Riccardo Schininà: “La diversità è un valore aggiunto, per questo lavoreremo al piano di eliminazione delle barriere architettoniche"
Riccardo Schininà: “La diversità è un valore aggiunto, per questo lavoreremo al piano di eliminazione delle barriere architettoniche"
“A Ragusa, 1200 nostri concittadini sono persone con disabilità, circa il 30% ha difficoltà a deambulare e oltre 100 sono non vedenti”. Dati che fanno riflettere se si compie una valutazione oggettiva su quanto Ragusa sia sostenibile per le persone che hanno difficoltà a deambulare.
Da qui i chiari impegni che il candidato sindaco Riccardo Schininà ha assunto proprio per contribuire a diffondere il principio che la diversità non deve fare paura, ma va considerata un valore aggiunto, come ha sostenuto Giampaolo Cocco nel corso della passeggiata compiuta insieme sul lungomare Andrea Doria a Marina di Ragusa, dove i marciapiedi sono il primo vero ostacolo che una persona con difficoltà a deambulare deve affrontare. È fondamentale lavorare con scelte pratiche per coltivare la cultura della disabilità.
“Riteniamo necessario – ha spiegato il candidato sindaco Riccardo Schininà – adottare il prima possibile il P.E.B.A. (Piano di eliminazione delle barriere architettoniche), altrettanto importante e improcrastinabile istituire e rendere da subito operativa la figura professionale del Disability manager e trasformare l’attuale assessorato dei servizi sociali nell’assessorato dell’inclusione sociale che possa dialogare con tutte le altre componenti dell’amministrazione, in modo particolare con l’assessorato ai lavori pubblici, proprio per una pianificazione della fruibilità della città per tutti. Riteniamo fondamentale – ha aggiunto Schininà - costituire il Forum delle associazioni che operano nell’ambito sociale all’interno del quale inserire la Consulta delle associazioni che sono attive nel mondo della disabilità per avviare un dialogo costante tra l’amministrazione e gli operatori del settore. Impegnarsi di più anche in questo ambito è un monito a cui ciascun amministratore non può sottrarsi”.
[VIDEO] "I Riti della Settimana Santa a Ragusa Ibla" illustrati oggi
[VIDEO] "I Riti della Settimana Santa a Ragusa Ibla" illustrati oggi
Uno dei periodi più importanti e seguiti dell’anno è la Settimana santa a Ragusa Ibla, iscritta dal 2016 nel Registro eredità immateriali della Sicilia. I riti e le funzioni svolte nella città antica in questo periodo assumono un grande rilievo poiché qui vive e si tramanda una secolare tradizione che si porta avanti immutata nel tempo. E si tratta, effettivamente, di un bene prezioso perché racchiude in sé aspetti e caratteristiche che ci tramandano la fede, la devozione e la cultura di un popolo, quello ragusano, in un periodo di spiritualità forte e fervente. Tutti i riti e le funzioni sono basati su un aspetto centrale e fondamentale: l’adorazione eucaristica delle cosiddette Quaranta ore (ricordando in questo modo il tempo in cui il Cristo morto è stato trattenuto nel sepolcro) che si svolge nella chiesa Madre di Ragusa, il Duomo dedicato al patrono San Giorgio. Tutti aspetti che sono stati messi in rilievo, anche storicamente parlando, nella conferenza stampa tenutasi questa mattina nella chiesa dell’Annunziata con le relazioni degli studiosi Giuseppe Arezzo e Andrea Ottaviano e con gli interventi di Stefano Avola e Gabriele Guastella. Protagoniste indiscusse della Settimana santa sono le confraternite, associazioni religiose di laici che hanno come obiettivo quello di mantenere vive le pie devozioni, occuparsi delle chiese di cui sono titolari e provvedere alle opere di carità. Sono attualmente sei le confraternite attive nella città antica e ognuna si occupa, da secoli, della processione in un determinato giorno della Settimana santa. Grazie al loro impegno, ogni processione diventa una occasione per riflettere sulla