Il Duomo di San Giorgio all'insegna del tricolore

Il Duomo di San Giorgio all'insegna del tricolore
Nelle notti del lungo periodo dell’emergenza sanitaria diversi importanti monumenti italiani sono stati illuminati con le luci del tricolore nazionale che hanno simboleggiato l’orgoglio italiano e l’impegno a combattere contro questo nemico invisibile. Le foto e i video delle città con i loro monumenti illuminati sono state riprese dai maggiori media nazionali e internazionali. Sulla falsariga di questa iniziativa, si inquadra anche quella promossa dal Gruppo Egea, che dalla serata di oggi fino all'8 giugno illuminerà il Duomo di San Giorgio con i colori della bandiera italiana. Lo rende noto l’assessore al turismo Ciccio Barone che ringrazia a nome dell’Amministrazione comunale la società proponente che si farà carico delle spese per l’intervento. "Si tratta di un’iniziativa a favore dei ragusani e dei visitatori per ricominciare a godere della bellezza del nostro territorio e promuovere la nostra arte tardo barocca" ha dichiarato l'assessore Barone.
Il Comune contribuisce al restauro dell'Organo Maximum di San Giorgio

Il Comune contribuisce al restauro dell'Organo Maximum di San Giorgio
Il Comune di Ragusa ha deciso di concedere alla Parrocchia di San Giorgio un contributo di €98.214,28 comprensivi di IVA ( fondi della legge regionale 61/81), autorizzato dalla Commissione Centri Storici, per la realizzazione del progetto di restauro dell’Organo Maximum del Duomo di San Giorgio di Ibla. Il suddetto provvedimento sancisce l'approvazione di uno schema di protocollo tra il Comune di Ragusa e la Chiesa di San Giorgio finalizzato all'esecuzione dei lavori del prezioso bene artistico di fine ottocento. Il documento che regola l’accordo tra le parti è stato sottoscritto lunedì 1 giugno 2020 presso il Comune di Ragusa dal sindaco Peppe Cassì e dal parroco della della Parrocchia di San Giorgio Pietro Floridia, accompagnato dall’ing. Giuseppe Arezzo. Presente anche l'assessore al Centro Storico Ciccio Barone. Il protocollo prevede, tra l’altro, che con il contributo concesso la Parrocchia provveda a far eseguire i lavori di restauro alla rinomata ditta “Arte Organaria di Bovelacci”, impresa accreditata presso la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Ragusa, ente regionale che ha redatto il progetto e a cui è stata affidata l’alta sorveglianza dei lavori. Nell'accordo sottoscritto si conviene che l’Amministrazione comunale procederà alla liquidazione del contributo concesso per stati di avanzamento così come cadenzati nel contratto stipulato tra la Parrocchia di San Giorgio e la ditta esecutrice del restauro. La somma concessa rappresenta un contributo e le eventuali spese suppletive, necessarie per il completamento dell’intervento, saranno a totale carico della Parrocchia.
A margine della firma dell'accordo è intervenuto il Sindaco Peppe Cassì: "L’intervento con il contributo che abbiamo concesso, che potrà essere eseguito dalla rinomata ditta “Arte Organaria di Bovelacci”a cui è stato affidato l’incarico di restauro, consentirà di potere rimettere in uso e riascoltare uno degli strumenti più prestigiosi d’Europa che costituisce per l’intera comunità iblea uno strumento in grado di esaltare al massimo la musica sacra, che sarà proposta dai migliori organisti di tutto il mondo in occasione di manifestazioni internazionali che potremo promuovere nel Duomo di San Giorgio. A poche settimane dal mio insediamento come sindaco di Ragusa, mi fu presentata l’esigenza di procedere con un importante intervento di restauro dell’organo di San Giorgio e ho preso subito l'impegno, oggi mantenuto, che l’Amministrazione avrebbe fatto di tutto per restaurarlo".
RAGUSA - Il 28% delle imprese a rischio chiusura

