire. Il Movimento 5 Stelle sente il terreno franargli sotto i piedi e dovrebbero spiegare ai siciliani cosa hanno fatto in cinque anni contro Crocetta, quando invece ci sembra abbiano litigato la mattina per accordarsi la sera".


[VIDEO] Vittoria, la conferenza stampa del sindaco Moscato sull'operazione Exit Poll

[VIDEO] Vittoria, la conferenza stampa del sindaco Moscato sull'operazione Exit Poll

"Con queste accuse si e' toccata la mia moralita', va subito chiarito che dopo le mie dichiarazioni rese nel giugno scorso, la mia posizione si e' affievolita tanto da non risultare alcuna indagine a mio carico per il reato ascrivibile al 416 bis. Personalmente non ho mai avuto alcun contatto con malavitosi". Cosi', nel corso di una conferenza stampa, dopo le dichiarazioni del Procuratore di Catania, il sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, all'indomani dell'operazione 'Exit poll' che ha portato all'arresto, tra gli altri, dell'ex sindaco Giuseppe Nicosia e del fratello Fabio, finiti ai domiciliari. Moscato risulta indagato per corruzione elettorale. "Secondo una ipotesi del Procuratore Zuccaro - dice Moscato - avrei avuto un accordo elettorale per sistemare 60 dipendenti della Tekla (l'azienda che gestisce la raccolta rifiuti), ma la stessa procura poi dichiara che non prendo parte agli accordi". "Inoltre, secondo le accuse - aggiunge il sindaco - ci sarebbe stata una mia sudditanza nei confronti dei Nicosia e avrei percepito redditi dovuti ad incarichi professionali. Ieri ho chiesto la certificazione dei soldi percepiti dal sottoscritto dal Comune di Vittoria, sono tutti emolumenti che ho percepito per il ruolo di consigliere comunale. Tra l'altro mi sono abilitato nel 2009, mentre le accuse parlano di rapporti con i Nicosia a partire dal 2006".

Ecco i video della conferenza stampa del sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, durante la quale ha spiegato la sua posizione.

Prima parte:

Seconda parte:


Operazione Exit Poll: ai domiciliari ex sindaco di Vittoria e il fratello. Il documento della Procura

Operazione Exit Poll: ai domiciliari ex sindaco di Vittoria e il fratello. Il documento della Procura

Ecco il documento della Procura di Catania, consegnato ai giornalisti durante la conferenza stampa, ancora in corso presso la procura etnea:

Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di sei soggetti in quanto responsabili di scambio elettorale politico-mafioso per fatti attinenti alle elezioni amministrative tenutesi lo scorso anno nel Comune di Vittoria.
Inoltre, è stata applicata la misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici nei confronti dell'assessore al Bilancio dell'epoca per falsificazione delle autenticazioni delle sottoscrizioni delle liste elettorali.
Le indagini, coordinate dalla Ddda, sono state svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e hanno portato all'emissione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di:
- Giuseppe Nicosia (cl. 1963), già sindaco di Vittoria per due mandati consecutivi dal 2006 al 2016; - Fabio Nicosia (cl. 1966), fratello del precedente, eletto consigliere comunale a Vittoria nella tornata elettorale del 2016;
- Giombattista Puccio (cl. 1960), detto “Titta u ballerinu”, di cui è stata accertata giudizialmente nel 2003 la contemporanea appartenenza alle associazioni mafiose “Cosa Nostra” e “Stidda”; il Puccio è stato inoltre coinvolto in diverse operazioni condotte nei confronti del clan stiddaro “Dominante – Carbonaro” (Operazioni Squalo nel 1994 e "Flash Back" nel 2006) ed è indicato da più collaboratori di giustizia quale attuale esponente di spicco della Stidda;
- Venerando Lauretta (cl. 1969), già condannato per la sua appartenenza, al clan “Dominante – Carbonaro”;
- Raffaele Di Pietro (cl. 1962) e Raffaele Giunta (el. 1962), entrambi gravati da vari precedenti penali; i due risultano aver svolto un ruolo di intermediazione attiva nell’accordo criminale stretto tra politica e mafia.

