Più spazio ai medici dell’EST o fermi tutti
Più spazio ai medici dell’EST o fermi tutti
All’ennesimo incontro tra le OO.SS. e l’Assessorato alla Salute, tenutosi, come previsto, oggi a Palermo, si sono ancora una volta interrotte le trattative per la firma del nuovo accordo regionale.Lo SMI, in accordo alle altre OO.SS. ha, pertanto, sospeso le trattative che verranno riprese solo a seguito di una modifica normativa mediante un D.A. che preveda di un componente per ciascuna sigla sindacale nei tavoli tecnici dell’emergenza sanitaria.
Novità sull'emergenza idrica in città
Novità sull'emergenza idrica in città
Non si attenua il problema della carenza d'acqua in città. Il dr. Amato, direttore sanitario dell'ASP 7, sta cercando di porre rimedio alla situazione d'emergenza, ma il danno sembra abbastanza serio. In uno dei due pozzi chiusi, infatti, il B1, sono state rilevate tracce di batteri abbastanza pericolosi come ad esempio la salmonella, ma lo stesso pozzo come dicevamo è chiuso e quindi non c'è nessun allarme per la popolazione. Amato ha organizzato un tavolo di lavoro con le autorità del settore e si stanno facendo anche delle ricerche sul territorio per individuare i responsabili dell'inquinamento che deriva certamente da fattori zootecnici. Il pozzo B invece da qualche giorno mostra livelli di ammoniaca sotto i livelli di guardia e quindi domani si faranno le prove per reimmettere l'acqua nel serbatoio di San Luigi e quindi rifornire la parte alta della città.
Siamo verdi dalla rabbia. Ma anche noi...
Siamo verdi dalla rabbia. Ma anche noi...
Le tegole ormai non le contiamo più . Ogni giorno ne arriva una sulla pista di Comiso. Oggi tocca al ministro Passera che prima di andarsene, a quel paese, con tutti i suoi colleghi ha deciso di dare un colpo mortale anche alla nostra infrastruttura senza dimentica però anche Catania. Riportiamo da "il messaggero" on line: Concentriamo sforzi e investimenti sugli aeroporti che rientrano nei piani infrastrutturali europei e, al tempo stesso, confermiamo il ruolo degli scali territoriali che servono importanti realtà locali. Attraverso la razionalizzazione dei servizi, un piano di infrastrutturazione a medio periodo, la costituzione di reti aeroportuali, - ha detto Passera l'Italia può davvero ambire ad avere un sistema all'avanguardia e competitivo a livello internazionale, evitando sprechi di risorse pubbliche». Gli scali non di interesse nazionale dovranno essere trasferiti alle Regioni competenti, che ne valuteranno la diversa destinazione d'uso e/o la possibilità di chiusura. Oggi sono 112, in Italia, gli aeroporti operativi. Di questi, 90 sono aperti al solo traffico civile (43 aperti a voli commerciali, 47 a voli civili non di linea); 11 militari aperti al traffico civile (3 scali aperti a voli commerciali, 8 a voli civili non di linea), 11 esclusivamente a uso militare. Sono, quindi, nel complesso 46 gli aeroporti commerciali: ai 43 civili se ne aggiungono i 3 militari (Grosseto, Pisa e Trapani Birgi). I 31 aeroporti di interesse nazionale individuati nella proposta sono classificati in base alla rilevanza e al traffico: 10 sono inseriti nella 'Core Network', cioè considerati di rilevanza strategica a livello Ue in quanto pertinenti a città o nodi primari; 19 in totale nella 'Comprehensive Network', tra quelli con traffico superiore a 1 milione di passeggeri annui (13) e quelli con traffico superiore a 500mila passeggeri annui e con specifiche caratteristiche territoriali (6), compresa la continuità; a cui si aggiungono altri due aeroporti non facenti parte delle reti europee, ma in espansione. Dunque di Comiso neanche l'ombra e forse Passera non sa nemmeno che esiste grazie anche alla "attenta" opera di promozione fatta fino ad ora. Ma nell'elenco, se andiamo a