Pochi..... ma buoni?

Pochi..... ma buoni?

sindaci a comisoUna, purtroppo, sparuta rappresentanza di amministratori locali ha partecipato questa mattina a Comiso, presso l'aeroporto, alla riunione indetta dal sindaco Alfano per chiedere collaborazione ed aiuto ai colleghi di questa parte della Sicilia orientale. Erano stati invitati oltre una sessantina di comuni ma, questa mattina, c'erano appena 15 tra sindaci e assessori. Presente, e questo è stato un passo avanti importante, anche l'on Gurrieri neo commissario della Camera di commercio di Ragusa. Alfano ha aperto l'incontro spiegandone, con molti dettagli, le finalità.  Entro qualche giorno dovremo dire ad alcune compagnie  aeree, in particolare l'Airone, che sembrano intenzionate ad venire a Comiso, quale aiuto si possa dare da parte del territorio. Così ha esordito Alfano e poi ha ricordato che per attivare dei collegamenti aerei occorre che si faccia della promozione per richiamare quanti più passeggeri possibili su questa tratta ipotetica che dovrebbe portare in Sicilia e a Comiso  in particolare. I  presenti, seppur non numerosi, hanno subito dichiarato la loro disponibilità, condizionata però ad una idea precisa di quello che si intende fare. Ad esempio il sindaco di Vittoria, Nicosia, ha detto  che la sua città ha già dato molto in termine di supporto logistico all'aeroporto ma ora, dovendo provvedere a nuovi interventi, questa volta materiali e cioè in denaro contante,  si chiede di sapere esattamente quale è il piano degli interventi. Insomma non basta dire che si farà della promozione si deve capire in che termini, a chi potranno essere destinati i fondi etc etc. Così anche gli altri amministratori che si sono posti il problema burocratico per una delibera di contributi a fondo perduto per un ente come l'aeroporto di Comiso.   L'on Gurrieri,  in quello che possiamo definire il suo primo intervento pubblico in veste di commissario della Cam Com, ha assicurato che la questione gli sta molto a cuore anche perchè l'ente Camerale è anche socio della SAC di Catania e possiede un  ottavo del capitale,  per essere precisi. Dunque Gurrieri farà certamente qualcosa compatibilmente ai tempi e, crediamo noi, anche alla atavica lentezza della Camera di Commercio di Ragusa. Gurrieri è stato anche l'unico a chiedere quali sono le disponibilità di cassa della Soaco e del Comune  stessi  che chiedono aiuto ma devono far sapere quale è la loro situazione economica. Alfano ha precisato che in cassa ci sono più di 10 milioni di euro ma tali fondi dovranno servire a coprire le preventivate perdite dei prossimi tre anni di gestione. Una teoria un po forte, come abbiamo detto altre volte, perchè si chiedono sacrifici ai comuni ma la società di gestione dell'aeroporto si preoccupa davanti all'ipotesi di impegnare  i suoi fondi di riserva. Ci preoccupa pure il fatto che  il socio di maggioranza, la Sac di Catania, non intervenga in nessuna di queste riunioni  senza  dire che è pronta  a supportate lo start up dell'aeroporto. Un aiuto è arrivato, invece,  dal Distretto Turistico che ha annunciato la pubblicazione dei bandi riservati al turismo da parte della regione con la possibilità di attingere a finanziamenti destinati alla promozione. Il presidente del Distretto ha proposto ad esempio  l'aumento della tassa di soggiorno in tutto l'area iblea in modo da poter contare su un'entrata certa e annuale per incentivare le compagnie in modo proporzionale agli arrivi. E' un investimento che darà i suoi frutti a patto che a fare la loro parte siano prima di tutto Soaco e Sac.


