I risultati delle elezioni maltesi: dopo 16 anni vincono i Laburisti

I risultati delle elezioni maltesi: dopo 16 anni vincono i Laburisti

muscatLa vera decima provincia siciliana è Malta Ci avevamo pensato almeno 15 anni ma forse non era il momento giusto. Allora, proprio chi vi scrive, si era impegnato nella realizzazione di un organismo che potesse rendere ancora più vicine la Sicilia, ed in particolare la provincia di Ragusa,  e Malta fondando Casa Sicilia. Ma allora non c'era il mercato comune e neanche il catamarano che oggi collega le due sponde.  Ora Malta sta conquistando la provincia di Ragusa e sono in tanti a scegliere l'isola per le loro attività. Per questo siamo sicuri che la notizia del risultato delle elezioni interesserà a tanti.  Dunque, dopo il voto di sabato, il  Labour Party ha ottenuto una grande vittoria elettorale  ottenendo una maggioranza del 55%  con più di circa 30.000 voti.  Il partito ora dovrebbe avere una maggioranza parlamentare  con almeno nove seggi, la più grande dal 1955.  Le prime indicazioni mostrano i laburisti vincitori con una maggioranza nel 13 ° distretto (Gozo) e nel 12 distretto (Mellieha e Baia di San Paolo) che nel passato sono stati feudi dei nazionalisti. Il terzo partito AD  ha ottenuto l' 1,8 per cento dei voti. Nessuno dei loro candidati è stato eletto.   Joseph Muscat, il neo primo Ministro, nella foto,  si è detto orgoglioso  per il risultato ma ha promesso di lavorare con l'opposizione per ridare fiducia al popolo di Malta. I sostenitori dei laburisti  si  sono riversati nelle strade in festa  marciando in direzione della sede del partito ad  Hamrun, suonando il clacson e sventolando bandiere  maltesi. Questa è la prima vittoria laburista  negli ultimi 16 anni. Il suo più grande esponente  Dom Mintoff divenne primo ministro dopo la nascita della repubblica.  Il primo ministro uscente Lawrence Gonzi, nazionalista,  ha ammesso la sconfitta dopo il primo campione di voti. Ha telefonato al vincitore Joseph Muscat per congratularsi con lui. Nella sala dei conteggi a  Naxxar ci sono state scene di giubilo con supporters  laburisti abbracciati con le lacrime agli occhi. Fuochi d'artificio sono stati lanciati  in alcune località.  L'ottimismo e l'entusiasmo era cresciuto tra i laburisti dopo che  sondaggi  avevano mostrato il partito in testa. L'affluenza al voto ieri sera ha mostrato un calo sensibile solo nei distretti solitamente appannaggio dei nazionalisti i.  Nella cittadina di Cospicua un uomo  ha detto intorno alle ore 10 di stamattina  che era sicuro della vittoria dei laburisti ma che stavano tenendo a bada i festeggiamenti , per ora,  a causa di quello che era  successo cinque anni fa quando per un errore di calcolo le celebrazioni furono di  breve durata perché a vincere era stato in realtà il Partito Nazionalista.


Province: Crocetta paga... pegno. Che farà Vittoria?

Province: Crocetta paga... pegno. Che farà Vittoria?

rosario_crocettaE se tutta la storia delle province si concentrasse su una antica richiesta del popolo gelese che , avendo dalla sua il governatore per ragioni di nascita, ritorna a sperare nella costituzione della provincia. Forse non sarà la CaltaGela, la provincia ibrida studiata senza successo 50 anni fa, per far convivere le due popolose e vivaci città. Ma pare destinata a ottenere più consensi. L’idea, già abbozzata nei giorni scorsi, è di quelle accattivanti: far diventare Gela provincia. Il ddl è stato presentato dal neo-deputato regionale, Giuseppe Arancio, gelese doc, per la serie “profeta in patria”. ì Un’azione che segue a ruota la decisione del governo Crocetta di avviare la cancellazione delle province regionali (con la conseguente ricerca di nuove forme amministrative di aggregazione). Il disegno di legge presentato da Arancio sta per diventare una proposta per l’istituzione di un ‘consorzio di liberi comuni’, con Gela in pole position.  Ma adesso è caccia aperta ai comuni “da rastrellare”. Il disegno è stato presentato oggi nel corso di un incontro con i cronisti. Interessi economici, storici e culturali che consorziano già una dozzina di comuni.L’unione potrebbe raggiungere presto quota 20 se, dopo Licata, Niscemi e Piazza Armerina,per citare solo i maggiori centri, anche Caltagirone e Vittoria decidessero di comporre il puzzle, creando attorno a Gela una specie di macrosistema.  I requisiti per rientrare nella rete sono chiari. “Comanda” il comune con il più alto numero di abitanti (Gela, in questo caso). Ultima postilla: la richiesta alla Regione è che questi consorzi debbano rispettare la continuità territoriale e una popolazione residente complessivamente non inferiore a 150 mila cittadini. ( da Siciliainformazioni.com)


