Crocetta (non sa quello che fa) contro i Salesiani. ..
Crocetta (non sa quello che fa) contro i Salesiani. ..
Ci sono tante grane nella formazione e lo sappiamo tutti. Crocetta con la sua azione "moralizzatrice" vuole fare piazza pulita ma cos' facendo si va a cercare i nemici in ogni angolo di strada. Ora ne ha trovati un bel gruppetto che vi assicuriamo sono particolarmente tosti. Lo diciamo nel pieno rispetto dei ruoli e delle persone e nella convinzione che quella dei salesiani sia un'azione assolutamente meritoria. Oggi l'organizzazione dei salesiani è partita alla riscossa con una lettera al presidente piena di complimenti ma anche di precise indicazioni e forse anche qualche velata minaccia. Ecco il testo.
Noi Salesiani e Salesiane di Sicilia, lusingati dal giudizio del Presidente sulle nostre manifestate e riconosciute capacità nel fare sana e proficua formazione, poiché questo a suo dire non giustifica la spesa per il bene dei giovani, non possiamo tacere di fronte ad alcune affermazioni estemporanee che sono state proclamate durante la conferenza stampa del 5 marzo u.s. Intendiamo pertanto affermare con forza e determinazione quanto segue. La politica siciliana ed il suo braccio amministrativo ad oggi, è l'unico soggetto che dequalifica l’impegno professionale profuso dalla missione educativa salesiana ed inficia la qualità dei risultati che si potrebbero raggiungere con un regolare sistema che garantisca formazione e qualità di servizio ai ragazzi e ai giovani che ne hanno diritto. I costi della formazione in obbligo di istruzione non sono quelli dichiarati dal presidente. La politica di questa Regione non permette ai minori di questa terra, di programmare loro un futuro, avviandosi al mondo del lavoro. Le affermazioni del Presidente del 5 marzo u.s. disconoscono il diritto differenziato di cui godono i minori, grazie ad una legge dello Stato, a finanziamenti ministeriali e del Fondo Sociale Europeo. La politica siciliana, con i suoi ritardi ed inefficienze è protagonista di dispersione, rischio e foraggia in tal modo la delinquenza organizzata. La politica di questa Regione non riconosce un diritto, dettato dalla nostra costituzione e declinato da una normativa non più sperimentale ma ordinamentale (Legge 28 marzo 2003, n. 53; Accordo in Conferenza Stato Regioni del 15 gennaio 2004; Decreto Legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 e successive integrazioni). Interesse dei Salesiani, ben noto al nostro Presidente, per l'esperienza fatta e dallo stesso riconosciuta a Gela e nelle altre province in cui CNOS/FAP e CIOFS-FP sono presenti, èdifendere i minori e di questi i più poveri, in senso lato, per tirarli fuori dal quel ghetto nel quale, a suo dire, sono stati precipitati. Lo invitiamo pertanto, a denunciare e fare i nomi di coloro che hanno sciupato risorse e distrutto il futuro dei ragazzi, e avrà il nostro plauso! In riferimento a ciò che i Salesiani devono fare o non fare, se formazione o altro, la preghiamo di lasciarlo alla decisione di chi per vocazione, e non per ideologia o interessi di parte, ha dedicato la vita ai minori di questa terra. Negando loro un diritto sancito, lei dimostra di non considerarli, di non voler loro bene e soprattutto di negar loro la possibilità di un concreto sbocco lavorativo. Renderà conto del suo operato al Dio giusto che protegge l’orfano e la vedova e che ha sempre lottato contro i Faraoni di ogni epoca. Desideriamo ricordarle quanto diceva don Bosco che, nonostante le forti divergenze ideologiche con i governanti del tempo, ha sempre goduto dello loro stima e del loro rispetto proprio per l’impatto educativo e sociale della sua missione: “Siamo in tempi in cui bisogna operare. Il mondo è divenuto materiale perciò bisogna lavorare e far conoscere il bene che si fa” .
Venerina ricambia.
Venerina ricambia.
