Nessuno strumentalizzi piazza San Giovanni

Nessuno strumentalizzi piazza San Giovanni
Tra pochi istanti gli organizzatori di "Ragusani nel Fondo" daranno vita ad un'assemblea pubblica in piazza San Giovanni, per discutere delle problematiche sociali che sono alla base dei disagi che da qualche tempo a questa parte stanno caratterizzando la vita nel centro storico di Ragusa.
Siamo ben lieti del fatto che anche loro si sono accorti che qualcosina in piazza San Giovanni non andava e non va. E' giusto che se ne parli, è giusto che iniziative di questo tipo si moltiplichino, perché solo così potremo affrontare concretamente quella situazione. Solo sviscerando le tante sfaccettature di quella realtà si potrà sperare di trovare delle soluzioni concrete e durature a una situazione fortemente critica.
Non importa se i ragazzi di "Ragusani nel Fondo" se ne sono accorti solo adesso. Non importa se il loro interesse è nato solo dopo i fiumi di inchiostro che sono stati scritti sull'argomento, non importa se solo adesso hanno deciso di interessarsi a quella zona, non importa se ciò è avvenuto solo dopo i tanti fatti di cronaca, alcuni veramente drammatici, solo dopo gli interventi dei politici che si sono accumulati e accavallati.
Come si suol dire: meglio tardi che mai. Eppure da loro ci saremmo aspettati una tempestività diversa, un'attenzione differente, insomma un'altra sensibilità.
Chissà, se qualche mese fa fossero scesi in piazza e avessero raccolto il disagio delle persone che lì vivono, giocano, bivaccano o semplicemente trascorrono il loro tempo, oggi forse ci troveremmo a parlare d'altro. Chissà, se avessero provato a trovare delle soluzioni a quelle problematiche o ancor meglio se avessero "iniziato a lottare per chiedere più spazi sociali per i ragazzi, più luoghi di aggregazione, più interventi di decoro nel centro torico, più interventi dei servizi sociali per affrontare i gravi disagi che molti cittadini, italiani e stranieri", oggi, forse, non ci troveremmo a parlare di questa ipotetica, paventata, immaginata, sbandierata "isteria collettiva". Chissà, ma la storia non si fa con i se. Quel che è fatto, è fatto.
Un consiglio però ci sentiamo di darlo, senza arroganza, senza alcuna presunzione. La società è un organismo ed un organismo funziona solo a condizione che tutte le sue parti svolgano il proprio ruolo, se solo una di queste però non dovesse funzionare, a farne le spese è l'intero organismo. Qui la situazione è la medesima, ognuno col proprio ruolo e con le proprie competenze: i giornali fanno cronaca, le forze dell'ordine fanno il loro lavoro, così come la politica dovrebbe fare il suo. Ogni tanto, però, la macchina non funziona, si inceppa e bisognerebbe capire il perché ciò è accaduto prima che le conseguenze siano drammatiche. A volte capita che una parte del tutto decide di sostituirsi arbitrariamente al tutto, ridisegnando ruoli e competenze e questo non deve mai accadere.
Non vorremmo che per un basso gioco politico o per l'incapacità di guardare al di là del proprio naso, la situazione in piazza San Giovanni venga strumentalizzata. Tranne una certa consigliera di maggioranza, nessuno, ma proprio nessuno, ha additato lo straniero o l'extracomunitario come la causa del degrado nel centro storico.
Adesso ci chiediamo come mai la manifestazione di oggi, organizzata dai membri di "Ragusani nel Fondo", è stata denominata: "Contro il razzismo strisciante"? Comprendiamo che una tale dicitura è tanto evocativa, ma, ci scuseranno, è anche tanto fuorviante, quanto inesatta. Perché si è deciso di spostare la questione su un problema inesistente ossia quello del razzismo? Così si rischia di perdere di vista il nocciolo della questione e con quello le soluzioni. Ci rendiamo conto che certi temi ci toccano da vicino, e non potrebbe essere altrimenti, ma non ha senso utilizzarli come chiave di lettura per ogni cosa. Addirittura nel loro comunicato stampa, scrivono: "Noi vogliamo, invece, far riflette i cittadini sulla vera emergenza che la nostra città sta vivendo, su come si stia tentando di creare una guerra tra poveri", ossia? Sanno qualcosa che noi non sappiamo? O anche loro vedono complotti in ogni dove?
