Prima regione italiana per siti culturali, archeologici e artistici
Prima regione italiana per siti culturali, archeologici e artistici
Forse non tutti sanno che la Sicilia è una delle terre più ricche di patrimonio storico e culturale, con sette siti riconosciuti dall’UNESCO, 188 teatri, 139 musei e 32 parchi archeologici. Questi numeri la rendono la prima regione italiana per siti culturali, tesori, zone archeologiche e patrimoni artistici. Un primato che da un lato ci rende orgogliosi ma che dall’altro ci lascia l’amaro in bocca perche, tutti sanno, invece, che questo ben di Dio non ci porta ad essere tra le regioni più sviluppate d’Italia. lo diciamo da sempre: noi potremmo vivere con i proventi del turismo e della cultura, oltre ad una buona percentuale di agricoltura ed industria e invece, a causa del mal governo , siamo carenti nei servizi, sperperando denaro pubblico, con scuole obsolete, ospedali, mezzi di trasporto ed infrastrutture fatiscenti. Inoltre dilaga la delinquenza e alcune aree naturali, che dovrebbero essere curate con i guanti, sono ancora immerse nella sporcizia e nel degrado assoluto. E riguardo a tali patrimoni artistici-culturali dei dati impietosi arrivano dal rapporto “Sistema Cultura Sicilia” presentato da The European House Ambrosetti. La ricerca fa emergere un paradosso grave, infatti la vasta ricchezza culturale che abbiamo, non vede la partecipazione della popolazione alle attività culturali. Solo il 24% dei residenti ha visitato un sito archeologico, mentre l’80% dei giovani sotto i 35 anni non ha mai frequentato un luogo culturale.
Tant’è che secondo le statistiche, la Sicilia si posiziona all’ultimo posto negli ultimi dodici mesi per partecipazione a eventi culturali, e dall’indagine risulta che il 78% dei giovani afferma di non aver preso parte ad alcuna attività culturale nell’ultimo anno. La ricerca indica che le ragioni per questo interesse derivano principalmente dalla mancanza di tempo, una scarsa informazione, una limitata offerta di eventi accessibili e l’immersione dei giovani nel mondo dei social media di internet, che ha ampliato l’offerta delle attività appetibili con cui svagarsi. Insomma, i giovani sono disinformati, “pigri” ed interessati più al mondo virtuale. Tutto ciò porta inevitabilmente a delle conseguenze e la più eclatante è il fatto che i giovani vanno via dalla Sicilia. Un’emigrazione che sa tanto di sfiducia e rassegnazione sul fatto che le cose possano cambiare. Semplicemente proponendo politiche che migliorino le condizioni di vita della nostra isola. E per “semplicemente” intendiamo che è semplice la risposta, non che sia semplice farlo. E a questa affermazione ci arriviamo per deduzione: perché mai un giovane dovrebbe essere interessato a vedere delle attrazioni di un luogo che non ama, che quasi disdegna perché non gli dà alcuna prospettiva futura? . E se non i ragazzi siciliani non si interessano dei loro siti culturali, è perché evidentemente non sono interessati alla Sicilia. Una terra che potrebbe dargli tutto, ma che invece purtroppo gli da poco.
