Comiso. Pregiudicato distrugge una vetreria per non pagare

Comiso. Pregiudicato distrugge una vetreria per non pagare
Un imprenditore di Comiso di 44 anni, lunedì pomeriggio, recatosi in una vetreria ha mandato in frantumi numerose lastre di vetro, per un valore di 15 mila euro, poiché il titolare dell'azienda aveva preteso, una volta di troppo, di poter riscuotere il suo credito.
Il 44enne arrivato nel laboratorio, armato di una spranga, aveva cercato il titolare, che era fuori città. Raggiunto telefonicamente lo minaccia di morte, come minaccia i due dipendenti, che impauriti si rifugiano in uno sgabuzzino. A questo punto l'uomo, che ha precedenti penali per estorsione, danneggiamento, oltraggio a pubblico ufficiale e truffa, inizia a distruggere tutto. Prima di andarsene, minaccia ancora una volta i due operai, intimandogli di tenere la bocca chiusa.
Giunta sul posto la polizia non ha potuto che constatare i danni. Acquisite le informazioni sul conto dell’imprenditore comisano, la polizia immediatamente si metteva sulle tracce dell’uomo, che nel frattempo aveva fatto perdere le sue tracce.
In considerazione della pericolosità del soggetto e della gravità del fatto, l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico chiedeva altresì l’emissione di una misura restrittiva, sussistendo nella fattispecie precise e stringenti esigenze cautelari.
La Ragusa-Catania ancora aspetta la firma per la convenzione

La Ragusa-Catania ancora aspetta la firma per la convenzione
“Qualcuno ci dica se ci sia motivo per non essere preoccupati. Sono passati dodici giorni dalla data prevista per la firma della convenzione per il raddoppio di carreggiata della Ragusa-Catania, avrebbe dovuto essere lo scorso 7 febbraio, ma ancora non è accaduto nulla. Ci sono stati degli intoppi? Sono emersi problemi che non conosciamo e che hanno reso necessario questo ulteriore slittamento? Finalmente questa grande opera potrà essere disancorata dal libro dei sogni per diventare realtà?”. Sono gli interrogativi che si pone il commissario cittadino de “La Destra”, Giuseppe Dipasquale, che ammette la propria preoccupazione per il mancato rispetto del cronoprogramma che, tra l’altro, aveva avuto, l’1 febbraio scorso, un illustre sponsor nell’ancora attuale ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. “Se oggigiorno – aggiunge Dipasquale – non si può più prestare fede neppure alle parole di un ministro, allora è chiaro che non abbiamo più cosa pensare. Non metto in dubbio che trattandosi di un iter burocratico alquanto complesso, si sia potuto verificare qualche intoppo che ha reso necessario fare slittare ulteriormente (ma quante volte è accaduto negli ultimi mesi?) i termini. Ma se è stato così, perché non renderlo noto all’opinione pubblica? Anche soltanto per evitare di far fare brutta figura al ministro che, durante la sua visita a Ragusa, aveva dato la cosa ormai per certa? Ancora una volta, dal punto di vista infrastrutturale, in attesa che si realizzi il primo chilometro di autostrada, continuiamo a recitare il ruolo di Cenerentola. E per fortuna che ha preso il via l’attività dell’aeroporto di Comiso. Che, perlomeno, ci aiuta ad rendere meno drastica e pesante questa tendenza. E che però bisognerebbe valorizzare nella maniera dovuta. E la realizzazione della Rg-Ct è certamente prioritaria anche per questa ragione”.
Modica. Arrestato pedofilo. Il padre del ragazzo era compiacente

Modica. Arrestato pedofilo. Il padre del ragazzo era compiacente
La Polizia di Stato, ieri a Modica ha arrestato un insospettabile professore in pensione, sorpreso davanti ad una scuola media a compiere atti sessuali con un minorenne. Le indagini svolte dal commissariato di Modica svelavano che l’anziano aveva pagato, per avere tali rapporti, lo stesso minore e il padre di quest’ultimo. Padre e figlio, peraltro, ricattavano l’anziano con foto hard che lo ritraevano col minore.
