Pid: Se l'emergenza rientra chi paga i danni?
Pid: Se l'emergenza rientra chi paga i danni?
Un’interrogazione al commissario straordinario Margherita Rizza in merito all’emergenza idrica che sta perdurando ormai da tre settimane in città. E’ quella che ha presentato il gruppo del Pid-Cantiere Popolare di Ragusa nella quale si sollecita, ancora una volta, la dottoressa Rizza a prendere una decisione in merito ai rimborsi per tutte quelle famiglie che, in queste settimane, sono state gravate da quella che è una vera e propria tassa supplementare. “Considerato che molte famiglie hanno fatto ricorso ad aziende private per il rifornimento di acqua con prezzi tra i 35 e i 100 euro, - spiega il consigliere comunale Giampiero D’Aragona – e considerato che nonostante la ricerca di una soluzione, ad oggi non si hanno date certe sulla risoluzione del problema, chiediamo di sapere se l’amministrazione comunale ha pensato di rimborsare o compensare in qualche modo nella prossima bolletta i soldi che i cittadini hanno pagato ingiustamente fino a questo momento. Inoltre chiediamo se oltre alle indagini della magistratura, l’amministrazione stia provvedendo ad un’indagine interna per eventuali responsabilità o omissioni da parte di qualcuno. Un’altra nostra preoccupazione è data dal fatto che, riempiendo ulteriormente i serbatoi vuoti, l'acqua ripassando dal contatore provocherebbe gli scatti provocando un’ulteriore spesa già gravata dai costi delle autobotti. Da ultimo non possiamo non rivolgere un plauso al commissario per essere intervenuto tempestivamente, dietro nostra sollecitazione, con l’allaccio della rete Asi che serve la parte bassa di via Paestum, piazza Croce e zone circostanti.
Vittoria dopo la bomba. Il sindaco: Chi sa denunci!
Vittoria dopo la bomba. Il sindaco: Chi sa denunci!
Riferendosi all'attentato perpetrato l'altra notte a Vittoria nei confronti di un'azienda commerciale di Via Generale Cascino, il sindaco Giuseppe Nicosia ha dichiarato che “Vittoria non può svegliarsi con la paura di tornare agli anni del terrore o delle estorsioni o, comunque, degli attentati di qualunque tipo”. “Diciamo assolutamente no – ha continuato il sindaco - agli atti intimidatori e agli attentati. Quest'ultimo, tra l'altro, avrebbe potuto essere pericolosissimo perché avrebbe potuto procurare la perdita di vite umane. Quindi la città deve ribellarsi; Vittoria deve essere una città libera da qualunque tipo di mafia e di criminalità. Siamo assolutamente certi che le forze dell'ordine, con in testa la Questura, faranno un ottimo lavoro ed assicureranno al più presto i responsabili alla giustizia; noi, però, da parte nostra, dobbiamo denunciare tutto e subito. Il mio è un appello forte a non avere alcun tipo di reticenza e chiunque sappia qualcosa abbia piena fiducia nelle forze dell'ordine, abbia piena fiducia in una magistratura e in un'attività inquirente che sono di primo livello e di primo piano; diano tutte le informazioni possibili; chiunque abbia potuto vedere o notare qualcosa, lo riferisca agli inquirenti e dimostri che Vittoria è una città democratica che combatte in tutte le sue componenti la criminalità; oggi è toccato ai titolari di Elios: domani può toccare ad uno di noi. Quindi, come ci hanno insegnato la strage di Vittoria o altro, la criminalità è un problema di tutti, non soltanto di chi ha subito l'attentato. Diamo una risposta forte, immediata, che è quella, appunto, di denunziare subito tutti i movimenti sospetti e tutto ciò di cui si è a conoscenza da parte degli imprenditori, così come da parte di qualunque privato cittadino che abbia visto. Il Comune può e deve fare la sua parte, che è quella di sollecitare le coscienze a denunciare, a testimoniare e ad utilizzare anche il Comune come luogo da dove poter avviare una campagna di sensibilizzazione forte nei confronti della denuncia e del ripudio dell'omertà”.
