Polizia privata o Polizia locale.

Polizia privata o Polizia locale.

L'approvazione in Consiglio Comunale dello stanziamento di fondi destinati all'attivazione di un servizio di vigilanza privata nel centro storico di Ragusa ha giustamente suscitato una reazione di grande soddisfazione da parte del consigliere comunale Mauro (Forza Italia), che si è fatto promotore dell'iniziativa. L'inserimento di questa misura nel Bilancio è senza dubbio un segnale che l'Amministrazione in qualche modo vuole prestare maggiore attenzione alle esigenze di sicurezza e decoro in una delle aree più sensibili e rappresentative della città. Tuttavia, l'accoglimento dell'emendamento non ci esime dal fare  alcune riflessioni critiche sulla modalità scelta per affrontare la questione sicurezza. Ragusa, una città importante con bilanci sani e in regola con le tempistiche di approvazione, dovrebbe puntare primariamente a un rafforzamento organico delle proprie forze dell'ordine comunali. La scelta di ricorrere ad agenti di vigilanza privata solleva dubbi sulla loro reale preparazione specifica per le funzioni richieste in un contesto urbano complesso e sul loro effettivo attaccamento al dovere civico, fattori che sono invece garantiti da assunzioni mirate e necessarie nella Polizia Locale. Una città come Ragusa merita e può permettersi una gestione della sicurezza pubblica che sia pienamente sotto il controllo e la responsabilità delle istituzioni. Un altro elemento di discussione riguarda l'entità dei fondi approvati. Lo stanziamento definitivo ammonta a € 30.000, una cifra notevolmente inferiore ai € 100.000 inizialmente proposti dal consigliere Mauro con il suo emendamento. Sebbene possa essere considerato un segnale di partenza, la cifra appare davvero irrisoria se l'obiettivo è il ripristino effettivo e duraturo della sicurezza e della serenità nel centro storico. Trentamila euro basteranno a coprire un servizio sporadico, ma difficilmente potranno garantire una presenza costante e significativa, necessaria a dissuadere atti di inciviltà e microcriminalità che affliggono la zona. Ha ragione Mauro a sollevare ancora una volta il problema proponendo emendamenti in tal senso e a considerare lo stanziamento un primo passo che rischia però di restare isolato. E' meglio chiamare l'amministrazione a dimostrare che l'impegno per il centro storico è concreto, non soltanto rivalutando l'entità dell'investimento per renderlo efficace, ma soprattutto, avviando un serio piano di assunzioni e potenziamento della Polizia Locale, la vera soluzione strutturale per garantire la sicurezza a tutti i cittadini di Ragusa.