Le indagini della Polizia, iniziate lo scorso settembre, scaturivano da un esposto anonimo che segnalava l’anziano nei pressi di una scuola secondaria del centro storico di Modica, intento a fotografare alcuni ragazzini. A seguito di tale segnalazione veniva immediatamente avviata una meticolosa attività di indagine, coordinata dal sostituto procuratore della repubblica Marco Rota.
L’attività investigativa svolta anche mediante intercettazioni telefoniche, consentiva di svelare circostanze e rapporti umani degradati che coinvolgevano due minori rumeni in storie di sesso con un insospettabile anziano modicano, con la complicità prezzolata da parte del padre dei minori, L. P. G., di anni 44.
Attraverso un’attività di intercettazioni telefoniche iniziata lo scorso dicembre i poliziotti scoprivano come da un lato l’anziano avesse intrattenuto, nel tempo, rapporti sessuali con due minorenni, pagando somme di denaro alla famiglia che avrebbe dovuto tutelarli; dall’altro, si rilevava come costoro, senza scrupolo, dopo aver avviato alla prostituzione e sfruttato i propri figli, allorquando l’anziano per indisponibilità economica, diradava i pagamenti, iniziavano a minacciarlo di ricorrere alla polizia.
da quanto emerso dalle indagini, pare che il B. V. non potesse sottrarsi al ricatto in corso già da tempo, per timore che venissero svelate alcune foto che lo ritraevano con i due minori.
Oltre a dargli vitto e alloggio, il B., in cambio di continue “attenzioni sessuali” con i minori, cedeva a questi piccole somme di denaro contante, acquistando vestiti, cellulari, notebook e portandoli anche in giro per gli autosaloni di questo centro alla ricerca di una macchina da acquistare in loro favore, così come già era avvenuto in passato con l’acquisto di un furgone.
Tale acquisto, tuttavia, veniva rinviato nel tempo per le difficoltà economiche in cui versa il pensionato, vincolato, su disposizione del tribunale, ad una amministrazione controllata dei beni che, verosimilmente, aveva dilapidato per soddisfare i suoi vizi.
Le intercettazioni svelavano come il B., per far fronte alle continue richieste estorsive, era stato costretto a vendere beni mobili di valore come quadri, libri antichi, finanche ad appropriarsi del pianoforte della figlia, allo scopo di venderlo per realizzare contante.
L’arresto dell’anziano eseguito dalla polizia di Modica scoperto mentre era intento a compiere atti sessuali con un minore in cambio di regali e denaro, promessi o già elargiti, ha rivelato una vicenda di degrado sociale in cui vivevano i minori, avviati alla prostituzione minorile dal padre, che nel tempo, piuttosto che darsi a proficuo lavoro non ha disdegnato di “asservire” i propri figli ai vizi di un anziano.
A seguito di tali fatti la polizia di stato nella giornata di ieri 18.02.2014 prima ha tratto in arresto b. v. e, immediatamente dopo, chiarite altre circostanze che mostravano le responsabilità del padre del minore, L. P. G., poneva quest’ultimo in stato di fermo per il reato di estorsione in danno del B.. quest’ultimo, in ragione dell’età e dello stato di salute veniva condotto in regime di arresti domiciliari presso una casa di riposo di modica, a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre L. P. G. veniva associato presso la casa circondariale di ragusa a disposizione dell’A.G.. il minore quindicenne, denunciato in stato di libertà per il reato di estorsione continuata in concorso con il padre, giuste direttive del p.m. di turno della procura della repubblica per i minorenni di catania, veniva affidato assieme al fratello ad una casa famiglia, considerato che la madre si trova in altra regione.
Concorsi pubblici. Piccitto cambia le regole perché scoperto?

Concorsi pubblici. Piccitto cambia le regole perché scoperto?