fede e sulla spiritualità. Un tempo, i confrati, per non farsi riconoscere, indossavano durante le processioni una tunica e un cappuccio bianco. Le processioni conducono fino alla chiesa Madre laddove, nel frattempo, si svolge l’adorazione eucaristica. All’arrivo di ogni gruppo statuario e della confraternita interessata, tutti i fedeli ascoltano le riflessioni e le meditazioni, dette fervorini, relative a un argomento di interesse spirituale e che è legato anche al momento religioso che la statua rappresenta. Fitto già il programma di domani. Alle 9, nella chiesa delle Benedettine, ci sarà la santa messa. Alle 10,30, al Giardino ibleo, la benedizione delle palme e la processione verso il Duomo di San Giorgio dove, alle 11, si terrà la solenne santa messa. Alle 16,30, sempre al Duomo, la solenne esposizione del Santissimo Sacramento mentre alle 16,30 ci sarà la santa messa nella chiesa di Santa Maria dell’Itria da dove, alle 17, prenderà il via la processione con il simulacro dell’Addolorata verso il Duomo nell’ambito delle iniziative del Quarantore. Alle 17,30, al Duomo, il fervorino eucaristico confraternita dell’Addolorata. Alle 18,15, le sante messe al Duomo e nella chiesa della Maddalena. Alle 19, nella chiesa della Maddalena, la processione con il simulacro di Maria Maddalena verso il Duomo. Alle 19,15, il fervorino eucaristico della confraternita della Maddalena. Alle 20, nella chiesa dell’Annunziata la processione con il simulacro del Cristo alla colonna verso il Duomo. Alle 20,30, al Duomo, il fervorino eucaristico confraternita Santissimo Rosario e Sciabica.
Centro storico di Ragusa e via Roma, Cultrera: "Che fine hanno fatto i progetti di rivitalizzazione"
Centro storico di Ragusa e via Roma, Cultrera: "Che fine hanno fatto i progetti di rivitalizzazione"
Nel corso degli ultimi quindici anni - almeno - le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno cercato la ricetta per la rivitalizzazione del centro storico di ragusa, con particolare riferimento a via Roma. Con l’amministrazione Dipasquale, allora di centrodestra, si avviò il progetto di ripavimentazione del tratto corso Italia-Hotel Mediterraneo, con annessa pedonalizzazione. La riapertura, dopo diversi mesi di lavoro, si tenne il 21 dicembre 2012. Sembra ieri, ma son passati più di dieci anni.
Da allora il dibattito è stato continuo: riaprire alle auto o completare il progetto di pedonalizzazione? L’eterno dilemma che ha portato solo a soluzioni a metà.
Su questo dibattito interviene con una nota il candidato sindaco del centrodestra Giovanni Cultrera: “Era il 16 febbraio del 2022 quando l’amministrazione in carica portava in conferenza stampa il progetto di riqualificazione di via Roma […] si ebbe l’impressione che si andava a tentoni: troppo semplicistiche le operazioni per favorire l’apertura di nuove attività, del tutto evidente l’incapacità di trovare rimedi allo spopolamento commerciale e residenziale di tutto il centro storico, si aveva la netta percezione che non si aveva contezza delle dinamiche commerciali. L’amministrazione tirò fuori un progetto fantasioso, una nuova architettura del verde, qualche panchina scomoda per evitare che le sedute diventassero un bivacco, una luce tecnologicamente studiata, un brand per la via, sul modello delle vie principali romane. Fu detto che si era davanti all’ipotesi di un centro commerciale all’aperto, attorno al quale, come nei migliori centri commerciali, c’era solo il nulla”.
“Discutibile anche la la trovata della copertura del ponte nuovo - continua Cultrera - che copertura non era, ma solo un susseguirsi di dehors di dubbio gusto. Tutta l’operazione fu criticata pure da chi oggi è alleato di Cassì alle imminenti elezioni di maggio. Al di là della parentesi mediatica avuta con la conferenza stampa, dopo un anno, non si sa più nulla del progetto di riqualificazione. Che fine ha fatto?”.
