PD ibleo: O così o ......pomì. Primarie il 24 marzo!
PD ibleo: O così o ......pomì. Primarie il 24 marzo!
L'UDC non riesce a mandarla giù. In un comunicato, del quale in verità non abbiamo nessuna notizia, sembra che "parte" del partito si sia lamentata per le dichiarazioni di Calabrese sulle primarie. Per Sonia e gli altri, pensiamo, si tratta di una fuga in avanti realizzata proprio all'indomani di una serie di incontri multi laterali. Ma a nostro avviso è solo aria fritta. E forse la pensa così pure Calabrese che , piccato, risponde: “Nessuna fuga in avanti del Pd. Bensì soltanto quello che avevamo già affermato. E cioè, partendo dal centrosinistra esistente, aggiungiamo l’alleanza certa con la lista Megafono e pensiamo seriamente al possibile accordo con l’Udc e altre forze moderate”. In breve, siamo noi che dettiamo le alleanze e poi, bisogna,intanto, chiarirsi le idee all'interno e vedere cosa possiamo mettere in campo. A quel punto potremo pensare ad altre soluzioni partecipate. Calabrese precisa inoltre che il Pd è uno solo e che le decisioni comunicate sono state prese all’unanimità dal suo coordinamento. Quindi non è stato il segretario a decidere bensì l’intero partito. La data per le primarie è fissata al 24 marzo. Lanciare primarie aperte di coalizione tutto vuol dire tranne che fare fughe in avanti. Forse all’Udc sfugge che il Pd, da statuto, fa scegliere i candidati ai propri elettori. E per tale motivo non è possibile individuare un candidato a tavolino. Ed infine non potefva mancare il riferimento agli amici nemici di Territorio. La coalizione che sostiene il governatore Crocetta a Palermo non è applicabile al modello Ragusa a causa di una variabile rappresentata dal movimento “Territorio” che ha già deciso un proprio percorso e che, comunque, per i trascorsi amministrativi che ha, non può certo essere oggi alleato del PD che si sente legato ai partiti di Idv, Sel e movimento Città sulla base di un programma elaborato meno di due anni fa. Vogliamo ancora dire che si intende porre come riferimento la politica riformista di centrosinistra – dice ancora il segretario del Pd – nel pieno rispetto di tutti partendo da una pari dignità. Anche per questo motivo riteniamo che i toni utilizzati dall'Udc rappresentino un elemento della normale dialettica politica. Invitiamo, comunque, i rappresentanti del partito dello scudocrociato ad abbassarli, questi toni, se si vuole iniziare un dialogo costruttivo per mettere insieme una coalizione vincente che permetta di fare risorgere la città di Ragusa. Dirò di più. Il documento che abbiamo diffuso ci sembrava di totale apertura oltre che di sprone ad includere quanti più soggetti sarà possibile. Riteniamo le primarie un passaggio quasi obbligato a cui gli alleati possono decidere di partecipare, come avvenuto in numerose altre realtà amministrative. L’auspicio è che insieme si possa lavorare per governare al meglio la nostra città”.
Vittoria mercato: Pizzo free
Vittoria mercato: Pizzo free
ll Comune ha vinto davanti al Tar di Catania il contenzioso con due ditte che operavano al Mercato ortofrutticolo e che avevano impugnato il provvedimento di annullamento della voltura della concessione amministrativa per il box. I due ricorsi, proposti davanti alla seconda e alla terza sezione del Tribunale amministrativo regionale, sono stati entrambi rigettati.