Più bambini uguale più alberi in città

Più bambini uguale più alberi in città

aree verdiPiù bambini = più alberi in città! A partire dal 16 febbraio infatti, grazie alla Legge del 14 gennaio 2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, ogni Comune italiano ha l’obbligo di piantare un albero per ogni bimbo nato oppure adottato. Ecco una valida iniziativa per combattere la cementificazione estrema e consentire ai cittadini di disintossicarsi dallo smog e trovare ristoro nelle nuove aree verdi che verranno appositamente individuate da targhe con su scritto “Un albero per ogni neonato”.

Si tratta di un obbligo di legge nazionale che va rispettato,  e che sembra derivare proprio da tutte quelle feste degli alberi che Legambiente organizza puntualmente a novembre di ogni anno. A Vittoria da anni chiediamo che il verde pubblico venga trattato con personale competente e con progetti di compensazione che possano bilanciare tutte le capitozzature e la cattiva gestione del passato. La legge nazionale prescrive di fare un censimento degli alberi e ogni sindaco uscente dovrà pubblicare un “bilancio” di tutte le piante presenti nel territorio comunale: dagli alberi più antichi a quelli “neonati” appunto. Ad oggi avremmo solo bilanci negativi e Legambiente chiede di reagire ribaltando la tendenza e applicando questa nuova legge.

Inoltre, nel caso di abbattimenti selvaggi, soprattutto di alberi monumentali facenti parte del patrimonio ambientale cittadino, dovranno essere applicate multe da 5 mila a 100 euro. Viene anche istituita la giornata nazionale degli alberi proprio per il 21 novembre di ogni anno. Proprio per la nostra Festa dell’albero.

Questa legge riporta l’interesse politico verso il verde pubblico e soprattutto sviluppa ciò che noi ormai da anni chiediamo al sindaco per cambiare le brutte abitudini delle potature selvagge. Proprio in occasione della redazione del PRG chiediamo che Vittoria si fornisca di un piano del verde e per rispondere a questa nuova legge nazionale che venga realizzato il progetto di rete dei parchi proposto dalla consulta ambiente.


Vi ricordate di Piazza Libertà?

Vi ricordate di Piazza Libertà?

torre piazza liberta piccolaQuasi del tutto completati i lavori di pulizia di una parte di Piazza Libertà. In particolare, come si vede dalla foto, per quanto riguarda la torre si è riportato alla luce quella che era copertura originale fatta con le mattonelle di pietra pece. in questo modo la torre ha riacquistato il colore che al momento della sua costruzione era stato scelto per motivi logistici, Ragusa era una grande produttrice di quel genere di materiale, ma anche per richiami politici abbinati al nero delle camicie di una volta. A modesto avviso di chi vi scrive la torre offre un gioco cromatico assolutamente originale che deve essere ancor più evidenziato.  Nelle foto d'altri tempi si vede che tutta la piazza era cromaticamente evidenziata con il bianco della pietra ragusana ed il neo della pece. L'effetto era davvero unico  mettendo da parte qualunque motivazione ideologica.  A quanto pare però la parte bassa delle costruzioni che costituisco la piazza pur apparendo nera nelle foto d'epoca sarebbe però frutto di un banale mano di pittura. Su questo si è acceso un dibattito che dovrebbe trovare altre testimonianze. Alcuni tecnici, dunque, affermano che quel colore nero che  si foto piazza con mussolinivede nelle foto, non nella torre naturalmente,  deriverebbe ad un tentativo di ingraziarsi il "primo ministro" di allora in vista a Ragusa.  Secondo altri invece si trattava di pietra pece o mattonelle di pietra pece che probabilmente sono state poi staccate. Chiediamo ora ai nostri lettori se hanno informazioni in merito.  Fermo restando che da parte nostra ci batteremo affinchè la piazza, opera dell'architetto Ernesto LaPadula possa essere restaurata ma senza fontanelle e piscine ma resti una testimonianza di un momento storico, certamente, ma piazza liberta foto storicaanche del lavoro di un eminente esponente dell'architettura italiana.


