Le strambe farneticazioni dei 5 Stelle

Le strambe farneticazioni dei 5 Stelle
Questa mattina, su Fb, è comparso un post che lascia senza parole. Non si può che rimanere inorriditi davanti a così tanta ignoranza.
L'utente, il cittadino, pare pure candidato al Consiglio comunale di Ragusa, scrive così:
"Ragazzi cosa ne pesante che se al posto di questa cosa insignificante, facciamo piantare le 5 stelle simbolo di Ragusa?"
A corredo di queste righe, questo aspirante consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, posta la foto dell'aiuola tra corso Italia e viale Europa. Quello spazio verde, per intenderci, dove un tempo chiunque, salendo dal corso Italia, poteva ammirare il simbolo di Ragusa (che è un'aquila e non 5 stelle) e la data del giorno. Tutto con delle sipei ossia con delle piantine quotidianamente potate e curate.
Per favore qualcun spieghi a questo individuo che il simbolo di Ragusa è un'aquila e non delle fantomatiche stelline. Sempre questo qualcuno, dovrebbe prendersi la briga di fargli capire, se riesce, che solo il 32% degli italiani ha votato 5 Stelle, come dire: meno di un terzo dell'Italia li ha preferiti agli odiatissimi partiti, che invece hanno raccolto circa il 70% delle preferenze. Un risultato importante quello del Movimento, ma non eccezionale nella storia della Repubblica italiana. In fondo, a voler esser schietti, neanche un'affermazione straordinaria, come poteva essere il raggiungimento dell'80% dei consensi, quella sì che sarebbe stata una vittoria assoluta volendo citare il non-vincitore Di Maio, avrebbe potuto legittimare un chicchessia a brandizzare l'Italia, il territorio italiano, con stelline o Rousseau vari. Una volta sola capitò qualcosa del genere, ma erano altri tempi.
Questo signore, per finire, vuole realmente candidarsi al Consiglio comunale? Se sì, rivolgo una preghiera ad Antonio Tringali, presidente del Consiglio e probabile candidato a sindaco di Ragusa, e all'onorevole Campo, di avviare immediatamente, a loro spese, dei corsi di alfabetizzazione istituzionale, un tempo si sarebbe parlato di scuola politica. Va assolutamente scongiurato il rischio di permettere l'ingresso in Consiglio a personaggi del genere, se non debitamente informati e formati. Una persona che aspira a fare il politico dovrebbe quanto conoscere due, tre cosette. Ad esempio: non può sputare sul simbolo della città che vorrebbe amministrare, perché sta sputando su tutti i ragusani e ancora, se quell'aiuola è ridotta ad un selva incolta, la colpa è solo dell'Amministrazione, che mi pare esser a trazione pentastellata. Spero che i maggiorenti del Movimento dei 5 Stelle locale prendano immediatamente le distanze dalle dichiarazioni di questo signore.
Meeting Forza Italia, molta attenzione sulle infrastrutture

Meeting Forza Italia, molta attenzione sulle infrastrutture
Animi fiduciosi al meeting di Forza Italia tenutosi lunedì e organizzato dal commissario provinciale, senatore Giovanni Mauro, dove il tema delle infrastrutture locali è stato trattato con primaria importanza.
Presenti gli assessori regionali Marco Falcone (Infrastrutture) Bernadette Grasso (Autonomie locali) e Edy Bandiera (Agricoltura), si è fatto il punto sui primi mesi del nuovo governo in Sicilia e si è sottolineata l’importanza del voto del 4 marzo: è opinione comune, infatti, che solo creando un filo diretto tra Roma e Palermo si può sperare sull’effettiva possibilità di rilanciare la Sicilia. Questo messaggio, in sintesi, è passato attraverso l’intervento di Stefania Prestigiacomo.
Come già detto, il meeting si è focalizzato sul delicato tema delle infrastrutture; nel suo intervento, l’assessore Falcone ha parlato delle due opere lungamente attese da questa parte della Sicilia: la Rosolini-Modica e il raddoppio della Ragusa-Catania.
Le dichiarazioni di Falcone: “due opere strategiche, fondamentali e non solo per il sud est sulla realizzazione della Rosolini-Modica ha pesato la situazione finanziaria delle ditte subappaltatrici, che sono fortemente indebitate e perciò a rischio di fallimento. Una situazione, come molti sanno, determinata dai crediti che non riescono a riscuotere. Per questo da mercoledì inizieremo a pagare le ditte fornitrici e subappaltatrici che rappresentano la vera economia di questo territorio. Non solo, abbiamo infatti già diffidato la ditta affidataria dell’appalto perché riprenda i lavori entro 15 giorni, pena la risoluzione del contratto. Risoluzione che implicherebbe per la stessa un risarcimento alla Regione Siciliana e al Consorzio Autostrade Siciliane che abbiamo già calcolato per un ammontare di oltre 50milioni di euro”.
“Ben altra storia - ha spiegato Falcone - riguarda il raddoppio della Ragusa-Catania, sulla quale non arretreremo di un passo. Dovete sapere che mentre a Napoli, pochi giorni fa, il ministro Delrio annunciava che da lì a breve il progetto sarebbe arrivato al Cipe, a Roma, la dr.ssa Del Verme, ragioniere generale e cognata del premier Gentiloni, rallentava, ancora una volta, l’iter procedurale dell’opera, rimandando l’itera pratica al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Per questo, il prossimo 2 marzo, noi saremo a Roma, non tollereremo ulteriori ritardi su opere così importanti. Questo significa farsi carico delle istanze del territorio. Per questo saremo a Roma e porteremo a casa il risultato”.
Che cosa è successo in piazza Carmine? Perché è arrivata la scientifica?