Il turismo un affare ancora conteso tra provole e Montalbano

Il turismo un affare ancora conteso tra provole e Montalbano
Turismo, questo sconosciuto, anzi no, questa manna! I dati dei flussi turistici di quest'anno, dell'anno scorso, non sono semplicemente incoraggianti, sono entusiasmanti: questa terra può vivere di turismo, tutti noi potremmo vivere di turismo, ma, c'è un grande ma, ancora nessuno lo ha capito.
Da sempre tutti parlano di sviluppo turistico di questa terra, da sempre tutti hanno soluzioni, da sempre le soluzioni raccontateci, propagandate, sviscerate, pubblicizzate, come dire, sono state fallimentari, perché mancano di un'anima, di un progetto unitario, di una strategia a medio e, soprattutto, a lungo termine. Di una visione organica del settore capace di affrontare seriamente le varie criticità, i punti di forza ovviamente e, perciò, le esigenze dei vari operatori del settore e dei turisti.
La mancanza di questa visione organica, sistemica e strutturata, diviene tangibile nei periodi di alta stagione, quando crescono i flussi turistici ed il sistema regolarmente implode, mostrando tutta la sua fragilità, la sua incapacità ad affrontare lo straordinario, ma, ahimè, anche l'ordinario.
La colpa è dei grillini? Dell'ex assessore con delega al turismo? Del nuovo assessore? Dell'esperta del Turismo? Sì, ma anche no. Sì, ma non solo. Qui il problema è vecchio, antico e non ha alcun colore politico o li ha tutti.
Certo, qualcuno ci dirà che si è fatto tanto: infrastrutture, accordi, finanziamenti vari e marketing promozionale. Vero, la Ragusa del XXI secolo non è certo quella degli anni '80 o '90, e poi? Il nulla. Si continua a navigare a vista, si cercano e si trovano sempre soluzioni estemporanee, soluzioni contingenti dettate dall'ultima emergenza.
L'attacco all'assessore Disca, che l'ha vista protagonista in queste ultime settimane, se non è del tutto giusto quasi per nulla è sbagliato, citando una vecchia canzone. Il fatto è che il neo assessore ha ereditato una situazione già incancrenita e lei siede da troppo poco tempo su quella sedia per poter sperare di risolvere i tanti, troppi problemi di un settore cruciale e delicato come quello del turismo. Nonostante ciò l'attacco che l'ha vista protagonista ha avuto toni molto accesi, a tal punto da risultare inappropriati se letti da un certa angolazione. Come inadeguati ci sembrano certi toni trionfalistici, di altra stampa, che hanno incensato ed esaltato all'inverosimile l'operato dell'Amministrazione e dei vari referenti del settore. Insomma, troppi entusiasmi, sia in un senso che nell'altro, e come sempre si rischia di perdere il senso generale delle cose.
Ciò che vorremmo sapere, invece, è se la Disca ha un piano per il turismo, se ha un'idea che sia una e se sì quale, se ci sta già lavorando oppure si sta ancora ambientando in quegli uffici, in fondo sono passati già quattro mesi.
Naturalmente la stagione è iniziata, anzi sta pure per finire, e qualunque cosa potrà fare nell'immediato servirà solo a tappare qualche falla, nulla di più. Siamo convinti però, che sin da ora si dovrebbe lavorare per il futuro, per le prossime stagioni, siano esse estive e/o invernali. Bisogna iniziare ad immaginare un'idea di turismo e di sviluppo per questa terra.
L'esempio principe è quello del Castello di Donnafugata, il quale non può più esser gestito così, lo sanno tutti, lo si sa da sempre, ma nessuno fa nulla. Due ad oggi sembrerebbero le soluzioni praticabili, una è un nostro vecchio pallino, l'altra sembrerebbe un'idea dello stesso Movimento, che però non ha mai visto la luce e forse per fortuna.
