Il passaggio della discordia
Il passaggio della discordia
Il passaggio a livello della Via Paestum diventa un argomento da campagna elettorale. Infatti l'intervento messo in campo dal Commissario straordinario del Comune, dott.ssa Margherita Rizza, nell'incontro con Ferrovie dello Stato sul passaggio a livello di Via Paestum, non poteva certamente risolvere il problema in modo definitivo. Infatti il rinvio della chiusura della strada fino a giugno è al momento un buon risultato ma toccherà poi ai nuovi amministratori affrontare l'argomento in modo diretto e definitivo. Intanto ci sono delle valutazioni che vengono fatte da alcuni consiglieri comunali. Ad esempio Giorgio Mirabella, capogruppo del Pid – Cantiere Popolare dice: La chiusura del passaggio a livello e la conseguente realizzazione del sovrapasso comunale, nei fatti comunque taglierebbero in due la città. Da questo punto di vista, mi chiedo e chiedo al Commissario come ci si dovrà comportare con i mezzi di soccorso che, non potendo più attraversare il varco del passaggio a livello dovranno compiere un giro viario piuttosto tortuoso e decisamente più lungo? Stessa cosa dicasi per, speriamo non accada mai, eventuali calamità naturali. Si sa bene che i ponti e i cavalcavia, in caso di sisma o più semplicemente di ghiaccio sulla sede stradale, non possono essere attraversati, dunque i cavalcavia esistenti in zona (in Via Zama e quello che conduce in contrada Selvaggio) non potranno esser percorsi, come si dovrà fare? Verrebbe da rispondere che basterebbe percorrere Via Napoleone Colajanni per immettersi in Via Archimede, ma anche lì c'è il ponte, raso strada, sotto cui passa la ferrovia, dunque sarebbe inaccessibile. L'unico passaggio su terrapieno dove insiste la tratta ferroviaria, dunque sicuro al transito dei mezzi, è proprio quello del passaggio a livello. Le altre domande che pongo sono le seguenti: come ci si dovrà comportare? Il Commissario ha già previsto un intervento in termini di pianificazione della viabilità cittadina nella zona? Ed infine propongo, considerato che si tratta di una decisione che in un certo qual modo va a minare anche l'aspetto sicurezza, non sarebbe opportuno chiedere alla Prefettura la convocazione di un tavolo tecnico alla presenza, oltre che del Comune, anche della Protezione Civile per meglio capire limiti ed esigenze di questo provvedimento? Al momento noi cittadini brancoliamo nel buio, ma credo sia opportuno essere messi a conoscenza di cosa realmente comporterà la chiusura del passaggio a livello di Via Paestum, anche in termini di sicurezza. Ecco perchè rilancio la convocazione di un Consiglio comunale aperto, con la partecipazione di residenti, commercianti e di quanti siano interessati, per meglio capire a cosa si andrà incontro tra tre mesi, periodo concesso dalle Ferrovie per procedere alla chiusura del passaggio a livello e per realizzare il passaggio pedonale. La proposta è sensata ed intanto ieri sera i commercianti della via Paestum si sono riuniti con l'intento di costituire un comitato che possa affrontare la questione dal punto di vista dell'economia cittadina. Ci sono tante idee ma è vero che bisogna stare attenti a non scendere nel populismo ed invece trovare soluzioni effettivamente realizzabili.
Aeroporti:Il piano Passera non passerà
Aeroporti:Il piano Passera non passerà
Crocetta è soddisfatto: la commissione infrastrutture mobilità e governo del territorio della conferenza delle regioni e delle province autonome, riunitasi
in sede politica ieri a Roma, non ha preso in esame l’atto di indirizzo del
Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale del Ministro Passera. Sulla scorta di quanto stabilito dalla commissione in sede tecnica, non ci sono le condizioni sia tecniche che politiche per potersi esprimere compitamente.