Teatro al Lumiere

Teatro al Lumiere

teatro_palchidiversiVenerdì 05 Aprile alle ore 21:00 al Cine Teatro Lumière di Ragusa, nell’ambito della Rassegna Palchi Diversi 2012/2013, la Compagnia G.o.D.o.T. è lieta di presentare lo spettacolo di Produzione del Teatro Piscator di Catania IL DIO DEL MASSACRO, il testo di Jasmina Reza che ha ispirato il film Carnage di Polanskj, con la Regia di Simona Scuderi. L'Ingresso €.10 in prevendita (€.8) presso Silvia Galifi al 339.6188504. Come sempre pria dello spettacolo verrà offerto un piccolo cockatail.
Due coppie di genitori. Un salotto. Una lite tra i rispettivi figli il pretesto del loro incontro.   Sembrerebbe la descrizione di una giornata banale, noiosa, di una qualsiasi famiglia borghese. Invece, dopo un inizio pacato e lucido, tollerante e farcito di convenevoli, la maschera della formalità cade miseramente lasciando il posto al cinismo, alla ferocia, alla frustrazione che alberga nell'animo umano; "il dio del massacro" appunto, che ci governa e col quale tutti dobbiamo quotidianamente fare i conti.
Un testo sarcastico, pregno di battute al vetriolo, politicamente scorretto, eccezionalmente serrato e scorrevole questo di Yasmina Reza, che ha ispirato il film "Carnage" di Roman Polanski.
Lo spettatore viene accompagnato per mano verso gli abissi dei propri tormenti delle proprie fragilità e dei fallimenti che costantemente cerchiamo di nascondere con risultati talvolta convincenti, più spesso goffi e irreali. Non ci sono vittime nè carnefici, vincitori o vinti.
Senza un solo grammo di moralismo, il dio del massacro costringe l'uomo a fare la cosa più elementare ma al tempo stesso complicata: prendere atto della sua scomoda presenza e imparare a conviverci, guardarsi allo specchio e, nonostante tutto, riconoscersi. Nessuno può evitare questa analisi, non si fanno sconti. Nessuno si salva.


Inserimento lavorativo nel settore caseario

Inserimento lavorativo nel settore caseario

mozzarelleCentoventi domande di ammissione per soli 20 posti disponibili. “D.O.P - Dentro ed oltre la professione”, percorso finanziato da Italia Lavoro all’interno della misura “Botteghe di Mestieri” e che prevede l’attivazione di 20 tirocini formativi in provincia di Ragusa presso alcuni centri di eccellenza nella produzione del lattiero caseario, ha riscontrato un grande consenso tra i candidati.

Il progetto mira a coinvolgere le eccellenze italiane per favorire lo sviluppo dell’artigianato e l’inserimento lavorativo dei giovani di età compresa tra i 18 anni ed i 29 non ancora compiuti.

Le domande di ammissione sono scadute il 28 marzo.

Adesso toccherà ad "Italia lavoro" effettuare una prima scrematura a carattere formale delle richieste giunte da Ragusa. Poi sarà lo staff del Consorzio "La Città solidale" a selezionare i 20 candidati. L'inizio della bottega di mestiere è prevista per la seconda settimana di giugno. Il Consorzio “La Città Solidale” ha curato la fase di progettazione ed accompagnerà l’aspetto formativo dello sviluppo competenze dei tirocinanti e nei confronti delle aziende.

"Il numero dei curricula arrivati - spiega Aurelio Guccione, presidente del consorzio "la Città Solidale" - testimonia senza dubbio della bontà del progetto. La bottega di mestiere che abbiamo progettato è molto aderente al territorio, alle esigenze delle sue imprese e dei suoi giovani. Ma non possiamo nasconderci dietro un dito: il numero dei candidati racconta a chiare lettere di un lavoro che manca, soprattutto ai giovani".

Un dato di fatto che, però, rende maggiori meriti all'iniziativa.