Un paio di anni fa iniziò a circolare, nei corridoi di Palazzo dell'Aquila, una proposta, proveniente dalla Giunta, secondo la quale bisognava affidare la gestione del Castello ai privati. Certo, questa è un'idea, ma si dovrebbe riuscire a creare un protocollo serio, un protocollo capace non solo garantire uno dei monumenti più importanti della nostra città, ma anche di affrontare, anche preventivamente, tutte le questioni che potrebbero presentarsi in futuro. Ne siamo in grado?
La seconda opzione, che tra l'altro è anche una vecchia proposta di Teleiblea, è quella di creare un ufficio comunale ad hoc per il Castello. Un Ufficio che si occupi esclusivamente di quel monumento. In tal modo l'Ente comunale non solo non avrebbe nessun aggravio dei costi, in fondo il personale lo reperirebbe dai tanti Settori coinvolti dal Castello (Cultura, Verde Pubblico, Turismo, Lavori pubblici), ma si garantirebbe pure una supervisione costante sulla gestione dello stesso. Uno dei problemi nella gestione di questo monumento infatti è da ricercare proprio nel fatto che le competenze del Castello ricadono in troppi settori e ciò non può che determinare una farraginosità nella sua gestione.
Ma questo è solo un esempio. Ancora. Non è ammissibile, oltreché ridicolo, che Marina di Ragusa ogni anno viva le stesse problematiche, ci saremmo stufati di sentire le stesse lamentele, sempre le solite critiche. I residenti contro i villeggianti, questi contro quelli ed i gestori contro quelli e contro le solite ordinanze che mortificano, secondo qualcuno, lo spirito imprenditoriale di questo o quel commerciante. Qualcuno deve occuparsene una volta per tutte, con coraggio e determinazione. Certo il sindaco che lo farà, dovrà, per ovvie ragioni, scontentare qualcuno, e forse è proprio per questo che nessuno ha mai deciso di prendere la situazione di petto, ma qualcuno dovrà farlo.
Questi sono solo due casi eclatanti, certo, ma l'approssimazione regna sovrana in questo settore. Abbiamo provato a rivolgere qualche domanda all'assessore, ma non abbiamo avuto alcuna risposta, bocche cucite. Questo silenzio o nasce effettivamente dal fatto che non sanno che dirci, non sa che pesci prendere o, come spesso accade con questa Amministrazione, hanno deciso di trincerarsi dietro il solito no comment sino a quando non avranno raggiunto un qualche risultato, che sciorineranno in una conferenza stampa fiume. Vedremo, per ora non possiamo far altro che registrare le solite critiche provenienti da ogni dove.
Mercato Ortofrutticolo di Vittoria, approvazione del regolamento in tempi brevi?

Mercato Ortofrutticolo di Vittoria, approvazione del regolamento in tempi brevi?
Una questione annosa, che tiene banco a Vittoria da anni (se non decenni), si tratta dell’approvazione del regolamento per il Mercato Ortofrutticolo vittoriese, su cui l’amministrazione Moscato potrebbe dare un’accelerata.
Ad affermarlo è il consigliere comunale di Riavvia Vittoria, Giuseppe Scuderi: “la maggioranza è al lavoro per approvare il regolamento del mercato ortofrutticolo. Un provvedimento che la città aspetta da quasi 40 anni e grazie all’amministrazione guidata dal sindaco Moscato finalmente diventerà realtà”.
Tali dichiarazioni di Scuderi arrivano a seguito della seduta consiliare di ieri, 26 luglio, durante la quale sarebbero stati approvati i primi 19 articoli del regolamento. A tal proposito, Scuderi ha anche affermato ciò che segue: “martedì siamo rimasti in Consiglio comunale fino alle 3 per approvare i primi articoli del regolamento. Nonostante le continue richieste di aggiornamento e rinvio, la maggioranza è rimasta compatta in aula, approvando i primi 19 articoli che riguardano il sistema di gestione della struttura. È uno strumento che la città attende da 40 anni che finalmente vedrà la luce grazie all'impegno dell'amministrazione guidata dal sindaco Moscato e dai gruppi di maggioranza”.
