Ma a che punto stanno le candidature a Ragusa?

Ma a che punto stanno le candidature a Ragusa?

elezioni schedaCome è andata la super riunione di lunedi a Palermo? Quella che avrebbe dovuto dare indicazioni  al centrosinistra sulle alleanze da consolidare per le prossime amministrative. Non ci sono notizie precise ma sembra che si sia trattato di una riunione, come si suol dire, interlocutoria . Insomma niente di concreto ma  alcuni molto vicini alle leadership  dei partiti dicono che l'idea sarebbe  quella di  lasciare tutte le realtà   locali libere   di fare le alleanza che vogliono in base alle esigenze di ogni città. Cosa significa questo, per esempio,  a Ragusa dove si aspettavano con interesse le decisioni delle  segreterie regionali della coalizione del csx. Se è vera la notizia vuol dire che non ci sono ordini dall'alto ma neanche veti o obblighi. Insomma nessuno vieterebbe una alleanza del Pd con Territorio e la grande coalizione potrebbe essere una soluzione percorribile.  Ma questo  non piace a tutti. Alcuni partiti rivendicano la  loro antica nobiltà  arrogandosi il diritto di prendere decisioni, magari  contro la logica  ma in linea con le vecchie regole  e le controversie personali. E gli avversari che fanno? In verità neanche tanto. Quelli di Grillo hanno precisato, sempre da Palermo, che ancora non ci sono ne liste ne nomi ratificati dal coordinamento regionale in nessuna realtà locale. Il PDL cerca  di mettere d'accordo i candidati di sempre. Mallia o Barone questo il dilemma. L'Idv  ha il suo candidato mentre altri movimenti stanno ponderando la questione per capire se vale la pena scendere in campo.  Alla fine però tutti, da qualunque  parte si guarda il quadro generale sembrano pronti a correre per arrivare almeno  al ballottaggio. Gli esperti dicono infatti che il gioco si farà dopo il primo turno quando la necessità porterà ad  alleanze di ogni genere.


Il paradosso Muos.

Il paradosso Muos.

muos_niscemiLo abbiamo detto più volte la questione Muos è soprattutto politica. Le decisoni si prendono a Roma e a Washington ma non a Niscemi o a Palermo. Bisogna decidere dunque se  vale la pena continuare la battaglia  nell'ambito sanitario  oppure gettare la maschera e puntare dritto al cuore del problema che riguarda questioni militari  ed economiche Intanto Legambiente Sicilia  denuncia che la vicenda del MUOS di Niscemi sta assumendo giorno dopo giorno contorni paradossali e surreali. Al TAR Palermo è pendente il ricorso n. 1864/2011  proposto dal Comune di Niscemi per chiedere l’annullamento delle autorizzazioni, ritenute illegittime, rilasciate dalla Regione nel giugno 2011 per la costruzione del MUOS. Legambiente si è costituita con i propri legali a supporto delle richieste del Comune e a difesa della Riserva Naturale Sughereta di Niscemi, le cui norme di tutela non consentono la realizzazione di tale opera. In data 27 febbraio 2013 la Presidenza della Regione si è costituita dinnanzi al  TAR patrocinata dall’Ufficio Legislativo e Legale a supporto delle richieste del Comune di Niscemi e quindi  contro i provvedimenti dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente e dell’ARPA Sicilia, difesi in udienza dall’Avvocatura dello Stato insieme al Ministero della Difesa. “Roba da non crederci, la Regione si costituisce contro se stessa – denuncia Angelo Dimarca Responsabile  Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia -. Basterebbe revocare o annullare i suddetti provvedimenti ed il ricorso decadrebbe. La Regione chiede al TAR di dichiarare illegittimi provvedimenti che potrebbero essere revocati dalla dirigenza regionale che li ha emessi o annullati dal Presidente della Regione ai sensi della LR 10/2000.”Per Legambiente, al di là degli annunci, si stanno precostituendo tutte le condizioni per ingarbugliare sul piano giuridico-amministrativo una vicenda che potrebbe essere chiarita e risolta definitivamente con la immediata revoca delle autorizzazioni regionali che invece permangono in vita e continuano ad alimentare contenziosi.

 


Acqua e politica non vanno d'accordo.

