Vittoria, sequestrate 799 bombole di gas

Vittoria, sequestrate 799 bombole di gas

Ben 799 le bombole di gas contenute in un deposito privo delle dovute accortezze in termini di sicurezza, e quindi ad alto rischio d’infiammabilità; il pericoloso bottino è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza di Vittoria, ed è costato la denuncia per “detenzione di materiale infiammabile” per tre cittadini vittoriesi.

Una questione di peso. Infatti, nel momento in cui gli uomini della Guardia di Finanza hanno fatto il loro ingresso nello stabile un addetto ha esibito una licenza di detenzione ai fini di vendita per non più di 1.000 kg di G.p.l. in bombole, sostenendo di essere in regola con i quantitativi massimi imposti dalla legge. Tuttavia, una rapida ispezione ha portato a ben altra verità: oltre alle bombole detenute legalmente, sono state trovate appunto quasi ottocento bombole debitamente nascoste alla vista (gran parte delle quali presentavano cattive condizioni di conservazione). In totale si tratta di 13.445 chili di esplosività.

Il danno non riguarda semplicemente la concorrenza sleale sul mercato, quanto la pericolosità di bombole prive persino delle valvole riportanti le date di prova di tenuta e gli stabilimenti di provenienza.


Un’interrogazione di Nino Minardo sul fenomeno della contraffazione alimentare

Un’interrogazione di Nino Minardo sul fenomeno della contraffazione alimentare

Ogni anno la contraffazione alimentare genera un’ampia gamma di problemi, sia ai consumatori che ai produttori del nostro territorio. Sono già state prese delle misure, ma la tracciabilità del prodotto e l’etichettatura sembra non bastino ad arginare il fenomeno, che ogni anno colpisce le produzioni d’élite della Sicilia, come i pomodori Pachino e le arance rosse tipiche dell’isola.

La contraffazione alimentare è quindi una delle più grandi minacce che si presentano alla produzione siciliana, che si vede sempre più messa sotto pressione da una concorrenza sleale che viene dall’estero e si basa principalmente sulle poche informazioni in possesso del consumatore (che pure viene danneggiato dall’acquisto di prodotti di bassa qualità). I produttori di pomodori e arance in particolare, negli ultimi anni si sono visti trascinare in polemiche infinite.

Il tema è stato ripreso dall’onorevole Nino Minardo, il quale ha presentato un’interrogazione al Ministro per le Politiche Agricole, nel quale si auspica “la possibilità di favorire la costituzione di consorzi tra produttori di pomodoro Pachino e di arance rosse di Sicilia in modo da ridurre i costi e concentrare in un unico polo produttivo le attività di commercio degli stessi in ambito nazionale ed internazionale. Il consorzio facilita la promozione della qualità dei prodotti anche attraverso l’istituzione di un codice etico che rafforza la tutela a favore dei consumatori e vincola gli stessi produttori sul rispetto dei principi relativi all’etica dei comportamenti”.


Il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia a Messina per la manifestazione degli agricoltori

Il sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia a Messina per la manifestazione degli agricoltori

Manifestazione degli agricoltori a Messina; fra le presenze istituzionali anche un po’ della provincia di Ragusa, rappresentata dal sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia; la manifestazione ha preso luogo stamane nel capoluogo dello stretto.

Sulla movimentazione e le ragioni che hanno portato Nicosia ad aderirvi, si è espresso lo stesso sindaco della città ipparina: “ho partecipato perché ritengo un dovere, oltre che un piacere, stare assieme ai miei concittadini che protestano e che sensibilizzano la società sulla crisi agricola. La manifestazione era organizzata solo dal movimento Riscatto, e quindi da una delle parti che sono coinvolte nella corale azione di protesta avviata in questi mesi, ma non potevo far mancare la mia presenza al loro fianco. È stato un momento importante perché la delegazione era quasi interamente formata da Vittoriesi, con la partecipazione anche di altre realtà agricole, e perché è stata attuata in linea con analoghe manifestazioni organizzate a Matera e in Campania. Gli organizzatori hanno chiarito che si tratta di una manifestazione di sensibilizzazione e non dello sciopero della terra che, come concordato a Palazzo Iacono nel corso della riunione con i sindaci e i rappresentanti dei movimenti agricoli, si attuerà nel mese di maggio a livello nazionale”.


