La rivoluzione del Centrodestra. Mallia rifiuta!
La rivoluzione del Centrodestra. Mallia rifiuta!
E' cambiato tutto. La riunione di ieri del centrodestra è stata spazzata via dallo Tsunami Minardo. L'accordo scaturito nella saletta del Mediterraneo alle 17,30, che individuava Salvo Mallia come candidato unico a sindaco di Ragusa, ha avuto valore solo per poche ore . Lo stesso Mallia aveva, subito, espresso una piccola riserva tanto è vero che non aveva rilasciato nessuna intervista o dichiarazione. Ne sono seguiti momenti abbastanza confusi perchè i partecipanti alla riunione non riuscivano a capire cosa stesse accadendo. La farsa è però durata poco perchè in serata a Modica si è consumato l'ultimo atto unitario del PDL ragusano che è stato ancora una volta sezionato e spacchettato da decisioni che sono passate sulla testa degli elettori, ai quali naturalmente, non viene mai chiesto nulla. L'on. Minardo ha così fatto un dichiarazione, seppur non ufficiale, che ha stravolto il processo di riunificazione che Giovanni Mauro voleva portare avanti. In pratica, dice Minardo, nella coalizione mancano molti pezzi importanti e si rischia di fare cattiva figura quindi è meglio trovare soluzioni alternative che in questo caso guardano tutte dalle parti di Giovanni Cosentini. Dunque Salvo Mallia, ligio agli ordini del leader di corrente, rifiuta la designazione e si schiera con il candidato di Territorio prevedendo di occupare un posto di rilievo amministrativo. Nell'accordo rientrano anche altre posizioni e alleanze nel capoluogo e che metteranno probabilmente a rischio anche le altre candidature espresse in precedenza. Pensiamo ad esempio a Mommo Carpentieri che, allontanatosi da Minardo per divergenze politiche, oggi dovrebbe rivedere le sue velleità. E' vero che nel momento in cui viviamo, con lo spauracchio delle orde barbariche alle porte, ognuno cerca di difendere le posizioni e allearsi con chicchessia pur di resistere ma è anche vero che la pagina scritta oggi non è delle più belle soprattutto perchè è stata preparata in segreto e senza la trasparenza che era lecito aspettarsi davanti ad una decisione così delicata ed importante per il futuro della città e di quello che resta della provincia. A questo punto il quadro va a definirsi. Cosentini è il candidato di tutte le aree politiche visto che potrebbe contare su un buon numero di alleati, ufficiali e non, come ad esempio buona parte di Megafono e dell'UDC, la leadership del PDL con quello che ne consegue ed altre varie espressioni politiche piccole e grandi. resta da capire solo chi saranno gli avversari.
Il PDL ufficializza Mallia

Il PDL ufficializza Mallia
Riunione oggi pomeriggio del direttivo PDL per decidere sulle candidature alle prossime elezioni a Ragusa. I lavori coordinati dall'avv. Cultrera hanno visto anche la presenza del neo eletto senatore Mauro che aveva dichiarato di volersi impegnare per definire in tempi brevi la vicenda. L'incontro è durato circa 2 ore ma alla fine si è riusciti a trovare una soluzione concordata. Ci sono stati momenti di sana competizione politica ma l'analisi del quadro politico generale ha imposto che si arrivasse al più presto ad una scelta. L'assemblea alla fine ha individuato nel dott. Salvo Mallia il candidato più adatto a mettere insieme tutte le componenti del centro destra e ha ringraziato Ciccio Barone per aver fatto il passo indietro necessario ad arrivare a questa decisione. La notizia comunque era nell'aria e molti giornali avevano anticipato le decisioni del coordinamento. Vi possiamo però assicurare che fino all'ultimo momento c'è sempre stato il dubbio di non arrivare ad una scelta condivisa. Lo stesso Mallia che ha dovuto, ad un certo punto, assentarsi per una urgenza in ospedale ha accolto la notizia con soddisfazione ma ha avanzato un piccolissima riserva motivata con la necessità di avere l'OK da alcune componenti del centro destra che non avevano partecipato all'incontro. Veniamo dunque alla conclusione. Il PDL sembra aver ritrovato la coesione e questo gli da nuova forza e si dichiara pronto a misurarsi partendo dai voti ottenuti nelle scorse elezioni nazionali. Se i risultati di febbraio hanno un senso il quadro che si presenta è molto frastagliato e questo mette in campo, quasi d'obbligo, la strategia del ballottaggio. E' come una partita di coppa si giocherà certamente in due turni e bisogna essere preparati.
