Così la vede Minardo....

Così la vede Minardo....

Nino MinardoDal risultato elettorale di queste politiche è evidente che la gente è tornata a votare ed il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno dato la loro fiducia al Pdl confermando il fatto che i cittadini premiano i progetti politici, le proposte reali, serie e concrete e attestando che il Pdl è l’unico partito del centrodestra credibile e che in provincia di Ragusa  è il primo tra i partiti tradizionali.  Il nostro senso di responsabilità ci porta adesso ad un impegno forte e vigoroso con il principale compito di ricostruire già a partire dalle prossime amministrative e continuare ad aprirci a nuove energie e alla società civile dando nuova linfa al partito; gli elettori c’è lo chiedono dandoci la loro fiducia. Il dato in provincia di Ragusa, che ha visto raddoppiato il consenso rispetto alle recenti regionali dall’11,05% di ottobre al 21,9% di oggi, richiede impegno e apertura totale soprattutto verso i giovani con i quali è possibile creare e sostenere un “PATTO GENERAZIONALE” per rigenerare appunto la politica per rilanciare l’interesse dei cittadini iblei alla politica e alle istituzioni.  L’abbandono del partito da parte di alcuni "generali" appartenenti ad una classe dirigente che abbiamo ereditato ha portato beneficio permettendoci di percorrere la strada della rigenerazione del partito e di liberarci di chi dalla politica vuole solo ricevere senza dare nulla in cambio. Il dato di queste elezioni ci ha ulteriormente confermato che i "generali" non servono e conta solo la fiducia "dell'esercito". L'esercito è  tornato e si è messo subito al lavoro e i risultati sono chiari ed evidenti nonostante buona parte della cosiddetta "nomenclatura" del partito abbia guardato alla finestra in questa campagna elettorale.


Ripartiamo dalla cultura.

Ripartiamo dalla cultura.