"Lo slogan che abbiamo scelto per questa bottega di mestieri  - spiega Aurelio Guccione, presidente de “La Città Solidale”  – sottolinea che il fare è la strada migliore per imparare. Ne siamo convinti da sempre e per questo continuiamo ad impegnarci per studiare progetti che guardino a bandi utili per la provincia di Ragusa. Non è importante il fatto che giungano dei fondi per i tirocinanti, ma il fatto che attraverso questi fondi si possa realizzare qualcosa di importante e duraturo. Abbiamo coinvolto realtà aziendali molto serie e che hanno un reale bisogno di creare figure professionali che possano crescere in azienda. A Ragusa era naturale fare riferimento al settore del lattiero caseario”.

Ente capofila del progetto è la cooperativa “Ragusa Latte”. Gli altri partner sono “Casearia siciliana”, Caseificio “Progresso”, Caseificio “Giuseppe Bellina” e “Progetto Natura”.

 


Ma la Cgil sta nel PD?

Ma la Cgil sta nel PD?

IcgilLa nota politica di Giovanni Avola ha suscitato alcune proteste nell'ambito dei sindacati. In particolare riceviamo un commento a firma di Tommaso Fonte ex segretario dello stesso sindacato ora diretto da Avola. Non crediamo opportuno pubblicare per intero quanto scritto da Fonte perchè ci sono motivazioni personali e legali tra loro che non ci permettono di affrontare l'argomento con distacco. Però la valutazione politica di Fonte può essere sottoposta al vaglio dei  lettori. Ecco cosa scrive :  La nota politica di Giovanni Avola, pseudo segretario provinciale della Cgil(un segrario della Cgil non l’avrebbe mai scritta) altro non e’ che la conferma dello stato di totale perdita di identita’, di rispetto verso gli iscritti alla Cgil e della totale dipendenza di questo personaggio da logiche squallide e gravemente penalizzanti per la storia,l’etica politica e comportamentale del sindacato ibleo che sotto la sua direzione ha smarrito qualsivoglia capacita’ di azione sindacale,di rappresentanza dei lavoratori,di qualita nella gestione delle tante vertenze aperte nel territorio e mai una portata a compimento. E Fonte  prosegue: Non credo ci siano precedenti a mia memoria, di un segretario di sindacato e della cgil in particolare,che smesse le vesti di dirigente della cgil,a seconda delle occasioni, decida di prendere direttamente e personalmente posizioni politiche di partito e per di piu’ firmandosi come tale(sic…) nel mentre riveste la carica si segretario della Cgil. Cio’ viola apertamente lo statuto della Cgil,le sue regole deontologiche interne facendo ancor piu’ precipitare il sindacato nel caos in cui questo personaggio l’ha portata negli ultimi anni.Quanto al significato della nota credo sia semplicissimo interpretarla:Avola da tempo punta ad una candidatura..................Purtroppo per lui,pur con tutti i limiti che vive il Pd non c’e’ spazio per Avola  per tanti motivi Quanto poi al fatto di definire Avola uomo di sinistra,devo dire che ci vuole un bel po’ di fantasia….

Questo il commento, almeno in quella parte che possiamo pubblicare senza incorrere nelle ire di Avola.  Fonte  come sappiamo ha molto da ridire a causa di pessimi rapporti con il suo successore alla guida della CGIL. Non vogliamo entrare nel merito e l'unica cosa che però ci possiamo permettere di dire è che effettivamente la Cgil non è del PD e forse il richiamo è pertinente. .


Fermata a richiesta.

Fermata a richiesta.