Ma che bisogna fare?
Ma che bisogna fare?
Eravamo in tanti oggi a Comiso, al centro culturale, invitati dall'amministrazione comunale e quindi dal sindaco che a pochi mesi dalle elezioni vuole dare un segnale tangibile del suo impegno in favore dell'aeroporto. Noi sappiamo quanto abbia lavorato Alfano in questi cinque anni per lo scalo aereo. Quando si è insediato l'aeroporto era stato"inaugurato" da poco ma era solo un pezzetto di strada senza nessuna reale struttura al servizio. Uno spot pubblicitario con D'alema in primo piano che è servito a quello che doveva servire. Oggi l'aeroporto è vero, esiste e se si mettono insieme un bel po di condizioni potrà anche servire. Alfano deve ricandidarsi e quindi è giusto che faccia queste uscite pubbliche anche se personalmente credo che certi discorsi non si fanno in piazza ma negli uffici e tra manager. Ma comunque la risposta della gente è stata completa perchè tutti coloro che credono nel turismo hanno voluto essere presenti e dire la loro. Dopo ore di discussioni il succo del discorso è questo. Fine maggio o fine giugno poco importa visto che ancora nessuno ha messo Comiso tra le sue destinazioni. Siccome i tempi sono cambiati e per far venire gli aerei ci vogliono le incentivazioni Alfano, Dibennardo, Taverniti e qualche altro esperto, hanno chiesto che "il territorio" inteso come forze politiche ed economiche metta mano alla tasca e supporti i voli. Troppo generico perchè ognuno di noi, di fronte ad una richiesta economica, intende sapere cosa deve spendere e che rientro avrà. Su questo non ci sono certezze e personalmente chi scrive è intervenuto dichiarando la disponibilità, in qualità di amministratore del consorzio turistico degli Iblei, a contribuire a patto che si stabilisca quale sarà il peso da sostenere. Sappiamo infatti tutti che, oggi, nessuno è disposto a perdere soldi e quindi bisogna stare con i piedi per terra senza fare operazioni folli. Molti altri interventi hanno ribadito lo stesso concetto, altri invece hanno voluto puntare sul "prodotto" come se fosse l'unica cosa che serve. Non c'è dubbio che nel quadro generale serve offrire all'operatore un prodotto turistico vendibile e al visitatore che viene dopo un pacchetto di servizi di livello. E' però anche vero che sono i voli a fare la destinazione. Vogliamo dire che se una compagnia decidesse di investire su Comiso mettendo dei voli da qualunque posto state pur certi che da quel posto crescerebbe l'afflusso di turisti. Non siamo dunque noi a decidere dove andare a prendere i turisti ma le compagnie che devono fare delle valutazioni e calcolare i rischi. Insomma alla fine della giornata mi sento più confuso che convinto perchè abbiamo sentito tante belle parole e dichiarazioni ma di concreto ben poco se non l'appello pressante all'intervento economico del territorio. Purtroppo ci sono degli esempi che non ci danno fiducia. Molti aeroporti del nord con alle spalle più alberghi e più ricchezza del territorio oggi languono nell'oblio. Che vuol dire?
Rinviate ancora le amministrative. Approvato emendamento sui rimborsi ai consiglieri.
Rinviate ancora le amministrative. Approvato emendamento sui rimborsi ai consiglieri.
Poche idee ma per fortuna abbastanza confuse. Sembra questa la considerazione più ovvia dopo aver saputo che la Giunta Crocetta ha spostato ancora le elezioni amministrative di fine maggio. Si voterà dunque il 9 e 10 giugno. La decisione è stata presa perchè alla regione, con i tanti problemi che si sono posti, vedi per esempio la questione delle province, si sono dimenticati che occorrono tempi certi e ben determinati per far partire l'iter necessario ad indire le elezioni nei comuni. Siamo dunque al terzo rinvio. Crocetta aveva in prima battuta stabilito di votare, comprese le province il 21 aprile. Poi si era reso conto dei problemi che stava creando ed era passato a fine maggio ed infine e speriamo che sia l'ultimo spostamento a metà giugno. Non si fa certo una bella figura soprattutto per gli osservatori esterni che sono convinti, per educazione civica, che le date delle elezioni sono sacre proprio perchè c'è bisogno di certezze, almeno quando si tratta di votare. In pratica questo rinvio dovrebbe dare due settimane di tempo in più alle varie commissioni per esaminare la nuova legge elettorale. Tra gli argomenti da discutere i venticinque emendamenti al ddl per la doppia preferenza di genere. Si dovranno anche valutare alcune modifiche per il sistema di voto per i sindaci. La novità normativa permetterebbe all'elettore di avere a disposizione, se vuole, due voti di preferenza, purchè assegnati a una donna e a un uomo. All’interno del DDL sul voto di genere è stato approvato,oggi, all’unanimità, in I Commissione ‘Affari Istituzionali’, come emendamento, il Disegno di Legge dei Parlamentari del PdL Falcone, Vinciullo e Pogliese che regolamenta i rimborsi ai datori di lavoro dei Consiglieri comunali.