Che cosa è successo in piazza Carmine? Perché è arrivata la scientifica?
Lunedì mattina, in piazza Carmine a Ragusa, una copiosa fuoriuscita di acqua, da sotto un portone di una casa privata, aveva allarmato alcuni vicini, che prontamente avevano chiamato i vigili del fuoco.
Sfondato il portone d'ingresso, al campanello non rispondeva nessuno, questi sono stati investiti dal caratteristico olezzo dei corpi umani in putrefazione. La proprietaria dell'appartamento, un'anziana signora, era morta qualche giorno prima.
Durante la mattinata, in piazza Carmine, sono giunte tre pattuglie della polizia ed anche la scientifica. Perché?
L'autopsia, ci dicono, è in corso. Gli inquirenti, a quanto ci risulta, non ipotizzano nessun rato, la donna perciò sarebbe morta per cause naturali. Certo, quegli agenti con le caratteristiche tute bianche non fanno ben sperare.
Abbiamo chiesto in giro e qualcuno ci ha ripetutamente detto, che negli ultimi tempi erano frequenti i litigi in quella casa, tra l'anziana signora e un parente a lei molto vicino.
Non è nostro compito fare ipotesi, specie in un evento triste come questo, sarà l'autopsia a determinare le caude del decesso e a fare chiarezza sull'intera vicenda.
Vittoria. Torture, sevizie e minacce. La ferocia bestiale di un imprenditore agricolo

Vittoria. Torture, sevizie e minacce. La ferocia bestiale di un imprenditore agricolo
Lo scorso 12 febbraio un cittadino rumeno ha denunciato al Commissariato di polizia di Vittoria il suo datore di lavoro, Rosario Dezio, classe '77, per una storia che ha dell'incredibile, appunto bestiale.