bus primarieGiovanni Avola vuole assumere un ruolo di responsabilità all'interno della neo nata formazione della sinistra regionale e fa delle dichiarazioni che obbligano a pensare. In vista delle "attese" primarie di coalizione  eccolo spuntate con una  sentenza che non ammette mezze misure e richiama i suoi, appunto, a riflettere. Avola infatti dice: "La decisione assunta a Palermo da PD, UDC, Megafono e Territorio per rafforzare e dare slancio al centrosinistra si muove nella direzione di consolidarlo attraverso le primarie nelle imminenti elezioni amministrative. Tuttavia esse non sono realizzabili in tutti i vari comuni in cui si andrà a votare. Non è pensabile, ad esempio, che chi era intruppato sino a qualche mese fa nel centro destra o chi ha cambiato pelle e casacca di settimana in settimana ed inoltre, è già da mesi in campagna elettorale per la carica di Sindaco, possa, ora, essere candidato alle primarie del centrosinistra. Il centrosinistra non è un autobus dove si può salire a proprio piacimento all’ultima fermata.  I riferimenti sono chiari. Carpentieri  è stato uomo di centro destra nella sua Modica e Cosentini è in lizza da tempo. Allora che biosgna fare? Avola probabilmente non ha parlato con Calabrese e nenache con Zago. La decisione delle primarie è scaturita dalla battaglia palermitana ed è sembrata, forse, l'unico soluzione per tenere unito il fronte e comunque legittimare il candidato unico, qualunque esso sia. Ma Avola probabilmente ha ragione ed incarna il concetto  che molti della sinistra iblea vorrebbero esprimere ma che non hanno il coraggio di farlo. Allora quale è la strada da seguire? Niente primarie con Cosentini? Deve il rappresentante di Territorio anadre dunque da solo?  Chi deve essere il candidato del centrosinistra a questo punto? Sono tutte domande alle quali bisogna rispondere in tempio brevi. Lo stesso vale naturalmente per Modica dove si sta prospettando un quadro altrettanto confuso e variegato.