Approvato il bilancio entro i termini

Approvato il bilancio entro i termini

Nella giornata di giovedì 11 dicembre 2025 il Consiglio Comunale ha approvato il
bilancio preventivo pluriennale 2026-2028, su proposta dalla Giunta Municipale
approvata il 3 novembre 2025. È l'ottavo bilancio preventivo dell'Amministrazione
Cassì approvato, ancora una volta, abbondantemente nei termini di Legge.
Oggi non si vede - dichiara il sindaco, Peppe Cassì - ma a partire dal 1 gennaio
2026 si comprenderà perché questa giornata è stata particolarmente importante per
Ragusa e per tutta la provincia. Nella stessa mattinata, infatti, è stato approvato sia il
Bilancio di previsione comunale che quello provinciale. Un fatto che nella nostra
città da 7 anni a questa parte è normale, quasi scontato, ma che non ha tanti
precedenti né guardando al passato né alla stragrande maggioranza degli altri
territori.
Approvare il bilancio nei termini non vuol dire solo certificare di avere i conti in
ordine - fatto che le cronache politiche ci dimostrano essere sempre più difficile - ma
mettere l'Ente, o in questo caso gli Enti, nelle condizioni di poter operare oltre
l';ordinaria amministrazione.
Significa poter assumere personale, accendere mutui, investire in opere pubbliche,
non vedere sospesi i trasferimenti da parte di Enti superiori, accedere a benefici e
semplificazioni. Tutto quello che Ragusa sta vivendo in questi anni non sarebbe
possibile senza partire da qui, con una progressiva crescita dei servizi accompagnata
da una graduale riduzione della pressione fiscale comunale.
È un bilancio di mantenimento dei servizi erogati ai cittadini, che già in questi anni
hanno avuto aumenti di risorse attraverso politiche di qualità della spesa e di
efficientamento amministrativo, con maggiori risorse per l'università, il trasporto
pubblico locale, la gestione dei rifiuti rispetto al bilancio previsionale 2025. Gli
interventi al verde pubblico sono collegati al nuovo appalto, che prevede dal 2025
maggiori risorse così come per il 2026. Maggiori risorse anche per manutenzioni,
interventi sulla viabilità e sicurezza stradale, edifici e scuole, pubblica illuminazione.
Trova copertura anche un corposo piano delle opere pubbliche collegate alla nuova
FUA e a fondi compensativi ANAS, con impegni per oltre 108 milioni di spesa in
conto capitale iscritte in bilancio.
Confermati tutti i servizi sociali compresi quelli implementati con fondi di bilancio, i
servizi per il terzo settore e la gestione del randagismo. Eventuali nuovi fabbisogni
nel corso del 2026 potranno variarne le entità come prevede la Legge.
Maggiori spese, insomma, ma senza aumentare i tributi locali, con entrate appostate
secondo il principio dell'attendibilità già dimostrato nei precedenti rendiconti
approvati e con previsione di cassa definita secondo un programma annuale dei
flussi, che viene monitorato trimestralmente e che ha tutelato l'Ente da eventuali
debiti fuori bilancio.
Mantenuti gli indicatori di tempestività dei pagamenti, che il Comune di Ragusa
continua a confermare al di sotto dei 30 giorni.
Questo Bilancio è una somma di voci che parlano all'unisono di un Comune
affidabile ed attrattivo, capace di contribuire con la sua azione quotidiana non solo
alla vita sociale, amministrativa e comunitaria ma anche economica del proprio
territorio


Nuovo prefetto a Ragusa

Nuovo prefetto a Ragusa

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi ieri, ha nominato i nuovi prefetti. A Ragusa è stata nominata la dott.ssa Tania Giallongo.  Il prefetto Giuseppe Ranieri è stato destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Frosinone.La dott.ssa Giallongo  ha presieduto la commissione straordinaria che amministrò il Comune di Scicli nel biennio 2015-2016. Ha inoltre fatto parte della commissione straordinaria del Comune di Nettuno, nel Lazio, e da due anni ricopre il ruolo di viceprefetto vicario nella Capitale. Al Ministero dell’Interno si è occupata di relazioni sindacali e ha operato nel Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile, seguendo anche i profili relativi alle risorse strumentali e finanziarie.


Mostra “Vox Clamantis.

Mostra “Vox Clamantis.

Un dialogo tra diciotto artisti contemporanei e alcune opere d’arte dedicate al Battista, dalla Decollazione del Battista di Caravaggio, alla Testa del Battista di Paolo e Cesare Aversa, al bastone vescovile della Diocesi iblea del Cambellotti. Un viaggio nell’arte contemporanea, quello della mostra “Vox Clamantis. Il Battista oggi”, a cura di Andrea Guastella e Ciro Salinitro, che sarà inaugurata sabato 20 dicembre, alle ore 17.30, presso gli spazi espositivi del Museo della Cattedrale di Ragusa.

La rassegna, che continuerà fino a martedì 20 gennaio 2026, si focalizza sulla figura del Battista nell’arte, passata e presente, in una sorta di dialogo già iniziato la scorsa estate con la scultura Semen di Alessia Forconi, ispirata a un reliquario e presentata durante i festeggiamenti del santo nella Cattedrale.