“Si tratta – ha dichiarato il sindaco, Giuseppe Nicosia - di due sentenze che non hanno precedenti per il Comune e per il Mercato ortofrutticolo. Quella data dai giudici amministrativi è una risposta forte che conferma la bontà dell’azione intrapresa al Mercato e che riafferma la titolarità del Comune sulle concessioni. La compravendita dei box non è consentita: con la mia amministrazione il Comune ha apposto la propria sovranità nel regime delle concessioni. Il Mercato di Vittoria deve’essere conosciuto per la buona commercializzazione e per la bontà dei prodotti ortofrutticoli, e non perché oggetto di indagini e di cronache giudiziarie. Voglio rivolgere i miei complimenti al dirigente dell’ufficio Avvocatura del Comune, l’avvocato Angela Bruno, che ci ha permesso di vincere l’importante contenzioso, e al comandante della Polizia municipale, Cosimo Costa, che ha operato correttamente, come ha confermato il Tar di Catania. Ora voglio che si lavori per apporre sul nostro mercato il marchio “pizzo free”, un marchio di legalità, da affiancare a quello di qualità dei prodotti. Tutti gli operatori della struttura devono avere chiaro che si può operare solo seguendo le regole, e che non saranno consentite scorciatoie e aggiramenti delle norme. È arrivato anche il momento di mettere mano al regolamento del Mercato, predisponendone uno più moderno ed efficiente. Intanto, a partire dalla prossima settimana si chiuderà la partita sul rinnovo delle concessioni, e a breve inizierà ad operare a pieno regime la Vittoria Mercati srl, che merita di essere supportata dall’attività di vigilanza e di controllo del Comune”.
La Provincia di Siracusa dice no alla vendita della SAC.
La Provincia di Siracusa dice no alla vendita della SAC.
Il presidente della Provincia Regionale di Siracusa On Nicola Bono ha inviato una nota alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai Ministri alle Infrastrutture e al Turismo, al presidente della Regione Siciliana Crocetta ed al vice presidente della Commissione Europea Tajani, in cui boccia la recente proposta di classificazione degli aeroporti nazionali, formulata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del Piano per lo sviluppo aeroportuale italiano, che ha provocato, peraltro, la forte ed unanime reazione dei rappresentanti istituzionali siciliani e della comunità tutta per il mancato inserimento dell’aeroporto Fontanarossa di Catania nella lista degli scali denominati “core network” e dell’aeroporto di Comiso tra gli scali di interesse nazionale.
Bono teme che l’aeroporto di Catania sia escluso dalla possibilità di reperire ingenti ed importantissimi finanziamenti, necessari per la realizzazione degli ambiziosi progetti di potenziamento e diversificazione strutturale nel settore dei trasporti che, invece, saranno riservati solo agli aeroporti qualificati “core network”. “Se poi, come molti hanno sospettato, le penalizzanti classificazioni proposte dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ha ripreso il presidente Bono - sono preordinate ad una riduzione del valore della S.A.C. Spa, così da facilitare l’ingresso di soci privati, è utile ribadire che, a queste condizioni, è chiaro che mi opporrò sia alla vendita della SAC, sia all’ipotesi di cessione delle azioni in possesso della Provincia Regionale di Siracusa, che mi onoro di presiedere. Il passaggio del contestato Piano nella Conferenza Stato – Regioni costituisce, allo stato, un momento cruciale ai fini dello sviluppo del sistema aeroportuale siciliano ai cui lavori il Presidente della Regione siciliana, come ha già preannunciato, profonderà il suo massimo impegno affinché possa essere opportunamente modificato e pienamente recuperato il ruolo e la classificazione degli aeroporti di Fontanarossa e di Comiso”.
“Si tratta di due aeroporti che, pur nella loro diversificazione strutturale e funzionale, rappresentano un tutt’uno al servizio dello sviluppo economico di una intera regione e che per ciò, sono affidati alla gestione diretta o indiretta della Società Aeroporto di Catania, di cui la Provincia Regionale di Siracusa è socia fondatrice – ha spiegato il presidente Bono nella nota. Avevo con forza evidenziato che l’automatica applicazione di quei criteri, peraltro illogici e tecnicamente errati, rispetto a quelli adottati in precedenza, ovvero il riferirsi agli aeroporti di città con almeno un milione di abitanti piuttosto che a quelli con i più significativi bacini di utenza, avrebbe causato il declassamento sia dello scalo catanese che di quello ibleo, con gravissime conseguenze per l’economia di una intera regione”.