Se in fase processuale il racconto del bracciante rumeno dovesse risultare vero, non troveremmo parole per descrivere un tale atteggiamento, che non solo non ha e non può avere asilo in un paese civile, ma risulterebbe alieno a qualunque definizione si voglia dare dell'essere umano. Tragicamente dobbiamo accettare l'idea che esistono persone che con i loro pensieri, con le loro azioni, sono capaci di cancellare secoli di progresso intellettuale e morale. Questa storia che vi stiamo raccontando ricorda certi romanzi, certe atmosfere, che credevamo morte e sepolte. Questa storia è una storia di assoluto degrado.
Ma veniamo ai fatti. Questo Dezio una notte sorprende un suo operaio - il bracciante rumeno - con una bombola di gas, "improvvidamente" sottratta dal magazino dell'imprenditore, per potersi riscaldare viste le rigide temperature di quella notte. Dezio, a questo punto, inizia a picchiarlo selvaggiamente a mani nude, poi con un bastone, poi col calcio del fucile ed infine, non contento, lo minaccia con lo stesso esplodendo alcuni colpi in aria per terrorizzarlo. In fondo aveva rubato una sua bombola del gas.
Non pago, l’indomani lo va a cercare scovandolo in un casolare abbandonato, lo sequestra per ore all’interno dell’azienda, chiudendolo in un garage. Lo lega mani e piedi e lo appende ad una trave colpendolo con un bastone ripetutamente in ogni parte del corpo.
La vittima si è salvata, riportando solo diverse fratture e lesioni guaribili in almeno 45 giorni.
Ma no, il nostro "signor" Dezio non è nuovo a questi comportamenti. Altri braccianti, colleghi di quel malcapitato, hanno raccontato alle forze dell'ordine quali e quante sevizie e torture hanno dovuto subire nel tempo da parte di questo signore e il tutto per qualche spicciolo.
Una fattoria fuori dal tempo, un luogo degli orrori, dove un uomo, fa quasi impressione definirlo tale, in fondo è più simile ad un padrone, ad uno schiavista, per un malaugurato caso della vita, si trova a ricoprire una posizione di preminenza sociale ed economica nei confronti di un gruppo persone disperate, fuggite dal loro Paese in cerca di fortuna, non sapendo che qui, nella bella e civile Italia avrebbero trovato un inferno, un mostro che si sente in diritto di picchiare, sequestrare e torturare un uomo per una bombola di gas, del valore di qualche decina di euro, rubata solo per riscaldarsi. E' difficile non esprimere giudizi o immaginare punizioni per reati tanto odiosi, per fortuna esiste una magistratura e delle leggi che si occuperanno di questo tal Dezio.
PSR 2014/2020. L'impegno dell'assessore Bandiera per la provincia di Ragusa

PSR 2014/2020. L'impegno dell'assessore Bandiera per la provincia di Ragusa
“I ritardi nell’attuazione del PSR SICILIA sono enormi ma il governo regionale farà di tutto per risolvere le criticità nei territori soprattutto in provincia di Ragusa”: è l’impegno preso dall’assessore regionale all’agricoltura Edy Bandiera intervenuto venerdì 16 febbraio presso la Sala Congressi della Fiera Emaia a Vittoria al convegno dal titolo: “Stato del PSR SICILIA 2014/2020 in Provincia di Ragusa, criticità emerse nelle misure già in itinere”. Il confronto, organizzato da pmiSicilia, Ordine degli Agronomi e Confagricoltura è stato molto partecipato a dimostrazione di come il tema sia fortemente sentito nel territorio. Nutrita la rappresentanza di imprese e professionisti ma anche quella istituzionale con i sindaci dei territori interessati e la deputazione regionale e nazionale iblea.
L’esponente del governo regionale, accompagnato dal neo dirigente dell’assessorato all’agricoltura Carmelo Frittitta, dopo avere ascoltato tutti gli interventi in scaletta si è soffermato a dare risposte alle criticità sollevate, in particolare dal presidente dell’Ordine degli Agronomi della provincia di Ragusa Francesco Celestre. Il lavoro dell’assessorato si concentrerà nel dettaglio a risolvere le problematiche della misura 6.4C sui B&B, a prolungare i tempi della cantierabilità dei progetti nella misura 4.1 e a risolvere la questione della cosiddetta zonizzazione cioè la classificazione dei territori che nel territorio ibleo ha penalizzato finora imprese e comuni.
“Siamo molto soddisfatti delle conclusioni del convegno – dichiara Celestre – perché abbiamo ricevuto impegni ben precisi dall’assessore, e quindi dal governo regionale, a risolvere problematiche importantissime che sono strettamente collegate con lo sviluppo del nostro territorio”.
“Desideriamo ringraziare particolarmente l’assessore Bandiera – aggiungono Antonino Pirrè di Confagricoltura e il presidente di pmiSicilia Roberto Biscotto - per la disponibilità manifestata, seppure i forti ritardi, a rivedere i criteri di selezione dei bandi del PSR e a rendere meno complicate le misure in fase di attuazione. Attendiamo adesso che tutto questo si traduca in atti concreti per recuperare i ritardi accumulati in questi anni e consentire alle aziende di sviluppare e portare a termine i propri progetti”.
Libera…Mente presenta “15 gennaio 2018, il Belice a mezzo secolo dal terremoto”

