Prosegue la querelle tra la giunta Cassì e le opposizioni

Prosegue la querelle tra la giunta Cassì e le opposizioni
Non accenna a placarsi la querelle tra i gruppi consiliari PD-M5S e il sindaco Cassì. Dopo la controreplica delle due forze di minoranza alla risposta del sindaco, lunedì 8 giugno sono intervenuti, con una severa analisi, i due consiglieri Pd Mario D'Asta e Mario Chiavola: “La gestione della crisi aveva bisogno di atti di politica con la P maiuscola. Servivano azioni concrete, di natura straordinaria, per fare sentire la vicinanza del Comune di Ragusa alla cittadinanza dilaniata da una serie di difficoltà economiche senza precedenti. Invece, la Giunta Cassì ha pensato solamente a seguire schemi precostituiti, senza un minimo di sussulto, dando vita a una gestione della crisi assolutamente ordinaria quando, invece, sarebbe stato necessario un piglio decisionale più all’altezza della situazione al posto di quell’attendismo che ha messo in luce gli evidenti limiti di questa amministrazione. Altro che differimento delle scadenze dei tributi che comunque si dovranno pagare, l’unica cosa che sarebbe stata davvero necessaria per le famiglie ragusane era la riduzione delle tasse che, invece, sembrerebbe essere stata esclusa a priori per ragioni, stando a quanto dichiarato, di carattere tecnico. Certo, verrebbe da chiedersi come abbiano fatto, allora, altri Comuni a procedere in questa direzione. Così come viene da chiedersi come gli stessi Comuni siano riusciti ad erogare contributi per il pagamento degli affitti, per il sostegno delle attività imprenditoriali, per tutta una serie di misure che, giustamente, sono venute incontro alle gravi difficoltà che hanno minato le famiglie per il blocco di ogni attività occupazionale. Tra l’altro, in tempi normali, alla luce dell’apprezzabile comportamento dei ragusani con la raccolta differenziata, ci si sarebbe dovuto attendere la riduzione della Tari. Un provvedimento da assumere, a maggior ragione, in questo periodo contrassegnato da una situazione di gravi problematiche economiche. E, invece, niente. L’unica cosa che la politica, quella con la p minuscola, del sindaco Cassì è riuscita a fare è gestire i soldi del Governo nazionale per l’erogazione di buoni spesa e aiuti di altro genere, grazie alla tenacia sul campo degli operatori dei Servizi sociali e di tutti i volontari che hanno fornito il proprio supporto. In piena pandemia questo lo si può considerare, politicamente, lo svolgimento di un onesto compitino, nient'altro.
Quando invece si rendevano necessarie azioni concrete, sostegni effettivi alle imprese artigiane, a quelle commerciali, alle attività agricole e a tutte quelle realtà produttive che hanno fatto registrare cali clamorosi nel fatturato, mettendo a rischio la propria sopravvivenza, il sindaco Cassì è rimasto a guardare, attendendo gli eventi. Anzi, l’unica cosa che ha fatto è stato vantarsi delle consistenti donazioni, circa 90.000 euro, arrivate dai ragusani. Troppo facile. Di quello dovrebbero vantarsi gli stessi ragusani per essere riusciti a manifestare, ancora una volta, una notevole capacità solidale. Da Cassì ci saremmo aspettati tutt’altro, ci sarebbe voluta una gestione della crisi più politica, più determinata, con un piglio imperioso, per fare capire ai ragusani di avere la situazione sotto controllo, pur nella drammaticità della situazione, così da mettere in piedi una serie di aiuti di ampio respiro. Ma come, il Comune di Ragusa, l’ente che è riuscito ad approvare gli strumenti finanziari alla fine di dicembre, con una solidità patrimoniale non indifferente, forte di una adeguata fiscalità di vantaggio, si è fatto superare da altri enti locali che notoriamente non navigano in acque tranquille e che, però, a fronte di questa situazione, si sono impegnati allo spasimo pur di fornire risposte ai propri cittadini? Tutto questo, se lo guardiamo dal punto di vista dei ragusani amministrati dalla Giunta Cassì, sembra illogico. Verrebbe da chiedersi: non è che si pensa ad accumulare tesoretti che devono essere utilizzati, poi, nella parte finale del mandato per la campagna elettorale? La risposta straordinaria che la collettività si attendeva non è arrivata. E questa è l’unica verità incontestabile di cui, purtroppo per noi ragusani, bisogna prendere atto”.