A Cultrera abbiamo chiesto qual è, secondo lui, la “ricetta” per il centro storico: “Abbiamo diverse idee, alcune in fase di approfondimento con gli alleati, altre ben chiare e già condivise da tutti. Immagino, per ora, la realizzazione di un progetto pilota per valutare l’impatto dell’apertura di via Roma al traffico veicolare nei giorni feriali, mantenendo la ZTL nei fine settimana e nei festivi. Sulla base dei risultati, cioè di come risponderebbe la cittadinanza, si deciderebbe come procedere. È necessario, poi - aggiunge il candidato sindaco - pensare a un sistema per favorire nuove attività commerciali in centro e, quindi, in via Roma, mettendo a disposizione incentivi a fondo perduto, ma non con cifre appena sufficienti per piccoli interventi. L’idea è quella di finanziare fino al 50% a fondo perduto gli interventi necessari all’apertura di un nuovo esercizio commerciale, con un sistema simile a quello della Legge speciale su Ibla, creando magari un capitolo apposito nel bilancio comunale da rimpinguare per esempio con le royalties. Infine, si potrebbe ragionare su un sistema di promozioni diffuse per tutto il territorio comunale, una sorta di brand/spot che porti residenti e forestieri a spendere il proprio denaro nelle attività commerciali del centro storico o delle aree limitrofe. Le mie idee per il centro storico e per via Roma avranno certamente uno spazio nel programma elettorale al quale si sta lavorando insieme a tutte le forze del centrodestra e presto sarà reso pubblico nella sua interezza”.
Presentato il dossier sull'immigrazione della Caritas
Presentato il dossier sull'immigrazione della Caritas
Nel 2021 sono sbarcati sulle coste italiane "poco piu' di 67 mila migranti, 105 mila nel 2022 e nel 2023 finora circa 20 mila. Oggi giorno del click day del 'Decreto flussi' ci sono 83 mila posti disponibili. Possibile che l'Italia non riesca a gestire un flusso che corrisponde alle persone che può contenere uno Stadio Olimpico a Roma, dal momento che i numeri sono quasi corrispondenti tra chi arriva e le persone richieste dall'Italia?". È una delle considerazioni che Vincenzo La Monica, responsabile Osservatorio delle Povertà della Caritas diocesana di Ragusa ha promosso, nell'ambito della presentazione del 'Dossier immigrazione - Costruire il futuro con i migranti' redatto dalla Diocesi di Ragusa. Un punto di partenza per sviluppare di concerto con gli altri 'attori istituzionali del territorio', politiche che puntino ad una integrazione reale che derivi non "dal fare per i migranti" ma dal "fare con". I dati della fotografia attuale (che non tiene conto dei dati di tre comuni della provincia di Ragusa che appartengono alla Diocesi di Noto) indicano la presenza sul territorio, di circa 30.100 stranieri; 16 mila non comunitari e oltre la metà per 'lungo periodo' che hanno reddito e lavoro un livello già di integrazione profonda. Oltre mille gli stranieri che hanno un permesso per motivi umanitari. A questi dati si aggiungono quelli che si riferiscono agli alunni: 5.500 i bambini e ragazzi che frequentano le scuole nel Ragusano, che sono di cittadinanza non italiana anche se 3020 di loro sono nati in Italia. Solo 266 sono inseriti in corso d'anno scolastico. Nella città capoluogo a Ragusa circa 400 scelgono di continuare il percorso di studi iscrivendosi ad un liceo, più o meno altrettanti quelli che scelgono un istituto professionale e un istituto tecnico. Il raffronto con i dati riferiti al registro degli italiani residenti all'estero (AIRE) e che riguarda la provincia di Ragusa dice che i Ragusani residenti all'estero sono 33.239, in gran parte in Argentina, Germania e Paraguay; il 47 per cento sono donne e solo il 21 per cento e' ultra 65enne (circa il 50 per cento del totale ha tra i 18-34 anni e 35-49 anni con percentuali simili). Tra chi se ne va e chi arriva, il saldo è quasi azzerato.
