Per la Migliore se l'Udc è ai minimi termini, è colpa di Lavima e di Orazio Ragusa

Per la Migliore se l'Udc è ai minimi termini, è colpa di Lavima e di Orazio Ragusa
"Non c'è un partito, non capisco con chi dovrei fare politica", così Sonia Migliore sull'Udc, specie dopo le accuse del segretario provinciale Pinuccio Lavima. Non lesina steccate la consigliere al suo segretario provinciale e all'onorevole Orazio Ragusa. "Il progetto (riferendosi ad una rinascita del partito, ndr.) deve essere più ampio, non può riguardare esclusivamente il progetto di un solo deputato" ossia Ragusa.
"Capisco tutto - continua la Migliore - capisco che a breve ci saranno le elezioni regionali e capisco che Orazio Ragusa mira ad una rielezione, ma non capisco perché l'Udc ha perso due consiglieri a Vittoria o come mai il patto con il sindaco di Modica Abbate sia naufragato, se poi ciò accade pure a Ragusa, forse qualcuno dovrebbe interrogarsi sulle reali responsabilità politiche che hanno generato questo stato di cose", insomma se oggi l'Udc è solo l'ombra di ciò che fu, per Sonia Migliore la colpa è da ricercare nei suoi vertici.
Sotto la lente di ingrandimento dell'analisi della Migliore vi sono sia le politiche ragionali che quelle nazionali dell'Udc, ma anche e soprattutto il modo con cui Lavima ha gestito il partito in provincia. "Dopo 5 mesi - racconta la Migliore - di Amministrazione Piccitto io decisi di autosospendermi da Commissario cittadino del partito, perché reputai incompatibile quella carica con il mio ruolo d'opposizione in Aula". Un gesto che non piacque quasi a nessuno, in tanti, infatti, non videro di buon occhio la scelta della consigliera, che, sin da subito, apparve come una mossa funzionale esclusivamente alla sua persona, alla sua carriera politica e quindi al futuro del nascente Laboratorio politico culturale, piuttosto che alle sorti dell'Udc. "Era il dicembre del 2013 - prosegue la Migliore - ma nulla fecero (il riferimento è a Lavima, ndr.) per ricostruire i vertici del partito in città".
Difende la sua creatura la Migliore e va al contrattacco: "Si lamentano del Laboratorio, ma se non erro anche Lavima ha costituito una sua associazione su Modica, forse di respiro provinciale", insomma per la serie: chi è senza peccato scagli la prima pietra...
"La sua autosospensione - ci tiene a precisarlo - è stato un atto politico, non potevo e non posso accettare di appoggiare il Governo Crocetta ed il Governo Renzi. Troppi sono stati gli sfaceli di questa alleanza all'Ars: dalle Asi al Corfilac, dall'università alla riforma delle province, che, tra l'altro, porta il nome di un deputato dell'Udc. Non ci sto - conclude la consigliera - con il loro appiattimento sulle politiche di Crocetta e Renzi".
E se la privatizzazione dell'acqua fosse un bene?

E se la privatizzazione dell'acqua fosse un bene?
L'acqua è un bene comune, è un diritto di tutti, e rimango dell'idea che nessuno può approfittarsene lucrandoci sopra. Questa è la personalissima opinione di chi scrive, quindi non nascondo il mio turbamento quando, stamane, scopro che la Camera dei deputati ha approvato, con 243 voti favorevoli, 129 contrari e due gli astenuti, il ddl sulla privatizzazione dell'acqua, adesso la palla passerà al Senato. Non è stata una bella notizia e non solo perché l'iter per privatizzare l'acqua è quasi concluso e l'esito oramai è scontato, ma soprattutto perché, ancora una volta, la volontà popolare, e parlo del referendum del 2011, è stata calpestata da un Parlamento che non rappresenta più nessuno, se non se stesso. Ma questa, come diceva il buon Lucarelli, è un'altra storia.
Superato, tutto sommato indenne, lo scoramento iniziale, mi sono posto una domanda: e se alla fin fine fosse un bene? Il mio pensiero va ai recenti fatti locali. L'Amministrazione Piccitto, in conferenza stampa, ha ammesso che il canone idrico subirà, nei prossimi anni, un incremento del 40%. Tasse, ancora tasse. Non se ne esce più. Una notizia che risulta ancor più difficile da digerire, se si pensa che il 40 forse il 60% della nostra acqua, si perde strada facendo, sì, il nostro acquedotto è un colabrodo e lo sanno tutti e lo si sa da tempo.
Bene ha fatto il sindaco a dichiarare "guerra" allo Stato e alla Regione, minacciandoli di interrompere l'erogazione d'acqua se non verranno rinegoziati gli effetti economici delle utenze idriche, derivanti dalla delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica. Un provvedimento, ricordiamo, che impone ai gestori del servizio, ossia al Comune, la copertura integrale dei costi, attraverso la tariffazione, ed ecco spiegato l'aumento vertiginoso della bolletta. Ma ciò non risolve ovviamente il problema del sistematico e quotidiano sperpero d'acqua. Allora? Niente. Nessuno sembra occuparsene, nessuno sembra interessarsene. Eppure una decina d'anni fa l'Ato aveva trovato una soluzione: privatizziamo la gestione delle acque a patto che la ditta vincitrice avesse messo in sesto il nostro acquedotto (poco più di 35 milioni di euro da spendere in 20/30 anni), alla sola ed importantissima condizione che il canone idrico non potesse superare una determinata soglia, che è poi quella che noi oggi stiamo pagando. Il progetto fu immediatamente osteggiato da alcuni sindaci della provincia, che magari cavalcarono l'onda o magari no, ma la pietra tombale a quella infinita diatriba la mise il referendum del 2011, con il quale si sancì che l'acqua in Italia deve restare pubblica. Ottimo, il fatto è che nessuno da allora si sia preoccupato di rifare il nostro sistema idrico.
Alla luce di tutto ciò, forse, la decisione della camera dei deputati non è proprio da demonizzare in toto, alla sola condizione però che il costo del servizio dovrà essere calmierato, perché l'acqua è un bene essenziale e deve essere alla portata di tutti.
Vittoria, rubavano ciò che resta della Rinascita. Arrestati due fratelli