Sostegno ai Comuni con prestigiosi riconoscimenti
Sostegno ai Comuni con prestigiosi riconoscimenti
Il comma 21 contenuto nell’articolo 11 della legge regionale, destina risorse significative a sostegno dei Comuni che hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti come la Bandiera Blu per la salubrità del mare e gli standard naturali, la Bandiera Verde per l’educazione ecologica nelle scuola, la Bandiera Lilla per le città inclusive e il titolo di
"Comune Plastic Free" per i comuni che hanno bandito la plastica dai loro territori. Il provvedimento,
che prevede l'assegnazione complessivamente di un milione di euro (400mila per la Bandiera Blu,
200mila per la Verde, 100mila per la Lilla e 300mila per Plastic Free) per l'esercizio finanziario 2026,
rappresenta un intervento mirato e necessario. “Queste risorse – secondo l'Onorevole Abbate – sono
la dimostrazione che la Regione è al fianco di quei sindaci e di quelle amministrazioni che, con
lungimiranza e grandi sforzi, hanno investito per innalzare gli standard di qualità territoriale,
ambientale e turistica. Ottenere un riconoscimento come la Bandiera Blu o la Bandiera Verde non è
un punto di arrivo, ma l'inizio di un impegno costante come ho sempre sostenuto da quando ero
sindaco. Molti dei nostri Comuni, pur avendo investito per raggiungere questi traguardi di eccellenza,
si trovano oggi ad affrontare l'oggettiva difficoltà di mantenere gli elevati standard che le "Bandiere"
richiedono, in un contesto di bilanci comunali sempre più compressi. Queste certificazioni non sono
solo un bollino, ma richiedono la costante manutenzione della qualità delle acque, la cura delle
spiagge, l'implementazione di servizi dedicati, l'attenzione alla salute dei più piccoli e l'accessibilità.
Senza un aiuto concreto, rischiamo di disperdere questo inestimabile patrimonio di qualità”.
I contributi, ripartiti equamente (50% in base alla popolazione e 50% in base al numero di Comuni
premiati), sono espressamente destinati all'attivazione o al potenziamento di interventi e servizi di
accoglienza e promozione territoriale e turistica. “Contestualmente all’approvazione del comma 21 c’è stata anche quella riguardante un altro comma, il 26, che premia invece quei piccoli comuni che hanno ricevuto i premi “Borgo più bello d’Italia” e “Borgo dei borghi”. Ai primi vanno 1 milione e 200 mila euro da ripartirsi tra i
comuni per metà in parti uguali e per metà in base alla popolazione comunque per un massimo di 80
mila euro a testa, ai secondi 400 mila euro da ripartirsi in parti uguali. Anche in questo caso si tratta
di contributi vincolati all’utilizzo per accoglienza e promozione turistica.
Incoerenze strutturali e stime inattendibili nel piano rifiuti
Incoerenze strutturali e stime inattendibili nel piano rifiuti
Riportiamo un comunicato di Rifondazione Comunista nelle province sud orientali dove si parla della difficili condizione nella quale versa la Sicilia per quanto riguarda la raccolta lo smaltimento dei rifiuti.
La recente deliberazione della Corte dei Conti, 4 dicembre 2025 – Delibera n. 275/2025, sulla gestione dei rifiuti in Sicilia è una vera e propria bocciatura senza appello: trent’anni di politiche emergenziali, piani incompleti e scelte impiantistiche discutibili hanno prodotto un sistema caotico, inefficiente e finanziariamente insostenibile. Il documento fotografa una realtà che smentisce clamorosamente la narrazione secondo cui i cosiddetti termovalorizzatori (è un imbroglio anche linguistico) sarebbero la soluzione miracolosa per chiudere il ciclo dei rifiuti e chiudere un’emergenza alimentata ad arte.
Emblema di questo disastro è il piano dei rifiuti, in ritardo cronico, pieno di lacune e incapace di guardare alle sfide del futuro e alla reale valorizzazione dei materiali di scarto. Il PRGRU 2024, infatti, approvato in regime emergenziale, è già inattuale: utilizza dati del 2022, ignora la reale distribuzione impiantistica e non garantisce né prossimità né autosufficienza degli Ambiti Territoriali Ottimali. La Corte denuncia incoerenze strutturali, stime inattendibili e una pianificazione che non rispetta la gerarchia europea dei rifiuti: prevenzione, riuso, riciclo prima del recupero energetico. Invece, la Regione continua a puntare su due inceneritori da 600 mila tonnellate/anno, senza certezze su tempi, costi e impatto ambientale. Basti far notare che almeno 400 mila tonnellate di questi rifiuti avrebbero tutte le potenzialità per essere trasformate in risorsa.