Del mercato del lavoro, dell'impegno della diocesi iblea sulla mobilita' umana ha parlato Renato Meli, direttore Ufficio diocesano delle politiche sociali e lavoro: 2030 domande nel settore del lavoro subordinato; 500 pratiche di ricongiungimento famigliare; 620 pratiche di cittadinanza (450 per residenza e 170 per matrimonio) e 426 permessi di protezione temporanea per i cittadini ucraini in fuga dalla guerra. SI tratta di un processo composito, quello della integrazione lavorativa, ha spiegato Meli, che va dalla sensibilizzazione alla validazione delle competenze, all'incontro tra domanda e offerta di lavoro, alla creazione di modelli e metodologie di concerto con le istituzioni del territorio. Interessanti anche i dati relativi al progetto di microcredito messo in campo dalla Diocesi da qualche anno; 112 le richieste trasmesse alle banche per il finanziamento. Nella sua introduzione, il vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, ha sottolineato l'importanza di tutelare e restituire dignità a chi vive condizioni di fragilitaà e povertà, "la Chiesa cresce con la capacità di fare sentire protagonisti i suoi membri" e tutti coloro che hanno scelto di vivere nel territorio. "Non siamo chiamati a costruire un futuro per loro - ha detto il vescovo di Ragusa - ma con loro, fratelli migranti che si devono sentire a casa propria e protagonisti con noi". Ricordate anche le "vittime della mobilità" delle tragedie del Mediterraneo. Prima delle conclusioni affidate a don Rosario Cavallo, direttore Migrantes, Domenico Leggio, direttore della Caritas di Ragusa ha affiancato le testimonianze di Jenny Campagnolo e di Jallow Cherno Momodou, la prima emigrata in Portogallo con la famiglia e il secondo arrivato a Pozzallo in barcone da solo, senza famiglia, il 21 aprile 2017. Toccante la testimonianza di Cherno, gambiano che per sette volte aveva tentato di raggiungere l'Italia. Ha scelto di studiare per capire e farsi capire e anche studiando con determinazione che si e' potuto integrare, imparando, senza dubbio ma anche giocando e frequentando ragazzi italiani. Da solo è riuscito a comprare una casa, una macchina, lavora in un bar del centro di Ragusa grazie anche al sostegno della Caritas che gli ha dato una mano, e si sente accolto come un figlio.
Fonte testo: AGI
Interviste: Leandro Papa
I siti delle Giornate FAI di Primavera in provincia di Ragusa
I siti delle Giornate FAI di Primavera in provincia di Ragusa

Oggi e domenica si rinnova l’appuntamento con le “Giornate FAI di primavera”, il più importante evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del Paese. Due le aperture a Ragusa e una a Modica. Nel capoluogo si potranno visitare la Prefettura e il palazzo vescovile, mentre a Modica A Modica si potrà ammirare la chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore.
Oggi, sabato 25 marzo, i tre siti saranno ancora visitabili nei seguenti orari:
Prefettura, dalle 16.30 alle 18.30 (ultimo ingresso ore 18);
Vescovado, oggi dalle 16 alle 18.30 (ultimo ingresso 18), domenica 26 marzo dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30;
San Nicolò, oggi dalle 16 alle 18.30 (ultimo ingresso 18), domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18.30 (ultimo ingresso 18)
“Per celebrare i 31 anni delle Giornate FAI trentuno anni delle Giornate FAI di Primavera - dichiara il Capo Delegazione di Ragusa, l’avv. Gisella Scollo - per la città di Ragusa ho puntato l’attenzione su due Palazzi di grande rilievo e pregio artistico e architettonico come il Palazzo del Vescovado e il Palazzo del Governo. Entrambi condividono un pezzo di storia dato che il Vescovado, dal 1926 al 1935 fu sede della Prefettura della nuova Provincia di Ragusa. Nel 1949, poi, la Marchesa Carlotta Schininà ne cedette una parte al Parroco della Chiesa di San Giovanni Battista in modo tale che, con l’istituzione della Diocesi di Ragusa, divenisse sede del Vescovado, del Seminario e della Curia Diocesana”.
Del Vescovado si potranno visitare: l’appartamento del Vescovo con i suoi saloni e la cappella, la biblioteca con testi sacri antichi e il giardino e si racconterà la storia della nobildonna Schininà, donatrice del palazzo.
