Dieci consiglieri sfiduciano il sindaco Rustico

Dieci consiglieri sfiduciano il sindaco Rustico
Basta, Rustico non può più essere il sindaco di Ispica, bisogna andare a elezione. E' questa la volontà dei dieci firmatari della sfiducia. Rustico non solo non ha più una maggioranza, ma se ne infischia e continua ad amministrare la città. Oggi si avvia l'iter per lo scioglimento della Giunta e del Consiglio Comunale nei termini di legge, per mandare a casa un "sindaco - si legge nel comunicato stampa - privo di maggioranza e irresponsabile per non avere accolto l'invito a dimettersi. Già a maggio si potrebbe votare, come auspicato da tutti i cittadini stanchi di essere disamministrati dal sindaco e dai suoi pochi sostenitori. Per realizzare tutto ciò, la mozione ha bisogno che 14 consiglieri votino a favore. Si parte dai magnifici 10 e si attendono almeno altri 4 super magnifici consiglieri. Chi non vota favorevolmente la sfiducia al sindaco Rustico - continua a scrivere Marco Santoro, coordinatore di Sviluppo e Solidarietà per Ispica - vuole solo mantenere la poltrona. Faccio appello ai cittadini liberi e forti, chiedendo loro di sostenere democraticamente e con forza l'iniziativa nei confronti, soprattutto, dei Consiglieri che ancora non si sono espressi pubblicamente a favore della mozione. Diamo forza agli interessi generali e collettivi della nostra Città scrivendo, insieme, anticipatamente la parola FINE all'Amministrazione Rustico che ancora ritiene, altrimenti, di poter continuare a mantenere in ostaggio un'intera Città fino alle elezioni amministrative del 2015".
Arrestato modicano per coltivazione di marijuana

Arrestato modicano per coltivazione di marijuana
I Carabinieri di Ragusa hanno identificato e denunciato una persona ritenuta responsabile della coltivazione delle dieci piante di cannabis indica, che erano state trovate due mesi or sono sopra la diga di Santa Rosalia.
I carabinieri avevano trovato dieci grossi vasi di plastica contenenti altrettante piantine di canapa indiana della varietà “moby dick”, una tipologia di marijuana molto potente arrivando a superare il 20% di principio attivo.
Il coltivatore, denunciato alla procura della Repubblica di Ragusa, è un trentaduenne modicano, C.R., di professione giardiniere. E forse proprio questa sua passione, questa sua propensione al “pollice verde” che lo avrà aiutato nel far nascere e crescere con tanto amore i germogli di cannabis.
Il trentaduenne ha lasciato troppe tracce. S’era infatti recato sul posto con la propria autovettura e la propria convivente. I pochi abitanti del piccolo borgo lo avevano visto armeggiare con quelle piante in un cortiletto. Ai militari non è servito molto tempo per identificare l'uomo. Sentiti i residenti ed acquisite le foto dei due "agricoltori", sono subito risaliti all'auto e alla sua identità.
Così il modicano, che dopo il sequestro delle piante era pure ritornato sul luogo del misfatto, è stato perfettamente identificato e, sebbene abbia mangiato la foglia e abbandonato ogni intento produttivo di erbe proibite, dovrà ora rispondere del grave delitto di coltivazione di stupefacenti previsto dal testo unico delle sostanze stupefacenti.
L'Asp 7 dedica la Giornata del malato alle associazioni di volontariato

