Si delineano nuove prospettive per il futuro del Corfilac

Si delineano nuove prospettive per il futuro del Corfilac

Piena unità d'intenti tra il sindaco Federico Piccitto e i vertici del Corfilac, innanzitutto sulla tanto agognata revisione dello statuto del Consorzio di ricerca filiera lattiero-casearia.
L'incontro tra il primo cittadino e il nuovo presidente dell’ente, prof. Salvatore Barbagallo, insieme al suo vice, Salvatore Barresi, ha affrontato anche la delicata questione dei finanziamenti regionali, a tal proposito Piccitto ha ribadito il massimo impegno per garantire, per quanto possibile, i fondi necessari attraverso un confronto serrato con la Regione. Piena condivisione anche sulla necessità di aprire il Corfilac all’esterno, sviluppando iniziative parallele tese alla promozione ed al potenziamento dell’attività dell’ente, insieme all'attività di ricerca, a servizio del settore zootecnico ed agroalimentare. Nel corso della stessa mattinata il sindaco ha incontrato inoltre i dipendenti del Corfilac, ribadendo quanto già espresso durante il confronto con i vertici dell'ente.
"Il clima di rinnovato dialogo e collaborazione riscontrato sia nel confronto con il presidente del Corfilac che con i dipendenti - spiega il primo cittadino - è un ottimo viatico per la crescita e lo sviluppo dell'ente, il quale, oltre a mantenere uno stretto legame con il territorio ibleo, è chiamato a diventare un punto di riferimento per l'intera zootecnia regionale. E’ questo il duplice obiettivo della nuova fase appena avviata, che va concretizzato al meglio attraverso la volontà comune e l’impegno di tutti i soci del consorzio".


L'Asp 7 vara il Piano anticorruzione

L'Asp 7 vara il Piano anticorruzione

Il Piano anticorruzione dell'Asp di Ragusa è una realtà. Riguarderà il triennio 2014-2015-2016 e ha come suo obiettivo quello di prevenire qualsiasi illecito nell'amministrazione degli ospedali della provincia. Nel Piano vengono individuate le strategie ed i processi più idonei per evidenziare le criticità della struttura, organizzando il personale ed i tempi, in funzione alla valutazione dei rischi degli ipotetici illeciti. Delineando questo processo si stabilisco le strategie di controllo, mentre si promuovono tutti quegli interventi atti a prevenire l'azione criminogena.
La ratio del Piano si esplicita seguendo due direttive: dar vita ad un ambiente quanto il più refrattario possibile alle attività illecite ed evidenziare la vulnerabilità della struttura di fronte alle condotte criminali tramite il continuo monitoraggio dei processi decisionali. Insomma la prevenzione dell'illegalità per l'Asp viene riassunta nei tre concetti chiave: ispezione, controlli e vigilanza.
Un altro tratto distintivo del Piano anticorruzione è la Whistleblowig, cioè la segnalazione degli illeciti da parte del dipendente dell'Asp con la certezza dell'anonimato, la Whistleblowig prevede inoltre la formazione dei dipendenti chiamati ad operare in quei settori particolarmente esposti al rischio corruzione.
La redazione di questo importantissimo strumento è stato il frutto della collaborazione del Responsabile della prevenzione della corruzione dell’ASP di Ragusa, dott. Giacomo Lauricella, e  dell’esperto in criminologia dott. Calogero Claudio Pace, e permetterà di sviluppare un percorso finalizzato a creare un ambiente capace di promuovere la legalità, il rispetto delle regole e l’onestà attraverso una cultura dell’etica civile. “La trasparenza – ha dichiarato il commissario straordinario Vito Amato - nelle procedure e nei risultati potrebbe avere un impatto positivo nel settore degli appalti e delle forniture, tra l’altro  la creazione di un sistema di tutele e incentivi per chi denuncia eventuali abusi può essere d’aiuto nella repressione di alcune fattispecie”.

Donato un “martisor” da alcuni alunni del plesso “EcceHomo” al sindaco Piccitto

Donato un “martisor” da alcuni alunni del plesso “EcceHomo” al sindaco Piccitto

“Martie”, in rumeno Marzo, rappresenta l’inizio della primavera che per il popolo rumeno decorre tradizionalmente dal 1° del mese. In occasione della “Festa della Primavera”  vengono regalati piccoli amuleti augurali (martisor) decorati e avvolti in un nastro rosso (simboleggiante l’inverno) e bianco (che simboleggia la primavera).  E un piccolo talismano è stato donato stamani al sindaco Federico Piccitto da alcuni alunni dell’ istituto comprensivo Pascoli, plesso Ecce Homo, accompagnati dalle insegnanti, dalla presidente dell’associazione Prometeo onlus Lisa Iudice e dalla socia e mediatrice culturale e linguistica Mariana Unc.