Le Regioni ritengono urgente ed opportuno avviare da subito un confronto tecnico, al fine di pervenire alla definizione di uno schema di DPR condiviso sul quale la conferenza delle regioni e province autonome potrà esprimere l’intesa ai sensi dell’art. 698 del Codice della navigazione.
La giunta di governo, nella seduta di martedì u.s. aveva approvato una
proposta dell’assessore alle Infrastrutture e mobilità Nino Bartolotta a
sostegno della richiesta di inserimento dello scalo di Catania nella lista
“Core network” e di Comiso nella lista degli aeroporti di interesse nazionale.
L’assessore Bartolotta, che ha rappresentato il Governo regionale in
Commissione, ha fatto presente l’importanza strategica del sistema aeroportuale della Sicilia orientale all’interno dell’area Euro-Mediterranea.
Lo scalo aeroportuale di Catania, in considerazione dei dati di traffico e del
bacino di utenza, deve essere inserito, anche a livello comunitario, all’
interno della rete Core network e lo scalo di Comiso deve essere considerato a
pieno titolo tra gli scali di interesse nazionale, in considerazione del ruolo
strategico nel processo di sviluppo territoriale e dell’integrazione, anche a
livello gestionale, con lo scalo di Catania.
Nei prossimi giorni, i tecnici del dipartimento regionale infrastrutture e
mobilità parteciperanno al tavolo tecnico per far valere le motivazioni e le
ragioni a difesa degli scali aeroportuali siciliani.
Crocetta-Scarso per le infrastrutture
Crocetta-Scarso per le infrastrutture
Il Commissario Straordinario della Provincia di Ragusa Giovanni Scarso ha incontrato ieri sera a Palazzo dei Normanni il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta per chiedergli un segnale forte in tema di infrastrutture.
Il Commissario Scarso ha chiesto un impegno preciso del governo per il finanziamento della viabilità a supporto dell’aeroporto di Comiso e delle altri grandi infrastrutture del territorio ibleo (porto di Pozzallo e autoporto di Vittoria) che prevede come da progetto una spesa di 105 milioni di euro. La Provincia ha già elaborato il progetto definitivo e nell’accordo di programma di attuazione dei fondi ex Insicem ha 16 milioni di euro a disposizione per la realizzazione dell’opera. Proprio per rendere fattibile la realizzazione di questi collegamenti c’è l’esigenza di programmare un impegno finanziario della Regione Siciliana e nel Dpef è stato appostata una somma di 30 milioni di euro, mentre, il resto viene previsto nel 2014-2020.
Al governatore siciliano, il Commissario Giovanni Scarso, introdotto dal coordinatore provinciale di Megafono, Claudio La Mattina, ha chiesto anche una maggiore attenzione per il trasporto ferroviario nell’ambito della rimodulazione del contratto di servizio con Trenitalia.
L’incontro è stato utile anche per chiedere al presidente Crocetta la certificazione di coerenza finanziaria con la programmazione regionale per il passante Ovest di Vittoria, nonché un decreto correttivo per la Valutazione di Impatto Ambientale relativamente al progetto relativo ai collegamenti con l’aeroporto.
“Ho trovato ampia disponibilità da parte del presidente Crocetta per le istanze del territorio ibleo - dice il Commissario Scarso – che riguardano soprattutto le infrastrutture del territorio. Il governatore ha coinvolto la segretaria generale della Regione Siciliana Patrizia Monterosso per la soluzione dei problemi tecnici che abbiamo sottoposto e ho ravvisato un suo riscontro positivo alle nostre richieste. Il prossimo 20 febbraio è in programma la conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto riguardante i collegamenti a supporto dell’aeroporto di Comiso e se non dovessero insorgere altri ostacoli e se dovesse essere mantenuto l’impegno finanziario nel Dpef della Regione di 30 milioni credo che si sia sulla buona strada per accrescere l’infrastrutturazione del nostro territorio”
Aeroporti in regalo! Che c'entra Travaglio?
Aeroporti in regalo! Che c'entra Travaglio?
