Passalacqua: al PalaMinardi (20,30) per una gara tre da vincere

Passalacqua: al PalaMinardi (20,30) per una gara tre da vincere
Due grandi prestazioni sul parquet della superfavorita, e, in particolare, una straordinaria gara due capace di far rimanere il sogno vittoria vivo e palpitante fino agli ultimi istanti, non hanno portato l'effetto sperato (ma anche giusto): al momento il conto è sul 2-0 per Schio e la Passalacqua è costretta a vincere gara tre (diretta su SportItalia) se non vuole che l'avventura (comunque fantastica) si concluda in un martedì sera di maggio al PalaMinardi. Non è bastato battersi alla pari, contenere benissimo in gara due Yacoubou, determinante sia in campionato sia in Europa, non piegarsi al diktat della "panchina corta" che ha limitato le rotazioni, riducendo la possibilità di rifiatare e ritrovare lucidità e moltiplicato all'infinito la fatica: il peso del roster, più forte, più esperto e molto più completo alla fine è stato decisivo. Però giovedì 3 e sabato 5 (un intervallo ridottissimo che di sicuro non sfavorisce la squadra dal roster più ampio..) la Passalacqua ha dimostrato di essere una squadra grande, forte e "vera", con punte di eccellenza ma prima di tutto con una coralità e una "proposta" di insieme che ha superato la somma, notevole, delle cifre individuali: le avversarie lo hanno scoperto poco alla volta, e Venezia, ne porta ancora i segni. Naturalmente ci sono stati anche errori, ma quelli di inizio stagione sono stati man mano cancellati da una splendida rimonta, e quelli della finale sono stati anche l'inevitabile scotto da pagare per i litri di sudore gelido fatti scorrere sulle schiene di giocatrici, dirigenti e tifosi scledensi. Detto questo, e notato con piacere gli arbitraggi privi di sudditanza psicologica e lontani dai piccoli "interventi chirurgici" in altre occasioni decisivi (come dimenticare gara cinque della finale scudetto nel secondo anno di A1 ) veniamo a stasera: ore 20,30. arbitri Capotorto di Palestrina, Centonza di Grottammare e Bandinelli di Perugia. Siamo sotto di due e non possiamo scendere più, ma questo significa poco: al palla a due si parte da zero a zero e può accadere di tutto. In un PalaMinardi pieno e caldissimo (tifoseria avvertita) che ritrovi il ruolo di fondamentale supporto alla "sue" aquile. Non c'è pronostico, come del resto dimostrato dalle sfide a Schio, molto, molto più incerte e combattute di come previsto dai soliti addetti ai lavori, ma c'è il diritto (guadagnato con le prove in gara uno e due) alla fiducia. Il diritto, non solo la speranza, a darsi appuntamento per giovedì sera in gara quattro. (Foto Vicenza Report)
Finale scudetto, gara uno: a Schio battuta di misura una bella Passalacqua

Finale scudetto, gara uno: a Schio battuta di misura una bella Passalacqua
Le aquile si battono alla pari, stanchissime ma senza paura fino agli ultimi secondi, facendo correre molti brividi sulla schiena della squadra e dei tifosi scledensi, poi sono domate dalla panchina lunga, la maggiore freschezza, una gara di semifinale in meno, trasferte meno faticose e soprattutto dallo strapotere fisico di Yacoubou, ma solo all'ultimo e di stretta misura. A differenza che nelle due sfide della regular season le biancoverdi, nonostante la tiratissima gara cinque di semifinale appena lunedì sera, chiudono avanti il primo quarto, facendo vedere di non sentirsi e meno ancora di essere vittime predestinate. Nel secondo quarto cedono nella parte conclusiva, ma senza due errori di fila negli ultimi cinque secondi avrebbero potuto chiudere con uno scarto minore. Al rientro giocano la loro frazione migliore, recuperando sei delle otto lunghezze alle padrone di casa, che si possono permettere il lusso di alternare a piacimento la nutritissima panchina, oltre che di tenere in tribuna per gara due la quarta straniera. Nella frazione conclusiva rimangono a lungo tra i due e i quattro punti di distacco, avendo spesso anche l'occasione del sorpasso. L'ultimo minuto vede Schio allungare a più otto, ma quasto non è ancora sufficiente: la Passalacqua non molla, riduce il distacco e rende la vita difficile alle locali fino in fondo. Yacoubou, classe chili e centimetri, ha fatto la differenza,mentre il formidabile "resto" scledense è stato limitato davvero "parecchio": tra le biancoverdi, super capitan Consolini, come sempre di alto livello l'apporto del terzetto straniero, buona prova (anche qualcosa in più considerando la fatica e le rotazioni ridottissime) per il resto del gruppo. Il calendario della finale prevede gara due sabato (ore 18) ancora a Schio, poi si tornerà finalmente al PalaMinardi per gara tre, martedì 8 (ore 20,30) e, se, come tutti speriamo, la Passalaqua vincerà almeno uno di questi due incontri ci sarà gara quattro (ancora al PalaMinardi) giovedì 10 alle 19. L'eventuale bella scudetto, che sarebbe la terza su tre finali, a Schio domenica 13 alle 20.