Ovviamente non è finita qui: saranno necessarie altre sedute in merito. Ragion per cui, i lavori proseguiranno nella seduta del prossimo 9 agosto.
Vittoria, arrestato tunisino ubriaco e violento

Vittoria, arrestato tunisino ubriaco e violento
Un uomo, originario della Tunisia, è stato ieri sera tratto in arresto per i violenti disordini a cui ha contribuito a dar luogo presso il quartiere Trinità a Vittoria, dove le forze dell’ordine sono intervenute a seguito di una segnalazione (avvenuta intorno alle 19:30).
Le volanti del commissariato di Polizia di Vittoria sono state le prime ad intervenire: gli agenti hanno constatato che due extracomunitari scaraventavano verso i passanti, fossero essi pedoni o automobilisti, i sacchi di rifiuti che prelevavano da terra dopo avere ribaltato uno dei grandi contenitori dell’immondizia. Fra le altre cose, i due si divertivano a lanciare in varie direzione alcuni cartelli di segnaletica stradale per l’esecuzione di lavori di scavo, rappresentando un grave pericolo per le persone che si trovavano a transitare da quella strada.
Alla vista degli agenti, i due non hanno accennato a calmarsi, anzi: mentre uno tirava fuori un coltello, l’altro spaccava una bottiglia di vetro, procurandosi così un’arma da taglio sul momento. Sul posto è anche sopraggiunta una pattuglia dei Carabinieri.
L’uomo armato di bottiglia, Mohamed Gader, 22 anni, è stato alla fine immobilizzato e portato via (adesso per lui si sta valutando il provvedimento di espulsione), ma il suo compare è riuscito a farla franca.
Modica, denunciati sei funzionari scolastici e un imprenditore per illeciti nella gestione del denaro pubblico

Modica, denunciati sei funzionari scolastici e un imprenditore per illeciti nella gestione del denaro pubblico
I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa hanno concluso una complessa indagine che ha portato al deferimento alla locale Procura della Repubblica di sei funzionari di un noto istituto scolastico modicano, ritenuti responsabili della irregolare gestione di denaro pubblico nell’esercizio delle loro funzioni.
Le Fiamme Gialle della Tenenza di Modica, a seguito di autonoma attività di polizia economico-finanziaria finalizzata alla tutela del bilancio pubblico, hanno accertato la responsabilità dei pubblici dipendenti per i reati ipotizzati di abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, turbata libertà degli incanti e truffa aggravata in concorso.
Per lo stesso motivo, i soggetti sono stati inoltre deferiti alla Corte dei Conti per la valutazione del danno erariale, stimato in oltre 55.000 euro.
Un’assemblea pubblica contro il degrado sociale ed il razzismo

Un’assemblea pubblica contro il degrado sociale ed il razzismo
Si terrà oggi il confronto pubblico promosso dal comitato “Ragusani nel Fondo” in Piazza San Giovanni a Ragusa, in un luogo simbolo (per i recenti fatti di cronaca) per quanto riguarda il degrado sociale. Il centro storico di Ragusa superiore viene descritto come un posto insicuro per i cittadini, una zona della città in balia di delinquenti.
Gli ultimi fatti di cronaca dimostrano che Ragusa sta vivendo una emergenza che viene da lontano, da precise scelte politico-amministrative che hanno disegnato un centro storico come area di scarso interesse, dove relegare le fasce sociali più povere. In questo luogo oggi esplode l'esclusione sociale, accentuata dalla mancata integrazione dei cittadini migranti, mentre si cerca con difficoltà di mantenere la “facciata di cartolina buona per i turisti”.