Cava dei Modicani - L'8 giugno summit per individuare soluzioni

Cava dei Modicani - L'8 giugno summit per individuare soluzioni
Accogliendo una richiesta del segretario generale della CGIL di Ragusa Peppe Scifo, il commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Salvatore Piazza, ha convocato una riunione per lunedì 8 giugno alle ore 10,30. Il summit, che si terrà presso la sala convegni del Palazzo della provincia, sarà un'occasione per discutere delle soluzioni di intervento in merito al conferimento dei rifiuti nella discarica di Cava dei Modicani. Alla riunione prenderanno parte i sindaci, la commissione straordinaria del Comune di Vittoria e i deputati regionali del territorio provinciale. Venerdì 29 maggio, la CGIL di Ragusa ha tenuto un sit- in scorso avente come tema quello di accelerare i tempi per la dovuta documentazione legata al progetto del sito Cava dei Modicani, o in subordine individuare un sito alternativo ad Alcamo dove sono costretti a confluire i comuni di Vittoria, Chiaramonte Gulfi e Acate.
Controreplica di PD e M5S al sindaco Cassì

Controreplica di PD e M5S al sindaco Cassì
Non accenna ad affievolirsi la querelle tra il sindaco di Ragusa Peppe Cassì e le opposizioni, nella fattispecie i gruppi consiliari M5S e PD. Tutto è cominciato giovedì 4 giugno, giornata di consiglio comunale, con una nota congiunta pubblicata dalle suddette forze di minoranza, in cui si portavano alla luce mancanze e inefficienze della giunta Cassì tracciando un bilancio negativo dell'operato biennale del primo cittadino. Nel pomeriggio era arrivata la replica del sindaco, che ha commentato l'attacco di PD e M5S definendolo 'la classica azione di critica delle opposizioni contro la giunta reggente senza la proposta di soluzioni concrete'. Sabato 6 giugno i gruppi consiliari M5S e PD hanno controreplicato al primo cittadino: "Onorati di tanta attenzione in ogni caso, restiamo profondamente delusi dalla nota di replica del sindaco al nostro comunicato congiunto che voleva solo sollecitare un ormai improcrastinabile cambio di passo nelle politiche per la città, peraltro atteso da larghe fasce della cittadinanza e reso quanto mai necessario dalla incombente crisi economico-sociale post emergenza. Non si può non restare basiti per i contenuti di una replica che, nemmeno abilmente, aggira i temi fondamentali affrontati e gioca sul nulla per distrarre l’opinione pubblica, con un velato sarcasmo su una ipotizzata alleanza fra Cinque Stelle e Pd che, evidentemente, dà fastidio anche in un ipotizzato stadio larvale. Quello che viene chiamato ‘abbraccio incoerente’ è solo il frutto di evidenze impossibili da non condividere fra due forze di minoranza che vedono traditi gli ideali e i programmi sbandierati in campagna elettorale. I nostri rilievi vengono affrontati come voce stranamente unica delle opposizioni, ammantando, volutamente, di nebbia molte delle stesse eccezioni che sono sollevate all’interno della maggioranza: è innegabile, e ormai di dominio pubblico, che c’è insofferenza all’interno della Giunta, dove il sindaco riesce a contenere e gestire il dissenso, ma più ancora c’è dissenso da parte di almeno cinque consiglieri di maggioranza che, più o meno ufficialmente, palesano il proprio disagio, senza dire che aleggia sempre l’incognita del gruppo di Ciccio Barone, che appare sempre più come un aereo militare di emergenza, mimetizzato nell’hangar semisotterraneo ma pronto ad accendere i motori e decollare in cinque minuti. Come componenti di forze politiche che hanno, direttamente o indirettamente, governato la città prima di Cassì, vogliamo sottolineare come è meglio non addentrarsi nei meriti e nei demeriti di amministrazioni comunque consegnate al passato di una città che, quasi sempre, alla fine dei cinque anni, ha scelto una nuova guida per un auspicato cambiamento. Inevitabile, se non c’è cambiamento e inversione di tendenza, guardare alle cose da fare, soprattutto di fronte a cambiamenti epocali della società che impongono scelte diverse e diversamente articolate e che fanno risaltare, inevitabilmente, i pregi del passato che vengono a galla nella palude stagnante di un immobilismo fatto di incapacità e di inadeguatezza ai ruoli. Non c’è acrimonia nelle nostre considerazioni, solo l’auspicio che, per una volta, il sindaco apprezzi il nostro sforzo di contribuire al bene della città, quanto mai indispensabile nell’attuale momento delicato per la società ragusana che deve trovare, con il contributo di tutti, il modo di valorizzare l’esistente e operare per l’incremento dei patrimoni materiali e immateriali della città. Non chiediamo l’impossibile, non chiediamo, sarebbe da folli, il completamento di opere e azioni che nemmeno sono avviate, chiediamo solo, e pensiamo che la città abbia il diritto di essere portata a conoscenza, di sapere quale visione ci sia per il futuro di Ragusa, quali strategie per la cultura, per l’economia e il comparto produttivo, per l’urbanistica e i centri storici, tutti comparti al palo e per il quale non si intravedono interventi a breve e medio termine. Da parte nostra non ci sono ‘No’. Del resto, non si può dire ‘No’ al nulla". La presa di posizione odierna di M5S e PD lascia pensare a un'ulteriore replica da parte del primo cittadino. Nei prossimi giorni, Teleiblea approfondirà la questione provando a far luce su un dibattito che, allo stato attuale, sembra appena in fase embrionale.