Vittoria, rubavano ciò che resta della Rinascita. Arrestati due fratelli
Quando si dice “ridurre all’osso”: un po’ quello che è successo agli ex locali della cooperativa Rinascita, che certo non devono il loro attuale stato di degrado solo alle intemperie del tempo… ad accanirsi su di essi, infatti, anche diversi ladri, tra cui i fratelli Giovanni ed Ernesto Giunta (34 e 36 anni, il primo pluripregiudicato, arrestati ieri. Un terzo ladro avrebbe scampato l’arresto.
Ieri mattina, verso le 10:00, i poliziotti di una pattuglia su auto “civetta” si erano accorti di tre persone intente a smontare i pannelli di copertura di uno degli edifici. Nonostante non si trattasse di una Volante, i ladri si sono accorti del sopraggiungere degli Agenti e si sono dati velocemente alla fuga interrompendo lo smontaggio delle lamine metalliche, scivolando sul lato nascosto dell’edificio. I poliziotti li hanno comunque raggiunti, riuscendo a bloccarne due che stavano per darsi alla fuga a bordo di una Fiat Panda parcheggiata poco distante.
Nel corso della perquisizione personale e dell’autovettura venivano rinvenuti oggetti atti allo scasso che venivano sequestrati così come il veicolo risultato sprovvisto di assicurazione. I due fratelli sono stati tratti in arresto per il reato di tentato furto pluriaggravato; per Giovanni Giunta anche il reato di violazione delle prescrizioni a lui imposte con la misura di prevenzione.
Un’azienda ragusana all’High End 2016 di Monaco di Baviera

Un’azienda ragusana all’High End 2016 di Monaco di Baviera
La C.R.E.A. sarà presente con i prodotti del proprio marchio Trinaudio all’High End 2016, che si terrà presso Il MOC di Monaco, uno dei centri espositivi più importanti d’Europa, dal 5 all’8 maggio (Stand P11, Halle 4).
Si tratta della più grande ed importante fiera per l’elettronica di consumo ed il settore dell’Home Entertainment, che giungerà quest’anno alla sua trentacinquesima edizione; un appuntamento imperdibile per tutti gli operatori del settore, dato il numero record di espositori e visitatori provenienti da tutto il mondo.
L’architettura ultra-moderna e le infrastrutture del centro MOC offrono uno spazio espositivo unico, colmo di progetti realizzati con passione da aziende al top della produzione Internazionale.
Parchi archeologici, a rischio finanziamenti per Camarina e Forza d’Ispica. Orazio Ragusa a Palermo