L’iniziativa messa in campo dall’associazione Prometeo, coinvolgendo il plesso Ecce Homo dell’istituto comprensivo Pascoli che accoglie un’alta percentuale di alunni stranieri, è servita ad organizzare degli incontri presso la scuola per spiegare il significato della tradizionale festa rumena e realizzare insieme agli alunni gli amuleti augurali da offrire ai passanti  del quartiere. Il sindaco Federico Piccitto ha ringraziato i bambini, le insegnanti e l’associazione Prometeo per la lodevole iniziativa, rimarcando quanto importante sia la valorizzazione delle diversità culturali nei processi di crescita  e di  arricchimento reciproco.  Una pubblicazione di stampe del Castello di Donnafugata è stata donata dal primo cittadino ai piccoli visitatori ed alle loro accompagnatrici.


A Comiso si parla di Tares e il dibattito si infiamma

A Comiso si parla di Tares e il dibattito si infiamma

Al Comune di Comiso si parla di Tares. La Confesercenti insieme ad altre associazioni di categoria hanno incontrato l'Amministrazione per discutere delle agevolazioni previste dall'area Pip e naturalmente del saldo della Tares per il 2013.
I toni del dibattito si sono immediatamente accesi e non poteva essere altrimenti viste le oggettive difficoltà della categoria ad rispettare i propri obblighi e le tante anomalie riscontrate sulle bollette.

Confesercenti auspica per il futuro un progetto comune di collaborazione tra Amministrazione comunale e Associazioni di categoria, basate su un dialogo fattivo e collaborativo al fine di trovare soluzioni che comprendano tutte le aree produttive, nessuna esclusa, suggerendo di accelerare il censimento delle utenze non dichiarate al Comune ad oggi, al fine di alleggerire l’imposizione che ha colpito commercianti e cittadini di Comiso. Inoltre auspica che il processo di correzione degli errori registrati sugli avvisi di pagamento emessi ricada sulle utenze non censite e non si adoperi per una distribuzione che coinvolga tutti.

Confesercenti, a seguito dell’incontro, informa i propri associati che le proprie sedi sono disponibili a verificare il corretto calcolo del tributo dovuto, inoltre comunica la disponibilità dell’Amministrazione comunale a valutare per ogni singolo caso un eventuale rateizzazione dei tributi locali, e non solo della Tares 2013.


Cinque stelle: chiudiamo il passaggio a livello, anzi no!

Cinque stelle: chiudiamo il passaggio a livello, anzi no!

Il passaggio a livello di via Paestum è un pericolo e perciò c'è chi lo vuol chiudere. Chiuderlo, però, significherebbe troncare un'arteria importante della nostra città ed estromettere tutte quelle attività commerciali che vivono grazie a quel traffico veicolare. Per questo fu presentato un atto di indirizzo sei mesi fa per provare ad indagare soluzioni alternativa, ma da allora il silenzio è totale.

Ieri, lunedì 3 marzo, la tematica è stata riproposta in Consiglio comunale, ma l'astensione della maggioranza e del Movimento Città ha rigettato nell'oblio l'atto di indirizzo. I consiglieri di opposizione, Mario Chiavola, Giuseppe Lo Destro, Elisa Marino, Mario D’Asta per il Pd, Angelo Laporta, Maurizio Tumino, Giorgio Mirabella e Gianluca Morando, non possono che manifestare tutto il loro disappunto per lo sterile ostruzionismo della maggioranza.
Occorre trovare una soluzione definitiva alla questione del passaggio a livello di via Paestum, ma “ciò che emerge dall’esito dei lavori d’Aula – dichiara Sonia Migliore - depone a sfavore di quest’ultima considerazione, non solo si evince che l’Amministrazione e la maggioranza pentastellata sostengono solo verbalmente la causa di quanti vogliono mantenere aperto il passaggio, ma, fatto assai grave, dimostrano che sulla problematica mancano assolutamente di progettualità, in pratica brancolano nel buio più assoluto e ogni possibile soluzione è affidata solo a proposte tutte da verificare, dai tempi assai lunghi e dagli esiti anche incerti”.