A dire la verità a chi vi scrive, "pirsonalmente di pirsona" Marco Travaglio, il famoso giornalista televisivo, non fa tanta simpatia ma è innegabile che pur non essendo un oracolo, a pensare male qualche volta…le cose le azzecca. A dicembre scorso ha scritto questo articolo che parlava di aeroporti “La prima notizia, si dice nell'articolo, è il gentile omaggio ai Benetton e Palenzona col contorno di Gemina e banche assortite: lor signori potranno raddoppiare l’aeroporto di Fiumicino sui terreni di Benetton a spese nostre grazie al quasi raddoppio delle tariffe (da 1 a 25 euro a cranio che frutterà loro almeno 360 milioni di euro l’anno). Che pensiero veramente gentile sarebbe offrire loro in dote anche l' aeroporto di Catania che vale poco e che non è neppure inserito nel core network europeo e che ha connesso un minuscolo aeroporto di Comiso, free of charge!”. La cosa è sicura: l’aeroporto di Catania si trova “sul podio”, terzo fra gli scali nazionali per traffico passeggeri, e perciò fa gola. Sebbene Catania sia oggi il terzo aeroporto d’Italia, non si trova nella lista degli scali che riceveranno le risorse dalla Ue e dallo Stato entro il 2025. Perché? Il ministro Passera ha spiegato che non si tratta di un’omissione, perché Catania si trova in un altro elenco di aeroporti su cui si investiranno risorse pubbliche al fine di migliorarne l’operatività. La precisazione, tuttavia, lascia le cose come stanno; anzi, aumenta dubbi e perplessità. Quale partita si sta giocando su Fontanarossa? Facciamo il punto. Il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti, ha emanato il cosiddetto Piano Nazionale per lo sviluppo Aeroportuale che riprende le linee guida elaborate a Bruxelles. Come sappiamo tutti noi il piano si articola in tre sezioni, ognuna delle quali contiene un elenco di aeroscali. La prima sezione ospita aeroporti ritenuti d’importanza strategica, classificati secondo la loro rilevanza: Milano Malpensa, Roma Fiumicino, Venezia, Milano Linate, Bergamo Orio, Torino, Genova, Bologna, Napoli e Palermo. Accanto a questo network, c’è n’è un secondo, denominato Comprehensive network e include quegli aeroporti che hanno un traffico di passeggeri di almeno 1 milione di passeggeri all’anno. Tra questi, in ordine alfabetico: Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme…. ( 17 aeroporti in questo elenco). C’è poi un terzo network denominato anch’esso Comprehensive network e comprende aeroporti con un traffico di almeno 500.000 passeggeri in un anno; tra questi Ancona, Pescara, Reggio Calabria, Trieste. In nessuna delle tre liste si trova Comiso. Il piano verrà realizzato con stanziamenti Ue. Non è indifferente sapere che Catania non sia entrato nell’elenco degli aeroscali d’importanza strategica. Fontanarossa avrebbe bisogno 200 milioni di euro per ampliare la sua pista e diventare un grande aeroporto intercontinentale. Con un investimento di questa portata le sue potenzialità si raddoppierebbero. È lecito chiedersi perché a un aeroporto con una frequenza passeggeri così alta non si non sia stata riconosciuta una valenza strategica nell’area del Mediterraneo? A scavare tra le carte si trova una dichiarazione che potrebbe farci capire di più su questo tema. Il Presidente dell’Enac, Vito Riggio afferma: “Passera mi ha dato mandato di chiedere agli enti di cedere le quote”. In altre parole, il ministro potrebbe avere in mente di vendere gli aeroporti ai privati. Se così fosse, come si calcolerebbe il prezzo? Il