In questo contesto, la risposta degli inceneritori all’emergenza rifiuti può essere sintetizzata così: costi enormi, benefici incerti, affari e prebende, per i soliti noti, assicurati. Secondo la delibera, gli inceneritori di Palermo e Catania costeranno 400 milioni di euro ciascuno, finanziati con i fondi per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Ma la Corte avverte: le quantità di rifiuti da bruciare sono basate su stime, non su dati certi. Inoltre, questi impianti non risolvono il problema degli scarti, delle ceneri e delle emissioni, né riducono la dipendenza dalle discariche. Al contrario, rischiano di drenare risorse che dovrebbero essere destinate a impianti di riciclo e compostaggio, veri pilastri dell’economia circolare, ma di cui non si vede nessuna attuazione.
Per quanto riguarda la raccolta differenziata, la Sicilia è ancora il fanalino di coda italiano. Nonostante un lieve miglioramento (dal 38% del 2019 al 55% del 2023), la regione resta lontana dall’obiettivo europeo del 65%. Palermo e Catania sono le peggiori con il 34,9% e il 49,1%, mentre solo Trapani e Ragusa superano la soglia. La Corte sottolinea che senza impianti di selezione e recupero, la raccolta differenziata è un costo aggiuntivo: i materiali finiscono fuori regione, con spese milionarie che ricadono sui Comuni e sui cittadini.
Nella Sicilia orientale, e in particolare nelle province di Siracusa e Ragusa, la situazione è drammatica, con qualche nota positiva. L’assenza di impianti di trattamento e di riciclo, soprattutto della parte umida del rifiuto, ha generato una cronica instabilità, con trasferimenti fuori regione e tariffe alle stelle. Siracusa, pur registrando un aumento della produzione di rifiuti, non dispone di infrastrutture adeguate e dipende da impianti privati in amministrazione giudiziaria. Ragusa, invece, rappresenta un’eccezione positiva: ha raggiunto il 65% di raccolta differenziata e dispone di un impianto di compostaggio potenziato, ma resta isolata in un contesto regionale disomogeneo. Senza una rete integrata, anche le province virtuose rischiano di essere penalizzate.
In conclusione, è evidente che serve una svolta radicale e occorre fermare subito l’iter degli inceneritori. Schifani è ormai un’anatra zoppa che può compromettere il futuro della nostra terra. Del resto, la Corte dei Conti è chiara: occorre riscrivere il piano rifiuti seguendo la gerarchia europea, investire su impianti di riciclo e riduzione, garantire trasparenza e dati certi. Gli inceneritori non sono innovativi ma un rottame del passato che ovunque in Europa e in Italia stanno dismettendo e soprattutto non chiudono il ciclo e non trasformano i rifiuti in risorsa, come spesso si favoleggia a sproposito. In sostanza, gli inceneritori sono un ritorno al passato, con rischi ambientali e finanziari enormi. Continuare su questa strada significa perpetuare l’emergenza (per continuare a fare affari?) e tradire gli obiettivi di sostenibilità e di valorizzazione delle enormi risorse della Sicilia.
La “Magia del Natale” a Ibla
La “Magia del Natale” a Ibla
A Ragusa sta per tornare l’incanto delle feste con la nuova edizione della “Magia del
Natale”, un evento molto amato nella scorsa edizione e che illuminerà la città già in
questo primo weekend di dicembre, dal 6 all’8. Organizzato dal centro commerciale
naturale Antica Ibla in collaborazione con il Comune di Ragusa, questo
appuntamento trasformerà le strade e le piazze in un autentico villaggio natalizio
dove luci scintillanti, profumi avvolgenti e tradizioni locali si fonderanno per creare
un’atmosfera indimenticabile.
Passeggiando tra i Giardini Iblei, si potrà curiosare tra i colorati mercatini di Natale,
dove artigiani locali esporranno le loro creazioni e le delizie gastronomiche della
tradizione. Per i più piccoli (e non solo), il Christmas Village a San Vincenzo Ferreri
offrirà un mondo magico fatto di giochi e sorprese, mentre i giochi d’acqua luminosi
regaleranno spettacoli di luci e colori davvero suggestivi. “Il Christmas Village di
quest’anno – spiega la vicepresidente di Antica Ibla, Loredana Gurrieri, che ne sta
curando l’allestimento – è completamente differente da quello dell’anno scorso.
