Che confusione...!
Che confusione...!
Le cose si complicano nel PD ibleo. Ieri sera, Calabrese, il segretario cittadino, ha ottenuto con una maggioranza, cosiddetta bulgara, la designazione a candidato per le primarie di coalizioni finalizzate alla sindacatura di Ragusa. Un'affermazione scontata ma che non fa chiarezza poichè la coalizione, così tanto acclamata, da invece segni di scollamento. L'incontro sempre di ieri sera all'UDC, infatti ha mostrato una certa resistenza da parte del partito, in cui milita Sonia Migliore, che è apparso critico sulle reali consistenze dell'alleanza. Probabilmente le primarie si stanno allontanando anche in cosniderazione delle tante voci che circolano relativamente ad alleanze strane e trasversali. In giornata ci è arrivata anche la notizia che l' ’Area Renzi ha convocato una conferenza stampa per domattina alle ore 10 presso Piazza San Giovanni per spiegare le ragioni della candidatura di Mario D'asta alle primarie che invece loro richiedono a gran voce. Secondo D'asta coordinatore del comitato Renzi- Ancora si stenta a vedere un progetto che parli di Ragusa, ancor prima che della coalizione; probabilmente anche per questo ancora la coalizione non si è formata. D'asta è certo che le primarie rappresentano una opportunità seria e credibile per confrontarsi sui problemi e sulle soluzioni da discutere con i Ragusani. Le primarie sono uno strumento costitutivamente democratico del PD, per cui se si chiedono e la richiesta non può essere disattesa e da quello che è emerso ieri nel coordinamento cittadino. L'appunto è rivolto certamente a Calabrese che non si è ancora espresso pubblicamente ma ha fatto sapere di essere disposto a fare tutti i passi indietro che servono. Insomma se la coalizione funziona il segretario è pronto a partecipare ad eventuali primarie. La domanda invece è un'altra. Si devono fare anche le primarie di partito? Sembra di no visto che il circolo cittadino si è espresso senza riserve. Intanto continua la guerra a distanza. Ad esempio sulla questione acqua con grande responsabilità Calabrese aveva detto di non voler mettere in difficoltà il commissario alle prese con i gravi problemi di approvvigionamento. La pensano diversamente sia quelli dell'area Renzi che quelli del secondo, seppur ancora non riconosciuto, circolo del PD. L'appartenenza ad un partito o ad un circolo dicono quelli più vicini all'ex senatore Battaglia non obbliga a pensarla tutti allo stesso modo.
Che aria "soffia" nella politica ragusana
Che aria "soffia" nella politica ragusana
Ore davvero cruciali nella politica ragusana in attesa delle decisioni nei partiti in merito alle varie candidature a sindaco. Il PD ha svolto una riunione nella sua sede di via Roma durante la quale il segretario cittadino, Peppe Calabrese, ha relazionato ai numerosi iscritti presenti esaminando la situazione ragusana. Prendendo spunto da numerose dichiarazioni degli alleati del centrosinistra Calabrese ha invitato i compagni di partito a scegliere un candidato da presentare alla coalizione di centrosinistra. Il dibattito abbastanza acceso, alla fine, sembra aver trovato una convergenza proprio sul segretario cittadino. Non ci sono però, al momento di pubblicare questo articolo, delle dichiarazioni ufficiali in merito ma crediamo di non allontanarci molto dalla verità. Sempre in serata, ma nella sede dell?UDC, riunione dei vertici provinciali della coalizione tra UDC, Megafono e PD. Presenti Giorgio Massari, vice segretario del partito di Bersani, Pinuccio Lavima per l'UDC e Claudio Lamattina per Megafono. Dichiarazioni interlocutorie sia di Massari che guarda anche alle altre forze della sinistra che di Lavima fiducioso in un possibile accordo sui nomi da candidare in tutta la provincia. Il segretario del partito di Crocetta, invece, lamentandosi della difficile situazione in cui si trova la coalizione a causa dei rapporti con il movimento Territorio, ha lanciato un invito a Giovanni Cosentini, candidato con il simbolo dell'On Dipasquale, a fare un passo indietro. In caso contrario, ha detto Lamattina, ci sarà la "scomunica" della parte ortodossa della coalizione. Il tono non è stato particolarmente minaccioso ed è sembrato piuttosto un richiamo paternalistico anche perchè non crediamo che questo possa bastare a far recedere dalla sue intenzioni il candidato Cosentini che tra