E se ci vendiamo le quote?
E se ci vendiamo le quote?
Il Presidente dell’Enac Vito Riggio ci ha abituati ad alcune esternazioni che stentiamo a comprendere. Ma quelle che riguardano la questione degli aeroporti di Catania e Comiso ora sembrano rivelare un piano ben articolato.
“Il ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, nelle valutazioni fatte su alcuni scali nel Piano nazionale per lo sviluppo degli aeroporti ha seguito altre strade, che rispetto, ma che non condivido. Progetto che e’ al vaglio della Commissione europea, e che, ricorda, rimane una proposta suscettibile di modiche”. Cosi dice Riggio che considera una scelta sbagliata’ inserire ‘Genova e Torino nella la ‘core network”, la rete centrale che va completata entro il 2030 e che costituira’ la spina dorsale della rete transeuropea di trasporto. Mentre scali ‘importanti per lo sviluppo del Paese come Catania e Bari’ sono nella ‘comprensive”, la rete di trasporto complessiva europea, di cui la core e’ la spina dorsale, che sara’ completata entro il 2050. ‘Uno scalo come quello di Catania – osserva il presidente dell’Enac – non puo’ stare fuori dal sistema principale dei trasporti del nostro Paese e dell’Europa. Basti pensare che l’unico investimento previsto dalle ferrovie e’ l’interramento dei binari a Fontanarossa per permettere l’allungamento della pista del’aeroporto per permettere i voli intercontinentali’. Insomma a Riggio dispiace il sottodimensionamento di Catania ma di Comiso, idea che ultimamente ha dimostrato di non gradire, nessuna parola. Ma veniamo al problema principale C'è ’ una legge regionale, ricorda Riggio, che impone agli Enti di dismettere le loro partecipazioni, che vale anche per le Camere di commercio. In un articolo di qualche giorno fa abbiamo scritto che le quote della SAC, con un buon marketing, varrebbero intorno a 400 milioni di euro. La Cam Com di Ragusa, proprietaria di una quota su otto, avrebbe così in cassaforte la bellezza di 50 milioni, nel caso certo si dovesse vendere la SAC. E Riggio rincara la dose ‘In Sicilia gli aeroporti sono in mano alla burocrazia espressa da Enti locali e i manager sono frutto di scelte politiche. Meglio invece assumere manager internazionali. Occorre riuscire a interessare gruppi che vogliono fare dell’isola la loro base logistica portuale e aeroportuale per creare un hub turistico internazionale’. Vabbè ma di Comiso che ne facciamo visto che le sue quote non interessano ne a Riggio ne ad altri?
Licitra e l'Unesco
Licitra e l'Unesco
L'idea è buona ma avrebbe bisogno di un approfondimento e di alcuni aggiustamenti. Ci scrive il consigliere Licitra che conosciamo come esperto in agricoltura e ritroviamo oggi competente in beni culturali. Secondo la nota stampa suddetta prende corpo l’idea di formare una rete nazionale dei Comuni Unesco presenti in Italia. L’ipotesi di cui si è fatto promotore proprio il consigliere è quella di dare vita al marchio Unesco Italia. “Marchio di cui Ragusa – afferma Licitra – si potrebbe senz’altro fregiare essendo stata inserita ormai da un decennio nella World heritage list ed essendo in possesso di tutti i requisiti per potere aderire alla rete nazionale. Il problema, secondo noi è che già l'Unesco è un marchio di qualità e non si capisce cosa si deve aggiungere a questo. Il consigliere, al quale abbiamo più volte dato spazio per quanto riguarda il suo settore principale, dovrebbe invece porre più attenzione a come la città tratta i cosiddetti patrimoni dell'Umanità. Dei famosi 18 monumenti iscritti nella lista solo una decina possono vantarsi dell'insegna Unesco gli altri sono poco più che un puntino nella carta topografica di Ragusa. Probabilmente molti non sanno, ad esempio, che la chiesa della Bambina sulla via Ottaviano, la circonvallazione di Ibla, è tra questi. Cosa dovrà dire il turista che invitato dal marchio alla scoperta che il monumento citato è soltanto un rudere. Lo stesso dicasi per Palazzo Bertini che vede i suoi famosi mascheroni ancora ingabbiati. Oppure il Monastero del Gesù che svetta con la sua torre di mattoni rossi che lo fa sembrare più ad una stazione che ad un monumento dell'Unesco. Dunque andiamo avanti con giudizio ma chi ha la capacità di intervenire nelle sedi opportune per il recupero dei monumenti lo faccia prima di pensare all'ennesimo marchio di qualità che tra l'altro sarebbe il quarto in ordine di istituzione per una sola città. Il comunicato si conclude con un invito al pubblico ed ai privati per accelerare la pratica del marchio Unesco. Ma a che serve così?