TABELLINO.
Famila Wuber Schio 62 - Passalacqua Ragusa 56
SCHIO: Yacoubou 23, Gatti, Hruscakova 4, Tagliamento ne, Masciadri 3, Anderson 7, Zandalasini 11, Ress 4, Dotto 6, Macchi 4. Allenatore Vincent.
RAGUSA: Consolini 18, Gorini, Formica 1, Spreafico, Miccoli ne, Soli, Valerio ne, Bongiorno, Hamby 11, Kuster 15, Ndour 11. Allenatore Recupido
PARZIALI: 14/17 – 21/10 – 12/18 – 15/11 -- ARBITRI: Maschietto di Treviso, Pepponi di Spello e Colazzo di Milano.
Cuore Passalacqua: vince un'intensissima gara quattro e conquista la "bella" di lunedì sera a Venezia

Cuore Passalacqua: vince un'intensissima gara quattro e conquista la "bella" di lunedì sera a Venezia
Come ci si attendeva, in nome della logica oltre che della passione, col rientro di Jessica Kuster, anche se non ancora al massimo, la Passalacqua ha potuto affrontare Venezia in condizioni di parità e si è conquistato il diritto alla bella di lunedì sera (ore 19,30) sul parquet lagunare. Ne deriva che gara quattro non è stata decisiva, come avrebbe voluto la Reyer che partiva dal 2-1 frutto del successo nella prima al PalaMinardi, ma "soltanto" la tappa di avvicinamento alla sfida del 30 aprile: in fondo il modo più giusto, e più in sintonia con quanto visto, di assegnare il pass alla finale con Schio. Squadra che, per inciso, all'indubbio maggior spessore e maggiore esperienza in impegni di tale portata, potrà aggiungere anche una gara in meno e due giorni di riposo in più. Ma torniamo a gara quattro. Un primo tempino dal punteggio molto basso, un secondo quasi in copia conforme (perfino un punto segnato in meno), nonostante una "fuga" biancoverde interessante ma di breve durata, tra tensione evidente, sudore a fiumi, errori molti, belle giocate poche e soprattutto tanto equilibrio. Fino al riposo lungo, quindi, squadre incollate l'una all'altra e molti segnali che le cose non sarebbero cambiate: invece al rientro le veneziane aggiustavano la carburazione e cominciavano a staccarsi, piano ma con continuità, fino a toccare lo stesso vantaggio (otto punti) raggiunto dalle ragazze di casa. Solo che adesso, per rimediare rimaneva soltanto un tempo ad una Passalacqua stanca, con minori possibilità di rotazioni per rifiatare e condizionata dall'obbligo di vincere per non scendere al capolinea della stagione. Eppure, passo dopo passo, con determinazione feroce, voglia di non arrendersi meravigliosa, costanza di rendimento di un diesel da camion, le aquile iniziavano la risalita. Lenta, implacabile e capace di succhiare litri di lucidità alle ospiti, che messe sotto pressione tentavano la gran giocata individuale ma "toppavano" a ripetizione. Le aquile completavano la rimonta con il sorpasso, poi si rivelavano glaciali dalla lunetta e da sotto e andavano avanti di cinque. Un po' di confusione sul tempo portava a ritenere chiuso il discorso, invece c'erano ancora otto secondi da giocare: due punti per la Reyer e lo scarto si riduceva a tre punti, con cinque secondi da vivere. Coach Gianni Recupido chiedeva il time-out, poi si ripartiva dalla tre quarti veneziana aspettando il fallo che avrebbe chiuso i conti. Al suo posto arrivava invece il "grosso guaio": ingenua infrazione di metà campo (figlia dello stress) e palla alle ospiti per il tiro da tre "destinazione supplementare". Come da copione, ma era un tiro affrettato, il classico tiro della disperazione, e non toccava neppure