l'altro sa di avere dalla sua parte un buon numero di Megafonisti iblei. Le malelingue dicono che a questo punto è possibile qualunque sviluppo in vista di una soluzione vincente. Anche in modo trasversale e chi vuol capire capisca. A rafforzare questa tesi arriva anche il resoconto della seconda riunione tenuta all'interno del PDL. " Doveva essere il giorno della verità, delle decisioni, ma è ancora nuovamente tutto rinviato". Così ha detto il coordinatore Cultrera."E' necessario mettere da parte i personalismi e fare quadrato su quello che è il futuro della città e dei cittadini, senza perderci in lungaggini che non portano a nulla di concreto. Diversamente non si può che rilevare la mancanza di volontà a trovare una soluzione politica condivisa". Insomma nel PDL ci sarebbero troppi personalismi e Cultrera invita tutti ad entrare in punta di piedi e senza pretese, altrimenti non ci sono le condizioni per andare avanti. Di fronte a momenti di grave crisi che attraversano le istituzioni e la società civile, mettere la sordina ad aspirazioni personali, anche se legittime, è il minimo che si possa pretendere! Ci sono come vedete tutte le condizioni perchè spunti fuori la famosa terza o quarta via. Nel PDL sono bravissimi a darsi la zappa sui piedi e la storia, che si è ripetuta negli ultimi 15 anni, non ha insegnato niente a nessuno. E' successo quando si decise per Antoci alla Provincia e via via fino a Lombardo alla regione ed infine Musumeci, l'anno scorso, pur di non dare questa soddisfazione a Leontini. Ormai il PDL sembra in grandissima difficoltà nel tentativo di limitare le mire di contendenti come Barone, Mallia o anche Filippo Frasca. In questa situazione non sarebbe neanche disprezzabile un accordo di larghe intese. Ma come ha detto un filosofo d'altri tempi: Viriemu!!!
Io sto con Crocetta.
Io sto con Crocetta.
A questo punto è necessario che qualcuno lo aiuti perchè mi sembra che il presidente Crocetta, pur dicendo di avere le idee chiare, ogni giorno ne combina una. E allora bisogna fare come si fa le persone troppo irascibili, bisogna dar loro ragione, sennò si adombrano. E per di più ora prometto purè di non farlo arrabbiare più. Qualcuno potrà dire: "ma Crocetta manco sa che esisti, tu piccolo giornalista di Ragusa" Ok ma a me basta avere la coscienza a posto. Per chiarire i motivi del mio atteggiamento vado un attimo indietro, alla questione delle province. Va bene che, come dicono in tanti, non è possibile che Giletti decida per il popolo siciliano ma continuare nel progetto nonostante gli abbiano detto, in molti, che sta sbagliando è davvero un atto quasi criminale. Ho paura che lo sfascio che ne seguirà sarà come lo Tsunami di cui parla lui stesso. Immagino la confusione che si verrà a creare negli uffici locali , nelle prefetture, nei comandi militari e cosi via. Il personale delle province sballottato di qui e di la e il patrimonio dell'ente, a Ragusa abbastanza cospicuo, nelle altre province molto più corposo, che andrà in malora come sta accadendo a quello che era una volta dell'APT. Mi viene il freddo, poi, a pensare ai debiti della provincia che nessuno vorrà. Vi ricordate, per esempio della convenzione con l'università di Catania una decina di milioni, suddivisi tra comune e provincia, chi se li caricherà? Ma non voglio tediarvi. Però ho ancora un dubbio che mi assilla. Crocetta ha detto che i liberi consorzi di comuni assorbiranno i "distretti turistici" che sono liberi consorzi di comuni. La sua mania di cancellare ogni cosa lo porta anche a non considerare che ci sono delle realtà diverse da quelle che pensa. I distretti turistici come dicevamo. Questi organismi voluti fortemente dalla regione sono stati riconosciuti a giugno del 2012 ma sono delle società consortili regolarmente costituite davanti al notaio con una personalità giuridica, un consiglio d'amministrazione eletto dall'assemblea dei soci che poi sono i comuni che aderiscono. Il distretto degli iblei, per esempio, riunisce ben 19 comuni della nostra 'area, uno splendido esempio di quello che vuol dire liberi consorzi. E Crocetta li vuole cancellare. Ora siccome ho promesso di non farlo arrabbiare non mi metterò più contro di lui ma mi impegno ad operare dall'interno del sistema per convincerlo che non tutto è da buttare via sacrificandolo sull'altare del risparmio o delle alleanze trasversali.