La bocciatura dell'atto di indirizzo, l'apatia della maggioranza nei confronti di questa tematica potrebbe convincere le Ferrovie dello Stato a decidersi per la chiusura coatta del passaggio a livello. “Unica nota positiva della seduta – conclude la Migliore - la accorta e agile conduzione dei lavori d’Aula da parte del presidente Iacono, a cui va rivolto il plauso perché, anche per un atto di indirizzo, ha voluto concedere una tempistica allargata, per gli interventi, al fine di permettere un dibattito quanto mai articolato ed efficace, volto ad assicurare una possibile definizione delle misure importanti da attuare per la risoluzione della annosa questione”.


L'Agenzia delle Entrate continua ad ignorare le istanze dei terremotati del '90

L'Agenzia delle Entrate continua ad ignorare le istanze dei terremotati del '90

“Nonostante siano trascorsi oltre 23 anni dal terremoto che colpì la Sicilia sud orientale la notte del 13 dicembre 1990, non si è risolta la questione legata al rimborso delle maggiori imposte e dei maggiori contributi versati puntualmente nelle casse dell'erario da cittadini e contribuenti onesti e diligenti, pur tra i disagi e le incertezze che susseguirono all'evento sismico”. E’ quanto denuncia il presidente dell’Associazione nazionale commercialisti di Ragusa, Antonietta Laterra.

“Giova ricordare – aggiunge quest’ultima – che ai contribuenti residenti nelle province di Ragusa, Siracusa e Catania, colpite dal sisma, il legislatore ha dato la possibilità, negli anni 1990, 1991 e 1992, di sospendere i versamenti dei tributi dovuti e, immediatamente a seguire, la rateizzazione del totale dovuto maggiorato di interessi. I tributi sospesi e non versati sono stati oggetto di condono nel 2002 ossia è stata data la possibilità di pagarli per il solo 10% del loro ammontare".

Nel frattempo però alcuni cittadini avevano iniziato a pagare i tributi, maggiorati dagli interessi, mentre altri hanno beneficiato totalmente del condono. A questo punto i cittadini più solerti non hanno potuto fare altro che chiedere un rimborso per le cifre eccedenti quel 10%, ma ancora oggi le loro istanza non sono state accettate dall'Agenzia delle Entrate. In difesa di questi cittadini si sono schierati sin da subito il Coordinamento siciliano delle associazioni dei commercialisti, l'Associazione nazionale commercialisti, i prefetti delle tre province colpite dal sisma oltre ai vertici degli uffici finanziari.

"Non è ammissibile che un cittadino, o più precisamente il contribuente più diligente - conclude Laterra - debba vedersi negato e calpestato un diritto da parte di un Fisco ingordo il quale si erge al di sopra della stessa legge non attenendosi a quanto sentenziato perfino dalla suprema Corte di Cassazione. Sono trascorsi ben oltre 23 anni e già, in molti casi, quegli onesti contribuenti, trattati da sudditi e non da cittadini, non hanno visto arrivare il rimborso prima di passare a miglior vita: che sia questo l’obiettivo del Fisco?”.


Chiaramonte. Il carnevale finisce in rissa, 5 gli arrestati

Chiaramonte. Il carnevale finisce in rissa, 5 gli arrestati

I festeggiamenti della prima serata del Carnevale di Chiaramonte Gulfi, con la musica in piazza Duomo del dj, si erano da poco conclusi e la folla era ormai defluita per far rientro nella propria abitazione, quando nel Corso Umberto del paese pedemontano, è scoppiata una rissa che ha coinvolto 5 ragazzi, a seguito della quale sono partite diverse chiamate alla Centrale Operativa. Il tempestivo intervento dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria ha permesso di individuare e trarre in arresto: Giuseppe Battaglia, di Comiso nato nell'88, Mattia Failla, di Vittoria del '93, Giovanni Battaglia, vittoriese dell'83, Giampaolo Dicaro, ragusano dell'85, e paolo Mercorillo, di Chiaramonte del '91, per aver dato origine e preso parte ad un rissa per futili motivi, a seguito della quale gli stessi sono stati medicati dai sanitari dell’Ospedale Civile di Vittoria con prognosi da 1 a 3 giorni a testa per contusioni ed escoriazioni agli arti superiori e al volto.
A seguito della loro condotta, i 5 sono stati tratti in arresto ed al termine delle formalità di rito sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea davanti la quale dovranno rispondere del reato di rissa aggravata e lesioni personali.