Dicono che ci sia un "caso Ragusa" all'interno del PD. Il motivo dovrebbe ricercarsi nell'intenzione di un gruppetto di ex del PD ibleo di andar via, armi e bagagli, dal circolo Pippo Tumino. Nulla di strano se si pensa cosa è accaduto a Palermo, alla regione, dove il PD ha mantenuto in piedi una delle più tragiche avventure politiche( leggi governo Lombardo) degli ultimi anni proprio grazie alle spaccature all'interno del partito. Secondo alcuni "fini pensatori" è legittimo che un gruppo possa pensarla in un altro modo e quindi possa decidere di aprire, restando sempre nel partito, una nuova esperienza. Ma il nemico è alle porte. L'esercito degli internauti occupa già importanti posizioni dentro la regione e la nazione e bisogna difendere le mura della città. Questa diventa la scusa più plausibile e dalle segreterie palermitane arrivano ordini perentori. "Non facciamo le primarie perchè, appunto, il nemico è alle porte ma nello stesso tempo non dividiamo gli eserciti del PD per non dare segnali di debolezza. Ma sono imposizioni difficili da digerire soprattutto per chi non è un neofita della politica ed ha alle spalle più di una "battaglia". Legittimo dunque il suo scalpitare. Ma ecco che arriva la Venerina Padua a tentare di dirimere la questione con qualche buona parola da parlamentare eletta in questa provincia ed in questa regione “I percorsi democratici portano a soluzioni e a scelte che possono anche non piacere. Ma la democrazia ha delle regole tra cui il rispetto di una maggioranza da parte delle minoranze e del ruolo delle minoranze da parte della maggioranza. Principi che vanno rispettati se si vuole, come nel caso di specie, mantenere la dizione di Partito Democratico”. " Nel capoluogo – prosegue Venera Padua – c'è una segreteria democraticamente eletta, c'è un segretario, un direttivo, un circolo. Le scelte, sia elettive che decisionali, sono state addotte consentendo a ciascuno di esprimere liberamente il proprio pensiero ed il proprio voto. Chi non condivide le scelte operate democraticamente svolge, come in qualunque organo che si vuole qualificare democratico, un ruolo di opposizione cui far esprimere le nobilissime idee che non hanno incontrato il favore della maggioranza. Queste, comunque, hanno la possibilità di ritornare ad essere esplicitate e valutate anche ai fini del rinnovo degli organismi rappresentativi già nel prossimo congresso, che è in programma. Ritengo, come ribadito dagli organismi nazionali e regionali del partito, che non è il momento di costituire nuovi circoli per molteplici motivi ma soprattutto perché potrebbero creare confusione e disaffezione da parte degli elettori e delle elettrici, che hanno ritenuto di aderire ad un Partito Democratico, tale non solo nella dizione ma anche nei fatti. Particolarmente, qualunque scelta di separazione e divisione, in un momento in cui ancora non si rinnovano gli organi rappresentativi e decisionali, risulterebbe incomprensibile ed inspiegabile per tutti coloro che, con fiducia e speranza, hanno ritenuto anche con il voto affidare al Pd la guida del Paese in questo delicato momento della vita nazionale e locale. Parole sante. Ma ci sono quelli che vedono in queste dichiarazioni una specie di "cortesia" ricambiata per il segretario Calabrese il quale, senza nessuna remora, aveva fatto votare alle primarie, a Ragusa, proprio la Venerina. E crediamo che questa scelta del segretario, parliamo delle primarie, abbia poi causato la insanabile spaccatura che viene contemplata nel cosiddetto " caso Ragusa". con
Più acqua per tutti ma è meglio non berla
Più acqua per tutti ma è meglio non berla
Riunione in prefettura oggi per la questione acqua. La situazione va via via migliorando ma resta la necessità di procedere con molta discrezione e senza creare comunque degli allarmismi inutili. Infatti, a quanto pare, si sarebbe deciso di reimmettere nella rete idrica l'acqua proveniente dal pozzo B, quello che aveva mostrato fin dall'inizio tracce di ammoniaca, e di conseguenza era stato chiuso. Con questa operazione la dotazione idrica della città ritroverebbe una certa consistenza ma occorre prendere delle precauzioni infatti il commissario è pronto ad emettere un'ordinanza che autorizza l'uso dell'acqua dal rubinetto ma non per uso potabile. Questo solo a livello precauzionale perchè non c'è nessun pericolo visto che l'acqua del pozzo è ritornata ad essere buona ma proprio per eliminare ogni residua preoccupazione la popolazione è invitata a non bere l'acqua che fuori esce dai rubinetti. Conviene anche fare a meno di utilizzarla per lavare i denti o la verdura. In questo modo si cerca di ritornare alla normalità per quanto riguarda l'approvvigionamento ma c'è la restrizione sulla potabilità dell'acqua. Ripetiamo che questa dovrebbe essere la soluzione che la riunione della prefettura avrebbe deciso di adottare. Nessun allarmismo, dicevamo in apertura, anzi un graduale ritorno alla normalità seppure con qualche precauzione in più.