il ferro: Dearica Hamby arpionava il rimbalzo e poteva attendere la sirena con il pallone tra le braccia. Sudato, faticatissimo, da infarto ma giusto e meritato: adesso tutto è rimandato alla bella, mai come questa volta senza pronostico. TABELLINO: Passalacqua Ragusa - Umana Reyer Venezia 61 - 58 --- RAGUSA: Consolini 3, Gorini 1, Spreafico 3, Formica 9, Soli 6, Miccoli ne, Bongiorno ne, Savatteri ne, Rimi ne, Hamby 16, Kuster 14, Ndour 9. Allenatore Recupido. --- VENEZIA: Micovic 1, Bestagno 2, Carangelo 7, Kacerik, Williams 18, De Pretto 11, Ruzickova 8, Sandri, Dotto 5, Madera, Little 6, Togliani. Allenatore Liberalotto. -- PARZIALI: 15/14 – 14/14 – 11/20 – 21/10 - ARBITRI: Cappello di Porto Empedocle, Capurro di Reggio Calabria e Nocera di Cosenza. (Foto Laura Moltisanti)
Una super Passalacqua vince gara due a Venezia: con il conto pari e due sfide da giocare al PalaMinardi si può sognare

Una super Passalacqua vince gara due a Venezia: con il conto pari e due sfide da giocare al PalaMinardi si può sognare
Come speravamo tutti, e come era stato annunciato con chiarezza dallo svolgimento di gara uno, che aveva visto la Passalacqua andare in vantaggio, giocarsela da pari a pari ed essere superata soltanto nelle battute finali, solo due giorni più tardi, in gara due (di nuovo al PalaTaliercio di Mestre e di nuovo con un trio arbitrale all'altezza della situazione), le aquile hanno rimesso le cose a posto, conquistando una vittoria che non consente discussioni sul merito. Questa volta Raquna Williams è rimasta confinata nei limiti "normali" ai quali ci aveva abituato nell'anno a Ragusa, e più o meno lo stesso hanno fatto le altre tante ex (straniere e italiane), mentre sul versante biancoverde tutto il gruppo, cominciando dallo straordinario terzetto di straniere, ha fornito una prestazione esaltante che non ha lasciato scampo alle padrone di casa. Le quali, come era prevedibile, sono partite sparate, chiaramente per evitare di correre di nuovo i grossi rischi corsi in gara uno, ma non sono mai riusciti ad andare oltre le sei lunghezze di vantaggio. Si è trattato di una scelta tattica valida, ma è stata subito "stoppata" da coach Gianni Recupido che come (riuscita) contromisura ha chiamato il primo time-out dopo appena novanta secondi: una volta che Astou Ndour e compagne (tutte) hanno superato senza troppi danni l'assalto iniziale, riordinando le idee e prendendo le misure alle lagunari, poco alla volta, ma con continuità, il pallino della gara ha cominciato a spostarsi dal "lato aquile" e non è più ritornato indietro. Difesa chiusa, tiro preciso, ottima circolazione di palla, percentuale rimbalzi (sotto entrambe le plance) altissima e determinazione assoluta: questa la ricetta del piatto messo in tavola dalla squadra ragusana, tanto bello da vedere quanto poco gradito al palato veneziano, che avrebbe sicuramente preferito qualcosa di molto più "digeribile". Conquistata la parità, adesso, in una semifinale play off che non appare scontata neppure per Schio (battuta in casa da Napoli in gara due) può davvero succedere di tutto: però sempre partendo dalla considerazione che le aquile hanno due gare di fila al PalaMinardi (giovedì 26 e sabato 28 alle 20,30) e che il supporto del pubblico di casa (atteso in gran numero) potrebbe dare una grossa mano per centrare il traguardo della terza finale scudetto (in cinque campionati!).