gigi-proiettiLa città ha bisogno di ritrovarsi. Ha bisogno di riprendere le vecchie e buone abitudini di un tempo come ad esempio quella  dell'andare a teatro. Una volta, un sindaco di un centro vicino, sapendo di colpire nel segno, disse, al momento di riaprire un luogo simbolo della cultura per la sua gente, che una città senza teatro era una città senza anima. La cosa devo dire mi colpì tantissimo e da Ragusano mi sono impegnato  nel tentativo di eliminare questo neo nella vita cittadina. Non è facile perchè a Ragusa teatri ne abbiamo avuti tanti e nel tempo, siamo riusciti a cancellarne ogni memoria. Basti pensare all'ex Marino costruito nel 1850 ed in fase di restauro, per ora solo però sulla carta. E poi c'è ancora lo splendido Teatro 2000, invidiato da tutti negli anni ottanta, senza parlare del LaLicata mirabile esempio di architettura degli anni 50 che oggi fa brutta mostra di se in pieno centro cittadino.  Ma ora le cose sono cambiate e i proprietari delle strutture che una volta facevano anche gli impresari si limitano soltanto ad affittare le sale senza la voglia di mettere in pratica delle stagioni teatrali o solo degli spettacoli interessanti. Ricordandoci di mettere anche questo problema tra quelli da affrontare nella prossima campagna elettorale registriamo con simpatia ed piacere l'annuncio che a fine marzo a Ragusa sarà presente uno degli attori più amati dal pubblico italiano. Parliamo di Gigi Proietti.   Il mattatore romano per eccellenza, uno dei punti di riferimento del teatro italiano, sarà in scena a Ragusa il prossimo 22 marzo. Gigi Proietti, attore dal grande estro artistico, al Teatro Duemila (corso Sicilia) interpreterà la storia dell’audace ragazzino russo che insieme ad un’anatra, un canarino e un gatto, riesce a catturare il temibile lupo della steppa. Lo spettacolo si intitola “Pierino e il lupo… e molto altro!” e grazie all’inconfondibile vena comica di Proietti, uno dei più famosi testi classici della tradizione russa diventa di grande attualità. Una rivisitazione da parte del famoso attore che per l’occasione sarà accompagnato dall’intera orchestra sinfonica del Teatro Cilea composta da 50 elementi e diretta dal maestro Michelangelo Galeati. Un classico della musica dove la parola, abbinata alla musica, incanta in una grande serata di teatro organizzata dalla Marcello Cannizzo Agency in collaborazione con Mind & Art. E Proietti sarà voce narrante di questa particolare rappresentazione musicale introducendo uno ad uno gli strumenti che rappresentano i personaggi della fiaba: Pierino, cui danno vita gli archi; l'uccellino che è il flauto traverso; l'anatra che sarà l'oboe; il gatto sarà il clarinetto; il nonno sarà il fagotto; il lupo saranno i corni; i cacciatori saranno i fiati; lo sparo dei fucili saranno infine i timpani. La storia è davvero appassionante. Pierino è un bambino coraggioso e molto vivace, che ha tre amici: un gatto, un uccellino e un'anatra. Un giorno Pierino vede il gatto che cerca di cacciare il povero e vivace uccellino che si rifugia sui rami di un grande albero mentre l'anatra si fa una nuotatina. In quel momento arriva il lupo, ed il gatto raggiunge l'uccellino sull'albero. L'anatra, presa dal panico, corre sulla riva del lago dove viene mangiata dal lupo. Pierino assiste alla scena mentre l'uccellino svolazza davanti al muso del lupo per distrarlo. Successivamente l'uccellino va ad avvertire dei cacciatori dicendo loro che Pierino sta per essere mangiato dal lupo. Pierino nel frattempo prende una robusta corda che lega alla coda del lupo e annoda l'altro capo ad un ramo dell'albero. In quel momento arrivano i cacciatori a suon di spari. Pierino però fa notare loro che il lupo ormai è sconfitto e tutti insieme rientrano in paese in un corteo trionfale. Questo classico di musica e testo è stato scritto dal grande Sergej Prokofiev nel 1936 e rappresenta una pietra miliare per molti attori, da Dario Fo ad Eduardo De Filippo, da Roberto Benigni appunto a Gigi Proietti che lo ha già interpretato in passato con enorme successo. E proprio per questo motivo lo spettacolo si intitola “Pierino e il lupo e … molto altro”, perché in effetti c’è anche tanto altro ancora. Dopo la fiaba, da un repertorio pressoché infinito, Gigi Proietti attinge ad alcuni dei ruoli più caratterizzati e coinvolgenti, fra caricature, maschere tragicomiche ed ironiche. E così, attore, presentatore, cantante, doppiatore, regista, inventore, affabulatore, Proietti ritorna in palcoscenico insieme alle orchestre più prestigiose in una straordinaria lezione di teatro, di ecclettismo ed interpretazione. Lo spettacolo offre la rara opportunità di assistere anche ad alcuni personaggi interpretati e sedimentati nella memoria dell’attore romano, rielaborati con arrangiamenti per grande orchestra. Lo spettacolo di Ragusa è realizzato in collaborazione con Banca Mediolanum, Selection, Centro Commerciale Le Masserie, MediaLive, Associazione Rusina,


E ora......

E ora......