L'Asp 7 dedica la Giornata del malato alle associazioni di volontariato
La messa nella cattedrale di San Giovanni Battista, celebrata, questo pomeriggio, alla presenza dell’Azienda sanitaria provinciale, della Rete delle associazioni di volontariato, del Comune di Ragusa, della Cappellania ospedaliera, della pastorale della salute e numerosi cittadini, il vescovo Mons. Paolo Urso, della Diocesi di Ragusa, ha celebrato la Santa Messa per XXII Giornata del malato, ricordando che questa Giornata fu voluta da papa Giovanni Paolo, e che, oggi, papa Francesco ha incentrato sul tema: “Fede e carità: Anche noi dobbiamo donare la vita per i fratelli”.
Nell’omelia, monsignor Urso ha sottolineato che “ogni nostra ferita, ogni nostra malattia, ogni nostro dolore hanno sotto di sé il Signore, che li ha accettati tutti morendo sulla croce. Nei momenti bui della nostra vita, quando Dio ci sembra lontano, in realtà è immerso nelle nostre malattie per sanarle. Il signore ci consola, come la madre fa con i propri figli”.
Ha sottolineato e sollecitato “delicatezza, tenerezza, attenzione e sostegno. Ognuno – ha concluso – sappia fare il bene e sappia dire il bene degli altri, per costruire una rete buona che aiuti e sostenga tutti”.
Dopo la celebrazione della messa, Padre Giorgio, direttore della Pastorale della Salute, ha evidenziato che quest’anno, grazie all’Azienda Sanitaria, alla rete delle Associazioni e al Comune di Ragusa, la Giornata del Malato si è arricchita di nuove energie, da questa collaborazione che si è riscontrata, numerose sono state le iniziative realizzate nel corso di una settimana.
La proiezione del video: “due testimonianze di persone sono vive. Questo è stato possibile, grazie ad un sistema di assistenza in rete, rappresentato dal 118, che se ben equipaggiato e allertato nei tempi dovuti, può consentire una diagnosi tempestiva di infarto miocardio acuto “in loco” (“a casa” del paziente) e trasferimento diretto del paziente presso la sala Emodinamica, dove può essere eseguita l’angioplastica e salvata la vita umana”, ha sottolineato il dott. Nino Nicosia, direttore dell’U.O.C. di cardiologia dell’OMPA.
Il dott. Vito Amato, direttore sanitario dell’ASP, ha ricordato che: la settimana di - Cardiologie Aperte - ha lo scopo di fare prevenzione per salvare vite umane e l’ASP di Ragusa non può che essere in prima linea su questo fronte.
Domani e giorno 13 febbraio, l’ASP sarà presente, rispettivamente all’istituto “GB Vico” e all’istituto “E. Fermi”, alle ore 11,10, assieme al Servizio di Educazione alla Salute, per parlare di “cuore” agli studenti.
Lucciole a luci rosse a Marina di Ragusa

Lucciole a luci rosse a Marina di Ragusa
I carabinieri di Marina di Ragusa hanno denunciato un'ecadoregna e il suo fidanzato per sfruttamento della prostituzione. Negli scorsi giorni in Caserma erano giunte alcune segnalazioni che denunciavano uno strano via vai da un appartamento all'interno di un residence nella frazione rivierasca. Dopo qualche controllo su internet gli agenti scoprono, in un sito web di appuntamenti, l'annuncio di due ragazze sudamericane, molto avvenenti, che garantivano le loro prestazioni in cambio di denaro. I carabinieri, in borghese, si recano sul posto, appena arrivati, vedono uscire dall'appartamento un uomo. Lo sfermano, si qualificano, e lo interogano. L'uomo racconta tutto.
Uno dei due agenti entra in casa della "signorina" spacciandosi per un cliente. La ragazza domenicana di 20 anni sciorina il tariffario precisando gli importi delle singole prestazioni, anche con aggiunte e/o varianti. A questo punto il carabiniere si identifica. La ragazza ci rimane, sa di non poter essere incriminata, è pure in regola con le norme sull'immigrazione, ma ha perso i soldi della prestazione e, aggiungiamo, anche l'alcova, ormai "bruciata". Interrogata in merito alla propria presenza in luogo, ha riferito di essere ospite di un’amica ecuadoregna alla quale corrispondeva solo una quota di affitto dell’appartamento. Poco dopo, ancora presenti i carabinieri, si presenta però l’amica con il fidanzato, lei ecuadoregna 35enne, lui catanese 43enne con qualche pregressa denuncia, tra cui un sospetto di 416-bis, e una condanna già a curriculum. I due hanno la brillante idea di dichiarare di non saper nulla dell’attività svolta dall’amica, alla faccia dei preservativi sparsi per casa e della copiosa presenza di lubrificanti e aggeggi vibranti. Peraltro anche la 35enne sudamericana ha un bell’annuncio sul noto sito web, con foto tutt’altro che interpretabili, dove spiega per bene tutto il fattibile e il da farsi.
Mentre gli accertamenti dei militari proseguono arriva pure la padrona di casa, che stupita, si dice allo scuro di tutto. Lei in fondo ha affittato l'appartamento ad un catanese e alla sua fidanzata.
E qui i carabinieri di Marina di Ragusa tirano le somme. Il catanese, A.V., e l’ecuadoregna, M.L.V., vengono denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Ragusa per favoreggiamento della prostituzione, per aver agevolato il meretricio dell’avvenente ventenne dominicana.
Stranamene ai tre è poi sopraggiunta una certa fretta e sono già spariti per ignota destinazione, forse a cospargere di condoms qualche nuovo squallido postribolo nell’anonimato di qualche semi-disabitato paese turistico in riva al mare che d’inverno, favorevole il canone di locazione ribassato e la scarsa presenza di persone, diventa meta di tristi clienti e delle loro fornitrici di sesso.
Il sindaco Piccitto deve fare chiarezza sul Teatro La Concordia