Insieme per Comiso. Ma che si può fare?
Insieme per Comiso. Ma che si può fare?
Un tavolo tecnico con tutti i soggetti del territorio per definire gli atti di supporto all'avvio dell'attività aeroporturale. E' l'iniziativa intrapresa dal sindaco Giuseppe Alfano e dal presidente di Soaco Spa Rosario Dibennardo. L'incontro è stato programmato a Comiso per martedì 26 marzo p.v., con inizio alle 9.30 presso il Centro servizi culturali. “L'aeroporto di Comiso, ormai, è prossimo all'apertura – dichiarano congiuntamente il sindaco Alfano e il presidente Dibennardo - ma occorre che noi tutti, enti pubblici e privati, classe politica e imprenditori riusciamo a concordare le sinergiche azioni di promozione del territorio e di marketing turistico richiesteci dalle stesse compagnie aeree che pure sono interessate ad operare nello scalo comisano. Il tempo stringe, tra qualche mese l'aeroporto sarà funzionale e potrà attivarsi, ma perchè esso possa considerarsi veramente compiuto, occorre che gli aerei vi decollino e atterrino. Ciò, in buona misura, dipende da noi. Parleremo di questo coi sindaci iblei, con quelli dei comuni limitrofi, con gli imprenditori, tra i quali tour operator, albergatori ed rappresentanti delle altre attività recettive e di ristorazione, i rappresentanti delle categorie produttive, dei consorzi e delle province di Ragusa, Caltanissetta, Agrigento e Siracusa”. E' un gran bella iniziativa ma non riusciamo a capire la finalità reale a parte, naturalmente, il possibilissimo risvolto elettorale . Cosa possono fare i sindaci, gli ex presidenti delle ex province, i consorzi. Forse come si suol dire, siamo arrivati nel momento sbagliato. Purtroppo c'è anche una esigenza di facciata, l'aeroporto deve essere un aeroporto e non una pista di automobiline come spesso ripeteva Digiacomo. Vogliamo vedere volare gli aerei, quelli grandi ed oggi è davvero difficile portarli a Comiso. Ci sarebbe tanto da fare ma occorre un po di umiltà e rivolgerci a quei pochi che sono nella nostra stessa condizione. Con l'acqua alla gola e disponibili a qualche sacrificio.
Primi blocchi dei Forconi. Forse anche a Coffa. Appello di Crocetta.
Primi blocchi dei Forconi. Forse anche a Coffa. Appello di Crocetta.