iblagrilloI risultati delle politiche, probabilmente,  apriranno la strada a nuovi scenari. Bisognerà per forza trovare alleanze, magari impensabili, per cercare di cambiare questo paese ad incominciare dalla legge elettorale. Ma non è questo il senso dell'articolo che state leggendo. Invece vogliamo parlare di quello che è accaduto a  Ragusa  a pochi mesi dalle elezioni amministrative. Dunque nel capoluogo ibleo, guidato da circa 7 anni dal centro destra, con Dipasquale sindaco, assistiamo ad un debacle, intensa ed inaspettata, dei partiti tradizionali. Pdl e Pd sono in caduta libera mentre il movimento 5 stelle supera il 40 per cento. Nemmeno ai tempi della Democrazia Cristiana degli anni ottanta si è mai toccato un risultato così eclatante per un solo partito. Da dove deriva questo successo. Sicuramente dall'insuccesso degli altri. Dopo un breve periodo di splendore contrassegnato dallo slogan " grande di nuovo" la città , anche a causa di una crisi contingente, si sta ritrovando in una spirale di apatia e incapacità economica e  politica. I prossimi pretendenti al trono di sindaco puntano le loro strategie sull'attacco indiscriminato dell'avversario, come si faceva una volta, cercandogli la famosa pagliuzza nell'occhio del nemico. Continuando così assisteremo ad una campagna elettorale fatta di insulti e accuse di malgoverno. Tutto questo è "oro" per il metodo dei grillini che si alimenta sulla insoddisfazione della maggioranza del  popolo che, purtroppo, vota con la pancia e non con il cuore e la testa. A questo si deve aggiungere il sistema  che utilizza il movimento 5 stelle nella sua "rete".  Quasi come un piramide,  il partito, così ormai si deve definire, individua i vertici in base ai criteri tipici dei  social network. Chi ha tanti followers, che magari neanche si conoscono   se non per aver messo la freccetta sul quadratino dell'amicizia,  può aspirare a posizioni di privilegio e con il tempo sale verso l'alto. Un ottimo sistema che però non tiene conto delle esperienze o della capacità amministrativa. Ora, tra appena 90 giorni, i ragusani saranno chiamati alle urne nuovamente per eleggere  il loro sindaco. Se i partiti tradizionali continueranno ad affrontarsi sul campo delle cattive azioni fatte in  precedenza o delle aspirazioni di questo o quel pretendente, legittime certamente, ma obiettivamente non adeguate alla direzione della città,  state pur certi che il sistema  "5 stelle "rischia di aggiudicarsi la poltrona addirittura al primo colpo. Oggi per scongiurare questo "pericolo"  occorre mettere fine agli scontri interni ed esterni ed incominciare a tracciare le linee guida per la città e poi la provincia.  Vediamo quali sono le reali competenze di ognuno e diamo alle direzioni dei partiti il compito, una volta almeno, di ragionare in base ad una meritocrazia riconoscibile. Gli stessi candidati facciano autocritica e sappiano riconoscere i propri limiti. Amministrare una città, magari in difficoltà economiche, è ben differente che occupare qualche poltrona in ambiti importanti ma che fanno finanza derivata. La città è come una S.P.A.  deve produrre per dare benefici ai cittadini che ne sono gli azionisti e quindi in qualche modo titolari di ogni servizio.  Occorrerà rivedere, in qualche modo, i piani urbanistici e la questione ambientale, cercare le risorse nei luoghi deputati, ridare ossigeno all'artigianato e alla piccola e media impresa, spingere il commercio nel centro cittadino ormai immolato alla grande distribuzione. Essenziale infine rivalutare il turismo con una giusta  politica di incoming ed una promozione adeguata. Insomma c'è tanto da fare ma la prima cosa è quella di individuare gli attori di questa ripresa. Se non accadrà quello di cui stiamo parlando, se si continuerà a macinare tutto nel grande tritatutto della polemica che blocca ogni intelligenza, allora è meglio che vincano quelli di Grillo. E badate bene lo scenario sembra lo stesso anche per Modica dove i risultati non sono così eclatanti ma il movimento 5 stelle ha abbondantemente superato il 33 per cento.


Padua, Lorefice, Minardo e Mauro.

Padua, Lorefice, Minardo e Mauro.

elezioni 2013C'è anche Giovanni Mauro tra gli eletti della nostra provincia. Infatti oltre a Venerina Padua , senatrice del Pd , Nino Minardo deputato del Pdl, Maria Lorefice deputato del M5s, ex senatore e deputato, Giovanni Mauro inserito nella lista del senato in Campania, in base ai risultati ed al premio di maggioranza ottenuto dalla coalizione di Berlusconi, da oggi ritorna in parlamento. La sua è stata una campagna elettorale in sordina e molti n, dalle nostre parti non sapevano neanche che ci fosse questa possibilità per l'ex presidente della provincia di Ragusa. In definitiva, quindi, possiamo dire che, al contrario di quanto era accaduto nelle scorse elezioni politiche nazionali, nelle quali avevamo lamentato un bassissima rappresentanza iblea , questa volta possiamo vantarci di avere 2 senatori e 2 deputati e in momenti così difficili non è cosa da disprezzare. Per le valutazioni dei risultati vi rimandiamo ad altra notizia.