RAGUSA - Il 28% delle imprese a rischio chiusura
Che cosa è accaduto alle imprese della provincia di Ragusa dopo il lockdown? Quali sono i dati che è possibile analizzare a due settimane esatte dalla riapertura? Dal 18 maggio l’82% delle imprese ha riaperto la propria attività. Tra bar e ristoranti 1 su 4 risulta essere ancora chiuso. Il 94% delle riaperture si è registrato nel settore dell'abbigliamento, l’86% in altre attività, nel commercio al dettaglio e nei servizi, il 73% dei ristoranti e bar ha deciso per la riapertura. La riapertura è stata favorita anche da alcune misure di sostegno. Il 44% delle imprese ha ricevuto indennizzi tra cui il bonus di 600 euro e altro mentre il 17% ha potuto contare sulla Cig in deroga. Soltanto l’8% ha invece fatto ricorso ai prestiti garantiti dai provvedimenti del Governo nazionale. Il 61% delle imprese ha fatto registrare un calo del fatturato dal 50% fino a oltre il 70%. Si tratta di una situazione molto pesante che rischia di causare delle ricadute negative, il 28% di queste imprese sarà costretto a chiudere definitivamente. Questi i dati relativi all'indagine effettuata da ConfCommercio Ragusa.
Dal 2 giugno riapre il Castello di Donnafugata

Dal 2 giugno riapre il Castello di Donnafugata
L’Assessorato alla cultura e beni culturali rende noto che da martedì 2 giugno il Castello di Donnafugata torna ad essere fruibile. In questo periodo di chiusura forzata, per l’emergenza sanitaria, presso il Castello di Donnafugata si è provveduto a rimodulare le modalità di accoglienza e di contatto con il pubblico. Al fine quindi di garantire la sicurezza dei fruitori mantenendo sempre un'esperienza di visita gratificante, ci si atterrà a quelle che sono le disposizioni emanate per la riapertura dei siti museali nel rispetto integrale, oltre che delle regole del DPCM del 17 maggio 2020, delle prescrizioni di cui alle circolari del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico prot. 16255 del 3 maggio 2020 e prot. 19361 del 21 maggio 2020. Previsti presidi per garantire la sicurezza medico-sanitaria sia del visitatore, sia del personale che lavora nel sito, organizzando un sistema di sanificazione ed una costante pulizia degli spazi, con modalità e tempi di aerazione dei locali, esponendo le procedure informative a cui attenersi nelle zone di accesso e nei luoghi comuni. Le giornate e gli orari di apertura del Castello di Donnafugata sono le seguenti: Lunedì: giorno di chiusura per riposo settimanale. Da martedì a domenica: ore 9.00-13.00 e 14.00-16.00 (ore 16,00 chiusura cassa, con la possibilità di rimanere all'interno della struttura entro e non oltre le ore 16.45).
L’Assessorato alla cultura e beni culturali informa inoltre che per quanto riguarda la logistica predisposta per una visita in sicurezza, prudenza e serenità, considerando la possibilità di movimento nel rispetto delle distanze interpersonali minime, sono state stabilite nuove modalità di visita previste dall'apposito regolamento. Di seguito le regole per la fruizione:
PRENOTAZIONI VISITE AL numero 0932.676500. Nel rispetto delle normative anticontagio disposte dalla Regione Siciliana con Ordinanza contingibile e urgente n. 21 del 17 maggio 2020, e al fine di consentire a tutti gli utenti di fruire al meglio dell’esperienza di visita al Castello di Donnafugata e nei suoi spazi di pertinenza il Comune di Ragusa dispone:
1)Obbligatorio l’uso della mascherina in spazi aperti qualora non sia possibile rispettare
il distanziamento interpersonale pari ad almeno 1m.
2)È consentito l’accesso di un numero massimo di 40 visitatori ogni ora,
opportunamente contingentato.
3)L’accesso al Castello è cadenzato in un numero massimo di 4 visitatori ogni 5
minuti. Fanno eccezione i membri di un medesimo nucleo familiare o congiunti, per i
quali è prevista la compilazione di apposita autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e
47 d.p.r. n 445/2000.
4)Al fine di garantire le medesime condizioni a tutti i fruitori, la visita all’interno del
Castello dovrà avere una durata massima di 1h. Salvo diverse disposizioni da parte
del personale preposto e nel rispetto degli orari di apertura al pubblico, non è stabilito
alcun limite temporale per la permanenza nel Parco.
5)L’utilizzo delle panchine nel Parco è consentito esclusivamente nel rispetto del
distanziamento interpersonale. Fanno eccezione soggetti appartenenti al medesimo
nucleo familiare o congiunti.
6)L’accesso al Labirinto è possibile solo ed esclusivamente se dotati di mascherina e
sempre che le condizioni di non-assembramento vengano rispettate.
7)Si invitano i visitatori a igienizzare spesso le mani utilizzando i dispenser
disponibili nel percorso di visita.
Peppino Spampinato: il ricordo dell'Anpi a 20 anni dalla morte