Acqua e politica non vanno d'accordo.

acqua erba (1)Il problema dell'acqua a Ragusa rischia di diventare soprattutto un problema politico invece che di emergenza cittadina. Questo è quello che ci sembra di capire  analizzando la situazione senza però scendere al basso livello della polemica partitica. Vediamo cosa sta succedendo. Il Commissario Rizza deve sbrigare questa faccenda con  il poco che ha  ma certamente  non può  soddisfare le richieste di chi in questo momento vorrebbe trarre dei vantaggi politici. Abbiamo delle certezze: la prima è che l'inquinamento deriva da un comportamento sbagliato di alcune categorie produttive e quelle devono essere aiutate a risolvere il problema. Impianti di biogas, concimaie ed altro ma ci vuole tempo e  soprattutto risorse.  L'altra certezza è il  problema  immediato dell'approvvigionamento per buona parte della città che spende moltissimo denaro per acquistare l'acqua dai privati. Si è sopperito con interventi da parte del comune ma si tratta di una cura sintomatica e non di un intervento risolutore. Arriva a questo punto la notizia che il politico di turno, in questo caso Dipasquale, è riuscito a far finanziare con un milione di euro un progetto complesso e articolato che prevede nuovi pozzi ed altri interventi che dovrebbero risolvere il problema anche per il futuro. A noi è sembrata una buona soluzione  perchè fa intervenire la Regione e permette di pianificare un lavoro definitivo. Ma questo non va bene perchè per alcuni è la solita manfrina pre elettorale. Come se si fosse programmato l'inquinamento con precisione tale da farlo venir fuori prima delle elezioni?  E' davvero difficile da digerire!  Allora dobbiamo considerare tutto alla stessa stregua anche la  lettera di legambiente, oggi recapitata in redazione,  che appare piena di buone intenzioni ma anche piena di cattivi pensieri. Ma siccome, dicono, che  a pensar male si indovina sempre  è meglio  utilizzare lo stesso metodo con tutti. Potrebbe darsi, ad esempio, che qualcuno  delle associazione ambientaliste abbia già la designazione a fare l'assessore in qualche  futura amministrazione e quindi  è fortemente interessato a mettere tutto in cattiva luce?  Speriamo che non sia così e andiamo a vedere cosa sta accadendo a Ragusa.  Questa mattina c'è stata l'ennesima riunione da Prefetto e, a quanto dicono i soliti informati, sono venute fuori delle proposte che sembrano attuabili e potrebbero far cambiare idea al Commissario per quanto riguarda l'ordinanza del 2 aprile prossimo, quella della non potabilità dell'acqua. Intanto, con due interventi di somma urgenza, il Comune sta provvedendo ad allacciare alla rete urbana le risorse dell'ASI e sta mettendo a regime un pozzo che esiste da tempo in contrada Brucè. Un altro intervento, in somma urgenza, prevede la sistemazione di un pozzo nella zona di San Leonardo che ha bisogno di essere "armato" con  strutture fisse.  Con i fondi della Regione poi si potranno attivare degli studi geologici per individuare la zona dove effettuare delle nuove trivellazioni.  Questo è quanto sta avvenendo e ora pubblichiamo la lettera di Legambiente. La prossima volta ci farebbe piacere però che, sotto, ci sia la firma, cioè un nome al quale si possa fare riferimento e che quindi possa essere riconosciuto in caso di coinvolgimenti politici.

Si è concluso con un sostanziale e grave nulla di fatto il confronto tra Legambiente (rappresentata dal Presidente Antonino Duchi e dal segretario Gioacomo Boscarelli) ed il Commissario comunale Rizza. Ancora più grave, secondo l'Associazione ambientalista, la sensazione, che l'incontro ha contribuito a determinare, che intorno alla crisi idrica di Ragusa si stia giocando una partita tutta politica, il cui obiettivo primario non è tanto la soluzione dell'emergenza e l'avvio di una nuova stagione nella gestione delle risorse idriche, ma il Potere, in particolare il nuovo Potere a Palazzo di Città.