PD ibleo: O così o ......pomì. Primarie il 24 marzo!

PD ibleo: O così o ......pomì. Primarie il 24 marzo!

pdL'UDC non riesce a mandarla giù. In un comunicato, del quale in verità non abbiamo nessuna notizia, sembra che "parte" del partito si sia lamentata per le dichiarazioni di Calabrese  sulle primarie.  Per Sonia e gli altri, pensiamo, si tratta di una fuga in avanti realizzata proprio all'indomani di una serie di incontri multi laterali.   Ma a nostro avviso è solo  aria fritta. E forse la pensa così pure Calabrese che , piccato, risponde: “Nessuna fuga in avanti del Pd. Bensì soltanto quello che avevamo già affermato. E cioè, partendo dal centrosinistra esistente, aggiungiamo l’alleanza certa con la lista Megafono e pensiamo seriamente al possibile accordo con l’Udc e altre forze moderate”.  In breve, siamo noi che dettiamo le alleanze e  poi,  bisogna,intanto, chiarirsi le idee all'interno e vedere cosa possiamo mettere in campo. A quel punto potremo pensare ad altre soluzioni partecipate. Calabrese precisa inoltre che  il Pd è uno solo e che le decisioni comunicate sono state prese all’unanimità dal suo coordinamento. Quindi non è stato il segretario a decidere bensì l’intero partito. La data per le primarie è fissata al 24 marzo. Lanciare primarie aperte di coalizione tutto vuol dire tranne che fare fughe in avanti. Forse all’Udc sfugge che il Pd, da statuto, fa scegliere i candidati ai propri elettori. E per tale motivo non è possibile individuare un candidato a tavolino.  Ed infine non potefva mancare il riferimento agli amici nemici di Territorio. La coalizione che sostiene il governatore Crocetta a Palermo non è applicabile al modello Ragusa a causa di una variabile rappresentata dal movimento “Territorio” che ha già deciso un proprio percorso e che, comunque, per i trascorsi amministrativi che ha, non può certo essere oggi alleato del PD che si sente legato  ai partiti di Idv, Sel e movimento Città sulla base di un programma elaborato meno di due anni fa.  Vogliamo ancora dire che si intende porre come riferimento la politica riformista di centrosinistra – dice ancora il segretario del Pd – nel pieno rispetto di tutti partendo da una pari dignità. Anche per questo motivo riteniamo che i toni utilizzati dall'Udc rappresentino un elemento della normale dialettica politica. Invitiamo, comunque, i rappresentanti del partito dello scudocrociato ad abbassarli, questi toni, se si vuole iniziare un dialogo costruttivo per mettere insieme una coalizione vincente che permetta di fare risorgere la città di Ragusa. Dirò di più. Il documento che abbiamo diffuso ci sembrava di totale apertura oltre che di sprone ad includere quanti più soggetti sarà possibile. Riteniamo le primarie un passaggio quasi obbligato a cui gli alleati possono decidere di partecipare, come avvenuto in numerose altre realtà amministrative. L’auspicio è che insieme si possa lavorare per governare al meglio la nostra città”.

 

 


Vittoria mercato: Pizzo free

Vittoria mercato: Pizzo free

mercato1ll Comune ha vinto davanti al Tar di Catania il contenzioso con due ditte che operavano al Mercato ortofrutticolo e che avevano impugnato il provvedimento di annullamento della voltura della concessione amministrativa per il box. I due ricorsi, proposti davanti alla seconda e alla terza sezione del Tribunale amministrativo regionale, sono stati entrambi rigettati.

