Respinto al mittente!

Respinto al mittente!

muosSapevamo che non sarebbe stato facile. Nel nostro paese quando si tratta di questioni militari e poi di americani in pratica si ferma tutto o se occorre si supera ogni ostacolo. Noi della provincia di Ragusa lo sappiamo bene. Basta ricordare gli anni della base di Comiso. Non servirono le lettere  dei maggiori leader religiosi del mondo, manifestazioni di protesta e scioperi della fame. La cosa si doveva  fare e si è fatta. Ora il Muos. La notizia è che gli Usa rifiutano la lettera di revoca dei lavori del Muos, firmata nei giorni scorsi dalla Regione siciliana. Il funzionario della Regione Siciliana che si e’ presentato ieri  alla base Usa di Sigonella, il 41esimo Stormo, per consegnare il plico contenente la revoca delle autorizzazioni per proseguire i lavori di realizzazione del radar Usa Muos di Niscemi (Caltanissetta) e’ stato lasciato fuori dai cancelli dal militare all’ingresso.  Ora si rischia davvero  a causa della realizzazione del sistema radar della Marina militare Usa. Il funzionario della Regione Pasquale Calamia, collaboratore dell’assessore regionale al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello, come apprende l’Adnkronos, dopo avere informato il Governatore siciliano Rosario Crocetta, si e’ rivolto all’Ambasciata americana. Ma fino a questo momento non ha ottenuto  alcuna risposta. Una copia con ricevuta di ritorno e’ stata inviata anche al Dipartimento navale degli Stati Uniti.  L’assessore Mariella Lo Bello  dice di aver fatto tutto il possibile. C'è un funzionario della regione  bloccato a Sigonella che cerca di contattare l’Ambasciata”. Al momento, come spiega Lo Bello “i lavori sono sospesi, ma vorremmo fare arrivare la lettera di  revoca delle autorizzazioni direttamente a Sigonella.  Ma il rifiuto degli atti ufficiali da parte degli Usa non è certo una novità . Nei giorni scorsi la base di Sigonella aveva mandato indietro la prima raccomandata della Regione siciliana, datata 11  gennaio 2013, con cui si annunciava l’avvio di procedura di sospensione dei lavori. In altre parole, la base amercana fino ad oggi non ha mai ricevuto una notifica o una comunicazione ufficiale delle decisioni della Regione siciliana.  Ma non dovrebbe essere una difficoltà insormontabile. La legge italiana infatti prevede che in mancanza della ricezione di un atto, dopo un normale periodo di giacenza,  si possa procedere come se l'atto fosse stato consegnato. O no? Certo bisogna mettere in conto che dall'altra parte c'è l'America e soprattutto le enormi questioni della sicurezza. Ora bisogna vedere se Crocetta ripenserà alla sua posizione.