Ragusa si trova in una situazione (con le dovute proporzioni) simile a quella dell'Aquila post terremoto, in cui probabilmente c'è chi già si sta fregando le mani per l'annunciato arrivo di un milione di euro da spendere (una cifra non indifferente, praticamente ormai in piena campagna elettorale) e dove coloro i quali hanno, in tutto od in parte, la responsabilità politica di questo disastro si ergono adesso a campioni della sua soluzione: ovviamente la più dispendiosa, banale e rischiosa, cioè quella di aprire nuovi pozzi e quindi di sfruttare una falda acquifera già duramente penalizzata. Una sensazione che la Commissaria Rizza (la quale, va evidenziato per amore di verità, si è trovata a gestire una patata bollente che altri prima di lei hanno 'cucinato') ha contribuito ad alimentare, con i suoi comportamenti in relazione alle richieste di Legambiente.

L'elemento dirimente è stata la richiesta, fatta da Legambiente più di un mese fa, di un consiglio comunale aperto: un atto dovuto di confronto tra amministrazione, tecnici, enti e città, come luogo privilegiato di dibattito e per l'apertura di una nuova stagione nella gestione idrica, nei fatti fino al momento privatistica (nel senso che viene considerata proprietà privata del Sindaco o Assessore o dirigente di turno) ed omertosa.

A seguito di tale richiesta si è aperto un balletto di scuse e di rimandi, in cui ogni occasione era buona per dilatare e rinviare la decisione, fino alla risposta ufficiale, inviata circa 1 mese dopo la richiesta (!) in cui si nega tale consiglio in quanto “la problematica sollecitata riguarda attività sottoposte ad indagine da parte della locale Procura della Repubblica”.

Chiunque può immaginare la difficoltà in cui si è trovata la Commissaria nell'apprendere che la Procura di Ragusa, specificamente consultata da Legambiente, si è mostrata poco o per niente preoccupata da tale Consiglio comunale: è apparso quindi evidente che, dietro le motivazioni formali, ve ne siano altre sostanziali, e cioè che non si vuole che qualcuno si faccia la campagna elettorale sull'acqua e tramite il consiglio comunale aperto. Un problema che evidentemente diventa sempre più 'sostanzioso' visto che il voto si avvicina, e quindi il consiglio comunale, grazie alla tattica dilatoria del comune, si svolgerebbe ormai ad 1 mese e mezzo dalle elezioni...

In pratica ci si preoccupa più di mantenere o di non urtare certi equilibri politici, non sappiamo se per convinzioni personali, per riflesso condizionato o per pressioni non evitabili dall'alto, che di 'aprire' ad una gestione dell'acqua trasparente e partecipata.

Altrettanta tattica dilatoria e poco collaborativa è stata mostrata nel rispondere alle richieste di dati, documenti ed informazioni: una richiesta importante, in quanto Legambiente, come è giusto, vuole basare le proprie convinzioni, proposte ed (eventuali) critiche su dati concreti. L'atteggiamento della Commissaria è stato di estremo fastidio per questa celere e pressante richiesta: sia per la richiesta dei documenti dell'esperto, sia per quella dei dati analitici (Legambiente ha chiesto che vengano messi a disposizione in tempo reale a tutta la cittadinanza) ma in particolare quando si è chiesta copia del carteggio tra Comune e Regione riguardo alla richiesta di finanziamento di nuovi pozzi: Legambiente dovrebbe, in una situazione di emergenza, andare per vie strettamente formali, e l'amministrazione si riserverebbe se e quando fornire i documenti (traduzione: alle Calende greche, quando ormai le decisioni saranno prese e il commissario se ne sarà tornato bellamente a Palermo, avendo messo i bastoni fra le ruote a Legambiente: fatto sicuramente gradito da parte di chi ha visto la nostra Associazione sempre come il fumo negli occhi).

Ci chiediamo: che cosa c'è da nascondere? Quando ancora dovremo sopportare una tale gestione della cosa pubblica?

C'è davvero di che disperarsi. A meno che non ci sia una 'rivolta di massa' della cittadinanza contro una simile gestione del Potere: ma c'è da aspettarselo da una comunità che si è fatta in questi anni così facilmente abbagliare da rotatorie, parcheggi e quant'altro? Auspichiamo che la crisi idrica porti ad un cambiamento di mentalità radicale nella popolazione. Legambiente, come sempre, continuerà ad impegnarsi per questo.


I Forconi dal Prefetto.