Via Roma nuova ma al buio
Via Roma nuova ma al buio
La via Roma è praticamente al buio. Come avevamo facilmente pronosticato, appena tolte le vecchie lampade a luce gialla appese ai fili tra palazzo e palazzo, la principale strada cittadina, quella del passeggio e dei negozi, è piombata nell'oscurità. La foto è stata scattata alle 19,30 di domenica 10 febbraio. A parte il fatto che la via Roma era deserta, ma dobbiamo considerare che c'erano appena un paio di gradi sopra lo zero, si vede chiaramente che la carreggiata è al buio. Se non si considera la luce dei grandi negozi si capisce che le lampade dalla fantasiosa forma di ghianda arancione producono una illuminazione a spot cioè concentrata in alcuni punti lasciando grandi spazi in ombra. Questo era prevedibile e ci dispiace pensare che i tecnici e gli architetti che hanno progettato l'intervento non si sono resi conto del problema. Ora bisognerebbe intervenire in qualche modo. Intanto si devono riposizionare i faretti ma si deve anche pensare ad interventi più incisivi. La Via Roma deve essere molto più illuminata come si conviene ad una strada piena di negozi e non come se fosse una discoteca in penombra. Alcuni commercianti ci hanno fatto ricordare che nel passato era stata presentato un progetto di illuminazione in via Roma che era piaciuto a molti ma poi non se ne fece nulla proprio perchè si era in attesa della nuova via Roma. Speriamo che i candidati a sindaco possano dire la loro in questa storia.
Pronta a candidarmi. Intanto inauguro il comitato elettorale..
Pronta a candidarmi. Intanto inauguro il comitato elettorale..
Intanto inaugura il comitato elettorale. Sonia Migliore si porta avanti con il lavoro e questa mattina, in via Achimede 17, ha invitato un po' di amici ed amiche per parlare della sua probabile, ma non certa, candidatura a primo cittadino di Ragusa. Lo ha ribadito parlando durante la cerimonia di inaugurazione della sede. C'è la volontà di portare avanti un progetto che viene facile a considerare "migliore" ma quello che è accaduto in questi giorni all'interno del'UDC ha fatto pigiare il freno in attesa di verifiche. Ricorderete infatti che un nutrito gruppo di iscritti al partito di Casini con Franco Antoci in testa si sono autosospesi motivando la posizione critica con la mancanza di dialogo con i vertici provinciali Lavima e Orazio Ragusa su tutti. Questi ultimi due sarebbero dunque colpevoli, a detta degli aventiniani,di non aver fermato l'esuberanza di Sonia invitandola a discutere delle sue velleità elettorali all'interno del partito. Dunque oggi la Migliore ha affrontato l'argomento prendendolo molto alla larga: C'è la mia disponibilità che deve essere vagliata ma ci sono buone speranze. Lavima, il segretario provinciale dell'UDC, è sulla stessa linea ma si capisce che vede di buon occhio la candidatura: Sonia Migliore è un patrimonio del partito che viene messo a disposizione della direzione e degli elettori. Partiamo già favoriti in un quadro generale ancora molto confuso.