In particolare gli artisti coinvolti – Salvatore Anelli, Salvo Barone, Alex Caminiti, Giuseppe Colombo, Alberto Criscione, Giovanni De Gara, Alessia Forconi, Rosario Genovese, Andrea Guastavino, Guglielmo Manenti, Fulvio Merolli, Alida Pardo, Tarcisio Pingitore, Fabio Ricciardiello, Giovanni Robustelli, Piero Roccasalvo RUB, Eleonora Rossi, Max Serradifalco – sono stati chiamati a sviluppare gli “elementi” del Battista, dall’aria e dalla luce (la sua parola), alla terra (l’eremitaggio nel deserto), all’acqua (il battesimo), al fuoco (la testimonianza sino al martirio) secondo un percorso replicato nei saloni del museo, in un continuo intreccio tra fede, simbolismo e tradizione.

Al termine dell’evento, in occasione della presentazione del catalogo, verrà organizzata una giornata di studi sulla figura del Battista oggi. La mostra è organizzata dall’Associazione Tendenze Aps con il contributo e il patrocinio del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e il patrocinio del Comune di Ragusa e del Museo della Cattedrale di Ragusa e sarà aperta tutti i giorni esclusi i festivi dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.00 con ingresso libero. Per contatti andreguast@yahoo.it -327.4059001.


Il consiglio del LCC approva Dup e bilancio

Il consiglio del LCC approva Dup e bilancio

Il Consiglio provinciale ha approvato il bilancio di previsione finanziario 2026-2028. Il documento è passato con 10 voti favorevoli e 3 astensioni, segnando un passaggio istituzionale di particolare rilievo: si tratta infatti del primo bilancio esaminato da un Consiglio provinciale dopo quattordici anni di commissariamento del Libero Consorzio. Con l'approvazione della nota di aggiornamento al DUP 2026-2028 è stata accolta la modifica in coerenza con gli indirizzi fissati dalla deliberazione consiliare del 6 novembre, riguardante l’avvio della riclassificazione della rete stradale provinciale. Come illustrato in Aula, gli uffici hanno già avviato una ricognizione delle infrastrutture viarie per definire una strategia sostenibile che consenta all’ente di mantenere elevati standard di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il piano prevede il ritorno nelle competenze provinciali di circa 200 chilometri di strade, individuate secondo criteri condivisi e improntati alla razionalità. Durante la seduta odierna del Consiglio Provinciale, il Gruppo Consiliare “Partito Democratico – L’alternativa” ha presentato una serie di emendamenti alla proposta di Bilancio di Previsione 2026–2028 del Libero Consorzio Comunale di Ragusa. «Gli emendamenti, al di là del loro valore numerico finanziario, avevano un chiaro intento politico e provocatorio – dichiarano i consiglieri Gaetano Scollo, Giovanni Garretto e Salvatore Schembari – ovvero accendere i riflettori su tematiche cruciali: dal sostegno all’agricoltura al welfare, dalla viabilità al contrasto al randagismo, fino alla partecipazione giovanile e al ruolo sociale delle
parrocchie. Temi su cui sia l’Ente Provincia che i Comuni si trovano sempre più in difficoltà, a causa
dei continui tagli da parte di Stato e Regione.» In particolare, il prelievo forzoso imposto dallo Stato alle Province per il risanamento delle finanze sostenibile, costringendo l’Ente a ridurre servizi essenziali e a rinunciare a funzioni fondamentali per le comunità. Comuni. «Un passaggio importante – sottolineano – che riconosce il valore