Arrivano i Forconi. Da mercoledi pomeriggio la protesta si sta intensificando ed è già attivo il primo blocco a San Gregorio, all'ingresso dell'autostrada Catania Messina. I rappresentanti del movimento riferiscono di code di alcuni chilometri. Mariano Ferro intervistato da Teleiblea ha detto che è molto probabile che un altro blocco stradale verrà organizzato sulla 514 a Coffa. L'inasprirsi della protesta è stato motivato con la poca sensibilità di Crocetta che nonostante avesse convocato i rappresentanti del Movimento per mercoledi a Palermo, ha poi disertato l'incontro. Una delle più pressanti richieste avanzate dai Forconi riguarda la vertenza contro l'esattoria e le banche. Secondo Ferro se la Regione non inteverrà in favore dei siciliani in difficoltà non sarà possibile far ripartire l'economia. Intanto il Presidente della Regione Rosario Crocetta e il governo regionale tutto, nella consapevolezza di avere già approvato e di essere in iter di approvazione all'interno della finanziaria regionale una serie di misure a favore dell'agricoltura e piccole medie imprese siciliane, fanno appello ai manifestanti che hanno avviato i blocchi, affinché li interrompano immediatamente per non causare ulteriori danni ai produttori, in particolare agricoli. “Da una stima dell'assessorato all'agricoltura, - dice Crocetta - il blocco dell'anno scorso ha causato mezzo miliardo di perdite e sicuramente gli agricoltori siciliani non possono permettersi di subire questi ulteriori danni, in una fase tra le più competitive per la Sicilia, in cui devono invece vendere
i prodotti.
Chiamiamo tutti al senso della responsabilità, perché la ripresa economica e
delle imprese passa dal dialogo e dalla collaborazione, e non dalle azioni di
forza. Il governo dichiara – conclude il governatore - di essere disponibile a
discutere con i manifestanti al fine di rimuovere i blocchi".
In crisi anche i centri commerciali di Ragusa.
In crisi anche i centri commerciali di Ragusa.
Forse organizzare una manifestazione con lo striscione del titolo è un pò troppo ma la crisi colpisce tutti e bisogna trovare delle soluzioni. Ma spesso siamo proprio noi gli artefici di una strategia che porta alla autodistruzione con la scusa dell'investimento sproporzionato. A Catania oggi i commercianti hanno accusato i centri commerciali di aver causato la chiusura di centinai di negozi in città. Un rappresentate dei commercianti ha dichiarato infatti che proprio la città etnea è quella in Europa con il maggior numero di centri commerciali con il conseguente abbandono della tradizionale passeggiata in centro. Ci sono delle valutazioni in merito da fare. Intanto dobbiamo dire che le strutture – di solito a forma di “scatoloni” – atterrate sul territorio, deturpano il paesaggio, rendono la viabilità della zona un incubo e, almeno sino a un po’ di tempo fa, rappresentavano lo standard socialmente accettabile di destinazione del tempo libero e delle risorse finanziarie di giovani e anziani. I centri commerciali di mezza Europa però stanno morendo. Diminuiscono il numero delle presenze e i fatturati, e si accorcia il ciclo di vita. Un centro commerciale mediamente oggi diventa vecchio dopo pochi di anni dall’apertura o nasce già con difficoltà.
Si impone la necessità di capire le cause di questa tendenza e comprendere verso quale evoluzione questo format si sta spostando. Sicuramente la saturazione del territorio, e la sovrapposizione dei centri commerciali sullo stesso bacino di utenza, rende più difficile sostenere la competizione. Le offerte dei cc sono sempre più uguali tra loro e comunque poco innovative. I brand rappresentati sono gli stessi – poche le novità – e non sono diversi da ciò che potrebbe offrire anche un centro cittadino. La sovrapposizione territoriale e la mancanza di differenziazione fanno sì che la frequentazione sia ormai basata sul vicinato più che sulla capacità di attrazione. Questo fatto riduce i margini economici ma cambia anche profondamente le esigenze riguardanti il mix di offerta e la capacità di soluzione. Ultimo elemento: lo shopping, a causa della crisi economica, è sempre meno un motivo di attrazione per le persone che, anzi, si stanno muovendo verso una maggiore pianificazione e sostenibilità degli acquisti e rifuggono l’impulso. In sostanza sempre più raramente lo shopping è pura occasione di intrattenimento e aggregazione e sempre più funzionalità. Si evidenzia