Il sindaco Piccitto deve fare chiarezza sul Teatro La Concordia
Dalle parole ai fatti. Sul restauro e sul recupero del teatro “La Concordia”, sette consiglieri comunali hanno deciso di presentare una interrogazione al sindaco di Ragusa e all’assessore comunale ai Centri storici e di inviare una copia del documento anche alla Procura regionale della Corte dei conti, al presidente della Regione e all’assessore regionale alle Autonomie locali.
“Abbiamo predisposto un testo molto articolato – dice Sonia Migliore, prima firmataria dell’atto ispettivo, con i consiglieri Maurizio Tumino, Giorgio Mirabella, Gianluca Morando, Elisa Marino, Mario Chiavola, Angelo Laporta – per comprendere se l’Amministrazione ha intenzione di riattivare immediatamente le procedure per la realizzazione del teatro “La Concordia” e quindi per la stesura del bando di gara inerente l’esecuzione dei lavori. E se, allo stesso tempo, l’Amministrazione ha intenzione di convocare un tavolo tecnico con i progettisti che fanno capo all’architetto Baldo e con gli uffici dei centri storici per la definizione dei punti tecnici e amministrativi essenziali alla realizzazione del teatro”. Nel documento presentato in aula, si fa la cronistoria della struttura. Si ricorda, tra l’altro, che l’immobile fu costruito nel 1839 a spese delle quattordici famiglie più facoltose della città di Ragusa, con l’intenzione di realizzare il teatro della città. Il teatro fu denominato “La Concordia” in omaggio all’accordo raggiunto dalle famiglie che lo sovvenzionarono e fu inaugurato il 15 agosto 1844. Fu poi concesso al Comune di Ragusa che lo gestì fino al 1938. Quindi fu concesso in enfiteusi perpetua a Ippolito Marino che ne cambiò nome e utilizzo (lo chiamò cinema Impero-Marino). Dal 1977, il teatro fu adibito definitivamente a cinema.
Nell’interrogazione si precisa che dal 1997 cominciò il lungo iter di acquisizione della struttura da parte del Comune, tramite esproprio, con appositi accantonamenti di fondi della legge 61/81 su Ibla, la cui disponibilità ammonta ad oggi a 6.219.228 euro. Viene poi ripercorso il lungo iter tecnico che ha portato, il 30 agosto 2012, a definire il costo complessivo dell’opera in 7.210.000 euro di cui 3.611.584,59 per lavori a base d’asta. Iter che prese il via il 28 dicembre 2006 quando la commissione Centri storici espresse parere favorevole al progetto definitivo del teatro e poi contrassegnato da varie tappe. “Occorre precisare – continua Migliore – che l’aggiornamento del prezzario regionale ha già fatto lievitare il costo complessivo di 300mila euro. E che il finanziamento ricevuto dal ministero dei Beni culturali e vincolato al teatro, pari a 1.427.000 euro, si perderebbe per la mancata realizzazione dello stesso. Il non procedere immediatamente al restauro e al recupero del teatro provocherebbe un grave danno erariale al Comune e alla stessa collettività ragusana che si vedrebbe priva del teatro comunale. Ecco perché chiediamo, tra le altre cose, se l’Amministrazione ha intenzione di procedere ad una rivisitazione del piano di spesa della legge regionale 61/81 2013-2014 al fine di accantonare le somme ancora mancanti al costo complessivo per la realizzazione del teatro”.
MUFFA NEGLI AFFRESCHI AL CASTELLO DI DONNAFUGATA