I perché di Mauro sul caso Castello

I perché di Mauro sul caso Castello

Un intervento secco e deciso quello del consigliere Gaetano Mauro, in Consiglio comunale, in relazione alla abortita procedura per il Partenariato Speciale Pubblico Privato per il Castello di Donnafugata, che tra l'altro consiglia al sindaco di non trattenere le deleghe alla cultura e al turismo
“Non ho voluto soffermarmi sulla retorica del “noi lo avevamo detto”, né voglio parlare di un salto nel buio da parte del primo cittadino che ha voluto, a tutti i costi, anche contro le istituzioni, difendere le sue scelte. Tutti possiamo sbagliare, essere vittime di abbagli” sottolinea il consigliere Mauro, che però pone una questione di responsabilità ben precisa: "È certo che ci sia stato un grave errore, da parte del sindaco o del dirigente responsabile. Ora bisogna individuare *di chi sono le responsabilità, se amministrative o politiche, e prendere i conseguenti provvedimenti del caso*. Non è più possibile tollerare leggerezze, siano esse di natura politica o burocratica, il cui costo finale ricade inevitabilmente sulle tasche dei cittadini."
Il consigliere si sofferma, specificatamente, “sugli aspetti emergenti dagli atti dirigenziali”.
“Sulla base di quali valutazioni è stato richiesto un aumento del canone, che già diversi consiglieri avevano giudicato irrisorio? – chiede Mauro e aggiunge: “Perché avete chiesto, a procedura avviata, elementi attestanti la capacità finanziaria del proponente?”
“Ciò vuol dire che è stato avviato un iter amministrativo della durata di un anno e mezzo, speso soldi per la commissione valutatrice, senza sapere se poi, in effetti, la proponente era davvero in grado di sostenere economicamente questo progetto: E voglio aggiungere che tutto, forse, è solo come un uovo di Colombo: nessuno aveva pensato a porre come condizione per il Partenariato adeguate fidejussioni per garantire gli investimenti annuali proposti, se il Castello introita, oggi, circa 600.000 euro annui, anche proiettando gli incassi successivi al piano di rilancio della struttura, come era pensabile un investimento di 1,5 milioni annui?”
La maggioranza ci irrideva quando giudicavamo il progetto assurdo, ora si può solo pensare che, modificate certe condizioni politiche, si voglia affossare la proposta, forse, per privilegiarne un’altra.
Conclude il consigliere Mauro: “Ritengo che la gestione della cosa pubblica non possa essere protagonista di simili leggerezze, mi sento di chiedere al primo cittadino di delegare ad altri i settori di cultura e di turismo che ritengo vitali per l’economia del territorio e non posso esimermi dal rilevare l’immobilismo della maggioranza, forse per evidente incompetenza, che ha saputo solo fornire un tacito consenso, come in tante altre occasioni, senza contribuire alla sana gestione amministrativa. Ma la priorità assoluta è accertare le responsabilità di questo dispendioso fallimento e agire di conseguenza, perché è il rispetto dei cittadini e delle loro risorse che è in gioco.”

Anci Sicilia: Siamo messi veramente male.

Anci Sicilia: Siamo messi veramente male.