Iacono: "Chi vota la rifoma delle province se ne assume la responsabilità"

Iacono: "Chi vota la rifoma delle province se ne assume la responsabilità"

Il Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa Giovanni Iacono lancia un accorato appello a tutta la deputazione iblea, ai sindaci, ai consiglieri comunali e ai loro riferimenti politici all’Assemblea Regionale Siciliana sulla vicenda dei liberi consorzi e sul DDL delle Città Metropolitane.
“Già nell’aprile del  2012 - dichiara il presidente del Consiglio, Giovanni Iacono  - e a più riprese nel 2013 avevo lanciato l’allarme sugli scenari e sulle conseguenze per l’avvio confuso ed errato del processo di riforma degli enti territoriali con l’abolizione delle province, e i fatti mi hanno dato ragione. Non si è fatta in alcun modo una seria riforma organica, ma solo un pasticcio velenoso.  Ciò che si accinge a votare l’Assemblea Regionale Siciliana con l’istituzione delle città metropolitane  la considero, per la provincia di Ragusa,  una vera e propria catastrofe. Ci troveremo a mantenere l’apparato gigantesco e costosissimo della Regione siciliana (questa si da abolire), le città metropolitane di Palermo e Catania a fare da 'assi pigliatutto'  e poi svariati, frammentati,  'svuotati' di funzioni e con attività  sovrapposte (v. rifiuti ed SRR)  'Consorzi tra liberi Comuni'. Infine i Comuni sempre meno autonomi e con i tanti problemi quotidiani".

Altro che rivoluzione, questa riforma è un classico pasticcio all'italiana o per meglio dire alla siciliana. Un ibrido che vuol accontentare tutti e che alla fine creerà più danni di quelli che vorrebbe risolvere. E' questa la denuncia di Iacono, che si lamenta di una riforma che nel tempo è stata resa sempre meno organica e quindi meno efficace i cui costi saranno pagati in toto da tutti i comuni eccezion fatta per le città che verranno trasformate per decreto in "metropoli".

"Nella sostanza - continua Iacono - questa abolizione delle province si sta attuando ignorando totalmente la partecipazione ai processi decisionali, ad esempio dei comuni e dei consigli comunali,  creando disagi ai cittadini che avranno come riferimento amministrativo altre sedi più distanti, parcellizzando e cancellando le identità e indebolendo ulteriormente  alcuni territori a vantaggio di altri come, appunto, le città metropolitane che in rapporto alle aumentate funzioni riusciranno, ovviamente, a drenare risorse economiche.  Faccio appello - conclude Iacono -  in primis a tutta la deputazione iblea e alla responsabilità che si assumeranno con i cittadini per le conseguenze di un eventuale voto favorevole su una  “riforma” confusa e dannosa per il nostro territorio. Rivolgo l’appello ai Sindaci, ai Consigli Comunali e a tutte le forze politiche affinché si attivino urgentemente per fare prevalere il buon senso al di là delle appartenenze”.


Strisce blu. Non esistono più i 15 minuniti di tolleranza?

Strisce blu. Non esistono più i 15 minuniti di tolleranza?

“Riteniamo ci sia la necessità di fare chiarezza. Anche perché questa mattina, a Ragusa, si è diffuso un certo malumore per la vicenda dei quindici minuti di cortesia sulle strisce blu dopo che la società che gestisce il servizio aveva fatto apporre sulle tabelle che delimitano le aree di sosta l’indicazione secondo cui anche questo periodo temporale avrebbe dovuto essere a pagamento. Sono stati soprattutto i commercianti delle aree interessate a manifestare notevole disagio per la situazione. Ho ricevuto numerose lamentele, in particolare, dagli operatori di via Archimede”. E’ quanto afferma la consigliera comunale indipendente Elisa Marino anche dopo avere appreso che l’Amministrazione, per bocca del vice sindaco Massimo Iannucci, è intenzionata a fare un passo indietro. “O meglio – continua Marino – l’Amministrazione dice di non saperne niente e che tutto è nato da un difetto di comunicazione. Vorremmo capire da parte di chi: non pensiamo che l’azienda autonomamente abbia deciso di predisporre questi cartelli, evidenziando la soppressione del periodo di cortesia, creando problemi a bella posta. Pensiamo, piuttosto, che come sempre l’approssimazione l’abbia fatta da padrone e che, adesso, la Giunta Piccitto cerca di correre ai ripari. Aspettiamo di vedere quale sarà la prossima perla”.