Libera…Mente presenta “15 gennaio 2018, il Belice a mezzo secolo dal terremoto”
Una terra squassata da terremoti e continuamente in pericolo per lo stesso motivo, la Sicilia. Fin troppo tristemente se ne ricorderanno gli abitanti della Valle del Belice, memori del sisma del 1968. In memoria di quel tragico evento, a Santa Croce verrà proiettato un documentario realizzato da de autori locali, Domenico Occhipinti e Guglielmo Distefano.
Sabato 3 febbraio, alle ore 17.30 presso la Biblioteca Comunale “Giovanni Verga” di Santa Croce Camerina l’associazione culturale Libera…Mente propone un appuntamento legato a una ricorrenza storica e tragica che ha interessato la Sicilia Occidentale. Il 50esimo anniversario del terremoto del Belice, avvenuto il 15 gennaio 1968, è stato ricordato in questi giorni proprio nelle zone colpite e nel corso dell’anno saranno diversi gli appuntamenti con la memoria che i 21 Comuni di quella valle hanno previsto.
Il 3 febbraio sarà proiettato, per la prima volta in forma integrale (30 minuti), il documentario realizzato dai due santacrocesi dal titolo “15 gennaio 2018, il Belìce a mezzo secolo dal terremoto”. Un estratto di questo lavoro che i due autori hanno realizzato in meno di due mesi, è stato inserito e proiettato durante le celebrazioni ufficiali del 14 gennaio scorso a Partanna alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il governatore Nello Musumeci e altre autorità militari e religiose. Così il giornalista Domenico Occhipinti, co-autore del documentario: “un motivo d’orgoglio per me l’aver portato quello che è il mio primo documentario, davanti agli occhi della gente del Belìce, che quella tragedia l’hanno vissuta sulla pelle e la portano ancora dentro. La presenza del Capo dello Stato ha sicuramente posto l’accento sulle celebrazioni che sono state un modo per ricordare quanto, eventi del genere, ci trovino impreparati ma anche quanta solidarietà si attivi sin dal primo minuto. Con Guglielmo Distefano che mi ha affiancato in questo lavoro, dapprima di ricerca, poi di documentazione video, abbiamo raccolto gli interventi di sopravvissuti, volontari che hanno salvato vite, giornalisti come Piero Angela o Corradino Mineo che, con ruoli diversi, hanno voluto rivivere quei giorni e poi ancora l’editore Ottavio Navarra, il giornalista Tony Zermo e lo storico dell’arte Tanino Bonifacio. Sicuramente toccanti le due storie cardine di questo documentario: quella del “Gesù bambino di Gibellina” e quella più nota e tragica di “Cudduredda”. L’abbiamo voluto titolare “15 gennaio 2018…” per rivolgere lo sguardo a ciò che è oggi il Belìce, un segnale di speranza che gli stessi intervistati si sono sentiti in dovere sentono di lanciare verso tutti noi”.
Domenico Occhipinti, nelle vesti di regista e Guglielmo Distefano, direttore della fotografia racconteranno le fasi che li hanno portati a intraprendere questo progetto e il trasporto umano e la fiducia che la gente di quei luoghi, soprattutto alcuni intervistati, ha saputo riporre in loro. Non mancherà anche un piccolo richiamo alla solidarietà che dalla nostra provincia, anche dal nostro paese, giunse fin lì anche nei giorni appena successivi alle tremende scosse che fecero circa 400 morti, migliaia di feriti e circa 100mila sfollati. Un appuntamento con la “documentazione storica” che Libera…Mente, con il patrocinio del Comune di Santa Croce Camerina, presenterà sabato pomeriggio, 3 febbraio alle ore 17.30.
Nazionali, gli amministratori del sud che chiedono ai partiti scelte di qualità