rendimento al netto delle tasse si moltiplicherebbe per 12-13. Poiché il rendimento di Catania è di 18 milioni, il suo valore dovrebbe essere di 200 milioni. La Sac, attuale ente gestore, però non sarebbe affatto d’accordo su questa valutazione: per la Sac il valore è di 400 milioni. A questo punto il buon Travaglio si pone alcune domande sia su Fontanarossa quanto su Comiso. Se il declassamento di Catania incoraggiasse l’acquisizione di un aeroporto dalle grandi potenzialità? Comiso si potrebbe cedere insieme a Fontanarossa? Ne compri uno e ne prendi due. L'articolo che riportiamo è stato pubblicato su " Il fatto quotidiano”, sabato 29 dicembre 2012, quindi molto prima che scoppiasse la questione a Catania. Travaglio sapeva già tutto ma, Ivan Lobello, virtuale tutore delle fortune della Sac era troppo impegnato nelle vicende della presidenza per accorgersi di quello che forse stanno macchinando alle nostre spalle. L'articolo tra l'altro chiude con la domanda " per chi è il regalo?" e noi possiamo solo fare delle ipotesi. I privati, quelli veri, non le camere di commercio riunite, sono più spavaldi e in fatto di investimenti non hanno remore e mirano al guadagno. Catania è un bel bocconcino e ha voglia Crocetta di dichiarare guerra al piano nazionale dei trasporti. Se gli interessi saranno alla giusto punto di cottura si farà di tutto per aiutare i privati che aspirano all'affare. E c'entra anche Comiso che proprio perchè non è inserito in nessun elenco perde appetibilità. C'è anche la questione della società di gestione che, alla fine, è una compartecipata pubblica e quindi non sente sul collo il fiato degli azionisti che vogliono conto e ragione sugli investimenti. Questo da una parte è un bene perchè non c'è rischio ma è certo un limite alla voglia di crescere in concorrenza con Catania. Insomma dobbiamo preoccuparci del fatto che è in corso una scalata su Catania che si trascina Comiso o dobbiamo quasi quasi essere contenti che ci sia un disinteresse per lo scalo ibleo che in ultima analisi si renderà libero dal cappio catanese? Che ne pensano i famosi stati generali. Giovanni Avola legato ai vecchi sistemi della politica crede ancora alla rappresentanza politica locale. Non esistono limiti quando ci sono in ballo interessi per 400 e passa milioni e la farsa di queste riunioni nelle quali ci si rivolge a dei fantasmi, spesso incompetenti in materia, non può più andare avanti.
Rinviate di un mese le elezioni ammnistrative
Rinviate di un mese le elezioni ammnistrative
Come avevamo già pronosticato, il Governatore Crocetta fa l'ennesimo passo indietro Infatti la Giunta di governo, riunitasi oggi a Catania ha rinviato
la data elezioni amministrative e provinciali al 26 e 27 maggio, al fine di
farle coincidere con quelle delle altre regioni del Paese. Ora probabilmente il Governatore ha fatto bene perchè i tempi erano davvero stretti ma si può dare fiducia ad un esecutivo che non riesce neanche a rendersi conto dei problemi che ci sono al momento di indire le elezioni? La data infatti deve essere vagliata in base a delle precise indicazioni di carattere economico, legale e anche d'opportunità. Tutti si erano preoccupati del fatto che appena 80 giorni a disposizione non erano sufficienti per tutte le incombenze e quindi lo spostamento fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i politici ma questo non giustifica il tira e molla che è indice di pressappochismo e impreparazione.
E se fosse Giovanni?
E se fosse Giovanni?
