Comiso: voli per Roma e Milano rinviati

Comiso: voli per Roma e Milano rinviati

L’avvio delle rotte di continuità territoriale che collegheranno Comiso a Roma e Milano è stato rinviato al 1 dicembre. La decisione, riconducibile all'incertezza della situazione sanitaria e alla ridotta mobilità interregionale, è stata presa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e comunicata tanto alla Soaco, società di gestione dell’aeroporto di Comiso, quanto ad Alitalia, vettore aggiudicatario del bando Enac per l’esercizio dei servizi aerei di linea in conformità degli oneri di servizio pubblico.

“Come abbiamo più volte ribadito in questi giorni – dichiarano il presidente Giuseppe Mistretta e l’amministratore delegato di Soaco Rosario Dibennardo – l’aeroporto di Comiso è pronto. Per quanto ci riguarda abbiamo perfezionato ogni aspetto del nuovo assetto operativo e logistico per accogliere i nuovi voli e saremo pronti a partire appena ce ne saranno le condizioni. Una decisione di ordine superiore fa sì che sia ragionevole avere ancora un po’ di pazienza e chiederla ai nostri passeggeri, con la comune consapevolezza che questa straordinaria opportunità tanto per i cittadini e le imprese del nostro territorio, quanto per il futuro del nostro scalo, sarà in vigore per i prossimi tre anni e manifesterà pienamente i suoi benefici”.


Modica - Al Maggiore creato nuovo reparto Covid

Modica - Al Maggiore creato nuovo reparto Covid

L’Ospedale Maggiore di Modica ha completato la riorganizzazione dei reparti e dei servizi per la gestione dell’emergenza Covid, realizzando la cosiddetta 'area grigia' dedicata ai soggetti positivi con sintomi. Si tratta di un nuovo reparto composto da 14 posti letto, allocato in quelli che erano i locali uffici direzione sanitaria. Così facendo non sono stati sottratti posti letto ad altri reparti. Gli uffici hanno preso il posto degli ambulatori che a loro volta sono stati trasferiti nell’adiacente edificio che ospita già la medicina legale. In questo modo chi va a sottoporsi a visita presso gli ambulatori non dovrà entrare nel corpo principale dell’ospedale, così da non creare affollamenti nei corridoi della struttura.


Dpcm in arrivo: coprifuoco alle 21 in tutta Italia

Dpcm in arrivo: coprifuoco alle 21 in tutta Italia

In arrivo, tra lunedì 2 e martedì 3 novembre, un nuovo Dpcm. A una settimana dall'ultimo decreto i Ministeri, il Cts e le Regioni concordano sulla necessità di aumentare le restrizioni per evitare il collasso dei sistemi sanitari regionali. Il Premier Giuseppe Conte è atteso alla Camera per illustrare le nuove misure del Dpcm che potrebbero entrare in vigore già nella serata di lunedì. Scongiurato, almeno per il momento, un nuovo lockdown nazionale. Tuttavia le restrizioni saranno nette e concrete: 

  • Individuazione di zone rosse nelle aree dove l’indice Rt supera l’1,5
  • Divieto di spostamento tra le Regioni più a rischio
  • Ritorno dell’autocertificazione per gli spostamenti e gli sconfinamenti regionali
  • Restrizioni per gli anziani over 70
  • Chiusura dei musei e dei centri commerciali nel weekend
  • Limitazioni di alcune attività commerciali come parrucchieri ed estetisti
  • Coprifuoco anticipato per tutta Italia alle 21 o alle 20.
  • Nodo scuola da risolvere: probabile didattica a distanza per tutte le scuole di secondo grado. Ipotesi a partire dalla terza media

Albastar - Voli da Trapani posticipati al 1 dicembre

Albastar - Voli da Trapani posticipati al 1 dicembre

La compagnia aerea spagnolo Albastar riferisce di aver ricevuto dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) la comunicazione che prevede l’inizio posticipato al 1 dicembre 2020 dei collegamenti onerati da Trapani Birgi per Brindisi, Napoli, Parma. Questo, a seguito di quanto disposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in data 30.10.2020 circa l’inizio delle operazioni sui collegamenti onerati – nelle more del perfezionamento di apposito decreto ministeriale di modifica della durata del periodo da tre anni a due anni e undici mesi a partire dal 1 dicembre 2020. Il vettore si è attivato immediatamente secondo le nuove disposizioni ricevute e sta provvedendo ad informare tempestivamente i propri clienti prenotati nel mese di novembre.


Giusto chiudere pediatria al Giovanni Paolo II?

Giusto chiudere pediatria al Giovanni Paolo II?