Una riflessione aero.....pasquale

Una riflessione aero.....pasquale

Aeroporto-Comiso-470x276Comiso si interroga sul suo futuro e martedi prossimo saremo lì per dare una mano a Dibennardo e Taverniti in quella che sembra una battaglia persa in partenza. Negli ultimi sussulti del  governo Monti, il ministro Passera e il viceministro hanno portato   in Consiglio dei ministri  un piano che mira a ridurre i costi dello stato negli aeroporti . Il principio cardine del progetto è che  potranno contare sul pagamento dei servizi da parte dello Stato (dai vigili del fuoco alla polizia, ai servizi sanitari) solo ed esclusivamente gli aeroporti in grado di produrre conti economici in equilibrio, oppure con una tale importanza strategica da giustificare l’eccezione. La regola prevede, in sintonia con il piano dell’Enac, una base minima di 1 milione di passeggeri l’anno di traffico. L’asticella verrebbe abbassata a 500 mila per gli scali che sono unici nella loro regione oppure funzionali a un territorio caratterizzato da scarsa accessibilità. Infine potrebbero non essere vincolati strettamente al numero dei passeggeri alcuni aeroporti indispensabili per garantire la continuità territoriale, oppure destinati alla delocalizzazione del traffico dei grandi aeroporti. Applicare questi criteri vorrebbe dire chiudere una buona metà degli scali italiani oggi funzionanti.La previsione è che dei 100 attualmente in servizio se ne salverebbero non più di una cinquantina. Scali come quelli di Parma, Ancona o Firenze non avrebbero molti argomenti per resistere. Ma nemmeno Malpensa (con 19 milioni di passeggeri nel 2011) si salverebbe, anche se i suoi numeri ne fanno una realtà di tutt’altro livello, con buona pace dei progetti della Sea e del Comune di Milano. L’aeroporto di Viterbo, ipotetico terzo scalo della capitale, è destinato ad essere cancellato dall’agenda delle cose fattibili. Stessa sorte per quello di Grazzanise, da anni candidato ad affiancare Napoli Capodichino in Campania. Il problema è Comiso che non è ne carne ne pesce. E' ormai realizzato ma non ha numeri su cui fare valutazioni e progetti e quindi non può far parte di una lista o dell'altra.  Bisogna, però, per leggere questa situazione andare indietro a poco più di un anno fa quando la specifica commissione europea ha affrontato la questione degli scali minori.  Alla fine della discussione è stata approvata una mozione che tende ad evitare  una proliferazione di aeroporti regionali e osserva che il loro sviluppo dovrebbe essere mirato a evitare la creazione di infrastrutture aeroportuali poi inutilizzate o utilizzate in modo inefficiente, che finirebbero per costituire un onere economico per le autorità responsabili; incoraggia invece il rafforzamento dei collegamenti esistenti, soprattutto nelle zone che presentano difficoltà geografiche (come ad esempio le isole), plaude pertanto a ogni iniziativa volta a sviluppare il ruolo del trasporto pubblico, anche su strada, per favorire i collegamenti e sottolinea che i finanziamenti pubblici agli aeroporti regionali devono essere compatibili con gli articoli 106 e 107 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato; chiede alla Commissione di riesaminare la decisione 2012/21/UE riguardante l'applicazione dell'articolo 106, paragrafo 2, che abbassa a 200 000 passeggeri l'anno la soglia per stabilire quali aeroporti possano ricevere aiuti di Stato senza essere tenuti a darne notifica alla Commissione, tenuto presente che gli orientamenti comunitari 2005/C 312/01 indicano quale soglia di redditività per gli aeroporti un traffico di almeno 500 mila passeggeri l'anno;  ritiene che gli aeroporti regionali, a causa del loro impatto ambientale ed economico, debbano essere adeguatamente sostenuti dalle autorità nazionali e regionali, essere oggetto di consultazione locale e regionale e, sulla base di analisi costi-benefici, essere considerati ammissibili alla domanda di finanziamento nel quadro dei fondi dell'UE, così come di altri strumenti di ingegneria finanziaria finanziati dall'Unione europea nell'ambito del nuovo quadro di programmazione; Il termine regionale però non si deve intendere  facendo riferimento solo alla Regione come la Sicilia o la Calabria piuttosto si pensa ad area generalizzata da collegare e dove non ci sono aeroporti di snodo, i famosi hub. Catania è un grande aeroporto ma non fa da hub e quindi è un aeroporto regionale che offre tutto quello che chiede la commissione per poter accedere ad altri finanziamenti visto che  raccomanda che si  tenga conto delle opportunità offerte dagli aeroporti regionali come parte della rete europea di trasporto centrale. Sempre a Strasburgo si  chiede di  sostenere lo sviluppo degli aeroporti regionali esistenti e la costruzione di nuovi (specialmente nei paesi in cui gli aeroporti nazionali sono ubicati in aree remote ), a prestare particolare attenzione allo sviluppo territoriale equilibrato delle regioni corrispondenti ai livelli I e II della nomenclatura delle unità territoriali per la statistica (NUTS), al fine di garantire l'innovazione e la competitività in regioni che sono molto distanti dalla capitale e non beneficiano di un buon accesso ai trasporti e di agevolare lo sviluppo di veri snodi economici e di trasporto;  sottolinea che un adeguato sviluppo degli aeroporti regionali contribuisce a uno sviluppo parallelo del settore turistico, che è di vitale importanza per molte regioni europee. Si  rileva infatti che il turismo sta dimostrando di avere una maggiore resistenza alla crisi economica e che qualsiasi aspetto o decisione di politica economica suscettibile di promuovere o fare avanzare questo settore, come nel caso del trasporto aereo e delle infrastrutture aeroportuali, merita particolare attenzione. Accade ora che taluni aeroporti regionali sono in attività soltanto nei periodi di massiccio afflusso turistico, il che comporta spesso problemi organizzativi supplementari, maggiori costi unitari duqnue  bisognerebbe  nuova legislazione nel settore che tenga conto della specificità e delle problematiche di questi aeroporti regionali attivi su base stagionale. Dunque assodato che gli aeroporti regionali rivestono un'importanza sempre crescente per le compagnie charter e a basso costo la conclusione è che  bisogna elaborare una strategia che favorisca il trasporto merci e agevoli la cooperazione tra aeroporti regionali vicini. Si sollecitano le autorità degli Stati membri a proporre piani di sviluppo riguardanti gli aeroporti regionali già esistenti e a renderli più efficienti perchè non dovrebbero favorire un aumento del debito pubblico ma dovrebbero, in generale, essere economicamente sostenibili. Tutto questo porta ad una diversa interpretazione del problema. Gli stati devono rendersi conto della necessità degli aeroporti regionali ma occorre almeno essere considerati tali. Secondo noi alla luce di quanto scritto dalla commissione europea i titolari dello scalo comisano devono affrontare con determinazione il problema apertura. Catania deve decidere di investire qualcosa oltre ai fondi spesi per l'acquisto delle quote. Se servono euro per le incentivazioni perchè non si possono usare i soldi delle quote per azioni di marketing e azioni di sostegno alle compagnie?