Non sappiamo se la Giunta del Presidente Crocetta deciderà, nella seduta di oggi, di spostare la data delle prossime elezioni amministrative in Sicilia ma in sede locale si sta mettendo a punto la cosiddetta macchina elettorale. Ad esempio il movimento Territorio, nel pomeriggio di martedi, si riunirà con la presenza dei vario delegati provinciali per decidere le mosse da fare nei prossime giorni. Prima di tutto l'incontro servirà a capire la posizione del movimento nel quadro regionale e quindi si dovranno scegliere i vari candidati. Intanto c'è la questione delle provinciali. Crocetta aveva già fatto capire che a lui le Province così come sono vanno benissimo. Anzi vorrebbe aumentarne le competenze e quindi l'importanza. Se così sarà è chiaro che in molti ambiranno alla carica di presidente. Territorio dovrà anche capire se ha al suo interno un nome adatto a ricoprire questo incarico. Più facile invece il compito per le comunali. Soprattutto se si parla di Ragusa. Dipasquale, l'ex sindaco, vuole mettere alla guida della città un uomo che faccia parte del suo ambito. I nomi sono quelli già conosciuti. Dal dottore Schembari all'avvocato Sbezzi e quindi a Giovanni Cosentini, già vice sindaco e pronto a fare il salto di qualità. C'e anche da considerare che da tempo si parla di un accordo di ferro con il PD per appoggiare un nome in comunità. In un primo momento questa ipotesi è sembrata attendibile proprio per la disponibilità di Calabrese a condividere certe posizioni. Ultimamente però le cose non sembrano più così certe e il PD sta lavorando per trovare un suo rappresentante di spicco. La riunione di oggi a Territorio dovrà chiarire anche questo punto. Tra i nomi che abbiamo fatto in precedenza quello che sembra avere più possibilità è quello di Giovanni Cosentini che vanta una notevole esperienza amministrativa e dovrebbe conoscere bene la macchina comunale. Se le elezioni verranno confermate per il prossimo 21 aprile ci sarà poco tempo per preparare tutto l'apparato elettorale. Ad esempio, e questo non è ancora stabilito, si potrebbe decidere di fare le primarie di coalizione a livello cittadino e quindi non sappiamo se Territorio debba partecipare o meno.
Tassa di soggiorno: Approvata modifica ma pensiamoci ora!
Tassa di soggiorno: Approvata modifica ma pensiamoci ora!
La commissione Affari generali del Comune di Ragusa ha approvato una modifica al regolamento della tassa di soggiorno proposta dal segretario cittadino del Pd Giuseppe Calabrese, nella qualità di consigliere, e perfezionata in seno all’organismo dai commissari di tutti i gruppi politici presenti. Stiamo parlando di un emendamento all'articolo uno che, allo scopo di evitare quello che è accaduto nel precedente bilancio, ovvero spalmare senza programmazione le entrate provenienti dal gettito di questa tassa, dalla prossima stesura dello strumento finanziario contemplerà la predisposizione di un capitolo in entrata e di un altro in uscita di pari importo che conterrà la cifra apposta. Va aggiunto, inoltre, aspetto molto importante, che la relazione previsionale e programmatica del bilancio dovrà contenere la descrizione di come Giunta e sindaco intendono impegnare queste somme. Inoltre il sindaco dovrà relazionare preventivamente, e non solo a livello di consuntivo come era prima previsto, davanti al Consiglio che ne prenderà atto e potrà pure incidere sulle decisioni”. La modifica tenta di trasformare una tassa normale in tassa di scopo ovvero tenta di dare ossigeno ai capitoli del turismo al fine di far crescere questo settore molto importante per il Pil della città, un settore che da sempre non può contare su risorse consistenti. “Adesso dice il segretario del PD cittadino e consigliere comunale, Calabrese – sta al commissario straordinario recepire con urgenza e portare in Consiglio questa modifica per approvarla. Di certo lavoreremo perché tutto ciò possa accadere prima dello scioglimento del civico consesso. Dunque le lamentele avanzate dal Consorzio Turistico Ibleo hanno avuto un riscontro positivo e ringraziamo i consiglieri comunali, tra i quali Calabrese che ci ha inviato il comunicato stampa, per aver colto l'importanza della protesta. Il 2013 dovrà essere un anno importante per il turismo con l'apertura di Comiso e la nascita dei distretti turistici. Avere una piccola somma a disposizione per individuare delle linee di intervento mirato ci farà affrontare meglio le sfide turistiche. Suggeriamo a Calabrese di cominciare fin d'ora ad affrontare il problema. Sappiamo che il Commissario Rizza è disponibile a creare il capitolo di cui si parla e quindi, prima di arrivare al prossimo mese di giugno , a stagione turistica inoltrata , e magari con un sindaco insensibile, organizziamo delle conferenze di lavoro con gli organismi interessati e diamo delle indicazioni ben studiate.