una contraddizione difficilmente risolvibile: da un lato solo operatori commerciali riescono a sostenere i costi di affitto di un centro commerciale ma questi fanno sempre più fatica a funzionare da “locomotive”, dall’altro lato le offerte non o meno commerciali (ad esempio quelle legate alla socialità e all’intrattenimento) non riescono a produrre sufficiente reddito e a creare circoli virtuosi consistenti per le attività commerciali. Ed è così anche nella provincia di Ragusa dove, facendo il verso al polo commerciale modicano di una volta sono nati negli ultimi anni altre tre realtà similari. Specificatamente per il capoluogo oggi si è tenuto un incontro tra i Direttori dei Centri Commerciali di Ragusa, “Le Masserie” Dr. Vincenzo Trischitta e del Centro “Ibleo” Dr. Pasquale Barbaro , unitamente con i Segretari Generali della Fisascat-Cisl,Vera Carasi e della UILTuCS – UIL, Angelo Gulizia. La riunione ha messo in luce il grave stato economico in cui versano le imprese che operano all’interno dei due distretti commerciali, che registrano un calo significativo degli incassi, solo nel 2012, pari al 40%. Con questi numeri non è pensabile riuscire a sopportare i costi di gestione che nei centri sono abbastanza alti visto l'investimento iniziale. Il sindacato ha fatto presente ai due direttori che per poter gestire al meglio la grave crisi congiunturale, e per poter affrontare con più efficacia le questioni che riguardano i lavoratori è necessario avviare un confronto, da subito, tra tutti soggetti interessati. Anche e soprattutto per regolamentare l’orario di lavoro nella sua articolazione globale, e in quella delle aperture domenicali, per poi esaminare la questione ferie e permessi, flessibilità orari ed eventuale istituzione della banca ore, etc. Si è convenuto di fissare per la prossima settimana un incontro coi titolari degli esercizi commerciali e con una rappresentanza di lavoratori che operano all'interno dei due Centri Commerciali di Ragusa, per l'apertura di un vero e proprio tavolo di contrattazione di secondo livello, al fine di trovare soluzioni condivise e dare le giuste risposte alle esigenze dei lavoratori. Come però sempre acacde si pensa ai lavoratori ma nessuno spreca un rigo per gli imprenditori che devono dare lo stipendi e tenere in piedi l'attività. Saremmo dell'idea che è necessario intervenire anche sugli affitti e sui costi di gestione ed anche sulle tipologie facendo si che il centro abbia una certa varietà di offerta. Siamo di fronte ad una crisi davvero pesante e per uscirne si devono tentare tutte le strade. Infine un'occhiata ai commercianti tradizionali. Stiamo aspettando che si decida qualcosa sui centri commerciali naturali. La regione dovrebbe approvare i progetti a suo tempo presentati e quindi dare il via ai finanziamenti. Chissà quando si riuscirà a fare anche questo.
Lutto per la provincia.
Lutto per la provincia.
Mi dispiace che i dipendenti della Provincia di Ragusa non abbiano capito lo spirito con il quale ho affrontato l'argomento della cancellazione delle province siciliane. Prima di tutto mi sono sentito defraudato di 150 anni di storia regionale e di una novantina di storia proprio ragusana. Poi essendo convinto che tutto questo porterà a molte difficoltà organizzative ho cercato di far capire quello che succederà alla gente ma anche ai dipendenti stessi. Così li ho accusati di non aver avuto la forza ed il coraggio di alzare un dito, di mettere in piedi una qualunque forma di protesta. Insomma l'indifferenza e l'ignavia tipica dei ragusani all'insegna del nostro detto, scritto a lettere d'oro, sul simbolo della provincia: U picca m'avasta u magnu m'assupeccia. E i sindacati? Praticamente nulla. Addirittura la CISL ha posto la cancellazione delle province come una pregiudiziale per andare e avanti e la CGIL è assolutamente sottotraccia. La città di Ragusa vera e propria perderà molto soprattutto in organizzazione e rappresentanza ed intanto Rosario Crocetta è raggiante. E brindando alla norma di soppressione delle Province, che oggi diventerà “ufficiale” dopo il voto finale, parla anche di “prima tappa di una rivoluzione importante: siamo riusciti a fare, qui in Sicilia, quello che nemmeno il governo nazionale è riuscito a fare”. È felice Crocetta, e felice, a pochi metri, anche Giancarlo Cancelleri, che “a caldo” rivendicherà il successo, attribuendolo all’azione del Movimento cinque stelle.