MUFFA NEGLI AFFRESCHI AL CASTELLO DI DONNAFUGATA
Ancora una chiamata sulle gravi condizioni in cui versa il castello di Donnafugata. Ha voluto farla, ieri sera, durante le comunicazioni in aula, il consigliere comunale indipendente, Elisa Marino, che si è rivolta per l’ennesima volta all’Amministrazione Piccitto sollecitando l’adozione di interventi urgenti e indifferibili prima che accada l’irreparabile.
“L’ultima grave novità che arriva dalle stanze dell’antico maniero – ha spiegato Marino – è che in quella del biliardo ci sono alcuni affreschi con la muffa. E questa è una indecenza. Non si può aspettare che una importante struttura come questa, punto di forza insostituibile per l’attività turistica della nostra città, cada letteralmente a pezzi. Occorre un’azione di recupero articolata, occorre destinare delle somme che non possono essere quelle esigue già previste, occorre istituire, se il caso, una sorta di unità di controllo che possa verificare quali e quanti passi in avanti si compiranno per evitare il peggio. Non possiamo continuare a sperare che non piova o peggio ancora che non si stacchino pezzi di intonaco o di affresco. Ribadisco che la situazione è davvero grave e che nessuno può esimersi dalla responsabilità di intervenire. Sarebbe da incoscienti se l’Amministrazione Piccitto dovesse essere ricordata per il fatto di avere mandato in malora l’antico maniero. Sono certa che il sindaco non vorrà fregiare di questa connotazione negativa la sua attività al servizio della città. Quindi è essenziale fare in fretta e trovare gli strumenti adeguati per concretizzare almeno una serie di azioni mirate, non solo nel parco ma anche e soprattutto all’interno, nelle zone più a rischio. Bisogna, però, farlo oggi. Attivarsi domani potrebbe risultare già troppo tardi”.
Piccitto ha impegnato somme che non poteva utilizzare

Piccitto ha impegnato somme che non poteva utilizzare
L’assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica ha rilevato delle violazioni, compiute dall’Amministrazione comunale di Ragusa, con riferimento al decreto legislativo 267/2000. A denunciarlo il consigliere comunale di Territorio, Angelo Laporta, dopo che, l’8 novembre scorso, aveva presentato un esposto a propria firma in merito a presunte anomalie contabili. “Adesso – chiarisce Laporta – è arrivata la risposta da parte del funzionario regionale incaricato del procedimento che, in pratica, ha dato ragione al sottoscritto ravvisando delle specifiche violazioni. In particolare, l’Amministrazione Piccitto ha impegnato somme in misura superiore ai dodicesimi consentiti durante l’esercizio provvisorio in assenza del bilancio di previsione, intendendosi come riferimento l’ultimo bilancio definitivamente approvato. Un’altra violazione riguarda l’articolo 183 del suddetto decreto legislativo che disciplina la fase dell’impegno della spesa per non parlare della violazione dell’articolo 191, che detta le regole per l’assunzione di impegni e per l’effettuazione di spese. Come dire che l’avevamo detto. Il dato politico, ancora una volta, e ci rammarichiamo sempre a sostenere la stessa tesi ma i fatti, giorno dopo giorno, ci danno ragione, è che ci troviamo di fronte ad un’Amministrazione, quella guidata dal sindaco Piccitto, che non solo non riesce a confrontarsi con la minoranza ma che da questa non sa neppure trarre degli spunti propositivi e volgerli a proprio vantaggio, andando incontro a figuracce di questo tipo, dopo che il sottoscritto, a suo tempo, aveva più volte sollevato il caso”.
Laporta, nello specifico, aveva evidenziato che alcune determine dirigenziali erano state adottate in palese contrasto con i principi contabili. Il sindaco e il segretario generale, rispondendo alle richieste di delucidazione della Regione, avevano sinteticamente espresso la propria posizione asserendo che erano state impegnate con urgenza alcune spese per missioni degli amministratori (sindaco e assessori) utilizzando interventi del bilancio destinati al personale, il quale, in alcuni casi, ha anche partecipato alla missione stessa. L’imputazione dei predetti impegni di spesa ad interventi non pertinenti, così è stato spiegato, dettata dall’urgenza e dall’indifferibilità degli atti adottati, era stata effettuata in quanto l’intervento destinato alle missioni degli amministratori non aveva sufficiente capienza. Dopo l’approvazione del bilancio di previsione, avvenuta il 25 novembre scorso, si era proceduto a regolarizzare tale imputazione nell’intervento proprio del bilancio. “Ma evidentemente, tutto ciò – continua Laporta – non è servito a convincere il funzionario dell’assessorato regionale che ha rilevato delle violazioni così come dal sottoscritto era stato fatto presente in sede di presentazione dell’esposto. Occorre precisare, altresì, che avverso il suddetto provvedimento l’Amministrazione interessata potrà presentare, entro i termini previsti, ricorso gerarchico o innanzi al Tar. Intanto, però, una valutazione specifica del caso è stata fatta dall’assessorato. E si tratta di una valutazione estremamente critica”.
4 feriti, uno è grave. Scontro tra un tir e un'auto