“Dopo l'aumento delle tasse di 9 milioni di euro - dichiara Sonia Migliore consigliere Udc - con la contemporanea indizione dei concorsi per 4 dirigenti e 13 funzionari; dopo che abbiamo fatto rilevare l'anomalia politica di un 'comune al disastro', così come enunciato dal sindaco e dall'assessore Martorana, che non avrebbe, quindi, potuto permettersi altri 17 dipendenti; dopo che abbiamo rilevato con una interrogazione al sindaco e alla Corte dei Conti, anche l'illegittimità riportata nel bando di concorso per dirigente economista in cui viene attribuito solo il 40% ai titoli e addirittura il 60% al 'colloquio'; dopo che abbiamo rilevato anche l'illegittimità nello stesso bando di concorso, relativa al previo e mancato avviso di mobilità esterna, previsto dalla legge come obbligatorio prima di bandire un concorso pubblico; nonostante tutto non abbiamo mai ricevuto una risposta nel merito della questione, ma solo innumerevoli attacchi e insulti da parte del M5S alla mia persona, colpevole di avere denunciato pubblicamente il fatto, esercitando la mia libera azione di opposizione”.
L'amministrazione scoperta nel suo giochino cosa fa? Redige una delibera di Giunta (n. 57 dello scorso 14 febbraio) ed “integra il regolamento comunale per la disciplina dei concorsi per l'assunzione a tempo indeterminato. Piccitto e i suoi assessori, dopo aver emanato il bando per dirigente economista a tempo indeterminato, adesso si appellano ad una norma (legge 350 del 2003) secondo cui "gli Enti possono (quindi non devono) utilizzare le graduatorie di pubblici concorsi in corso di validità approvate da altre Amministrazioni, previo accordo tra le stesse".
“E' lecito – si domanda la Migliore – chiedere perché? E' lecito chiedere con quale altro ente si sta accordando il sindaco? E' lecito chiedere se non era più opportuno modificare il regolamento prima dell'indizione del concorso? E' lecito pensare che questa procedura appare confusa e un poco "in ombra", quasi diretta ad un "ripescaggio" di qualche candidato che si è posizionato bene in altri concorsi? Di certo è lecito fare queste domande e avere queste perplessità, sarebbe altrettanto lecito che il sindaco rispondesse con motivazioni convincenti e non attraverso un ulteriore comunicato del M5S pieno di ingiurie nei confronti di chi formula i quesiti. Risponda, sindaco e, ovviamente, se il primo cittadino non si dispiace, manderemo questa delibera alla conoscenza dell'assessorato agli Enti locali e alla Corte dei Conti”.
Confcommercio: burocrazia e fisco stritolano la nostra economia

Confcommercio: burocrazia e fisco stritolano la nostra economia
Confcommercio Ragusa, guidata dal presidente provinciale Sergio Magro, con il direttore Emanuele Brugaletta, ha partecipato, ieri a Roma, alla manifestazione “Senza impresa non c’è Italia”. “C’erano anche i nostri imprenditori – dice il presidente Magro – alla mobilitazione voluta da Rete Imprese Italia che hanno voluto mettere in luce come il tessuto produttivo sia ormai ridotto allo stremo e ha bisogno di segnali importanti per rimettersi in moto. Noi, con la dura presa di posizione di ieri, abbiamo voluto dire basta ad un fisco che schiaccia imprese e famiglie e sottrae risorse allo sviluppo. Abbiamo chiesto con forza che si tolgano vincoli e costi che pesano sul lavoro per poter assumere i giovani e che le banche ricomincino ad investire sull’economia reale”. In primo piano anche il calvario burocratico e una tassazione locale irresponsabile. E la necessità di fare saldare allo Stato i propri debiti con le imprese. Il presidente Magro ha poi incontrato il presidente nazionale Carlo Sangalli che ha avuto parole di stima per la consistente delegazione che la rappresentanza iblea è riuscita a portare a Roma. “Dall’estremo lembo meridionale dell’Italia – prosegue Magro – abbiamo fatto sentire la nostra voce a testimonianza di come tutti chiediao interventi di forte impulso alla ripresa economica oltre a misure urgenti per consentire alle imprese di resistere alle difficoltà e tornare rapidamente allo sviluppo”.