Supermercati aperti la domenica: l'ordinanza del Sindaco

Supermercati aperti la domenica: l'ordinanza del Sindaco
Sabato 6 giugno il sindaco di Ragusa Peppe Cassì ha emanato un'ordinanza che prevede la riapertura, di domenica e nei giorni festivi, di supermercati, centri commerciali e outlet.
Il sindaco, recita il documento, ordina:
1) che tutti gli esercizi commerciali, compresi quelli di “vicinato”, la cui
chiusura è stata disposta con l’articolo 12 dell’Ordinanza n. 22/2020 del
Presidente della Regione Siciliana, hanno facoltà di aprire al pubblico anche
nelle giornate domenicali a partire dalla prossima domenica 7 giugno 2020 e
fino alla vigenza della citata Ordinanza n. 22/2020.
2) che le predette attività sono tenuti a rispettare e far rispettare gli obblighi
previste nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e
Produttive” il cui contenuto fa parte integrante e sostanziale della presente
ordinanza;
3) che tutti i visitatori/clienti hanno obbligo di indossare la mascherina all’art.3
del DPCM del 17 maggio 2020.
La violazione del contenuto della presente ordinanza comporta l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dal D.L. N. 33/2020.
Si informa che, contro il presente provvedimento, può essere presentato ricorso:
-entro 60 giorni dalla notifica del presente provvedimento al Tribunale Amministrativo Regionale nei termini previsti dall’art. 29 del D.Lgs. 2/7 /2010, n. 104;
-entro 120 giorni dalla notifica del presente provvedimento al Presidente della Regione Siciliana, nei termini previsti dall’art. 8 e seguenti del D.P.R. 24 /11/1971, n. 1199.
Territorio Ragusa si schiera con PD e M5S

Territorio Ragusa si schiera con PD e M5S
Territorio, dopo una meticolosa valutazione della nota congiunta dei gruppi consiliari PD e 5 Stelle sull’attuale situazione politica e amministrativa in città, presa in esame assieme ai componenti del Direttivo, Emanuele Distefano e Andrea Battaglia, ha diramato una nota di condivisione del documento, che tiene conto anche della replica del sindaco in Consiglio Comunale.
"Non volevamo aggiungere altro al documento congiunto dei consiglieri comunali PD e 5 Stelle, ritenuto esaustivo delle istanze della città.
Le valutazioni espresse ci hanno trovato del tutto in accordo con le posizioni che sono quelle di ampia parte della città.
Sentiamo il bisogno di intervenire a sostegno del documento delle principali forze di opposizione nell’assemblea cittadina, dopo la replica del primo cittadino che, nel corso della seduta del consiglio comunale, ha inteso affrontare la questione con una ‘non risposta’ a una nota che, di tutta evidenza, non voleva essere di sterile opposizione politica. Sollecitare l’ormai acclarato, nella definizione, ‘cambio di passo’ nell’amministrazione della città è solo l’auspicio diffuso nell’interesse della cosa pubblica, soffermarsi sulla novità di un ‘abbraccio incoerente’ fra le due maggiori forze di opposizione vuole dire derubricare a sterile operazione politica il bisogno dilagante di ‘svegliare la città. Il particolare momento di crisi che si sta attraversando, aggravato dall’emergenza sanitaria, impone attenzione per le emergenze della città e richiede, se non una azione condivisa e costruttiva nell’interesse della collettività, una attenta opera di verifica e di controllo sulle cause di un immobilismo che contrasta con i propositi del Sindaco di ridestare la città dal torpore che la sovrastava.