Le Fiamme Gialle, sotto la direzione della Procura, hanno effettuato intercettazioni telefoniche, perquisizioni, sequestri e acquisizioni documentali.

Un contributo notevole è stato altresì fornito dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia da cui è emerso con chiarezza l’intreccio affaristico-politico-mafioso che, nella città di Vittoria, ha condizionato e orientato le scelte elettorali anche prima delle elezioni amministrative del 2016.

Il quadro delineato dai collaboratori di giustizia è infatti molto ampio ed evidenzia come i fratelli Nicosia abbiano ricevuto a Vittoria il sostegno elettorale della “Stidda” sia nelle amministrative del 2006 e 2011, sia nelle regionali/nazionali del 2008 e 2012.

Il convogliamento dei voti, secondo il dato univocamente acquisito, veniva ripagato dal sindaco Giuseppe Nicosia con l'assegnazione di appalti e posti di lavoro a favore degli attuali coindagati Giunta e Di Pietro. In questo allarmante scenario le attività dei Finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Catania hanno consentito di tracciare ed attualizzare i contatti avvenuti tra i fratelli Nicosia ed esponenti di vertice della “Stidda”, sodalizio mafioso che risulta essere particolarmente attivo, in area vittoriese, nella gestione economica di interi settori quali la raccolta della plastica e la produzione degli imballaggi per i prodotti ortofrutticoli.

Sí inserisce in questo quadro la strategia politica dei fratelli Nicosia, orientata a mantenere e consolidare il peso e l’autorevolezza conquistati nel corso dell'ultimo decennio nelle decisioni del governo locale. Il collaudato sistema clientelare si reggeva inoltre anche sui voti degli operatori ecologici: alle ultime elezioni, il sindaco uscente Giuseppe Nicosia assicurava infatti l'assunzione di 60 dipendenti dalla società subentrante nella gestione dei rifiuti a Vittoria. Nel corso delle indagini è stata tra l'altro altresì monitorata una riunione, sollecitata dal Di Pietro, tra i fratelli Nicosia e i lavoratori dell'azienda di gestione dei rifiuti, finalizzata a sancire il sostegno elettorale di quest'ultimi in favore dei Nicosia. Nelle fasi antecedenti la competizione elettorale del 2016, sono stati registrati contatti tra i Nicosia e gli esponenti di vertice del clan stiddaro Giombattista Puccio e Venerando Lauretta. Si è accertato in particolare che Raffaele Giunta, anch’egli candidato al Consiglio Comunale prima che uno scandalo mediatico gli imponesse il ritiro dalla competizione, chiamava Venerando Lauretta richiedendo allo stesso la ricerca di voti a suo favore. Il Lauretta, in risposta, evidenziava di essere già impegnato a sostenere la coalizione appoggiata dai Nicosia, aggiungendo che, in cambio, gli era stato promesso dal sindaco uscente lo sgombero di un edificio pubblico, dove consentirgli di avviare un centro di assistenza per persone con handicap.

L’1 giugno 2016 gli investigatori hanno assistito a un incontro tra Fabio Nicosia e Giombattista Puccio, svoltosi presso la sede di una società di imballaggi in cartone.
Il contatto tra Puccio e Nicosia è stato confermato anche da successive captazioni di conversazioni telefoniche tra Di Pietro e Puccio. Da queste ultime si è rilevata la disponibilità del Puccio a fornire sostegno elettorale in cambio di benefici connessi allo svolgimento delle attività economiche gestite dal proprio figlio nel settore della rimozione dei rifiuti. Da ultimo, destinataria della misura interdittiva è Nadia Fiorellini (cl. 1962), all'epoca dei fatti assessore al Comune di Vittoria, che, nella sua qualità di pubblico ufficiale, risponde di falso ideologico in atto pubblico avendo falsamente autenticato come apposte in sua presenza numerose firme per la presentazione della lista elettorale “Nuove idee” in cui era candidato Fabio Nicosia, firme che di fatto erano state invece apposte dai coindagati Di Pietro e Giunta.