I Forconi dal Prefetto.

forconiIncontro con il prefetto di Ragusa  di una nutrita rappresentanza dei  Forconi per chiarire la posizione del movimento dopo la prima settimana di protesta..  La preoccupazione è quella avanzata da molte associazioni di categoria che un eventuale blocco stradale potrebbe portare causare gravissime difficoltà economiche considerato il momento difficile per tutta la regione siciliana.   La foto si riferisce ad un incontro della settimana scorsa ed il portavoce del Movimento, assente Mariano Ferro impegnato nella zona di Catania,  ha voluto precisare che al momento non ci saranno azioni eclatanti e quindi non si prevedono blocchi. Ma si aspettano risposte concrete da parte della regione. Se non si avranno novità di rilievo con l'accoglimento di alcune richieste importanti soprattutto nel settore dei trasporti, si passerà all'azione con tutte le conseguenze paventate. il prefetto Vardè ha apprezzato il comportamento responsabile del Movimento evidenziando appunto le difficoltà in cui versano i var settori dell'economia. Ora dunque aspettiamo di aapere se il presidente Crocetta a cui è rivolto l'appello dei Forconi  avrà delle risposte per loro.


Candidata a sindaco di Modica

Candidata a sindaco di Modica

Simona-PitinoQualcosa comincia a muoversi nell'ambito politico di Modica. La situaizione economica abbastanza precaria del comune non da spazio a voli di fantasia e quindi è difficile trovare gente disposta ad impegnarsi nell'amministrazione Ora l’assemblea degli iscritti a “Libera Modica”, riunitasi ieri sera, proseguendo nel cammino intrapreso da mesi nell’elaborazione di un programma di Governo della città in piena corrispondenza con i principi sanciti nella Carta d’intenti, ha deciso di chiedere a Simona Pitino, avvocato di apprezzate qualità professionali e da tempo, come cittadina, impegnata da indipendente in battaglie civili e politiche per i diritti e il progresso sociale della comunità, di dare la propria disponibilità a guidare il progetto di governo elaborato da LiberaModicae di accettare la candidatura alla carica di primo cittadino.

E’ stato Angelo Di Natale, socio fondatore e tra i promotori di LiberaModica, a proporre la candidatura di Simona Pitino, <<figura ideale per interpretare la carica di cambiamento che la città ha dimostrato di volere perseguire, dare impulso alla riscoperta del valore del bene comune per la crescita collettiva della comunità, e  aprire una fase totalmente nuova valorizzando le competenze, le energie, le intelligenze che una città di grande storia e di grande cultura può offrire nel servizio alla cosa pubblica all’insegna della moralità, della trasparenza delle decisioni, della partecipazione democratica e della capacità di compiere finalmente scelte di svolta e di forte discontinuità con il passato per la rinascita e il risveglio morale, economico, sociale, civile e culturale di Modica. Sarebbe il primo sindaco donna della storia – ha concluso Angelo Di Natale – ma anche, al di là del genere, il primo sindaco capace di garantire e realizzare veramente, nella piena garanzia del rilancio della dignità e della funzionalità democratica di istituzioni aperte, libere e trasparenti, la più grande domanda di cambiamento mai registrata negli ultimi decenni>>.

Numerosi gli interventi nel corso dell’assemblea, tutti di pieno ed incondizionato sostegno alla candidatura, accolta con entusiasmo come la più autorevole, la più credibile, la più capace di guidare un progetto di svolta e di alternativa, nella certezza di garanzie morali e di competenze di cui nessun grande cambiamento può fare a meno.

Dinanzi a tale richiesta corale, Simona Pitino ha offerto la sua disponibilità, con l’impegno ad assumere subito la guida del progetto di LiberaModica, partendo dalla definizione del programma i cui aspetti più importanti, scaturiti da una lunga fase di ascolto e di confronto nella città, sono già chiaramente focalizzati.

L’assemblea infine ha ribadito che  LiberaModica è nata per offrire alla città una limpida proposta di governo ispirata ai principi contenuti nella Carta d’intenti. Pertanto su di essa non sarà mai disponibile a rinunce o compromessi in nome di alleanze che non siano la conseguenza naturale della totale, autentica, profonda condivisione di tali principi e del programma che dovrà darne concreta e compiuta attuazione.