La catastrofe agricola prossima ventura

La catastrofe agricola prossima ventura

nello dipasquale comizioUna regione come la nostra, per la sua posizione geografica e per le caratteristiche, potrebbe vivere soltanto di due cose: agricoltura e turismo. Ma non è così perchè, da tempo, avendo  barattato i gioielli di famiglia con le grandi famiglie ed industrie del nord  a noi restano solo i guai e l'inquinamento mentre il cosiddetto "bene" va altrove. Bisogna svegliarsi  e l’on. Nello Dipasquale, così come già annunciato in Commissione Agricoltura all’Ars, ha presentato una mozione sull’accordo euromediterraneo con il Marocco affinché ci si attivi, alla luce dell’imperante crisi economica, a far scattare le norme di salvaguardia in base all’articolo 7 dell’accordo stesso. Ciò al fine di tutelare il settore agroalimentare siciliano considerato che presto le produzioni marocchine di pomodoro, peperoni, zucchine, fragole, arance aumenteranno vertiginosamente aggredendo il mercato comunitario. Inoltre altre produzioni, come uva da tavola, patate, meloni e angurie si apprestano ad invadere il nostro mercato. “L’accordo commerciale siglato nel febbraio 2012 tra l’Unione Europea e il Marocco, al fine della liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli e ittici apre forti dubbi in materia di diritti degli agricoltori, lotta contro le frodi, protezione dell'ambiente e delle norme di sicurezza alimentare – dichiara l’on. Dipasquale – In base all’intesa verrà esentato, il 55% delle derrate esportate dal Marocco verso l’Europa. L'accordo produrrà prevedibili effetti catastrofici per l'agricoltura italiana e rappresenta un ennesimo aggravio per il comparto dell'agroalimentare che sarà ulteriormente penalizzato a fronte della produzione proveniente da Paesi dove si produce a bassi costi e non vi sono controlli adeguati”. Con la mozione, che sarà portata alla valutazione dell’Ars, si chiede al Governo regionale di intraprendere forti e risolutive azioni in ambito nazionale ed europeo per attivare le misure di salvaguardia previste dall'art.7 dell’accordo e per monitorare gli sviluppi dell’intesa commerciale soprattutto per quel che riguarda eventuali frodi e violazioni. Al Governo regionale si chiede inoltre di rinegoziare con la Comunità Europea forme di indennizzo per i danni subiti dall’accordo euromediterraneo, aprendo nuovi scenari per le quote latte, per la ristrutturazione dei debiti a breve, medio e lungo periodo da parte delle imprese zootecniche, per l’elevazione del limite del de-minimis da 7500 € per l'azienda primaria, e 200.000 € per le aziende che effettuano commercializzazione, a 50.000 € e 500.000 €. “Solo in questo modo avremo la possibilità di tutelare il sistema ortofrutticolo e agroalimentare siciliano – conclude Dipasquale – Ma è necessario muoversi fin da subito percorrendo tutte le strade più opportune”.

Ma ecco di seguito il testo dell'interrogazione che contiene un gran numero di informazioni importanti per capire la questione.

RELAZIONE

Nel Febbraio 2012 è stato siglato dal Parlamento europeo un accordo      commerciale tra l'Unione europea (UE) e il Marocco ai fini della liberalizzazione reciproca dei prodotti agricoli e ittici che apre forti dubbi in materia di diritti degli agricoltori, lotta contro le frodi, protezione dell'ambiente e delle norme di sicurezza alimentare;
Questo accordo è stato sottoscritto, nonostante dubbi e perplessità da più parte sollevati, con una maggioranza di voti pari a 369, a fronte di 225 voti contrari e di 31 astenuti;
L'accordo entrato in vigore a maggio del 2012 ha avuto un impatto pesante sulle imprese agricole italiane, in particolare sul sensibile settore dell'ortofrutta e soprattutto quelle siciliane cosi come già indicato nella relazione ISMEA.

L’accordo rappresenta una tappa verso la liberalizzazione del commercio agroalimentare tra UE e Marocco, stabilendo l'aumento delle quote di scambio per una serie di prodotti che potranno essere importati a tariffe doganali basse o pari a zero;
Infatti, in base all'intesa, che riguarda anche il settore della pesca, verrà esentato dai diritti di dogana il 55 per cento delle derrate esportate dal Marocco verso l'Europa, contro il 33 per cento attuale. Nel giro di dieci anni verrà poi esentato dai dazi il 70 per cento delle esportazioni europee verso il Marocco, contro l'1 per cento attuale;
L'accordo produrrà prevedibili effetti catastrofici per l'agricoltura italiana e rappresenta un ennesimo aggravio per il comparto dell'agroalimentare che sarà ulteriormente penalizzato a fronte della produzione proveniente da Paesi dove si produce a bassi costi e non vi sono controlli adeguati;

Oltre alla questione riguardante l'inclusione nell'accordo del Sahara Occidentale, che da anni rivendica l'indipendenza dal Marocco e rispetto al quale si lamenta la sistematica violazione dei diritti umani ai danni del popolo Sarawi, oltre al problema riguardante la pesca, sia perché le liberalizzazioni creano ulteriori danni al già provato settore ittico italiano, sia perché in questo modo si apre la strada a un ulteriore sfruttamento degli stock ittici del già sovrasfruttato Meditteraneo, il problema principale, comunque, riguarda l'impatto dell'accordo UE-Marocco sui piccoli agricoltori e in particolare sul settore ortofrutticolo dei Paesi dell'Europa mediterranea; specie in un contesto come quello italiano, in cui già il settore ortofrutticolo subisce una drastica contrazione dei prezzi all'origine;