Il PD ha due circoli

Il PD ha due circoli

pd 2Ufficializzata oggi la nascita del secondo circolo cittadino del PD. Lo si è fatto nel corso di una affollata conferenza stampa svoltasi nella nuova sede del circolo in via Cairoli. Evidenziata l'esigenza di riunire in una nuova aggregazione politica nell'ambito del PD, le forze che negli ultimi tempi non avevano trovato il giusto riscontro di idee e azioni all'interno del circolo "Pippo Tumino"  guidato da Peppe Calabrese.  Nessuna, quindi, fronda politica ma solo un modo per allargare il dialogo coinvolgendo altre persone  che via via si erano allontanate dal partito. Ai giornalisti che hanno chiesto come si configura la nascita del nuovo circolo in relazione allo statuto e  agli inviti pervenuti da parte della segreteria regionale  a non spaccare l'unità del PD ragusano, l'avv Mimmo Barone, che ha condotto la conferenza, ha voluto precisare che non esiste nessuna violazione delle norme statutarie ne, tanto meno, risulta che la segreteria regionale abbia mai affrontato questo tema in una riunione ad hoc. Dunque solo motivazioni speciose miranti a rallentare un evidente processo democratico che si sta verificando nella città capoluogo.  La spaccatura, ormai ratificata da questo incontro,  si era accentuata proprio dopo le primarie che avevano sancito la scelta della senatrice  Padua come candidata ragusana. Scelta appoggiata dal segretario cittadino dopo che lo stesso aveva tentato inutilmente di trovare degli accordi tra le varie anime del partito ibleo. Importante anche quello che è stato detto in conferenza stampa relativamente alle prossime amministrative cittadine.  Il nuovo circolo intende affrontare seriamente l'argomento aprendo a tutti coloro che sono interessati al buon governo della città. Bisogna individuare i problemi e quindi formare una squadra e a quel punto si potrà fare il nome del candidato.  Bella prospettiva ma a nostro avviso i tempi sono molto ristretti in confronto ad un progetto così partecipato.


Progetto “Streets”

Progetto “Streets”

traghettiGiovedì 7 marzo, si è svolta a Palermo la presentazione del progetto “Streets”, che è cofinanziato dall'Unione europea e vede come partner, accanto al comune di Vittoria, l'Autorità portuale di Catania, il Dipartimento regionale Infrastrutture e l'Università di Malta.  Obiettivo del progetto, il cui budget supera i 2,4 milioni di euro, sono lo studio e il miglioramento della catena del trasporto in Sicilia e in Europa.

“È una grossa opportunità - afferma il sindaco, Giuseppe Nicosia - per lo sviluppo del territorio. Economia agricola e turismo sono due settori che necessitano di soluzioni e di interventi in materia di trasporti e di collegamenti multimodali. Vittoria si è proposta ed è stata scelta come partner proprio in virtù della sua realtà agricola, e in particolare per il mercato ortofrutticolo, la cui produzione implica un massiccio trasporto su gomma e richiede lo sviluppo di nuovi sistemi e corridoi di collegamento. A fine maggio, in città sarà organizzato un convegno di presentazione delle strategie e delle iniziative a supporto del trasporto sostenibile in Sicilia. Coinvolgeremo tutte le associazioni di categorie, tutti gli operatori e gli imprenditori interessati per tracciare una mappatura della rete dei trasporti, per definire le esigenze e per individuare soluzioni trans-frontaliere in grado di dare risposte al territorio e alla fortissima domanda di nuove soluzioni in materia di logistica e trasporto di merce e persone”.

 


Autorità di vigilanza sui contratti pubblici

Autorità di vigilanza sui contratti pubblici

ancePalermo, 8 marzo 2013 – Vi sono decine di imprese edili siciliane che, pur partecipando ad una media di dieci gare d’appalto al mese, da tre anni non ne vincono una. Il risultato è che, avendo comunque versato la tassa di partecipazione ad ogni gara, finalizzata a coprire una parte dei costi di funzionamento dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, hanno speso in media 30 mila euro l’anno senza potere produrre nulla.

Adesso si pensa di aumentare questa tassa (che oggi in media è fra 140 e 500 euro in base all’importo a base d’asta) per coprire i maggiori costi dell’Authority, ma le condizioni di crisi e di mercato non sono cambiate. In atto ciò si traduce solo in un costo a vuoto per le imprese siciliane senza una nuova prospettiva di lavoro.

Eppure, basterebbe che l’Authority producesse un solo atto atteso da anni, ossia la pubblicazione dei bandi-tipo (mettendo a sua volta la Regione siciliana nelle condizioni di emettere i propri), per far sì che non vi siano più ricorsi e per abbattere in un colpo solo i costi dell’Authority di quasi 900 mila euro.