Non manca la critica da parte degli organizzatori dell’incontro: “l'amministrazione e le forze politiche sanno solo chiedere l'intervento delle forze dell'ordine, accentuando l’impressione che ci si trovi davanti ad un problema di ordine pubblico. Noi vogliamo, invece, far riflette i cittadini su come si stia tentando di creare una guerra tra poveri, su come, invece, bisogna iniziare a lottare per chiedere più spazi sociali per i ragazzi, più luoghi di aggregazione per le famiglie, più interventi di decoro nel centro storico, più interventi dei servizi sociali per affrontare i gravi disagi che molti cittadini, italiani e stranieri, vivono. Il centro storico ha bisogno di un fermento culturale e sociale che parta dal basso e sottragga terreno al degrado; gli abitanti, in poche parole, devono riappropriarsi del quartiere dove vivono”.
L’incontro, come già accennato, si terrà oggi in Piazza San Giovanni, a partire dalle 19:00.
Summer School 2016, a Chiaramonte per imparare qualcosa su accoglienza e sicurezza

Summer School 2016, a Chiaramonte per imparare qualcosa su accoglienza e sicurezza
Ieri, a Chiaramonte Gulfi, ha preso ufficialmente il via la Summer School 2016, organizzata da Comunione e Diritto (con il patrocinio del Comune di Chiaramonte) e che si svolgerà fino al 29 luglio. Per l’occasione, più di trenta operatori del diritto, provenienti da tutta Europa, si sono dati appuntamento nella cittadina montana per affrontare il tema del “Diritto in Europa tra accoglienza e rifiuto: immigrazione, sicurezza e ambiente”.
L’articolazione del programma si snoderà su accoglienza, sicurezza e ambiente in una Europa, oggi, teatro di forte immigrazione, di contrasti e paure (soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca), ma anche luogo di incontro tra culture e nuove forme di fraternità. Il compito di aprire prospettive nuove passerà attraverso il confronto tra situazioni problematiche e valori umani, vissuti nel quotidiano, nella convinzione che alla Casa Comune europea occorre un diritto che sia accolto da tutte le comunità, nel rispetto reciproco, e che risponda al meglio all’esigenza di una “pace duratura”, che fu motore della visione originaria dell’Unione Europea.
La fase iniziale della Summer School 2016, per i saluti e per l'avvio del dialogo, ha registrato gli interventi del sindaco di Chiaramonte Gulfi, Vito Fornaro, del vicesindaco Christian Schembari Gatto, della senatrice Venerina Padua e dell’onorevole Giorgio Assenza, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Ragusa.
Successivamente l'ingegner Manfred Diligente ha affrontato una tematica del rapporto tra Europa e Africa, mentre Josè Luis Ruiz Santamaria ha affrontato la questione attinente “L'ambiente ed il diritto, secondo la storia e l'attualità nell'ambito ispanico-africano”.
Gli incontri proseguiranno fino al 29 luglio, sempre a Chiaramonte Gulfi. Previsti anche alcuni appuntamenti al Centro Giorgio La Pira di Pozzallo con i migranti dell’Hot-spot ed al Comune di Ragusa dove è prevista una seduta del Consiglio comunale aperto.
Scicli e furbetti del cartellino, coinvolti cinque dipendenti pubblici

Scicli e furbetti del cartellino, coinvolti cinque dipendenti pubblici
Un altro caso di furbi timbratori del cartellino: dopo aver timbrato si allontanavano comodamente dal posto di lavoro. Questa volta è successo a Scicli, dove è scattata la misura cautelare per cinque dipendenti pubblici, a seguito delle indagini dei Carabinieri (condotte nel periodo tra gennaio e febbraio 2016).
I soggetti coinvolti fanno tutti parte del settore amministrativo e sono impiegati nel c.d. “servizio scuolabus”; gli stessi, una volta completato il servizio di trasporto alunni alle scuole, invece di svolgere le successive mansioni previste, preferivano dedicare del tempo a faccende personali lontane dal luogo di lavoro.