controllare bene, i 10 super big sono Bergamo , Bologna, Genova, Milano Linate, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Roma Fiumicino, Torino, Venezia. Catania come vedete non c'è e si vede superato in considerazione da Palermo. L'aeroporto etneo è inserito tra i 13 con oltre un milione di passeggeri come Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Firenze, Lamezia Terme, Olbia, Pisa, Roma Ciampino, Trapani, Treviso, Verona e dunque Catania. Una bella batosta per le mire egemoniche della SAC convinta di poter accedere al gotha aeroportuale. E così arrivano ora le lamentele «Il mancato inserimento dello scalo di Comiso nel nuovo Piano nazionale per lo sviluppo aeroportuale, come si evince dall’atto di indirizzo emanato oggi dal ministro dei Trasporti, Corrado Passera, è un duro colpo per il territorio ibleo e, più in generale, per l’intera economia della costa est della Sicilia». Lo hanno dichiarato Enzo Taverniti e Rosario Dibennardo, presidenti, rispettivamente, della Sac spa, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, e della Soaco spa, gestore della scalo casmeneo. «Già a metà dello scorso agosto il ministro Passera si era espresso in tal senso», hanno proseguito Taverniti e Dibennardo, «e oggi ha ribadito la sua ben scarsa considerazione per una infrastruttura realisticamente di grande rilevanza per la crescita della nostra regione. Duole osservare come per lo scalo, di fatto pronto per essere operativo, il doversi reggere solo con le proprie forze economiche rappresenterebbe un grave handicap di partenza, in grado di minarne le sorti già dall’inaugurazione». «La speranza», hanno concluso i due manager, «e che il governo riveda tale nefasto indirizzo e inserisca definitivamente l’aeroporto di Comiso fra quelli di interesse nazionale, facendosi carico di spese che, oggettivamente, competono allo Stato e non alle società o agli enti locali». Per quanto poi riguarda il mancato inserimento dello scalo di Catania Fontanarossa nell’elenco Core Network Ten-t, inerente la rete dei trasporti individuati come nodi principali in base alla normativa europea, destinatari di alcune decine di miliardi di euro comunitari, il presidente Taverniti ha evidenziato come la decisione sia «in netta contraddizione con il fatto che la stessa agenzia Ten-t abbia finanziato il progetto di fattibilità della connessione intermodale tra l’aeroporto di Catania e la ferrovia. Paradossale che il governo italiano accetti senza contraddittorio una proposta dell’Unione europea, evidentemente costruita sulla base di riferimenti burocratici e amministrativi (aree metropolitane con popolazione superiore al milione di abitanti), senza tenere conto della realtà dei fatti, che vede invece lo scalo di Catania servire il 70% della popolazione siciliana, ossia circa 3 milioni di persone». La verità è comunque che nonostante le grandi aspirazioni Catania soffre di tutta una serie di difficoltà logistiche non indifferenti. Noi ci siamo abituati e quindi lasciamo correre ma pensate solo al fatto che l'aeroporto può essere messo in crisi da uno sbuffo dell'Etna oppure guardate alla circolazione stradale. Fontanarossa sembra inserito in un'area depressa con una rete stradale sottosviluppata. I posteggi sono insufficienti e malmessi come pure e questa è una cosa incredibile non è possibile arrivare con i mezzi al terminal delle partenze. In pratica chi deve prendere l'aereo entra dagli arrivi e deve salire alle partenze con un solo ascensore per i carrelli e una scala mobile stretta e difficoltosa per via di paletti e barriere. Insomma Catania farà tanti passeggeri ma ha anche tanta improvvisazione e così quando si arriva in aerostazione magari qualcuno potrebbe dire: roba da terzo mondo!
La via Roma è apatica!
La via Roma è apatica!