Avremo spazi più aperti e luminosi, strutture più coinvolgenti e una allettante
postazione selfie all’ingresso. Non mancheranno, naturalmente, Babbo Natale, il
Grinch e il team degli elfi. E, a gennaio, anche la befana”.
Non mancheranno, inoltre, gli altri simboli più amati del Natale: il presepe
monumentale del maestro Criscione nella chiesa del Santissimo Trovato, la mostra
dei presepi presso la chiesa della Maddalena e il presepe contemporaneo di Carmelo
Scalone in via XI Febbraio, vere e proprie opere d’arte che raccontano la Natività con
occhi diversi. E per chi ama sognare, il trenino di Babbo Natale partirà da piazza
Duomo per un viaggio incantato attraverso la città (su prenotazione). Tra le vie di
Ragusa risuoneranno le note gioiose della Christmas Street Band, mentre gli “elfi
erranti” intratterranno i più piccoli con trucca-bimbi e storie itineranti.
Ogni giornata sarà scandita da eventi speciali: il 6 dicembre si inaugureranno
ufficialmente il Christmas Village e i mercatini, a partire dalle 17, con il coro Mariele
Ventre a fare da colonna sonora alle prime emozioni natalizie. Il 7 dicembre sarà
dedicato ai sapori con degustazioni di formaggi e specialty coffee ai Giardini Iblei,
racconti con Babbo Natale all’antico mercato e il pranzo della domenica con Gaia
Bongiorno e i vini Enotria. La giornata si arricchirà con la parata di Natale da piazza
Duomo e la presentazione del libro “E-movere” di Giò Scifo, senza dimenticare la
Cheese experience con ricotta calda da passeggio. Anche l’8 dicembre, presepi,
mercatini e spettacoli itineranti continueranno a regalare emozioni. “Magia del
Natale” vi aspetta per vivere insieme lo spirito autentico delle feste, tra tradizione,
cultura e tanto divertimento per tutta la famiglia. Il programma è consultabile su
www.iblamagiadelnatale.it
Il bilancio non affronta le debolezze strutturali di Ragusa
Il bilancio non affronta le debolezze strutturali di Ragusa
Finalmente la Vallata Santa Domenica.
Finalmente la Vallata Santa Domenica.
La vallata santa Domenica negli ultimi anni ha goduto di diversi interventi con l'intento di trasformarla in un vero e proprio parco cittadino. E' una bella intenzione a patto che si consideri le difficoltà logistiche che riguardano la normale fruizione di un parco e poi la questione sicurezza in ogni senso. Chi ha avuto la possibilità di percorrerla da Via Natalelli fino alle cave di Gonfalone sa che l'ambiente è davvero suggestivo ma in alcuni casi sembra di trovarsi in una giungla verdeggiante ma anche pericolosa. E poi c'è anche la maleducazione della gente che ha spesso usato il sito come discarica. Ora arriva il comunicato dell'assessore Guffrida che dice:
“A pochi mesi dalla conclusione del corposo intervento di riqualificazione della
Vallata Santa Domenica vogliamo proporre un momento condiviso in cui le associazioni e ogni cittadino
possano cominciare a essere protagonisti del futuro Parco della Città.
L’appuntamento è fissato per sabato 6 dicembre, con un doppio incontro.
Alle ore 9:30, dall’ingresso di via Natalelli (di fronte Museo Archeologico) prenderà
avvio un sopralluogo durante il quale i tecnici che hanno seguito il progetto
illustreranno le principali trasformazioni apportate e il nuovo stato di fatto da cui
ripartire.