Il palazzo del Governo di Ragusa nasce quando la città divenne capoluogo di provincia. L’edificio, costruito tra il 1929 e il 1931, è stato progettato dall’architetto Ugo Tarchi, professore di architettura presso l’istituto superiore di Belle Arti di Roma. Al Tarchi è affidata anche la direzione dei lavori, affiancato dall’ingegner Giuseppe Criscione fino al 1932 e successivamente dall’ingegner Francesco Modica. Nel 1923, fu l’artista romano Duilio Cambellotti ad accettare l’incarico di decorare i tre saloni principali.
Per quanto riguarda il terzo sito, cioè la chiesa di San Nicolò Inferiore a Modica, “si tratta di una magnifica chiesa rupestre - spiega Scollo - inaugurata nel mese di gennaio di quest’anno e rappresenta un autentico gioiello, sia per la Città di Modica che per tutta la Sicilia. Inoltre, nel 2020, è stata oggetto di un censimento dall’entusiasmante risultato: è stata eletta tra i Luoghi del Cuore del FAI. L’ importante ristrutturazione finanziata dal FAI ha consentito la riconsegna alla città di Modica, di questo meraviglioso tesoro”.


“Da oltre 50 anni il FAI si occupa di tutelare, promuovere e valorizzare il meraviglioso patrimonio, artistico e culturale del Paese - aggiunge ancora il capo delegazione Scollo - contribuendo a salvare beni di incommensurabile valore. La Tutela, la cura e la valorizzazione del patrimonio italiano sono valori fondamentali, tutelati anche dalla Costituzione e nei quali, tutti noi - conclude - dobbiamo riconoscerci ed è quindi importante fare ognuno la nostra parte per diffondere questa cultura”.
ZTL a Ibla, Cultrera: "Nuovamente imposta e non condivisa"
ZTL a Ibla, Cultrera: "Nuovamente imposta e non condivisa"
Parla il candidato sindaco del centrodestra, Giovanni Cultrera, dopo la decisione dell’amministrazione di ripristinare la ZTL a Ibla, il venerdì, nei festivi e prefestivi, dal primo aprile sino a fine luglio e poi per tutto Agosto, senza coinvolgere nelle scelte chi nel quartiere barocco lavora e vive.
“La ZTL a Ibla nei fine settimana dall’uno aprile a fine luglio e poi per tutto agosto - dichiara Cultrera - è una decisione fuori contesto, che rischia di essere inutile se non dannosa perché, ancora una volta, è calata dall’alto e senza coinvolgere chi nel quartiere barocco, vive e lavora. Una scelta priva di ascolto, che è principio minimo di convivenza civile e che dovrebbe essere insito in chi amministra. Mi chiedo come si possa solo pensare a riproporre la stessa modalità di imposizione per la ZTL a Ibla, che l’esperienza di un anno fa ha già certificata come metodologia sbagliata. Chi amministra oggi Ragusa, sembra in preda all’assoluta sordità nell’imparare le lezioni. La ZTL va concordata con chi ‘vive’ Ibla. Ne siamo convinti. E così faremo”
“Pensiamo - aggiunge - che una regolamentazione degli accessi nel nostro quartiere barocco, vada fatta ma non nel modo e col metodo pensati e attuati dal sindaco. Discutiamo di controlli elettronici, blocchi, divieti, avvisi luminosi. Confrontiamoci e risolviamo la confusione che rischia di allontanare la gente e rendere invivibile il quartiere”
“L’attuale sindaco e chi amministra Ragusa - conclude - decide senza ascoltare e cancella concertazione, dialogo e confronto; impone e basta. E chi vive e chi lavora a Ragusa, a Ibla, a Marina, deve solo subire. Non è così che si fa buon governo. Così si fa solo il male di Ragusa e dei Ragusani”.
Beni confiscati alla mafia, il candidato sindaco Schininà propone un regolamento per l'individuazione e la gestione
Beni confiscati alla mafia, il candidato sindaco Schininà propone un regolamento per l'individuazione e la gestione
“Un regolamento condiviso con la città, a partire dalle associazioni che da tanti anni operano nel campo dell'educazione alla legalità e si battono contro le mafie. Un elenco, facilmente consultabile sul sito del Comune, che indichi i beni confiscati alla mafia e il loro utilizzo. Azioni mirate, a partire dalle scuole, per riflettere sul valore educativo dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.