Infine per Bono è fondamentale che siano modificati i criteri di classificazione : “C’è l’esigenza o di modificare i criteri di classificazione recentemente introdotti che hanno sostituito al criterio del bacino di utenza di riferimento di ogni aeroporto quello discutibile della popolazione delle città capoluogo, la cui applicazione penalizza l’intero mezzogiorno d’Italia, oppure, pur mantenendo i nuovi criteri, introdurre deroghe mirate che consentano il pieno recupero nel “core network” dell’aeroporto catanese, così come è suo diritto stare, proprio in virtù del suo ruolo insostituibile nello sviluppo economico dell’intera Regione”.
Nel mondo della TV tutto è logico .
Nel mondo della TV tutto è logico .
Il mondo della televisione privata in Sicilia è la più forte dimostrazione di un sistema "dopato" da scelte scellerate e gravi omissioni. Inizia così un articolo sul quotidiano "La Sicilia" a firma del collega Mario Barresi. E' una analisi distaccata di questo mondo, così confuso, che vede una miriade di emittenti televisive siciliane fare i salti mortali per sbarcare il lunario. Ma questo però non autorizza nessuno a fare, oltre ai salti mortali, imbrogli belli e buoni. E così, mentre l'indagine di Guardia di finanza e Procura di Ragusa con ben otto emittenti denunciate per truffa aggravata e falso ideologico in atto pubblico nel bando per le frequenze del digitale terrestre va avanti e potrebbe estendersi a macchia d'olio in tutta la Sicilia, il settore televisivo isolano s'interroga su una crisi irreversibile. Come dicevamo ci sono circa 110 aziende televisive singole. Ma è sbagliato anche dire aziende perchè una buona parte di queste, le cosiddette emittenti comunitarie, sono in pratica delle entità vuote senza valenza economica. Per una interpretazione sbagliata, forse a bella posta, si è permesso a queste emittenti, che non hanno capitale sociale e neanche dipendenti, di diventare gestori di reti televisive. Insomma le parrocchie, e si capisce che loro operano a fin di bene, ma anche ogni tipo di associazioni, finte o vere, possono occupare ingiustamente frequenze televisive e fare business senza però rispettare i parametri richiesti ad altri. Ma l'intento della Guardia di Finanza era proprio indirizzato a scoprire chi ha operato illegalmente per ottenere un vantaggio non meritato come ad esempio la frequenza. Lo stato ha volutamente favorito le realtà più grandi mettendo come parametro valido per l'ottenimento dei punteggi più alti, proprio il capitale netto e il numero dei dipendenti. Qualcuno, a quanto pare, non ha resistito a taroccare questi dati. Torniamo ora all'articolo di Barresi che, secondo noi, non è riuscito ad evidenziare il concetto della illegalità ma ha puntato su un altro aspetto quello del lavoro e della potenzialità economica del settore . " Oggi, continua l'articolo, dopo la rivoluzione del digitale siamo di fronte ad un calo drastico di introiti pubblicitari, e le decine di milioni di euro investiti nello switch off non hanno avuto nessun contributo per l'innovazione tecnologica .La Sicilia è l'unica regione d'Italia a non aver utilizzato i fondi europei ad hoc e sul campo ci sono ormai decine di vertenze con pesantissime ripercussioni sull'occupazione. Non vuole entrare sul merito della vicenda giudiziaria, il presidente del Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) della Sicilia, Ciro Di Vuolo. «Ma, in veste assolutamente tecnica - afferma - devo ribadire la pesante ingiustizia che hanno subito e che stanno continuando a subire le emittenti siciliane, le uniche su tutto il territorio nazionale non destinatarie di bandi per contributi per il passaggio al digitale terrestre». La Sicilia raggruppa quasi 1/5 del totale delle emittenti private italiane, «ma il mercato, in un momento in cui le imprese hanno dovuto sostenere investimenti non indifferenti, è stato condizionato da una disparità di trattamento per le tv siciliane, come ho avuto modo di ribadire in una recente audizione all'Ars». In Lazio e Lombardia, ad esempio, le Regioni hanno messo a disposizione 20 milioni di euro per ognuno dei bandi. Nell'articolo di Barresi si fa anche riferimento al sindacato dei giornalisti che dice: «L'indagine del Ragusano conferma quanto l'Associazione siciliana della stampa