E' tutto sbagliato: protesta dei presidenti delle province siciliane

E' tutto sbagliato: protesta dei presidenti delle province siciliane

bono avantiIl presidente della Provincia regionale di Siracusa On Nicola Bono insieme al presidente della Provincia Regionale di Palermo Giovanni Avanti, a nome dell’Urps, hanno inviato un particolareggiato documento al presidente della Regione Siciliana e al responsabile  del Dipartimento della Programmazione Regionale, in cui criticano la proposta di rimodulazione dei fondi POFESR 2007-13 ed allo stesso tempo invitano il presidente Crocetta a non ricadere negli stessi errori che hanno portato i governi regionali degli ultimi vent’anni all’evidente incapacità di spendere i fondi europei. I due presidenti hanno chiesto altresì la convocazione urgente del Comitato di Sorveglianza del PO FESR 2007 – 2013, ritenendo, a causa dell’ennesima débacle annunciata, del tutto inadeguata la formulazione di osservazioni attraverso la procedura scritta, e quindi non più rinviabile il confronto sulla complessa problematica relativa al corretto utilizzo delle risorse europee, per l’attuazione di efficaci ed efficienti politiche di coesione.

“La principale causa di inefficienza certamente è la mancanza di continuità nell’assetto della governance regionale – hanno esordito nella nota Bono e Avanti-, che ha reso quasi del tutto inefficace l’attività della Regione stessa. E’ inutile e fuorviante che la Regione Siciliana cerchi affannosamente di trovare ad ogni costo altre cause esterne, la debolezza degli enti attuatori, il patto di stabilità, la crisi internazionale, l’avvento della fase recessiva ecc…, per giustificare il fallimento nell’utilizzazione dei fondi europei, sia in termini finanziari (l’avanzamento finanziario del POR al 31 dicembre 2012 è pari al 18,77%), che procedurali, imputabili principalmente a se stessa, ed alla mancanza di una visione progettuale, accompagnata da una programmazione seria, che consentano quell’inversione di rotta che da decenni ci si attende. La sintesi del nuovo Piano è fortemente deludente, atteso che consiste nella presa d’atto della riduzione complessiva della dotazione del programma di ben 1 miliardo e 700 milioni di euro in meno, passando così da 6 miliardi e 39 milioni, stanziati inizialmente per la Sicilia, all’attuale dotazione di 4 miliardi e 359 milioni circa. Riduzione tutta determinata dalle “criticità attuative”, e cioè dall’incapacità dei responsabili di produrre politiche efficaci di utilizzo delle risorse disponibili. Anche l’adesione al PAC (Piano di Azione e Coesione) appare più una resa della Regione, per la dimostrata incapacità di spendere, che una sana visione di utilizzo corretto delle risorse a disposizione”.

I due presidenti hanno quindi compiuto una disamina della decurtazione delle risorse finanziarie del PO FESR, pari a circa 1,68 miliardi di euro, analizzando nel dettaglio la rimodulazione di ogni asse di finanziamento del PO FESR 2007-2013, ed eccependo l’evidente destinazione di risorse per il sostegno di attività carenti di visioni ed azioni strategiche, capaci di cambiare strutturalmente il tessuto economico e produttivo dell’Isola. “Inoltre – hanno continuato Bono  e Avanti -, appare ingiustificata la decisione di appostare circa 202 milioni di euro per le politiche sociali all’interno della già citata “Manovra anticiclica - Piano di Azione-Coesione – Strumenti diretti per impresa e lavoro” a gestione nazionale, poiché impoverisce la dotazione di comparti strategici e, del PO FESR, attuata in questi termini, andrà a provocare enormi danni a settori come l’energia, l’ambiente, il turismo ed i beni culturali che, per vocazione naturale del nostro territorio e con un’adeguata governance ed attuazione dei Programmi Comunitari, potrebbero e dovrebbero rappresentare il volano della nostra economia.