Peppino Spampinato: il ricordo dell'Anpi a 20 anni dalla morte
"A vent’anni dalla scomparsa di Giuseppe Spampinato, per tutti Peppino, partigiano per una nuova Italia, avremmo voluto ricordare la sua figura con un convegno che valorizzasse il suo impegno rivolto, a testimonianza, verso le nuove generazioni dell’importanza della democrazia, della giustizia, della libertà e della pace. Purtroppo, la situazione attuale non lo ha permesso ma come ANPI provinciale di Ragusa vogliano ricordare la sua figura". Così il presidente provinciale dell’ANPI Gianni Battaglia. GIUSEPPE SPAMPINATO, nasce nel 1914 a San Michele di Ganzaria (provincia di Catania), in una famiglia contadina e antifascista. Fino all’età di 27 anni lavora la campagna assieme al padre, e nel 1941, a guerra iniziata, viene richiamato a fare il militare e destinato a Ragusa, dove, qualche mese dopo si sposa con una giovane, Giorgia Ragusa, con la quale avrà tre figli: Giovanni, Alberto e Salvatore. Nell'aprile del 1942 viene inviato in Jugoslavia, territorio di guerra, e il giorno dopo dell’armistizio dell’8 settembre 1943, assieme ai i militari italiani che erano con lui viene fatto prigioniero dai tedeschi, perché si rifiutava di passare dalla parte dei nazisti, nonostante la minaccia della fucilazione. Dopo due mesi di lavori forzati fu liberato dai partigiani jugoslavi, e senza esitazione, trascinando con sé molti militari italiani disorientati e indecisi, in maggioranza siciliani, sceglieva di unirsi ai partigiani per combattere il nazi-fascismo. Assieme ad altre formazioni italiane in Jugoslavia ha contribuito alla costituzione del battaglione Garibaldi, che in breve si trasformò in “Divisione d’Assalto Garibaldi Italia”, dove Spampinato faceva parte del gruppo di comando, iniziando col grado di comandante di plotone fino al grado di Maggiore, a capo di una di queste Brigate, la Matteotti, formata da 1.050 uomini.
Durante la liberazione di Belgrado, alla testa del suo reparto, fu ferito gravemente dai tedeschi, e ancora convalescente, ritornava a combattere con i suoi compagni. In una sua memoria ha scritto: Furono 22 mesi di sacrifici e combattimenti per la liberazione dal nazifascismo, e per cancellare le criminali vergogne compiute in Jugoslavia dall’Italia fascista. A luglio del 1945, dopo avere ricevuto due decorazioni dal governo Jugoslavo, rientra in Italia, dove gli verranno riconosciute dal Governo Italiano l’invalidità per ferite riportate in guerra, il grado di maggiore, e LA MEDAGLIA D’ARGENTO al valor militare. Una volta fatto rientro a Ragusa, incontra un altro ex partigiano, Virgilio Failla, con il quale contribuisce a fondare la federazione del PCI di Ragusa, ricoprendone la carica di segretario della sezione centro. È stato responsabile dell’organizzazione e vice segretario provinciale dal 1947 al 1959, impegnandosi nella costruzione di un partito di lotta, per questo fu un grande attivista e animatore delle lotte operaie e contadine nella provincia di Ragusa. Dal 1952 al 1956 fu consigliere comunale del PCI a Ragusa. In quegli anni, come comunista e sindacalista, subì processi e persecuzioni, anche nel lavoro, infatti negli anni ’50 fu licenziato ingiustamente dall’ECA (Ente Comunale Assistenza) per motivi politici, e vinse la causa dopo un lungo ricorso durato 10 anni, ottenendo la reintegrazione del posto di lavoro. Nel periodo di licenziamento, dal 1950 al 1959, si dedicò al partito e alla Camera del Lavoro. Nel 1972, andato in pensione, accettò l’incarico, affidatogli dal PCI, di costruire a Ragusa la Confesercenti e la CNA provinciale, ricoprendone la carica di presidente.
Nello stesso anno, il 27 ottobre 1972, la sua famiglia fu colpita da un grave lutto con uccisione del figlio Giovanni, di 26 anni, giornalista e corrispondente da Ragusa per il giornale L’Ora di Palermo, mentre si stava interessando di un torbido e misterioso omicidio avvenuto qualche mese prima. Giovanni si era occupato anche degli ambienti dell’eversione nera, pubblicando una ampia inchiesta su neo-fascismo e trame nere nelle provincie di Ragusa, Siracusa e Catania. La morte del figlio gli ha distrutto la vita, anche perché non si è mai fatta pienamente giustizia come Giovanni e il suo impegno e l’attività di giornalista meritavano e per questo ha speso tutta la sua vita a tutelare la memoria del figlio Giovanni. Dopo la “svolta” della Bolognina del 1989, aderì al PDS. GIUSEPPE SPAMPINATO è stato ininterrottamente Presidente provinciale A.N.P.I. fin dal 1950 e membro del Consiglio Nazionale fin dal primo congresso svoltosi a Venezia nel 1946 e vice Presidente regionale contestualmente allo stesso periodo. Fin dal 1970 prospettò la sua sostituzione da Presidente sia pure per un ragionevole avvicendamento. Al 10° congresso provinciale del 1986, la richiesta di dimissioni la presentò in modo categorico e documentata. Era già ammalato seriamente da alcuni anni ma anche il quella occasione la segreteria provinciale prese subito posizione contraria e, anzi, l’ANPI conferì a Spampinato la medaglia d'oro con diploma d'onore al merito. Le condizioni di salute di Spampinato nella primavera-estate del 1992 si aggravarono fortemente e dopo tre mesi di ricovero in ospedale, veniva riconosciuto totalmente invalido. Ma neanche dopo questa circostanza non fu sollevato dall’incarico di presiedere l’ANPI provinciale di Ragusa e organizzò le manifestazioni per celebrare il cinquantesimo anniversario della liberazione. Ricoprì la carica di presidente provinciale fino alla sua morte, avvenuta il 2 giugno del 2000, all’età di 86 anni. Il funerale, secondo le sue volontà, fu celebrato in forma civile in una piazza della città di Ragusa a lui molto cara.
RAGUSA - Cresce il numero dei guariti in provincia: sono 79