Addio alle Province dunque , che verranno sostituite dai liberi Consorzi, nel rispetto “letterale” dello Statuto. La riforma andrà compiuta, nei dettagli, entro e non oltre il 31 dicembre. Nel frattempo, le Province verranno commissariate. Scongiurate le elezioni di fine maggio, mentre per gli organi dei liberi consorzi si opererà con una elezione “di secondo grado”: ovvero non attraverso il voto dei cittadini, ma tramite quello dei rappresentanti dei Comuni che compongono il Consorzio, che potrà essere formato sulla base di alcuni paletti: primo fra tutti quello della popolazione, che non potrà essere inferiore ai 150 mila abitanti. Queste le prime indicazioni poi vedremo come andranno le cose ma è certo che la provincia di Ragusa, "L'isola nell'isola" è morta.
Un film a Scicli
Un film a Scicli
Sono Marco Bocci, Elena Radonicich e Barbara Tabita gli attori protagonisti del film “Italo” dedicato alla storia dello straordinario cane di Scicli (in provincia di Ragusa), divenuta mascotte del paese intero. La produzione Arà conferma le indiscrezioni diffuse nelle ultime ore e annuncia l’inizio delle riprese tra pochi giorni nei luoghi barocchi del Sud Est siciliano, tra i monumenti patrimonio dell’Umanità. Nel cast anche importanti attori siciliani tra cui la bravissima Lucia Sardo. Con la regia della siciliana Alessia Scarso, Italo racconterà la storia di un cane randagio realmente esistito, morto nel 2011. Partecipava alle sante messe, ai funerali, ai matrimoni e accompagnava i turisti nelle visite alla scoperta della città barocca. Non apparteneva a nessuno, era il cane di tutti, della città. Una bellissima storia che adesso finirà sul grande schermo. Italo aveva scelto la barocca via Mormino Penna come sua nuova dimora e aveva poi cominciato a frequentare la messa, tanto che il parroco, spazientito, era stato costretto ad apporre fuori un cartello con su scritto "E' vietato entrare ai cani". Italo ha però comunque garantito la sua presenza in chiesa, soprattutto in occasione di matrimoni, funerali e funzioni religiose. Poi è divenuto la guida/mascotte dei turisti impegnati nei tour a Scicli. Li precedeva e li accompagnava quasi instradandoli.
"Era una storia che chiedeva di essere raccontata, e lo faremo mettendo in scena molti aneddoti attraverso i quali la comunità ancora oggi affettuosamente ricorda questo cane speciale”, spiega la regista Alessia Scarso.
Passaggio a livello di via Paestum : si chiude il 6 maggio
Passaggio a livello di via Paestum : si chiude il 6 maggio
Questa sembra la decisione irrevocabile delle Ferrovie in merito alla vicenda del passaggio a livello di via Paestum. Infatti una lettera della RFI stabilisce la data del 6 maggio quale inizio dei lavori per la costruzione del muro. A nulla quindi sarebbero servite le azioni di protesta dei tanti cittadini e commercianti che vorrebbero che la via Paestum non venisse tagliata in due tronconi. Ma le ferrovie sembrano irremovibili. L'accordo fatto a suo tempo con il consiglio comunale di Ragusa non ammette scusanti ed anzi è già passato troppo tempo. Se poi ci si aggiunge l'allarme sulla questione sicurezza dei passaggi a livello, vedi sindaco di Modica appena qualche giorno fa, che viene spesso lanciato da amministratori vari, il quadro si fa irrisolvibile. Dunque cemento armato a più non posso per chiudere la strada e la questione. Ma il guaio è che, al momento, c'è una particolare situazione politico amministrativa che, in verità, incoraggerebbe le istituzioni ad andare verso questa soluzione drastica. C'è infatti al comando della città un commissario che può agire secondo regolamento e diritti legali senza curarrsi del cuore dei cittadini. Questo è un vero toccasana per gli attori in palcoscenico. Se il commissario infatti lascerà che si costruisca il muro tutte le colpe ricadranno su di lui, o di lei, ma non toccheranno i politici in carica o che verranno. E così può sembrare meglio