Le indagini dei Carabinieri, oltre che con servizi di osservazione, controllo e pedinamento, sono state supportate da delle telecamere che riprendevano il dispositivo di controllo e timbratura dei cartellini personali dei dipendenti grazie alle quali è stato possibile accertare il modus operandi dei cinque indagati.
L’accusa nei confronti degli indagati è di truffa in concorso ai danni di un ente pubblico e di false attestazioni o certificazioni da parte di dipendente pubblico.
Pozzallo, ancora sbarchi. Ieri 210 migranti

Pozzallo, ancora sbarchi. Ieri 210 migranti
Con l’arrivo dell’estate si è tornato anche a parlare d’immigrazione e di sbarchi: nelle ultime settimane è tornato ad intensificarsi il flusso di migranti in partenza dalle coste libiche e diretti verso la Sicilia. E ieri, a Pozzallo, sono giunte altre 210 persone che avevano affrontato la traversata a bordo delle solite fatiscenti imbarcazioni, pronte a trasformarsi in fosse comuni del mare in qualsiasi momento (come spesso ricorda la cronaca nazionale).
I migranti sbarcati sono stati ascoltati dal team di investigatori e dagli interpreti ed hanno permesso di individuare i due presunti scafisti, a seguito di 12 ore ininterrotte di indagini. Ancora una volta si registra lo stesso modus operandi: partono di notte con gommoni che già sono pronti in alcune capanne sulle spiagge libiche e lo scafista è uno dei migranti che per profitto ha quello di non pagare la tratta per l'Italia o per poche centinaia di dollari.
In questo caso i due presunti scafisti non hanno fatto tutto da soli, senza l’ausilio di un complice a bordo, conducendo le bagnarole con una mano al timone e l’altra alla bussola. Al termine delle indagini la Polizia Scientifica ha identificato gli scafisti che poi sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Ragusa. Tutti i migranti sono già stati fotosegnalati e trasferiti in altri centri della penisola.
Dall’inizio dell’anno sono già 98 le persone indiziate del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (tra cui 21 minori); nel corso di tutto il 2015, il numero totale degli scafisti intercettati era arrivato a 147.
Stipulata la convenzione tra la Cna Pensionati e la Clinica del Mediterraneo
Stipulata la convenzione tra la Cna Pensionati e la Clinica del Mediterraneo
È ormai operativa la convenzione tra Cna Pensionati e Clinica del Mediterraneo: un accordo, quello siglato il 20 luglio scorso, che farà in modo di andare incontro alle esigenze mediche degli associati e delle loro famiglie.
Nel complesso, si prevedono riduzioni del costo delle tariffe relative ai servizi sanitari offerti dalla struttura, e la suddivisone in tre fasce di reddito Isee. La prima riguarda i pensionati che hanno un reddito Isee che va da 0 a 7000 euro: questi otterranno una riduzione del 20%. I pensionati che rientrano nella seconda fascia, che va da 7001 a € 13.000 euro, otterranno una riduzione del 15%. Il terzo gruppo fa riferimento ai pensionati che hanno un reddito Isee superiore a 13.000 euro ai quali sarà applicata una riduzione pari al 10%.
I prezzi che si troveranno a pagare i pensionati associati Cna saranno in molti casi inferiori o pari al ticket dovuto all’Asp per esami equivalenti e i tempi di attesa saranno al massimo di una settimana. Questa è una prima risposta che la Cna Pensionati mette in campo per i propri iscritti rispetto alle difficoltà economiche e i relativi tagli alla sanità pubblica, che “non possono certamente avere ripercussioni sullo stato sociale dei cittadini e più in particolare dei pensionati”.
La tutela della salute ed in particolare la possibilità di poter accedere a servizi di qualità, soprattutto per chi percepisce pensioni che nella maggioranza dei casi non superano mille euro mensili, per la Cna è un fatto di primaria importanza. Sono in via di definizione “ulteriori convezioni con altri istituti sanitari, sempre nell'ottica del risparmio e del miglioramento della qualità della vita per chi con i propri saperi e con la propria capacità professionale ha fornito un importante contributo alla crescita del territorio ibleo”.