“Nella qualità di componenti del CdS, nel rilevare l’esigenza dell’istituzione di una commissione d’inchiesta per l’accertamento delle responsabilità sul mancato e inefficiente utilizzo dei fondi PO FESR 2007 – 2013 – hanno  concluso Bono e Avanti - e sulla rimodulazione proposta, esprimiamo il nostro dissenso sulla stessa, chiedendo altresì di rivedere l’intera strategia, in particolare in direzione del recupero delle risorse in favore degli assi 2 – 3, nonché dei 202 milioni di euro al momento destinati a non meglio specificate politiche sociali, per i quali potrebbero essere utilizzati altri fondi UE più specifici, mantenendone invece la dotazione per finanziare azioni ricadenti nel campo di applicazione del FESR, finalizzate alla promozione dell’auspicato salto di qualità nel creare occupazione e sviluppo stabili e duraturi”.


Polemiche sui bilanci del Comune: Ora tocca agli indigenti.

Polemiche sui bilanci del Comune: Ora tocca agli indigenti.

calabrese“Non permettiamo a nessuno di insinuare che il Pd rallenta la possibilità di fare uscire al più presto gli indigenti dall’attuale situazione economica e sociale. Gli indigenti che in queste settimane hanno condotto una dura battaglia sanno quanto il sottoscritto e il mio partito siano stati loro vicini”.  E’ quanto afferma il segretario cittadino del Pd di Ragusa, Giuseppe Calabrese, per mettere a tacere tutte le voci che, in questi ultimi giorni, stanno caratterizzando una vertenza che stenta ancora a trovare una soluzione definitiva. “Abbiamo detto e ribadiamo – aggiunge Calabrese – che la nostra volontà è quella di chiedere un confronto con il commissario straordinario per comprendere come distribuire le risorse dei Servizi sociali cosicché nessuno sia penalizzato. Soggetti politici o pseudo tali che tentano di cavalcare le disgrazie di famiglie disagiate, infangando il nome del nostro partito, troveranno la nostra ferma opposizione oltre che, ovviamente, il nostro totale dissenso. Ringraziamo il prefetto Vardé per l’azione di concertazione effettuata e la Cgil per il lavoro svolto. Non accettiamo rimproveri che non ci appartengono. I bilanci, in aula, sono votati, secondo coscienza, dai gruppi consiliari che rappresentano i partiti rispetto ai quali il popolo esprime il proprio consenso. Ribadisco, altresì, che mai il Pd accetterà tagli ingiustificati provenienti dalla voce Servizi sociali, a maggior ragione in un momento così drammatico. Verificheremo la disponibilità economica prevista in bilancio nel settore in questione. Da ciò dipenderà la scelta che il Pd porterà avanti in Consiglio comunale al momento del voto”.


Sede della Protezione Civile per ricordare PIppo

Sede della Protezione Civile per ricordare PIppo

Mascolino-Pippo 78Sara dedicata Pippo Mascolino scomparso improvvisamente qualche mese fa la nuova sede della protezioni civile a Vittoria. Gli uffici saranno allestiti in quella che erano stati i locali del consiglio di quartiere di c.da Forcone.  Pippo Mascolino  vigile del fuoco di professione era impegnato in molteplici attività  sociali e godeva della simpatia  di tutta la città di Vittoria. Questa piccola testimonianza di stima sarà certamente molto apprezzata da chi lo conosceva.


Nubifragio e voli dirottati

Nubifragio e voli dirottati

AeroportoCataniaL'aeroporto di Catania, oggi, è sembrato sotto assedio. L'Etna erutta ogni quattro ore con cenere che si disperde nella zona di Milo e poi il violento nubifragio che si è abbattuto sulla città. Appena conclusa l'emergenza l'ufficio stampa dell'aeroporto comunica che  a causa del  temporale ch  ha colpito Catania nel pomeriggio, in un primo momento sono stati dirottati sull’aeroporto di Palermo i voli:

AZ1723 proveniente da MILANO LINATE (alle ore 17.14),

AZ1753 proveniente da ROMA FIUMICINO (alle ore 17.25),

BV17776 proveniente da ROMA FIUMICINO (alle ore 17.45),

IG229 proveniente da MILANO LINATE (alle ore 17.45).