TABELLINO - Umana Reyer Venezia 64 - Passalacqua Ragusa 77
VENEZIA: Micovic 3, Bestagno 18, Carangelo 9, Kacerik 2, Williams 12, De Pretto 7, Sandri, Walker 6, Dotto 2, Madera ne, Little 5, Togliani ne. Allenatore Liberalotto.
RAGUSA: Consolini 9, Gorini 1, Spreafico 3, Formica, Soli 1, Miccoli ne, Bongiorno ne, Hamby 19, Kuster 20, Ndour 24. Allenatore Recupido
PARZIALI: 25/19- 15/23 – 13/19 – 11/16
ARBITRI: Bonfante di Lonigo, Marota di S. Benedetto del Tronto e Sartori di Arsiè.
Passalacqua: stasera a Venezia (19,30 su SportItalia) gara due delle semifinali

Passalacqua: stasera a Venezia (19,30 su SportItalia) gara due delle semifinali
Sfumata nelle battute finali una vittoria che sarebbe stata ampiamente legittimata da quantoil preoccupato pubblico del PalaTaliercio aveva visto fino a quel momento, e sperando che Raquna Williams ritorni ad essere la "normale" grande giocatrice dell'anno a Ragusa (nulla a che fare con la stratosferica giocatrice ammirata al PalaTaliercio) la Passalacqua ritorna sul parquet di Venezia per affrontare gara due (arbitri Bonfante di Lonigo, Marota di S. Benedetto del Tronto e Sartori di Arsiè), puntando a rimettere in parità il conteggio delle vittorie per poi presentarsi nelle migliori condizioni a gara tre, giovedì sera al PalaMinardi. Se è già difficile fare pronostici per le sfide della regular season, quando si prova a farne per una gara dei play off il rischio di essere smentiti dal risultato sul campo diventa molto più alto; come ribadito, nel caso vi fosse bisogno di una conferma, dalla sconfitta interna di Schio con Napoli che ha sconvolto ogni previsione di un tranquillo "basteranno tre sole gare" per le sclivensi. Di sicuro, considerando che in gara uno le aquile hanno dimostrato di essere alla pari delle veneziane e di potersela giocare fino in fondo, la condizione di sostanziale equilibrio lascia supporre che a rivelarsi determinante sarà la capacità di mantenere la concentrazione e recuperare dalle fatiche di sabato prima, più e meglio delle avversarie. E sebbene al riguardo coach Liberalotto abbia dalla sua il vantaggio di poter inserire Ashley Williams al posto di una delle straniere (ma non è detto che lo faccia) puntando su di una giocatrice "fresca", tuttavia, come dicono sempre tutti, i play off rimangono il tipico caso "a parte" in cui ogni partita fa storia a sé. Di conseguenza possiamo sederci con fiducia in poltrona a gustarci la diretta (19,30 SportItalia, canale 60), a scelta con o senza il fantozziano corredo del vestaglione di flanella, frittatona di cipolla e Peroni gelata, e tifare fino alla sirena. Sapendo che comunque vada (facendo gli scongiuri di rito) la storia non finirà stasera.