Sono queste le proposte del candidato sindaco dell’area riformista, progressista e popolare di Ragusa, Riccardo Schininà, in occasione della XXVIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, a cui oggi ha preso parte.
“Sono iniziative concrete, alcune più immediate, altre di lungo corso, come tutti i percorsi educativi, che però riteniamo debbano essere avviati da subito. È con un impegno preciso che, come coalizione, vogliamo esprimere piena adesione alla manifestazione di oggi, con la presenza di mille, tra studenti delle scuole secondarie di primo grado, insegnanti, genitori, associazioni e cittadini”.
Importante e articolata la disamina fatta dal candidato sindaco, a nome della coalizione che rappresenta, in ordine allo status quo: “Oggi Ragusa ha dei beni confiscati alle mafie, ma i cittadini neppure sanno quali siano. Non c'è un elenco consultabile sul sito del Comune, non c'è alcuna comunicazione specifica in tal senso. Eppure gli studi ribadiscono la vocazione sociale che la confisca imprime al bene confiscato, collocandolo in un preciso settore economico, che è quello dell’economia sociale. Peraltro, la scelta della destinazione d'uso di quei beni, proprio per la natura educativa che assumono, dev'essere frutto di una concertazione quanto più ampia possibile. I beni confiscati vanno a pieno titolo considerati beni collettivi che presentano un valore sia simbolico che sociale. Il loro riutilizzo, come avviene in altre città anche della nostra provincia, dev'essere portato avanti da associazioni e da cooperative che fanno parte dell’economia sociale, per un profondo impatto sociale, economico e di coesione comunitaria. A Ragusa non solo non si è proceduto in tal senso, ma non sono state neppure ascoltate le associazioni del Terzo settore, che pure hanno provato a far sentire la propria voce, per ragionare insieme su come impiegare quei beni comuni. Il sindaco Cassì ha fatto tutto da solo, confermando come il confronto sia per lui solo un escamotage per produrre proclami, per raccontarci una città che non esiste. Noi riteniamo - ha concluso Riccardo Schininà - che i beni confiscati alla mafia producono un grande valore aggiunto proprio nella condivisione sull’individuazione della destinazione, attraverso un regolamento chiaro, un elenco accessibile a tutti e la costruzione di un percorso comune che generi quella trasformazione voluta proprio dalla legge: la riappropriazione collettiva di un bene che la criminalità organizzata ha realizzato a danno della nostra economia sana e, quindi, di tutti i cittadini”.
Firrincieli ha presentato la propria coalizione
Firrincieli ha presentato la propria coalizione
Il candidato sindaco del M5S, Sergio Firrincieli, ha presentato questa mattina in conferenza stampa la coalizione che lo affiancherà: al tavolo insieme a lui l'on. Stefania Campo, ovviamente, il senatore Gianni Battaglia per Articolo Uno, Angelo Rinollo per Sinistra Italiana, Gabriella Elia per Europa Verde e Aldo Bertolone per Equità Territoriale.
È è stato spiegato l’iter che ha portato ognuno di questi soggetti politici a entrare in coalizione a sostegno di Firrincieli che, secondo gli intervenuti, “rappresenta la vera alternativa progressista della città. Una città che vuole ripartire dai temi più importanti, quali un centro storico colpevolmente dimenticato dall’attuale Amministrazione comunale, dove accanto alle vie principali si trovano mini discariche a cielo aperto e degrado diffuso, ed ancora una città che possa avere finalmente un sistema di mezzi di trasporto che possa consentire ai cittadini di non spostarsi sempre e soltanto con l’auto. Una città che guardi davvero alle categorie più deboli e che di queste si prenda cura, che sia attenta ai diritti civili, mai come in questo momento messi in pericolo dalle destre”. In quanto alle liste e ai possibili nomi della Giunta, il candidato sindaco è stato chiaro: “Nessuna discussione è stata ancora affrontata con i nostri alleati in merito a possibili assessorati, ma è chiaro che ci siederemo attorno a un tavolo al momento opportuno. Per quanto riguarda le liste, siamo convinti che sia necessario presentare nomi che abbiano reali possibilità di approdare in Consiglio comunale, convinti come siamo che a nessuno faccia bene presentare una serie infinita di candidati, che poi sono e restano soltanto di facciata. Noi conosciamo bene la forza del Movimento 5 Stelle, che ha portato a casa un risultato più che prestigioso alle ultime elezioni politiche e regionali dello scorso mese di settembre: numeri che sommati a quelli della nostra coalizione ci mettono in condizione di potere ambire a fare un risultato molto importante. Chiaramente il lavoro da fare è ancora tanto, ma non ci mancano di certo energia, entusiasmo e competenza. In molti sono convinti che con la forza dei numeri riusciranno a vincere le elezioni. Se è vero che la matematica non è un'opinione in politica non è matematica ma opinione. E fortunatamente i cittadini ragusani, che sono elettori evoluti, oggi sanno bene farsela una...opinione”.