L'accordo che è stato concluso, secondo le associazioni degli agricoltori maggiormente rappresentative, provocherà infatti ripercussioni drammatiche sull'occupazione nelle zone rurali dell'UE, causa, tra le altre, l'aumento dei prodotti agricoli provenienti dal Marocco;

Se nelle intenzioni della maggioranza dei deputati del Parlamento europeo l'accordo commerciale con il Marocco ha l'obiettivo di sostenere la transizione democratica che è iniziata con la Primavera araba
attraverso un incremento del commercio fra l'UE e il Marocco, di fatto esso apre tuttavia - allo stato
attuale delle cose - un evidente problema di distorsione del mercato legato alle differenti condizioni del
lavoro esistenti in Europa e in Marocco;

Le aziende ortofrutticole italiane si troveranno in realtà a dover competere con produzioni provenienti da un contesto nel quale il lavoro non è tutelato a livello sindacale e i costi produttivi e della forza lavoro sono di pochi euro al giorno, e comunque molto più bassi rispetto ai nostri standard;
Quello sottoscritto è quindi un accordo squilibrato, che certo non salvaguarda i principi di reciprocità delle condizioni produttive, che devono essere alla base di qualsiasi intesa, bilaterale e non, che l'UE voglia fare con i Paesi terzi. Reciprocità che garantisca agli operatori economici di ciascun Paese la possibilità di competere, con pari condizioni di concorrenza; le produzioni italiane, come è noto, devono rispettare parametri e standard imposti dall'UE, ad esempio in materia di protezione ambientale, condizione dei lavoratori e sicurezza alimentare.

In base a questo accordo, le produzioni, in particolare siciliane e meridionali, finiranno col subire la concorrenza di mercati non soggetti agli stessi vincoli normativi e che affrontano costi di manodopera certamente inferiori, con prezzi di vendita conseguentemente molto più bassi; se, da un lato, quindi devono essere giustamente rispettati i trattati e le regole dell'UE, che già oggi determinano sofferenze nei settori della pesca e dell'agricoltura, dall'altro, è contraddittorio e inaccettabile che la stessa UE metta gli Stati membri nelle condizioni di subire la concorrenza, sostanzialmente sleale, di mercati diversamente strutturati; in pratica è da aspettarsi l'invasione di prodotti ortofrutticoli a bassissimo prezzo provenienti dal Marocco, a tutto vantaggio dei Paesi dell'Europa continentale e con gravissimi danni per le economie dei Paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo.

LA SICILIA GIA' STA PAGANDO IL PREZZO PIÙ ALTO E RISCHIA DI PERDERE L'INTERO COMPARTO

AGROALIMENTARE

La catastrofe sta toccando tutte le produzioni e non solamente il settore agrumicolo,che rischia lettralmente di scomparire nell'arco di pochissimo tempo.Le Produzioni ortofrutticole siciliane sono simili a quelle del Marocco,non solo per tipologia,ma anche per il medesimo calendario di commercializzazione.Le produzioni in Marocco di POMODORO PEPERONI ZUCCHINE FRAGOLE ed ARANCE aumentano vertiginosamente pronti ad aggredire sempre di più il Mercato Comunitario a danno delle produzioni Siciliane.Ma anche altre produzioni si apprestano ad invadere il nostro Mercato come UVA DA TAVOLA, PATATE, MELONI ed ANGURIE

Pertanto l’ARS si impegna a sostenere il Governo della Regione nelle azioni forti e risolutive che devono essere intraprese nelle sedi Nazionali ed Europee volte a:

• attivare le misure di salvaguardia previste dall'art.7 ACCORDO UE-MAROCCO
• monitorare gli sviluppi dell'Accordo commerciale e a minimizzare le conseguenze negative sulle produzioni sensibili conseguenti l'accordo e ad evitare eventuali frodi e violazioni
•ad assicurare che,nell'ambito delle riforme della politica agricola comune e della politica comune della pesca,alle questioni della crescita economica e dello sviluppo competitivo dell'agricoltura mediterranea siano date adeguate risposte da parte delle istituzioni europee;
• Rinegoziare con la Comunita' Europea forme di indennizzo per i danni subiti dall'Accordo UE-MAROCCO sulle seguenti direttive:
a) quote latte
b) ristrutturazione dei debiti a breve medio e lungo termine assunti dalle aziende zootecniche a causa di investimenti pregressi
c) elevare il limite del de-minimis da 7500€ per l'azienda primaria,e 200.000€ per le aziende che effettuano commercializzazione a 50.000€ e 500.000€
• ad adoperarsi, in sede nazionale, al fine di salvaguardare, tutelare e promuovere il sistema ortofrutticolo nazionale e, più in generale, il BORN in SICILY;


Primarie per Modica. Intanto Mommo chiede maggiore attenzione per l'ordine pubblico.

Primarie per Modica. Intanto Mommo chiede maggiore attenzione per l'ordine pubblico.

comune-di-modicaIl dopo Buscema a Modica si preannuncia ricco di aspettative. La città non ha risolto i suoi problemi economici ma comunque vuole tornare a fare la protagonista nell'area iblea. Si succedono così le auto candidature o le scelte di movimenti cittadini menttre reastiamo in attesa dei cosiddetto grandi partiti. Nino Minardo da coordinatore del PDL lancia l'idea delle  primarie libere alla ricerca dei candidati giusti per città e Provincia. Secondo l'onorevole pidiellino  "Chi pone steccati e veti conferma miopia politica e si autoesclude. Non serve un sindaco dalle piccole clientele, che coltivi il suo orticello. Pensiamo che la politica vada fatta col sentimento e non col risentimento, con gli originali e non con le brutte copie. Impegnarsi per un progetto per Modica e non contro Modica e che metta i cittadini in primo piano con l’unico obiettivo di ricostruire insieme: prima i programmi, i progetti e poi gli uomini. Stiamo pagando le conseguenze di una città oramai depressa e sprofondata nella tristezza. Serve un progetto di riforma della macchina amministrativa comunale e intervenire concretamente sulle eccellenze imprenditoriali su cui vanta Modica per promuovere economia, turismo, animazione. Minardo conclude un suo comunicato con un appello.  "Chiedo a tutte le forze politiche e civiche di fare uno sforzo comune: lavoriamo a un progetto unitario, facendo scegliere il candidato sindaco alla città. Con le primarie". Dunque sono passati i tempi in cui si poteva decidere nelle sedi dei partiti i compiti di ognuno ma è anche vero che le primarie rischiano di lasciare troppi insoddisfatti ben prima delle elezioni. E allora? L'importante è che la scelta sia quella giusta e non fatta da 300 oppure 400 persone che partecipano alle primarie. Serve la persona giusta che abbia impatto sulla gente comune perchè le elezioni non si vincono con gli iscritti ai partiti ma con le simpatie del popolo. Probabilmente il PDL ha difficoltà, ora che è andato via Carpentieri, a trovare l'elemento catalizzatore. Una buona verifica interna potrebbe evidenziare le disponibilità e poi si potrebbe passare agli accordi interpartitici.Intanto proprio Mommo Carpentieri, nel suo ruolo di candidato per Territorio e Modica Adesso, si lamenta di una situazione delicata per tutta la città:   "Nelle ultime settimane, nonostante l’incremento dei controlli delle forze dell’ordine nel territorio modicano, siamo sempre più preoccupati, poichè  il fenomeno della microcriminalità è in continuo aumento”.  Il candidato a  Sindaco Mommo Carpentieri continua: “La gente ha paura, non si può dare l’immagine di una città in balia di questi atti. Gli scippi ed i furti sono la prima piaga da sconfiggere, per dare la sensazione a chi vive a Modica, di poter dormire “sonni tranquilli”. Chiedo al sindaco Buscema di farsi al più presto promotore per la convocazione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. La situazione e’ diventata insostenibile. E’ necessario un intervento forte e mirato, sia per dare un segnale di conforto e vicinanza ai cittadini preoccupati e sia per studiare altre forme di repressione del fenomeno in forte crescita”.

 

P


Le grandi mostre e chi le ha viste? Lo scandalo turistico della Regione.