“Questo Disegno di Legge – spiegano i Parlamentari - rimedia ad un’anomalia che, spesso, ha determinato abusi a danno delle Amministrazioni comunali che dovevano rimborsare gli emolumenti dei consiglieri ai datori di lavoro.
La nuova norma, in sintesi, prevede che: ’ i rimborsi sono dovuti esclusivamente ai dipendenti che risultano essere stati assunti in data antecedente all’avvenuta elezione. Il datore di lavoro dovrà allegare, alla prima richiesta di rimborso, le certificazioni attestanti la data di assunzione del consigliere eletto’”.
“Così – concludono Falcone e Vinciullo – si porrà finalmente la parola fine a tutti quegli abusi di quei soggetti che, dopo essere stati eletti, hanno instaurato rapporti lavorativi fittizi, costringendo le casse pubbliche a notevoli esborsi sino a costituire insopportabili degenerazioni”.
Il Codice della strada vieta la posa di qualunque installazione negli incroci
Il Codice della strada vieta la posa di qualunque installazione negli incroci
A Ragusa il codice della strada è un optional da utilizzare in caso di necessità o di clientela. Lo diciamo perchè da tempo, almeno sette o otto anni, ci si è accorti che i famosi 6x3, cioè quegli enormi tabelloni che servono per affiggere i megaposters pubblicitari, stanno crescendo a dismisura in numero ed in dimensioni. Nulla di strano se questo accadesse nel pieno rispetto delle normative e delle tasse. Tempo addietro fu iniziata una bonifica in tal senso con grande rumore da parte della stampa poi tutto tornò come prima. Ora non possiamo affermare che tali regole non vengano rispettate a Ragusa ma se leggiamo il codice della strada ci pare evidente che esistono delle anomalie. L'art 23 del CS comma 1 chiarisce senza alcun dubbio dove non devono essere posti tali tabelloni: Lungo le strade o in vista di esse è vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti non devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione delle persone invalide. Sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate è vietata la posa di qualunque installazione diversa dalla prescritta segnaletica. La foto inserita nell'articolo è appena una piccolissima dimostrazione che le regole del Codice sono disattese almeno per quanto riguarda la posizione di questi cartelli ma anche di quasi tutto gli altri che ci sono in città. A questo punto sorge spontanea una domanda. Chi da le autorizzazioni all'istallazione? La verità è abbastanza confusa. La prassi dice che chi vuole istallare un impianto del genere deve munirsi di autorizzazione dall'ufficio tecnico del comune. Non sembra però che nella maggior parte dei casi a Ragusa sia stato chiesto il parere ai VVUU che avrebbero, per forza, dovuto dire no! Ma si sa da noi tutto è lecito fino a quando qualcuno non se ne accorge. Ora non vorremmo esser noi a fare questa segnalazione in modo ufficiale, purtroppo però, stanno accadendo delle cose che mettono in grave difficoltà l'intero ambiente della pubblicità con gravi casi di evidente concorrenza sleale e dumping . Per chi non sapesse cosa vuol dire quest'ultima parola riportiamo la spiegazione che abbiamo trovato nel dizionario dell'uomo d'affari: Pratica commerciale che consiste nel vendere a prezzi inferiori a quelli praticati sul mercato. Ognuno è libero, direte voi, di vendere al prezzo che vuole ma non si spende per le pratiche burocratiche,non si paga la tassa comunale etc etc è probabile che si possano praticare prezzi tanto bassi da creare una concorrenza sleale ma anche inquinare definitivamente il mercato della pubblicità locale. C'è anche il rischio di trovarci di fronte a sistemi articolati messi in piedi per fregare le aziende nazionali che conoscono i prezzi ufficiali e quindi intervengono su questo tipo di pubblicità con contributi ai negozi di Ragusa che poi alla fine spendono molto meno e incassano per intero il contributo. Di questo naturalmente non ci sono prove. A questo punto crediamo sia arrivato il momento di agire con determinazione per ritornare alla piena legalità sia per le autorizzazioni sia per il decoro cittadino che è ormai deturpato da questi tabelloni che occupano qualunque angolo, qualunque rotatoria o incrocio della città in barba al Codice e al buon senso.