"Il centrodestra è con Cultrera", Spadola ha passato il testimone
"Il centrodestra è con Cultrera", Spadola ha passato il testimone
“C’è qualcuno che gioca a fare il candidato sindaco di centrodestra accompagnato da personaggi che con questa area politica non hanno niente a che fare? Dov’è il centrodestra nel progetto politico di Cassì? Non c’è, ve lo dico io, perché il centrodestra di Ragusa è oggi tutto qui a sostenere me e la squadra della coalizione”. Così Giovanni Cultrera, oggi pomeriggio, nella sala conferenze del Mediterraneo Palace Hotel di Ragusa ha presentato la propria candidatura a sindaco della città sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, il movimento Insieme e l’associazione politico-culturale Ragusa in Movimento.
Accanto a Cultrera c’era Pasquale Spadola, fino a qualche minuto prima candidato a sindaco per i meloniani, che ha scelto di fare un “passo di lato”. È stato lo stesso Cultrera a chiedere ai presenti un lungo applauso di ringraziamento per Spadola dicendo che “se tutti intendessero la politica come lo fa Pasquale il nostro Paese sarebbe un posto migliore in cui vivere”.
Ad aprire l’incontro con i giornalisti, come previsto, è stato proprio Spadola che, giustamente, ha preso qualche minuto per sé per spiegare ciò che agli occhi dei politici più smaliziati può sembrare incomprensibile e cioè che l’unità di intenti per un progetto vale di più delle proprie ambizioni. “La mia candidatura - ha detto - era ingombrante per varie ragioni: da una parte ha generato entusiasmo, ma dall’altra era troppo dirompente perché potesse generare una sintesi tra le diverse anime”, per consumare, cioè, quel processo nel quale ognuno mette del proprio sacrificando comunque un po’ di sé. “Sono stato io a indicare il nome di Giovanni Cultrera - ha raccontato orgoglioso - e in Giovanni ho riconosciuto le doti necessarie perché ogni componente della coalizione si sentisse garantito”. Poi da Cultrera la conferma di quanto avevamo scritto ieri: già due mesi fa aveva avuto una prima proposta, alla quale però aveva risposto di non essere interessato. In due mesi, si sa, può cambiare il mondo e quando la proposta viene direttamente da chi fino a un attimo prima è il candidato che tu stesso andresti a votare è probabile che non sia più il caso di rifiutare educatamente, ma l’occasione di cogliere il testimone che ti si sta passando.
“C’è molto lavoro da fare - ha detto ancora Cultrera - bisogna smontare la narrazione di un sindaco eletto come esponente di una parte politica che ora, però, si trova altrove e che in quasi cinque anni non ha fatto altro che proseguire il lavoro altrui, senza neanche avere l’onestà politica di riconoscere i meriti di chi lo ha preceduto. La stragrande maggioranza di ciò di cui si vanta è incompleto o ancora lontano dall’essere realizzato. Il teatro Marino potrebbe essere il simbolo di questa amministrazione: ci raccontano che si lavora e si lavora, si fanno sopralluoghi, ci hanno detto che doveva essere pronto entro la scorsa estate e ancora non ha neanche il tetto. Ecco, alla città di Ragusa vogliamo dire che a tutto questo un’alternativa c’è, non prometteremo cose che non saremo in grado di realizzare, quel che pensiamo diremo e quel che diremo faremo, senza nasconderci o doverci mascherare. Vogliamo fare in modo che tra Ragusa, Palermo e Roma ci sia un filo diretto un rapporto che è stato assente in questi anni e siamo sicuri che anche i ragusani comprenderanno l’importanza di questa scelta che è soprattuto di campo. Tra qualche giorno, poi - ha concluso - presenteremo il nostro programma: dieci punti con argomenti concreti e fattibili che ci impegnano a portare avanti”.