Non staremo qui a ripetere dei programmi, delle iniziative che non solo non hanno sbocco ma non vedono nemmeno un avvio, l’azione politica è lenta e inviluppata in burocrazia che opprime anche le misure più semplici, come stiamo osservando in questa emergenza.
Al netto di sterili polemiche, le precedenti amministrazioni hanno lasciato un notevole substrato per poter coltivare un nuovo patrimonio di infrastrutture e iniziative che, unite ai patrimoni classici della città, la vedrebbero in vantaggio per una ripartenza che possa ridare slancio all’economia e al lavoro. Auspichiamo una strategia comune delle minoranze consiliari, nel pieno mantenimento e rispetto delle singole identità, per una azione che, a questo punto, non deve essere e non può essere solo di opposizione ma, con il coinvolgimento delle componenti politiche, sindacali, produttive e culturali, e della gente comune, deve pretendere un coinvolgimento, ancorché solo consultivo, per il governo della città per il quale l’attuale amministrazione ha dimostrato, finora, di non avere il passo ottimale per le esigenze più evidenti. Ci sono settori diversi dell’amministrazione che richiedono, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, una chiara inversione di tendenza per l’approccio alle dinamiche necessarie per interventi concreti e funzionali, condividiamo, altresì, che l’azione troppo lenta, fin qui condotta, non consentirà il completamento di lavori e iniziative che eventualmente l’amministrazione fosse in gradi di avviare, per cui si corre il rischio che un nuovo sindaco della città possa non condividere opere e iniziative che potrebbero essere destinate a restare come grandi incompiute, con danni notevolissimi economici e di immagine per la città. A questo punto, con il pieno sostegno all’azione intrapresa dalle forze di minoranza che hanno a cuore le sorti di Ragusa, non possiamo che attendere l’annunciato ‘bilancio’ dei primi due anni, dall’esito del quale il Sindaco potrebbe trarre le dovute conclusioni di una esperienza che lo ha visto calarsi nel ruolo con enormi difficoltà politiche che non ha voluto risolvere con l’aiuto delle forze sane e vive della città che, più volte, hanno manifestato la disponibilità a contribuire concretamente per il bene della comunità".
Approvate in Consiglio le modifiche allo statuto comunale

Approvate in Consiglio le modifiche allo statuto comunale
Con 17 voti favorevoli (15 della maggioranza e due dell’opposizione) sono state approvate, nel corso del consiglio di giovedì 4 giugno, le modifiche allo statuto comunale. Si tratta di un atto predisposto con grande attenzione in commissione Affari generali prima di approdare in Consiglio comunale per l’esame e l'approvazione finale. Ad esprimere soddisfazione per il positivo andamento dell’iter il presidente della commissione, il consigliere Daniele Vitale. "Ieri, finalmente abbiamo messo un punto fermo su una questione fondamentale che presupponeva un adeguamento normativo dello statuto, a cominciare dalla commissione Trasparenza,che infatti è stata abolita e che quindi, già da subito, non esisterà più, oltre alla costituzione dei gruppi consiliari unipersonali, anche in questo caso per rispondere a specifiche esigenze normative. In questo senso è stato fatto un lavoro attento e meticoloso, prima in commissione (e ringrazio, oltre ai commissari, anche i funzionari del Comune) e poi in aula". Le commissioni consiliari che si riuniranno solo per esaminare una problematica, e non già quelle che invece saranno chiamate ad esprimere pareri obbligatori ma non vincolanti rispetto ai punti che dovranno essere in seguito trattati dal civico consesso, non prevedono il gettone di presenza per i commissari. "Quella che abbiamo portato avanti, grazie all’input proveniente dall'amministrazione comunale e dalla conferenza dei capigruppo – prosegue il presidente Vitale – è un’azione di rivisitazione molto importante che ci ha consentito di adeguare sul piano normativo lo statuto comunale del nostro ente locale territoriale. Ulteriori modifiche sono in procinto di essere predisposte".