Passalacqua: vittoria (netta) anche a S. Martino e semifinale con Venezia conquistata

Passalacqua: vittoria (netta) anche a S. Martino e semifinale con Venezia conquistata
Dopo il 70-59 al PalaMinardi, il 72-63 ottenuto senza particolari difficoltà a S. Martino di Lupari da una Passalacqua attenta, concentrata, determinata, in una parola forte, come forse non l'avevamo ancora vista in questa stagione, ha chiuso già con gara due il discorso dei quarti di finale. Per le lupe patavine non c'è stato proprio nulla da fare, come si era capito molto presto per effetto della sensazione di facilità nell'applicare gli schemi studiati da coach Recupido messa in mostra dalle aquile. Sempre in vantaggio e mai a rischio di essere neppure avvicinate, le biancoverdi hanno dominato sotto i tabelloni, accettando anche lo scontro fisico quando è stato necessari, ottenendo ottime percentuali sia al tiro (dalla lunetta compreso) sia nei rimbalzi. In più hanno offerto qualche "chicca" di gran classe, che attesta la buona condizione, anche psicologica, dell'intero gruppo. Adesso sotto con la semifinale al meglio di cinque gare, con gara uno e due a Venezia. Le lagunari, imbottite di grandi ex, rappresentano uno scoglio durissimo: che siano state bastonate duramente a Istanbul dal Galatasaray in gara uno della finale Eurocup, e non illudiamoci che valga qualcosa il fatto che abbiano in calendario il ritorno per giorno 18, solo tre giorni prima della sfida iniziale con le aquile, in programma per sabato 21. Sono un'avversario formidabile, e come tale vanno affrontate: ma Gianni Recupido e tutto lo staff sanno benissimo cosa ci aspetta e non si faranno certo trovare impreparati. Ma avremo tempo per parlarne più avanti, adesso godiamoci la quinta semifinale in cinque stagioni: mica male davvero, per il momento... TABELLINO
FILA. S. MARTINO - PASSALACQUA 63 -72 - PARZIALI: 12/21 - 12/11 - 12/22 - 17/15 - S: MARTINO: Oroszova 9, Mahoney 16, Filippi 2, Tonello, Gianolla 8, Bailey 6, Fassina, Keys 12, Amabiglia ne, Beraldo ne, Baldi ne, Milani ne. Allenatore Abignente. - RAGUSA: Consolini 14, Gorini 2, Spreafico 3, Formica 2, Miccoli, Soli, Bongiorno 2, Hamby 10, Kuster 19, Ndour 20. Allenatore Recupido. ARBITRI: Di Toro di Perugia, Meneghini di Verona e Servillo di Perugia
Passalacqua: oggi (ore 19, su Sport Italia) a S. Martino di Lupari gara due dei quarti di finale

Passalacqua: oggi (ore 19, su Sport Italia) a S. Martino di Lupari gara due dei quarti di finale
In ritardo rispetto agli altri quarti di finale nei quali si è già giocata gara due, come previsto senza difficoltà per Schio e Venezia nel guadagnarsi la semifinale (Napoli, invece, si è riscattato vincendo a Lucca e venerdì si deciderà tutto con la bella sul parquet partenopeo), Fila S. Martino e Passalacqua si affronteranno in terra patavina mercoledì 11 (ore 19, arbitri Di Toro di Perugia, Meneghini di Verona e Servillo di Perugia), diretta su Sport Italia. Le aquile partono dalla vittoria al PalaMinardi, che avrebbe potuto avere scarto anche maggiore dei comunque "rispettabili" undici punti, e contano anche sul vantaggio psicologico del "paracadute" costituito dall'eventuale (facciamo gli scongiuri) bella di sabato a Ragusa. Inoltre, nel complesso e pur rispettando lo spessore delle venete, appaiono di sicuro in grado di spuntarla, e bene: ma questo, ovviamente, può anche lasciare il tempo se trova se non è supportato da una prestazione all'altezza del compito, che richiede il massimo per concentrazione e determinazione. Poiché appare superfluo far notare l'importanza che avrebbe il presentarsi alla semifinale contro le fortissime veneziane imbottite di grandi ex senza avere nelle gambe le fatiche di una bella, ne deriva che mercoledì sera la Passalacqua punterà senza mezzi termini a chiudere il conto subito. Pur sapendo benissimo che non sarà facile e che le ragazze di casa esauriranno la dotazione di sudore prima di cedere il passo. Però, se si vuole, come fortissimamente si vuole, centrale la quinta semifinale in cinque campionati di serie A1, l'unico trucco è proprio di centrarla subito, senza sottostare al pericoloso "sporgersi dalla finestra" rappresentato da gara tre. Detto questo, per dovere di cronaca, convinzione e (un po') anche per doverosa scaramanzia, passiamo a ribadire la piena e assoluta fiducia nelle capacità delle biancoverdi, del resto ampiamente dimostrata dal comportamento (e dal rendimento) mostrato per tre quarti abbondanti della sfida di giovedì e per la grande reazione nel momento in cui erano state raggiunte. Tutte le giocatrici, tranne il capitano Lia Valerio, che continua la rieducazione ma è ancora lontana dal poter ritornare in campo, sono in buone condizioni e stravogliose di conquistare il pass per vedersela con Venezia, al meglio di cinque gare. Partenza martedì mattina, con l'accompagnamento del cuore di tutta la tifoseria, mercoledì sicuramente incollata davanti al computer per non perdere neppure un secondo dello streaming. Ok, basta così: dato che (lo sappiamo tutti) gli auguri non si fanno. Ma...