Che casino!! Voglio restare da solo!
Che casino!! Voglio restare da solo!
Crocetta gongola e non riesce a capire il guaio che sta facendo affrontando la questione delle province come una presa di posizione o quasi come una ripicca dopo le promesse fatte in TV. Sarebbe bello se il presidente smettesse di fare televendite televisive e si dedicasse con più attenzione alle questioni regionali. Diciamo questo perchè ci è capitato tra le mani un comunicato stampa del Partito dei Siciliani Mpa che ha depositato presso gli uffici dell’ARS la propria proposta per il decentramento di funzioni regionali e la riforma dei liberi consorzi comunali. Il testo, a quanto dichiarato da loro, ricalca il ddl già varato nel 2010 dalla Giunta regionale allora presieduta da Raffaele Lombardo per l’abolizione delle Province e la loro trasformazione in liberi consorzi di Comuni. Tutti dunque sembrano favorevoli al decentramento che snellisce la Regione, responsabilizza i comuni e i liberi consorzi perché sotto il controllo dei cittadini le cose funzionano meglio. Nel futuro con la delega dei poteri ai Comuni, alcune delle competenze di respiro sovracomunale verranno governate nell’ambito del consorzio dei Comuni che sostituiranno le Province. Ma vediamo cosa ci preoccupa e perchè abbiamo deciso di dare questo titolo, abbastanza forte all'articolo. leggiamo uno ad uno gli articoli del DDL dell'MPA e cerchiamo di capire cosa potrebbe accadere se si utilizzassero queste direttive. L’articolo 3 sottolinea il principio di sussidiarietà, mentre l'articolo 4, definisce le competenze trasferite dalla Regione ai comuni ed ai liberi consorzi comunali su attività produttive, commercio e artigianato, famiglia e politiche sociali, formazione professionale, lavori pubblici ed infrastrutture, beni culturali e ambiente, trasporti, turismo, sport e spettacolo, gestione integrata dei rifiuti e gestione integrata del servizio idrico nell’ottica del miglioramento della qualità dei servizi pubblici e del contenimento dei costi per i cittadini. Facciamo dunque mente locale. Ad un consorzio che viene istituito con grandi difficoltà politiche ed anche economiche trasferiamo tutte le magagne che la regione con enormi fondi a disposizione non è mai riuscita a risolvere. Pensate solo ai trasporti e ai rifiuti e poi al turismo del quale la regione ha fatto scempio sperperando miliardi di euro. Se alla Regione viene riconosciuta solo la funzione di programmazione e definizione delle strategie, sottolineando anche il principio di efficienza e di economicità, osa diranno a Battiato? I liberi consorzi faranno gli spettacoli? Non di certo! Soldi non ne verranno girati ai consorzi che dovranno cuocersi con il loro brodo di rape. L'articolo 5, nell’ottica della gestione ottimale, introduce tra l’altro il divieto ai comuni di procedere ad assunzioni di personale per convertire la spesa pubblica in investimenti. Dovranno inglobare quelle migliaia di esodati dalle province , dagli Iacp, dalle Asi etc e non verrà mai fatto un concorso per i giovani che resteranno per sempre in attesa. L'articolo 6 individua la natura ed i compiti dei liberi consorzi comunali, sulla base dell’autodeterminazione, prescrivendo altresì, per la nuova istituzione, un numero di comuni non inferiore a dieci. Il numero dei comuni è troppo basso e non si parla di estensione del territorio. La riforma Monti obbligava ad un certo numero di comuni e di abitanti in modo da scoraggiare le aggregazioni. Qui invece fermandosi a 10 comuni ed un centinaia di migliaia di abitanti i consorzi saranno almeno 25 se non 30. Si legittimeranno le aspettative delle famose città insoddisfatte ma nessuno spiega come si farà con gli enti provinciali di emanazioni da uffici centrali. Dalle Cam Com alle agenzie delle entrate etc etc. Ma andiamo avanti : gli articoli 7 e 8 assegnano ai liberi consorzi comunali competenze in materia di pianificazione territoriale, servizi sociali e culturali, sviluppo