Mafia, blitz contro "Stidda". In manette 15 persone nel ragusano e confisca di beni

Mafia, blitz contro "Stidda". In manette 15 persone nel ragusano e confisca di beni

Sono in tutto quindici le persone raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nell'ambito di un'operazione antimafia nel ragusano, che ha inferto un duro colpo al clan "Ventura", facente parte dell'associazione di stampo mafioso denominata "Stidda". I provvedimenti, emessi su richiesta della DDA della Procura di Catania, sono stati eseguiti dalla Polizia di Stato e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di RAGUSA. Gli indagati devono rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso, finalizzata alle estorsioni e intestazione fittizia di beni nel territorio di Vittoria. Gli investigatori hanno eseguito perquisizioni e anche sequestri preventivi di un'azienda di imballaggi per prodotti ortofrutticoli e di terreni agricoli adibiti per la coltivazione in serra. Al centro delle indagini sono finiti coloro che avrebbero assicurato il protrarsi dell'operativita' della cosca, nonostante la cattura nel corso degli anni degli esponenti di spicco della "Stidda". Da qui il nome dell'operazione "Survivors". Gli investigatori hanno accertato che dopo la cattura di Carmelo Dominante, avrebbe assunto il comando Filippo Ventura, che lo avrebbe mantenuto anche durante la permanenza in carcere. La reggenza dell´associazione sarebbe passata poi a Rosario Nifosi' e successivamente, per volonta' dello stesso Ventura, al fratello Giambattista Ventura. L'attivita' investigativa ha fatto luce sulle attivita' estorsive della cosca, condotte in modo capillare in un territorio, quello di Vittoria, che e' caratterizzato dalla presenza di numerose imprese soprattutto agricole o legate alla lavorazione dei prodotti ortofrutticoli destinati al mercato locale che serve tutto il territorio italiano. L'associazione inoltre, come e' stato accertato, disponeva di un arsenale di armi che di recente sono state rivenute dalla Squadra Mobile di RAGUSA, armi pronte per essere impiegate in attivita' criminali da parte della famiglia Ventura e dei suoi affilitati. Un valido contributo alle indagini e' stato dato anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, che hanno contribuito a delineare l'organigramma dell´associazione. Il modus operandi, tipicamente mafioso, sarebbe stato contraddistinto dall'assenza di condotte violente e di minacce eclatanti, avvalendosi il gruppo dell'intimidazione, derivante dal riconosciuto carisma criminale consolidato sul territorio di Vittoria. Cosi' era sufficiente avanzare alle vittime la richiesta di un regalo per la "famiglia" e in particolare per i parenti ristretti in carcere: "siamo della famiglia devi consegnarci 5.000 euro"; "un regalo per la famiglia". Dalle intercettazioni e' emersa la spietatezza degli affiliati alla cosca che, in alcuni casi, nel commentare tra loro gli atti intimidatori nei riguardi di una vittima, si esprimevano cosi': "belle cose hai qui...cose che prendono fuoco; ... lui e' impallidito e mi ha chiesto chi ti manda? Io gli ho dato un ceffone appena mi ha chiesto il nome"; "paga e svelto, 4 o 5 mila euro... con quattro se ne esce... se non ha capito, ora lo ammazziamo". Gli investigatori hanno accertato che, con i proventi delle attivita' illecite, alcuni degli indagati avrebbero creato l´azienda per imballaggi denominata "Linea Pack" avente come oggetto la produzione e commercializzazione di cassette, bancali e vaschette in plastica per prodotti ortofrutticoli. Dell'azienda in questione e' stato richiesto dalla Procura e disposto dal gip il sequestro preventivo ai fini della confisca. Secondo quanto accertato, nel corso delle indagini, l'azienda sarebbe stata nella effettiva disponibilita' e gestione di Giambattista e Angelo Ventura, e di Francesco ed Enzo Giliberto, e fittiziamente intestata a persone legate da rapporti di parentela con gli stessi Ventura e Giliberto. La sede dell'azienda sarebbe stata anche utilizzata dalla famiglia Ventura, dai Giliberto, nonche' dagli altri affiliati come quartiere generale per le riunioni e la pianificazione di attivita' criminali. Oltre all'azienda sono stati sequestrati due terreni riconducibili sempre alla famiglia Ventura. In particolare sono state sequestrate due serre di circa 20 mila metri quadrati, per un valore di circa 50 mila euro. Questi due impianti serricoli sono intestati fittiziamente a due persone estranee alla famiglia Ventura.