Il dopo bomba a Vittoria
Il dopo bomba a Vittoria
“I segnali che vengono sono preoccupanti e non vanno sottovalutati. Ancora un attentato mafioso ad aziende, dopo quelli registrati nelle settimane precedenti”. E’ quanto afferma Francesco Aiello, presidente del Movimento territoriale di Azione democratica, dopo il caso del rudimentale ordigno fatto esplodere in piazza Italia, dinanzi alla saracinesca di un negozio di autoricambi. “La città – aggiunge Aiello – rischia di trasformarsi in un campo di battaglia. Di nuovo il racket delle estorsioni rialza la testa, in un contesto però di avvilimento economico e morale. Cosa devono estorcere se non c’è più niente, non c’è lavoro e tutto si è fermato?”. “Certo – continua Aiello – la crisi crea nuove tossine con le quali i nuovi gruppi criminali si organizzano per scatenare ancora panico e dolore in una città che ha conosciuto anni terribili e ha pagato prezzi inenarrabili. Occorre che la città raccolga le proprie energie per reagire all’attacco e assieme alle forze di sicurezza si possano mettere in campo le iniziative appropriate. Collaborare innanzitutto e rafforzare anche numericamente le dotazioni organiche. Più uomini, più mezzi e la doverosa attenzione che la città deve mettere in campo. Anche altre organizzazioni si dichiarano preoccupate per quello che sta accadendo. Da qualche mese atti delittuosi si sono verificati ai danni di commercianti locali nonostante l’incessante presenza delle forze dell’ordine. È chiaro che le organizzazioni criminali non conoscono limiti, pertanto, è necessario che fatti così gravi non passino inosservati o che vengano sminuiti. Vittoria, per la sua “vivace e fiorente” economia è stata, da sempre, ritenuta una città “difficile” e, a volte, piena di contraddizioni. Oggi, suo malgrado, l’economia locale vive una fase delicatissima per la grave crisi economica pertanto va tutelata dalle istituzioni a 360°. Anche altre realtà cittadine della provincia in questi giorni hanno registrato episodi criminali simili. Pur riconoscendo la grande professionalità ed il costante impegno profuso dalle forze dell’ordine contro ogni attività illecita, si chiede al Prefetto di convocare, con urgenza, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Anche confcommercio con il opresidente cittadino Prelati interviene sulla questione ;“Il grave attentato avvenuto questa notte contro l’esercizio commerciale in piazza Italia ci preoccupa fortemente. Ci eravamo abituati ad una tranquillità che ci aveva indotto a pensare che le organizzazioni criminali fossero state sbaragliate del tutto dall’azione sinergica delle forze dell’ordine negli ultimi anni”. La “Camera di ascolto” di confcomemrcio è pronta a ricevere segnalazioni ed indicazioni su avvenimenti particolari che destano preoccupazione agli imprenditori. Occorre però ribellarsi, con forza. Ancora di più, quando si registrano episodi del genere, dobbiamo essere vicini e non far mancare il sostegno alle iniziative portate avanti dalla magistratura e dalle forze dell’ordine
Idea per il sindaco: Le panchine di Cioccolato e di Caciocavallo.
Idea per il sindaco: Le panchine di Cioccolato e di Caciocavallo.