Sempre la Sac ci ha comunicato  che, esauritasi l’emergenza meteo, i suindicati voli stavano già rientrando a Catania Fontanarossa.  Ci viene da pensare: se fosse stato aperto Comiso sarebbe stato utilizzato per questa emergenza? Vista la vicinanza si sarebbe risparmiato un bel po?  Ecco anche perchè c'è fretta per l'apertura dello scalo.

 

 

 


Tra Frisina e Barone c'è ora Calabrese. Chi ha sbagliato i conti al Comune?

Tra Frisina e Barone c'è ora Calabrese. Chi ha sbagliato i conti al Comune?

debito-pubblico-sovereignL'appuntamento è per il 28 febbraio, consiglio comunale di Ragusa con un solo punto all'ODG:  situazione finanziaria dell'ente.  Insomma le tante dichiarazioni, le domande e le risposte, hanno convinto il presidente Dinoia a convocare il consiglio. Intanto Peppe Calabrese  interviene nella querelle “Bisogna giocare a carte scoperte. Per il bene della nostra città. Bisogna avere contezza delle condizioni economiche in cui versa il Comune di Ragusa. Ecco perché chiederemo al commissario straordinario, Margherita Rizza, di riceverci e di darci spiegazioni.  Dopo il decreto di pignoramento, che indebita l’ente di palazzo dell’Aquila, già in condizioni precarie, per un milione e mezzo di euro, è necessario fare piena luce su quanto sta accadendo, soprattutto approssimandosi la campagna elettorale per le amministrative. “E’ necessario che si sappia – continua Calabrese – se e di chi sono determinate responsabilità. E soprattutto è fondamentale che i cittadini siano informati circa lo stato di salute del loro Comune anche perché pagano le tasse e vogliono sapere a che cosa sono serviti i loro esborsi. Non vogliamo accusare nessuno. Ma, allo stesso tempo, non è possibile che non emergano responsabilità. Di qualcuno, se ci troviamo in una condizione simile, la colpa dovrà essere. Ecco perché anche noi del Pd, oltre al confronto con la Rizza, ci uniamo al coro di chi sostiene che è indispensabile una seduta aperta del Consiglio comunale che possa aiutarci a vedere più chiaro sull’argomento “Dal 2010, in maniera periodica, abbiamo tenuto delle conferenze stampa per informare i cittadini sulla situazione debitoria del Comune. L’ex sindaco, in risposta, ci ha sempre tacciato di essere chiacchieroni, ignoranti, impreparati. Solo una cosa possiamo dire: e cioè che i buchi, in bilancio, non si fanno in sei mesi ma si costruiscono negli anni”.

 


La risposta alla risposta

La risposta alla risposta

baronefrisinaSapevamo che non sarebbe finita così. Dopo le accuse  di Frisina era normale che Ciccio Barone dicesse la sua. Ed ecco la risposta  dell'esponente di Ragusa Popolare “Prendo atto di tutto ciò che ha detto l’amico Frisina, che nacque con Elio Accardi, poi passò con il Pd, poi con l’Mpa e adesso è con Territorio. E che proprio grazie a questo lungo cammino ha fatto grande esperienza. Ma a lui rivolgo un solo consiglio: che legga meglio e con più attenzione i miei comunicati stampa  perché altrimenti si rischia di dire fesserie”. Non ho mai detto che la ditta Busso Giuseppe fosse quella che gestisce il servizio di raccolta a Ragusa – prosegue Barone – proprio perché conosco bene questa vicenda. Non so perché Frisina si sia sentito in dovere di puntualizzare su questo. E poi non ho mai citato né l’ex sindaco né l’ex amministrazione di cui ho fatto parte e non ho motivo di rinnegarlo. Ho parlato sempre e solo di problemi legati ai dirigenti che devono fare chiarezza. Non riesco a capire, invece, proprio perché le mie richieste di chiarezza sul bilancio stiano creando questo vespaio. Lancio questi appelli con forza perché non ho niente da nascondere e il tempo, pian piano, mi sta dando ragione. Da adesso guardiamo al futuro che deve essere serio e trasparente”.