A seguire, orientativamente intorno alle 11.00, ci sposteremo nel vicino Auditorium
del Centro Commerciale Culturale di via Matteotti 61 dove, in un processo
coordinato e guidato, ogni partecipante potrà condividere proposte, suggerimenti e
osservazioni utili a definire una visione progettuale e gestionale per questo nuovo
spazio collettivo.
Siamo convinti conclude Giuffrida che il dialogo rappresenti la strada più fruttuosa per una gestione
consapevole e condivisa del Parco della Città e di ogni altro bene pubblico”.
Domiciliari per Cuffaro ed altri
Domiciliari per Cuffaro ed altri
La notizia anche se in molti se la aspettavano ha fatto un certo scalpore. Gli arresti, anche se domiciliari, di Totò Cuffaro fanno pensare ad un quadro accusatorio pesante, più di quanto speravano . A venti giorni dagli interrogatori di garanzia la Gip Carmen Salustro ha assunto le sue decisioni. Oltre che per Cuffaro, gli arresti domiciliari sono stati decisi per Roberto Colletti, ex manager dell’azienda ospedaliera Villa Sofia e per Antonio Iacono. A parte gli arresti domiciliari per Cuffaro, Colletti e Iacono, di fatto il Gip ha respinto tutte le richieste della Procura che certo non può ritenersi soddisfatta e non è escluso che presenterà ricorso al Tribunale del riesame confermando la richiesta delle misure cautelari. Disposto per i tre anche un “assoluto divieto di comunicazione così da escludere qualsiasi possibilità di mantenere contatti con altri coindagati o con soggetti terzi, comunque appartenenti alla pubblica amministrazione e all’imprenditoria”. Per il braccio destro di Cuffaro, Vito Raso, ha deciso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Per Mauro Marchese e Marco Dammone, rispettivamente rappresentante legale e funzionario della ditta Dusmann ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto, per un anno, di esercitare attività imprenditoriali. Per tutti gli altri indagati (Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Paolo Bordonaro, Alessandro Caltagirone, Giuseppa Di Mauro, Sergio Mazzola, Paolo Emilio Russo, Giovanni Giuseppe Tomasino e Alessandro Vetro) il gip ha respinto la richiesta di domiciliari e non ha applicato alcun provvedimento cautelare. Lo stesso (cioè respinta la richiesta di arresto e nessun provvedimento cautelare) anche per gli altri due indagati eccellenti, ossia Saverio Romano, deputato nazionale e coordinatore di Noi Moderati, e Carmelo Pace, deputato regionale e capogruppo della Democrazia Cristiana all’Assemblea Regionale.
Rinvio a giudizio per Galvagno e altri cinque indagati
Rinvio a giudizio per Galvagno e altri cinque indagati
La situazione si fa più difficile per il presidente dell'Ars Galvagno. Le indagini hanno portato a scoprire diversi contributi erogati dall'Ars che da una parte sarebbero stati molto più congrui del dovuto e dall'altra parte ci sarebbe anche una rete di scambi di favori. Ma per capire meglio vi riportiamo un passo dell'articolo pubblicato su Live Sicilia che senza dubbio, in merito, ne sa più di noi.