Ragusa e il polo unico del lavoro. Il commento di Orazio Ragusa

Ragusa e il polo unico del lavoro. Il commento di Orazio Ragusa

C’era anche l’assessore regionale al Lavoro, Gianluca Micciché, ieri mattina, all’inaugurazione del polo unico del lavoro di Ragusa, primo centro polivalente siciliano in cui viene unificato il Cpi e l’Ispettorato del lavoro. A fare gli onori di casa, oltre al direttore della nuova realtà, Gianni Vindigni, era presente anche Orazio Ragusa, il quale ha più volte invitato l’assessore regionale a realizzare questo nuovo percorso che si annuncia estremamente innovativo allo scopo di fornire risposte sempre più importanti in un campo, quello del mercato del lavoro.

Il commento dell’onorevole Ragusa: “per l’occasione, assieme all’assessore Miccichè, abbiamo incontrato gli operatori della formazione esperti in politiche del lavoro (gli ex sportellisti) che da mesi vivono in una fastidiosa situazione di precarietà. Assieme a loro abbiamo verificato quali i percorsi da intraprendere per fare in modo che queste unità possano essere utilizzate a supporto dei Centri per l’impiego del nuovo polo inaugurato in queste ultime ore. Il nostro obiettivo è fare in modo che queste persone, com’è giusto che sia, possano tornare al più presto a godere della dignità lavorativa”.

Ieri mattina, tra gli altri rappresentanti delle istituzioni, erano presenti anche il prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi, e il questore, Giuseppe Gammino. C’era anche il segretario provinciale dell’Udc, Pinuccio Lavima.


Mi sequestri l’auto? E io rubo un autocarro

Mi sequestri l’auto? E io rubo un autocarro

Strada Provinciale 16, contrada Gaspanella a Vittoria: ad un normale posto di blocco della polizia arriva una Fiat Marea (che risulterà appartenere ad un cittadino di Riesi); a bordo ci sono quattro persone di origini rumene. A parte il conducente, gli altri tre sono tutti evidentemente ubriachi; non che l’uomo alla guida (trovato senza patente) fosse uno stinco di santo, come gli agenti hanno poi potuto appurare.

Seguono contravvenzioni e fermo del veicolo, ma uno dei passeggeri fa la voce grossa: “voi ci togliete l’auto e noi ne rubiamo una per tornare a casa”… dice uno di loro. Quanto si può credere ad una minaccia del genere, quando profferita da un ubriaco? Non molto; per cui i quattro, privati della Marea, si sono allontanati poi a piedi, in direzione di Scoglitti. Fin qui tutto normale.

Gli agenti si sono quindi allontanati, ma le parole del rumeno devono aver fatto in qualche modo breccia: decidono di tornare sul posto, nelle prossimità di un’azienda d’imballaggi all’interno della quale sono parcheggiati alcuni autocarri. E qui, gli agenti scoprono do averci visto giusto: i due uomini precedentemente fermati hanno forzato il cancello dell’azienda, e si sono messi all’opera per rubare proprio uno di quei autocarri.

I due sono stati denunciati per danneggiamenti e tentato furto, ma una cosa va detta: non dicevano tanto per dire…


Pozzallo, arrestati coniugi per spaccio

Pozzallo, arrestati coniugi per spaccio

Dopo la “coppietta di Marina di Ragusa” della settimana scorsa, un’altra coppia finisce in manette per la droga: arrestati coniugi a Pozzallo, che avevano trasformato il proprio appartamento in un vero supermercato dello spaccio, dove era possibile acquistare eroina e cocaina.

Si tratta di Mustapha Rheydouni, originario del Marocco, e Maria Barrera. Rheydouni era già sottoposto ad arresti domiciliari poiché trovato con 32 grammi di eroina lo scorso gennaio. Ad attirare l’attenzione dei carabinieri, i movimenti sospetti degli acquirenti, in prossimità dell’appartamento dei due, che è stato poi sottoposto a perquisizione (da cui, oltre le droghe, sono risultati anche 1.000 euro di proventi dall’attività illecita).

La coppia di spacciatori è stata condotta presso la caserma della stazione di Pozzallo ove, al termine delle formalità di rito, entrambi sono stati dichiarati in stato di arresto per il reato di spaccio di stupefacenti in concorso e, su disposizione del sostituto procuratore di turno Marco Rota, l’uomo è stato condotto presso la casa circondariale di Ragusa; la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari.