Troppo nervoso per passare inosservato. Sequestrati 100 mila euro
Troppo nervoso per passare inosservato. Sequestrati 100 mila euro
Era pronto ad imbarcarsi per Malta con circa € 100.000 occultati in un borsello firmato; è stato individuato, controllato e verbalizzato dalla Guardia di Finanza di Pozzallo in continuo e sinergico coordinamento con la Agenzia delle Dogane. L’attività si inquadra nell’ambito delle operazioni che vengono svolte all’interno del porto a seguito dell’analisi dei rischi, del monitoraggio di tutti i passeggeri e della costante attenzione info-investigativa e conferma che la sinergia tra le istituzioni consente il raggiungimento di splendidi risultati. Il soggetto, G.S. di anni 50, originario di Marsala, opportunamente individuato attraverso l’attività di cui sopra, all’atto del controllo aveva inizialmente negato il possesso di somme di denaro; tuttavia, il suo nervosismo ha ulteriormente consolidato i sospetti iniziali. I finanzieri e i doganieri di Pozzallo hanno quindi approfondito il controllo culminato nel rinvenimento di quasi € 100.000, abilmente occultati all’interno di un borsello celato nell’abitacolo dell’autovettura. Dinanzi all’evidenza, il soggetto controllato ha dovuto ammettere il possesso dell’ingente somma di denaro, giustificandolo quale frutto della sua attività imprenditoriale svolta nel trapanese, che avrebbe utilizzato per giocare ai casinò di Malta. Tuttavia, a prescindere dalla liceità del motivo per cui se ne è in possesso, resta fermo l’obbligo di dichiarare, in caso di allontanamento dai confini nazionali anche di quelli appartenenti alla Ue e/o Schengen, le somme di cui si è in possesso eccedenti la soglia di 10.000 euro. Ora il soggetto rischia una sanzione amministrativa che può variare sino al 50% dell’importo eccedente rispetto alla soglia consentita. L’attività rientra nell’ambito dell’intensificazione dell’azione di controllo del territorio e di contrasto ai fenomeni illeciti e sarà ulteriormente approfondita per chiarire le motivazioni della considerevole disponibilità di denaro contante e le reali operazioni che avrebbe eventualmente svolto il soggetto di Marsala in territorio maltese.
Ci sono anch'io.
Ci sono anch'io.
Ci sono anch'io. Così ha dichiarato Mario D'asta nella conferenza stampa di questa mattina convocata proprio per dire ai giornalisti come stanno le cose all'interno del PD. Il rappresentante dell'area Renzi all'interno del circolo ragusano del partito ha ribadito la necessità di confrontarsi con i problemi della città ma anche la voglia di fare chiarezza all'interno del suo partito. Mi candido prima di tutto alle primarie e qualora non ci fossero sono pronto a candidarmi anche a sindaco. Così ha detto D'asta precisando però nutre un grande rispetto per il segretario cittadino del PD e come ha fatto Calabrese, la sua candidatura al momento è con riserva in attesa di saper cosa accadrà nella coalizione e nel partito. In una fase così delicata della vita politica ragusana D'asta capisce che non è possibile esasperare le tensioni nel partito ma sente l'obbligo di partecipare in modo attivo ad un confronto che dovrà dare risposte definitive ai cittadini.
La settimana santa a Ibla
La settimana santa a Ibla
I riti religiosi della Settimana santa, a Ragusa Ibla, prendono il via oggi. A Ibla c'è una particolare devozione che prevede il primo appuntamento è fissato alle 10,30 con la benedizione delle palme, ai Giardini iblei, e la processione verso la chiesa Madre di San Giorgio dove si terrà la santa messa solenne. Sempre domani, nel pomeriggio, si terranno tre processioni da parte di altrettante confraternite. Alle 16,45, dalla chiesa dell’Itria, prenderà il via la processione della confraternita “Santa Maria Addolorata dell’Itria”. Alle 18,45 dalla chiesa della Maddalena, la processione della confraternita “Santa Maria Maddalena”. Alle 19,45, dalla chiesa di San Francesco all’Immacolata, la processione con “Gesù alla colonna” della confraternita “Santissimo Rosario – Sciabica”. Particolarmente suggestiva l'immagine che pubblichiamo realizzata da qualcuno della confraternita.