La via Roma vive uno stato quasi vegetativo. La differenza tra il ponte e la via principale è troppo evidente e se non si corre ai ripari questo spazio dedicato inutilmente al posteggio sarà una specie di terra di nessuno. In vista delle elezioni comunali i politici locali tendono però a ricostruirsi una verginità spesso improponibile. E così quando ci si avvicina alla data fatidica escono fuori proposte di ogni genere proprio su quegli argomenti che possono suscitare un certo interesse generale. Forse non è proprio il caso di Mario Chiavola ma, arrivati a questo punto, con una crisi economica che è ormai esplosa serve ben poco cercare di affrontare la questione da lontano. “Dobbiamo porci il problema, serio e ormai improcrastinabile, di come aiutare i commercianti di via Roma. Cosi recita il comunicato di Chiavola che fa riferimento ai disagi dei lavori, all’isola pedonale del centro storico della città superiore che pur essendo un'idea positiva da sola non basta, sembra sempre più un deserto. E i commercianti dell’area continuano a piangere lacrime amare. Come aiutarli?”. La prima cosa da dire è che gli stessi commercianti non sono disponibili a investire nella loro rinascita e aspettano che qualcuno si sacrifichi a posto loro. Chiavola addirittura propone di esentare i commercianti del centro storico, soprattutto quelli dell’area ricadente su via Roma, dal pagamento della Tarsu per i prossimi due anni; esentare i pubblici esercizi dal pagamento della Tosap fino a quando il rilancio di via Roma e della zona, che forma un quadrilatero con via Mario Leggio e via Mariannina Coffa, non sarà completo; studiare anche delle agevolazioni a vantaggio dei proprietari che, nell’area in questione, affittano i locali commerciali, proprietari al momento disincentivati , per il peso dell’Imu, dallo stipulare qualsiasi contratto riguardante immobili che per questo motivo sono vuoti.. Insomma una bella agevolazione che peserebbe sull'amministrazione un bel po di euro. Ma chi deve rimetterci? Naturalmente il cittadino normale, gli esercenti delle altre via della città dove la crisi colpisce addirittura con più violenza. Chiavola poi fa finalmente il ragionamento giusto : la politica dovrà cercare di fare la propria parte così come i commercianti la maggior parte dei quali, a dire il vero, sembra piangersi addosso. Perché, ad esempio, in questa fase di stallo amministrativo, non pensano ad organizzare una serie di iniziative commerciali o di intrattenimento che abbiamo lo scopo di attirare la gente nel centro storico superiore? Non vogliono spendere una lira in pubblicità e si baloccano con la scusa che stanno in via Roma e non ne hanno bisogno. E allora perchè i cittadini normali che hanno tanti problemi devono pagare per loro ? A che serve dare idee ed incentivi se poi i commercianti sono apatici. Anche darsi da fare in maniera autonoma potrebbe essere una prima soluzione per cercare di cambiare rotta”.
Comiso: OK per i PAPI.
Comiso: OK per i PAPI.
I tecnici dicono che questa appena iniziata è una settimana decisiva per l'apertura dell'aeroporto di Comiso. Per tutta la mattina infatti e fino all'imbrunire, sulla pista dell'aeroporto si sono svolte delle prove di volo che hanno riguardato soprattutto le manovre di atterraggio. In particolare si sono controllati quelli che vengono chiamati nella terminologia ufficiale i PAPI. In aeronautica il PAPI ( Precision Approach Path Indicator) è un sistema costituito da quattro luci bicromatiche poste a lato della pista (convenzionalmente sul lato sinistro) che permette di mantenere il corretto sentiero di discesa agli aerei in avvicinamento ad una pista. Ad esempio, nel sistema a quattro luci, se l'aereo in avvicinamento vede tutte le luci rosse è decisamente troppo basso. Con 3 luci rosse e una è bianca si è leggermente bassi. Quando due luci sono rosse e due sono bianche: si è alla quota corretta per l'avvicinamento. Insomma è un sistema di luci che in base alla loro colorazione visibile da altezze diverse favoriscono l'avvicinamento degli aerei alla pista anche in mancanza di supporto radio. Un aereo dell'ENAV infatti ha sorvolato più volte l'aeroporto e in base alle varie quote si è potuto stabilire se il sistema di cui abbiamo parlato è in perfetta efficienza. I risultati a detta dei responsabili dell'aeroporto è stato soddisfacente e in serata l'aereo è ritornato a Roma. Sempre a Roma oggi, nella sede dell'Enac, si è svolta una riunione per l'assegnazione degli spazi nello scalo. Martedì è prevista la riunione del cda della società di gestione per mettere a bando i servizi logistici e di handling e per la scelta degli uomini chiave che dovranno guidare la gestione dell'aeroporto, la cui apertura difficilmente avverrà il 5 aprile, come ipotizzato in un primo momento. Ora la data più probabile appare quella di maggio. Resta sempre comunque valida la profezia di san Luigi, quella fatta da Luigi Crispino che da per sicuro il prossimo 21 giugno. Vediamo chi la spunta.nella foto Piaggio P180 Avant durante il collaudo dei Sistemi PAPI e del VOR / DME
Non ti annoiò Più
Non venga a prendere il caffè da noi....