economico ed organizzazione del territorio e tutela dell'ambiente. Ognuno per se naturalmente con sindaci di diversa estrazione plitica e di pensiero ad esempio sulle lottizzazioni. L'articolo 11 disciplina il procedimento di modifica degli ambiti territoriali dei liberi consorzi comunali. Nelle proposte che verranno portate all' ARS speriamo che ci sia qualcosa che blocchi le ripicche e le vendette. L'MPA aveva pensato al divieto se non per l'iniziativa di uno o più liberi consorzi comunali, prima dei tre anni dall'adesione al libero consorzio comunale di cambiare casacca. Vogliamo dire se ad un comune non piace la compagnia oppure, cambia il sindaco e non gli va più bene restare in quel consorzio cosa accadrebbe? Ma vietarlo è comunque una contraddizione visto che parliamo di liberi consorzi e quindi tutti devono essere liberi di andare e venire quando vogliono. Ecco che tutto diventa un gran casino! A questo punto vorremmo sapere cosa accade se un comune non vuole aggregarsi a nessun altro. Se per esempio Ragusa che, a memoria di Giovanni Mauro doveva diventare una città stato, decidesse di fare tutto da sola. Cosa accadrebbe? Sarebbe possibile. Perchè se fosse possibile a questo punto suggerirei ai candidati a sindaco di valutare questa prospettiva nell'ottica che chi fa da se fa per tre vista la situazione di chi ci sta vicino. L'ultima esperienza è quella dell decreto ingiuntivo per l'Ato ambiente. Mi chiedo anche come verrà gestita la sanità. Gli ospedali saranno di chi? Insomma, personalmente e mi prendo al responsabilità da solo, non coinvolgendo quindi la redazione, questa mi sembra la più grande str....zata che stanno facendo alla regione per punire qualche politico, favorire qualche territorio ed accontentare quella parte dell'ARS che ragiona con il cuore dentro facebook
L'appello di Cosentini
L'appello di Cosentini
Il momento richiede una partecipazione completa della gente iblea ai progetti di rinascita. E Giovanni Cosentini, uno dei candidati a sindaco di Ragusa, appoggiato dal movimento Territorio e da altre liste civiche, lancia un primo messaggio sulla necessita di collaborazione “Sento il dovere, non formale ma con sincera gratitudine, di ringraziare tutti coloro che, dopo l’ufficializzazione della mia candidatura a sindaco di Ragusa, stanno collaborando per la migliore riuscita di un progetto che, pur partendo dalla continuità amministrativa, metterà in campo importanti elementi di novità". Ma è necessario guardare al futuro con senso di responsabilità e il candidato rivolge un accorato appello non solo alle forze politiche ma anche ai rappresentanti della società civile, del mondo culturale e imprenditoriale, delle associazioni di volontariato, affinché, assieme, si possa costruire un progetto che parta dal basso, raccogliendo le istanze della cittadinanza, facendo tesoro dei passi positivi compiuti negli ultimi sei anni. " Un progetto che vuole partire dal completamento delle numerose opere pubbliche già avviate ma che deve, soprattutto, tendere ad interpretare i nuovi bisogni e le nuove emergenze della città, dichiara Giovanni Cosentini, sappiamo che non è un percorso facile quello che ci attende. Ma le sfide non ci spaventano. Insomma un appello abbastanza generico che forse doveva essere più diretto. Oggi in molti hanno un quadro della situazione molto critico e le amministrazioni, tutte vengono ritenute colpevoli di queste difficoltà. Prima di tutto bisogna guardare alla parte economica e dare fiducia ai settore che hanno nel passato sostenuto il peso di tutta la comunità. Ad incominciare dalla industria ragusana, ormai senza obiettivi e senza coraggio, dalla agricoltura oberata dalle tasse e dalle responsabilità per finire all'artigianato che langue anche per mancanza di liquidità e di pagamenti. Questo deve essere messo in campo e individuare le formule migliori. Poche parole e molti fatti.
Province: non addio ma arrivederci.
Province: non addio ma arrivederci.