Gruppi consiliari e commissioni, M5S spinge per una modifica, ma...

Gruppi consiliari e commissioni, M5S spinge per una modifica, ma...

Il Movimento 5 stelle sottoporrà al vaglio del Consiglio Comunale una proposta per modernizzare il Comune e per razionalizzare la spesa.
Questa proposta passa fondamentalmente per la revisione di 4 articoli del Regolamento comunale, l'articolo 8, l'11, il 13 ed il 16.
L'articolo 8 parla della cessazione, della decadenza e della revoca della carica del presidente e del vice presidente del Consiglio. La novità proposta consiste proprio nella possibilità di sfiduciare le due cariche. Questa novità, che non incide sulla spesa, diverrebbe essenziale in previsione un rimpasto in maggioranza, la poltrona della presidenza diventerebbe merce di scambio per accontentare qualche personalità rimasta fuori dai giochi.
Articolo 11. Qui c'è la vera grande novità. Non potranno esistere più Gruppi consiliari costituiti da un singolo consigliere, fatta eccezione per il gruppo misto. Anche qui nessun risparmio economico per l'Ente, ma di sicuro questa riforma, qualora passasse, snaturerebbe le liste ed i partiti obbligandoli ad associarsi. I gruppi composti da un solo consigliere, oggi, sono 8 più il gruppo misto, questi, in base alla proposta, dovrebbero accorparsi, non si capisce però secondo quale criterio politico, ideologico, morale. La prima vittima di questa riforma sarebbe la rappresentanza popolare ignorata da questo apparentamento forzoso voluto dall'alto.
Articolo 13 ossia sulla composizione delle Commissioni consiliari. Sino ad oggi la rappresentanza nelle commissioni era proporzionata al numero dei consiglieri eletti. Secondo il regolamento attuale: “il numero dei commissari è pari al quoziente che si ottiene dividendo il numero dei consiglieri di ciascun partito per tre”. In base a questo calcolo le commissioni oggi sono composte da 17 membri di cui 6 rappresentanti della maggioranza.
La riforma proposta dai Cinque stelle è un po' più “cervellotica”. Ogni gruppo non può avere più di quattro commissari, mentre ai “gruppi di minoranza debbono essere assegnati almeno due rappresentanti”. Premettiamo che allo stato attuale il Consiglio comunale è composto dal gruppo consiliare dei 5 Stelle, da quello del Pd, con due consiglieri, e poi i nove gruppi con un solo consigliere, ci sarebbe pure Partecipiamo, ma Iacono fa il presidente d'Aula. Restando così le cose, i gruppi di minoranza che si verrebbero a formare, a proposta approvata ed ignorando Partecipiamo, oscillerebbero da 5 a 6, con gli apparentamenti minimi. Il tutto dipende da Ialacqua, il più vicino all'Amministrazione, il quale se decidesse di allearsi con un partito, i gruppi diventerebbero sei, altrimenti dovrebbe confluire nel gruppo misto e così i gruppi scenderebbero a 5.
Detto ciò passiamo alle due possibili interpretazioni della riforma dell'articolo 13, ambedue figlie della riforma dell'articolo 11.
La prima. Se leggiamo letteralmente la proposta succede che ogni commissione sarà composta da 16 membri, se i gruppi consiliari di minoranza sono 6, mentre si scende a 14 membri se i gruppi di minoranza sono 5, visto che ai “gruppi di minoranza debbono essere assegnati almeno due rappresentanti”. Il risparmio così ottenuto sarebbe ridicolo, quindi a che pro?
Ben altra cosa, invece, la si otterrebbe con la seconda lettura, la quale parte da un assunto, la riforma è scritta male. Infatti, se ogni gruppo composto da soli due consiglieri, può avere un solo rappresentante per Commissione, in base al calcolo del regolamento attuale, abrogato dalla proposta i membri da 17 scenderebbero a 9 con 5 rappresentanti dell'opposizione o a 10 con i 6 gruppi consiliari, di cui 4 commissari a 5 Stelle.
Più che un risparmio economico il Movimento con i suoi 3.411 voti (9,62% di preferenze) non solo potrebbe contare sulla maggioranza schiacciante in Consiglio, ma raggiungerebbe pure una sostanziale parità nelle Commissioni, annichilendo una volta per tutte le opposizioni, cioè la vita democratica.