Anci Sicilia: – Aumentano i bisogni sociali e sanitari dei cittadini, diminuiscono i fondi per i Comuni; migliorano le entrate della Regione, cresce il numero dei Comuni in dissesto e pre-dissesto; aumenta la raccolta differenziata delle famiglie, lievita la Tari; si avverte più bisogno di sicurezza urbana, si riduce l’organico della polizia locale. Sono solo alcuni dei paradossi del “caso Sicilia”, al centro della conferenza stampa di Anci regionale, in sala stampa all’Ars, a cui hanno partecipato i vertici dell’Associazione nazionale dei Comuni siciliani: il presidente Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano.
Un’occasione per mettere in evidenza le principali esigenze dei territori, il possibile impatto delle misure in discussione nella prossima Finanziaria regionale e le conseguenze della mancanza, nella manovra, di alcuni provvedimenti indispensabili per la quantità e qualità dei servizi essenziali dei cittadini.
“Non siamo qui per attaccare il governo e il Parlamento regionale - hanno detto Amenta e Alvano - ma oggi, in una fase in cui le entrate della Regione siciliana sono più floride, è arrivato il momento di evitare che i Comuni siano costretti a tagliare ancora servizi ai cittadini. Se non vogliamo più trovare le città siciliane agli ultimi posti nelle classifiche nazionali, è necessario che si apra un confronto con la Regione sulle reali priorità”.
Primo paradosso: cresce l’avanzo e diminuiscono i fondi ai Comuni
“La Regione ha un avanzo di amministrazione di oltre 2 miliardi 150 milioni, frutto dell’aumento dell’incasso delle entrate tributarie. Paradossalmente, però, sono aumentati i Comuni in dissesto e pre-dissesto - spiegano Amenta e Alvano -. Il dato più significativo è che dal 2009 al 2025 il Fondo delle autonomie locali ha subito una riduzione di circa due terzi (da 913 a 287 milioni, oltre le riserve). A fronte di questi tagli, ecco l’elenco dei servizi che i Comuni nell’ambito del sociale sono costretti a ridimensionare drasticamente.
Asacom
Per il servizio degli Asacom servirebbero 80 milioni l’anno per le scuole materne, elementari e medie e 35 per le scuole superiori, alle quali vengono erogati integralmente tramite Città metropolitane e Liberi consorzi. Degli 80 milioni necessari invece ai Comuni, la Regione ne eroga solo 10.
Disabili psichici
A fronte di un fabbisogno di 108 milioni per il ricovero di circa 3 mila disabili nelle comunità alloggio, la Regione l’anno scorso ai Comuni ne ha erogati appena 7.
Minori soggetti all’autorità giudiziaria
Servirebbero 50 milioni di euro all’anno, la Regione l’anno scorso ne ha distribuiti appena 1,5.
Asili nido
In Sicilia circa 33 mila bambini avrebbero diritto all’asilo nido, per rispettare le indicazioni dell’Unione europea. Peccato che oggi a frequentare siano soltanto 13 mila degli aventi diritto, per mancanza di risorse. In sostanza, la Regione non mette un euro per sostenere i Comuni.
 Assistenza domiciliare anziani e disabili
Pur essendoci un fabbisogno di 60 milioni per l’assistenza domiciliare di anziani e disabili, la Regione non dà neanche un euro ai Comuni.
Lotta alla povertà
In questi ultimi anni è cresciuta a dismisura la povertà alimentare, sanitaria ed educativa. Ma anche in questo caso dalla Regione sono arrivati solo interventi spot. Come il Fondo povertà gestito dall’Irfis: su 90 mila domande, solo 6 mila sono stati i beneficiari finali, col risultato che il problema povertà continua a ricadere sui sindaci.
Trasporto alunni pendolari e disabili
Per il trasporto degli alunni pendolari e disabili ai Comuni servono 85 milioni, la Regione ne ha assegnati appena 7.
Mense scolastiche
Per garantire la mensa nelle scuole materne i Comuni stanziano nei bilanci 45 milioni di euro. Servizi - la mensa e il tempo pieno - di cui le scuole elementari sono del tutto sfornite e per le quali bisognerebbe almeno raddoppiare la somma.
IN SINTESI: “In tutta la Sicilia per coprire i servizi sociali, i Comuni sborsano dai loro bilanci ben 585 milioni di euro. La Regione contribuisce in maniera ridicola, con un contributo di appena 30 milioni. – ribadiscono Amenta e Alvano -. I Comuni per mantenere questi livelli minimi di assistenza fanno ricorso agli introiti dell’Imu, al Fondo regionale autonomie locali ridotto al minimo e al Fondo di solidarietà nazionale che alla Sicilia riserva briciole, dal momento che viene applicato il criterio della spesa storica, anziché del fabbisogno perequativo”.
A conti fatti, quindi, a differenza di ciò che accade in Sardegna, dove la Regione copre integralmente il fabbisogno per il sociale, stanziando ogni anno 200 milioni, con un fondo pari a 550 milioni di euro, per 1 milione e 600 mila abitanti, in Sicilia, il Fondo delle autonomie locali è stato ridotto a 287 milioni, per 4 milioni e 700 mila abitanti. Al di là di pochi aiuti, la Regione ha demandato allo Stato la copertura di tali costi, senza curarsi del fatto che anche il governo nazionale ha allargato le braccia.
Rifiuti
Come ha evidenziato recentemente la Corte dei Conti, il sistema attuale per lo smaltimento dei rifiuti produce inefficienze e costi elevatissimi; il trasporto fuori Regione impatta fortemente sulle tariffe e mancano misure finanziarie dedicate alla riduzione della Tari. L’aumento degli extra-costi ha rischiato di compromettere gli equilibri economico-finanziari degli enti locali. “Le risorse che il governo regionale in questa Finanziaria ha stanziato per gli extra-costi, circa 10 milioni, sono sicuramente un primo passo ma non possono rimanere episodiche. Servono interventi strutturali”, hanno aggiunto Amenta e Alvano.
Manutenzione strade, scuole e verde pubblico
Il capitolo è ridotto a zero.
 Fondo di progettazione per gli investimenti dei Comuni
Era pari a 50 milioni fino a due anni fa, ora è pari a zero.
Ma non solo questioni finanziarie e organizzative al centro dell’incontro: “C’è un tema più profondo che in Sicilia rappresenta un vero e proprio vulnus. La Sicilia non riconosce fino in fondo il ruolo dei Comuni come istituzioni primarie del territorio – ha spiegato Alvano -. Tant’è che siamo l’unica regione d’Italia a non avere il Consiglio delle Autonomie Locali: una garanzia di politiche solide e equilibrate”. Per il presidente Amenta “una cosa appare chiara: la quantità e la qualità del confronto con le istituzioni regionali non è mai stata così carente come in questa ultima fase – sottolinea -. L’assenza di un serio e strutturato è una delle cause principali della debolezza di molte politiche regionali, delle difficoltà di attuare norme complesse, delle enormi fatiche dei Comuni nel trasformare quelle norme in servizi reali. Lanciamo quindi un appello al governo e all’Ars: c’è ancora tempo fino a venerdì per intervenire a Sala d’Ercole e farsi carico del caso Sicilia. È arrivato il momento di cambiare passo”, conclude Amenta.