Le grandi mostre e chi le ha viste? Lo scandalo turistico della Regione.

mitoIl turismo siciliano è alla canna del gas. Non tanto per mancanza di soldi ma perchè fino ad oggi chi ha gestito leggi e fondi non aveva la minima competenza nel settore creando solo disservizi e malumori tra gli operatori. Ci siamo lamentati in più occasioni della assoluta mancanza di Governance regionale nonostante la confusione che si è ingenerata con  i distretti ed i comitati regionali.Oggi alla Bit di Milano la regione non sarà presente e a Ragusa, proprio perchè non ci sono direttive regionali precise, la Provincia si è intestata una presenza, frettolosa, con la scusa che qualcuno doveva pur esserci. C'è poi lo scandalo del circuito del Mito dove sono stati sperperati milioni acquistando spettacoli che valevano appena il 10 per cento di quanto speso, finanziando mostre che  si potevano fare con  qualche decina di migliaia di euro ma costate addirittura milioni e così via. Più di uno scandalo un vero affare per chi  ha fatto le scelte dislocandole solo in alcune città. A che serviva dunque pubblicare bandi e fare proclami se poi a decidere erano solo un paio di funzionari con l'avallo dell'assessore che si è anche offeso. E dire che tutti gli onorevoli della nostra provincia hanno tentato di intercedere  con l'assessorato retto  da Tranchida cercando di perorare la causa di imprenditori iblei e di associazioni che vantano trenta anni di attività. Nulla. Ore e ore passate davanti la porta dell'assessore in quella corte dei miracoli che è stata sempre nel passato la sede di via Notarbartolo a Palermo.  Impunemente l'assessorato rifiutava tutte le proposte provenienti da enti, comuni, associazioni e professionisti iblei che si sarebbero accontentati di piccoli aiuti e invece si acquistavano spettacoli di medio livello con cachet da star di Hollywood. Ora interviene Crocetta: Il  circuito del Mito è stata la vergogna dello spettacolo.  Interveniamo con una maxi rotazione al Turismo. “Dopo le accuse dell’assessore Battiato sugli sperperi all'interno dell'assessorato, parte grande la rotazione del personale che interessa per il momento 5 dirigenti e 27 funzionari. In particolare viene azzerato il servizio sesto, quello che si occupa da anni di manifestazioni ed eventi e cambiano i dirigenti e una parte dei funzionari che si interessavano del circuito del mito. Nessuna questione personale con i singoli lavoratori, con il vicepresidente, ma il modo in cui si è lavorato per troppi anni all’interno del turismo è totalmente inaccettabile: impegni di spesa assunti senza la necessaria copertura finanziaria; eventi inseriti all’interno della programmazione europea che non possono essere certificabili poichè non ammissibili all’interno dei fondi Eu in quanto non hanno la caratteristica di rilevanza europea; diverse procedure di affidamento, spesso senza gare, dirette in nome di emergenze incomprensibili; assenza di programmazione vera”. “In pratica un sistema - continua Crocetta -  che ha prodotto diversi buchi di bilancio negli anni, senza assicurare un livello adeguato di promozione turistica e culturale della Regione siciliana. Ci sono alcune società, inoltre, che lavorano per la produzione di eventi, con informative antimafia atipiche, delle quali non si accorgeva nessuno. La rotazione, nella seconda fase, interesserà altre decine di lavoratori attraverso la mobilità interna”. Il Presidente conferma la linea di trasparenza e di recupero di efficienza della macchina regionale annunciando che, dopo il turismo, altri settori della pubblica amministrazione dovranno ruotare prevedendo un sistema di mobilità complessiva che non riguarderà meno di mille  persone. “La rotazione – aggiunge il Presidente - deve avvenire necessariamente  in fasi diverse al fine di non bloccare macchina regionale, ma il progetto non si ferma poichè è necessario dare ai lavoratori, ai funzionari e ai dirigenti nuove opportunità e sopratutto eliminare posizioni di cristallizzazione in alcuni posti chiave che sono alla base del funzionamento della macchina regionale”.

 


Minardo ricorda il suo impegno per i finanziamenti di infrastrutture in provincia.