4 feriti, uno è grave. Scontro tra un tir e un'auto
Incidente stradale ieri sera sulla strada provinciale n. 20 Comiso-Santa Croce tra un articolato Renault Premium condotto da un automobilista C.A.S., originario di Nizza Sicilia rimasto illeso, e un’autovettura Peugeot 206 con 4 passeggeri a bordo.
La dinamica dell’incidente all’esame della Polizia Provinciale intervenuta sul posto per i rilievi di legge ha permesso di verificare che l’autoarticolato si stava immettendo sulla s.p. n. 20 Comiso-Santa Croce da un accesso laterale privato ed è entrato in collisione con la Peugeot guidata da P.N. di Ragusa. All’interno dell’auto altri tre passeggeri rimasti tutti feriti, insieme al conducente, e ricoverati presso l’Ospedale Civile di Ragusa. Sul posto oltre ad una pattuglia della Polizia Provinciale per rilevare l’incidente anche autoambulanze del 118, i Vigili del fuoco e personale della Sicurezza ambiente per la bonifica della sede stradale.
Acate. I carabinieri identificano ed arrestano rumeno

Acate. I carabinieri identificano ed arrestano rumeno
Erano stati sorpresi meno di una settimana fa alla guida di una Opel Astra, priva della copertura assicurativa, e, sottoposti a perquisizione veicolare, venivano trovati in possesso di 7 taniche con residui di carburante, 2 coltelli, 2 martelli e 2 forbici per il cui possesso non erano in grado di fornire alcuna giustificazione.
Il conducente dell’autovettura, nonché proprietario della stessa, alla vista dei militari della Stazione di Acate si era repentinamente dato alla fuga nelle campagne circostanti, mentre gli altri due connazionali erano stati fermati e denunciati per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere e di chiavi e grimaldelli.
Gli accertamenti successivi sviluppati dai militari permettevano di identificare il conducente, che era scappato, era Gheorghe Adrian Nastasia, rumeno dell'84, bracciante agricolo, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio. Nastasia, alla vista dei Carabinieri, era scappato perché già soggetto ad un provvedimento di condanna della Corte d'Assise di Catania, che lo aveva affidato ai servizi sociali e lo obbligava, inoltre, a rimanere in casa in determinate ore del giorno. A seguito della segnalazione dei Carabinieri il magistrato ha sospeso la precedente condanna ordinando la sua immediata cattura ed accompagnamento in un istituto detentivo.
Beccati in flagrante. I Carabinieri arresta due ragazzi di Pozzallo

Beccati in flagrante. I Carabinieri arresta due ragazzi di Pozzallo
La scorsa notte, i Carabinieri di Modica hanno arrestato Santino Agosta , ventiseienne di Pozzallo, e Daniele Puzzo, diciannovenne, anch'egli di pozzallo, per furto aggravato in concorso.
Intorno all'una della scorsa notte i militari notano un'auto ferma davanti il deposito giudiziale di una autocarrozzeria, in Contrada Cugni ad Ispica, decido di effettuare un controllo.
I Carabinieri rinvenivano, dopo la perquisizione dell'auto trovano nascosti alcuni oggetti atti allo scasso nonché alcuni pezzi meccanici di ciclomotori smontati. Durante queste operazioni, un altro ragazzo esce dall'officina, i militari lo bloccano immediatamente. Perquisito anche questo secondo ragazzo lo trovano in possesso di una chiave giratubi utilizzata per asportare i pezzi dei ciclomotori.
Vistisi scoperti, i due giovani ammettevano di aver scavalcato il cancello del deposito giudiziale e di aver asportato alcuni pezzi meccanici dal ciclomotore di proprietà del Puzzo, in custodia giudiziale presso quella autocarrozzeria poiché sequestrato il 31.12.2013.
Al termine degli accertamenti, i Carabinieri dichiaravano in arresto i due ragazzi pozzallesi con l’accusa di furto aggravato in concorso e possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso e pertanto, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura di Ragusa, venivano accompagnati presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari.