 


Non resta che sperarci

Non resta che sperarci

Procedure più rigorose per la selezione dei futuri direttori generali delle aziende e degli enti del servizio sanitario della Regione. La giunta Schifani ha approvato la proposta di istituzione di un organismo che sarà incaricato di selezionare terne di candidati da cui l’assessore alla Salute individuerà i nomi manager da sottoporre al governo.
«È un sistema innovativo – dice il presidente della Regione, Renato Schifani - che garantirà la scelta dei candidati migliori rispetto al ruolo che andranno a ricoprire, all’insegna della massima trasparenza e competenza. Sono condizioni imprescindibili che perseguiamo per una sanità sempre più efficiente, a garanzia del diritto alla salute dei siciliani. Avevo annunciato in Parlamento l’approvazione di questo provvedimento e il mio governo si è dimostrato ancora una volta coerente e tempestivo I dirigenti nominati saranno chiamati ad attuare la nuova strategia che il mio governo sta definendo per imprimere una svolta al sistema. Saremo estremamente attenti e rigorosi nella fase di valutazione e di selezione, ma anche nella verifica costante dell’operato dei manager e dei risultati che otterranno».
La nuova commissione sarà nominata dal presidente della Regione. Sarà costituita da tre esperti, uno dei quali designato da Agenas (l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), uno dalla Conferenza dei rettori delle università italiane e uno nominato dallo stesso presidente della Regione.
Per la scelta dei candidati a manager delle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere si attuerà una procedura a “doppio livello”. Una prima commissione, già prevista dalla norma nazionale col decreto legislativo 171 del 2016, valuterà le candidature tra gli iscritti all’elenco nazionale dei direttori generali che avranno partecipato all'avviso pubblico emanato per l'assegnazione degli incarichi in Sicilia. Sarà stilata una rosa di idonei, sulla base dell'esame di titoli e di un colloquio. Una sorta di albo regionale dal quale il nuovo organismo istituito oggi selezionerà, per ogni singola azienda, una terna di candidati tra quanti avranno risposto alla manifestazione di interesse alla nomina a manager. I candidati potranno essere anche chiamati a un colloquio per accertarne le caratteristiche professionali. Da quella terna, l’assessore alla Salute sceglierà il nome da proporre infime alla giunta per la designazione definitiva a capo delle Asp o degli ospedali. Ogni candidato potrà essere inserito in più di una terna; sia le rose di idonei che le terne avranno validità per un triennio. La nuova procedura non si applicherà ai Policlinici universitari, per i quali si segue un iter differente: è il rettore del singolo ateneo a fornire all’assessore alla Salute la terna di nomi tra i quali la Regione sceglie il direttore generale.

