Passalacqua: tutto da rifare, ma c'è ancora gara quattro

Passalacqua: tutto da rifare, ma c'è ancora gara quattro
La Passalacqua non si è ripetuta e Schio ha ottenuto dalla prima delle due trasferte di fila al PalaMinardi la vittoria che cercava. Innanzitutto per riportare il conto a suo favore, ma anche per riacquistare morale e coscienza delle proprie forze, rifilando nello stesso tempo tutta la tensione di gara quattro sulle spalle della squadra sconfitta. Il PalaMinardi, solo "abbastanza" pieno (in alcuni punti i "buchi" erano davvero troppo vistosi per non dispiacere) ha risposto solo "abbastanza" bene alla chiamata a supporto delle aquile, ma non è certo questo ad aver determinato la confitta, anche se rimane un fatto che in certi momenti la pressione di un ambiente caldo, molto caldo, più far decollare la squadra di casa e mandare in confusione le ospiti. Detto questo e detto della nuova, buona partenza di Schio, tamponata con affanno ma con efficacia nel primo quarto, dobbiamo ricordare il pessimo secondo quarto, che ha portato le scledensi fino ad un venefico più diciassette, per fortuna rimediato in parte da due bombe in chiusura. Dopo il riposo le aquile sono andate di nuovo sotto, e non sono certo mancate decisioni arbitrali "strane", ma nella grande confusione che ha caratterizzato la frazione alla fine ne sono venute fuori meglio, presentandosi al quarto conclusivo con un meno otto indubbiamente non facile da recuperare ma neppure tale da precludere la speranza. Speranza che si è fatta tanta di più sul 59-64, il picco della rimonta: ma a quel punto è come se le idee si fossero annebbiate, perché è cominciata la lenta quanto inesorabile (si capiva dagli errori, le palle sprecate e le difficoltà in attacco) discesa verso la sconfitta, più pesante del meritato ma importa davvero poco. La squadra ha lottato come sempre, facendo più volte sperare in una nuova impresa e rendendola a tratto perfino credibile e logica, ma questo non nega la brutta serata di qualche giocatrice, l'infinità di palle perse nel momento cruciale, gli sbagli in attacco e le distrazioni in difesa. Se ci aggiungiamo l'aver dovuto praticamente fare a meno di Laura Spreafico, in non buone condizioni fisiche, il quadro è completo: coach Gianni Recupido dovrà però discutere a lungo con le giocatrici e cercare rimedi che in gara tre sono apparsi doverosi. Comunque, sia ben chiaro, tutto è ancora bel lontano dall'essere deciso: come ogni volta, anche in gara quattro si riparte da zero e può accadere di tutto. A maggior ragione dopo che gara tre, nonostante i troppi errori, ha confermato le aquile in grado di dire la loro autorevolissima parola: quindi appuntamento a lunedì sera (ore 20,30; arbitri Cappello di Porto Empedocle, Triffiletti di Messina e Sartori di Arsiè) con fiducia motivata. Quanto al pubblico, è chiamato ad essere ancora più numeroso e più caldo. Incrociamo le dita....
TABELLINO - Passalacqua Ragusa 61 - Fila Wuber Schio 75 -- Parziali: 22/26-37/49- 52/60 -- RAGUSA: Larkins 10, Consolini 21, Gorini 3, Valerio, Spreafico 3, Formica, Rimi ne, Bagnara 3, Brunetti ne, Bongiorno ne, Vanloo 8, Ndour 13. Allenatore Recupido. --- SCHIO: Yacoubou 18, Martinez 4, Bestagno, Gatti, Tagliamento ne, Anderson 19, Masciadri, Zandalasini 11, Sottana 10, Ress 2, Macchi 11. Allenatore Procaccini. ----- ARBITRI: Pepponi di Spello, Caruso di Pavia e Castiglione di Palermo.