Nella giornata di venerdì 30 ottobre, presso il comune di Ragusa si è tenuto un incontro tra il sindaco, il presidente del consiglio comunale, i capigruppo consiliari e il direttore generale dell'Asp Angelo Aliquò. Tanti i temi affrontanti, primo tra tutti quello del trasferimento dei reparti Covid dall'Ompa al Giovanni Paolo II. A farne le spese, però, gli altri reparti per i quali, allo stato attuale, è stata disposta la chiusura. A tal proposito è intervenuto il consigliere e capogruppo di Ragusa Prossima Gianni Iurato "Sono rimasto poco soddisfatto dall’incontro in quanto ho avuto l’impressione che il manager abbia voluto minimizzare, con un slalom di argomenti, sulle accuse che gli erano arrivate in estate da più parti (sindacati di categoria, personale sanitario). Il motivo delle accuse riguarda la presunta improvvisazione e la presunta inadeguatezza dei locali, nonché la carenza di personale infermieristico, medico rianimatore, dotazione necessaria al Covid Hospital Maria Paternò Arezzo di Ragusa Ibla. Il trasferimento di terapia intensiva e malattie infettive al Giovanni Paolo II, viene giustificato dal fatto che da molto tempo non vi sono anestesisti sufficienti (cosa verissima ma già purtroppo constatata da qualche anno) negli ospedali siciliani di periferia, compresa Ragusa e provincia. Pertanto, concentrando il centro Covid al Giovanni Paolo II, tutto ciò faciliterebbe il lavoro di quei pochi anestesisti che con turni massacranti cercano di garantire il servizio di emergenza Covid e di urgenza chirurgica. Spostando il centro Covid al Giovanni Paolo II, per ricavare spazi ai 74 posti letto (+37 posti a Modica e + 35 a Vittoria), purtroppo si penalizzano interi reparti, sia in termini di posti letto che in termini di sanitari, penalizzazione che colpisce in maniera molto discutibile in primis il reparto di Pediatria, di Ostetricia-Ginecologia e di Medicina. Nell’incontro di venerdì scorso, dopo aver preso la parola ho esternato al dott. Aliquò il mio fermo dissenso per l’attuale completa chiusura della Pediatria di Ragusa dove i bambini, alla bisogna verranno ricoverati a Modica o a Vittoria. Sì, Vittoria, proprio nella città che domani diventa “zona rossa”. Una decisione assurda, anche se fosse uno, dico un solo bambino, a essere ricoverato in quell’ospedale".


Sicilia: 1095 casi nelle ultime 24 ore, 82 a Ragusa

Sicilia: 1095 casi nelle ultime 24 ore, 82 a Ragusa

In Sicilia, domenica 1 novembre, si sono registrati 1.095 nuovi casi positivi al Covid-19. 47 i pazienti ricoverati nelle ultime 24 ore. Questo quanto emerge dal Bollettino del Ministero della Salute. Il dato dei ricoveri comprende anche le terapie intensive che fanno registrare un incremento di 10 pazienti. Il dato dei guariti è pari a 197 persone, 16 i decessi. I tamponi processati sono 8547. Questo il report dei contagi nelle province: 110 Agrigento, 45 Caltanissetta, 316 Catania, 49 Enna, 106 Messina, 277 Palermo, 82 Ragusa, 100 Siracusa, 10 Trapani.


RAGUSA - Scende il numero dei ricoverati

RAGUSA - Scende il numero dei ricoverati

Sono 65 i soggetti ricoverati in ospedale in provincia di Ragusa, 8 in meno rispetto a venerdì 30 ottobre: 23 all’Ompa, 18 in Malattie Infettive e 5 in Terapia Intensiva; 17 al Giovanni Paolo II, 13 in Area Grigia e 4 in Terapia Intensiva; 17 al Guzzardi di Vittoria, 14 in Malattie Infettive e 3 in Terapia Intensiva; 8 nell’Area Grigia dell’Ospedale Maggiore di Modica. Una persona della provincia di Ragusa risulta ricoverato al San Marco di Catania, mentre non è più ricoverato il paziente ragusano che si trovava all’Umberto 1° di Siracusa.