I Carabinieri, intanto, hanno sequestrato tutta la sostanza stupefacente che sarà successivamente inviato al laboratorio di analisi dell’Asp di Ragusa per i risultati qualitativi e quantitativi al fine di stabilirne con precisione le dosi ed i guadagni che si sarebbero potuti ricavare dall’attività di spaccio


Arrestato presunto scafista per lo sbarco del 24 aprile

Arrestato presunto scafista per lo sbarco del 24 aprile

Il forte vento degli ultimi giorni non ha fermato i viaggi della speranza nel Mediterraneo; infatti, 308 migranti erano giunti a Pozzallo la mattina del 24 aprile, dopo essere stati soccorsi al largo delle coste siciliane.

Anche in questo caso la polizia è potuta risalire al presunto scafista che ha condotto i migranti su una pericolosa bagnarola, con condizioni meteo non proprio invitanti: per una volta si tratta di un tunisino (durante gli ultimi sbarchi, i presunti scafisti individuati provenivano tutti dai Paesi dell’Africa sub-sahariana), Ahmed El Yakoubi (nella foto), nato nel ’97. El Yakoubi è stato arrestato ieri, giorno della Liberazione: il cinquantatreesimo presunto scafista finito nelle mani degli inquirenti da inizio anno.

In questo caso ci troviamo di fronte ad un recidivo: El Yakoubi fu già arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel 2015, ed ha vissuto in prima persona più volte il viaggio da migrante, essendo entrato in Italia illegalmente per ben tre volte: solo 19 anni ed una vita completamente inscritta nella grande e drammatica storia dell’immigrazione.


La Giunta è fatta. Due nomine politiche, una filo governativa e l'altra in rappresentanza della corrente minoritaria

La Giunta è fatta. Due nomine politiche, una filo governativa e l'altra in rappresentanza della corrente minoritaria

A ben guardare tutta la situazione, l'operazione politica è perfetta. Come già scrivemmo l'Amministrazione non aveva tante scelte o andava a casa o provava a ricomporre con il gruppo consiliare. Adesso, lasciando stare i quattro sciacalli del Consiglio che non perderanno tempo ad uscire dal cilindro qualche "vecchio" slogan dei cinque stelle, a cui nessuno ha mai creduto, tranne qualche sprovveduto, l'iniziativa del primo cittadino è politica ed ineccepibile: ha lasciato la parola al Gruppo consiliare di scegliere i due, anzi l'assessore.
Giunta fatta. Problemi risolti? No, per nulla, anche se un passo da giganti è stato fatto, ma il cammino è ancora lungo. La prossima tappa o se volete il prossimo scoglio sono le deleghe e non per una mera spartizione di poltrone e quindi di potere, i 5 Stelle non sono poi così biechi, la questione è strategica, politica. Insomma la guerra di nervi continua. E' vero, il sindaco ha fatto un passo importante, ma non è l'unico che gli viene chiesto dalla fronda interna, la quale ha sempre chiesto e preteso una vera e propria rivoluzione nel modo di amministrare la città, un cambio di passo perciò, che possiamo sintetizzare con un unico termine: condivisione, piena condivisione delle scelte, delle politiche da realizzare.
Che nessuno abbia sotterrato l'ascia di guerra è evidente, al massimo è stata coperta, e ne è prova la votazione di ieri. Gianna Sigona, che non è stata mai un'allineata, ha preso 7 dei 15 voti disponibili. Questo è un chiaro segnale rivolto al sindaco, non può essere letto in altri termini. "Eleggiamo una persona di tua fiducia, ma vince con un solo voto di scarto" ossia se vogliamo, e quando vogliamo, possiamo sempre riaprire la crisi.

Detto ciò, non possiamo ignorare un altro fatto: con la nomina di questi due assessori si completa l'operazione iniziata con l'elezione di Tringali a presidente del Consiglio. Ragusa, adesso, è a trazione grillina. La maggioranza consiliare è in mano ai Cinque Stelle così come la Giunta.


Terroristi sulle spiagge: bufala o rischio concreto?

Terroristi sulle spiagge: bufala o rischio concreto?