Passalacqua: dopo il "colpo" a Schio, si parte alla pari per la prima al PalaMinardi

Passalacqua: dopo il "colpo" a Schio, si parte alla pari per la prima al PalaMinardi
La Passalacqua si presenta a gara tre, prima delle due gare "comunque ", magico effetto dell'impresa di Schio, avendo acquisito alcune certezze: che l'attraversamento del guado verso la finale scudetto è appena iniziata, che la parte di fiume ancora da superare è ancora più difficile di quella già superata e che si troverà di fronte le campionesse in carica in versione più determinata e rabbiosa che mai. Ma nello stesso tempo si presenta anche carica al punto giusto, cosciente delle sue grandi potenzialità già ampiamente dimostrate in gara due a Schio, e convinta, a ragione, di potersela giocare alla pari. Anche perché, ultima ma certo non meno importante certezza, sa che potrà contare sul suo pubblico come sesta giocatrice: un pubblico atteso in gran numero e chiamato ad un supporto totale, caldo e costante per l'intera gara. Sia chiaro, cori e resto sono molto belli anche prima del via, ma quello che conta davvero è farne la continua colonna sonora della partita, facendo capire alle avversarie che ragazze in maglia biancoverde e spettatori sulle tribune sono una cosa sola. Coloro che non andranno al campo, potranno vedere gara tre, la prima delle due di fila al PalaMinardi (ore 20,30 - arbitri Pepponi di Spello, Caruso di Pavia e Castiglione di Palermo), grazie alla consueta diretta streaming sul sito della Lega Basket Femminile: la telecronaca annunciata in "leggera" differita su Sport Italia andrà in onda in effetti alle 22 (all'anima della differita leggera). Dopo il ritorno a Ragusa nel pomeriggio di giovedì, coach Gianni Recupido, insieme con l'assistant coach Maurizio Ferrara, ha preparato con la massima attenzione la gara, visionando e "sezionando" ogni dettaglio della prestazione di Schio: gli acciacchi posto partita ci sono ma sono di poco ponto, per cui potrà schierare la squadra al completo, ovviamente lasciando in tribuna una delle quattro straniere. (Foto Alessio Mauro)
Passalacqua da favola in gara due: pareggia il conto e attende Schio per le due sfide al PalaMinardi

Passalacqua da favola in gara due: pareggia il conto e attende Schio per le due sfide al PalaMinardi
Tradizione rispettata, vita (per Schio) complicata. Proverbio nuovo di zecca ma valido, dato che l'ennesima impresa delle aquile in terra vicentina costringerà le campionesse d'Italia a venire al PalaMinardi senza paracadute: o vincono almeno una delle due gare, a questo punto obbligatorie, oppure possono scucirsi lo scudetto dalla maglietta. Che la situazione sia cambiata in modo così radicale potrà sorprendere qualcuno, forse anche tanti, ma era chiaro che gara uno poteva fare testo soltanto per gara uno: in altre parole in gara due si ripartiva da zero. Difatti è stato così, e si è notato subito, anche se al referto le due squadre erano esattamente le stesse: la Passalacqua se la stava giocando alla pari e non sarebbe stata la vittima sacrificale. Difatti, ha recuperato presto, poi è andata avanti ma si è fatta ingenuamente riprendere in chiusura: senza la "distrazione" avrebbe chiuso il primo tempino in vantaggio. Stesso discorso, più o meno, anche nel secondo quarto, chiuso quattro punti sotto solo perché Macchi ha trovato una bomba finale quasi dallo spogliatoio. Al rientro le vicentine hanno cercato l'allungo decisivo, ma con la Passalacqua di stasera il tentativo era destinato a fallire: le biancoverdi, più attaccate alla gara del "ricordino" di una cane alla suola della scarpa, hanno concesso un distacco massimo di otto punti, che Beba Bagnara, appena entrata, a ridotto a cinque sulla sirena. L'ultimo quarto ha evidenziato molto presto alcuni dati di fatto fondamentali: Schio non sarebbe riuscito