Cappello ringrazia Massari e rilancia la sua proposta

Cappello ringrazia Massari e rilancia la sua proposta
Giorgio Cappello, presidente regionale della Piccola Industria, esprime il suo apprezzamento per le dichiarazioni rilasciate da PD e SEL che propongono la stipula di un patto straordinario anticrisi per la provincia di Ragusa.
"La volontà della Piccola Industria di Confindustria Sicilia - dichiara Cappello - andava esattamente nella direzione di riaccendere i riflettori sull'economia della nostra provincia e di stimolare un dibattito pubblico sulle condizioni prioritarie per un rilancio dello sviluppo economico della nostra provincia, valorizzandone tutte le potenzialità ancora inespresse o malamente integrate.
Le affermazioni del sindaco di Ragusa in apertura dei lavori del convegno, non a caso intitolato 'l'Italia Riparte dal Sud', hanno riscosso l'apprezzamento della nostra Associazione, e sono quindi particolarmente lieto che, a quell'intervento del sindaco di Ragusa per la stipula di un patto per lo sviluppo locale, faccia seguito un coro di voci favorevoli e la consapevolezza espressa da autorevoli protagonisti della politica locale.
Solo un confronto serrato e costruttivo fra tutte le parti politiche, economiche e sociali interessate, può riaprire la strada a una possibile rinascita di Ragusa e della sua provincia, fondata sul rafforzamento delle piccole e medie imprese del comparto industriale, dell'artigianato, dell'agricoltura, del commercio e dei servizi.
Penso allora che oggi più di prima, in assenza del livello di coordinamento provinciale, il ruolo dei primi cittadini e di una loro stretta concertazione sia di fondamentale importanza per riaccendere la voglia di operare, assicurando a tutti le condizioni necessarie per il funzionamento del sistema locale.
Faccio appello, pertanto, al primo cittadino di Ragusa e a tutti i Sindaci della nostra provincia di istituire un Tavolo permanente, che vada a costruire con le parti sociali un nuovo progetto di sviluppo e di rilancio della provincia di Ragusa, rimuovendo ciascuno la logica di appartenenza politica, e lavorando insieme per un unico obiettivo, vincere la crisi".
La grave emergenza costituita dal "rischio di chiusura delle aziende, perdita costante di posti di lavoro e impoverimento crescente delle famiglie della provincia di ragusa" deve essere affrontata e risolta, responsabilmente, in tempi rapidi, senza polemiche e con la voglia reale e concreta di fare il bene della comunità.
Massari ed il patto solidale tra politica, imprenditori e società

Massari ed il patto solidale tra politica, imprenditori e società
In un lungo comunicato stampa Giorgio Massari, capogruppo del Pd al Consiglio comunale di Ragusa, prende le mosse dal convegno organizzato da Confindustria, "L'Italia riparte dal Sud", lo scorso primo febbraio, per fare una disamina sui mali atavici della nostra società, un'analisi attenta su economia, politica e società. Quasi un appello accorato, che lo conduce a sottolineare come l'uscita dalla crisi non possa che passare per un patto solidale tra queste tre realtà. Il mondo imprenditoriale, il mondo politico e alla società civile, nella speranza che questi tre soggetti facciano finalmente sistema, lasciandosi alle spalle, una volta per tutte, le peculiari spinte egocentristiche, per mettere al centro l'uomo, con le sue necessità, i suoi valori.
Il consigliere Massari nell'evidenziare le cause della crisi e nel prospettare le possibili soluzioni sottolinea come gli atteggiamenti colpevoli di queste tre realtà hanno determinato ed aggravato la situazione attuale. Innanzitutto la miopia della classe politica, sin troppo spesso impegnata a difendere una posizione di privilegio, la sua, un atteggiamento che gli ha precluso la possibilità di una programmazione per un concreto e solido sviluppo dell'intera società.