RAGUSA - Cimiteri aperti anche la domenica

RAGUSA - Cimiteri aperti anche la domenica
I tre cimiteri di Ragusa saranno aperti anche la domenica. Concesso quindi ai cittadini far visita ai propri defunti anche nelle giornate non lavorative. A disporlo è la nuova ordinanza sindacale n. 467 emanata venerdì 5 giugno ( pubblicata sul sito istituzionale del Comune) con la quale, ferme restando tutte le prescrizioni di cui alla ordinanza n. 283/2020, si ordina a tutti i visitatori di evitare formazione di assembramenti e di portare la mascherina protettiva sempre con sé ed indossarla quando non si può garantire una distanza interpersonale idonea a proteggersi dal rischio del contagio. Tale obbligo non sussiste per i bambini sotto i sei anni e per le persone con forme di disabilità che ne rendano incompatibile l’uso. Il nuovo provvedimento sindacale tiene conto, tra l’altro, del DPCM del 26 aprile 2020 con il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri ha adottato le nuove disposizioni per l’inizio della cosiddetta “Fase 2” divenute operative, ai sensi dell’art. 10, a far data dal 4 maggio 2020, delle ordinanze del Presidente della Regione Sicilia n. 18 del 30 aprile 2020, n. 21 del 17 maggio e n. 22 del 2 giugno scorso e delle misure organizzative previste, finalizzate a evitare l’assembramento di visitatori e a garantire la distanza interpersonale.
La replica del sindaco Cassì a PD e M5S

La replica del sindaco Cassì a PD e M5S
Giovedì 4 giugno i gruppi consiliari PD e M5S di Ragusa hanno diramato una nota congiunta all'insegna di forti critiche nei confronti della giunta Cassì. La nota registra una denuncia relativa a immobilismo politico ed economico: nella fattispecie sono piovute critiche circa il settore dell'urbanistica e dei lavori pubblici. A tal proposito, non si è fatta attendere la replica del sindaco di Ragusa Peppe Cassì: "Come da prassi, i partiti di opposizione si coalizzano per fare l’elenco di ciò che a Ragusa manca. Si tratta di una lista che tocca tutti i settori, riciclata da quelle che già anni fa si leggevano sui giornali e che ora Pd e Movimento 5 Stelle, alleati palesi anche in città, vorrebbero azzerata in due anni. Con questo comunicato, infatti, insieme imputano a questa amministrazione le stesse carenze che non molto tempo fa il Pd attribuiva ai 5 stelle e che a loro volta i 5 stelle rimproveravano ai loro predecessori. L'unità di intenti incoerente di oggi equivale a una auto-ammissione di croniche mancanze, un calderone di vecchi ingredienti senza aggiungere il sale di una sola proposta. Dopotutto, se avessero avuto soluzioni per i temi che oggi portano in auge, le vedremmo già attuate. Per quanto ci riguarda, abbiamo scelto la via delle soluzioni strutturali e non delle pezze. Si tratta di un lavoro più lento e silenzioso, ma necessario. Ragusa non aveva “Luoghi della cultura”, non aveva presentato la domanda per registrare i propri importanti monumenti in quell'elenco ministeriale che permette l’accesso a finanziamenti fondamentali. Abbiamo posto rimedio a questa mancanza, senza clamore e senza sbandierarlo sui giornali, riuscendo a recuperare risorse indispensabili, “normali” per ogni città d’arte ma finora non per questa. Lo consideriamo un dovere, non un merito o un vanto da pubblicizzare, né uno spunto per fare polemica. Come abbiamo sempre detto, guardiamo avanti. Nei prossimi giorni, in coincidenza con la ricorrenza dei due anni di mandato, parlerò di questo e di tanto altro, di ciò che abbiamo fatto, di ciò che stiamo facendo, di ciò che è andato bene, di ciò che è andato male e di cosa si deve migliorare. Lo farò direttamente con i cittadini, senza filtri, spiegando, informando, ascoltando. Con l’ “elenco dei No”, non si è mai andati da nessuna parte".