a staccarsi fino a poter stare tranquillo, perché era contenuto bene, commetteva troppi errori e cominciava a perdere lucidità; la Passalacqua sbagliava ma era sempre lì e recuperava poco alla volta(splendida una bomba di Astou Ndour con visuale coperta) con continuità. Per questo, vederla passare in vantaggio non ha meravigliato ma è sembrato uno sviluppo logico quanto meritato. Naturalmente le campionesse hanno subito reagito da campionesse, prima recuperando poi portandosi in vantaggio, ma per spaventare le biancoverdi di gara due ci sarebbe voluto ben altro. E lo hanno dimostrato infilando un minibreak di cinque punti, reso velenoso, anche sotto il profilo psicologico, dal minuto scarso al termine. Da squadra di razza Schio aveva comunque una fiammata e andava a meno uno a sette secondi dalla fine: dopodiché, con la palla in mano alle aquile non poteva che affidarsi ai falli, due uno dietro l'altro. Il primo non comportava tiri liberi, il secondo sì: quattro secondi alla fine e Astou Ndour andava in lunetta. Astou è senegalese con passaporto spagnolo, ma è sembrata nata in Norvegia: una macchina da punti glaciale, dentro tutti e due per un vantaggio di più tre. Con tre secondi da giocare e tre punti da recuperare, partendo da sotto il tuo canestro il canestro avversario sembra lontano come la luna: c'era solo da tentare il tiro della disperazione. Schio, come di dovere, lo ha fatto: e, come logica, ha sbagliato. Passare al PalaRomare, come dicevamo, ha completamente cambiato il quadro della situazione proposto da gara uno: non solo siamo uno pari ma giocheremo le prossime due gare in casa. Certo contro uno Schio sempre stellare, campione in carica e avvelenato: ma soprattutto preoccupato, quindi ancora più temibile. E, nessuno lo dimentica, anche contro il ricordo di un'occasione d'oro sprecata. Ma il vantaggio rimane, ed esula dallo spessore (enorme e superiore al nostro) dell'avversaria: per cui facciamo così, un passo alla volta, poi vedremo. Cioè, intanto pensiamo a sabato sera: il che, quasi inutile ricordarlo, ovviamente significa provvediamo a far trovare alle scledensi un PalaMinardi pieno zeppo ed un tifo da Maracanà. Elementare, Watson...
Fila Wuber Schio 68 - Passalacqua Ragusa 71 -- Parziali: 17/17-38/34-50/45 - SCHIO: Yaocoubou 15, Martinez, Bestagno, Gatti ne, Tagliamento, Anderson 23, Masciadri 2, Zandalasini 6, Sottana 4, Ress 6, Macchi 12. Allenatore Procaccini - RAGUSA: Larkins 8, Consolini 11, Gorini 7, Valerio, Spreafico 3, Formica 8, Bagnara 6, Brunetti ne, Vanloo 9, Ndour 19. Allenatore Recupido.
ARBITRI: Terranova di Ferrara, Wasserman di Trieste e Del Monaco di Bologna.
Passalacqua lunedì k.o. in gara uno: ma è solo una replica, come per Montalbano, attendiamo i nuovi episodi.

Passalacqua lunedì k.o. in gara uno: ma è solo una replica, come per Montalbano, attendiamo i nuovi episodi.
Rimontare in tre "tempini" diciassette punti è parecchio difficile anche contro una buona squadra di A2, figuriamoci contro la Juventus del basket femminile, che infila scudetti uno dietro l'altro come perle di una collana. Questo, ovviamente, non costituisce una giustificazione, perché è proprio contro un avversario fortissimo che si rivela indispensabile impedirgli di "alzare le vele" subito e filarsela: ma purtroppo in gara uno è andata così, e la mattina dopo non rimane che prenderne atto e provare a fare tesoro dell'esperienza negativa. La prima sconfitta della Passalacqua "targata Recupido" è stata netta, sarebbe davvero difficile negarlo, però il distacco finale non rende giustizia alla prestazione di una squadra che pur sbagliando molto, molto più del dovuto ha saputo tenere alta la testa fino all'inizio dell'ultimo minuto. Perché è solamente allora, quando anche a causa di qualche errore e qualche ingenuità "da foga" ha visto tramontare