 


Dramma Sacro a Vittoria.

Dramma Sacro a Vittoria.

La deposizioneChi è smarrito, chi cerca la redenzione, chi si sente solo ed abbandonato. Lassù sul Golgota, vicino al corpo martoriato di Gesù, si aggirano maschere d’umanità, inquiete e confuse, anime travagliate, costrette a barcamenarsi dentro il girone dantesco della loro esistenza, precaria, fragile, quasi disumana. I volti non si riconoscono, non devono riconoscersi. Perché quello smarrimento non ha colore della pelle, etnia, età, sesso. E forse non ha nemmeno spazio temporale, tantomeno  geografico. Le coordinate, lassù, sul Golgota, si  annullano. Vestito di nero, quasi ad annullare ogni possibilità di riconoscimento che non sia quello “ontologica” dell’essere umano, il Coro del Dramma Sacro racconta ai suoi fratelli “contemporanei” la  tragedia di ognuno e di tutti. Ciò che il direttore artistico Massimo Leggio definisce “il percorso travagliato e irto di contraddizioni che l’uomo, ogni uomo, di ogni tempo, deve compiere, se vuole scoprire in sé la scintilla dell’eterno: dall’oscurità, dall’inautenticità, dalla mistificazione alla luce, alla Verità”. Ecco il sentimento del Prologo che narra, nella forma greca del coro, all’uomo che sta “sotto” la Croce, sopra è il proscenio del Dramma Sacro, la necessità di piangere insieme.

“Vale più una sola lacrima sparsa meditando sulla passione di Cristo, che un pellegrinaggio sino a Gerusalemme ed un anno di digiuno a pane e acqua”.

“E’ in questa frase di Sant’Agostino - spiega Leggio - che trovo assonanza con l’atmosfera lugubre e dolorosa che pervade il Golgota nel giorno della crocifissione e morte di Cristo. Dolore che permea l’intera umanità dinanzi al sacrificio del figlio dell’uomo, estremo atto salvifico che, pur compiendosi dentro una dimensione temporale “infrange l’ambito della storia e va al di là di essa” (Benedetto XVI).

Dolori e lacrime, emozioni che si dilatano nel tempo fino ad intrecciarsi. Ancora una volta, lì, sul Golgota, la cronaca fa un passo indietro, consegnando alla spazialità umana, il simbolico passaggio di testimone tra le lacerazioni interiori di una donna ed un’altra a cui hanno ucciso i figli.

Dopo il Coro, è Valentina Ferrante (Narratrice) ad irrompere sulla scena del Dramma Sacro raccontando il dolore di una madre a cui è stato violentemente reciso il cordone ombelicale. Di lì a poco, arrivano Maria (Liliana Stimolo), Maddalena (Pinuccia Vivera) e il miracolo della “liturgia” scritta da Alfonso Ricca si compie un’altra volta ancora. Grazie al contributo appassionato di Filippo Brazzaventre (Poeta); Giovanni (Giovanni Arezzo), Misandro (Alessandro Sparacino), Longino (Giovanni Santangelo), Nizech (Emanuele Puglia); Giuseppe (Emanuele Nicosia); Centurione (Massimiliano Nicosia). Massimo Leggio, oltre a curare la regia, porta sulla scena un’ispirata versione del personaggio di Nicodemo. Sono loro ad evocare la storia della disputa della sepoltura di Gesù. Con consumata maestria, gli attori intessono le trame narrative con il patrimonio culturale della tradizione del Venerdì Santo. E il pubblico torna a commuoversi, a “piangere”. Anche il Coro scende giù, è insieme a loro, per una catarsi emozionale che si è compiuta. Ancora una volta. Ma quel pianto, quelle lacrime, accompagnano ancora Gesù, Figlio di Dio, sino a quando il suo martoriato corpo non viene deposto alla Basilica di San Giovanni Battista.