Ha prevalso il buon senso: piuttosto che buttare tutto dalla finestra, anche quello che di buono c'è nelle istituzioni delle province siciliane, la conferenza dei capigruppo ha preferito soprassedere su uno dei punti dello "tsunami Crocetta" facendolo diventare un caldo venticello di primavera. E così per la quarta volta, in poche ore, il presidente ha cambiato linea d'azione. E' stato infatti deciso di approvare solo una norma transitoria che rinvii il tutto ad un esame più attento e ragionato della questione. Così dice l'on Falcone “Abbiamo evitato che il governo, soltanto per un’esigenza propagandistica, portasse in Aula un ddl di istituzione dei liberi consorzi dei Comuni, in luogo delle attuali Province, il quale avrebbe creato confusione istituzionale e aumenti dei costi della Cosa pubblica” lo dice il vicepresidente del gruppo Pdl,Marco Falcone, dopo la conferenza dei capigruppo durante la quale si è deciso soltanto su una norma transitoria, in attesa, come sottolinea Falcone “di un attento esame delle sfaccettate problematiche che la riforma della Province comporta”. “Siamo consapevoli – riprende l'on Falcone – che occorra superare l’attuale sistema ma che dobbiamo creare un ente intermedio nel cui corpus vengano convogliate le competenze di numerosi altri organismi, quali Iacp, Consorzi di bonifica, Ato idrici e rifiuti, ormai praticamente bolliti. Un nuovo ente, dunque, che sia più vicino ai cittadini e che, fra le conseguenze dirette, sia foriero di una reale riduzione dei costi”
Catania piange per le occasioni perse del suo aeroporto
Catania piange per le occasioni perse del suo aeroporto
L'ing Mancini oggi è stato chiamato alla Provincia di Catania, in Consiglio, per parlare sulla questione dell'aeroporto di Catania. L'AD della Sac ha cos'' potuto sfogare il suo disappunto per una decisione presa dal ministero dello Sviluppo Economico di non inserire lo scalo nel progetto di crescita europea attraverso gli investimenti nelle infrastrutture. La provincia è particolarmente preoccupata perchè è evidente un disimpegno nazionale nei confronti di questa parte della Sicilia probabilmente per una serie di errate valutazioni. Ecco la sintesi delle sue dichiarazioni «Con la proposta della Commissione europea, non vi è stato tanto il declassamento del nostro aeroporto, quanto di tutte le infrastrutture di Catania, che non è inserita tra le città che costituiscono i nodi della rete “core”, quella destinataria dei 37 miliardi di finanziamento comunitario. Purtroppo questo principio è stato poi assunto dal Ministero delle Infrastrutture con le linee di indirizzo del Piano aeroportuale nazionale. Il piano è fermo in Commissione Stato-Regioni per l’opposizione del governo regionale. È bene che su questa opposizione si coagulino tutte le istituzioni locali indipendentemente dal colore politico: gli aeroporti, visto lo stato infrastrutturale, sono per la Sicilia un bene prezioso. Mancini chiede dunque l'intervento delle istituzioni locali. Ora che cosa accadrà alle istituzioni locali attesa la legge dei consorzi di comuni? Intanto Mancini ha anche affrontato la questione delle notizie che si sono susseguite in queste settimane in merito alla privatizzazione dello scalo. "E' bene dire che il management Sac non ha mai ricevuto alcun impulso in tal senso da parte della proprietà. Del resto, ciascuno di noi pensa alla vendita dei propri beni solo quando il mercato riconosce appieno il loro valore e ciò non può che valere ancor di più quando chi vende ha la natura pubblica come i soci della Sac. Non credo sia questo il momento viste le difficoltà attuali del mercato. Si continua quindi ad andare avanti nelle attività finalizzate a rendere ancor più produttiva e redditizia la società, attività che hanno già permesso di chiudere il bilancio 2012 con lusinghieri risultati. Solo la capacità di stare sul mercato con efficacia può consentire di fare gli investimenti e di assicurare la piena occupazione che giustamente chiede il sindacato». Naturalmente Mancini,come è sua abitudine, quanto mai deprecabile, non riesce a pronunciare la parola Comiso quando si deve affrontare il problema dello sviluppo. Poteva dire alla Provincia di Catania che nella stessa barca c'è anche l'aeroporto ibleo. Anzi considerato che Comiso non è neanche citato in quel piano il nostro aeroporto non è sulla barca ma completamente a mollo. Comunque forse i consiglieri della provincia etnea non sanno che più di 20 mln di euro sono stati spesi per la gestione dello scalo ragusano che fino ad ora non solo non è funzionante ma non merita neanche un rigo nelle relazioni di Mancini.