l'ultima possibilità di sperare secondo logica nella rimonta in extremis, che la nave biancoverde ha spento i motori e rinviato tutto a mercoledì sera. Di conseguenza è proprio da questa voglia di non arrendersi nonostante gli errori, la cattiva serata di alcune giocatrici, gli improvvisi corti circuiti tra l'idea e l'azione, la malefica precisione da lontano delle avversarie e chissà quanto altro ancora, che bisognerà ripartire per invertire la marea: non è assolutamente il caso di ritenere i giochi già fatti. Fasciamoci pure la testa e spalmiamo balsamo sulle ferite, ma non dimentichiamoci che perdere gara uno con Schio non rappresenta assolutamente una novità: è soltanto un'altra replica nell'attesa dei nuovi episodi. Un po' come avviene, puntualmente, per "Il commissario Montalbano": ogni volta sappiamo già chi è l'assassino però davanti al televisore siamo in tantissimi lo stesso. L'unica differenza è che essendo il primo, nuovo episodio già mercoledì sera, abbiamo poco tempo e non dobbiamo farci trovare impreparati: ma al riguardo Gianni Recupido (che dite, il telecronista scledense si informerà sul dove mettere l'accento nel cognome del coach?) senza dubbio si è messo al lavoro dall'attimo successivo alla sirena, per cui possiamo guardare a gara due sapendo che sarà molto dura ma anche con fiducia motivata. Fermo restando che c'è sempre (almeno) gara tre, per la quale, il PalaMinardi dovrà essere trasformato "a prescindere" in una fortezza imprendibile. I tifosi sono avvisati in anticipo: sabato sera non ci sono scuse che tengano, tutti in tribuna, con tonsille e cuore di ricambio. P.S. Nella foto che scorre c'è l'Arena di Istanbul: non è un caso ma il modo scelto per ricordare alle aquile che hanno fatto tremare, a casa sua, il Galatasaray...
TABELLINO: Fila Wuber Schio 78 - Passalacqua Ragusa 59 -- Parziali: 28/11-49/33-61/47 --- SCHIO: Yaocoubou 19, Martinez, Bestagno, Gatti ne, Tagliamento, Anderson 15, Masciadri 11, Zandalasini 13, Sottana 11, Ress, Macchi 9. Allenatore Procaccini. --- RAGUSA: Larkins 6, Consolini 6, Gorini 14, Valerio, Spreafico, Formica 4, Bagnara 8, Brunetti ne, Vanloo 7, Ndour 14. Allenatore Recupido. --- ARBITRI: Maschietto di Treviso, Gagliardi di Anagni e Doni di Mirano.
Passalacqua: Pasquetta sul parquet

Passalacqua: Pasquetta sul parquet
A chi dovesse ancora decidere dove trascorrere la Pasquetta (molto) fuori porta, il calendario delle semifinali play off scudetto basket femminile propone una meta quantomeno inconsueta: Schio. Nel senso che uno può visitare la zona vicentina fino, più o meno, le 20 e dopo, munito ovviamente di regolare biglietto, recarsi al PalaRomare per godersi una nuova puntata della supersfida con le biancoverdi (arbitri Maschietto di Treviso, Gagliardi di Anagni e Doni di Venezia). Le quali amatissime biancoverdi, peggio piazzate in classifica, in caso di bella, dovrebbero giocarsi il passaggio alla finale ancora una volta sul parquet delle campionesse d'Italia in carica. Ma si tratta di un discorso ancora abbastanza di là da venire, perché per il momento sono sicure solamente le tre gare "minimo obbligato", lunedì e mercoledì a Schio, sabato 22 al PalaMinardi, ogni volta alle 20,30: a resto si penserà strada facendo. Come sappiamo tutti, l'ennesimo "incrocio" con Schio, per il secondo anno di fila da vivere a livello di semifinale, costituisce la diretta conseguenza del quinto posto nella regular season, che per come si erano messe le cose, in fondo è un piazzamento accettabile. Anche perché conquistato con un eccellente rush finale, dopo un percorso caratterizzato da più ombre del dovuto in campionato, dalla conquista in extremis della Final Four e dal successivo tonfo in Coppa Italia, dalla scalogna nera in SuperCoppa e dalle splendide imprese all'esordio in Europa. Tutto un vissuto