Il PD si è rotto!

pd rottoIl PD ragusano si spacca. Dopo le polemiche scaturite negli ultimi mesi in seguito anche ai risultati delle precedenti  consultazioni elettorali e primarie di vario genere  la protesta di alcuni iscritti si concretizza nella nascita di un nuovo circolo cittadino. Infatti ci è appena giunto in redazione un comunicato con il quale dopo aver esaminato un documento programmatico  sottoscritto da tantissimi dirigenti, iscritti ed elettori del PARTITO DEMOCRATICO della città  di Ragusa, si avvia un percorso alternativo per la costruzione di una nuova forma organizzativa diversa ed autonoma per contribuire a far nascere, nella città di Ragusa, un Partito nuovo, unito e plurale aperto a molteplici, diverse ed originali forme di attiva partecipazione.  Il nuovo circolo verrà  inaugurato subito dopo le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimo.  La notizia non ci coglie impreparati perchè in verità sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto. Ad una parte del PD non era andata giù la segreteria Calabrese e in ogni occasione, soprattutto elettorale, la questione si è inasprita. Ora dicono i dissenzienti la misura è colma e subito dopo le elezioni nazionali verrà inaugurato il nuovo circolo. C’è qualche perplessità sulla legittimità di un secondo circolo cittadino ma siamo in Italia e per qualunque divergenza basta una deroga. In questo caso è sufficiente una autorizzazione della segreteria provinciale. Ma non è questo il problema. Prima di tutto occorre capire da chi è portata avanti questa scissione cittadina. Sicuramente dall’area Battaglia: Dunque il senatore con Angela Barone, Schembari ed altri. Critici ma non dissociati dalla segreteria Calabrese quelli delle altre anime iblee come ad esempio Massari o Piruzza. Loro sono in posizione diversa dal segretario ma non alimentano ulteriori divisioni. L’altra cosa da capire è quanto c’entrano nella vicenda le elezioni  amministrative. E’ vero che la rivolta covava tra le ceneri da tempo ma è pure certo che, al centro della protesta c’è la situazione in cui versa la città di Ragusa, alla ricerca di una guida sicura.  E proprio a questo si rifà il documento che è allegato al comunicato stampa nel quale vedrete sono elencate tutte le sciagure che incombono su Ragusa.  Lo pubblichiamo per intero e senza commento aspettando a domani per eventuali valutazioni e risposte.