Minardo ricorda il suo impegno per i finanziamenti di infrastrutture in provincia.

Minardo primo pianoL'on Minardo punta, oggi,  la sua attenzione sui tanti finanziamenti che in questi ultimi 5 anni è riuscito a far arrivare nel territorio ibleo.  E' stato così possibile, grazie alla fattiva collaborazione  del  Cipe ,  realizzare importanti   infrastrutture in diversi comuni iblei.  basti ricordare, dopo diverse difficoltà burocratiche,  il  milione e 500 mila euro stanziato per il completamento del parcheggio interrato  in p.zza  del Popolo a Ragusa, il milione e 300 mila euro per l’arredo urbano del centro storico  di Acate  ed il milione e  200 mila  euro per la strada “Carcanella” a Monterosso Almo.  Nino Minarso però esprime oil suo  rammarico per altri finanziamenti previsti  derivanti dall’ accordo di programma quadro    Stato – Regione che non sono  andati a buon fine a causa mancata sottoscrizione dell’Accordo da parte della Regione Siciliana come ad esempio  570 .000 euro per il parcheggio sottostante alla villa comunale di Chiaramonte  e i famosi  3 milioni  500 mila  euro per la realizzazione rotatoria Dente-Crocicchia a Modica.  Nel corso di questi anni è stato possibile però  effettuare diversi interventi grazie ad altri finanziamenti per la provincia  tra i quali:

  • EURO 5 MILIONI per ampliamento del cimitero di SCICLI;
  • EURO 1 MILIONE 360 MILA recupero credito a favore del COMUNE DI SCICLI dovuto dallo Stato dal 1992;
  • EURO 600 MILA per adeguamento immobile ex dogana POZZALLO;
  • EURO 820 MILA per biblioteca comunale S.CROCE CAMERINA;
  • EURO 100 MILA per completamento Centro Giovanile c.da S.Elena MODICA;
  • EURO 100 MILA per strada collegamento Convento Milizie SP 39 SCICLI-DONNALUCATA;
  • EURO 100 MILA a favore del Liceo Classico “T. CAMPAILLA” MODICA;
  • EURO 100 MILA a favore dell’Istituto Comprensivo “G.PASCOLI”, sede S.GIACOMO;
  • EURO 50 MILA a favore dell’Istituto Comprensivo “L. DA VINCI” ISPICA;
  • EURO 1 MILIONE 700 MILA per impiantistica sportiva SCICLI

Insomma si fonda su queste basi, dice l'on Minardo, il mio impegno per il territorio.  E' una vera passione che si è sviluppata in un dovere responsabile e coerente che ha portato ad ottenere importanti risultati  in risposta alle molteplici richieste ed esigenze provenienti dalla nostra provincia.

 


Le nomine di Crocetta. Che c'entrano le elezioni nazionali.

Le nomine di Crocetta. Che c'entrano le elezioni nazionali.