La campagna elettorale per le amministrative è appena iniziata e ecco che arrivano le proposte più divertenti anche se capiamo che c'è tanta buona volontà per superare la difficile situazione in cui, ad esempio, versa la città di Modica. Intanto dobbiamo dire che, al momento abbiamo due candidati certi. Uno e Mommo Carpentieri che lasciato il PDL dove non ci sono mai delle certezze politiche è approdato a Territorio di Nello Dipasquale. Domani sabato mattina ci sarà la sua presentazione ufficiale in una conferenza stampa prevista alle ora 10.30, presso la sede di Territorio Modica, piazza Corrado Rizzone, 50. Mommo fino ad ora non ha parlato se non per un riferimento all'amore che lo lega alla sua città. L'altro candidato, partito già da tempo, e Ignazio Abbate, presidente di una associazione che fa riferimento al mondo dell'agricoltura. E Ignazio è un vulcano di idee anche se ogni tanto queste sono piuttosto fantasiose. Infatti consapevole delle difficoltà dei commercianti del centro storico, come accade ad esempio a Ragusa, Abbate propone una specie di patto solidale con sconti sui fitti e sulle tasse. Fin qui tutto normale. Più criticabile la questione che invece andiamo ad esporre: Il candidato a Sindaco Abbate ha inserito nel suo programma l’installazione di panchine “di cioccolato modicano”, che abbelliranno le principali piazze di Modica Bassa. Si tratta di panchine, che per la forma e il colore, richiamano la tavoletta del cioccolato modicano, divenuta famosa in tutto il mondo. “L’idea nata un’anno e mezzo fa, su suggerimento di un pasticcere , Aldo Puglisi, che già in passato ha realizzato sculture di cioccolato. “Le panchine, sottolinea Abbate, saranno installate in Piazza Monumento, in piazza Matteotti, nel Largo Innocenzo Pluchino (tratto iniziale di via Conceria); il progetto costituirà anche l’occasione per gli artigiani del settore dolciario di promuovere la loro attività, apponendo in ogni panchina il marchio della propria azienda”. Va bene dunque che in campagna elettorale tutto fa brodo, e lo vediamo ogni giorno a livello nazionale, ma questo ci sembra troppo. Piuttosto che a iniziative fantasiose Abbate dovrebbe pensare a come risolvere alcune delle difficoltà economiche della città che in questi cinque anni sono soltanto state discusse e mai risolte. Ci preoccupa infine che la proposta possa in qualche modo andare avanti diventando una linea guida. Vi immaginate cosa accadrebbe a Ragusa? Dovremo dire al candidato a sindaco di cambiare la panchine della via Roma e farle a forma di Caciocavallo per colore e magari anche per odore........... Aspettiamo delle proposte serie per le nostre città che sono ormai stanche di sentire cose di questo genere.
Il quarto giovedì del turismo
Il quarto giovedì del turismo
Quarta e ultima tappa della manifestazione “I Giovedì del turismo” , organizzata dal Citur che ha concluso il suo percorso ieri pomeriggio alle 16.30, presso l'Antica Badia relais Hotel. Appuntamento dedicato al turismo in tutte le sue declinazioni, che sposa progetti coinvolgenti e meno canonici dagli itinerari culturali classici. “Quale turismo per l'area iblea?”,é questa la domanda che ha fatto da filo conduttore per l'intero seminario. Vastissima e diversificata l'offerta che si scontra molto spesso con le difficoltà di natura pratica presenti nel territorio. Dopo il saluto di benvenuto della padrona di casa, la dott.ssa Minardi, la parola è subito passata al coordinatore dell'appuntamento ,il vicepresidente del Citur, l'avv. Giuseppe Lizzio. L'obiettivo primario dell'incontro è stato l'individuazione delle tematiche turistiche che solitamente passano “sotto silenzio”. La terra d'arte tra cielo e mare, non è solo barocco, patrimonio d'indubbia attrazione turistica. Chi viene dalle nostre parti ha inoltre la possibilità di poter scegliere un tipo di turismo che sfrutta la bellezza della nostra costa e la ricchezza della nostra campagna. A tal proposito la parola è immediatamente passata agli ospiti della tavola che, ricordiamo, sono anche