“Si tratta – ha dichiarato il sindaco, Giuseppe Nicosia - di due sentenze che non hanno precedenti per il Comune e per il Mercato ortofrutticolo. Quella data dai giudici amministrativi è una risposta forte che conferma la bontà dell’azione intrapresa al Mercato e che riafferma la titolarità del Comune sulle concessioni. La compravendita dei box non è consentita: con la mia amministrazione il Comune ha apposto la propria sovranità nel regime delle concessioni. Il Mercato di Vittoria deve’essere conosciuto per la buona commercializzazione e per la bontà dei prodotti ortofrutticoli, e non perché oggetto di indagini e di cronache giudiziarie. Voglio rivolgere i miei complimenti al dirigente dell’ufficio Avvocatura del Comune, l’avvocato Angela Bruno, che ci ha permesso di vincere l’importante contenzioso, e al comandante della Polizia municipale, Cosimo Costa, che ha operato correttamente, come ha confermato il Tar di Catania. Ora voglio che si lavori per apporre sul nostro mercato il marchio “pizzo free”, un marchio di legalità, da affiancare a quello di qualità dei prodotti. Tutti gli operatori della struttura devono avere chiaro che si può operare solo seguendo le regole, e che non saranno consentite scorciatoie e aggiramenti delle norme. È arrivato anche il momento di mettere mano al regolamento del Mercato, predisponendone uno più moderno ed efficiente. Intanto, a partire dalla prossima settimana si chiuderà la partita sul rinnovo delle concessioni, e a breve inizierà ad operare a pieno regime la Vittoria Mercati srl, che merita di essere supportata dall’attività di vigilanza e di controllo del Comune”.

 


La Provincia di Siracusa dice no alla vendita della SAC.

La Provincia di Siracusa dice no alla vendita della SAC.

catania-aeroportoIl presidente della Provincia Regionale di Siracusa On Nicola Bono ha inviato una nota alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai Ministri alle Infrastrutture e al Turismo, al presidente della Regione Siciliana Crocetta ed al vice presidente della Commissione Europea Tajani, in cui boccia la recente proposta di classificazione degli aeroporti nazionali, formulata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del Piano per lo sviluppo aeroportuale italiano, che ha provocato, peraltro, la forte ed unanime reazione dei rappresentanti istituzionali siciliani e della comunità tutta per il mancato inserimento dell’aeroporto Fontanarossa di Catania nella lista degli scali denominati “core network” e dell’aeroporto di Comiso tra gli scali di interesse nazionale.

Bono teme che l’aeroporto di Catania sia escluso dalla possibilità di reperire ingenti ed importantissimi finanziamenti, necessari per la realizzazione degli ambiziosi progetti di potenziamento e diversificazione strutturale nel settore dei trasporti che, invece, saranno riservati solo agli aeroporti qualificati “core network”. “Se poi, come molti hanno sospettato, le penalizzanti classificazioni proposte dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ha ripreso il presidente Bono -  sono preordinate ad una riduzione del valore della S.A.C. Spa, così da facilitare l’ingresso di soci privati, è utile ribadire che, a queste condizioni, è chiaro che mi opporrò sia alla vendita della SAC, sia all’ipotesi di cessione delle azioni in possesso della Provincia Regionale di Siracusa,  che mi onoro di presiedere. Il passaggio del contestato Piano nella Conferenza Stato – Regioni costituisce, allo stato, un momento cruciale ai fini dello sviluppo del sistema aeroportuale siciliano ai cui lavori il Presidente della Regione siciliana, come ha già preannunciato, profonderà il suo massimo impegno affinché possa essere opportunamente modificato e pienamente recuperato il ruolo e la classificazione degli aeroporti di Fontanarossa e di Comiso”.