stagionale che a questo punto è buono soltanto per le statistiche, dato che nel bene come nel male il passato ormai è alle spalle, come lo è il cambio in panchina in entrambe le squadre: con Gianni Recupido subentrato a Gianni Lambruschi per le aquile e Mauro Procaccini al posto di Miguel Mendez per loro. Quidi, a costo di ripetersi, ricordiamo che da lunedì sera conta soltanto l'esito delle gare con le scledensi: in numero variabile da un minimo di tre ad un massimo di cinque. Resta comunque il fatto che a Schio hanno recuperato Yacoubou (e ti pareva..) e che, di passaggio, hanno infilato nel roster la quinta straniera, Natasha Howard, naturalmente "made in Usa". In campo, però, ne possono andare solo tre alla volta, per loro esattamente come per noi, di conseguenza...staremo a vedere.Torniamo alle biancoverdi. Superati i piccoli problemi per Astou Ndour, dopo il pranzo di Pasqua si parte per Schio al completo e con tanta voglia di far bene dopo un cammino stagionale praticamente alla pari: una vittoria a testa in campionato, stratosferica quella delle aquile al PalaMinardi, più la sconfitta all'ultimo secondo in SuperCoppa (arbitri, ricordate..?). Nel conto generale andrebbe anche la Coppa Italia conquistata proprio a Schio un anno e qualche giorno fa, ma non parliamone. Magari per scaramanzia, perché no. Forza aquile! (foto Alessio Mauro)
"Storie luminose" iniziativa della sezione AIL Ragusa

"Storie luminose" iniziativa della sezione AIL Ragusa
In linea con i principi guida dell'AIL, che vedono le 81 sezioni a fianco dei Centri Ematologici operare ed impegnarsi su tutto il territorio nazionale in favore di un capillare supporto ai malati oncoematologici, promuovendo l'uniformità delle cure e dell'assistenza, la sezione provinciale di Ragusa ha voluto riprendere la “medicina narrativa”, considerata uno degli elementi più avanzati della terapia, promuovendo “Storie luminose – esperienze di straordinaria quotidianità nell'espressione artistica di chi vive una malattia”. L'iniziativa mira a coinvolgere tutti coloro, pazienti, familiari, caregiver, medici, infermieri, che hanno vissuto oppure sono entrati in contatto a vario titolo con la malattia oncoematologica, invitandoli a raccontarsi attraverso ogni forma espressiva artistica, dal racconto alla poesia, dalla fotografia al disegno. Gli elaborati dovranno essere inviati alla sede AIL in via Archimede 17/E Ragusa, oppure all'Unità Semplice di Ematologia – Ospedale M. Paternò Arezzo, Ragusa Ibla - entro il 28 Aprile 2017. Tutti i lavori pervenuti saranno successivamente pubblicati in un volume edito a cura della sezione provinciale AIL di Ragusa, che sarà presentato nell'incontro pubblico previsto in occasione della Giornata Nazionale AIL a giugno.
Passalacqua quarti di finale play off: in gara uno vittoria sulla sirena, ma con merito

Passalacqua quarti di finale play off: in gara uno vittoria sulla sirena, ma con merito
Molto sofferta e con un finale da infarto nel quale si sono messi di mezzo anche gli arbitri, una volta in senso letterale deviando nelle mani delle locali una palla (poi messa a segno) che sarebbe andata invece fuori ed un'altra inventando un incredibile antisportivo a sette secondi dal termine, ma dopo aver condotto (e giocato meglio) per più del novanta per cento del tempo, da S. Martino dei Lupari è arrivata la vittoria che "ci voleva" per iniziare al meglio la (si spera lunga) strada dei play off. In gara uno dei quarti le biancoverdi, benissimo guidate dalla panchina da Gianni Recupido che ha alternato al massimo della logica e delle possibilità quasi l'intera panchina (esclusa soltanto Brunetti), sono state a tratti incontenibili, spesso ottime, qualche volta troppo tese, ma sempre in partita con convinzione e determinazione da squadra che vuole andare lontano. Certo, si