Ragusa scende in piazza: "No chiusura totale"

Ragusa scende in piazza: "No chiusura totale"

No alla chiusura generalizzata. Questo il titolo della manifestazione di protesta promossa da Confcommercio provinciale Ragusa tenutasi sabato 31 ottobre nel capoluogo ibleo, in piazza Giacomo Matteotti (piazza Poste), di fronte al palazzo di Città. L’obiettivo dell’associazione di categoria era quello di lanciare un segnale forte, fare comprendere che in questo modo l’intero comparto, che non si è ancora del tutto ripreso dal lockdown di marzo, è destinato a naufragare. Oltre ai dirigenti sindacali e ai commercianti, in piazza oggi c’erano anche alcuni rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco di Chiaramonte, Sebastiano Gurrieri. "Un ringraziamento ai titolari di pubblici esercizi presenti e a tutte le categorie e attività presenti – ha detto il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti nel suo discorso – Grazie alle forze dell’ordine che vigilano e ai cittadini che hanno la sensibilità e la benevolenza di ascoltare e raccogliere il disagio, la preoccupazione e lo sconforto che caratterizza oggi gli operatori economici della provincia di Ragusa e dei colleghi di tutta Italia. Lo diciamo con serietà, con rispetto verso le istituzioni, con responsabilità, prendendo atto anche dello sforzo che il governo sta facendo per aiutare il settore, con i provvedimenti sui nuovi indennizzi a fondo perduto, sui nuovi crediti d’imposta, sulle locazioni commerciali e gli affitti d’azienda, sul prolungamento di altre 6 settimane della Cig, della cancellazione della seconda rata Imu e di altri provvedimenti di sostegno a settori letteralmente al collasso. Provvedimenti certamente importanti, ma non adeguati e proporzionati rispetto ai danni, alle difficoltà e ai valori del settore che con questa manifestazione si vuole esprimere, trasferendo il disagio, la preoccupazione, l’amarezza, spesso anche la disperazione e i rischi che i suoi operatori stanno vivendo. Lo stiamo facendo scendendo in piazza, superando anche l’indole di seri imprenditori come ci riteniamo, più portati al fare che al protestare. Lo diciamo consapevoli della gravità del momento dal punto di vista sanitario, che richiede certamente un supplemento di responsabilità da parte di tutti, anche da parte dei pubblici esercizi e di tutti gli operatori economici italiani, che oggi sono a terra e sono qui, come in altre piazze italiane: numerosi, coraggiosi, ordinati, pacifici, ma determinati, perché vedono il futuro – loro, delle loro aziende, delle loro famiglie, del loro progetto di vita, che spesso coincide con il loro ristorante, bar, pizzerie, discoteche, negozi, strutture ricettive in genere, agenzie, in vero pericolo. Lo possiamo dire: siamo a terra economicamente. L’ulteriore imposizione oraria della chiusura ci costerà miliardi di euro al mese, impedendo a tantissime persone di lavorare. Tutto questo oggi costa caro a noi, ma il conto lo pagherà anche tutto il Paese. Siamo imprese e diamo lavoro a milioni di persone in tutta Italia". Confcommercio provinciale Ragusa ha chiesto al governatore Musumeci, assieme alle altre associazioni di categoria del sistema presenti in tutta l’isola, che l’imposizione degli orari possa essere rivista, fornendo maggiori occasioni di lavorare.


Ragusa - Superati i mille contagi. 478 a Vittoria

Ragusa - Superati i mille contagi. 478 a Vittoria

Prosegue l'emergenza Coronavirus anche in provincia di Ragusa con cospicui aumenti di soggetti positivi. Superati i 1000 casi di positività al Covid-19. In totale sono 1083 i contagi nel territorio ibleo. Vittoria comune più colpito del ragusano con 478 casi nelle ultime 24 ore. Di seguito i dati dei vari comuni:

Ragusa: 230

Vittoria: 478

Comiso: 109

Ispica: 70

Modica: 65

Pozzallo: 27

Santa Croce: 16

Chiaramonte: 9

Acate: 41

Giarratana: 4

Scicli: 16

Monterosso: 2


Ragusa - Focolaio Covid in casa di riposo

Ragusa - Focolaio Covid in casa di riposo

A Ragusa, è scoppiato un focolaio Covid presso una casa di riposo gestita da suore. Nella struttura (che ospita circa 40 anziani), chiusa da due settimane al pubblico, sono risultati positivi alcuni anziani e qualche operatore sanitario. Tra i positivi, anche una delle religiose che gestiscono il centro.

Il focolaio è stato scoperto qualche giorno fa quando alcuni anziani che erano stati sottoposti al vaccino antinfluenzale hanno manifestato febbre alta per diversi giorni. Gli anziani sottoposti al tampone sono risultati positivi al coronavirus. Di conseguenza sono stati avviati i protocolli sanitari e sottoposti a tampone tutti gli anziani ospiti della casa di riposo insieme al personale che vi opera. Tre dei cinque anziani positivi e un’operatrice che lavora nella struttura sono stati ricoverati in ospedale. Altre tre persone che lavorano nella casa di riposo sono state sottoposte alla quarantena domiciliare.