Infatti, se tutte le stazioni appaltanti pubblicassero bandi con un unico testo-tipo (coerente con la norma, corretto, esente da discriminazioni, discrezionalità e problemi interpretativi), verrebbe meno per le imprese partecipanti o escluse l’odierna necessità di sopportare ulteriori spese per presentare ricorsi.

Ciò, di conseguenza, ridurrebbe anche i costi dell’Autorità di vigilanza che, secondo il Sole 24 Ore, spenderà quest’anno 200 mila euro per attività legali (+150% rispetto al 2012), 250 mila euro per cancelleria, 100 mila euro per acquisto libri, 286 mila euro per spese telefoniche e 73 mila euro per formazione (totale 909 mila euro).

Ma i bandi-tipo abbatterebbero anche il carico di lavoro della giustizia civile e amministrativa. In proposito, va tenuto conto del fatto che oggi persino presentare ricorso è diventato un lusso, dato che a partire da questo mese il solo contributo unificato di iscrizione a ruolo è stato aumentato a 1.466 euro, mentre è salito a 300 euro il contributo al Tar per ciascuna azione (accesso agli atti, avverso il silenzio, esecuzione della sentenza) e a 6.000 euro quello per i ricorsi avverso le stazioni appaltanti.

Il bilancio totale per un’azienda che partecipa a dieci gare al mese e che, senza vincerne una sola, presenta almeno due ricorsi al mese, è di 223.584 euro l’anno: 30 mila euro per il contributo fisso all’Authority, 35.184 euro per il contributo unificato e 158.400 per i contributi fissi al Tar.


Aiuto! Arrivano i Forconi

Aiuto! Arrivano i Forconi

forconiIncontro oggi in prefettura a Ragusa tra i rappresentanti dei "Forconi" ed il Prefetto Vardè. Come sappiamo la nuova manifestazione di protesta scatterà a partire dalla mezzanotte di domenica prossima, e si prevedono grossi disagi. Ma le associazioni degli autotrasportatori Aitras, Assiotrat, Assotrasport e Trasportounito hanno annunciato che non parteciperanno al fermo, anche se rimarranno comunque in stato di agitazione. Preoccupato per gli effetti della manifestazione si dicono  i responsabili di vari settori economici che  sollecitano  l’intervento di Prefettura e forze dell’ordine: «Per evitare il ripetersi o l’aggravarsi dei danni già provocati lo scorso gennaio – spiega - chiediamo di fermare la manifestazione dei Forconi prevista per l’11 marzo».  Secondo gli osservatori  «Tre giorni di blocco sarebbero deleteri per l’economia siciliana già in ginocchio e, in particolare, per il settore ortofrutticolo che pagherebbe i costi più alti a causa della deperibilità dei prodotti agricoli .  Seppur legittima qualunque protesta, risultato del crescente malcontento nel Paese, riteniamo assurdo bloccare una Regione e il suo settore produttivo per manifestare le proprie idee. Lanciamo dunque un appello ai Forconi chiedendo di fare un passo indietro e alle autorità competenti di intervenire». L’esigenza di bloccare i tir nasce dalla grave crisi economica che ha investito tutta l’Italia, per ribadire la stanchezza delle imprese e dei lavoratori attraverso un segnale forte. Fanno sapere dal Movimento dei Forconi, che però non vogliono sentirne di appelli e stop a proteste, anzi rilanciano. Sia Mariano Ferro che Franco Crupi, entrambi ai vertici del Movimento dei Forconi, confermano che dalla mezzanotte di domenica scatteranno i presidi autostradali in prossimità di punti strategici dell’isola.

PROTESTA AD OLTRANZA - Questa volta tuttavia non intendono fermarsi finché il Governo regionale non prenderà seri provvedimenti. La protesta annunciano «proseguirà ad oltranza», da qui anche l’appello del direttore Confesercenti preoccupato che ad un economia già in ginocchio venga dato il colpo di grazia definitivo con un fermo prolungato. Se tornerà la protesta, è evidente, si presenterà anche quella terribile sensazione di vivere in città fantasma, con file chilometriche ai distributori di carburante e scaffali dei supermercati vuoti.


Ancora troppi punti interrogativi sulle province.