Il passaggio della discordia. Ma bisogna agire con accortezza.
Il passaggio della discordia. Ma bisogna agire con accortezza.
E' chiaro che parlare del passaggio a livello della via Paestum, in campagna elettorale, equivale a dire a addio a qualche possibile elettore. Infatti i residenti, i commercianti e i cittadini, che utilizzano spesso quella strada, non vogliono sentire ragioni. La via Paestum non può essere chiusa con un muro. E allora che bisogna fare? Prima di tutto occorre non cadere nella facile demagogia e sbandierare ai quattro venti che la strada non chiuderà. Esiste, in verità, una precisa convenzione stipulata una quindicina di anni fa, quando si pose il problema del passaggio a livello, in seguito a vari incidenti tra cui uno mortale, nella quale c'era l'obbligo del Comune a chiudere la via Paestum, al momento della realizzazione del nuovo cavalca ferrovia. Ora possiamo fare tutti i preamboli e tutte le ipotesi possibili ma bisogna operare con accortezza e non solo con le parole. Intanto partiamo dalla lettera del 12 gennaio nella quale le FFSS chiedono al Comune di chiudere la strada entro 30 giorni: in caso contrario provvederanno loro. Questa è una imposizione dura da digerire perchè se è vero che le FFSS sono l'autorità riconosciuta in fatto di binari è anche vero che è il comune a sovrintendere sulle strade cittadine. Ma a rifiutare la collaborazione si rischia un contenzioso nel quale, alla fine, ci toccherebbe anche pagare i danni legali. Intanto per giorno 6 febbraio, ci dice il presidente del consiglio comunale Dinoia, è fissata una riunione a Palermo con le Ferrovie ed il commissario Rizza e dovrebbe esserci anche Nello Dipasquale. In quella sede si ribadirà la volontà del Comune a resistere alla decisione di chiudere la via Paestum ma si capisce che non sarà facile ottenere dei risultati definitivi. Da parte della Amministrazione comunale si tende a prendere tempo e rinviare fino al momento in cui si potrà, almeno, realizzare un passaggio pedonale. Dobbiamo però renderci conto che, alla fine, il passaggio a livello dovrà essere chiuso anche perchè sarebbe un controsenso poter contare su una via alternativa e poi lamentarsi con foto e segnalazioni varie dei rischi per chi attraversa i binari La questione cavalca-ferrovia fu, infatti, sollevata circa 20 anni fa quando si costituì un comitato che minacciava azioni eclatanti se non si fosse chiuso, immediatamente, quel pericolo permanente per gli automobilisti ragusani. Ci dimenticammo in quella occasione dei commercianti che insistono in quei pochi metri di strada. Per loro che vivono della clientela di passaggio la chiusura della strada avrebbe voluto dire anche la chiusura dei negozi. E come sempre accade nella nostra città, dove nulla è più certo del precario, si decise di desistere per qualche tempo dal chiudere l'arteria cittadina. Sono passati 15 anni ed ancora siamo allo stesso punto. Un gruppo consiliare sta cavalcando l'onda della protesta e parla di interventi estremi da parte del Consiglio Comunale. Sarebbe più opportuno studiare bene la convenzione e capire dove si può trovare qualche scappatoia ma che il passaggio a livello debba essere eliminato questo è assolutamente vero.
Catania è pronta a battersi per l'aeroporto ma.........
Catania è pronta a battersi per l'aeroporto ma.........