tacere, anche su questa data dell'ultimatum , per non scatenare reazioni inconsulte. Mi dispiace, lo dico da direttore e da conoscitore delle cose della città, che nessuno dei protestanti abbia voluto investire del problema, ufficialmente, qualche candidato alla carica di sindaco della città. Se lo si fosse fatto, nelle piazze e nei luoghi opportuni, il candidato avrebbe saputo come comportarsi considerando che la vicenda è di interesse cittadino. Intanto ricordiamo che non si può solo chiudere una strada ma occorre predisporre un adeguato piano di traffico alternativo. E come prima cosa bisognerà spezzare il flusso della via Di Vittorio all'altezza della via Epicarmo forse con una rotatoria. In caso contrario si verificheranno code lunghissime e conseguente collera degli automobilisti. Intanto accogliamo il suggerimento di chi si sta occupando della questione. Visto che comunque dovranno restare le sbarre del passaggio a livello anche in considerazione del fatto che sempre sarà permesso il transito pedonale sui binari, l'idea è quella di approntare un muro provvisorio, ad esempio con una barriera di new jersey, quei contenitori d'acqua che servono a delimitare le strade. Vediamo che succede al traffico e poi decidiamo di conseguenza. Che ne pensate?
Minardo richiama i contendenti ma....
Minardo richiama i contendenti ma....
Toccherà all’on. Nino Minardo, riguardo le prossime elezioni amministrative, prendersi la briga di coordinare la scelta dei soggetti della coalizione di centrodestra da candidare a primo cittadino sia a Ragusa che nelle altre città dove si vota. Ma ci sono molti pretendenti e Minardo vuole che i candidati siano espressione di un progetto concreto e di ampie prospettive per il territorio. La scelta naturalmente non è facile ed ecco che il rieletto deputato nazionale lancia messaggi in codice che devono raggiungere gli interessati : . "Per raggiungere questo obiettivo è importante allargare gli orizzonti e avviare un percorso che porti ad un programma elettorale che metta in primo piano i cittadini ed il tessuto economico del territorio. Si deve partire comunque dall’ individuazione di un progetto che sia essenziale, credibile e di ampie prospettive per il tessuto economico-sociale di ogni città. Gli uomini da scegliere devono essere soggetti affidabili, autorevoli, lontano dell’antipolitica di maniera e che rappresentino una proposta che sia credibile e che abbia tutti i presupposti e la grande volontà di spendersi per la propria città. Per questo è importante che i tavoli locali, che sono a lavoro da diverse settimane, facciano sintesi e non perdano di vista le reali esigenze dei territori e dei loro cittadini. Cosa vuol dire tutto questo? Prima di tutto dice l'on. c'è la credibilità del progetto. Ma serve anche la credibilità di chi incarna il progetto. Ci vuole qualcuno disposto a spendersi, anima e corpo per la città, senza perdere di vista le reali esigenze del territorio. Forse qualcuno vorrebbe candidarsi ma non ha le caratteristiche giuste e così facendo Minardo gli rammenta quali sono le caratteristiche essenziali che necessitano oggi. Ma la conclusione del comunicato di Nino Minardo è densa di messaggi sottintesi "dialogo e sintesi significa individuare una candidatura che sia espressione di un progetto unitario che non ‘divida’ già alla sua origine, che miri al rilancio economico, che sappia dare sviluppo e crescita, elementi sostanziali e fondamentali per raggiungere obiettivi importanti”. Ma chi è questo personaggio che a Ragusa, ma anche a Modica possa identificarsi nella descrizione? Non sembra sia venuto fuori fino ad ora con l'autorità che necessita il momento delicato. Minardo forse non riesce a portare in porto la barca del PDL sconquassata dai venti turbinosi che spirano da sinistra e dal centro ( sinistra). Staremo a vedere ma il tempo passa e c'è già, come abbiamo detto, qualcuno che pedala da solo verso la cima.