sarebbe potuto e dovuto chiuderla prima, evitando le paure di quei pazzeschi cinquanta secondi finali, ma le avversarie sono state momento dopo momento all'altezza, senza mollare neppure quando la partita sembrava mettersi (per loro) su di una brutta china. Dovevano essere staccate quando se ne è avuta la possibilità, ma non è stato fatto (molto anche grazie alla grande prova fornita) per cui hanno "rischiato" seriamente di vincere: è accaduto appena a sette secondi dal termine, quando è stato loro assegnato un antisportivo visto soltanto da uno degli arbitri e si son trovate in mano l'occasione-occasione. Raccontiamola: Passalacqua 82-Fila S. Martino 80, antisportivo e locali in lunetta per due liberi in solitario, più palla in mano alla ripresa del gioco. Pubblico in silenzio, apnea generale: il primo tiro entra liscio, il secondo becca il ferro. Bene per noi, però non è finita, anzi. Riprendiamo: Passalacqua 82-Fila S. Martino 81, sette secondi da giocare e si riparte dalla tre quarti campo in zona attacco per le locali. Erlana Larkins si alza e stoppa il passaggio, poi aggancia la palla prima che esca e la tiene. La panchina biancoverde scatta, il cronometro completa il conto e arriva, meravigliosa, la sirena: dopo quaranta minuti vivi, intensissimi, spettacolari, con ben diciannove bombe, pochissimi liberi, due giocatrici con 25 punti ed una terza con 21,Spreafico con 15 punti solo di triple, break e controbreak a ripetizione, qualche canestro quasi impossibile, alcune triple da distanza galattica, rari (ma "buoni") errori arbitrali ed un ritmo da mozzare il fiato. In una parola, dopo uno splendido spot promozionale per il basket femminile. Sabato (ore 20,30) al PalaMinardi ci sarà da completare l'opera iniziata con tanta fatica, ma anche con tanto merito: guai a pensare che sarà facile, perché avrà lo stesso, alto coefficiente di difficoltà. Se non ancora maggiore, perché per le padovane non c'è più appello: o fanno l'impresa o la loro stagione finirà lì. Quindi occhi apertissimi, e (mi raccomando tifosi) PalaMinardi pieno come un uovo. D'altronde, otto giorni dopo sarà Pasqua...
TABELLINO: Fila S. Martino 81 - Passalacqua Ragusa 82 -- PARZIALI: 22/24-32/44-59/63 S.MARTINO DI LUPARI: Filippi 13, Tonello 3, Amabiglia ne, Fassina 2, Bailey 18, Keys, Beraldo ne, Ivezic 14, Sulciute 25, Gianolla 6, Sbrissa ne, Fabbri ne. Allenatore Abignente. RAGUSA: Larkins 25, Consolini 9, Gorini 2, Valerio 2, Spreafico 15, Formica 1, Bagnara, Brunetti ne, Vanloo 7, Ndour 21. Allenatore Recupido. ARBITRI: D’Amato di Roma, Longobucco di Ciampino e Bellamio di Latina. NOTE: Sulciute fuori per raggiunto limite falli
Passalacqua: conquistato il quinto post, play off con S. Martino di Lupari

Passalacqua: conquistato il quinto post, play off con S. Martino di Lupari
E' stata un'ultima in casa di regular season tutto sommato abbastanza tranquilla per la Passalacqua, che battendo con pochi patemi Vigarano, ormai non più bestia nera, ha conquistato con una giornata di anticipo la quinta posizione, che la mette in condizione di poter già conoscere in anticipo l'avversaria del primo (si spera) turno dei play off. La sfida, con la consueta andata e ritorno ed eventuale bella, sarà contro S. Martino di Lupari, quarto già stabilito in anticipo, proprio come avviene per le biancoverdi, in questa stagione battuto solamente nella gara decisiva (a S. Martino) per l'ammissione alla Final Four di Coppa Italia: in campionato, invece, le padovane hanno prevalso in entrambe le occasioni, di sei punti in casa e di cinque al PalaMinardi. Proprio queste due sconfitte, insieme con quella assolutamente non preventivata di Broni, hanno probabilmente influenzato più delle altre quattro la posizione finale nella regular season, che comporterà il dover giocare in terra patavina l'eventuale bella.