 


Insistono i "renziani" prima il progetto poi i nomi.

Insistono i "renziani" prima il progetto poi i nomi.

renzi dastaC'è una lungo commento  all'articolo da noi pubblicato riguardante il pensiero dei "renziani" in merito alla situazione di stallo che si sta verificando all'interno del PD anche a causa della probabile nascita di un secondo circolo.  Poichè ci è sembrato riduttivo limitare il tutto ad un semplice commento abbiamo ritenuto giusto metterlo in evidenza invece come articolo vero e proprio. Alla fine dell'articolo precedente avevamo chiesto di sapere qualcosa di più sui nomi da proporre alla città ma a quanto pare non ci sono ancora risposte. Avevamo anche usato  il termine "bacchettare" e da questa parola prende spunto questo commento che Mario Dasta ha lasciato su Reteiblea.

La nostra non vuole essere una bacchettata a nessuno ma solo uno sprono a prendere di petto l’emergenza Ragusa e mettere da parte questo dibattito che riteniamo nn utile per proporre una idea di Ragusa di un centro-sinistra che di fatto, ancora ad oggi, stenta a decollare, probabilmente proprio per un PD che ha dei suoi screzi interni
Quindi non bacchettiamo nessuno ma, al contrario, invitiamo tutto il PD, ma proprio tutto, a spostare l’asse della discussione sulla città di Ragusa…Siamo convinti che il tema secondo “circolo si, secondo circolo no” non nn interessa agli elettori, per quanto legittimamente può interessare ad una parte di militanti che sentono l’esigenza di allargare gli spazi della partecipazione e potrebbe, ribadisco potrebbe, essere utile ad apportare nuove enrgie
Rimaniamo perplessi sulla tempistica: avremmo preferito postporre questa legittima necessità a dopo le amministrative e non ora,a 2 mesi dalle elezioni, perchè crediamo che si rischiava, ma poi i fatti ci hanno dato ragione, di dare in pasto alla stampa, strumenti per spostare il dibattito sul PD spaccato piuttosto che sulla capacità del PD di elaborare un percorso serio che rimettesse Ragusa al centro del nostro dibattito.
Siamo consapevoli che il PD è un partito grande, plurale, e non vogliamo fare gli ipocriti e pensare che nulla è successo in questi 2 anni,però la capacità del PD consiste nella elaborazione di percorsi nuovi, con metodi nuovi ed innovativi, che vadano verso la sintesi e non verso la frattura.
Se il secondo circolo nasce per dare un contributo in termini di idee e contenuti, aspettiamo che sia così, si accetti la proposta di venire a dare una mano per fare più forte la proposta per Ragusa.
Diversamente risulterebbe e continuerebbe ad apparire una operazione “contro” e non è quello che auspichiamo per il bene del PD, del centro-sinistra, am soprattutto per il bene di Ragusa
Chiediamo di stoppare le polemiche e di scrivere in tempi rapidi percorsi che possano velocemente richiamare tutti, dalla segreteria a tutte le componenti, attenti alla elaborazione di un progetto per Ragusa.
Noi non vogliamo essere l’ennesima correntuccia o animuccia ma solo porre alcuni temi che per noi sono importanti per rendere il PD più forte…ma sempre guardando a Ragusa!!!!e non in una logica di contrapposizione a quello piuttosto che all’altro!
Solo un Pd unito può avere l’autorevolezza di costruire una coalizione coesa e forte, credibile e attrattiva per i cittadini
Abbiamo sentito la necessità di rivolgere questo invito sano alla opinione pubblica.
Quindi subito al lavoro, accelleriamo i tempi e affrontiamo le questioni interne al partito nella necessità risolvere dentro il PD e nn fuori! Il nostro vuole essere un invito, semmai un richiamo pubblico alla responsabilità…
I nomi? Nonostante la ristrettezza del tempo, prima il progetto, le idee, i contenuti, poi le gambe, le teste e i cuori delle donne e uomini che guideranno il progetto centro-sinistra x Ragusa..almeno sarebbe questo il percorso a cui noi guardiamo con grande speranza e fiducia


Mille chilometri tra Ragusa Comiso. Primarie il 7 aprile.