e sopratutto affiliati del Consorzio. Silvio Camillieri, ha delucidato i presenti circa la sua attività che, molto spesso non ha l'adeguata pubblicità. Titolare di “Sicilia in barca” , si occupa principalmente di affitto imbarcazioni di ogni tipologia e per tutte le tasche. Non solo escursioni sul tratto di costa che si estende da Scoglitti a Marzamemi, ma anche battute di pesca, cene a bordo, navigazione su yacht di lusso sul Mediterraneo e tanto altro. Salvatore Licitra, proprietario di “Casato Licitra” , dal canto suo, sfrutta, grazie al suo country hotel, tutte le potenzialità della campagna ragusana. Le escursioni a cavallo incontrano le esigenze di turisti che amano la natura e gli animali. Un tipo di turismo con diverse gamme di prezzo , che opera 12 mesi su 12 . Non solo arte in provincia di Ragusa ma anche tanto sport e divertimento. Il dibattito si è acceso grazie ad altri interventi programmatici. Susanna Salerno, funzionario della Provincia, ha esposto un progetto riguardante il cicloturismo, altro settore che nel nostro territorio ha una risposta non indifferente. Nanni Di falco, titolare dell'associazione naturalistica per l'escurisionismo Kalura, che si occupa principalmente di trakking, ha lanciato un appello affinchè privati e non possano valorizzare quei percorsi spesso dimenticati che tanto ingolosiscono gli appassionati, e trovare partner sulla provincia iblea per allargare l'offerta rivolta ad un turismo naturalistico. A concludere il seminario ci ha pensato l'archeologo Giovanni Distefano che , con il suo intervento breve ed incisivo, ha individuato tutte le potenzialità che potrebbero fare”schizzare”l'offerta turistica dal minimo al massimo:la storia , il dialogo tra culture, i monumenti, la campagna ragusana. Tanti gli interventi dei presenti, molte le proposte avanzate. Il Citur grazie a questa manifestazione, è riuscito a promozionare e promozionarsi. L'intento di creare spunti di riflessione su una tematica scottante quale è il turismo ha centrato diritto il mirino. Se i giovani vorrebbero essere coinvolti e informati attraverso le nuove tecnologie, come i social network, i cittadini vorrebbero che questi incontri venissero prolungati, magari con la presenza dei prossimi candidati alle amministrative locali, e sopratutto che il turismo venga affidato a persone competenti ed esperti del settore. Ed è proprio su questo suggerimento che il Consorzio, ha deciso di organizzare un incontro conclusivo tra 2 settimane, per fare un punto su tutte le questioni affrontate nel corso dei 4 appuntamenti precedenti. L'augurio è che si possa continuare con lo stesso impegno, tenacia e partecipazione dimostrata nei confronti di un progetto che potrebbero essere concretamente importante nel nostro territorio. Nella foto Giuseppe Lizzio, Salvatore Licitra e Silvio Cammillieri
No ai tagli per i Tribunali
No ai tagli per i Tribunali
E’ stata preannunciata la presentazione di un OdG del PdL (primo firmatario l’On. Giorgio Assenza) che impegna il Governo ad intraprendere con urgenza tutte le interlocuzioni utili sia verso Il Ministro della Giustizia che verso Il Consiglio Superiore della Magistratura utili a contrastare il disegno ministeriale di depauperamento dei presidi giudiziari siciliani e promuovere, previa consultazione con gli Ordini forensi territoriali, e, d’intesa con la Magistratura associata siciliana, manifestazioni di protesta ed ogni altra incisiva iniziativa contro la prospettata riduzione delle piante organiche degli uffici giudiziari siciliani. L’OdG ha avuto l’adesione dei Parlamentari del Movimento 5 Stelle e dei deputati presenti in Aula. “E’ di di tutta evidenza – spiegano i Parlamentari - che la riduzione di Magistrati presenti sul territorio siciliano, sia nel settore decidente che inquirente, porterà alla paralisi dell’attività giudiziaria con devastanti effetti negativi sia nella lotta alla mafia e alla criminalità sia nella trattazione degli affari civili, decisivi per lo sviluppo e la crescita economica della comunità siciliana”.