Il passo di lato di Spadola per Cultrera sull'altare dell'unità
Il passo di lato di Spadola per Cultrera sull'altare dell'unità
Lì dove sono presenti e pressanti le divisioni e le distanze, la causa dell’unità è sempre un altare sul quale è necessario che qualcuno salga per essere sacrificato. Per l’unità del centrodestra ragusano, questa volta, il sacrificio l’ha dovuto fare Pasquale Spadola, indicato da Fratelli d’Italia quale proprio candidato a sindaco, a favore dell’avvocato Giovanni Cultrera, ex presidente dello IACP di Ragusa in quota Forza Italia (era il 2007) ed ex coordinatore cittadino del PDL (nel 2012 quando il segretario nazionale era Angelino Alfano) al momento non iscritto ad alcun partito e quindi capace di rappresentare tutte le anime del centrodestra.
L’ufficialità si avrà domani, in una conferenza stampa pomeridiana alla presenza dei tre parlamentari del centrodestra ibleo, Assenza, Minardo e Sallemi. Un appuntamento che, immaginiamo, sarà aperto da un Pasquale Spadola ansioso di spiegare le ragioni di questa sua scelta: non un passo indietro, ma di lato, per consentire all’intera coalizione di fare sintesi, finalmente.
Dopo l’indicazione di Spadola da parte di FdI a fine febbraio, infatti, il quadro delle alleanze in quest’area politica non riusciva a definirsi. Di 48 ore in 48 ore le altre componenti della coalizione - in particolar modo il movimento Insieme - continuavano a rinviare i tavoli di confronto per riflettere e cercare alternative. A sbloccare la situazione pare sia stato proprio Spadola con la propria cerchia ristretta che devono aver pensato qualcosa del genere: “mentre qui si discute e si attendono nomi e proposte, gli avversari sono già in campo, con le loro facce sui tabelloni, quasi con il programma tra le mani dei sostenitori e il sindaco uscente gioca di ambiguità presentandosi come quello di destra tanto bravo d’essere sostenuto perfino dalla sinistra. Urge fare sintesi e un cambio di passo”. Prima di tutto, però, serviva un nuovo nome. Qui l’idea: contattare qualcuno al momento senza tessere di partito in tasca, dalla storia politica inequivocabilmente di centrodestra e, soprattutto, amico di tutte le anime della coalizione, capace di garantirne la pari dignità. Una sorta di “Indovina Chi?” della politica ragusana: un avvocato? Sotto i 55 anni? Con trascorsi politici? Trasversale? Appartenente all’area di Governo tanto a Roma che a Palermo?. A quel punto pare che il nome di Giovanni Cultrera sia sgorgato come acqua fresca da una fonte. A Pasquale Spadola è bastato prendere il telefono per consumare qualche passaggio appena trovando pieno riscontro e condivisione.
Questa, è ovvio, è la nostra ricostruzione e pensiamo che possa trovare domani assoluta corrispondenza in conferenza stampa. Però… C’è un però, un retroscena: sappiamo che diverse settimane addietro qualcuno aveva già proposto Cultrera, il quale aveva educatamente rifiutato, scarsamente interessato alla cosa. Probabilmente la condivisione di un percorso comune, capace di mettere insieme tutte le anime dell’area ponendo fine ai tatticismi e all’attendismo, deve aver mutato il clima. Anche questo, domani, potrà essere chiarito dal diretto interessato.
Chi ha sentito Cultrera in queste ultime 24 ore riferisce di un candidato entusiasta e pronto alla battaglia. Le nostre fonti dicono che abbia ricevuto gli auguri pure da qualcuno degli avversari, ma non dal sindaco Cassì. Forse quest’ultimo, il candidato di destra che va con la sinistra, ha paura che Cultrera gli chieda il voto.