“Si tratta di due aeroporti che, pur nella loro diversificazione strutturale e funzionale, rappresentano un tutt’uno al servizio dello sviluppo economico di una intera regione e che per ciò, sono affidati alla gestione diretta o indiretta della Società Aeroporto di Catania, di cui la Provincia Regionale di Siracusa è socia fondatrice – ha spiegato il presidente Bono nella nota.  Avevo con forza evidenziato che l’automatica applicazione di quei criteri, peraltro illogici e tecnicamente errati, rispetto a quelli adottati in precedenza, ovvero il riferirsi agli aeroporti di città con almeno un milione di abitanti piuttosto che a quelli con i più significativi bacini di utenza, avrebbe causato il declassamento sia dello scalo catanese che di quello ibleo, con gravissime conseguenze per l’economia di una intera regione”.

 

Infine per Bono è fondamentale che siano modificati i criteri di classificazione : “C’è l’esigenza o di modificare i criteri di classificazione recentemente introdotti che hanno sostituito al criterio del bacino di utenza di riferimento di ogni aeroporto quello discutibile della popolazione delle città capoluogo, la cui applicazione penalizza l’intero mezzogiorno d’Italia, oppure, pur mantenendo i nuovi criteri, introdurre deroghe mirate che consentano il pieno recupero nel “core network” dell’aeroporto catanese, così come è suo diritto stare, proprio in virtù del suo ruolo insostituibile nello sviluppo economico dell’intera Regione”.


Nel mondo della TV tutto è logico .

Nel mondo della TV tutto è logico .

tribunaleIl mondo della televisione privata in Sicilia è la più forte dimostrazione di un sistema "dopato" da scelte scellerate e gravi omissioni.  Inizia così un articolo sul quotidiano "La Sicilia" a firma del collega Mario  Barresi. E' una analisi distaccata di questo mondo, così confuso, che vede una miriade di emittenti televisive siciliane fare i salti mortali per sbarcare il lunario. Ma questo però non autorizza nessuno a fare, oltre ai salti mortali,  imbrogli belli e buoni. E così, mentre l'indagine di Guardia di finanza e Procura di Ragusa  con ben otto emittenti denunciate per truffa aggravata e falso ideologico in atto pubblico nel bando per le frequenze del digitale terrestre  va avanti e potrebbe estendersi a macchia d'olio in tutta la Sicilia, il settore televisivo isolano s'interroga su una crisi irreversibile. Come dicevamo ci sono circa  110 aziende televisive singole.  Ma è sbagliato anche dire aziende perchè una buona parte di queste, le cosiddette emittenti comunitarie, sono in pratica delle entità vuote senza valenza  economica. Per una interpretazione  sbagliata, forse a bella posta,  si è permesso a queste emittenti, che non hanno capitale sociale e neanche dipendenti, di diventare gestori di reti televisive. Insomma le parrocchie, e si capisce che loro operano a fin di bene, ma anche ogni tipo di associazioni, finte o vere,  possono  occupare ingiustamente frequenze televisive e fare business senza però rispettare i parametri richiesti ad altri. Ma  l'intento della Guardia di Finanza era proprio indirizzato a scoprire chi ha operato illegalmente per ottenere un vantaggio non meritato come ad esempio la frequenza.  Lo stato ha volutamente favorito le realtà più grandi mettendo come parametro valido per l'ottenimento dei punteggi più alti, proprio il capitale netto e il numero dei dipendenti. Qualcuno, a quanto pare, non ha resistito a taroccare questi dati. Torniamo ora all'articolo di Barresi che, secondo noi,  non è riuscito ad evidenziare   il concetto  della illegalità ma ha puntato su un altro aspetto quello del lavoro e della potenzialità economica del settore . " Oggi, continua l'articolo,  dopo la rivoluzione del digitale siamo di fronte ad un  calo drastico di introiti pubblicitari, e le decine di milioni di euro investiti nello switch off non hanno avuto nessun  contributo per l'innovazione tecnologica .La Sicilia è l'unica regione d'Italia a non aver utilizzato i fondi europei ad hoc e sul campo ci sono ormai decine di vertenze con pesantissime ripercussioni sull'occupazione.  Non vuole entrare sul merito della vicenda giudiziaria, il presidente del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) della Sicilia, Ciro Di Vuolo. «Ma, in veste assolutamente tecnica - afferma - devo ribadire la pesante ingiustizia che hanno subito e che stanno continuando a subire le emittenti siciliane, le uniche su tutto il territorio nazionale non destinatarie di bandi per contributi per il passaggio al digitale terrestre». La Sicilia raggruppa quasi 1/5 del totale delle emittenti private italiane, «ma il mercato, in un momento in cui le imprese hanno dovuto sostenere investimenti non indifferenti, è stato condizionato da una disparità di trattamento per le tv siciliane, come ho avuto modo di ribadire in una recente audizione all'Ars». In Lazio e Lombardia, ad esempio, le Regioni hanno messo a disposizione 20 milioni di euro per ognuno dei bandi.   Nell'articolo di Barresi si fa anche riferimento al sindacato dei giornalisti  che dice: «L'indagine del Ragusano conferma quanto l'Associazione siciliana della stampa sostiene da tempo in merito al settore dell'emittenza televisiva privata in Sicilia». L'Assostampa siciliana ha predisposto «un accurato dossier già presentato da tempo alla Commissione nazionale antimafia, al Corecom e al Nucleo dei carabinieri per la tutela del lavoro di Palermo». Per noi di Reteiblea però, il sindacato  non riesce a fare un doveroso "mea culpa". Si preoccupa del mercato ma non dice che già nel passato erano state segnalate anomalie nel recepimento dei contributi per l'editoria, come dice la Guardia di Finanza nel filone di indagini aperto a Ragusa. L'assostampa ora parla di violazioni di leggi ma non ha mai guardato ai milioni di euro che sono andati ad editori, piccoli e grandi, negli ultimi anni. Spesso tali contributi, forse percepiti non del tutto legittimamente,  sono stati l'unico modo per fare andare avanti le emittenti che sono così sopravvissute in barba ad ogni legge di mercato. Senza questi contributi molte realtà, "dopate", diceva Barresi, forse non ci sarebbero più.  Comportamenti, che «oltre a costituire gravi violazioni delle leggi, anche in materia penale - aggiunge l'Assostampa - diventano un modello che diverse televisioni assumono pur di restare su un mercato che, obiettivamente, tende ormai con forza a espellere le aziende più deboli. Il sindacato chiede «con forza a ogni organismo deputato per legge di eseguire controlli sempre più severi e, se il caso, intervenire nei confronti di chi continua la propria attività nel settore televisivo in sprezzo di ogni legge e norma».  Purtroppo, per concludere, non esiste un sindacato, vero, di editori della tv privata e locale. Chi detta legge sul mercato  oggi è spesso proprietario di giornali stampati  a grande tiratura e  gioca con due mazzi di carte che, a rigor di logica, sarebbero in concorrenza se non addirittura antitetiche. Ma sappiamo che da noi tutto è logico.