Frisina risponde togliendosi il sassolino....

Frisina risponde togliendosi il sassolino....

frisinabaroneBarone insiste su un filone politico che, secondo gli osservatori, non è quello giusto!  L'accusa alla dirigenza del comune di non essere stata chiara negli ultimi anni in qualche modo  coinvolge anche lui e non si riesce a capire dove porta questa strategia. E' vero che ci sono stati momenti poco chiari dal punto di vista del bilancio degli anni passati ma ci può essere la giustificazione di una crisi di  risorse che ha costretto chi ha in mano i conti a fare la cosiddetta "ingegneria   amministrativa" Oggi a Barone risponde Frisina, coordinatore di Territorio  e fedelissimo dell'ex sindaco Dipasquale. Frisina è stato, anche lui al comune, negli ultimi anni, e sa come sono andate le cose e alla richiesta di chiarezza risponde:    La chiarezza, il coordinatore del PID, dovrebbe, invece di chiederla ai dirigenti del Comune, pretenderla da se stesso, magari con uno sforzo di approfondimento maggiore, che gli eviti di dire delle sciocchezze così grosse” In merito al pignoramento giunto al Comune dalla ditta Busso è bene subito chiarire che la ditta di cui sopra non è la stessa che gestisce il servizio di Igiene ambientale a Ragusa, il debito accumulato dalla ditta nasce dal servizio svolto presso il comune di Modica, e quindi dalla morosità di quell’Ente. Il pignoramento giunto nei giorni scorsi colpisce il nostro Ente non perché l’unico debitore nei confronti dell’ATO ma piuttosto perché l’unico in grado di pagare. Il pericolo quindi è un altro, e cioè che il Comune di Ragusa pur avendo debiti irrisori, rispetto gli altri comuni nei confronti dell’ATO debba subire azioni di forza che fanno saltare la programmazione dei pagamenti. Rispetto poi le altre questioni che solleva il coordinatore del PID, vorrei segnalare due atti ufficiali che dimostrano l’infondatezza delle cose dette, L’assessorato regionale alle autonomie locali qualche giorno fa ha pubblicato l’elenco dei comuni in dissesto o in predissesto, tra i quali figurano tanti comuni della nostra provincia ma non Ragusa, mentre la Corte dei Conti ha fatto pervenire l’esito favorevole  sull’esame del Bilancio Preventivo 2012 del Comune Capoluogo. Il comune capoluogo oggi continua a pagare gli stipendi senza fare ricorso alle anticipazioni di cassa, nonostante i trasferimento della Regione e dello Stato siano del tutto fermi. Condizione impensabile per la grande maggioranza dei comuni Siciliani” Riguardo poi l’aspetto politico della vicenda “prendiamo atto che l’ex assessore Barone dopo avere ricoperto l’incarico di assessore e quindi componente della giunta negli ultimi sette anni, si accorga soltanto adesso di debiti che qualora fossero veri ne sarebbe lui stesso responsabile. E’ veramente un indecenza che un soggetto politico pur di fare clamore, e far parlare di se, dia in pasto all’opinione pubblica dichiarazioni, non fondate, che creano soltanto allarme sociale. E soprattutto che si dimentichi che la sua permanenza in giunta, quella giunta che lui adesso addita come colpevole del disastro economico, è stata garantita dall’ex Sindaco anche quando la sua componente politica era uscita dalla maggioranza, ed i motivi per cui lui stesso chiedeva di rimanere forse non erano così nobili. Tutto questo Francesco Barone oggi lo ha dimenticato.”