sostiene da tempo in merito al settore dell'emittenza televisiva privata in Sicilia». L'Assostampa siciliana ha predisposto «un accurato dossier già presentato da tempo alla Commissione nazionale antimafia, al Corecom e al Nucleo dei carabinieri per la tutela del lavoro di Palermo». Per noi di Reteiblea però, il sindacato non riesce a fare un doveroso "mea culpa". Si preoccupa del mercato ma non dice che già nel passato erano state segnalate anomalie nel recepimento dei contributi per l'editoria, come dice la Guardia di Finanza nel filone di indagini aperto a Ragusa. L'assostampa ora parla di violazioni di leggi ma non ha mai guardato ai milioni di euro che sono andati ad editori, piccoli e grandi, negli ultimi anni. Spesso tali contributi, forse percepiti non del tutto legittimamente, sono stati l'unico modo per fare andare avanti le emittenti che sono così sopravvissute in barba ad ogni legge di mercato. Senza questi contributi molte realtà, "dopate", diceva Barresi, forse non ci sarebbero più. Comportamenti, che «oltre a costituire gravi violazioni delle leggi, anche in materia penale - aggiunge l'Assostampa - diventano un modello che diverse televisioni assumono pur di restare su un mercato che, obiettivamente, tende ormai con forza a espellere le aziende più deboli. Il sindacato chiede «con forza a ogni organismo deputato per legge di eseguire controlli sempre più severi e, se il caso, intervenire nei confronti di chi continua la propria attività nel settore televisivo in sprezzo di ogni legge e norma». Purtroppo, per concludere, non esiste un sindacato, vero, di editori della tv privata e locale. Chi detta legge sul mercato oggi è spesso proprietario di giornali stampati a grande tiratura e gioca con due mazzi di carte che, a rigor di logica, sarebbero in concorrenza se non addirittura antitetiche. Ma sappiamo che da noi tutto è logico.
“La sanità ai tempi della spending review”
“La sanità ai tempi della spending review”
“La sanità ai tempi della spending review”, questo il tema del seminario di studi organizzato dall’Azienda Sanitaria Provinciale e tenuto venerdì 22 febbraio 2012 presso la sala Avis di Ragusa, rivelatasi insufficiente a contenere il pubblico accorso, costituito da dirigenti, funzionari, operatori sanitari ed amministrativi dell’azienda. Rispettato in pieno il programma previsto pur con l’assenza, per motivi di salute, dell’assessore regionale alla sanità, Lucia Borsellino. Ad introdurre i lavori, il primario oncologo dott. Carmelo Iacono, seguito subito dopo dall’intervento del commissario straordinario dell’Asp, arch. Angelo Aliquò. E’ stata quindi la volta del deputato regionale Pippo Digiacomo che, nella sua veste di presidente della commissione sanità regionale, ha svolto la sua relazione su “Programmazione e piano sanitario”. Infine, il piatto forte della giornata di studio, appunto “la sanità ai tempi della spending review” sviscerata dal prof. Federico Spandonaro, docente di economia sanitaria presso la facoltà di economia dell’università di Tor Vergata di Roma, coordinatore scientifico del rapporto annuale sanità del CEIS. Quest’ultimo ha fatto un excursus dettagliato del modo in cui le misure di contenimento della spesa sanitaria vanno ad incidere sul variegato mondo della sanità pubblica, delle luci ed ombre di quest’ultima, degli sforzi in atto per mantenere il sistema sanitario nazionale, quindi pubblico, su livelli qualitativamente più che accettabili e per di più migliorabili, con un richiamo finale alle professionalità e competenze sicuramente presenti e che certamente costituiscono il futuro. E mentre da parte sua l’on. Digiacomo ha voluto rimarcare come uno dai mali peggiori che affliggono la sanità sia l’insicurezza dei suoi operatori che si sentono esposti in prima linea senza adeguate difese, il commissario Aliquò ha voluto precisare che per uscire dal difficile momento attuale non sono necessari tagli ma piuttosto razionalizzazione di risorse umane e materiali, perché solo così emergerà il reale fabbisogno di salute su cui poter costruire l’intero sistema socio-sanitario. A conclusione degli interventi dei relatori si è sviluppato un vivace dibattito, protagonisti soprattutto medici di varie discipline sia ospedaliere che del territorio e della prevenzione.