Ci risentiamo lunedi.
Ci risentiamo lunedi.
Il gruppo Renzi chiede tempo e rinvia la conferenza stampa di questa mattina nella quale sarebbe stata ufficializzata la candidatura di Mario D'asta per le primarie di coalizione. Occorre prima di tutto capire in verità, chi farà parte della cosiddetta coalizione di centrosinistra perchè i partiti continuano a perdere tempo e non trovano l'accordo su nessun punto. Diversa la questione invece per il PD dove è vero che Calabrese, da segretario cittadino ha raccolto il consenso di quasi tutti gli iscritti ma in pratica non c'erano altri pretendenti. D'asta dunque rivendica prima di tutto una completa libertà di pensiero sulle problematiche cittadine, come ad esempio l'acqua, e poi insiste sulla necessità, comunque, di indire le primarie per dare seguito proprio alla parola che completa il simbolo del partito e quindi la democrazia. In questo week end ci sarà sicuramente l'occasione per discutere e lunedi Mario D'asta riproporrà la sua candidatura alla luce di nuove informazioni. Secondo noi della redazione non sembra ci possano essere altre novità in questi due giorni se non per constatare che c'è in atto quasi un defilarsi dalle posizioni ufficiali e consuete. Probabilmente la lotta si farà tra formazioni eterogenee e multipartitiche con sorprese dell'ultima ora. Intanto è arrivato il comunicato ufficiale del Partito Democratico della città di Ragusa che riunitosi attraverso il proprio organismo dirigente cittadino ha discusso a dell'individuazione di un candidato sindaco del Pd da offrire al tavolo della coalizione. Una ventina gli interventi, centrati sulle caratteristiche che deve avere il candidato e sull'apporto che lo stesso può dare per l’elezione a sindaco della città di Ragusa. Erano presenti 91 componenti su 134 (più diversi iscritti e simpatizzanti che non fanno parte ufficialmente dell'organismo mentre altri erano assenti perché ammalati o impediti alla partecipazione per motivi lavorativi). L’organismo ha individuato con 3 contrari e 2 astenuti (tra cui il segretario) la figura di Peppe Calabrese come candidato che il Pd mette a disposizione della coalizione per la competizione elettorale. Calabrese ha ringraziato i componenti del coordinamento cittadino per questo attestato di fiducia e di riconoscimento del lavoro svolto, sia in consiglio comunale, sia nella gestione del partito cittadino. Il segretario ha dichiarato di accettare con riserva, in quanto essendo la candidatura messa a disposizione della coalizione ha chiesto che la stessa possa essere un'opportunità per tutti i partiti che insieme con il Pd si presenteranno ai cittadini e non vuole che possa essere vista come una fuga in avanti del partito che democraticamente ha individuato con il coordinamento cittadino la candidatura stessa. Il Pd, con questa candidatura, non intende inficiare i rapporti di coalizione creatisi e da creare, perché l'obiettivo è quello di dare vita ad una grande coalizione che si ponga alla guida della città. Nel caso in cui la figura dal Pd individuata non risultasse utile al perseguimento di questo obiettivo, i democratici si dicono disponibili a ritirarla per il bene comune.
La crociata di Crocetta sulla formazione.
La crociata di Crocetta sulla formazione.