Nonostante, il consigliere, loda le parole del presidente regionale della piccola industria, Giorgio Cappello, come l'intera iniziativa di Confindustria, non si esime dal puntare il dito anche contro il mondo imprenditoriale, distaccato o forse disinteressato nei confronti del territorio in cui opera. “Le imprese – scrive – devono sentirsi responsabili rispetto al territorio e alle comunità locali in cui insistono, responsabili rispetto alla qualità della vita dell'ambiente in cui sono insediate”, sottolinea come una certa postura mentale degli imprenditori non gioca a favore né dell'impresa né della società, considerata nel suo insieme. La cooperazioni, la collaborazione e i consorzi non sono mai divenuti un tratto distintivo del tessuto imprenditoriale, una condizione fondamentale per affrontare le sfide di un mercato sempre più globale. "L'azienda – scrive Massari prendendo spunto dal discorso di Cappello – è un motore per lo sviluppo, ma – aggiunge – da sola essa rimane una struttura che non va da nessuna parte, se non è dentro un sistema più ampio che fornisce il propellente e la direzione; uscendo di metafora solo se riusciamo a mettere su un sistema dialogante in cui imprese, società civile e politica riescono a estrarre ognuno per la sua parte le qualità migliori della propria funzione, si potrà tentare di uscire dal declino".
L'idea di Massari è ambiziosa a tratti rivoluzionaria. Occorre scommettere sulla cultura, cita il Corfilac come esempio, un potenziale centro d'eccellenza fagocitato dalla politica. Parla di burocrazia e fiscalità, parla di territorio e della necessità di ripensare l'industria edile del recupero e della ristrutturazione; parla di green-economy, ma anche di infrastrutture e di smart-city, dell'ineluttabilità di dover sostenere il turismo e l'agricoltura. Occorre provarci dando vita a “uno spazio pubblico – conclude – pensato come un osservatorio permanente per lo sviluppo che veda come protagonisti quei soggetti disposti a confrontarsi e progettare azioni concrete che sappiano generare il futuro”.
Oggi inizia la seconda sessione di "Vittoria Sperimenta"

Oggi inizia la seconda sessione di "Vittoria Sperimenta"
Giuseppe Colombo, Carmelo Candiano e Giovanni La Cognata sono i tre nomi della terna d’onore protagonista della seconda sessione di Vittoria Sperimenta, che prende il via oggi nella sala grande al primo piano del Chiostro di Santa Maria delle Grazie, trasformato ormai stabilmente in vero e proprio atelier d’arte, crocevia di talenti ed esperienze artistiche.
La manifestazione d’arte contemporanea ideata da Giovanni Robustelli, che ne è anche il direttore artistico, e realizzata da Akash Produzioni con il patrocinio del Comune di Vittoria, ha già visto una prima sessione molto partecipata ed efficace rispetto all’obiettivo dell’iniziativa, che è quello di attivare un dialogo culturale tra territorio e arte contemporanea, creando in questo città una inedita fucina di sperimentazione permanente. In modo del tutto inusuale e, appunto, sperimentale, la pittura viene infatti “messa in mostra” all’atto del processo creativo: lo spettatore assiste all’intima ricerca che porta l’artista ad interpretare ciò che lo circonda e dunque a realizzare la sua opera; ciò che normalmente avviene in un atelier, qui accade in estemporanea, inaugurando una nuova forma di dialogo tra l’arte e il pubblico.
Anche i tre ospiti di questa settimana, dunque, saranno chiamati a realizzare un lavoro in estemporanea, con la tecnica e le dimensioni che preferiranno.
“La seconda settimana di Vittoria Sperimenta –commenta il presidente di Akash Produzioni Ivano Fachin – inizia con tre artisti molto amati e apprezzati dai collezionisti e dalla critica, Giovanni La Cognata, Giuseppe Colombo e Carmelo Candiano. Tre autori con una sensibilità diversa, nei confronti della materia, dalla pietra pece di Candiano alle pennellate vigorose di La Cognata al respiro delicato di Colombo. Appena arrivati hanno iniziato subito a familiarizzare con lo spazio e i loro linguaggi. Ad incontrarli, i primi visitatori, una classe della scuola elementare, i primi avventori che questa mattina sono subito venuti a trovarci. I volti dei bambini meravigliati, la curiosità appassionata. Le domande ingenue e profonde. E poi i passanti, gli artisti di Vittoria, che sono venuti a osservare e dialogare con i loro colleghi; tutto questo da senso a quello che stiamo facendo, e rende unica questa esperienza”.