Primarie PD il 24 marzo. I candidati si presentino entro il dieci .
Primarie PD il 24 marzo. I candidati si presentino entro il dieci .
Tutti presenti o quasi alla riunione di giovedi sera al PD dove non si sta con le mani in mano. Se gli altri movimenti sfornano candidati caldi caldi il la segreteria cittadina del partito guidata da Peppe Calabrese da lezioni di democrazia. "Candidati a sindaco da presentare entro il 10 marzo. Primarie di coalizione da tenere il 24 dello stesso mese". E’ questa la proposta votata all’unanimità, ieri sera, da un affollatissimo coordinamento del Pd di Ragusa. Erano presenti le varie anime del partito: l’area della maggioranza rappresentata dal segretario Giuseppe Calabrese, l’area che ha come referenti Carmelo Laporta e Vito Piruzza, l’area di Giorgio Massari e, ancora, l’area che fa riferimento a Renzi con Mario D’Asta. Il segretario Calabrese ha relazionato sugli incontri svolti, nel rispetto del mandato ricevuto, con le altre forze politiche, sottolineando che per il Pd ragusano resta punto di riferimento la coalizione di due anni fa, vale a dire, oltre al Pd, anche Idv, movimento Città e Sel, chiaramente allargata alla lista Megafono, con cui sussiste già un accordo di massima. Attenzione, inoltre, verso quelle forze moderate, movimenti civici o partiti, che guardano al Pd come una forza partitica di riferimento. La discussione è stata molto articolata ed è durata a lungo. Alla fine, il Pd, in modo responsabile, è arrivato ad una decisione unitaria e condivisa. Il Partito Democratico, come abbiamo detto in apertura, terrà primarie aperte di coalizione a cui parteciperanno tutti coloro che si dichiareranno elettori di centrosinistra. Un'apertura a 360 gradi ma sarebbe meglio dire che è quasi a 360 gradi perchè all'incontro mancavano, di sicuro, quelli del secondo circolo del PD. Qualche giorno fa infatti quelli che possiamo definire " gli amici di Battaglia" hanno manifestato la loro sofferenza politica annunciando la fondazione di un nuovo circolo del partito. Ma questo non è stato preso in considerazione ed il coordinamento ha rinnovato l’invito alla segreteria a proseguire le trattative con i partiti al fine di creare una coalizione vincente. Sarà costituita una delegazione rappresentata da tutte le anime del Pd, come del resto avvenuto sino ad oggi. Per maggiore garanzia è stato anche deciso che nessun’altro soggetto sarà titolato a parlare a nome del partito a livello ufficiale. Si partirà dal programma condiviso dalla coalizione due anni fa, rivedendolo e aggiornandolo. E’ chiaro che su temi base come l’urbanistica, l’ambiente, il sociale e la cultura, l’intesa di massima, tra i vari soggetti che compongono la coalizione, esiste già.