Mille chilometri tra Ragusa Comiso. Primarie il 7 aprile.

bellassaiTra Comiso e Ragusa ci sono migliaia di chilometri ed è quindi normale che la si possa pensare diversamente su argomenti di grande rilevanza. E così nel PD si può decidere di fare o non fare le primarie  senza grandi preoccupazioni. A Ragusa infatti, ribadito proprio ieri sera in una intervista a Teleiblea dal componente della direzione regionale Napoli,  le primarie non sono opportune a Comiso invece, il segretario cittadino Bellassai  spiega la necessità improcrastinabile di farle.  Perchè c'è questa differenza di vedute. Quanto incide sulla questione il problema del PD ibleo in cerca delal propria compattezza se non addirittura della propria identità.  Diversa atmosfera a Comiso dove si è già individuato il cvandidato che parteciperà alle primarie considerate  dice  Bellassai come  lo strumento democratico di cui si è dotato il Pd a tutti i livelli, per una scelta partecipata dei candidati tra iscritti al Pd e partiti, movimenti ed associazioni che aderiscono alla coalizione di centro sinistra. Per noi, insiste BEllassai,  le primarie sono anche un momento di aggregazione di idee e progetti per connettere la politica ai cittadini, nella consapevolezza che dopo il confronto democratico partecipato, qualunque sarà il nome del candidato scelto per la competizione elettorale delle amministrative di maggio, il progetto sarà sostenuto da tutto il partito  e dalla coalizione. Il direttivo del Pd di Comiso visti gli artt. 18, 19 e 20 dello statuto che prevedono il metodo delle primarie per selezionare i candidati alla carica di Sindaco (art. 18 comma 4), ha scelto all’unanimità dei presenti la data del 7 aprile prossimo per lo svolgimento delle primarie, individuando come termine ultimo per la presentazione delle candidature le ore 20,00 del 23 marzo 2013. Per il partito comisano ha già ufficializzato, nei giorni scorsi, la sua candidatura alla primarie Filippo Spataro.  Adesso siamo in fase di consultazioni con numerosi partiti, movimenti e liste civiche – ha concluso Bellassai – per la formazione della coalizione di centrosinistra. Ed è proprio in questo contesto che le primarie assumono una maggiore valenza, se si pensa all’apporto di contributi che può arrivare anche da altri partiti, movimenti ed associazioni che si vogliono mettere in gioco”.


La sicurezza nelle carceri ragusane

La sicurezza nelle carceri ragusane

carcere rgNon abbiamo trattato sulla nostra rete la questione della recente fuga di un detenuto dal carcere di Modica. La vicenda però, una volta  conclusasi con l'arresto del detenuto, sta suscitando delle polemiche per quanto riguarda soprattutto la sicurezza nella  carceri in Italia.  Oggi registriamo l'intervento del sindacato Cisl  che  conferma che la notizia della fuga  ha suscitato rabbia e sconcerto anche tra i poliziotti penitenziari operanti nella Casa Circondariale di Ragusa. La CISL FNS, infatti, considera entrambi gli istituti della provincia di Ragusa interessati da analoghe criticità peraltro più volte denunciate a vari livelli istituzionali, e per ultimo anche a sua Eccellenza il Prefetto.   La CISL FNS ritiene che il sovraffollamento della popolazione detenuta, la carenza di organico della polizia penitenziaria e le inadeguate condizioni strutturali di entrambi gli istituti, rappresentano un serio pericolo per l’incolumità pubblica oltre che per gli stessi agenti della polizia penitenziaria.   La CISL FNS, a seguito di questo ennesimo spiacevole episodio, reitera l’auspicio che il nuovo Governo del Paese, insieme al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, intervenga urgentemente e concretamente al fine di porre rimedio a tutte le criticità dell’intero sistema penitenziario italiano e quindi dotare lo Stato di penitenziari moderni, efficienti ed efficaci a garanzia sia dei diritti costituzionalmente previsti dei detenuti sia riguardo all’ordine e alla  sicurezza che l’esecuzione penale necessariamente richiede.  La CISL FNS esprimere, infine, la totale vicinanza e solidarietà ai colleghi operanti presso l’istituto modicano, chiedendo con forza alle autorità preposte a far luce sull’accaduto di evitare assolutamente di far ricadere solo sugli incolpevoli poliziotti penitenziari le responsabilità del caso che quotidianamente operano in condizioni emergenziali e senza mezzi idonei a contrastare qualsivoglia evento di nocumento rispetto all’ordine e alla  sicurezza generale dei penitenziari.