Rispetto al testo, i versi del Ricca rimangono immutati. Si registra una novità per quanto riguarda il prologo. A partire dalla scrittura. Che è opera di Valentina Ferrante con la collaborazione di Liliana Stimolo. Il prologo è tutto incentrato sulla contemporaneità. Un’evocazione del presente tragico. Affinché produca una catarsi collettiva. L’uomo di oggi è stanco e vede solo il buio della notte. Leggio ha voluto che gli attori portassero in scena delle maschere. Per un disvelamento successivo ovvero la ricerca della luce. Che poi è la ricerca della propria identità.

L’epilogo è affidato ai testi di Emanuele Giudice. Liliana Stimolo, oltre ad interpretare Maria, ha ideato i costumi. L’organizzazione è opera di Rosalba Amorelli. Angelo Rizza è direttore di scena.

La conclusione del dittico sulla Passione di Cristo si celebra domenica 31 marzo, alle 20.30, nella Basilica di San Giovanni Battista. Dove viene rappresentata la Resurrectio. La narrazione è il risultato di una commistione tra un testo del Ricca e uno di Emanuele Giudice. Agli attori menzionati si aggiunge l’apporto di Germano Martorana.

 


Il tempo stringe. Le primarie fissate per il 14 aprile. Il secondo circolo si fa avanti.

Il tempo stringe. Le primarie fissate per il 14 aprile. Il secondo circolo si fa avanti.

fascia-sindaco1-470x3461-400x215Non c'è davvero tempo da perdere e così si è già messa in moto la macchina organizzatrice delle primarie di centrosinistra.Infatti  già  sabato mattina i  rappresentanti della coalizione,  per il Pd Peppe Calabrese, Nanny Frasca, per l’Udc,  Sonia Migliore, Valerio Spadaro, Nuccio Scribano, Salvatore Fidone, per Megafono – Territorio, Venerando Suizzo, su indicazione delle rispettive segreterie regionali che fanno riferimento al Governo regionale siciliano presieduto dal presidente Rosario Crocetta hanno stabilito  di tenere le primarie di coalizione del centrosinistra ragusano domenica 14 aprile dalle 8,00 alle 22 al fine di scegliere il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra tra i candidati che saranno espressi singolarmente dai partiti della coalizione.  Viene contestualmente costituito un comitato organizzatore che si riunirà il prossimo martedì pomeriggio per regolamentare le primarie stesse e ricevere le candidature, entro giovedì 4 aprile.  Fanno parte del predetto comitato: per il Pd Nanni Frasca, per l’Udc Ettore di Paola, per Megafono Claudio La Mattina, per Territorio Venerando Suizzo.  I punti programmatici di riferimento della coalizione sono quelli già  espressi dal Governo Crocetta.  Questo il comunicato ufficiale che decreta le primarie e la  data entro la quale si accetteranno le candidature. Appena qualche giorno se si considera una pausa, breve ma opportuna, per la Pasqua,  già per il prossimo giovedì si dovranno sapere i nomi.  Ma tutti sanno chi vuole fare il sindaco e quindi, direte voi,  non c'è problema. Eppure vi dico che queste primarie sono molto delicate.   E per dimostrarlo facciamo la cosiddetta fanta-politica che ci permette di  inventare storie che, magari, non sono assolutamente vere. Dunque , come  ben sappiamo  ci sono troppe cose in gioco.  Prima di tutto la tenuta della coalizione.  Anche nei commenti dei nostri lettori si arguisce che non basta dire che si fa parte della stessa coalizione per poter prender i voti di tutti gli altri. Chi assicura che questo avverrà? E poi chi perde le primarie cosa si gioca? Cosentini poco, secondo me, perchè  viene  pur sempre considerato un pesce fuor d'acqua, da quella parte. Ma lui è organizzato e se vincesse cosa succederebbe? La gioiosa macchina da guerra delle PD  darebbe segnali di scompenso e si cercherebbe il capro espiatorio, facilmente individuabile, in chi, alla fine, ha voluto per forza queste primarie. Sappiamo che il partito di Calabrese ha troppe anime che non vedono l'ora di mettere  in mostra la loro esistenza e dignità.  Basti pensare che martedì 02/04 alle ore 15:30 presso i locali di Vico Cairoli n. 33(Palazzo Cocim), si terrà una conferenza stampa del cosiddetto secondo circolo  al fine di rendere nota la loro  posizione e le proposte per le prossime elezioni amministrative, anche alla luce delle recenti evoluzioni intercorse nel panorama politico locale.  Vuol dire che  ci possono essere  delle novità interne. Lo  stesso vale per  l'UDC e Megafono. Quest'ultimo, proprio in queste ore ,  deve preoccuparsi di incontri palermitani dove si sta decidendo di aprire un nuovo fronte interno. L'Udc infine non è più quello dei bei tempi andati e misurarsi con delle primarie   potrebbe essere sbagliato visto che saranno evidenti i  numeri e le proporzioni. Insomma se dovessi dare un consiglio al di fuori della fantapolitica  sarebbe meglio arrivare ad un accordo programmatico, serio, di coalizione eliminando la lotta fratricida delle primarie.