Ancora troppi punti interrogativi sulle province.

la sicilia delle province

“ Sarebbe opportuno che questa Maggioranza PD, UdC e 5 Stelle, prima di pensare di approvare l’emendamento – stralcio che abolisce le Province e istituisce i Liberi Consorzi dei Comuni, articolasse qualche riflessione sotto il profilo costituzionale oltre che di ricadute finanziarie “. Così, ritornando sul tema Province, si è espresso il Vicecapogruppo del PdL, On. Marco Falcone, che ha aggiunto: “Il PdL, seppur ritiene che si debba superare l’attuale forma di governo intermedio, crede opportuno, per ora, non ipotecare alcuna forma di governo territoriale prestabilita, rinviandola al momento del completamento della riforma”.

“Se Crocetta – ha concluso Falcone -, poi, pensa di poter ‘militarizzare’ con propri commissari le nove Province di Sicilia, sbaglia ! Noi insisteremo affinché il momento della transizione venga gestito da nove Prefetti che diano garanzie di competenza, di terzietà e di oculata gestione”.

Leggiamo da Siciliainformazioni

La seduta catanese della commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale, che doveva esaminare il disegno di legge sull’abolizione delle Province, è stata annullata.Doveva svolgersi oggi, ma l’impegno preso dal governatore Crocetta in conferenza dei capigruppo non è stato rispettato, e fino a ieri il testo non era ancora stato depositato a Palazzo dei Normanni. :  Oggi, alla fine, è sbarcato in prima Commissione: solo due articoli (per ora) che sanciscono l’istituzione dei liberi Consorzi entro sei mesi dall’eventuale approvazione in Aula e il rinvio per lo stesso arco di tempo delle amministrative che erano state fissate per il 26 e 27 maggio.

Ma i lavori della commissione, a questo punto, sono rimandati alla prossima settimana, nonostante i tempi siano molto stretti. Martedì, infatti, il ddl dovrebbe essere già a Sala D’Ercole per essere discusso, e i dubbi, ancora, restano tanti.

A cominciare da quelli del Cantiere Popolare, che tramite il capogruppo Toto Cordaro si è dichiarato“estraneo ad ogni accordo che non preveda l’approvazione della legge entro il prossimo 31 dicembre”. “Questo – ha detto Cordaro – era quanto stabilito in conferenza dei capigruppo, e continuo a pensare che le Province non vadano abolite, ma riformate”.

Altro punto critico, che vede in forte disaccordo tutta l’opposizione, a cominciare dal Pdl, è il secondo articolo della possibile futura legge, che prevede, sino alla data di entrata in vigore, il commissariamento degli Enti scaduti o in scadenza.

Le nomine di questi commissari sarebbero governative, cosa che a quanto pare non convincerebbe nemmeno molti membri della maggioranza crocettiana.

Sempre Cordaro, ad esempio, ha sottolineato come la legge Finanziaria nazionale (“che ha valore sovraordinato”), in merito alla riforma delle Province, abbia stabilito che il ruolo di commissario fosse rivestito dagli stessi presidenti uscenti. “Così si va incontro all’impugnativa del commissario dello Stato”, ha detto il capogruppo del Pid considerando l’ipotesi di un’approvazione della legge così com’è. Ma per il presidente della Regione un’impugnativa sarebbe “un’usurpazione di potere”, in quanto “normare in materia di Enti Locali spetta alla Regione”.

Potrebbe aprirsi, insomma, il solito braccio di ferro istituzionale al quale i siciliani sono abituati già da tempo, ma da un lato c’è chi assicura che il testo, così com’è adesso, non arriverà mai in Aula, dall’altro c’è chi sospetta che da parte della maggioranza dell’Ars ci sia la volontà, facendo impugnare il ddl, di andare a votare con la legge attuale.

“So che l’Udc – ha detto Cordaro – vuole andare a votare a fine maggio. Non sarà che lo scudocrociato e il Pd, sotto le sue varie forme, stiano prendendo in giro il presidente Crocetta?”.


Intitolato a zio Pietro

Intitolato a zio Pietro

scolloE'’ ufficiale. Sarà intitolato a Pietro Scollo, storico massaggiatore del Modica, deceduto sabato 2 marzo u.s. a Misterbianco, il Polisportivo di C.da Caitina.

Il Sindaco ha, stamani, formalizzato l’atto firmandolo. La decisione della intitolazione era,come si dice, nelle cose.

Il Sindaco, Buscema e l’assessore allo Sport, Tato Cavallino, stanno adesso organizzando la cerimonia di intitolazione, di concerto con la società rossoblù, che avverrà, con molta probabilità, domenica 7 aprile p.v. al polisportivo, prima della disputa della gara interna dei rossoblù impegnati nel derby ibleo con il Vittoria.

Sarà scoperta in quella occasione la targa di intitolazione ad un personaggio unico e il più amato nella storia del calcio modicano.