Parchi archeologici, a rischio finanziamenti per Camarina e Forza d’Ispica. Orazio Ragusa a Palermo
Potrebbero saltare ben 6.000.000 di euro, secondo quanto ribadito anche dall’onorevole Orazio Ragusa: un finanziamento che dovrebbe andare a rinforzo e valorizzazione dei parchi di Camarina e Forza d’Ispica (a cui andrebbero rispettivamente quattro e due milioni). I progetti sono stati finanziati dal Ministero dei Beni Culturali, ma affinché le somme possano essere effettivamente utilizzate è necessario che dal momento della notifica del decreto sino all’aggiudicazione provvisoria della gara trascorrano appena novanta giorni.
In merito a tutto ciò Orazio Ragusa (accompagnato dal soprintendente Calogero Rizzuto) è andato ad incontrare l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio, per sollecitare il governo regionale a nominare, in tempi più brevi possibili, le commissioni per la procedura di espletamento della gara d’appalto in seno all’Urega.
Il commento dell’onorevole Orazio Ragusa: “rischiamo di perdere una cifra che ammonta a sei milioni di euro e in tempi simili non possiamo permettercelo. Oltre a fare un torto, infatti, alle bellezze paesaggistiche e monumentali di casa nostra, non aiuteremmo il mercato del lavoro a potere usufruire al meglio di una condizione favorevole. L’auspicio è che a Palermo possano rispettare gli impegni presi. Noi comunque, e ringrazio il soprintendente per l’attenzione avuta in proposito, continueremo a vigilare e non molleremo la presa sino a quando non otterremo il risultato voluto”.
Ragusa, un calcio al bullismo. In campo anche gli "Amici" di Canale 5

Ragusa, un calcio al bullismo. In campo anche gli "Amici" di Canale 5
Tutto pronto a Ragusa per una giornata dedicata alla lotta contro uno dei fenomeni più sgradevoli che serpeggiano fra i più giovani: il bullismo. L’appuntamento è il 26 maggio, ore 10:00, allo Stadio Selvaggio, ed è rivolto a tutti i giovani delle scuole del territorio, entro le quali potranno acquisire i biglietti. Sarà una giornata all’insegna dello sport e della musica, che contrapporrà la cultura alla piaga giovanile del bullismo.
L’evento, che è stato possibile grazie alla sensibilità del Dirigente Ufficio Scolastico Territoriale di Ragusa (la dottoressa Giovanna Criscione), vedrà anche la presenza degli ambasciatori della Virtus Eirene Ragusa Basket; l’iniziativa è stata fortemente condivisa dall’amministrazione comunale di Ragusa, nella persona del vice sindaco con delega allo sport Massimo Iannucci, sensibile al fenomeno di questa piaga sociale assai presente in ambito scolastico.
L’evento verrà arricchito dalla partecipazione della Nazionale Italiana Amici di Canale 5; parte dei ricavi per questa importante giornata verrà dedicata a sostegno dei bambini profughi sbarcati nella costa ragusana tramite l’Istituto Sacro Cuore Casa Famiglia di Ragusa che si occupa della loro assistenza.
Aeroporto di Comiso, indetta la gara d’appalto per la realizzazione del collegamento con la Ragusa-Catania

Aeroporto di Comiso, indetta la gara d’appalto per la realizzazione del collegamento con la Ragusa-Catania
Un nuovo passo verso il miglioramento dei collegamenti tra l’aeroporto di Comiso ed il resto del territorio: infatti, è stata indetta, per il 15 giugno 2016 alle ore 9:30, la gara d’appalto per la realizzazione della bretella di collegamento dalla S.S. 514 Ragusa-Catania all’aeroporto di Comiso.
A comunicarlo, il responsabile degli adempimenti di gara dell’Urega di Ragusa, Rocco Sallemi, al Libero Consorzio Comunale che ha aveva trasmesso alla fine del mese di marzo gli atti di gara all’Ufficio Regionale per l’espletamento delle gare di appalto di Ragusa per l’affidamento dei lavori; tali lavori, a base d’asta avranno un importo complessivo di 9.201.000 euro. L’opera sarà finanziata con i fondi ex Insicem. È, come già accennato, una delle opere strategiche per la viabilità interprovinciale che consentirà di avere un collegamento più veloce e funzionale per l’aeroporto di Comiso.
L’Urega ha fissato dalle ore 13:00 del 13 giugno 2016 il termine ultimo per la presentazione delle offerte, che potranno essere consegnate a mano anche il 9 e 10 giugno 2016.
Falcone e Borsellino rivivono a Comiso