Non venga a prendere il caffè da noi....
Anche i Bar soffrono è il commento che si può fare leggendo la nota della Fipe di Ragusa che ha aderito a Palermo alla mobilitazione di protesta promossa da Rete Imprese Italia. Questa lunga recessione ha determinato crescenti costi economici e sociali e rischia di prolungarsi anche nel 2013”. La Fipe di Ragusa, sindacato che riunisce gli esercenti di locali pubblici come bar e ristorant,i aderente a Confcommercio, lancia un appello in occasione della manifestazione regionale promossa per oggi da Rete Imprese Italia a Palermo e avente per tema “La politica non metta in liquidazione le imprese”. Per reagire a questa situazione occorre ripartire dalle ragioni dell’economia reale, cioè dalle ragioni delle imprese e del lavoro e per far questo la politica, le istituzioni e le forze sociali devono condividere la responsabilità di mettere in campo scelte e politiche conseguenti. Purtroppo, anche nell' area iblea, e per quanto riguarda nello specifico il settore ristorazione, si prende atto che il 2013 sarà ancora un anno di sofferenze. Ecco perché si ritiene che il compito fondamentale della legislatura che verrà sarà quello di coniugare disciplina fiscale e del pubblico bilancio con le esigenze di crescita ed equità. Si tratta di una questione urgente la cui soluzione richiede un veloce avanzamento del percorso di costruzione dell’Europa politica e il contrasto a quella spirale perniciosa tra l’accelerato perseguimento di obiettivi di abbattimento dei deficit e dei debiti pubblici e l’aggravamento delle condizioni dell’economia reale. Le piccole e medie imprese non vogliono staccare la spina. Ma devono essere messe nella condizione di potere proseguire la propria attività.Intanto bisogna intervenire sui costi del lavoro e quindi sui rapporti con gli enti di previdenza e l'agenzia delle entrate. Abbiamo bisogno di risposte al più presto in caso contrario il caffè lo si dovrà prendere a casa. Nessuna zienda del settore sarà più in grado di fornire questi servizi.
Crisi idrica a Ragusa: Il commissario scrive all'ASP:
Crisi idrica a Ragusa: Il commissario scrive all'ASP:
Il problema dell'acqua oggi a Ragusa ha raggiunto il suo culmine. Dopo la chiusura di due pozzi per inquinamento buona parte della città non riceve acqua da circa 4 giorni. I cittadini sono costretti ad acquistare l'acqua dai trasportatori provati che hanno prezzi oscillanti tra i 70 ed 80 euro per un'autobotte grande. Abbiamo chiesto al Commissario del Comune di darci alcune informazioni in merito e la sig.ra Rizza ha assicurato che sta facendo tutto il possibile. Intanto possiamo dire il Comune sta cercando di intervenire con i propri mezzi di approvvigionamento ma le richieste sono tantissime. E così già da oggi il settore protezione civile comunale dovrà pensare a rifornire gli enti pubblici come gli ospedali, le scuole o gli uffici mentre il settore idrico penserà ai condomini e alle case private. Intanto sappiamo che il Commissario ha scritto all’ASP n°7 di Ragusa, al Laboratorio di Sanità Pubblica viale Sicilia e al Servizio Alimenti e Nutrizione una lettera nella quale si dice: è noto l’acqua proveniente dai pozzi in oggetto è stata momentaneamente deviata al fiume Irminio a causa del livello di ammonio verificato sabato 19 gennaio u.s. Nei giorni successivi sono stati effettuati dei prelievi con cadenza giornaliera, fino alla giornata odierna, per verificare lo stato dei pozzi. Dalle analisi effettuate dal Laboratorio di Sanità Pubblica, risulta che il livello di ammonio in entrambi i pozzi è al di sotto del limite massimo. Considerato che detti pozzi B e B1 rappresentano il 20% dell’approvvigionamento idrico per la distribuzione in rete, si sono verificati notevoli disagi per la cittadinanza. Visto che non è possibile sopperire in alcun modo alla carenza di acqua determinata dal mancato apporto dei suddetti pozzi. Considerato che le analisi confermano ancora stamane la bontà della qualità dell’acqua, si chiede alle SS.LL. di autorizzare questo Comune ad immettere l’acqua dei pozzi B e B1 nella rete idrica cittadina. La risposta a questa richiesta dovrebbe arrivare entro martedi mattina. Se le analisi saranno favorevoli i pozzi verranno subito riaperti e si potrà nuovamente rifornire i serbatoi di San Luigi e del Selvaggio mettendo fine alla situazione di crisi. Resta però la questione della prevenzione. Infatti ci siamo accorti che questi problemi vengono fuori da particolari condizioni. Il Comune sta valutando anche la possibilità di intervenire nelle zone ad alto insediamento agricolo e zootecnico costringendo gli operatori a effettuare delle opere di bonifica e di sistemazione delle concimaie che sembrano tra le maggiori cause dell'inquinamento di questi giorni.