RAGUSA - Cresce il numero dei guariti in provincia: sono 79
Ragusa, 31 maggio 2020: allo stato attuale non si registrano ricoveri.
- 91 casi di soggetti positivi dall’inizio della pandemia.
- 60 guariti mai ricoverati e trattati in isolamento a casa.
- 7 deceduti (di cui 1 in Pronto Soccorso di Ragusa e 6 nel reparto di Rianimazione di Modica)
- 5 positivi attualmente a casa
- 19 guariti dopo ricovero ospedaliero (due di essi sono guariti e tuttora ricoverati in riabilitazione)
Numeri importanti, dopo due settimane che segnano la scadenza della fase 2 dell’emergenza Covid-19, che dimostrano come il territorio ragusano risponda con dati che fanno guardare al futuro con cauto ottimismo. Intanto prosegue senza sosta l’attività di prevenzione con l’attività dei tamponi e dei test sierologici.
Totale tamponi 9279.
Tamponi negativi 9067.
Tamponi positivi, dall’inizio della pandemia, 151 su 91 soggetti positivi.
Tamponi in corso 118.
Tamponi programmati da effettuare 72.
Totale test sierologici 2268, dato aggiornato al 29 maggio 2020.
Ragusa 936, positivi 5.
Modica 903, positivi 7.
Vittoria 429, positivi 4.
Ragusa - Il 2 giugno manifestazione per la festa della Repubblica

Ragusa - Il 2 giugno manifestazione per la festa della Repubblica
Martedì 2 giugno, in occasione del 74esimo anniversario della Fondazione della Repubblica, anche Ragusa si unirà alle celebrazioni. In piazza San Giovanni, alle 9.00, si terrà infatti una sobria manifestazione celebrativa. Dinanzi al Monumento ai Caduti, si svolgerà la cerimonia dell'alzabandiera e la deposizione di una corona d'alloro. Si proseguirà poi, presso la Corte del Palazzo di Governo, con la lettura del messaggio del Capo dello Stato, un breve saluto del Prefetto e l'esecuzione dell'inno italiano e di quello europeo. L'evento si svolgerà nel pieno rispetto delle norme finalizzate al contrasto del Covi-19.
METEO RAGUSA - Domenica tra sole e nubi. Le previsioni per la settimana