I pm lo scorso 18 novembre hanno depositato la richiesta di rinvio a giudizio del presidente dell’Ars, esponente di Fratelli d’Italia, e di altri cinque indagati. Le memorie, per ultima quella consegnata da Gaetano Galvagno, non hanno fatto cambiare idea alla Procura della Repubblica di Palermo. Il giudice per le indagini preliminari Giuseppa Zampino ha notificato oggi la fissazione dell’udienza per il 21 gennaio. Dall’inchiesta esce l’imprenditore catanese dei concerti Nuccio La Ferlita. La sua posizione è stata stralciata, probabilmente perché destinata all’archiviazione. Altra novità rispetto al precedente avviso di conclusione delle indagini: non c’è il nome di Giuseppe Cinquemani, segretario particolare di Galvagno. Il procuratore Maurizio de Lucia e i sostituti Andrea Fusco e Felice De Benedittis vogliono processare l’ex portavoce di Galvagno, Sabrina De Capitani, l’imprenditrice Marcella Cannariato (moglie del fondatore di Sicily by Car Tommaso Dragotto), l’esperta di marketing e dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana Marianna Amato, l’event manager Alessandro Alessi e l’autista dell’Ars Roberto Marino. Sotto accusa i finanziamenti (votati dall’Ars o direttamente concessi da Galvagno in qualità di presidente del parlamento siciliano e della Fondazione Federico II): 198.000 per “Un magico Natale” edizioni 2023 e 2024 organizzati dalla Fondazione Dragotto, un “apericena” da 10 mila euro offerto dalla presidenza dell’Ars in occasione dell’iniziativa culturale “Donne, economia e potere” organizzato dalla Fondazione Bellisario, 27 mila euro alla Fondazione Dragotto per organizzare “Sicilia per le donne” nel 2023 (una parte stanziata dall’Ars e un’altra dalla Federico II). A spingere le scelte su chi e cosa finanziare sarebbe stato un giro di favori e tangenti, sotto forma di incarichi e consulenze assegnati, tra gli altri, a De Capitani. Secondo l’accusa, l’esponente politico di Fratelli d’Italia e la sua portavoce “sistematicamente sviavano e sottomettevano le proprie funzioni pubblicistiche agli interessi privatistici» degli imprenditori coinvolti”. Il reato principale contestato è la corruzione. Galvagno risponde anche di peculato per l’utilizzo dell’auto blu, ma anche di falso e truffa legati alle missioni rimborsate all’autista Marino. Quest’ultimo su indicazione del presidente dell’Ars usava l’Audi A6 per ritirare cibo – kebab, sushi e patatine etc etc – da portare a Galvagno oppure per un passaggio a parenti e amici del presidente. A volte era De Capitani a servirsi della macchina. Lo stesso autista Marino l’avrebbe usata per sbrigare faccende private o per missione chi in realtà risulterebbero solo sulla carta. Al rientro Galvagno avrebbe firmato i fogli di viaggio grazie ai quali Marino avrebbe ottenuto rimborsi non dovuti per circa 19 mila euro. Non c’è più la parte sul Capodanno 2024 a Catania. Sembra destinata all’archiviazione l’ipotesi che il concerto fosse stato finanziato con 250 mila euro di soldi pubblici e in cambio l’imprenditore La Ferlita avrebbe chiamato come consulenti persone vicine a Galvagno. In precedenza era già venuta meno l’accusa che il prezzo della corruzione fossero i tanti biglietti gratis chiesti da Galvagno e dal suo entourage. Il procedimento che coinvolge Galvagno si aggiunge a quello che vede imputati l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata, in concorso con Cannariato. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio è stata fissata l’udienza preliminare.Amata si sarebbe fatta promettere dall’imprenditrice (legale rappresentante della A&C Broker S.r.l.) le utilità consistenti nella assunzione (dal 26.09.2023 al mese di marzo 2024) nella A&C Broker S.r.l. di Tommaso Paolucci (nipote della Amata), nonché nel pagamento delle spese per l’alloggio di quest’ultimo nella struttura ricettiva denominata ‘Leone Suite B&B’ di Palermo nel periodo settembre 2023-marzo 2024 (per complessivi 4.590,90 euro + iva)”.Utilità collegate ai 30 mila euro con cui l’assessorato finanziò la manifestazione promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario (di cui la Cannariato era rappresentante regionale) “Donna, Economia e Potere”. Infine c’è il terzo filone. Quello che vede indagate per corruzione De Capitani e l’ex direttrice della fondazione Federico II Patrizia Monterosso. Avrebbero ricevuto due quadri in cambio dell’organizzazione della mostra dell’artista Omar Hassan.