E' tutto sbagliato: protesta dei presidenti delle province siciliane
E' tutto sbagliato: protesta dei presidenti delle province siciliane
Il presidente della Provincia regionale di Siracusa On Nicola Bono insieme al presidente della Provincia Regionale di Palermo Giovanni Avanti, a nome dell’Urps, hanno inviato un particolareggiato documento al presidente della Regione Siciliana e al responsabile del Dipartimento della Programmazione Regionale, in cui criticano la proposta di rimodulazione dei fondi POFESR 2007-13 ed allo stesso tempo invitano il presidente Crocetta a non ricadere negli stessi errori che hanno portato i governi regionali degli ultimi vent’anni all’evidente incapacità di spendere i fondi europei. I due presidenti hanno chiesto altresì la convocazione urgente del Comitato di Sorveglianza del PO FESR 2007 – 2013, ritenendo, a causa dell’ennesima débacle annunciata, del tutto inadeguata la formulazione di osservazioni attraverso la procedura scritta, e quindi non più rinviabile il confronto sulla complessa problematica relativa al corretto utilizzo delle risorse europee, per l’attuazione di efficaci ed efficienti politiche di coesione.
“La principale causa di inefficienza certamente è la mancanza di continuità nell’assetto della governance regionale – hanno esordito nella nota Bono e Avanti-, che ha reso quasi del tutto inefficace l’attività della Regione stessa. E’ inutile e fuorviante che la Regione Siciliana cerchi affannosamente di trovare ad ogni costo altre cause esterne, la debolezza degli enti attuatori, il patto di stabilità, la crisi internazionale, l’avvento della fase recessiva ecc…, per giustificare il fallimento nell’utilizzazione dei fondi europei, sia in termini finanziari (l’avanzamento finanziario del POR al 31 dicembre 2012 è pari al 18,77%), che procedurali, imputabili principalmente a se stessa, ed alla mancanza di una visione progettuale, accompagnata da una programmazione seria, che consentano quell’inversione di rotta che da decenni ci si attende. La sintesi del nuovo Piano è fortemente deludente, atteso che consiste nella presa d’atto della riduzione complessiva della dotazione del programma di ben 1 miliardo e 700 milioni di euro in meno, passando così da 6 miliardi e 39 milioni, stanziati inizialmente per la Sicilia, all’attuale dotazione di 4 miliardi e 359 milioni circa. Riduzione tutta determinata dalle “criticità attuative”, e cioè dall’incapacità dei responsabili di produrre politiche efficaci di utilizzo delle risorse disponibili. Anche l’adesione al PAC (Piano di Azione e Coesione) appare più una resa della Regione, per la dimostrata incapacità di spendere, che una sana visione di utilizzo corretto delle risorse a disposizione”.
I due presidenti hanno quindi compiuto una disamina della decurtazione delle risorse finanziarie del PO FESR, pari a circa 1,68 miliardi di euro, analizzando nel dettaglio la rimodulazione di ogni asse di finanziamento del PO FESR 2007-2013, ed eccependo l’evidente destinazione di risorse per il sostegno di attività carenti di visioni ed azioni strategiche, capaci di cambiare strutturalmente il tessuto economico e produttivo dell’Isola. “Inoltre – hanno continuato Bono e Avanti -, appare ingiustificata la decisione di appostare circa 202 milioni di euro per le politiche sociali all’interno della già citata “Manovra anticiclica - Piano di Azione-Coesione – Strumenti diretti per impresa e lavoro” a gestione nazionale, poiché impoverisce la dotazione di comparti strategici e, del PO FESR, attuata in questi termini, andrà a provocare enormi danni a settori come l’energia, l’ambiente, il turismo ed i beni culturali che, per vocazione naturale del nostro territorio e con un’adeguata governance ed attuazione dei Programmi Comunitari, potrebbero e dovrebbero rappresentare il volano della nostra economia.
“Nella qualità di componenti del CdS, nel rilevare l’esigenza dell’istituzione di una commissione d’inchiesta per l’accertamento delle responsabilità sul mancato e inefficiente utilizzo dei fondi PO FESR 2007 – 2013 – hanno concluso Bono e Avanti - e sulla rimodulazione proposta, esprimiamo il nostro dissenso sulla stessa, chiedendo altresì di rivedere l’intera strategia, in particolare in direzione del recupero delle risorse in favore degli assi 2 – 3, nonché dei 202 milioni di euro al momento destinati a non meglio specificate politiche sociali, per i quali potrebbero essere utilizzati altri fondi UE più specifici, mantenendone invece la dotazione per finanziare azioni ricadenti nel campo di applicazione del FESR, finalizzate alla promozione dell’auspicato salto di qualità nel creare occupazione e sviluppo stabili e duraturi”.