Castello di Donnafugata - 450 presenze il 2 giugno

Castello di Donnafugata - 450 presenze il 2 giugno
Il ponte lungo 31 maggio-1 giugno-2 giugno ha fatto registrare un boom di presenze in teatri, parchi e luoghi di cultura della Sicilia. Non è stato da meno il Castello di Donnafugata, 'preso d'assalto' dai visitatori. Lunedì 1 giugno, giornata di riapertura, si sono registrate 150 presenze, 450 il 2 giugno e 30, complice il rientro alle attività lavorative, il giorno seguente. Nell'auspicio che la sete di cultura continui a farla da padrona, Ragusa può ritenersi soddisfatta alla luce di un esordio post covid ben augurante. Rimane, però, il dubbio circa il futuro della struttura: cosa può offrire ancora il castello per spingere i visitatori a farvi ritorno? In questa direzione, a giocare un ruolo fondamentale potrebbe essere il museo del Mudeco, di prossima apertura.
Boom di presenze in musei e parchi della Sicilia

Boom di presenze in musei e parchi della Sicilia
In Sicilia, tra l'1 e il 2 giugno, si è registrato un vero boom di presenze all'interno di musei, parchi archeologici e gli altri siti della cultura. Sono 9.791 le persone che, all'insegna dello slogan #Laculturariparte, hanno visitato durante il ponte i luoghi cardine della storia e dell'arte di casa nostra, riaperti al pubblico dopo la lunga pausa dovuta all'emergenza sanitaria. Si tratta di un numero non indifferente alla luce di una riapertura soggetta al contingentamento degli ingressi, con numeri limitati e ridotti nel rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie e di protezione previste per il contenimento del Coronavirus. A tal proposito è intervenuto l'assessore regionale ai Beni Culturali e dell'Identità siciliana Alberto Samonà: “Ci troviamo davanti a numeri straordinari, considerando che si riferiscono a un turismo esclusivamente regionale. C'è sete di conoscenza e di cultura. La quarantena, a cui tutti siamo stati soggetti in questi mesi, ha fatto scattare un forte desiderio di riappropriarci della nostra vita e della nostra storia. I musei, i parchi e i luoghi caratterizzanti della cultura in Sicilia rappresentano il nostro cuore pulsante. Ripartire da questi luoghi vuol dire ricominciare a parlare la lingua dei nostri avi, degli uomini e delle donne che hanno reso grande la Sicilia. Dobbiamo continuare su questa strada già intrapresa dal Governo regionale, perché solo attraverso la consapevolezza di chi siamo stati possiamo costruire il nostro futuro”.
Il pubblico si è dimostrato ordinato e attento, servendosi della possibilità di effettuare le prenotazioni on-line e consentendo, quindi, di gestire al meglio il flusso di visite riducendo quasi a zero il potenziale rischio di assembramenti e lunghe code. Gli ingressi, gratuiti fino al 7 giugno, da oggi grazie anche all'ordinanza n. 22 del presidente della Regione, torneranno a essere aperti anche a un turismo nazionale e internazionale. Dal 3 giugno, come preannunciato nei giorni scorsi, torneranno visitabili altri sei siti: Museo archeologico di Palazzo Varisano di Enna, Museo Archeologico Regionale di Gela, Area archeologica Bagni Greci di Gela, Museo archeologico di Marianopoli, Museo Regionale Interdisciplinare di Caltanissetta, Complesso Minerario Trabia Tallarita. Di seguito, per ciascun sito, il numero di visitatori registrato tra l'1 e il 2 giugno: Area archeologica di Segesta (662); Area archeologica di Selinunte (1306); Valle dei Templi, Agrigento (1157); Villa Romana del Casale, Piazza Armerina (585), Teatro antico di Taormina (2462), Area archeologica e Museo di Naxos (817), Isolabella (276), Area archeologica della Neapolis, Siracusa (895); Galleria regionale di Palazzo Bellomo, Siracusa (55); Area archeologica di Morgantina (136); Museo archeologico di Aidone (145); Chiostro di Santa Maria La Nuova – Duomo di Monreale (144); Teatro romano e Odeon, Catania (274); Museo archeologico eoliano “Bernabo Brea” di Lipari (20) ; Galleria regionale di Palazzo Abatellis, Palermo (306); Museo archeologico Antonino Salinas, Palermo (59); Castello della Cuba, Palermo (105); Chiostro di San Giovanni degli Eremiti, Palermo (127); Castello della Zisa, Palermo (35); Museo di arte moderna e contemporanea di Palazzo Riso, Palermo (59); Casa museo “Antonio Uccello” Palazzolo Acreide (49), Museo regionale Agostino Pepoli di Trapani (117).