Preso il sospetto incendiario di Modica
Preso il sospetto incendiario di Modica
Intorno alle 23:00 del 28 novembre, un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Ra gusa ed eseguita congiuntamente dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza ha portato al fermodi Mejiri Hedi, cittadino tunisino di 53 anni. L’uomo è fortemente sospettato – allo stato attuale delle indagini – di aver incendiato, alle 3:50 circa del 27 novembre, un’auto di servizio delle Fiamme Gialle di Modica, distruggendola completamente e causando seri danni ad altri due veicoli istituzionali vicini, oltre che alla facciata della caserma. Solo il rapido intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato conseguenze ancora più gravi.
Le indagini, avviate subito dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Modica con il supporto di Polizia di Stato e Carabinieri e coordinate dalla Procura di Ragusa, hanno permesso di sollecitamente acquisire e analizzare le immagini della videosorveglianza cittadina, in modo da identificare l’autore dell’incendio e ricostruirne il percorso di avvicinamento alla caserma e la via di fuga. Sulla base degli elementi raccolti, sono stati organizzati specifici appostamenti nel quartiere di Modica Alta, dove la Polizia di Stato ha individuato una casa fatiscente usata come rifugio dal sospettato.La sera del 28 novembre, i poliziotti sono entrati nell’abitazione e lo hanno trovato al primo piano, seduto al buio e illuminato solo da una candela accesa. Il soggetto, presente regolarmente sul territorio nazionale e con precedenti penali per incendio, danneggiamento e reati contro la persona, ha tentato di scappare saltando da una finestra del secondo piano appena ha visto gli agenti. Tuttavia, è stato subito bloccato, impedendo che potesse estrarre un coltello nascosto nei pantaloni.
Durante la successiva perquisizione domiciliare, sono stati trovati sia gli abiti che l’uomo indossava la notte dell’incendio sia una valigia pronta con altri vestiti, elementi che hanno rafforzato il quadro della sua responsabilità e comprovato la sua volontà di fuga. L’uomo è stato quindi portato al Commissariato di Polizia di Modica, dove sono state eseguite le procedure di fotosegnalamento e redatto il verbale di fermo d’iniziativa, in collaborazione con i finanzieri, per i reati di incendio aggravato, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Successivamente, è stato trasferito al carcere di Ragusa, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nell’udienza del 1° dicembre, il G.I.P. ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza di condanna definitiva. L’operazione, portata a termine grazie alla tempestiva sinergia tra la Procura della Repubblica e leForze di polizia, testimonia il costante impegno nel garantire la sicurezza della collettività e nel contrastare con fermezza ogni forma di aggressione ai simboli e ai presìdi dello Stato.
Appuntamenti per il rilascio della Carta d'Identità Elettronica
Appuntamenti per il rilascio della Carta d'Identità Elettronica
A breve i documenti d'identità cartacei non saranno più validi e l’Ufficio Anagrafe del Comune di Ragusa comunica ai cittadini che, al fine di ottimizzare il servizio e ridurre al minimo i tempi di attesa, la procedura per la prenotazione degli appuntamenti relativi al rilascio o rinnovo della Carta d'Identità Elettronica (CIE) è stata interamente digitalizzata.
Gli appuntamenti dovranno essere fissati esclusivamente online attraverso il sito istituzionale del Comune di Ragusa.
I cittadini interessati sono invitati a seguire la seguente procedura, semplice e intuitiva:
- collegarsi al sito istituzionale del Comune di Ragusa al seguente indirizzo: https://www.comune.ragusa.it/it ;
- scorrere la pagina iniziale (Home Page) fino in fondo e individuare la sezione “Contatta il Comune”;
- cliccare sull'opzione “Prenota un appuntamento”; - nella schermata successiva, selezionare l'opzione “Servizio Elettorale, Anagrafe e Stato Civile (Servizio 6)” e premere sul riquadro blu “Avanti”;- seguire le istruzioni per scegliere giorno e ora disponibili e completare la prenotazione. Si ricorda che non saranno accettate prenotazioni telefoniche o richieste dirette non precedute dalla procedura online. Il nuovo sistema garantirà una gestione più
efficiente del flusso di utenti e un servizio più rapido per tutti i cittadini.