Per  dare voce e speranza al cambiamento, condizione necessaria per contribuire a costruire un’ampia, unitaria, coesa politicamente e programmaticamente coalizione, in grado di accettare e vincere la sfida del   per il governo della città. Ragusa è una città che ogni giorno perde terreno. Con essa l’intera Provincia.  Cresce in maniera significativa il disagio sociale.  Cresce la povertà, crescono le diseguaglianze.  Tutti i settori produttivi sono in crisi, l’agricoltura, l’industria, l’artigianato, il commercio, la cooperazione.  Sono in crisi le P.M.I. , è in crisi il mondo del lavoro e delle professioni.  Cresce la disoccupazione, cresce la difficoltà per i giovani di trovare lavoro. Aumentano le persone che perdono il lavoro in un età (45 – 55 anni), quando è sempre più difficile trovarne un altro e si è troppo giovani per aspirare alla pensione.    Peggiora sensibilmente la qualità della vita.  Si riducono i servizi alle persone, specie quelle svantaggiate. E’ in difficoltà il mondo del Volontariato e del Terzo Settore con sempre meno risorse umane e finanziare a disposizione e sempre più emergenze sociali e sanitarie da affrontare.  Chi è solo si sente sempre più solo. Chi è indietro resta sempre più indietro.  Chi è in difficoltà, non riceve adeguata solidarietà. Sono difficili i processi di integrazione sociale e culturale.  Si riducono gli spazi culturali, le associazioni culturali sono in difficoltà, l’università è in difficoltà e il mondo della scuola, qui come altrove, risente delle scelte operate dai governi.  Cresce l’indifferenza, l’egoismo, l’individualismo, il cinismo. Si sta perdendo il senso di comunità.  Gli Enti Locali hanno sempre meno risorse e riducono i servizi.  Cresce l’imposizione fiscale, anche quella locale. Si riduce il potere di acquisto di lavoratori e pensionati. Si riducono le opportunità. Il servizio sanitario riduce gli interventi di prevenzione e quelli territoriali, mentre permangono, insieme ad alcune eccellenze, inefficienze, sprechi e logiche clientelari. Siamo in piena emergenza economica e sociale. Il modello di Ragusa, “l’isola nell’isola” rischia di essere definitivamente superato.  Ma siamo anche in presenza di una vera e propria emergenza politica, istituzionale e democratica.  La Provincia Regionale, il Comune capoluogo, l’Azienda Sanitaria provinciale, il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale (ASI), LA Camera di Commercio, il Consorzio di Bonifica e, a breve, anche l’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP), sono retti da gestioni commissariali o straordinarie.  In piena crisi economica e in stato di confusione politico-istituzionale sono l’ATO idrico e l’ATO ambiente. I cittadini ragusani sono privati dell’esercizio del controllo democratico. La democrazia è sospesa. Ma Ragusa è una città con spiccata cultura democratica, con un tessuto imprenditoriale vivace ed effervescente, abitata da cittadini, in prevalenza, per bene ed onesti.  Ragusa è una città con beni culturali, artistici, archeologici, architettonici e paesaggistici di straordinaria bellezza.  Una città in cui è forte la richiesta di legalità, di solidarietà, di partecipazione, in cui i cittadini aspirano ad un nuovo modello di sviluppo economico, sociale e culturale, aperto alle innovazioni, che ponga al centro la dignità del lavoro, la conoscenza, la competenza, il merito, in grado di affermare pari opportunità, in cui i diritti personali, civili e sociali siano garantiti, in grado di tutelare i più deboli, valorizzare le differenze, salvaguardare e valorizzare l’ambiente ed il territorio, in cui la crescita economica sia compatibile con la sostenibilità ambientale, che tuteli, valorizzi e promuova il suo centro storico, che investa in cultura, formazione e la ricerca, che sostenga l’associazionismo e il volontariato  garantendone autonomia e indipendenza, che sappia dare ai  giovani la speranza che attraverso il lavoro sia possibile costruire e trasformare la vita.    Occorre cioè costruire un patrimonio collettivo, fatto di solidarietà, di legalità, di tutela della dignità di ogni persona, di pari opportunità.   C’è quindi bisogno di buona politica! C’è bisogno di buona amministrazione! Occorre una classe dirigente locale onesta e competente, sobria ma coraggiosa che accresca la conoscenza dei problemi, aggiorni l’analisi della realtà, individui i bisogni e le emergenze, lavori e si impegni per le possibili soluzioni.  Che affermi il “noi” al posto dell’io”.  Che si interroghi, continuamente, su cosa è possibile fare, su come contribuire per sostenere il cambiamento e non su cosa si può ottenere.  C’è bisogno di luoghi in cui sia possibile confrontarsi, discutere, approfondire le questioni, favorire la partecipazione consapevole, condividere le soluzioni.  Il PD di Ragusa può essere tutto questo.  C’è bisogno, però, di un nuovo percorso per il PD della città di Ragusa.  Il PD deve essere quello descritto nel proprio Statuto, nel Manifesto dei Valori nel suo Codice Etico.  Una comunità di iscritti ed elettori. Un Partito aperto, uno spazio concreto di dialogo costruttivo e propositivo; un laboratorio di idee e di progetti, in cui le diverse storie politiche, culturali ed umane, di età e di genere diventino fattore di arricchimento e di contaminazione reciproca.  Che promuova ed assicuri democrazia interna, intesa come partecipazione, inclusione, solidarietà, autogoverno, capacità di decisone, assunzione di responsabilità, in cui le differenze non siano ostacolo alla partecipazione, ma opportunità di dialogo e di crescita e che scelga il confronto democratico come metodo per ricercare sintesi condivise. Che rispetti e valorizzi il pluralismo delle diverse opinioni culturali e delle posizioni politiche al suo interno come parte essenziale della sua vita democratica.Un partito unito e plurale, aperto a diversificate e molteplici forme di partecipazione.  Il PD della nostra citta, purtroppo, non è questo.  Si avverte la necessità di una assunzione urgente e diretta di responsabilità  che, superando l’attuale fase, prepari adeguatamente il Partito ai prossimi appuntamenti elettorali provinciale e comunale, utilizzando le forme organizzative previste dallo statuto e che consenta, nel contempo, l’apertura di un ampio confronto di idee che recuperi il merito delle emergenze sociali, culturali ed economiche che caratterizzano  la grave crisi attuale  e ricollochi il Partito al centro del dibattito politico e culturale cittadino quale strumento aggregativo nuovo in grado di sviluppare conoscenza, analisi, rapporti e relazioni e capace di affrontare le radicali trasformazioni in atto e programmare idonee ed adeguate risposte.  Una nuova forma organizzativa, diversa ed autonoma, ma con l’unico convergente comune obiettivo: rafforzare il PD di Ragusa, dare voce e speranza al cambiamento, contribuire a costruire una forza politica in grado di accettare e vincere la sfida per il governo della città.  Pertanto condividendo quanto sopra i sottoscritti manifestano la volontà  di organizzare un nuovo, altro circolo del PD nella città di Ragusa con una autonoma sede territoriale.      

di Direttore18 Feb 2013 13:02

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