Fermo restando che in proposito il trucco sarebbe quello di sempre, cioè di chiudere il conto in due gare, e che temere (a ragion veduta) una rivale fino all'anno scorso battuta senza particolari difficoltà costituisce una non certo gradita novità assoluta, non si può comunque negare che sia stato raggiunto almeno l'obiettivo minimo "per come si erano messe le cose ad un certo punto": in altre parole che sono state evitate le tre prime della classe. L'augurio, ovviamente è di poterle incontrare più tardi, quando sarà stato superato il primo turno. Tornando alla gara di domenica pomeriggio, valsa il terzo successo nella striscia iniziale del nuovo coach Gianni Recupido, è un fatto che, a parte l'altalena nel rendimento in alcuni momenti, le aquile (questa volta senza Astou Ndour) hanno fornito una prestazione ampiamente superiore alla sufficienza, tale da motivare un "logico" ottimismo in chiave prossimi play off. Che sono ancora di là da venire, perché prima ci sarà da sbrigare la pratica Battipaglia, per la quale coach Recupido si è detto intenzionato alle sperimentazioni: poi ci si tufferà in quella che viene comunemente definita una lotteria, ma che in effetti è la cartina di tornasole del lavoro fatto in un'ottica di largo respiro, che comprenda l'intera stagione. (Foto Alessio Mauro)
Dressage: due primi posti per la S.I.R. ad Augusta con Afra Barone

Dressage: due primi posti per la S.I.R. ad Augusta con Afra Barone
Un'amazzone della Società Ippica Ragusana è salita per due volte sul gradino più alto del podio nella prima tappa del “Trofeo Sicilia Dressage 2017” disputata ad Augusta ed ospitata dal campo “Megara”del Centro Ippico dell'A.D.I.M. Afra Barone, seguita da Mario Scribano, ha gareggiato nella categoria E Elite in sella a Silver, conquistando due primi posti: sabato con il 58,951% nella E 320 e domenica con il 59,506% nella E 400. Il prossimo impegno, in calendario sabato 11 e domenica 12 marzo a Ragusa,
vedrà gli allievi della S.I.R. (insieme con allievi di altre società) in gara nell'impianto di via Magna Grecia in un “concorso nazionale di tipo B di salto ostacoli”.
Ginnastica: alla Scuola dello Sport ottimi risultati della Millennium Ispica

Ginnastica: alla Scuola dello Sport ottimi risultati della Millennium Ispica
Il fine settimana ha visto ancora una prestazione di rilievo per la Millennium Ispica e le sue giovani ginnaste, protagoniste nelle gare ospitate dalla palestra della Scuola dello Sport a Ragusa per la seconda prova del Campionato Allieve Gold. La società ispicese ha ottenuto un primo posto con Aurora Agnello (A2) (nella foto in evidenza) un quarto con Micaela Lucenti (A4) ed un settimo con Giada Palazzolo (A3), chiudendo la prima giornata con risultati eccellenti, anche sotto il profilo delle qualità mostrate, che hanno soddisfatto la giovane, bravissima Silvia Santacroce, tecnico di assoluto valore. Anche la seconda giornata ha confermato le qualità del gruppo Millennium, alle prese con la prima prova del Campionato Regionale Individuale Silver Allieve Jun/Sen 4° Div (Liv. A), con la juniores Arianna Melfi quattordicesima. Numerose le allieve in gara nelle fasce di età, A1, A2, A3, A4. Clara Di Rosa, Adele Floridia e Marta Trovato si sono piazzate rispettivamente seconda, terza ed ottava (60 partecipanti). Nella A2 (50 in gara) prima Maria Vittoria Salem, settima Gaia Zocco., nona Alessia Cafisi e decima Aurora Baglio. Nella A3 (40 in gara) decima Nour Ben Hammouda è quattordicesima Elisea Campisi.
Infine nella A4, su 40 concorrenti ottavo posto per Luna Terribile. “Nonostante i ritmi sostenuti dell'ultimo periodo, in cui le mie allieve sono state molto impegnate sia negli allenamenti sia nelle gare – afferma il tecnico Silvia Santacroce – sono riuscite a mantenere il livello delle prestazioni e dare il meglio. Da Ragusa è arrivata una nuova, grande gioia per me e per le ragazze, capaci di ottenere ottimi risultati nonostante le difficoltà delle gare e lo spessore della “concorrenza”, soprattutto nel campionato Gold che ha proposto le migliori ginnaste dell'isola. Cercheremo di mantenere questi ritmi anche nell'ottica delle prossime gare da affrontare, puntando a tenere alta la voglia e la tenacia di non mollare pur considerando gli impegni scolastici delle giovani ginnaste”.