Polemiche sui bilanci del Comune: Ora tocca agli indigenti.
Polemiche sui bilanci del Comune: Ora tocca agli indigenti.
“Non permettiamo a nessuno di insinuare che il Pd rallenta la possibilità di fare uscire al più presto gli indigenti dall’attuale situazione economica e sociale. Gli indigenti che in queste settimane hanno condotto una dura battaglia sanno quanto il sottoscritto e il mio partito siano stati loro vicini”. E’ quanto afferma il segretario cittadino del Pd di Ragusa, Giuseppe Calabrese, per mettere a tacere tutte le voci che, in questi ultimi giorni, stanno caratterizzando una vertenza che stenta ancora a trovare una soluzione definitiva. “Abbiamo detto e ribadiamo – aggiunge Calabrese – che la nostra volontà è quella di chiedere un confronto con il commissario straordinario per comprendere come distribuire le risorse dei Servizi sociali cosicché nessuno sia penalizzato. Soggetti politici o pseudo tali che tentano di cavalcare le disgrazie di famiglie disagiate, infangando il nome del nostro partito, troveranno la nostra ferma opposizione oltre che, ovviamente, il nostro totale dissenso. Ringraziamo il prefetto Vardé per l’azione di concertazione effettuata e la Cgil per il lavoro svolto. Non accettiamo rimproveri che non ci appartengono. I bilanci, in aula, sono votati, secondo coscienza, dai gruppi consiliari che rappresentano i partiti rispetto ai quali il popolo esprime il proprio consenso. Ribadisco, altresì, che mai il Pd accetterà tagli ingiustificati provenienti dalla voce Servizi sociali, a maggior ragione in un momento così drammatico. Verificheremo la disponibilità economica prevista in bilancio nel settore in questione. Da ciò dipenderà la scelta che il Pd porterà avanti in Consiglio comunale al momento del voto”.
Sede della Protezione Civile per ricordare PIppo
Sede della Protezione Civile per ricordare PIppo
Sara dedicata Pippo Mascolino scomparso improvvisamente qualche mese fa la nuova sede della protezioni civile a Vittoria. Gli uffici saranno allestiti in quella che erano stati i locali del consiglio di quartiere di c.da Forcone. Pippo Mascolino vigile del fuoco di professione era impegnato in molteplici attività sociali e godeva della simpatia di tutta la città di Vittoria. Questa piccola testimonianza di stima sarà certamente molto apprezzata da chi lo conosceva.
Nubifragio e voli dirottati
Nubifragio e voli dirottati
L'aeroporto di Catania, oggi, è sembrato sotto assedio. L'Etna erutta ogni quattro ore con cenere che si disperde nella zona di Milo e poi il violento nubifragio che si è abbattuto sulla città. Appena conclusa l'emergenza l'ufficio stampa dell'aeroporto comunica che a causa del temporale ch ha colpito Catania nel pomeriggio, in un primo momento sono stati dirottati sull’aeroporto di Palermo i voli:
AZ1723 proveniente da MILANO LINATE (alle ore 17.14),
AZ1753 proveniente da ROMA FIUMICINO (alle ore 17.25),
BV17776 proveniente da ROMA FIUMICINO (alle ore 17.45),
IG229 proveniente da MILANO LINATE (alle ore 17.45).
Sempre la Sac ci ha comunicato che, esauritasi l’emergenza meteo, i suindicati voli stavano già rientrando a Catania Fontanarossa. Ci viene da pensare: se fosse stato aperto Comiso sarebbe stato utilizzato per questa emergenza? Vista la vicinanza si sarebbe risparmiato un bel po? Ecco anche perchè c'è fretta per l'apertura dello scalo.