iano gurrieri Stop alle nomine della Regione in Sicilia fino alla fine della campagna elettorale.  Lo ha annunciato  il governatore Rosario Crocetta che dava notizia della decisione presa in una riunione della sua giunta. Sono state dunque bloccate tutte le nomine discrezionali fino alla fine della campagna elettorale. A questo punto ci si deve chiedere quali nomine possono essere considerate elettorali. Parliamo ad esempio della questione Camera di Commercio di Ragusa che ancora oggi a più di 15 giorni dalla notizia della possibile nomina di Iano Gurrieri si è ancora in alto mare per quanto riguarda l'insediamento. Sappiamo per certo che la nomina suddetta è stata fatta prima dell'annuncio di Crocetta che si poneva, lui stesso, una data dalla quale non pensare ad altre nomine. Ma non si può restare al palo. La Cam Com ha un ruolo importnate ed in questi giorni si stanno giocando delle partite alle quali noi non saremo presenti. pensiamo ad esempio alla questione aeroporto o al problema della promozione turistica e commerciale, oppure a quello che sta accadenso nel settore costruzioni o dell'artigianato. La nomina del commissario è necessaria al di la delle elezioni nazionali. Non vorremmo invece che proprio sulla pelle della Cam Com di Ragusa  si voglia giocare una partita politica con orizzonti diversi. Dopo le lezioni politiche infatti ci saranno le amministartive e proprio per questo evento sarebbe opportuno non buttare in politica le nomine quindi prima si fanno meglio sarebbe. Il rischio infatti è che la Camera di Commercio entri poi in una lottizzazione futura in relazione alle varie proposte elettorali a Modica, Ragusa, Comiso etc. Dunque Crocetta farebbe bene a ripsettare la sua promessa ma a dare corso alle nomine fatte prima di quel famoso lunedi.  Arriva proprio nella mattinata di mercoledi una dichiarazione personale di Crocetta riferendosi  a qualche critica sollevata da esponenti dell’ opposizione “siamo l’unica giunta in Italia che ha bloccato
le nomine in campagna elettorale. Si inventano che abbiamo attribuito incarichi soltanto prima della deliberazione di giunta che auto regolamenta l'attività del governo, solo perché arrivano in ritardo in commissione, con un
atteggiamento che finisce per bloccare, come nel caso del Cas, la necessità
urgente di monitoraggio e di programmazione, lasciando solo un commissario in un’azienda dove le incrostazioni del malaffare hanno raggiunto livelli non
accettabili. Qualcuno prima di parlare rifletta, poichè se non lo fa, a volte,
finisce per difende un sistema che invece va completamente smantellato. Va bene e la Cam Com di RagusA?

Le strade al buio. Chiediamo ai Vigili Urbani di segnalarle agli uffici.

Le strade al buio. Chiediamo ai Vigili Urbani di segnalarle agli uffici.

lampione_rotto-300x225Ci pervengono delle lamentele che riguardano alcune strade cittadine che sono al buio a causa di guasti o impianti illuminanti rotti. Dobbiamo dire che la città di Ragusa può contare su un ufficio manutenzioni abbastanza efficiente e grazie all'impegno del responsabile Biagio Gulino i tempi per intervenire sono spesso minimi. Occorre però che si facciano le  dovute  segnalazioni. Ieri abbiamo parlato della via Nenni che dalla scorsa settimana era piombata nel buio a causa di un guasto  tecnico dovuto alle intemperie degli ultimi giorni.  Neanche il tempo di dirlo e già da questa mattina il problema è stato risolto. Ora però è la volta della via Ottaviano, la circonvallazione di Ibla. Questa importante arteria risulta al buio, a detta di Gianni Giannone, il nostro informatore più affezionato, da circa un mese. Abbiamo interpellato l'ufficio manutenzioni è ci ha assicurato che nel giro di qualche ora si cercherà di porre rimedio al problema. Resta però la considerazione che anche noi cittadini o anche  le persone che sono demandate a controllare il territorio dovrebbero impegnarsi nella segnalazione. L'ufficio addetto infatti ci ha assicurato che fino ad oggi non era arrivata nessuna segnalazione in merito. A parte la buona volontà di Giannone  sarebbe importante che ad esempio i vigili urbani si prendessero la briga di fare segnalazioni sui disservizi cittadini. Che ne pensa il comandante Puglisi? Potrebbe essere un compito da istituzionalizzare?


Comitato no Muro

Comitato no Muro

passaggiolivelloSi è costituito il comitato del no al muro per il passaggio a livello di via Paestum.  La prima riunione, aperta a tutti coloro che vorranno aderire, è fissata giovedi alle ore 20 presso il salone  della parrocchia di San Giuseppe Artigiano in via Nenni a Ragusa.  Il comitato intende agire con iniziative tecnico e politiche per risolvere il problema che sta assillando soprattutto gli abitanti della zona. Infatti a parte l'intenzione di investire della questione coloro che saranno chiamati a governare la città di Ragusa è importante anche cercare di trovare delle soluzioni tecniche. Esistono oggi delle innovazioni nel settore che permettono di garantire la sicurezza sia dei treni che dei passaggi a livello grazie a sensori e telecamere. L'investimento sarà di poche decine di migliaia di euro e questo metterebbe a tacere tutte le polemiche. Domani quindi l'appuntamento ma è necessario scindere le due cose. La proposta politica sarà fatta in altro momento per ora sembra più urgente trovare i riscontri tecnici e le soluzioni più facili.