Non siamo molto esperti della questione che riguarda la formazione ma il comune sentire parla di un mondo dove sono stati spesi miliardi di euro e che in pratica non è servito a nulla. Non crediamo che tutto questo sia vero, non certo al 100%, ma è indubbio il fatto che in quel settore nel passato è stato visto di tutto. Ora Crocetta fa il crociato e parte lancia in resta per abbattere le mura nemiche. Ma siccome non è uno stratega ma gli interessa farsi vedere in prima linea, magari ci scappa poi una bella intervista in Rai, buttà giù tutto e l'intero castello rischia di cadergli sulla testa. La formazione è senza dubbio una voragine che non conosce limiti che però ci sono e si chiamano organizzazione e soprattutto dipendenti. Molti di questi da un momento all'altro si troveranno in mezzo ad una strada e allora cosà accadrà? Per parlare della cosa abbiamo preferito riportare un articolo del sito Siciliainformazioni.com che sembra abbastanza circostanziato. Non siamo qui per accusare nessuno”. Rosario Crocetta non vuole parlare del passato, ma sulla vicenda formazione, ed in particolare sulla notizia del buco da oltre 400 milioni di euro nei fondi per finanziare l’Avviso 20, registra un dato “quantomeno amaro”: “Le somme previste – dice il presidente della Regione – non erano presenti nel Bilancio”. In poche parole, è stato fatto un piano triennale con soli 282 milioni, senza quindi avere la certezza di potere ottenere il finanziamento per portarlo al completamento. Tutto questo a spese di circa 8 mila dipendenti del settore formazione professionale, e 196 enti, che secondo il piano dell’Avviso 20, però, sarebbero dovuti essere molti di più (circa due mila). Ma i soldi non ci sono più, o meglio, come dice l’assessore Nelli Scilabra, “non ci sono mai stati”, perciò il futuro del mondo della formazione professionale adesso dipende dalla nuova riforma che si sta studiando e che sarà improntata fondamentalmente su nuovi bandi. “L’esperienza con l’Avviso 20 si è conclusa – dice Crocetta – , non metto in dubbio la buona fede con cui si è lavorato in passato per la formazione, ma allo stato attuale non c’è la copertura contabile, perciò stiamo rivedendo la strategia”. Il primo passo della nuova ‘strategia’ è la riprogrammazione. Ovvero: nuovi bandi, leggi che obblighino a non assumere impegni di spesa senza avere la copertura finanziaria, un vero apprendistato in azienda che punti all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, corsi di riqualificazione, e anche un ufficio che si occuperà dei pagamenti pregressi: ce ne sono alcuni che risalgono addirittura al ’98. Infine, il ‘Piano giovani’, per il quale ci sono già 452 milioni di euro, e con il quale si copriranno le spese della formazione per circa un anno, al termine del quale partirà la riprogrammazione, e quindi si faranno i nuovi bandi. Il governo regionale sta cercando di riformare quello che ha definito “un mercato totalmente anarchico, dove in passato si sono verificate ingiustizie gravi”, e per questo l’assessore Scilabra ha annunciato di voler riprendere alcuni aspetti della legge 24, ed in particolare “proprio quelli a garanzia dei lavoratori”. L’idea è quella di arrivare ad un sistema di tipo pubblico, anche se gli enti rimarranno privati, e per i lavoratori che saranno esclusi dai bandi, Crocetta annuncia che se ne occuperà in termini di “solidarietà sociale”. Nel frattempo, già 235 enti di formazione sono stati cancellati, su tutti gli altri si sono avviate delle ispezioni. In particolare, per 43 enti sono già state accertate delle irregolarità per quanto riguarda delle “inadempienze retributive”: gli enti non pagavano i dipendenti. Medea, Usmi, Ial Sicilia, Ecap Caltanissetta, Genesi di Messina, Trinacria di S. Agata di Militello ed Eureka sono solo alcuni degli enti per i quali è stata avviata la procedura che toglierà loro gli accreditamenti. E ancora, il Lumen, il Training Service, il Cufti. “In molto casi – spiega il presidente della Regione – si usa dare questi enti agli autisti dei deputati”. Per questo si sta portando avanti una, come la chiama Crocetta, “operazione di cleaning”: “Ci sono procedimenti avviati nei confronti di enti anche molto grossi – dicono – , che hanno ricevuto i soldi per i lavoratori e li hanno usati per pagare i loro debiti, dovuti magari all’acquisto dell’ente stesso”.
Perciò si vedrà come sono organizzati gli enti, quali sono quelli seri, e quali vanno chiusi, istituendo poi un fondo a parte per pagare gli stipendi ai lavoratori.
Questa è la “rivoluzione della Formazione” che Rosario Crocetta vuole mettere in atto, e per chi non fosse contento, il governatore annuncia che di progressi se ne continuano a fare anche nel campo dell’antimafia: “Abbiamo revocato appalti a cinque imprese – annuncia Crocetta ai giornalisti – : quattro per informative atipiche una per informativa negativa”. Il settore interessato è stato quello dell’acqua e rifiuti, e anche un ente di formazione in provincia di Agrigento, quindi sei in tutto. All’energia, inoltre, sono state revocate quattro autorizzazioni a imprese private, tra cui una di Roma. E ancora: revocati anche i contributi strutturali a nove aziende agricole.