METEO RAGUSA - Domenica tra sole e nubi. Le previsioni per la settimana
Domenica 31 maggio: nubi sparse alternate a schiarite con tendenza a graduale aumento della nuvolosità fino a cieli coperti con deboli piogge in serata. Durante la giornata di domani la temperatura massima registrata sarà di 20.7°C, la minima di 11.9°C, lo zero termico si attesterà a 2739m. Al mattino venti moderati provenienti da Ovest-Nordovest, al pomeriggio moderati provenienti da Ovest. Nessuna allerta meteo presente. Cieli in prevalenza poco nuvolosi per l'intera giornata, salvo la presenza di qualche addensamento serale. Non sono previste piogge. Martedì 2 giugno, cieli in prevalenza poco nuvolosi salvo variabilità dal pomeriggio. Non sono previste piogge. Durante la giornata di martedì la temperatura massima registrata sarà di 20.3°C, la minima di 11.5°C, lo zero termico si attesterà a 3691m. I venti saranno al mattino deboli e proverranno da Nord, al pomeriggio moderati e proverranno da Ovest. Nessuna allerta meteo presente.
Ragusa - Stop alle villette in zona agricola

Ragusa - Stop alle villette in zona agricola
Dopo l’ordinanza del 25 settembre 2015 con cui il TAR di Catania aveva sancito che nelle aree tutelate dal Piano Paesaggistico di Ragusa chi vuole costruire in zona agricola deve dimostrare di svolgere la professione di agricoltore, ora giunge la sentenza del CGA n. 325 del 20 maggio 2020 che dichiara che su tutto il territorio del comune di Ragusa dalla montagna al mare , e non solo nelle zone tutelate, gli unici soggetti autorizzati a poter costruire una abitazione in zona agricola sono sempre e soltanto gli agricoltori, e che costruire in zona agricola più unità immobiliari e venderle è considerata lottizzazione abusiva. I giudici amministrativi hanno confermato definitivamente che la
corretta lettura dell’art. 48 del PRG sulla zona agricola è quella che ha sempre sostenuto Legambiente: non si possono costruire residenze civili in zona agricola.
Lega ambiente ha poi commentato lo storico risultato raggiunto: "Dopo 12 anni all'insegna di delibere di consiglio comunale intrise di falsità pur di permettere agli amici di costruire villette in campagna, di informazioni fuorvianti fornite da dirigenti del comune di Ragusa alla Regione Siciliana per fare archiviare le ispezioni richieste da Legambiente , di ostacoli alle richieste di accesso agli atti presentate dall’associazione, di lettere anonime di minacce ai dirigenti di Legambiente, la verità è stata finalmente ristabilita. Il paesaggio e l’ambiente sono beni di tutti e non a disposizione di pochi. Chi ha interesse a vivere in campagna può sempre farlo ristrutturando edifici esistenti e non ha che l’imbarazzo della scelta. Sono migliaia gli edifici rurali abbandonati o dismessi da ristrutturare anche di pregio, come peraltro diversi cittadini hanno cominciato a fare. Ci aspettiamo ora che il comune di Ragusa non rilasci più concessioni edilizie per villette residenziali in zone agricole e che i principi dell’art. 48 siano interamente inseriti nel nuovo PRG. Dopo l'emergenza sanitaria anche a livello locale è necessario ripartire dalla green economy. Basta più cemento nelle nostre campagne. Storica vittoria per Legambiente: la campagna e i paesaggi iblei di Montalbano sono salvi".
Foto di repertorio
CORONAVIRUS - Dal 3 giugno consentiti spostamenti tra regioni

CORONAVIRUS - Dal 3 giugno consentiti spostamenti tra regioni
A partire da mercoledì 3 giugno saranno consentiti gli spostamenti tra regioni. Scongiurata, dunque, l'ipotesi di rimandare ogni movimento alla settimana successiva. A darne notizia è stato il ministro della Salute Roberto Speranza: "Il Decreto legge vigente prevede dal 3 giugno spostamenti infraregionali. Allo stato attuale non ci sono ragioni per rivedere la programmata riapertura degli spostamenti. Monitoreremo ancora nelle prossime ore l'andamento della curva". Stando all'ultimo bollettino della Protezione civile, relativo alla giornata di venerdì 29 maggio, in Italia si registra un calo di nuovi contagi, scesi a 516 contro i 593 del giorno precedente. Di questi, 354 solo in Lombardia, il 68,6% del totale. Gli italiani colpiti da Covid-19 dall'inizio dell'epidemia sono in tutto 232.248. In aumento i decessi, saliti da 70 a 87 per un totale che arriva a 33.229. I guariti in un giorno sono 152.844 in tutto. Alla luce di questi dati, continua la diminuzione del numero dei malati attivi: 1.811 in meno oggi (ieri 2.980), per un totale che scende a 46.175. I governatori potranno valutare l'attuazione di misure di contenimento e toccherà eventualmente al ministro Boccia stabilire se impugnare o meno quarantene, patenti di immunità o altre decisioni restrittive.