A Catania parlando di aeroporti, in questi giorni, si respira aria di guerra. Quelli della SAC, la società di gestione di Fontanarossa, si staranno sentendo come gli uomini della dirigenza di Comiso che, pur facendo tutto il possibile alla fine vedono i loro sforzi finire nel nulla. Ma come è giusto che sia le armate catanesi sono pronte alla battaglia: “Lo abbiamo denunciato anche nei giorni scorsi, ma temiamo che dietro questa decisione –dice il sindaco etneo- che appare incomprensibile anche sotto il profilo tecda parte di alcuni a fare diminuire il valore commerciale dell’aeroporto catanese e condurre operazioni speculative sulla testa dei cittadini siciliani”. “Ci muoveremo compatti – ha sottolineato Stancanelli – perche’ questa battaglia non ha appartenenze politiche ma solo l’interesse comune a fare rivedere questa decisione del governo nazionale penalizzante e con tratti forse anche poco chiari’. Tra le iniziative che verranno portate avanti, ha lasciato intendere il sindaco, vi e’ l’immediata interlocuzione con il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera per rivedere il Piano nazionale del sistema aeroportuale nella parte che riguarda la Sicilia orientale; l’impegno del presidente della Regione Siciliana a bloccare, tramite le rappresentanze di competenza regionale nella governance della Sac, qualunque ipotesi di cessione a privati dell’aeroporto di Catania e, infine, la misurazione dell’attuale valore commerciale e imprenditoriale del sistema integrato aeroportuale Catania/Comiso affidata a un advisor, senza tenere conto delle previsioni del piano nazionale. Ma come abbiamo detto in un altro nostro articolo, Catania soffre di mancanza di pianificazione nell’ambito dei trasporti a lungo raggio, dello sviluppo dell’economia regionale, dell’intercettazione di nuovi flussi turistici ma anche di organizzazione interna. Non vogliamo buttare via tutto ma crediamo di interpretare il pensiero di tantissimi utenti dicendo che quando si arriva a Catania o si parte, ci si rende conto di essere lontanissimi da quello che dovrebbe essere un aeroporto da 6 milioni di passeggeri. Forse l'idea di fare un aeroporto nuovo nella zona di Enna non era tanto peregrina ma Catania rischiava di perdere le sue comodità. Ora c'è da mettersi a lavorare veramente non tanto allungando la pista ma dando dignità ai passeggeri. E magari pensando anche a Comiso.
La proposta di Ciccio
La proposta di Ciccio
Continua l'emergenza acqua. In attesa dei risultati delle ultime analisi per uno dei due pozzi chiusi in città aumenta il malumore per le difficoltà di approvvigionamento Ciccio Barone, ex assessore del Comune, da bene informato dei fatti, lancia una proposta semplice semplice: “Basterebbe un impegno di spesa di circa 2000 euro per collegare l’acqua che in questo momento viene prelevata dal consorzio Asi alla rete comunale. Questo permetterebbe non solo il superamento dei disagi per una zona significativa della città - quella sotto il centro commerciale Le Masserie - ma anche un alleggerimento del lavoro dei mezzi che in questo momento fanno la spola. Forse qualcuno, con il fine settimana alle porte, ha preferito non pensarci, ma è bene che a questa soluzione si pensi già da lunedi mattina mattina”. Non sappiamo se poi sia davvero così facile ma certamente Barone ha studiato la questione prima di parlare. Barone, come sanno tutti, non va d'accordo con il commissario Rizza alla quale si rivolge:. “Il commissario non ha bisogno o non vuole consigli da nessuno – esclama – ma noi ci permettiamo di dargliene qualcuno lo stesso. Per esempio sarebbe bene che si pensasse a rivedere le fatture dell’acqua prevedendo i rimborsi per tutte quelle famiglie che in questi giorni si sono dovuti caricare sulle spalle un’ulteriore tassa da pagare, che non era certamente prevista, come quella che sta servendo per i continui rifornimenti delle autobotti private. In un momento del genere, inoltre, è necessario che il comune renda edotta la popolazione minutamente, rispetto a tutte le novità in materia.