Perché si dovrebbe avere paura di andare al mare? Lo si chieda ai redattori del quotidiano tedesco Bild, che solo alcuni giorni fa ha lanciato un allarme su possibili attentati sulle spiagge italiane e spagnole; gli attentatori, secondo i giornalisti teutonici, si nasconderebbero fra i tanti venditori ambulanti che attraversano le nostre lunghe spiagge, appesantiti da articoli d’ogni genere. Ma la minaccia così paventata dalla Bild non convince i servizi segreti italiani, che senza mezzi termini parlano di “notizie infondate”: una bufala colossale, in sostanza.

Ma non sono pochi in Italia, tra giornalisti e lettori, ad essersi posti il problema di un reale rischio di attentati lungo gli oltre 7000 chilometri di costa italiana; perché se è vero che da un lato le fonti governative escludono con certezza quasi totale che vi sia veridicità nelle notizie divulgate dalla Bild, dall’altro dobbiamo ammettere che le immagini terribili dell’attentato sulla spiaggia tunisina di Sousse nel giugno 2015, sono rimaste tristemente scolpite nella nostra memoria. Ecco spiegato perché il timore rilanciato dai tedeschi sui terroristi addestrati in Senegal e destinati a colpire in Italia in veste di venditori ambulanti, avrebbe potuto minare seriamente le certezze dei turisti.

Occhio al rischio bufala

Tuttavia, prima di rovinarci le vacanze sui bei lidi di Marina di Ragusa o Punta Secca, sarà bene procedere con alcune dovute considerazioni. La prima di tutte viene dalla poca credibilità assunta da questo tipo di notizia, giustamente bocciata come bufala per svariate ragioni: innanzitutto, a rigor di logica, se la capacità di prevedere le azioni terroristiche fosse così sviluppata, molti dei drammatici episodi legati alla guerra al terrorismo degli ultimi anni si sarebbero potuti evitare; la seconda ragione risiede nella recidività della stampa tedesca nel dare in pasto al pubblico notizie assolutamente irreali, su paventati rischi sulla sicurezza dei turisti in Italia o altri Paesi: periodicamente, dalla Germania giungono notizie del genere, il cui unico risultato è quello di fare imbufalire gli albergatori nelle località balneari.

Benché sia chiaro che i paesi europei non siano esenti da rischi, come purtroppo già sappiamo, è probabile che almeno in questo caso ci troviamo di fronte ad una bufala, che secondo alcuni malpensanti sarebbe stata lanciata solo per danneggiare il turismo in Italia. Ogni ulteriore considerazione, fortunatamente, la faranno i lettori.


La Vespa ne fa 70. Gran festa in piazza San Giovanni a Ragusa

La Vespa ne fa 70. Gran festa in piazza San Giovanni a Ragusa

Uno dei simboli della cultura italiana in tutto il mondo, a partire dalla seconda metà del ‘900: la Vespa spegne 70 candele, ma sembra non passare mai di moda. Domani a Ragusa i vespisti e gli appassionati potranno riunirsi per celebrare la festa; questo l’obiettivo che si prefigge la manifestazione “70 anni in Vespa” promossa dal Vespa Club Ragusa in programma domani, sabato 23 aprile, in piazza San Giovanni, nel cuore del centro storico.

Dalle 9:00 alle 20:00 si terrà l’esposizione di Vespe d’epoca a partire dagli anni Quaranta ad oggi: veri e propri pezzi da collezione che gli organizzatori, grazie anche alla collaborazione dei numerosi vespisti presenti nell’area iblea, sono riusciti a mettere insieme e che proporranno in un’unica soluzione per la gioia di tutti coloro che adorano le due ruote ma anche per coloro che intendono curiosare tra questi veri e propri simboli di un periodo epico per l’Italia.

La presidentessa del Vespa club, Maria Bucchieri, si dice soddisfatta per il lavoro fin qui svolto: “naturalmente invitiamo tutti a partecipare per potere vivere un’esperienza stimolante e coinvolgente. Inoltre, durante la manifestazione ci sarà l’infopoint del registro storico della Federazione motociclista italiana. Gli interessati potranno avvalersi della consulenza dei nostri esperti per l’iscrizione della propria Vespa al registro storico e usufruire di tutti i vantaggi ad essa connessi”.