Nazionali, gli amministratori del sud che chiedono ai partiti scelte di qualità
Una lettera aperta della “Scuola Politica del Mezzogiorno”, firmata da decine di amministratori del meridione, in cui si richiede ai partiti maggior oculatezza nella scelta dei candidati che andranno nelle liste per le prossime elezioni nazionali.
Tra i firmatari del testo, tramite il quale si richiede sostanzialmente che tutti i partiti scelgano i nomi da presentare in base a competenze e valori etici e morali, risaltano anche due amministratori Iblei e, nella fattispecie, membri del Consiglio comunale di Santa Croce Camerina: Luca Agnello e Katya Gambino.
Qui di seguito, riportiamo integralmente il testo sopracitato della lettera aperta:
“I sottoscritti amministratori comunali ed esponenti della società civile, fermamente convinti che nel dibattito politico debba essere dato spazio soprattutto al contributo di idee provenienti da quanti vivono i disagi di una società che giornalmente si misura con le varie crisi sociali, economiche ed etiche, desiderano fare appello alle capacità discrezionali di quanti - nei propri partiti politici di appartenenza - sono in questi giorni impegnati nella composizione delle liste per le prossime elezioni politiche.
Inoltre, si auspica che i leader dei rispettivi partiti di riferimento possano essere guidati, nella selezione dei candidati, dagli inderogabili valori della trasparenza, del rispetto imprescindibile dei fondamentali principi dell’etica e della opportunità di proporre candidati portatori di valide qualità professionali utili per un positivo miglioramento della composizione dei rami del nostro Parlamento.
Quanti qui firmano nella propria veste di amministratori comunali e di rappresentanti di enti ed organizzazioni di varia natura, si troverebbero a disagio se i partiti politici dovessero operare scelte di candidati privi degli auspicati requisiti morali e professionali richiesti.
I sottoscritti confidano nella sensibilità dei destinatari del presente documento e si attendono scelte coerenti con le aspettative della gente comune che ormai comincia a dimostrare una crescente sfiducia verso il potere politico”.
Cava dei Modicani, Iacono: “denuncio da anni ma nessuno interviene”

Cava dei Modicani, Iacono: “denuncio da anni ma nessuno interviene”
Il vento di questo inizio anno sta mettendo a dura prova la situazione della discarica di Cava dei Modicani: un problema che non è passato inosservato. Tra le critiche fioccate per la gestione della discarica, spuntano le dichiarazioni odierne di Giovanni Iacono (capogruppo di “Partecipiamo” in consiglio comunale).
Critiche, quelle di Iacono, che derivano dalla gestione di un tema sotto osservazione ormai da tempo: “è da diversi anni e non sotto le elezioni che continuo a denunciare la cattiva gestione della discarica di Cava dei Modicani e lo scempio ambientale che persiste nelle zone confinanti e da altrettanto tempo che nessuno fa niente per intervenire”.
Nel mirino di Iacono il centro di compostaggio, definito da lui una “farsa” già dall’anno dell’inaugurazione (2009), e che “a distanza di 8 anni e due sindaci, di cui uno rieletto, rimane chiuso”.
Il vento di gennaio ha spazzato via i fogli di plastica che erano stati scaricati a Cava dei Modicani, una situazione che sa di déjà vu per il capogruppo di Partecipiamo: “quante denunce abbiamo fatto sull'immondizia in libertà, di rifiuti di plastica e di altro genere che al minimo alito di vento si spargevano ovunque, sulla strada provinciale con gravi rischi per gli automobilisti, sui campi, nelle zone adibite al pascolo (alcuni bovini in passato sono morti mangiando i sacchetti di plastica)? Ma nulla è cambiato attorno alle stalle, nemmeno adesso che 'governano' le 'stelle'. L'inquinamento dell'immondizia sparsa per km e km ha continuato a fare scempio di tutto quello che sorgeva attorno”.
La situazione critica di Cava dei Modicani si potrebbe risolvere adoperandosi con maggior fervore nel potenziamento della differenziata, di cui Iacono critica la gestione: “la differenziata ancora è ferma al 19% (malgrado sotto elezioni); nel 2012, i cittadini ragusani hanno cominciato a sborsare 1 milione e 300.000 euro l'anno per raggiungere le percentuali di Rd del 28% nel settembre 2012 (la norma imponeva già il 65% nel 2012). Ognuno può fare semplicemente il conto dei milioni spesi per realizzare obiettivi mai realizzati e per i quali nessuno è stato chiamato alle sue responsabilità pecuniarie”.
Scicli, non c’è pace per contrada Cuturi. Giannone: “è lobbing”