Falcone e Borsellino rivivono a Comiso
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino rivivranno domani sera, giovedì 21 aprile alle ore 21.00, allo Spazio Naselli di Comiso: “Novantadue. Falcone e Borsellino, 20 anni dopo” è il titolo dello spettacolo, scritto dal giornalista e scrittore catanese Claudio Fava, che sarà proposto al teatro comisano con la regia di Marcello Cotugno. Un esperimento teatrale che vuole ridare vita ai due storici personaggi della cronaca siciliana.
I due giudici, non più ingessati nel ricordo, ma di nuovo tra noi in un tempo presente, ripenseranno alle cose accadute, ascolteranno le vite degli altri, osserveranno questi vent’anni di cose torbide, di frasi lasciate a metà, di trattative e di baratti. E intanto metteranno in scena la loro allegria e la loro agonia, la voglia di vivere e l’attesa della fine. Con loro, sul palcoscenico, non ci sarà un boss di Cosa Nostra, ma dapprima un mafioso qualsiasi, uno di quelli che erano chiamati a obbedire e a tacere. Racconterà della strage di Capaci come parlasse di una festa, coi diciotto uomini in rappresentanza delle famiglie di mafia della città. Ci sarà poi un giudice, collega di Falcone e Borsellino: uno di quelli chiamati a mettersi di traverso, in nome di un sentimento opaco e prudente della giustizia, in cui si palesa l’immobilità dello Stato in un momento in cui sembrava che la nazione avesse perduto sé stessa.
Questo e tanto altro sarà “Novantadue”, per scoprire che in fondo non sono più Falcone né Borsellino l’architrave di questo racconto teatrale. Anche loro sono solo un pretesto per misurarci con il vero oggetto del conflitto, che è la verità. O meglio, le molte idee di verità. Da una parte la verità nuda, assoluta, senza aggettivi; dall’altra una verità ufficiale, parziale, obbediente. Quale delle due prevarrà alla fine? A deciderlo sarà lo spettatore. Sul palco tre bravi attori italiani: Filippo Dini, Giovanni Moschella e Pierluigi Corallo.
Ragusa, pubblicato il bando di gara per la conduzione degli scuolabus comunali

Ragusa, pubblicato il bando di gara per la conduzione degli scuolabus comunali
Un bando di gara per l’assegnazione del servizio di conduzione e vigilanza degli scuolabus: così l'amministrazione comunale intende affrontare la questione legata ai pulmini di cui i ragazzi hanno bisogno per recarsi a scuola, in merito agli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018.
Il bando ed il relativo capitolo d’appalto sono stati pubblicati sul sito del comune di Ragusa; la base di gara è fissata in € 871.364,95 ed il termine per la presentazione delle offerte sarà il 1° giugno 2016, ore 12:00.
Il servizio richiesto dovrà essere svolto dal lunedì al sabato, conformemente al calendario scolastico, con personale della ditta aggiudicataria munito dei necessari requisiti professionali e di patente D, con certificazione C.Q.C. che curerà la conduzione dei 14 automezzi di proprietà comunale. Il servizio di vigilanza dovrà essere svolto sempre da personale della ditta che curerà su ciascuno degli automezzi del comune l'assistenza e la vigilanza degli alunni pendolari fruitori del servizio scuolabus.
Vittoria, incontro tra Giovanni Moscato e i giovani

Vittoria, incontro tra Giovanni Moscato e i giovani
Instaurare un dialogo con le nuove generazioni: questo probabilmente l’obiettivo verso cuii tende l’iniziativa del candidato sindaco a Vittoria, Giovanni Moscato (Movimento Sviluppo Ibleo), che ieri ha incontrato vari rappresentanti della realtà giovanile della città ipparina; simili iniziative sono generalmente destinate a colmare la distanza tra politica e giovani.
L’incontro si è tenuto nella sede del movimento, in via Cairoli. A parlare dei vari interrogativi che sono stati posti a Moscato è il presidente di Sviluppo Ibleo, Andrea La Rosa: “in primo piano la necessità di potere contare su spazi dedicati. Sono quelli che, in questi anni, sono mancati a tutti, quelli per i quali c’è la necessità di potere pensare di nuovo a una città in grado di ascoltare le esigenze delle fasce giovanili. Ed è per questo che Moscato pensa anche a rivitalizzare gli impianti sportivi, a mettere in funzione quelli che non lo sono mai stati (come il Ciccio Raffa). E, soprattutto, è necessario istituire una consulta giovanile che non sia solo un organismo del palazzo ma un effettivo elemento di raccordo tra il Comune e la popolazione giovanile esistente nella nostra città”.
Secondo La Rosa, al voce dei giovani va ascoltata, in un’ottica di necessario rinnovamento che passa imprescindibilmente dal confronto con le nuove generazioni: “i giovani hanno in mente parecchie iniziative, sono un vero e proprio vulcano di idee, ma hanno bisogno di qualcuno che li ascolti, di qualcuno che si dedichi al loro entusiasmo facendo in modo che lo stesso possa essere canalizzato nella maniera più opportuna per rivitalizzare la nostra città al meglio. Sono a decine le proposte progettuali che, a costo quasi zero, possono essere animate dai nostri giovani che negli ultimi anni non hanno avuto ascolto alcuno e che adesso sperano anche loro che questa ventata di cambiamento che soffia sulla città di Vittoria, con l’avvento di Moscato, possa aiutarli ad attivare progetti di richiamo, che permetterà a ciascuno di loro di realizzare iniziative di grande respiro. Sviluppo Ibleo, anche e soprattutto in questo campo, appoggia le iniziative di Giovanni Moscato volte a fare in modo che il pianeta giovanile della nostra città possa trovare le gambe opportune per camminare in maniera autonoma”.