In attesa del Commissario la Camera di Commercio è provinciale o consortile
In attesa del Commissario la Camera di Commercio è provinciale o consortile
L'on. Giorgio Assenza, ha scritto al Presidente dell'ARS, on. Giovanni Ardizzone, e al Presidente della Commissione Affari Istituzionali, on. Marco Forzese, chiedendo di inserire nella riunione odierna della suddetta Commissione Legislativa, il punto riguardante la nomina del Commissario straordinario per la Camera di Commercio di Ragusa. Il grave ritardo con il quale si sta procedendo, paralizza l'attività dell'Ente camerale ragusano, con pesanti ricadute negative sull'area iblea, già peraltro gravemente colpita dalla crisi che scuote i suoi settori produttivi e commerciali. Fa bene Assenza ad intervenire perchè la Camera di Commercio di Ragusa senza vertice governativo non è solo un problema tecnico locale ma dimostra come spesso delle nostre cose, diciamo di quella che era la provincia di Ragusa, non frega niente a nessuno. Ci chiediamo ora cosa succederà, in questa Isola dei sogni, quando si aboliranno le province per accontentare alcuni territori che hanno dato i natali ad importanti personaggi politici, senza tener conto delle conseguenze. Istituiremo più camere di commercio che non saranno più a base provinciale ma consortile. pagheremo più dipendenti ma quelli saranno a carico delle aziende e a Crocetta non gli frega niente. Lui ha risparmiato 10 miliardi, pardon dieci milioni di euro. Scusate se ironizziamo sul lapsus del presidente che quando viene incalzato, peggio se da belle donne, perde la ragione. Dieci milioni in Sicilia sono bazzecole se poi si fa il conto che metà delle amministrazioni provinciali sono già commissariate forse il risparmio è dimezzato. E allora dove sta il risparmio? E mi chiedo ancora il genio civile, l'agenzie delle entrate, la serit, l'Utif e decine ancora di uffici provinciali verranno aperti nelle sedi dei nuovi consorzi? Ed infine perchè crocetta lo eleggiamo ed il presidente del consorzio se lo devono scegliere loro. Non credo che si stia facendo un bel lavoro. Intanto Assenza stamani ha presentato un'altra interrogazione rivolta al Presidente della Regione e altresì all'Assessore per l'economia e all'Assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica, per chiedere se non ritengano opportuno mettere urgentemente in atto ogni iniziativa utile a trasferire l'ultima tranche dell'importo, previsto per l'anno 2012, del Fondo destinato ai comuni. Considerata la crisi di liquidità in cui versano gli Enti locali in Sicilia, dovuta sia ai tagli operati in questi ultimi anni al Fondo per i Comuni, sia alla soppressione dell’addizionale all’accise sull’energia elettrica che priva gli enti di un'importante dotazione finanziaria, si ritiene urgente trasferire ai Comuni quanto loro dovuto al fine di poter far fronte alle esigenze di cassa per assicurare ai cittadini servizi e pagamenti pregressi.
Ma Assenza sarà il deputato scelto nella provincia di Ragusa o del consorzio che ne verrà fuori. E se per caso nel consorzio non ci sarà Comiso attratto da un altra area come ad esempio quella calatina o vittoriese che potrebbe riunire la parte ipparina e della produzione di uva una specie di consorzio del vino, Assenza a chi dovrà fare riferimento. Spero che in assemblea qualcuno abbia la testa per confutare chi vuole solo la distruzione della Sicilia anche se siamo convinti che lo sta facendo in buona fede.
C'è anche Giovanni Iacono
C'è anche Giovanni Iacono
C'è anche Giovanni Iacono tra i candidati alla sindacatura di Ragusa. In rappresentanza dell'IDV già consigliere comunale e provinciale Iacono ha accolto l'invito del partito a partecipare a questa competizione elettorale nella convinzione che la città di Ragusa abbia bisogno di un nuovo modo di essere amministrata. Nel segno dunque della discontinuità ma senza pensare ad alleanze e accordi perchè il dialogo con le altre forze della sinistra da tempo è particolarmente difficile. Iacono conosce i problemi della città da politico ed imprenditore e si scommette per far capire agli elettori che ci sono le soluzioni senza buttare via tutto quanto di buono è comunque stato fatto. Ritornando al tema delle alleanze, ribadendo che non sembra possibile metterne in pratica alcuna prima delle elezioni, giudica il primo turno come una vera primaria. Infatti, con molta probabilità, dopo il 27 maggio si capirà veramente cosa desiderano gli elettori di Ragusa e nel caso si potrà procedere a delle alleanze basate sui programmi.