Scicli, non c’è pace per contrada Cuturi. Giannone: “è lobbing”
Nuovo capitolo sul tormentone di contrada Cuturi: lo spauracchio dell’impianto per il trattamento dei rifiuti speciali torna a generare polemiche e frizioni in quel di Scicli. Un’ordinanza del TAR di Catania riapre il dibattito e rimette in discussione tutto quanto è stato affermato sull’argomento.
Un’ordinanza secondo cui il TAR giudica legittima la possibilità di realizzare l’impianto in contrada Cuturi.
Uno schiaffo per tutti coloro che si erano pronunciati a sfavore della realizzazione dell’impianto; un campanello d’allarme per quell’ampia parte della cittadinanza che si era espressa per la salvaguardia di Cuturi contro la possibilità di vedere ultimato un mega impianto così vicino al Paese.
Ora si moltiplicano le dichiarazioni e le proteste, non ultima quella istituzionale, con il sindaco Enzo Giannone che suona la carica: “il TAR ha emanato un'ordinanza (non una sentenza) che ci mette nuovamente in guardia È in corso una azione di lobbing da manuale! Si calpesta il volere di una città!”.
Oltre alla chiara intenzione di mobilitare la comunità sciclitana, Giannone si rivolge al presidente Musumeci: “chiederò una immediata interlocuzione con il Presidente della Regione affinché l'argomento rientri nell'agenda regionale, coinvolgendo anche tutta la deputazione iblea! Teniamo alta la guardia. Torneremo a interloquire con i movimenti cittadini a difesa del territorio con cui concordare le azioni da intraprendere.”
Mobilitazione, come si diceva, in difesa di Cuturi. Nei prossimi giorni l'amministrazione incontrerà il Comitato Salute Pubblica e i cittadini, per valutare le azioni da intraprendere; nel frattempo, fa sapere il comune, i legali studiano le strategie per proseguire sul piano dell’azione giudiziaria.
Ieri, alla notizia della pronuncia del TAR, si era già innescato il motore delle reazioni politiche, con le risolute polemiche di alcuni membri del M5S, tra cui la parlamentare regionale Stefania Campo che ha parlato di un “mega-impianto in totale contrasto con la vocazione turistica del comune di Scicli”.
Carta di qualità del servizio rifiuti, Legambiente scrive (ancora) all’assessore Zanotto

Carta di qualità del servizio rifiuti, Legambiente scrive (ancora) all’assessore Zanotto
Nuova missiva dell’associazione Legambiente (circolo ragusano “il Carrubo”) indirizzata all’assessore Antonio Zanotto (ambiente e risorse energetiche), con l’intento di avviare la consultazione in merito alla stesura della carta di qualità del servizio rifiuti, da redigere d’intesa con le associazioni dei consumatori.
Secondo quanto riportato dalla nota di Legambiente, si tratterebbe della terza comunicazione all’indirizzo dell’assessore. Da cui i toni aspri della lettera, e l’accusa a Zanotto di dimostrare “scarsa considerazione dei cittadini e dei consumatori/utenti trattati come limoni da spremere che devono pagare la tassa rifiuti e stare in silenzio senza poter dire la loro sulla qualità del servizio”.
Di seguito, il contenuto della lettera ed il nuovo invito in merito alla stesura della carta di qualità del servizio:
“Egregio assessore, sono passati ormai quasi 3 mesi da quando le abbiamo chiesto di consultarci, in base all’articolo 2, comma 461, della Legge 24/12/2007, per permettere alle associazioni dei consumatori e agli stakeholders di scrivere, insieme all’ATI che gestisce l’appalto di igiene urbana, la carta di qualità del servizio al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi di igiene urbana e di garantire la qualità, l'universalità e l'economicità delle prestazioni. Ma in merito a questo obbligo da parte sua abbiamo potuto rilevare solo un assordante silenzio ed una opacità nell’agire della pubblica amministrazione che stride con la tanto proclamata trasparenza. Nel frattempo l’ATI che gestisce il servizio di raccolta rifiuti si comporta non molto diversamente dal soggetto che lo ha gestito fino al 31 ottobre: violazione degli obblighi contrattuali. Ne è prova la diminuzione drastica dei servizi di raccolta e spazzamento l’otto dicembre scorso in palese contrasto con le norme del disciplinare tecnico prestazionale che regola i rapporti nel nuovo appalto tra comune di Ragusa e ATI. Tale violazione del contratto, denunciato da un sindacato, è stato riscontrata ufficialmente anche dal suo ufficio il quale non ha però ritenuto di sanzionare l’ATI. Si ritorna quindi a vecchie prassi del passato che pensavamo morte e sepolte e ci fa sospettare che lei non voglia avere fra i piedi le associazioni che tutelano i diritti dei cittadini.
Nel rinnovarle l’invito a consultare, prima che parta il nuovo servizio di raccolta rifiuti il 1° febbraio, tutte le associazioni di difesa dei consumatori presenti a Ragusa e i principali stakeholders le porgiamo i nostri distinti saluti”.