“La sanità ai tempi della spending review”

“La sanità ai tempi della spending review”

aliquo“La sanità ai tempi della spending review”, questo il tema del seminario di studi organizzato dall’Azienda Sanitaria Provinciale e tenuto venerdì 22 febbraio 2012  presso la sala Avis di Ragusa, rivelatasi insufficiente a contenere il pubblico accorso, costituito da dirigenti, funzionari, operatori sanitari ed amministrativi dell’azienda.  Rispettato in pieno il programma previsto pur con l’assenza, per motivi di salute, dell’assessore regionale alla sanità, Lucia Borsellino. Ad introdurre i lavori, il primario oncologo dott. Carmelo Iacono, seguito subito dopo dall’intervento del commissario straordinario dell’Asp, arch. Angelo Aliquò. E’ stata quindi la volta del deputato regionale Pippo Digiacomo che, nella sua veste di  presidente della commissione sanità regionale, ha svolto la sua relazione su “Programmazione e piano sanitario”. Infine, il piatto forte della giornata di studio, appunto “la sanità ai tempi della spending review” sviscerata dal prof.  Federico Spandonaro, docente di economia sanitaria presso la facoltà di economia dell’università di Tor Vergata di Roma, coordinatore scientifico del rapporto annuale sanità del CEIS. Quest’ultimo ha fatto un excursus dettagliato del modo in cui le misure di contenimento della spesa sanitaria vanno ad incidere sul variegato mondo della sanità pubblica, delle luci ed ombre di quest’ultima, degli sforzi in atto per mantenere il sistema sanitario nazionale, quindi pubblico, su livelli qualitativamente più che accettabili e per di più migliorabili, con un richiamo finale alle professionalità e competenze sicuramente presenti e che certamente costituiscono il futuro. E mentre da parte sua l’on. Digiacomo ha voluto rimarcare come uno dai mali peggiori che affliggono la sanità sia l’insicurezza dei suoi operatori che si sentono esposti in prima linea senza adeguate difese, il commissario Aliquò ha voluto precisare che per uscire dal difficile momento attuale non sono necessari tagli ma piuttosto razionalizzazione di risorse umane e materiali, perché solo così emergerà il reale fabbisogno di salute su cui poter costruire l’intero sistema socio-sanitario. A conclusione degli interventi dei relatori si è sviluppato un vivace dibattito, protagonisti soprattutto medici di varie discipline sia ospedaliere che del territorio e della prevenzione.