Baps anche a Trapani

Baps anche a Trapani

BAPS apre la nuova filiale di Trapani in Corso Piersanti Mattarella 60, nel pieno centro della città. Con questa apertura l’Istituto porta a compimento l’obiettivo di presenza capillare sull’intero territorio siciliano, già delineato nel piano d’impresa Futura 2025-2027 e conseguito ad un anno esatto dalla nascita di BAPS, frutto della fusione per incorporazione di Banca Popolare Sant’Angelo in Banca Agricola Popolare di Ragusa. La filiale offre l’intera gamma dei servizi bancari e consulenza specialistica a famiglie, professionisti e imprese, con particolare attenzione al credito e al sostegno agli investimenti del tessuto produttivo. «L’apertura della filiale di Trapani costituisce una nuova tappa strategica del percorso di sviluppo intrapreso dalla Banca», dichara Saverio Continella, Amministratore Delegato di BAPS. «Con questa presenza completiamo la copertura territoriale di tutte le province siciliane. La nostra rete sull’Isola, integrata con le sedi di Milano e di Roma, ci consente di essere ancora più vicini ai clienti, offrendo competenza a valore aggiunto e supporto ai progetti di famiglie e imprese. Un modello che rafforza la capacità di generare valore e testimonia il nostro impegno a rafforzare il ruolo di interlocutore strategico per lo sviluppo dell’Isola». «BAPS è un istituto profondamente radicato in Sicilia», afferma Arturo Schininà, Presidente dell’istituto. «Siamo una banca autonoma, espressione del territorio, impegnata a sostenere lo sviluppo economico e sociale delle comunità attraverso strumenti moderni e una governance solida e affidabile».


Non ci posso credere. Annullato il partenariato per il Castello

Non ci posso credere. Annullato il partenariato per il Castello

Una mazzata per l'amministrazione ma soprattutto per il Sindaco Cassì che, come abbiamo più volte detto, ha fatto di tutto scontrandosi anche con le istituzioni locali per chiudere questo accorso mostrando, ci dispiace dirlo, una testardaggine esagerata in contrasto con l'intera società civile iblea.  Sembra infatti che, dopo oltre un anno di discussioni e polemiche e la tenace volontà del Sindaco di portare avanti il partenariato con Civita Sicilia  per la gestione del Castello di Donnafugata, la trattativa sia stata interrotta in modo improvviso da parte del comune di Ragusa. La delibera pubblicata sul sito ufficiale, in sintesi, stabilisce  l'interruzione delle trattative con Civita Sicilia per mancanza di risposte e interventi necessari: Il Comune ha evidenziato di aver richiesto a Civita Sicilia, in fase di trattativa, di fornire risposte puntuali e precise su diversi aspetti cruciali dell'accordo di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) speciale. I punti specifici non chiariti o da rimodulare erano: Il Piano di Investimenti. Il Piano di Manutenzione Ordinaria Programmata. Le determinazioni relative al Canone, incluse le misure di trasparenza richieste. La necessità di rimodulare il Piano Economico Finanziario (PEF). Il dirigente Puglisi, che firma questa determina, poiché mancano i Presupposti per la Prosecuzione: prende atto che, per le ragioni sopra esplicitate, non ricorrono i presupposti per continuare le trattative.
Di conseguenza, l'accordo di PPP speciale non sarà sottoposto al Consiglio Comunale per l'eventuale approvazione. In poche parole, il Comune di Ragusa ha deciso di interrompere unilateralmente le trattative con Civita Sicilia poiché quest'ultima non avrebbe fornito le garanzie e le modifiche richieste su aspetti fondamentali dell'accordo (investimenti, manutenzione, canone e PEF), rendendo impossibile la prosecuzione nel rispetto dei principi di trasparenza e legalità.