Passalacqua: con Fila S. Martino, stasera (20,30) al PalaMinardi, gara uno dei playoff

Passalacqua: con Fila S. Martino, stasera (20,30) al PalaMinardi, gara uno dei playoff
Iniziato con la prima volta dell' Open Day a Ragusa, segnata dalla prima sconfitta nella giornata d'apertura dopo quattro inizi di stagione vittoriosi, e proseguito con la novità del Round of Challenge, imposto dalla riduzione della A1 a dieci squadre, il massimo campionato di basket femminile vive da stasera l'ultima fase, in pratica la fase che conta davvero per stabilire la classifica finale. Conquistato a fatica ma con merito il terzo posto, poi difeso a denti stretti nella fase a orologio, che considerando le vicissitudini di una stagione "complicata" deve essere considerato un traguardo di tutto rispetto, la Passalacqua si appresta a tentare di raggiungere la quinta semifinale consecutiva nelle sue cinque stagioni di A1: obiettivo senza dubbio alla sua portata, anche se l'avversario venuto fuori dalla composizione definiva della griglia dei play off non può certamente essere definito "comodo". Anzi, a voler esser precisi, la Fila S. Martino andrebbe definita la classica "brutta bestia", come del resto ampiamente dimostrato sia dall'esito dei due scontri nella regular season (vittoria casalinga delle padovane per un punto, dopo una straordinaria rimonta "quasi" riuscita delle aquile, e successo per quattro lunghezze al PalaMinardi delle biancoverdi senza la squalificata Daerica Hamby), e dal fatto che il quintetto di coach Abignente è stato l'unico, insieme con Venezia, a battere Schio, di nuovo supercorazzata dopo "la pausa" dello scorso anno. A gara uno di stasera (ore 20,30, arbitri Cappello di Porto Empedocle, Tarascio di Priolo e Castiglione di Palermo), prologo alla gara due di mercoledì 11 in Veneto (ore 19) e all'eventuale bella di sabato 14 al PalaMinardi (ore 20,30) arriva una Passalacqua carica e motivata al massimo, con l'unica assenza del capitano Lia Valerio. Superfluo sottolineare l'importanza di sfruttare al meglio la prima tornata, fondamentale per garantirsi "comunque" il paracadute della bella e mettere sotto pressione psicologica le rivali: coach Gianni Recupido e tutto lo staff tecnico, che lo sanno benissimo, hanno preparato la gara proprio in questa ottica. Contando sulla complessiva superiorità tecnica, la buona condizione delle italiane e delle straniere (in particolare Dearica Hamby) e, naturalmente, sul supporto del PalaMinardi, che è doveroso augurarsi con pochi vuoti e "caldissimo". La forza delle avversarie impone una grande prestazione, ma lo spessore tecnico, la determinazione, la voglia di vittoria e l'ambiente rendono l'impresa possibile: secondo logica, prima ancora che secondo passione.