 


Esercitazione NOC

Esercitazione NOC

nocIl N.O.C., Nucleo Operativo Cinofilo di Ragusa organizza giorno 07/04/2013 alle ore 8,00 presso C.da Cutalia a Ragusa l’evento:Cani da Soccorso.   I  cani da soccorso si cimenteranno nella ricerca di alcuni dispersi, dopo un ipotetico sisma di 6° della scala Richter all’interno di una cava di estrazione della pietra. Saranno ospiti della manifestazione più squadre cinofile delle vicine Province.  Tutta l’esercitazione avverrà con il supporto della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine.


Non potabile dal 2 aprile

Non potabile dal 2 aprile

acqua autobtteIl commissario Rizza va con i piedi di piombo ma cerca di andare incontro a tutte le esigenze. La famosa ordinanza con la quale si vieta l'utilizzo  dell'acqua per uso umano è stata  firmata ma entrerà in vigore a partire dal 2 aprile cioè dopo il lunedi di Pasqua . Il Commissario straordinario in conferenza stampa ha voluto precisare che " si è deciso di  di far decorrere il provvedimento da  martedì 2 aprile prossimo, solo perché sono stata informata che è all'esame della Giunta di Governo della Regione Siciliana un  provvedimento che concederebbe al Comune  un contributo di un milione di euro  finalizzato alla realizzazione di nuovi pozzi d'acqua e la loro messa in rete. Nessun condizionamento e nessuna pressione quindi  mi ha convinta di far slittare di qualche settimana l'entrata in vigore della predetta ordinanza ma solo il buon senso e la speranza che questo lasso di tempo  possa essere utile per superare nel migliore dei modi questa emergenza. Sarei oltremodo contenta se sopravvenissero nel frattempo le condizioni che favorirebbero la revoca dell'ordinanza stessa”.

Non bisogna drammatizzare  dunque basta fare un pò di attenzione e rendersi conto dell'emergenza. L'acqua potrà essere bollita ed utilizzata per il risciacquo. In questo modo impareremo anche a risparmiare un po e male non ci fa. E' bene però precisare che per gli ospedali verrà studiata una soluzione diversa. L'ordinanza è stata inviata a tutti gli altri enti , camera di commercio, scuole etc, affinchè ne diano massima diffusione.  Ma immediatamente arrivano le proteste.  La sezione Ascom di Ragusa esprime perplessità e preoccupazione in ordine. Il presidente sezionale, Cesare Sorbo, ha inviato al commissario straordinario, Margherita Rizza, una nota in cui si chiede la sospensione del provvedimento oltre alla richiesta di un incontro in cui l’associazione di categoria avrà modo di illustrare le difficoltà che si andrebbero a creare in capo alle attività di produzione, in particolare bar e ristoranti. “Capiamo la difficoltà del momento – dice il presidente Sorbo – e ci rendiamo conto che dalle attività in questione l’acqua potrà essere utilizzata previa bollitura. Ma ciò comporterà un aggravio dei costi, in un momento tra l’altro molto complesso sul piano economico, senza parlare del fatto che solitamente sono previste una serie di procedure rispetto alle quali si corre il rischio di non potere essere assolutamente garanti circa la corretta prassi igienica richiesta dalle normative sanitarie europee (ad esempio un ristorante dovrebbe fare bollire l’acqua anche solo per lavare la lattuga dell’insalata).   Anche alcuni esponenti politici locali si stanno dando da fare.  Il problema è che servono interventi immediati, del resto nuovi pozzi non è che si realizzino così su due piedi. Un’assemblea cittadina sul tema “Ragusa senza acqua” è prevista per  lunedì 18 marzo alle 18 dall’associazione politico-culturale “Ragusa in Movimento”. Nella sede di Mediservice, in via Leonardo da Vinci 14, interverrà il deputato regionale Nello Musumeci che potrebbe, su invito di Mario Chiavola, portare la questione all’Ars ponendola all’attenzione del Governo regionale al di là di fondi annunciati e che, però, nei fatti non sono nelle disponibilità del Comune.