La Guardia di Finanza individua emittenti TV con documentazione falsa

La Guardia di Finanza individua emittenti TV con documentazione falsa

GUARDIA-DI-FINANZALa notizia è ormai ufficiale. La Guardia di Finanza al seguito di indagini articolate ha individuato alcune emittenti televisive che avrebbero, in qualche modo, artefatto la propria documentazione con l'intento di ottenere un maggiore punteggio nella graduatoria per l'assegnazione delle frequenze del digitale terrestre.  Sapevamo già di queste indagini prima di tutto perché anche Teleiblea è stata  controllata e poi perchè ci era subito sembrato ingiusto venire esclusi da una qualunque graduatoria a causa di errori, omissioni o peggio ancora imbrogli. Ora non sappiamo quale siano le emittenti implicate perchè nella nota  della GdF, che pubblichiamo più in basso, non si fa riferimento alle società ma è chiaro che tutto questo dovrebbe dare il via ad una serie di cambiamenti nel panorama televisivo. Infatti se, effettivamente,  qualcuna di queste emittenti risulterà aver ottenuto immeritatamente un posto utile in graduatoria sarebbe  giusto rivedere la graduatoria stessa per permettere agli esclusi di rientrarvi. Passerà tempo, ce ne rendiamo conto, ma è soprattutto una questione di giustizia. Ecco come detto il comunicato ufficiale.

La compagnia Guardia di Finanza di Ragusa, a conclusione di una complessa ed articolata attivita’ istruttoria coordinata e diretta dal dr. Petralia - procuratore della repubblica presso il tribunale di Ragusa, accertava una serie di irregolarita’ poste in essere da nr. 8 emittenti televisive locali che, pur non avendo i requisiti per partecipare al bando emesso dal ministero dello sviluppo economico per l’assegnazione delle frequenze per trasmettere in tecnica digitale, riuscivano ad attestarsi in graduatoria in posizione  utile per l’assegnazione, nella Regione Sicilia, delle frequenze televisive in tecnica digitale ai sensi dell’art. 4, del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75. All’esito dell’attivita’ istruttoria posta in essere, finalizzata principalmente  alla verifica del possesso dei requisiti previsti dal bando per l’assegnazione delle frequenze emesso dal ministero dello sviluppo economico, veniva accertato  che alcune emittenti televisive, consorziatesi fra di loro mediante sottoscrizione di un patto d’intesa, si rendevano responsabili delle ipotesi di reato di cui agli artt. 482, e 640 bis del c.p ( truffa aggravata in danno del ministero sviluppo economico e falsità ideologica commessa da privati in atto pubblico) per aver presentato, al ministero sviluppo economico istanza per l’inserimento nelle graduatorie contenenti dichiarazioni e attestazioni  mendaci al solo fine di indurre in errore il predetto dicastero ed ottenere, con artifici e raggiri, l’attribuzione di un punteggio utile all’inserimento in graduatoria in posizione tale da beneficiare dell’assegnazione delle frequenze televisive relative al digitale terrestre per la Sicilia rilasciata  con nota nr.   dgscer/div.iii./sol  49209 del 12/06/2012. del ministero dello sviluppo economico.

Con separata trattazione veniva inoltrata specifica segnalazione al dipartimento per le comunicazioni presso il ministero sviluppo economico per il rifacimento della graduatoria definitiva delle emittenti televisive locali, nella regione Sicilia, emessa dal ministero dello sviluppo economico - dipartimento per le comunicazioni nel decorso mese di giugno 2012 ai sensi dell’art. 4, del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34. Sono in corso ulteriori accertamenti della specie finalizzati anche alla verifica sul corretto percepimento dei contributi erogati alle emittenti televisive attenzionate ai sensi dell’art. 45, comma 3, della legge 448 /1998.