Piove......ma la città è senza acqua.
Piove......ma la città è senza acqua.
Piove a dirotto ma stranamente la città è assetata. Sembra un paradosso perchè proprio se piove dovremmo avere le fonti idriche ben alimentate ed invece per tutta un serie di strane motivazioni siamo alla crisi dell' approv-vigionamento idrico in buona parte della città di Ragusa. Infatti da 4 o 5 giorni i due grandi serbatoi che si trovano nella zona del Selvaggio e a San Luigi, alimentati dai pozzi B e B1, dichiarati dalle autorità inutilizzabili perchè inquinati, sono praticamente a secco e con loro quasi tutto il quartiere nord. A quanto pare a creare questi disservizi sarebbe addirittura una delle nostre ricchezze più invidiate e cioè la zootecnia con i tanti allevamenti intensivi di bovini e altro. La spiegazione infatti è che quando piove troppo tutti i liquami che vengono fuori dalle concimaie si disperdono nelle campagne circostanti e con la conseguente infiltrazione nei terreni particolarmente porosi della nostra zona. Per farla breve le nostre fonti risentono del fatto che sono troppo ricche di acqua ma anche di reflui derivanti dall'agricoltura e dalla zootecnia. Dunque occorre tenere in ordine il territorio se non si vuole morir di sete con tanta acqua a disposizione. Non riusciamo a capire perchè i controlli da parte delle autorità non si fanno in regime di prevenzione. Il Comune ad esempio dovrebbe intensificare le perlustrazioni nelle campagne per individuare quelle aziende che non trattano gli scoli delle concimaie. In questi giorni le ditte private che trasportano acqua stanno facendo un super lavoro con un buon giro d'affari e meno male che ce ne sono abbastanza perchè le autobotti del comune sarebbero assolutamente insufficienti. Ora bisogna capire per quanto tempo durerà questa emergenza perchè Ragusa non è una città abituata alla penuria d'acqua e quindi non è attrezzata per l'emergenza. Chiederemo ai responsabili dell'ufficio idrico di dare delle spiegazioni adeguate.
Le ragazze bevono di più
Le ragazze bevono di più
Ci sono pervenuti i risultati del questionario distribuito ai margini della manifestazione “…Io adolescente”, promossa nell’aula magna del liceo scientifico “Enrico Fermi” di Ragusa dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute diretto da don Giorgio Occhipinti. La conferenza è stata l’occasione per presentare i contenuti dell’iniziativa sul disagio giovanile avviata nelle scorse settimane e rivolta a docenti e studenti delle scuole superiori iblee. Più di 200 i questionari esaminati, i cui risultati sono stati divulgati nel corso dell’intervento di Antonino Marù, psicologo e psicoterapeuta.
“L’adolescenza racchiude in sé significati diversi – ha sostenuto Antonino Marù sempre rivolgendosi ai giovani – è il periodo in cui ognuno di voi forma il proprio bagaglio per affrontare i cambiamenti che questa vita riserva. Inizia quindi la costruzione di quello che sarete. Ciò che emerge dai questionari da voi compilati è che nella formazione dei vostri concetti, rimane importante l’idea dei vostri genitori per circa il 40% dei ragazzi, un altro 40% fa riferimento al gruppo amici, una piccola parte ai media e all’ultimo posto insegnanti.
Forse ciò avviene perché la scuola moderna parla poco della vita dei ragazzi, maggiormente preoccupata di una gestione aziendale dell’istituto in cui gli studenti sono trasformati in utenti. In questa logica, quindi, c’è poco spazio per parlare dell'essere, del divenire cittadini.