 

 


Un parco per Ragusa

Un parco per Ragusa

Vallata Santa DomenicaAlcune associazioni ambientaliste e  commerciali delal città di Ragusa  hanno organizzato una serie di appuntamenti   tendenti a riscoprire alcuni  luoghi "simbolo" del territorio in collaborazione con vari  professionisti che  possano illustrare le peculiarità dei siti. Si comincia domenica 17 febbraio con l’iniziativa denominata “La Cava Santa Domenica: un parco urbano possibile”. La partenza è fissata per le 10 di domenica 17 febbraio a piazza San Giovanni, angolo via Mariannina Coffa. Nella prima parte del percorso, fino a piazza Carmine, l’architetto del Comune Marcello Dimartino illustrerà il progetto di fattibilità del recupero della Cava Santa Domenica. Successivamente, si scenderà al Largo San Paolo percorrendo le scale di Cava Velardo, via Velardo e via Giusti. E’ prevista una sosta per il pranzo al ristorante Antica Macina. Subito dopo il dott. Giovanni Distefano illustrerà gli insediamenti preistorici insistenti sul Largo San Paolo e guiderà i partecipanti lungo il perimetro delle mura bizantine della Ragusa pre-terremoto, fino ai ruderi dietro la chiesa del Santissimo Trovato.  Ad organizzare saranno il parco commerciale  “Isole Iblee”, insieme con gli altri due centri commerciali naturali presenti in città, “I tre ponti” e “Antica Ibla” che tra l'altro aderiscono a  “Insieme-in-Città”, nell’ambito della federazione “Una R.o.s.a. per Ragusa”, vale a dire la “Rete delle organizzazioni sociali ed associazioni”, di cui fanno parte anche Legambiente, Kalura e SpeleoClub.  Il laboratorio “Insieme-in-Città” si è proposto anche di incontrare l’attuale commissario straordinario al Comune con lo scopo di avviare un’attività che consenta di garantire una costante fruizione della vallata da parte della popolazione ragusana.


Che pronto soccorso sarà.

Che pronto soccorso sarà.

pino salvatoreIl Sindacato medici italiani ha promosso per domani, martedì 12 febbraio, alle 10,30, una conferenza stampa nel corso della quale sarà presentata la proposta di riorganizzazione del Servizio emergenza urgenza 118 dell’Asp 7 di Ragusa. La proposta è elaborata dai  medici  del settore Est emergenza-urgenza del  sindacato. L’incontro con i giornalisti si terrà presso la sede dell’Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri sita in via Guglielmo Nicastro 50 a Ragusa.  La proposta riguarda però non il pronto soccorso ma i PTE cioè i Presidi Territoriali d'Emergenza che al momento sono 2 ufficiali, Pozzallo e Chiaramonte e uno a Scoglitti alle dirette dipendenze dell'Asp.  Da tempo ci sono lamentele sulle autoambulanze e sul personale che vi lavora. I medici del sindacato SMI sembrano intenzionati a dare un colpo definitivo ad una organizzazione che purtroppo costa moltissimo alla Regione Sicilia, il 118 cioè,  ma non riesce ad essere veramente efficiente.  Tempo addietro si è parlato di MTE cioè di medici appositamente formati che dovrebbero dare una svolta a questa professione. Fino ad ora infatti si è puntato sul medico rianimatore ma sembra più opportuno avere invece sul mezzo di soccorso qualcuno che sappia cavarsela in ogni occasione. E a questo proposito ci sembra davvero azzeccata la proposta che aveva fatta  dal primario della chirurgia d'urgenza al Civile di Ragusa. Il dott. Pino sarebbe dell'idea di mettere a disposizione delle ambulanze, a turno, i medici e gli infermieri che operano al pronto soccorso di Ragusa, Modica e Vittoria. In questo modo si potrebbe contare su gente che ha maturato la propria esperienza in prima linea, e cioè al pronto soccorso, e quindi su persone che sanno intervenire in emergenza. La proposta dovrebbe a essere portata ai vertici  dall'ASP7. Intanto domani c'è questa conferenza stampa che seguiremo per riportare le notizie ai nostri lettori.