L’atelier di Santa Maria delle Grazie potrà essere visitato dal pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Le opere prodotte saranno presentate sabato 22 febbraio, a partire dalle 19, nel corso di una serata-evento che diventerà appuntamento fisso a conclusione di ogni sessione.
Un nuovo programma per rilanciare la Scuola dello sport

Un nuovo programma per rilanciare la Scuola dello sport
Dopo qualche anno di colpevole inattività i vertici della Scuola dello sport regionale hanno deciso, questa mattina, di rilanciarne il ruolo con una serie di iniziative, anche a carattere internazionale, che creino un ponte tra la Sicilia e l'Italia, tra la Sicilia e i paesi del Mediterraneo. Una riunione, quella di stamane a Ragusa, fortemente voluta dal commissario reggente del Coni Sicilia, Giorgio Scarso, con il supporto del vice commissario reggente, Orazio Arancio, rivolta a tutti i delegati provinciali che, di fatto, costituiscono il Consiglio della scuola.
“Questo vertice – ha dichiarato al termine il commissario reggente Giorgio Scarso – era di fondamentale importanza per rilanciare le ambizioni di una struttura che, per fini istitutivi, punta alla formazione e alla diffusione della cultura sportiva. Mi piace immaginare una Scuola dello sport capace di venire incontro alle esigenze di base delle federazioni a livello regionale coinvolgendo le professionalità esistenti in Sicilia. Faremo di tutto perché possa diventare un punto di riferimento a livello internazionale considerando il bacino del Mediterraneo come area di scambio tra culture diverse. Qui, già in passato, sono stati realizzati alcuni eventi di grande spessore e posso anticipare che nel mese di ottobre porteremo avanti un corso per istruttori di scherma di tutti i Paesi del Mediterraneo. Deve essere questa la vocazione della Scuola. Spesso sentiamo parecchi discorsi che tendono a vantare la centralità della Sicilia nel Mare nostrum. Nei fatti, però, non si concretizza quasi mai nulla. E’ la dimostrazione che lo sport, viceversa, riesce ad essere un passo avanti. La Scuola vuole diventare un collante tra culture diverse con la sua sede naturale in Sicilia e, nello specifico, a Ragusa”.
Anche la delegazione di Rete imprese Italia era presente alla manifestazione di Roma

Anche la delegazione di Rete imprese Italia era presente alla manifestazione di Roma
Anche la provincia di Ragusa ha partecipato alla manifestazione nazionale lanciata oggi a Roma da Rete Imprese Italia, il soggetto che riunisce le associazioni di categoria più importanti, per chiedere con forza a Governo e Parlamento una svolta urgente della politica economica. La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale, che anche nel 2014 rimarrà a livelli intollerabili, rischiano di prolungare i loro effetti sulle imprese, già stremate da forti difficoltà, e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie. Soddisfazione per la partecipazione della delegazione iblea è stata manifestata dal presidente della Confesercenti Provinciale di Ragusa Riccardo Santamaria, portavoce di turno di Rete Imprese Italia. “Senza l’impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro” è stato lo slogan della manifestazione che ha visto giungere a Roma da ogni parte d’Italia le molte rappresentanze di imprenditori di Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti. Preentata una folta piattaforma rivendicativa con cui si chiede al mondo della politica un reale cambiamento economico e sociale. “Il mondo dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del terziario di mercato rappresenta il tessuto produttivo dell'Italia – spiega Santamaria - Dal futuro di questo sistema di imprese dipende il futuro del Paese. Per questo, le imprese vogliono esprimere il profondo disagio per le condizioni di pesante incertezza in cui sono costrette ad operare ma anche avanzare concrete proposte di rapida attuazione che possano evitare il declino economico e ripristinare un clima più positivo e di maggior fiducia nel futuro”.