 


Niente sacciu e li fatti miei mi facciu. La sfida di maggio 2013

Niente sacciu e li fatti miei mi facciu. La sfida di maggio 2013

territorioTerritorio va avanti come un treno. All'indomani delle politiche, qualunque siano i risultati, il movimento guidato da Nello Dipasquale metterà in mostra i suoi gioielli per le amministrative. Questo almeno per Ragusa, quando il 28 febbraio, Giovanni Cosentini candidato a sindaco del Movimento non solo presenterà le liste che lo appoggeranno ma addirittura  i 4 assessori previsti dalla legge. Insomma tutto sembra procedere per il meglio nella continuità. Ma a guardare bene, ieri sera nella riunione indetta per capire se sia necessario o meno intavolare discorsi con eventuali alleati, qualcuno si è dimostrato insofferente.  Ma è abbastanza normale se si considera che i posti a disposizioni sono pochi ed i pretendenti molti soprattutto se facciamo riferimento ai possibili assessori. Poichè le scelte verranno fatte entro questa settimana è chiaro che gli aspiranti si stanno facendo avanti. Giovanni Cosentini però  deve fare i conti non solo con le opportunità politiche ma con le reali necessità della gente ragusana. Vogliamo dire che non basta avere un ottimo serbatoio di voti per essere nominato assessore. Occorre dimostrare di essere capace a svolgere quel compito. Basta infatti guardare a quello che sta succedendo proprio in questi giorni: improvvisamente ci si accorge che la città ha un bel po di debiti, spuntati fuori solo ora, che ogni ex amministratore disconosce. Come dire: niente sacciu e li fatti miei mi facciu. Nella giunta precedente chi si occupava del bilancio, chi doveva controllare le entrate, chi le uscite? Sembra che tutti gli assessori di Dipasquale vivessero in una beata incoscienza. Questo non dovrà accadere più. Ogni settore deve avere un responsabile, fino in fondo, deve discutere con il capo ma non può essere messo a tacere pena il defenestramento. La città non può essere ridotta allo stremo e alla vergogna, come accade in tante alte città vicine e lontane,  per causa di sindaci, magari onesti, ma assolutamente  incompetenti, in mano a funzionari poco elastici ed intelligenti.  Sappiamo che è difficile ma questa è la sfida di maggio 2013.


Dopo Modica Teleiblea accende il suo segnale su Santa Croce.

Dopo Modica Teleiblea accende il suo segnale su Santa Croce.

bannerino-canali-2Teleiblea torna a trasmettere su Modica ma da oggi anche su Santa Croce Camarina . Coma abbiamo già detto con l'attivazione del nuovo ripetitore della Vetta,  l'emittente ragusana, grazie alla collaborazione   con altre realtà locali, ha esteso nuovamente il suo segnale anche sul centro storico della città della Contea.  Ma la notizia è che anche a Santa Croce è di nuovo possibile vedere Teleiblea. Come tutti sanno in seguito alla rivoluzione del digitale terrestre molte cose sono cambiate nell'ambito televisivo  e ancora oggi, a oltre sei mesi di distanza,  si registrano notevoli difficoltà di ricezione, in tutta la provincia,  anche per quanto riguarda le grandi emittenti nazionali. Teleiblea che a marzo festeggerà i 38 anni di trasmissioni ininterrotte è molto apprezzata per il suo telegiornale, l'Indice, diretto da Mario Papa,  che si occupa dell'area iblea  con una particolare attenzione alla politica, al costume e alle tradizioni locali. Per seguire l'emittente a Modica e in tutta la provincia di Ragusa,  basterà digitare il il numero  110 sul telecomando. Qualora il vostro televisore o il decoder non  trovasse il canale 110  occorrerà risintonizzare gli apparati.  Grazie alla tecnica digitale Teleiblea offre ora, anche,  un nuovo canale ai suoi telespettatori infatti una volta risintonizzato l'apparecchio TV sarà possibile seguire  i programmi di Polis TV l'emittente che dedicherà  molto spazio alle prossime elezioni amministrative con interviste ai candidati, ospiti in studio  e commenti sui programmi delle varie liste politiche.