Lettera ai compagni ragusani !
Lettera ai compagni ragusani !
“Prendendo atto dalle disposizioni dettate da una lettera inviata da Palermo a firma di Enzo Napoli responsabile dell'esecutivo regionale del Pd, d'accordo con il livello nazionale e con il segretario provinciale Salvo Zago, Peppe Calabrese in qualità di segretario cittadino di Ragusa, ha comunicato che, nel rispetto dei livelli superiori del partito, sono da ritenersi sospese le scadenze che democraticamente il coordinamento locale del circolo del capoluogo aveva fissato per le primarie aperte di coalizione, senza abdicare al ruolo che i territori possiedono nella individuazione di percorsi politici locali”. La lettera a cui fa riferimento il segretario Calabrese mi fa ricordare Don Camillo, il mitico personaggio dei romanzi di Guareschi, dopo aver scovato da qualche parte la carta intestata delle federazione del PC, scriveva a Peppone dandogli delle fregature pazzesche. Come quella volta che attraverso una comunicazione farlocca, ma con tanto di falce e martello nel logo, invitava il sindaco comunista a trasferirsi a Mosca. Poi Don Camillo fu richiamato dall'alto e annullò lo scherzo. Ora non vogliamo dire che questo è uno scherzo ma sembra che sotto sotto c'è qualcosa di losco. Intanto ecco la missiva incriminata
Carissimi,
considerata la delicata fase post-elettorale e viste le diverse iniziative già avviate in preparazione delle elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale e l’elezione del Sindaco della città di Ragusa, d’accordo con la Segreteria Nazionale del Partito, vi invitiamo caldamente a soprassedere ad ogni attività in tal senso, in attesa che la Direzione Regionale definisca compiutamente il percorso che porterà il partito ad affrontare il prossimo turno elettorale. L’indizione delle primarie o la costituzione di nuovi circoli (che, peraltro non ci risulta deliberata secondo quanto previsto dallo Statuto), costituirebbero, infatti, passaggi politici che potrebbero non coincidere, pur nel rispetto del principio di sussidiarietà, con quanto i livelli regionale e nazionale (considerato che si tratta di un comune capoluogo), riterranno utile e, soprattutto, potrebbero alimentare divisioni e contrapposizioni che, in questa fase, non possiamo assolutamente permetterci. Ovviamente, vi invitiamo, analogamente a quanto sopra richiestovi per la città di Ragusa, ad adottare lo stesso principio per altri comuni della provincia, in cui dovessero essersi già determinate situazioni simili.
Dunque il tono della lettera non ammette repliche: Stop alle primarie vista la situazione difficile. Ma siccome Calabrese si potrebbe arrabbiare ecco fornito il contentino. Stop anche ai secondi circoli che non sono regolamentari. Un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma le primarie sono una cosa seria e a bloccarle si rischia di fare guai. “Lunedì a Palermo – dichiara il segretario Calabrese – si terrà una direzione regionale in cui si parlerà anche del caso Ragusa e delle possibili alleanze che si potrebbero prospettare per arrivare al governo della città. Subito dopo mi impegno a convocare nuovamente il coordinamento per decidere percorsi, candidature e coalizioni. Auspico, da segretario, che anche altri dirigenti ripensino e rinuncino a scelte votate alla divisione che potrebbero solo far male al Pd. Dalla lettera ricevuta, si evidenzia come tale pericolo sia stato percepito ed evidenziato perfino dal partito regionale e nazionale. Calabrese la interpreta nel modo giusto: a Palermo ci dicano cosa vogliono fare e mi impegno a riportare il tutto a Ragusa. Ma a nostro avviso le cose potrebbero stare diversamente. La politica che viaggia in alto può aver fatto le sue scelte e ai ragusani non resta che abbozzare. Calabrese avrà la sua piccola soddisfazione ma i giochi li stanno facendo altrove. Questa è solo una ipotesi ma l'appello accorato di Calabrese affinché si lavori per unire le nostre forze sembra quasi una dichiarazione di guerra. Il PD ibleo non accetterà nessuna imposizione che non abbia un significato e una forte motivazione. Intanto stop alle primarie e alle velleità dell'altro PD ragusano.