Altra tematica importante è quella legata alla percezione del futuro, il 40% degli adolescenti interessati dice che è importante pensarci da ora per capire quale è la propria passione. Tra gli obiettivi il principale è quello di lavorare, prima o dopo una eventuale laurea. Andare all’estero è una opzione che affascina maggiormente le ragazze mentre una parte consistente, circa il 20%, non sa su quali progetti puntare”.
“Per quanto riguarda le trasgressioni – ha continuato Marù – la motivazione più usata è quella di accettare le sfide pericolose per non perdere la faccia, per non sentirsi giudicato diverso o fragile dal gruppo. L’abuso di alcol tra le tendenze più indicate, 58% ragazze, 50% ragazzi, poi il fumo, rubare, ecc. Il rapporto con il gruppo di appartenenza influenza sia il tema del valore dell’aspetto fisico (per il 70 % degli intervistati ha una relazione diretta con il successo) che della solitudine, un tema ricorrente che trova inizio nel mancato dialogo in famiglia. Da questo dialogo occorre ripartire per definire il tipo di identità delle future generazioni. Più fragile essa sarà, più soggetta rischia di essere al giudizio del gruppo e alle imposizioni della società contemporanea”.
Condizione fondamentale affinché un uomo sia felice è il riuscire a trovare la libertà personale. Questo, secondo il professore Ezio Aceti, dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, il fine del continuo percorso di conoscenza interiore che dall’adolescenza caratterizza la vita di ogni essere umano. La libertà nell’affrontare i problemi, nel relazionarsi con il mondo esterno, nel seguire le passioni ed i sogni.
“Si è liberi se si è capaci di governare se stessi – ha affermato Aceti – questo assume fondamentale importanza nella fase dell’adolescenza, momento in cui avvengono importanti cambiamenti sia fisici che affettivi. Una fase di confusione che, se ben affrontata, contribuirà alla formazione di adulti consapevoli di sé e del proprio ruolo nel mondo. Il rapporto con la propria immagine esteriore, con le proprie convinzioni, con le proprie idee è il punto di svolta della definizione della coscienza personale e della possibilità di emergere dal gruppo senza farsi condizionare. Cinque i passaggi fondamentali nella vita di un adolescente: fare sport, inteso come disciplina sportiva che racchiude in sé il valore pedagogico della solidarietà e del confronto; non drammatizzare le proprie esperienze; diventare esperti in amicizia ed amore, sentimenti sempre possibili che però vanno educati; frequentare gruppi sociali (scout, consulte giovanili, etc.) perché è fondamentale imparare a dedicare parte del proprio tempo a tematiche comuni agli altri; ricominciare sempre, capire, cioè, che sbagliare è normale, l’importante è il modo in cui si affronta il momento negativo per migliorare ed andare avanti”.
Sul disagio giovanile
Sul disagio giovanile
Aula magna al completo per una interessante iniziativa svoltasi al liceo scientifico “Enrico Fermi” per parlare del disagio esistenziale giovanile. L’adolescenza analizzata nella sua complessità, nel rapporto con i genitori, con gli amici, la scuola e i social network. L’iniziativa è stata promossa dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute, in collaborazione con la Consulta provinciale studentesca, e con l’ufficio XVI dell’ambito territoriale di Ragusa del ministero dell’Istruzione. Tra i relatori della conferenza anche il dottor Ezio Aceti dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, esperto in dinamiche giovanili. Il linguaggio è stato diretto, immediato e lo stile molto coinvolgente. Famiglia, amici, sessualità, dinamiche di gruppo, rapporti conflittuali con i genitori sono i temi che hanno animato il confronto con gli studenti. Il dottor Aceti ha illustrato il delicato tema dello sviluppo fisico, cognitivo e affettivo dell’uomo. “L’adolescenza – ha spiegato - è un momento decisivo nel percorso evolutivo della persona, di enormi potenzialità e allo stesso tempo un momento difficile per genitori, insegnanti, educatori. Oggi gli adolescenti vivono vari problemi legati alla crisi di identità, all’amore, all’amicizia e all’autenticità. E il ruolo dei genitori è fondamentale. I genitori devono mettersi nei panni dei loro figli, cercare di capire cosa stanno vivendo e discutere insieme di tutto. Occorre dire ai ragazzi che l’amore va educato così come l’amicizia e che l’importante è ricominciare sempre dopo gli sbagli”.