Il dilemma (Di) pasquale

Il dilemma (Di) pasquale

cosentini_giovanni-300x250Sarà il tormentone di questo week end pasquale. Cosa farà Cosentini? Qualcuno da per certo che il candidato a sindaco per Territorio non accetterà di partecipare alle primarie e andrà avanti da solo. Questa ipotesi piace soprattutto a quelli del centrodestra che avevano approfittato della confusione per fare l'accordo trasversale. Se Cosentini resiste nella sua posizione si può continuare nella strategia e via. Ma da osservatore esterno posso dire che non sembra la soluzione migliore. Cosentini rappresenta un movimento , Territorio, che fa parte della coalizione di centrosinistra e deve rispettarne le regole. Cosi è stato deciso a Palermo e  questa presa di posizione, ferma, è vanto, dicono loro, di Calabrese e Lamattina soddisfatti del traguardo raggiunto. Ora Cosentini ha di fronte il colpo vincente e definitivo: aggiudicarsi le primarie e far tacere ogni tipo di protesta, remora o contestazione.  Lui ha le carte in regola per farlo. E' partito da tempo, la sua macchina organizzativa è rodata e può contare su un manipolo di fedelissimi che si dovranno, giocoforza, fare in quattro per lui. Cosa c'è invece nelle altre forze della coalizione? Un quadro non definito. Dal Megafono al PD passando dall'UDC,tutti i partiti mostrano segni di scollature interne  con varie correnti e spaccature.  Dipasquale che ha suggerito a Cosentini di  accettare le primarie considera questo momento come una possibile definitiva legittimazione del movimento che poi non dovrà trovare ostacoli o ripicche. Ma è questo il grande punto interrogativo. C'è la maturità in tutti i partiti di accettare i risultati delle primarie? Potrebbe darsi invece che a risultati confermati gli sconfitti scendano dal treno. Su questo ci deve essere l'assicurazione di quei dirigenti che a Palermo hanno avallato la scelta della consultazione pre elettorale. Naturalmente il discorso vale per tutti, da un parte e dall'altra e  nelle stesso tempo si deve essere molto permissivi nell'ammettere al voto. Vogliamo dire è chiaro che Cosentini porta con se un patrimonio di esperienze eterogenee e di estrazioni variegate. Occorre accettare le provenienze  diverse e approfittare dell'allargamento del corpo elettorale.