Passalacqua: da Schio con onore, adesso S. Martino nei quarti play off

Passalacqua: da Schio con onore, adesso S. Martino nei quarti play off
Completata a Schio la fase a orologio (Round of Challenges) con una sconfitta molto onorevole e maturata soltanto nelle battute finali, dopo una gara piacevole ma chiaramente priva (a causa della posizione già ampiamente decisa per entrambe, come in pratica per tutte le altre, nella griglia play off) del pepe che ha sempre caratterizzato le sfide con la supercorazzata scledense, la Passalacqua ha finalmente potuto conoscere l'avversaria. Toccherà vedersela con S. Martino di Lupari, vincitore all'andata per un punto dopo una fantastica rimonta delle aquile da meno quattordici e sconfitto al ritorno di quattro: una rivale tosta, come dimostra la vittoria su Schio, e in chiaro progresso già da due stagioni. Come sempre accade nei play off, in cui si riparte (quasi) da zero e dove tutto è possibile, è molto difficile fare un pronostico: le "nostre" hanno il vantaggio di un'eventuale bella in casa, ma dovranno comunque mettercela tutta per lasciarsi alle spalle in quintetto di coach Abignente e passare al turno successivo contro la vincente del quarto tra Venezia e Torino. Se ne parlerà subito dopo Pasqua, con una settimana di attesissimo riposo sulle spalle, da utilizzare per oliare qualche ingranaggio e consentire il recupero da qualche acciacco che ha inevitabilmente condizionato il rendimento nelle ultime gare. Prima gara al PalaMinardi alle 20,30 (il 4 o il 5 aprile e al meglio di tre o di cinque partite): tutto dipenderà dalla qualificazione di Venezia alla finale di EuroCup, Tornando a Schio, ferma restando la "non eccezionale" tensione agonistica delle due squadre, la Passalacqua si è difesa bene e avrebbe sicuramente meritato uno scarto minore: del resto aveva fatto ancora meglio a Venezia. La prova in entrambe le trasferte ha rappresentato un segnale di indubbia importanza nell'ottica del tentativo di conquistare (intanto) la quinta semifinale scudetto consecutiva sui cinque campionati di A1 finora disputati. Arrivarci segnerebbe aver tagliato il primo traguardo di una stagione molto difficile per vari motivi (infortuni, squalifiche, fatica per gli impegni europei ecc, sconfitta nell'Open Day al PalaMinardi), partita in salita e recuperata fin dov'era possibile con voglia e tenacia. Ma, sia chiaro, l'augurio (e la speranza) di tutti è che la semifinale costituisca soltanto il primo traguardo.. TABELLINO: Famila Wuber Schio 78 - Passalacqua Ragusa 68 - PARZIALI: 21/18 – 21/19 – 19/14 - 17/17 - SCHIO: Yacoubou 26, Gatti 4, Miyem 17, Tagliamento 3, Masciadri 4, Anderson 5, Zandalasini 12, Ngo Ndjock, Dotto 6, Macchi 1. Allenatore Vincent. - RAGUSA: Consolini 8, Gorini,4, Formica 2, Spreafico 5, Miccoli, Soli 2, Bongiorno, Hamby 23, Kuster 10, Ndour 14. Allenatore Recupido - ARBITRI: Wassermann di Trieste, Percocco di Ponzano Veneto e Colazzo di Milano
Passalacqua: con la serenità del terzo posto al sicuro, a Venezia e Schio per far bella figura

Passalacqua: con la serenità del terzo posto al sicuro, a Venezia e Schio per far bella figura
Compito svolto nel migliore dei modi dalla Passalacqua, che vincendo le due gare casalinghe assegnatole dal Round of Challenges ha ottenuto quanto voleva e quanto, in fondo, costituiva il risultato cui puntare nella novità della fase a orologio. Lo ha fatto anche piuttosto bene, in particolare nella seconda gara contro l'ex Nino Molino, meritando in entrambe le sfide di vincere e non soffrendo mai troppo le avversarie: da degna terza della classe, quindi, e da formazione che si ha motivo di attendere con fiducia ai prossimi impegni. Innanzitutto ancora in chiave Round of Challengese, nell'ordine contro Venezia e Schio, e successivamente nei play off. Come detto anche in altro occasioni, la terza piazza costituisce non solo un risultato più che accettabile, ma più ancora il migliore dei risultati possibili dopo un inizio di stagione in chiaroscuro, per vari motivi assenze comprese, e dopo la dolorosa eliminazione della fase finale di Coppa Italia, non del tutto compensata dallo splendido cammino nell'EuroCup. Adesso che i giochi preplayoff sono fatti, e che si possono quindi affrontare le due sfide con seconda e prima in classifica senza l'assillo del risultato ad ogni costo, la squadra potrebbe anche profittare di questa condizione e riservare ai suoi tifosi qualche piacevole sorpresa. Di sicuro sarà parecchio difficile, sia chiaro, e nessuno che Venezia sia meno forte e più abbordabile di Schio, ma oltre all'occasione di sperimentare qualche variante particolare in vista dei play off, la squadra deve comunque provarci con la dovuta convinzione: per caricarsi nel morale, per far felici i tifosi e, non ultimo, per lanciare un messaggio alle altre sette che comporranno il gruppo della fase conclusiva del campionato.