Primarie PD il 24 marzo. I candidati si presentino entro il dieci .

Primarie PD il 24 marzo. I candidati si presentino entro il dieci .

riunione pdTutti presenti o quasi alla riunione di giovedi sera al PD dove non si sta con le mani in mano. Se gli altri movimenti sfornano candidati caldi caldi il la segreteria cittadina del  partito guidata da Peppe Calabrese  da lezioni di democrazia. "Candidati a sindaco da presentare entro il 10 marzo. Primarie di coalizione da tenere il 24 dello stesso mese".  E’ questa la proposta votata all’unanimità, ieri sera, da un affollatissimo coordinamento del Pd di Ragusa. Erano presenti le varie anime del partito: l’area della maggioranza rappresentata dal segretario Giuseppe Calabrese, l’area che ha come referenti Carmelo Laporta e Vito Piruzza, l’area di Giorgio Massari e, ancora, l’area che fa riferimento a Renzi con Mario D’Asta. Il segretario Calabrese ha relazionato sugli incontri svolti, nel rispetto del mandato ricevuto, con le altre forze politiche, sottolineando che per il Pd ragusano resta punto di riferimento la coalizione di due anni fa, vale a dire, oltre al Pd, anche Idv, movimento Città e Sel, chiaramente allargata alla lista Megafono, con cui sussiste già un accordo di massima. Attenzione, inoltre, verso quelle forze moderate, movimenti civici o partiti, che guardano al Pd come una forza partitica di riferimento. La discussione è stata molto articolata ed è durata a lungo. Alla fine, il Pd, in modo responsabile, è arrivato ad una decisione unitaria e condivisa. Il Partito Democratico, come abbiamo detto in apertura, terrà primarie aperte di coalizione a cui parteciperanno tutti coloro che si dichiareranno elettori di centrosinistra. Un'apertura  a 360 gradi ma sarebbe meglio dire che è quasi a 360 gradi perchè all'incontro mancavano, di sicuro, quelli del secondo circolo del PD. Qualche giorno fa infatti quelli che possiamo definire " gli amici di Battaglia" hanno manifestato la loro sofferenza politica annunciando la fondazione di un nuovo circolo del partito. Ma questo non è stato preso in considerazione ed il coordinamento ha rinnovato l’invito alla segreteria a proseguire le trattative con i partiti al fine di creare una coalizione vincente. Sarà costituita una delegazione rappresentata da tutte le anime del Pd, come del resto avvenuto sino ad oggi. Per maggiore garanzia  è stato anche deciso  che nessun’altro soggetto sarà titolato a parlare a nome del partito a livello ufficiale. Si partirà dal programma condiviso dalla coalizione due anni fa, rivedendolo e aggiornandolo. E’ chiaro che su temi base come l’urbanistica, l’ambiente, il sociale e la cultura, l’intesa di massima, tra i vari soggetti che compongono la coalizione, esiste già.