(Fonte: Italpress)


Mariano Ferro a Ragusa per impedire uno sfratto. L'appello al presidente del Tribunale

Mariano Ferro a Ragusa per impedire uno sfratto. L'appello al presidente del Tribunale

Il leader del Popolo dei Forconi, Mariano Ferro, è stato presente questa mattina presso un'abitazione di Ragusa dove si è tentato di evitare lo sfratto di una famiglia composta, tra gli altri, da una donna gravemente malata e un minore.

Mariano Ferro ha rivolto un appello al nuovo Presidente del Tribunale di Ragusa per affrontare la questione delle aste giudiziarie e delle case vendute a "prezzi vili".


[VIDEO] Si è insediato oggi il nuovo questore di Ragusa, il dr. Salvatore La Rosa

[VIDEO] Si è insediato oggi il nuovo questore di Ragusa, il dr. Salvatore La Rosa

Ecco il curriculum del nuovo questore:

Dirigente Superiore della Polizia di Stato dr. Salvatore La Rosa

Il dr. Salvatore La Rosa è nato a Messina nell’Aprile del 1962 e nella città dello Stretto si è laureato in Giurisprudenza nonché ha conseguito l’abilitazione a svolgere la professione di avvocato.

Vincitore del concorso per Vice Commissario della Polizia di Stato nel 1989, ha frequentato, dall’ottobre dello stesso anno, il relativo corso di formazione in Roma.

Nell’Agosto del 1990, al termine del periodo formativo, è stato nominato Dirigente del Commissariato di P.S. di Priolo Gargallo (SR) e, dopo un anno, trasferito alla Squadra Mobile aretusea.

Nel Novembre del ’93 ha assunto la Dirigenza del Commissariato di PS, di Avola (SR) e, nel Marzo del 2000, quella dell’omologo ufficio di PS di Noto (SR).

Nel Maggio del 2003 è nominato Reggente del Commissariato di PS di Lamezia Terme (CZ) e, nell’anno seguente, vincitore del 3° concorso per Primo Dirigente, viene promosso alla relativa qualifica permanendo nella funzione di Dirigente del Commissariato lumetino.

Nell‘Ottobre del 2005 lascia la Calabria e rientra in Sicilia dove assume la Dirigenza del Commissariato di PS di Gela (CL).

Nell’Agosto 2007 viene nominato Capo di Gabinetto della Questura di Siracusa, incarico che ricopre sino all’ottobre del 2012 quando assume le funzioni di Vicario del Questore di Messina.

Nell’incarico vicariale permane sino al 2016, anno in cui Viene ammesso ed avviato, nell’ottobre, alla frequenza del XXXII Corso di Alta Formazione presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, in Roma.

Nel Giugno del 2017 consegue il Titolo dell‘Alta Formazione (t.SFP) e Master di Il livello in “Sicurezza, Coordinamento lnterforze e Cooperazione lnternazionale" pesso l’Università di Roma "La Sapienza".

Nell'Aprile del 2017 durante la frequenza del Corso di Alta Formazione, è promosso Dirigente Superiore.

Nel corso degli anni è stato destinatario di una pletora di riconoscimenti per attività di servizio, ha disimpegnato numerosi incarichi di insegnamento,anche di livello universitario, in materie professionali e conseguito, oltre ai titoli indicati a tergo, la Laurea Specialistica in “Scienze delle Pubbliche Amministrazioni", presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania, e un ulteriore Master di II Livello, della Università “La Sapienza” di Roma, in “Scienze Criminologico Forensi”.

Dal primo di Agosto del 2017 ha assunto le funzioni di Questore di Ragusa.